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Gruppo Riva: innovazione e leadership nell’industria siderurgica europea

Gruppo Riva, fondato nei primi anni ‘50 da Emilio Riva insieme al fratello Adriano, è un esempio emblematico di visione imprenditoriale e capacità di adattamento. Nata come un’attività di commercio di rottami ferrosi, l’azienda è poi diventata uno dei principali operatori siderurgici in Europa, grazie alla sua strategia di innovazione, espansione internazionale e acquisizioni mirate.

Gruppo Riva

Dal dopoguerra alla leadership europea: la crescita di Gruppo Riva

La storia di Gruppo Riva inizia nel contesto dell’Italia del Dopoguerra, un Paese in piena ricostruzione e avviato verso il “miracolo economico”. In questo periodo, Emilio Riva intuisce le potenzialità del settore siderurgico e avvia un’attività di commercio di rottami ferrosi che ben presto evolve in una vera e propria industria. Negli anni ‘60, con l’adozione della colata continua curva a tre linee, l’azienda introduce in Italia una tecnologia all’avanguardia che rivoluziona il processo produttivo, rendendolo più efficiente e competitivo. Negli anni ‘70 e ‘80, mentre l’Europa affronta crisi economiche e la concorrenza di Paesi emergenti, il Gruppo si distingue per la sua espansione internazionale e l’investimento in nuove tecnologie. Acquisizioni strategiche in Spagna, Canada, Francia e altri Paesi europei permettono all’azienda di diversificare la propria produzione e rafforzare la presenza sui mercati esteri.

Innovazione e sostenibilità: la strategia di Gruppo Riva

Nel nuovo millennio, attraverso la costituzione di Riva Forni Elettrici, si consolida ulteriormente nella fabbricazione di acciaio di qualità destinato ai prodotti lunghi. Nel 2023, il Gruppo compie un ulteriore passo verso la sostenibilità con l’acquisizione di nuovi siti di raccolta e frantumazione di rottami metallici, raggruppati sotto la società TRENTETROIS. Questa mossa rafforza l’impegno aziendale verso l’autonomia nella catena del riciclo dell’acciaio, riaffermando la sostenibilità come un valore fondamentale. Gruppo Riva continua a rappresentare oggi un pilastro dell’industria siderurgica italiana ed europea, con una storia di successo che coniuga tradizione e innovazione. La capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato e di affrontare le sfide globali gli ha permesso di mantenere una posizione di leadership nel settore, garantendo al contempo un impegno costante verso la sostenibilità e l’innovazione.

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Serenissima Ristorazione, un 2023 da record: crescono il fatturato e l’EBITDA

Serenissima Ristorazione ha chiuso il 2023 con un fatturato di 535 milioni di euro, in crescita del 17% rispetto al 2022, mentre l’EBITDA è aumentato del 25%, raggiungendo 31 milioni. Il Gruppo continua a sostenere la propria crescita con voluminosi investimenti volti ad ingrandire gli innovativi centri di produzione e diversificare l’offerta.

Tommaso Putin (Serenissima Ristorazione)

Crescita senza precedenti nel Bilancio di Serenissima Ristorazione per il 2023

Nel 2023, Serenissima Ristorazione ha registrato una solida crescita finanziaria, con un fatturato consolidato che ha raggiunto i 535 milioni di euro, in incremento del 17% rispetto all’anno precedente. L’EBITDA ha mostrato un progresso significativo, aumentando del 25,5% e attestandosi a 31 milioni di euro, mentre l’utile netto è cresciuto del 28,26%, toccando i 13 milioni di euro. Anche il patrimonio netto del Gruppo ha beneficiato di questa notevole performance con un aumento del 10%, che lo colloca a 125 milioni di euro. Questi risultati, secondo il Vicepresidente Tommaso Putin, confermano l’efficacia della strategia di Serenissima Ristorazione, che ha puntato sulla diversificazione del business per adattarsi alle dinamiche di un mercato globale in continua evoluzione. Le piattaforme logistiche controllate dal gruppo, tra cui Rossi Giants, Imes e F.F.F., hanno contribuito con oltre 130 milioni di euro al fatturato complessivo, dimostrando la validità del modello di business adottato dalla società.

