La galleria Alter Ego di Ponte Tresa svizzera chiude il ciclo estivo di mostre d’arte temporanee dedicate alla promozione di artisti internazionali giovani e meno giovani, con l’inaugurazione di domenica 21 agosto della personale della francese Christine Kevers Pascalis. La mostra dal titolo “Dai colori di Provenza ai sentieri dell’inconscio”, visibile dal 21 al 31 agosto 2011, raccoglie una serie di opere pittoriche di quest’artista straordinariamente versatile che è riuscita a coniugare armonicamente le varie competenze artistiche con la pratica psicoanalitica, fornendo una lettura nuova di segni, forme e colori quali codici interpretativi dei processi dello spirito, attraverso la rivisitazione lirica dei luoghi magici dell’infanzia fino alla presa di coscienza matura e consapevole, seppur problematica, dell’uomo sociale.
Il vernissage di domenica 21 agosto si terrà alle ore 19, con un’anteprima riservata e su invito, venerdì 19 agosto, stessa ora.
In sintesi: Mostra personale dell’artista Christine Kevers Pascalis
“Dai colori di Provenza ai sentieri dell’inconscio”
a cura di Salvatore Misseri
dal 21 al 31 agosto 2011
Vernice: domenica 21 agosto 2011, ore 19
Ponte Tresa Svizzera
Galleria Alter Ego
via Lugano 1
+ 41(0)793572548
+ 39 349 5259573
Orario d’apertura: lu – ma – mer 15 – 17.30; gio – ve – sab 11-18; domenica 10.30 – 13 ///
Note biografiche dell’artista:
Nata a Aix en Provence nel 1944, Christine Kevers Pascalis vive e lavora tra Marsiglia e Parigi. Dalle luci calde della Provenza trae la linfa per la pittura, ma quelle artificiali della “ville lumière” accendono in lei una molteplicità di interessi che spaziano nei vari campi dell’arte: arti visive, plastiche, musica, teatro, danza, letteratura, cinema. Intraprende una formazione psicoanalitica in Svizzera ed esercita la pratica psicoanalitica a Parigi per molti anni. In sintonia con l’idea freudiana secondo cui arte e psicoanalisi sono intrecciate, Christine Kevers Pascalis si accosta alla pittura, rinnovando così l’adagio freudiano che assegna all’artista una priorità, rispetto allo psicoanalista, nella comprensione dei processi psichici. Nella nuova scoperta della pittura, vengono celebrate le luci che avevano illuminato la sua infanzia. Talento ed ispirazione sono necessari alla pittura, ma, da soli, non bastano: essi vanno sostenuti da costanza, cura, pazienza e nutriti mediante una ricerca continua della tecnica pittorica. La pittura di Christine Kevers Pascalis è fatta di tocchi energici e densi, che talvolta spezzano i contorni, talvolta li accentuano. Il segno pittorico è rapido, con il colore steso in pennellate corpose, oppure sparso con la spatola per accrescerne l’intensità e dare volume. Superfici levigate o, più spesso, ruvide e increspate, creano una consistenza materica dalla particolare valenza espressiva. Il contenuto delle sue opere non è tanto nella forma esterna, quanto piuttosto nelle forze-tensioni viventi in quella forma.

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