Alcuni costruttori di tabelloni a LED utilizzano LED RGB, mentre altri RRGB. In questo articolo scoprirai la differenza tra queste due scelte tecnologiche: quale è più adatta alla tua particolare casistica?
RGB si riferisce al colore dei LED in ogni singolo pixel: questi sono appunto Red (Rosso), Green (Verde) e Blue (Blu). La tecnologia RRGB utilizza un led rosso in più per ogni pixel, da cui appunto deriva la “R” in più nel nome.
Rosso, verde e blu sono i tre colori primari che gli schermi pubblicitari utilizzano per la sintesi additiva. Grazie a quest’ultimo fenomeno è possibile creare qualsiasi colore mescolando diverse proporzioni di due o tre diversi colori di luce. I tre colori in questione sono appunto quelli primari, tuttavia essi possono avere qualsiasi lunghezza d’onda al fine di stimolare recettori differenti della retina dell’occhio umano.
Ciò che distingue la sintesi additiva è che utilizza gli effetti di colore della luce, rispetto ai pigmenti che vengono usati di solito nella stampa digitale. Gli schermi televisivi o quelli dei personal computers sono gli esempi più conosciuti di sintesi additiva: si tratta a tutti gli effetti di mosaici di punti al fosforo di colore rosso, verde e blu.
Lo stesso principio è alla base degli schermi a LED: a distanze normali l’occhio non riesce a distinguere i singoli LED, ma mescola o aggiunge i loro effetti di stimolo, ottenendo un effetto di colore composto.
Perché, allora, alcuni produttori scelgono di utilizzare un LED rosso in più per ogni pixel (RRGB)? Quali sono le differenze pratiche nell’utilizzo di un maxischermo RGB rispetto ad un RRGB? Ecco le principali differenze:
- La luminosità degli schermi RRGB è più elevata, grazie al numero di LED maggiore
- Il numero superiore di LED funziona tuttavia a discapito dei consumi elettrici, che aumentano di conseguenza
- La qualità dell’immagine è sostanzialmente invariata tra una tecnologia e l’altra
No Comments Found