Con il termine” svezzamento” si intende un momento cruciale nella nutrizione del gatto: in questa fase, infatti, si verifica la transizione dal latte materno agli alimenti solidi.
Lo svezzamento del gattino ha inizio verso le quattro settimane di vita: fino a quel momento, il latte della mamma gli ha fornito tutti i nutrienti di cui il suo corpo necessita per sopravvivere e crescere. Il nuovo cibo, quindi, deve proseguire questa azione di supporto e contenere gli stessi valori nutrizionali.
Abituare il gattino al cibo solido non è difficile, ma richiede tanta pazienza e dolcezza: soprattutto all’inizio, il piccolo potrebbe non gradire il cambiamento e rifiutarsi di mangiare.
Il miglior sistema consiste nel fare in modo che si avvicini spontaneamente al cibo, riportandolo da mamma gatta se non dovesse accettarlo.
Per somministrare il nuovo pasto in modo graduale si può optare per un alimento umido o per delle crocchette ammorbidite con acqua o latte.
Giorno dopo giorno, si avrà cura di aumentare la quantità di cibo solido diminuendo progressivamente la parte di liquido o di umido.
E’ fondamentale scegliere una formula specifica per gattini in svezzamento: oltre ad includere, in quantità e qualità, tutte le sostanze nutritive di cui il cucciolo necessita, questi alimenti possiedono infatti una spiccata digeribilità, ideale per un intestino ancora molto delicato.
Terminato lo svezzamento – cosa che solitamente accade verso i tre mesi di vita – si può passare ad un formula mirata per gattini fino ai 12 mesi.
Si tratta di alimenti sempre molto nutrienti, volti a supportare lo sviluppo di ossa, muscoli, sistema nervoso, difese immunitarie, cuore, tessuto cutaneo e funzione visiva: si avvalgono quindi della massiccia presenza di alcuni principi nutritivi di base, come le vitamine A, C, D, E e del gruppo B, le proteine, gli antiossidanti, i carboidrati, i sali minerali (calcio, fosforo, ferro, potassio) e gli acidi grassi essenziali.
Dopo l’anno di età, il gatto diventa a tutti gli effetti un adulto: le sue esigenze nutrizionali, non più rivolte a sostenere il processo di crescita, svolgono ora una funzione di mantenimento e di prevenzione.
Proteine, carboidrati e sali minerali dovranno ancora essere presenti, ma in misura minore, in modo da fornire energia e supporto senza appesantire reni e la funzionalità urinaria.
Molto consistente, invece, dovrà essere l’apporto di tutti quei nutrienti che proteggono le cellule e il sistema immunitario, come le vitamine e gli antiossidanti. Indispensabile, dallo svezzamento all’età adulta, è il ruolo dei fermenti prebiotici, che non dovranno mai mancare nella dieta: queste particolari sostanze, infatti, migliorano la microflora intestinale promuovendo una digestione ottimale e aiutando il corpo ad assorbire meglio i nutrienti.
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