Comunicati

E adesso fermiamoci un po’.

Basta Fermiamoci e riflettiamo su cosa ci hanno  insegnato tutte queste vicende. A tutti, ad una comunità intera, nessuno escluso.

Basta chiedersi cosa facciamo,se ogni volta che scriviamo qualcosa siamo messi sotto la lente di ingrandimento,  dove sta o non sta la verita’, cosa pensa qualcuno di noi , cosa sente la gente se mi guarda se legge quello che scrivo. Basta!  ADESSO SAPERE SE SEI PROTAGONOSTA OPPURE NO ?

Mentre aumenta l’interdipendenza a livello interplanetario, rinascono particolarismi ed egoismi di ogni tipo. E se da una parte mai come oggi si sente il bisogno di una politica capace di pensare un nuovo ordine mondiale, si constata d’altra parte il sempre più profondo distacco della gente nei confronti della politica.

Attraverso una libera e disinteressata iniziativa vogliamo propiziare un fermento nella società che arrivi fin dentro la grande politica, realizzando un momento di coagulo del protagonismo di coloro che sentono il misero destino di gente lontana come qualcosa che riguarda la coscienza di tutti. Per questo abbiamo deciso di entrare all’interno del movimento italia garantista per dare voce a chi ha perso l’amore della giustizia,della verita’, chi ha visto calpestare i propri diritti da parte dello strapotere di politici, enti, giudici, ed altre figure che cercano di fare carriera sulla pelle della gente.

Riconosciamo che l’interdipendenza è un fatto; ma siamo consapevoli che si tratta di un fatto ambiguo. Essa va assunta nella sua valenza morale, e dunque vissuta come solidarietà, che “non è un sentimento di vaga compassione o di superficiale intenerimento per i mali di tante persone, vicine o lontane. Al contrario, è la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno, perché tutti siamo veramente responsabili di tutto.

le cause scatenanti del  scendere in piazza in questi giorni e anche nei giorni futuri, è infatti la delusione verso i governi regionale e nazionale nei confronti delle varie  categorie ; oggi tutte nqueste categorie gridano, assieme a tanta gente,  contro i deputati tutti, chiedendo che se ne vadano; oggi si organizzano per consegnare le tessere elettorali, avendo perso la fiducia nella democrazia parlamentare.

Noi del movimento italia garantista stiamo analizzando che tutto questo e’ una  dichiarazione retroattiva di voto? (una exit pol molto post-datata), o a partire da quanto ne scrivono chiunque abbia dato voce a queste situazioni. a partire dalle simpatie del singolo personaggio?, oppure dobbiamo dare un giusto peso a una rivolta sociale che comincia a definirsi, dopo anni che noi scriviamo su f.b.  e criticavamo la calma piatta regnante nell’intero paese, e  ci siamo interrogati molte volte sul perchè la gente non si ribelli? Adesso la gente si sta ribellando; porta nei blocchi stradali tutto il suo disgusto, la sua disperazione, la sua rabbia, e le sue certezze: non ostenta un obiettivo specifico; non è la rivolta contro la discarica o la tav o i licenziamenti; non è più solo la protesta dei contadini contro la concorrenza sleale e le leggi del mercato, o quella dei camionisti contro il caro-carburanti, o dei piccoli commercianti snervati dalle tasse e dalla Serit, ma comincia a delinearsi come la protesta diffusa di tutti; una rivolta contro lo sfruttamento; contro un infame trattamento del popolo italiano, contro lo Stato esattore della povera gente, costretta, assieme alle piccole imprese – quindi ciò che regge l’economia di intere regioni – al fallimento. Questa è la novità che non si riesce a cogliere, e che invece noi poniamo alla base del nostro ragionamento.

Certamente siamo su un terreno scivoloso. Ma quando mai le rivolte sociali sono state linde e chiare, politicamente corrette, esenti da contraddizioni ?

Ma sappiamo anche che il terreno perduto si riconquista metro per metro standovi sopra, non lontani; sappiamo anche che le contraddizioni della gente possono essere portate alla luce del sole se si sta in mezzo alla gente. Abbiamo fatto delle scelte che ci impongono di stare laddove il popolo soffre e soprattutto laddove si ribella e mette in discussione assetti sociali e politici, privilegi e ruberie, corruzione e meccanismi truffaldini del consenso, il nostro compito e’ garantire il rispetto dei diritti dell’uomo diritti civili e umani che ci toccano e che nessuno ci puoì togliere. Avremmo dovuto farlo prima; avremmo dovuto essere stati noi a tessere le fila di questo movimento di protesta e di lotta. Non è stato così, ma questo non vuol dire che la cosa non ci riguardi.

il bene comune e’ un cosa che riguarda tutta la popolazione italiana.

 

 

presidente nazionale del Dipartimento Sicurezza Italia Garantista

Domenico Marigliano

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Il servizio gratuito di pubblicazione dei comunicati stampa è offerto dall'Associazione link UP Europe! di Roma