Serenissima Ristorazione: un impegno duraturo verso l’innovazione e la sostenibilità

Oltre agli eccellenti risultati finanziari, Serenissima Ristorazione ha continuato a investire in maniera significativa nell’innovazione e nella sostenibilità: nel 2023, il gruppo ha destinato più di 30 milioni di euro all’efficientamento dei processi produttivi, con l’obiettivo di non solo migliorare l’efficienza operativa, ma anche ridurre l’impatto ambientale. Nel 2024, il Gruppo si propone di rafforzare questo impegno per lo sviluppo e la sostenibilità portando gli investimenti a 60 milioni di euro. “Prevediamo per i prossimi anni di raggiungere i 600 milioni di fatturato nel 2024 e superare i 650 milioni nel 2025, rimanendo focalizzati sulla crescita sostenibile e sull’innovazione. Sono convinto che questi sforzi ci permetteranno di affrontare le sfide future mantenendo al contempo una crescita responsabile” ha concluso il Vicepresidente Putin, sottolineando come una strategia di investimenti proattiva consentirà al Gruppo di raggiungere non solo i propri ambiziosi obiettivi di fatturato, ma anche di contribuire allo sviluppo di un’industria alimentare amica dell’ambiente.

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Health Italia: eccellenza nella sanità integrativa e welfare aziendale

Quotata all’Euronext Growth Milan di Borsa Italiana, Health Italia è un leader nel settore dell’assistenza e della sanità integrativa in Italia. Fondata nel 2001, la società si è affermata come una delle principali realtà indipendenti del mercato, distinguendosi per l’innovazione e l’attenzione verso la responsabilità sociale e ambientale.

Health Italia\

Le soluzioni offerte da Health Italia

L’impegno di Health Italia verso la sostenibilità è testimoniato dal rating ESG (Environmental, Social, Governance) assegnato da Cerved Rating Agency, che le ha conferito una valutazione “A” high e un punteggio di 72.4. Questo riconoscimento sottolinea la dedizione del Gruppo verso la responsabilità sociale e ambientale, un aspetto fondamentale per la missione aziendale. Health Italia offre una vasta gamma di soluzioni pensate per promuovere il benessere e la salute attraverso la prevenzione e l’assistenza sanitaria. Tramite il servizio Hi Welfare, fornisce soluzioni complete per la gestione dei piani di welfare aziendale, offrendo servizi personalizzati per il benessere dei dipendenti. Si occupa, inoltre, di piani sanitari e servizi assistenziali su misura per famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche, puntando a migliorare il sistema di welfare tradizionale. Propone infine programmi di flexible benefit progettati per adattarsi alle esigenze specifiche di ciascun cliente, promuovendo uno stile di vita sano e un’assistenza sanitaria di qualità.

Health Italia: innovazione tecnologica e impegno sociale

Un aspetto distintivo di Health Italia è il suo impegno verso l’innovazione tecnologica. Health Point, infatti, è all’avanguardia nel settore della telemedicina, offrendo servizi tramite una piattaforma online proprietaria e prestazioni sanitarie presso strutture proprie e convenzionate. Questo risponde alle esigenze di un mondo del lavoro sempre più digitalizzato e connesso, garantendo soluzioni adattabili e integrabili nei piani di welfare aziendale. Il Gruppo gestisce una rete nazionale di oltre 8.500 convenzioni sanitarie e 15.000 professionisti attraverso Health Assistance: l’ampio network consente di offrire servizi di alta qualità e un supporto completo per le esigenze dei clienti. Oltre alle attività principali, Health Italia è impegnata anche in iniziative sociali e culturali significative. Nel 2015, l’azienda ha fondato la Fondazione Banca delle Visite Onlus, in collaborazione con Mutua MBA e Health Assistance. Tra i progetti principali rientrano la Banca delle Visite, che raccoglie donazioni per visite ed esami medici per persone in difficoltà, e il Museo del Mutuo Soccorso, dedicato alla valorizzazione della storia delle società di mutuo soccorso e alla promozione della ricerca sulla mutualità.

