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L’evoluzione del linguaggio in età prescolare

Quanto i nostri bambini in età prescolare sanno parlare la loro futura capacità di apprendimento, questo provoca anche una minore casistica dei bambini con difficoltà di inserimento sociale. Sono quindi estremamente importanti degli anni antecedenti alla scuola.
Questo è quanto emerso da una ricerca australiana del Victoria Study (ELV). Questa ricerca ha infatti stabilito che se entro il sette anni di vita non si ha una capacità espressiva sufficientemente alta, la possibilità di incorrere in problemi emotivi e sociali oltre che comportamentali subisce un’impennata.
Gli studiosi di questa ricerca hanno notato una forbice che va dal 7% fino al 20% in cui i bambini presentano un basso livello di comprensione.
Lo studio ha esaminato le abilità conoscitive dei bambini di sette anni unite a da il comuni importanti fattori dei primi anni di vita. Utilizzando alcuni parametri considerati tre direttori delle capacità di espressione e della minore efficienza associata alla fabbrica utilizzazione ha comportato una minore qualità della vita sociale.
Come rilevato da questa importantissima ricerca e come riportato dal Club dei Bimbi, alcuni fattori esaminati sono: la prematurità, caso di parto singolo oppure gemellare, situazione socio economica della famiglia, preesistenza in famiglia di disturbi associati di al linguaggio, livello economico della famiglia.
Questo studio ha quindi dimostrato che una ridotta capacità linguistica era sempre associata ad alcune carenze socio emotive e di alfabetizzazione. Talvolta erano presenti anche limitazioni scolastiche ed inabilità psico-sociali.
Un’infima capacità nell’esprimersi all’età di quattro anni dovrebbero far suonare un campanello d’allarme per i genitori. È stato anche evidenziato come le scuole debbano essere formate per riconoscere anzitempo l’importanza di queste caratteristiche.
La prevenzione unita ad una giusta informazione alle famiglie può e deve creare un ambiente sano in cui il linguaggio del bambino possa svilupparsi raggiungendo standard ritenuti ottimali. I ricercatori hanno anche ipotizzato la reale possibilità di creare società a misura d’uomo con relativa diminuzione dei disturbi sociali e devianze cognitive, spesso all’origine di devianze ben più gravi. Forse tutto questo si rivelerà un utopia a breve termine, ma potrebbe davvero creare i presupposti per un mondo più civile e vivibile.

 

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