A pochi giorni dalla conclusione degli esami di maturità, decine di ragazzi si trovano a pensare se proseguire gli studi e quale Ateneo scegliere: tra i più gettonati l’Università Patavina, ambita da migliaia di futuri iscritti che si trovano però anche di fronte alle difficoltà legate alla ricerca di alloggi universitari a Padova. Lo scorso anno il numero di immatricolati all’Ateneo Patavino era superiore a 15.000, tra cui un terzo di fuori sede. Franco Zaccaria, magnifico Rettore dell’Università di Padova solo poco mesi fa ha dichiarato in un’intervista al Mattino di Padova “Siamo al vertice nazionale per numero di alloggi, qualità dei pasti, offerta globale della città agli studenti. Fra poco avremo anche la Cittadella dello Studente, con altri trecento posti. Io sono convinto che Padova, con un modello autonomo, sarebbe un polo universitario di livello altissimo”. Sicuramente una buona notizia, ma i posti a disposizione per gli studenti restano ancora insufficienti rispetto alla domanda complessiva. Rocco Bordin, alla guida dell’Esu – azienda regionale per il diritto allo studio, già lo scorso anno denunciava una decurtazione ai fondi pari al 17 per cento che avrebbe portato a un taglio nei servizi, fornendoli a un numero sempre inferiore di studenti, quelli con le certificazioni Isee più basse. È chiaro quindi che chi non conosce la città e ha bisogno di trovare un alloggio a Padova in tempi molto brevi, o riesce a rientrare nei parametri richiesti dall’Esu o deve cercare nel mercato privato: le stanze in appartamenti condivisi sono la soluzione più gettonata, ma quella che comporta anche i maggiori rischi. Negli ultimi anni la Guardia di Finanza, anche grazie alle segnalazioni ricevute, ha implementato i controlli sui proprietari di case, che affittano in nero o non offrono garanzie agli inquilini. Inoltre i costi sono in continuo aumento, in un mercato che non è basato su una precisa regolamentazione e che quindi viene lasciato alle contrattazioni individuali. Tra le soluzioni che possono garantire il miglior rapporto qualità/prezzo, ci sono delle opportunità pensate proprio per gli studenti universitari: strutture di nuova costruzione, con spazi adatti allo studio e alla socializzazione, pensati per raggiungere con facilità le facoltà, rimanendo comunque in quartieri centrali e ricchi di servizi e opportunità culturali e di svago. Una sicurezza quindi sia per gli studenti sia per le loro famiglie, grazie anche a costi chiari e contenuti, che permettono di scegliere i migliori alloggi universitari a Padova.
Un terzo degli universitari patavini cerca soluzioni abitative in città: ecco le nuove opportunità di alloggi per studenti a Padova
Sono più di 25.000 – circa un terzo dell’intera popolazione dell’Ateneo Patavino – gli iscritti fuori sede che ogni anno si lanciano alla ricerca di un’abitazione nella città del Santo: la richiesta di alloggi per studenti a Padova è quindi in continua crescita, e la richiesta degli universitari è sempre più quella di poter accedere a strutture di qualità ma a prezzi sostenibili. L’ente universitario cerca di rispondere alla domanda abitativa, ma l’offerta è assolutamente insufficiente per soddisfare le richieste, arrivando a una vera e propria emergenza affitti. La situazione si complica considerando che non ci sono ulteriori fondi a disposizione per eventuali nuove strutture. Si moltiplicano così gli annunci di proprietari che affittano privatamente, ma senza alcuna garanzia per i conduttori degli appartamenti: richieste di pagamenti in nero, alloggi fatiscenti o molto lontani dalle sedi universitarie, prezzi gonfiati o condomini che arrivano a ospitare decine di persone, limitando al minimo gli spazi individuali e costringendo gli studenti a dividere le case con persone sconosciute. Diventa quindi quasi impossibile trovare soluzioni abitative che possano garantire una completa autonomia, offrendo spazi tranquilli e accoglienti dove poter studiare o trascorrere le proprie giornate al termine delle lezioni. Tra le opportunità che sono state implementate negli ultimi anni in città, ci sono una serie di alloggi a prezzi contenuti studiati ad hoc per le esigenze degli universitari, con spazi moderni e in luoghi facilmente accessibili con i mezzi pubblici, non isolati dal centro storico. È possibile cercare la soluzione più adatta per le proprie esigenze, andando a conoscere le diverse opzioni di alloggi per studenti a Padova.