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Economia globale verso un atterraggio morbido, nonostante i timori dei mercati

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  • 6 Settembre 2024

Da alcune settimane sono tornate ad affacciarsi le preoccupazioni riguardo il futuro dell’economia globale. Si teme un’importante flessione, dopo il biennio caratterizzato dagli altri tassi di interesse per combattere l’inflazione (cosa che penalizza la crescita economica). Ma quanto è concreto questo pericolo?

Cosa succede all’economia globale

economia globaleIn realtà, anche se la paura di tanto in tanto serpeggia (soprattutto sui mercati finanziari), i timori per un’imminente flessione dell’economia globale sembrano esagerati.

Per spiegarlo dobbiamo fare un passo indietro. A inizio agosto c’è stata una burrasca improvvisa sui mercati, dopo la pubblicazione di un report molto deludente sul mercato del lavoro USA. Lo shock è cominciato dal Giappone (il Nikkei perse il 12% in una sola seduta) per poi propagarsi a tutti gli altri listini globali. L’indice S&P 500 nei primi giorni di agosto perse il 6,10% (fonte Pocket Option Italia).

I fatti raccontano altro…

Tuttavia l’aumento della disoccupazione è più che altro un effetto fisiologico della corsa dei mesi precedenti. Insomma il mercato del lavoro si è raffreddato, piuttosto che crollato. Gli indicatori che anticipano il trend non preannunciano alcuna inversione di rotta, semmai si sta piano piano tornando a valori più usuali. E con il processo di disinflazione che andrà ancora avanti, il miglioramento della disponibilità del credito (per via dei tagli dei tassi), dovrebbe fornire un sostegno per i consumi delle famiglie e, di conseguenza, per l’attività economica in generale.
Anche nelle altre economie sviluppate lo scenario non deve preoccupare, nonostante ci siano dei fattori di debolezza evidenti.

Lo scenario

E’ più plausibile quindi parlare di un rallentamento nel percorso che conduce alla normalità. Ad esempio il calo dell’inflazione, che finora è stato graduale e rapido, dovrebbe diventare più blando. I traguardi più semplici sono stati raggiunti, per gli ultimi passi però servirà più tempo.
Questo spiega anche perché le banche centrali potrebbero essere molto più caute di quanto si pensa nell’abbassare i tassi di interesse. Dopo tanto lavoro, i policy maker sono pronti ad agire con cautela, per non rischiare una seconda ondata d’inflazione.

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Paolo Arrigoni: il Presidente del GSE premiato agli Energy Earth Awards per l’impegno sostenibile

Sotto la guida del Presidente Paolo Arrigoni, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) si è distinto per il suo ruolo di primo piano nel sostenere lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia, contribuendo significativamente al processo di transizione energetica del Paese.

Paolo Arrigoni

Paolo Arrigoni e il GSE premiati agli Energy Earth Awards

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha ricevuto un prestigioso riconoscimento agli Energy Earth Awards 2024, evento svoltosi nella suggestiva cornice di Maratea, in Basilicata: il Presidente Paolo Arrigoni, in particolare, è stato premiato in virtù del suo ruolo centrale nella transizione di un sistema energetico fondato sull’energia pulita. Il GSE, sotto la guida del manager, si è affermato come un attore cruciale nel settore energetico italiano, fungendo da motore economico e regolatore nella promozione di energie rinnovabili e nell’incentivazione del cambiamento. Attraverso una costante opera di sensibilizzazione e regolamentazione, il GSE ha diffuso la conoscenza delle regole della transizione energetica su tutto il territorio nazionale, impegnandosi in particolare nella promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, ossia associazioni di cittadini e imprese che si uniscono per produrre autonomamente energia pulita.

