Quando si parla di mercati e di materie prime in special modo, il pensiero va sempre ai “soliti noti”, ossia oro, argento, petrolio, zucchero, cacao, caffé, rame, ecc. Ma il panorama è enormemente più vasto, e a causa delle forti interconnessioni di mercato, la concorrenza portata da un Paese può incidere in modo forte anche a centinaia di migliaia di chilometri di distanza.
Lo scenario sulla concorrenza
E’ il caso del settore delle materie plastiche ed elastomeri, ossia quei materiali polimerici molto simili alle gomme, per via della loro elevata elasticità e la capacità di deformarsi significativamente sotto carico, ritornando poi alla loro forma originale una volta rimossa la forza.
In questo ambito, la concorrenza della Cina sta cambiando la dinamica di mercato, con effetti importanti anche sui prezzi in Europa.
Il boom cinese
Negli ultimi anni, la crescita dell’industria cinese delle materie plastiche ed elastomeri è stata particolarmente significativa, tanto da spodestare la leadership storica di Germania e Stati Uniti. Risulta evidente dai dati relativi all’export.
Fino ai primi anni di questo millennio, la concorrenza cinese era praticamente nulla visto che l’export di Pechino non arrivava a 5 miliardi di dollari, contro i 25 degli USA e i 35 della Germania. Per chi voleva questi prodotti c’erano solo opzioni binarie: Germania o Stati Uniti. Nel 2016 la Cina era balzata a 15 miliardi, mentre gli USA avevano superato la Germania (32 contro 30 miliardi di USD). Nel 2023 la Cina, dopo un’esplosione vertiginosa con la pandemia, è arrivata a esportare 45 miliardi di dollari, contro i 40 degli USA e i 20 della Germania.
L’incidenza sull’Europa
Osservando soprattutto la dinamica di Cina e Germania, risulta evidente che questo boom abbia reso il mercato cinese sempre più centrale nel determinare le condizioni di mercato in Europa, che deve fare i conti con una concorrenza dominante.
Questa convinzione prende ulteriore consistenza se si analizza l’andamento dei prezzi nelle borse europee e cinesi per diverse materie prime riconducibili al comparto delle plastiche ed elastomeri. C’è stata una flessione quasi generalizzata dei prezzi in dollari, con l’eccezione del PVC, i cui valori sono rimasti stabili. Ciò è dovuto alla forte impennata dell’offerta di mercato.
Se queste dinamiche vengono misurate in euro, le flessioni risultano ancora più accentuate, visto l’apprezzamento dell’euro sul dollaro di oltre il 10% registrato dall’inizio del 2025 alla fine di luglio (fonte dati Pocket Option Italia). Il boom cinese quindi spinge al ribasso il prezzo, e tramite l’effetto della concorrenza, con le esportazioni incidono sui livelli di prezzo nel mercato dell’Unione Europea.
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