Vivere in città universitarie: gli alloggi per studenti
Molti sono i ragazzi che, al termine delle scuole superiori, decidono di iscriversi all’università, causando anche un aumento della richiesta di alloggi nelle città universitarie.
Tra gli iscritti nelle università italiane, molti sono quelli che, per scelta o per necessità, decidono di trasferirsi nella città in cui si trova l’ateneo prescelto, ma trovare un alloggio in una città universitaria non è sempre così semplice. Gli alloggi predisposti dall’università, innanzitutto, sono tutt’altro che sufficienti per rispondere alla cospicua domanda degli studenti fuori sede, che nella maggior parte dei casi devono rimboccarsi le maniche e trovare una soluzione alternativa, prendendo in affitto case studenti.
Le difficoltà che si incontrano quando si cerca un alloggio in una delle maggiori città universitarie italiane sono molteplici, e vanno dai prezzi spesso troppo alti per i budget risicati degli studenti, alla fatiscenza di alcuni alloggi, fino ad arrivare ad un’offerta che, soprattutto in determinati periodi dell’anno, non è completamente in grado di soddisfare la domanda. Molti degli appartamenti e delle case per studenti, inoltre, vengono affittati dai proprietari in nero, senza far firmare un regolare contratto, fattore che naturalmente ha delle conseguenze sul livello di garanzia degli affitti. Ma il fattore che maggiormente preoccupa gli studenti e le famiglie sono i prezzi degli alloggi, che in talune città superano la cifra massima che ci si può permettere. Le città universitarie più care, in particolare, sono Roma e Venezia: per un appartamento di 40-60 mq si può arrivare a spendere circa 870 euro al mese nella città capitolina e di 800 euro nel capoluogo veneto, ma la situazione non cambia di molto in altre città italiane, come Milano o Firenze. Non a caso molte famiglie, o almeno quelle che se lo possono permettere, preferiscono fare un investimento a lungo termine e decidono di indirizzarsi verso gli appartamenti in vendita, per avere un punto di riferimento durante tutto il corso di studi del figlio e magari anche oltre. L’alternativa più gettonata, però, è la condivisione dell’appartamento, e in certi casi anche di una singola stanza, con altri studenti, preferibilmente amici o compagni di corso. Nelle città universitarie esistono dei particolari tipi di contratto studiati ad hoc per gli studenti iscritti a corsi di laurea, perfezionamento e specializzazione.
Tra gli studenti che decidono di prendere in affitto un appartamento o una stanza si registrano delle tendenze comuni: innanzitutto, il periodo di maggiore richiesta è tra settembre e ottobre – quando cioè cominciano le lezioni – soprattutto tra le matricole. Gli iscritti agli anni successivi, che già conoscono la realtà universitaria e il mondo degli affitti, si muovono infatti già nei mesi precedenti, in particolare verso luglio, mentre i nuovi iscritti spesso aspettano l’avvicinarsi dell’inizio delle lezioni per cercare alloggi studenti Padova, Bologna e in tutte le altre città universitarie, soprattutto se devono sostenere dei test d’ammissione e non sanno ancora di preciso quale sarà il loro destino. Gli alloggi più quotati sono quelli che sorgono nelle vicinanze delle sedi universitarie o in zone ben fornite dai servizi di trasporto pubblico (pochi sono infatti gli universitari che hanno la macchina), e negli ultimi tempi si comincia a preferire la stanza singola rispetto a quella condivisa.
Gli studenti sono inoltre sempre più attenti alla qualità dell’immobile e degli arredi, anche perché solitamente preferiscono appartamenti già arredati, e dimostrano di preferire abitazioni con riscaldamento autonomo e spese condominiali contenute: l’obiettivo, infatti, rimane sempre quello di contenere i costi, cosa che comunque, in certe città universitarie, non risulta sempre così facile.
Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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