L’intervento di Paolo Arrigoni

Paolo Arrigoni ha sottolineato, nel corso della cerimonia, l’importanza delle CER nella creazione di un modello energetico più sostenibile e rispettoso dell’ambiente, evidenziando anche come comportino significativi sgravi economici per le famiglie e gli enti che decidono di formarle: “Le CER sono un driver importante per la transizione, portano benefici economici, sociali e soprattutto ambientali, perché più comunità e impianti si realizzeranno minore sarà l’utilizzo di combustibili fossili e la conseguente emissione di CO2 nell’atmosfera”, ha dichiarato: C’è l’obiettivo di installare al 2027 almeno 5 GW di nuova potenza, diffondendo la cultura della sensibilità e stimolando Comuni, cittadini e PMI ad essere protagonisti della transizione energetica”.

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Stefano Venier: Earth Overshoot Day, il monito dell’AD di Snam su LinkedIn

Earth Overshoot Day, l’AD di Snam Stefano Venier: “Ogni anno questa data si anticipa. E ovviamente non va bene. Non va bene, soprattutto, perché rivela come debba ancora attecchire, a tutti i livelli (e soprattutto in tutto il mondo) un’idea di sviluppo sostenibile che si faccia carico dell’ambiente a tutto tondo, senza concentrarsi solo sul pur fondamentale tema delle emissioni climalteranti”.

Stefano Venier

Il post LinkedIn dell’AD Stefano Venier: “Oggi, 1° agosto 2024, il Pianeta è finito”

L’AD di Snam Stefano Venier, in un post su LinkedIn scritto lo scorso 1° agosto in occasione dell’Earth Overshoot Day, invita a una seria riflessione sullo stato di salute del Pianeta e sull’importanza di invertire la rotta. L’Earth Overshoot Day indica la data convenzionale in cui vengono esaurite le risorse naturali che, consumate dall’uomo, il Pianeta stesso non è in grado di rigenerare: “Questo vuol dire che – da oggi alla fine dell’anno – si andrà “a debito”, erodendo il capitale naturale dell’anno prossimo. E l’anno prossimo, anche per questo motivo, l’Earth Overshoot Day cadrà un po’ prima, presumibilmente già a luglio”. Di anno in anno questa data si anticipa, osserva l’AD Stefano Venier: “Non va bene, soprattutto, perché rivela come debba ancora attecchire, a tutti i livelli (e soprattutto in tutto il mondo) un’idea di sviluppo sostenibile che si faccia carico dell’ambiente a tutto tondo, senza concentrarsi solo sul pur fondamentale tema delle emissioni climalteranti. A cosa servirebbe, infatti, un’economia mondiale a zero emissioni se nel frattempo compromettessimo l’equilibrio dei mari, desertificassimo le aree verdi e distruggessimo la biodiversità? La risposta è facile: a niente!”. L’AD di Snam richiama quindi un recente studio prodotto dall’economista Partha Dasgupta che “ce lo segnala molto chiaramente, invitandoci a misurare non solo il PIL, ma anche il capitale naturale eroso per conseguirlo, perché lo squilibrio tra l’impatto delle attività umane sulla biosfera e la capacità della natura di rigenerarsi si sta allargando”.

