Una decisione importante che rende la città di Roma, un qualcosa di ancor più speciale
rispetto a quello che è stato fino ad ora, è stata presa poche settimane fa. Il 20 settembre scorso, in concomitanza con la storica ricorrenza della Breccia di Porta Pia, Roma ha cambiato il suo status da Comune a “ente speciale Roma Capitale”. Un riconoscimento straordinario ad una città e ad un popolo che da sempre giocano un ruolo fondamentale nella storia di questo Paese e non solo. Cambiano molte cose ora, il
Governo cittadino andrà a ricoprire incarichi ancor più prestigiosi e avrà un peso specifico non indifferente anche a livello nazionale: ad esempio, il Sindaco potrà partecipare alle riunioni del Consiglio dei Ministri quando si affronteranno tematiche riguardanti Roma Capitale. Un grande onore, dunque, ma anche una grande responsabilità, pure se le funzioni specifiche che il nuovo status comporta verranno dettagliatamente indicate in un prossimo Decreto. Si parlava da anni di questo provvedimento che è giunto
ora quantomai opportuno: Roma è una delle Capitali più importanti del mondo, gran parte del patrimonio storico dell’umanità si concentra fra le mura della Città Eterna, è il
centro del cristianesimo, è una città che ospita ogni tipo di cultura ed è abitata da
2.850.000 persone. Sciovinando questi dati si capisce come non possa essere considerata
una città come tutte le altre e abbia diritto ad un ruolo differente. In attesa di conoscere meglio i nuovi poteri effettivi, come cittadini romani, ci godiamo questa nuova realtà che ci onora senza dubbio. E la nostra più viva speranza è che un cambiamento di tale entità, possa agevolare in primis, soprattutto, coloro che vivono la città quotidianamente e che si aspettano servizi sempre migliori, come dovrebbe essere ovvio in una metropoli di questa importanza nel ventunesimo secolo.
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