A breve nelle librerie, edito da Sangel Edizioni arriva “Tutto ciò che posso dire”, la seconda silloge poetica del cremonese Guido Mazzolini. A differenza del primo, questo è un “concept book”, si tratta cioè di versi tutti incentrati su un unico argomento. Come presentato all’inizio del libro, “l’uomo di terra rossa” riceve in dono il regalo più grande: la parola. Attraverso la parola nasce l’espressione, la possibilità di elevarsi e di divenire simili agli dei. Il “logos” generatore di sensazioni, chiave per accedere a stanze altrimenti irraggiungibili, permettono al lettore di calarsi in un universo personale e unico. Questo è il “miracolo” della poesia, che ci permette di entrare in contatto intimo non solo con un autore, ma anche e soprattutto con un’anima. Il gesto poetico può essere maestro di verità grandi e contraddizioni assolute; rivela i difetti ed i confini invalicabili dell’uomo, ma nello stesso tempo il proprio essere infinito e scintilla di luce, le speranze e i desideri più nascosti. La parola, il suono della voce e il ritmo del verso, la metafora nascosta e il verbo che evoca mondi contrastanti rappresentano il dono più grande affidato ad una inconsapevole umanità. La parola diviene così chiave per svelare gli abissi più profondi che nascondono l’essenza più intima dell’uomo. Ricercare il significato più evocativo dell’espressione è lo scopo principale della poesia, che si esprime attraverso suoni e parole portatrici di significati, senza ombra di dubbio o ambiguità. “Tutto ciò che posso dire” si svolge pagina dopo pagina per cercare di raggiungere questo scopo, ambizioso quanto irreale. Delirante e senza fine. Un libro assolutamente da leggere, per chi ha amato il primo e per chi non conosce ancora questa voce importante del panorama italiano.
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