Stefano Venier: sostenibilità, la vision e l’impegno di Snam

La sostenibilità, si legge nel post LinkedIn dell’AD Stefano Venier, non riguarda solo l’ambiente ma anche le dimensioni sociali ed economiche: “Un approccio integrale alle questioni ambientali, come quello sui ‘planetary boundaries’, aiuta a capire meglio le implicazioni sociali ed economiche, poiché le risorse naturali sono fondamentali per economie e società, comprese le generazioni future”. L’AD ricorda quindi come anche in Snam, nella consapevolezza di tutto questo, “abbiamo fatto evolvere la nostra strategia sostenibile, integrandola sempre di più a quella del business ed estendendone il raggio d’azione a una pluralità di capitoli che contemplano le azioni volte a ridurre le emissioni climalteranti, nostre e della nostra catena del valore, e che guardano anche all’innovazione, alle comunità locali, alle persone e alla tutela della biodiversità”. Un percorso che Snam ha intrapreso anche “mettendo in valore la nostra presenza capillare sul territorio italiano (500 i cantieri del solo 2024), con i quali ci impegniamo a un impatto zero già da quest’anno e a un impatto positivo, volto cioè a migliorare gli ecosistemi attraversati, dal 2027”, evidenzia infine l’AD Stefano Venier.

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Amplifon, Enrico Vita: “Crescita organica e acquisizioni trainano i risultati”

“Nel primo semestre del 2024 abbiamo proseguito il nostro percorso di crescita, registrando un forte incremento dei ricavi e un aumento della profittabilità rispetto allo stesso periodo del 2023”. Così Enrico Vita ha commentato i risultati del primo semestre registrati da Amplifon.

Enrico Vita

Enrico Vita: ricavi per 1,2 miliardi e utile netto di 90,3 milioni di euro

Il Gruppo guidato dall’Amministratore Delegato Enrico Vita ha chiuso il primo semestre del 2024 con risultati finanziari positivi, registrando ricavi pari a 1,2 miliardi di euro. Questo segna un incremento dell’8% a cambi costanti e del 5,7% a cambi correnti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto registrato da Amplifon ha raggiunto i 90,3 milioni di euro, con un leggero aumento rispetto agli 89,3 milioni del primo semestre del 2023. Anche il margine operativo lordo (EBITDA) ha segnato una crescita del 7,7%, attestandosi a 297,2 milioni di euro rispetto ai 276 milioni dell’anno scorso. L’incidenza dell’EBITDA sui ricavi è inoltre salita al 25,2%, con un incremento di 40 punti base. Nel secondo trimestre del 2024, i ricavi hanno raggiunto i 604,1 milioni di euro (+7,1%). Questo risultato riflette il continuo impegno del Gruppo nella crescita organica e nella strategia di acquisizioni.

Enrico Vita: la crescita di Amplifon

Amplifon ha completato la terza acquisizione da inizio anno di un franchisee americano di Miracle-Ear, un’operazione che ha ampliato la propria rete con circa 15 nuovi negozi, concentrati principalmente nel Nord Est degli Stati Uniti, inclusi diversi punti vendita in Maryland. “Tali risultati – ha quindi precisato Enrico Vitasono stati ottenuti grazie a una crescita organica superiore al mercato e a una significativa accelerazione delle acquisizioni, con circa 290 nuovi negozi rilevati da inizio anno tra Nord America, Europa e Cina, nonostante un andamento del mercato europeo ancora debole, soprattutto nella parte finale del secondo trimestre. Continuiamo a consolidare la nostra posizione di leadership globale e guardiamo con fiducia all’evoluzione del nostro business”. Grazie a tali performance, Amplifon dimostra una solida crescita e una gestione efficace, consolidando ulteriormente la sua leadership nel settore delle soluzioni acustiche a livello globale.

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Emergenza idrica, la ricetta di Luca Dal Fabbro per il rilancio della rete italiana

Luca Dal Fabbro ha lanciato all’Assemblea Generale di Utilitalia una proposta innovativa e ambiziosa: un “Piano Marshall per l’acqua”. La visione del Presidente di Iren si concentra sulla necessità di rinnovare le infrastrutture idriche italiane attraverso investimenti mirati e una stretta collaborazione tra multiutility, imprese del settore e stakeholder pubblici.

