Il CdA del Gruppo FS ha approvato lo scorso 6 aprile la Relazione finanziaria annuale, confermando il trend in crescita della realtà guidata dall’Amministratore Delegato Luigi Ferraris.
Gruppo FS: crescono i ricavi e gli utili della realtà guidata da Luigi Ferraris
Il 2022 è stato un anno positivo per il Gruppo FS che ha registrato una crescita del +12% dei ricavi operativi e del +5% dell’utile netto. Questo si traduce in 13,7 miliardi di euro di ricavi e 202 milioni di euro di utile. In rialzo anche i margini operativi, con Ebit ed Ebitda aumentati rispettivamente del 36% e del 17%. “Chiudendo l’esercizio 2022 con un +5% di utile netto, con tutti i risultati conseguiti e le attività avviate, il Gruppo FS ha gettato una base solida per portare a completamento gli ulteriori obiettivi legati al PNRR e le altre opere strategiche per il Paese e per favorire lo sviluppo di una nuova mobilità integrata”, ha commentato l’AD Luigi Ferraris. Tra i principali driver della crescita c’è sicuramente la capacità del Gruppo di riuscire ad assecondare e incentivare la ripresa della domanda di mobilità, più che raddoppiata per le Frecce (+106,5%) e in rialzo anche per l’intercity (+50,3%) e per il servizio regionale (+39,9%).
Investimenti, PNRR ed ESG: le performance del Gruppo FS sotto la guida di Luigi Ferraris
Sul fronte investimenti, nel 2022 il Gruppo FS ha collocato 11,3 miliardi di euro, il 98% dei quali è stato investito sul territorio nazionale. A beneficiarne sono stati soprattutto lo sviluppo e il rinnovo dei settori infrastruttura, trasporto e logistica. In ambito PNRR, la realtà guidata da Luigi Ferraris è riuscita a rispettare tutte le scadenze previste, inclusi i lavori sull’infrastruttura ferroviaria Napoli-Bari, quelli relativi all’European Rail Traffic Management System (ERTMS) e quelli per la linea Palermo-Catania. Anche le performance ESG sembrano seguire un trend positivo. Cresce infatti la componente femminile tra i dipendenti, così come l’attenzione per lo sviluppo di una mobilità sempre più sostenibile. A tal proposito, si evidenzia che il 60,6% dei ricavi e il 44,5% dei costi operativi sono infatti riconducibili ad attività ecosostenibili.




L’istituto centrale di Francoforte ha sperimentato l’utilizzo della moneta digitale, che potrebbe essere sviluppata da un pool sufficientemente ampio di fornitori europei. Inoltre la BCE sottolinea che ci sono diverse opzioni di progettazione per individuare la soluzione tecnica migliore per un euro virtuale.












Lo stagno avrà un ruolo importante nella transizione digitale ed energetica grazie ad alcune sue qualità caratteristiche.

