L’alcol etilico (o etanolo) accompagna l’umanità da millenni e il suo uso è sempre stato profondamente radicato nelle varie culture a causa dei suoi potenti effetti sul sistema nervoso centrale e, di conseguenza sulla psiche e la mente.
Può essere quindi definito come una droga socialmente accettata.
Come ogni altra droga, l’alcol, se assunto con regolarità e in dosi sufficienti a innescare i suoi effetti, dà assuefazione e provoca sindrome di astinenza quando se ne interrompa bruscamente l’assunzione.
Infine, il suo uso acuto e cronico produce, più di ogni altra droga, effetti devastanti per l’organismo.
Un lacolista deve essere considerato un drogato a tutti gli effetti e il suo trattamento e recupero pongono diversi problemi psicologici, oltre che medici.
Da un punto di vista psichiatrico, l’alcol è un depressore e non un eccitante del sistema nervoso, come invece in molti credono. La sensazione di eccitazione che si prova nei momenti dell’ebbrezza è dovuta alla depressione di strutture corticali e sottocorticali normalmente inibitorie e, quindi, a una perdita di controllo.
La stessa reazione si verifica con i sedativi.
Il cervello di un bevitore abituale si adatta all’alcol. In questo caso si parla di assuefazione, che accompagna l’uso abituale di ogni droga.
La sindrome di astinenza si riscontra nell’alcolista cronico quando ha completamente eliminato l’alcol dall’organismo. Può già aversi al risveglio al mattino, anche se solitamente raggiunge il suo acme 2 giorni dopo che l’alcolista ha smesso di bere.
Dura generalmente alcuni giorni, ma il paziente recupera un completo benessere solo dopo 10-15 giorni.
La sindrome da astinenza si manifesta in varie forme, dalla più benigna con tremori, congestione del volto, nausea, insonnia e tachicardia, fino al delirium tremens. Si possono avere anche allucinazioni uditive e convulsioni.
La Dott.ssa Nadia Barberis, psicologo e psicoterapeuta presso il suo studio a Messina, offre consulenze psicodiagnostiche, sostegno psicologico, psicoterapia psicoanalitica, sia all’individuo che alla coppia. Si occupa, in particolare, delle seguenti problematiche: abuso, anoressia, ansia, attacchi di panico, bulimia, depressione, difficoltà legate allo sviluppo dell’identità personale, difficoltà relazionali, dipendenza affettiva, disturbi di personalità, elaborazione del lutto, fobie, ipocondria, ludopatia, nevrosi, problematiche di coppia, stress, trauma psicologico.
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