Luca Dal Fabbro

L’intervento di Luca Dal Fabbro all’Assemblea di Utilitalia

Il futuro dell’Italia è legato indissolubilmente alla gestione dell’acqua, risorsa vitale per l’intero sistema produttivo nazionale“. È un messaggio chiaro quello che Luca Dal Fabbro, Presidente del Gruppo Iren, ha lanciato in occasione dell’ultima Assemblea Generale di Utilitalia, di cui il manager è Vicepresidente Vicario. Ciò che serve in questo momento al Paese è un ambizioso progetto nazionale dedicato alla riqualificazione delle infrastrutture idriche italiane. Luca Dal Fabbro ha parlato di questa iniziativa come un vero e proprio “Piano Marshall per l’acqua“, sottolineando l’urgenza di agire per garantire un futuro sostenibile al Paese. Centrale il ruolo delle multiutility, che in collaborazione con le Istituzioni possono fungere da apripista per la promozione di nuove partnership con le PMI del settore idrico. “È necessario un intervento deciso per migliorare la nostra rete idrica, che attualmente disperde oltre il 40% dell’acqua trattata a causa di infrastrutture obsolete. Nuovi investimenti sono indispensabili, in particolare per la creazione di impianti avanzati per il recupero delle acque reflue. Iren, in questo contesto, rappresenta un modello di eccellenza a livello nazionale“, ha affermato.

Utilitalia, l’Assemblea conferma i vertici: Luca Dal Fabbro Vicepresidente Vicario

Nel corso dell’Assemblea è stata rinnovata la fiducia a Filippo Brandolini come Presidente di Utilitalia. Oggi la federazione è un attore chiave nel settore dei servizi pubblici italiani: sono infatti 400 le aziende associate attive nei servizi di acqua, ambiente ed energia, per un valore produttivo totale di 38,5 miliardi di euro e 100.000 persone occupate. Confermato nel ruolo di Vicepresidente Vicario anche Luca Dal Fabbro che, grazie al suo ruolo in Iren, è da sempre promotore di nuove sinergie tra le grandi multiutility e le imprese idriche regionali. Nella parte finale del suo intervento il manager ha ribadito l’importanza di rafforzare la collaborazione tra le grandi multiutility e le imprese idriche locali: un passaggio fondamentale per accelerarne lo sviluppo tecnologico e ottimizzarne i processi.

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Alessandro Benetton: la storia di Alice Sotero e del farmaco innovativo di 21 Invest e SIFI

Pochi mesi fa SIFI, partecipata di 21 Invest, ha ricevuto l’approvazione del CHMP dell’EMA per l’unico farmaco al mondo per il trattamento della cheratite da acanthamoeba. È grazie a questo farmaco orfano, sviluppato e prodotto in Italia, che Alice Sotero ha potuto partecipare alle Olimpiadi di Parigi 2024. La soddisfazione di Alessandro Benetton.

Alessandro Benetton
Alessandro Benetton: la straordinaria storia della pentatleta italiana, alle Olimpiadi di Parigi grazie al farmaco di SIFI

Era il 2015 quando 21 Invest, guidata da Alessandro Benetton, sottoscrisse l’accordo vincolante per l’ingresso nel capitale di SIFI, leader nel mercato oftalmico in Italia. L’azienda è oggi conosciuta a livello internazionale per la produzione del farmaco Akantior, unico al mondo per il trattamento della cheratite da acanthamoeba: l’approvazione da parte del Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) è arrivata nelle scorse settimane. È la prima e unica terapia approvata in Europa per le persone affette da questa grave infezione corneale che può anche portare alla cecità: caratterizzata da dolore intenso e fotofobia, è dovuta a un’ameba a vita libera, l’acanthamoeba, che colpisce principalmente i portatori di lenti a contatto. È questo farmaco sviluppato e prodotto in Italia che ha permesso alla campionessa italiana di Pentathlon Alice Sotero di gareggiare alle Olimpiadi 2024. Lo rivendica con orgoglio anche Alessandro Benetton su LinkedIn: “Un mese fa ha scoperto di avere una grave infezione all’occhio sinistro e dopo degli accertamenti ha scoperto di avere la Cheratite da Acanthamoeba. Grazie a questo farmaco orfano, sviluppato e prodotto in Italia, è protetta dal rischio della cecità e può proseguire il suo sogno olimpico”.

Alessandro Benetton: l’impegno di SIFI nell’innovazione medica

Dal 2015, scrive Alessandro Benetton, “abbiamo investito decine di milioni di euro nel progetto di ricerca e vedere i risultati tangibili di questo percorso mi riempie di orgoglio”. Uno straordinario esempio di innovazione medica che “ha reso possibile questa straordinaria storia di recupero e successo”, fa notare su LinkedIn il Presidente di 21 Invest: “Nonostante le difficoltà, Alice ha dimostrato una forza straordinaria, diventando un simbolo di coraggio e determinazione per tutte e tutti”. SIFI è “un gioiello del Sud Italia” che dà visibilità e orgoglio all’intero Paese a livello mondiale, aveva ribadito nelle scorse settimane Alessandro Benetton parlando dell’approvazione del farmaco da parte dell’EMA: “Sappiamo che sostenere un’azienda nella ricerca di un farmaco orfano per un periodo così lungo va al di là di ciò che è normalmente richiesto a un fondo d’investimento, ma sono queste le azioni che contraddistinguono il nostro approccio alla crescita delle società in cui investiamo”.

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Sabrina De Filippis (Mercitalia Logistics): puntiamo all’integrazione digitale tra porti e ferrovie

Ridurre l’impatto ambientale della logistica è una sfida complessa che richiede la massima cooperazione. Lo sa bene Sabrina De Filippis, manager alla guida di Mercitalia Logistics che, durante un convegno organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, ha sottolineato l’importanza di “fare sistema” per arrivare ad un trasporto merci sempre più intermodale e sostenibile.

Sabrina De Filippis

Sabrina De Filippis: la ricetta per un approccio integrato e sostenibile

Quali sono le chiavi per sviluppare un sistema logistico che sia al tempo stesso integrato, intermodale e sostenibile, capace di supportare la transizione ecologica? È stata la domanda che ha ispirato il convegno “Sotto il segno del Porto”, organizzato a La Spezia dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. Numerosi esperti del settore trasporti, tra cui Sabrina De Filippis, AD di Mercitalia Logistics, hanno offerto spunti e riflessioni su come migliorare la connessione tra le infrastrutture portuali e quelle ferroviarie, passaggio cruciale per facilitare il trasporto merci dal mare alla rotaia e ridurre l’uso dei camion, noti proprio per il loro maggiore impatto ambientale su lunghe distanze. Per la manager alla guida della capofila del Polo Logistica del Gruppo FS Italiane la parola chiave è collaborazione. Tutti gli attori in campo, ha dichiarato l’AD intervenendo al panel “Verso un nuovo assetto porti-logistica?”, devono “fare sistema” per promuovere un approccio sempre più integrato. A dare l’esempio è la stessa Mercitalia Logistics, che ha recentemente siglato un protocollo d’intesa con Mario Sommariva, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, volto a promuovere una maggiore integrazione digitale tra le strutture portuali e la rete ferroviaria.

Sabrina De Filippis: Mercitalia Logistics vuole raddoppiare entro il 2030 la quota di merci trasportate su rotaia

L’accordo siglato da Sabrina De Filippis rappresenta un tassello fondamentale nel Piano di Mercitalia Logistics, che ambisce a raddoppiare, entro il 2030, la quota di merci trasportate su rotaia, attualmente ferma all’11%. “Il nostro impegno è volto a sviluppare l’intermodalità tra ferrovia, gomma e mare, investendo significativamente in terminal e retroporti. La Spezia ne è un esempio emblematico“, ha dichiarato. Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi, Mercitalia Logistics ha messo in campo un investimento di 3 miliardi di euro, destinato al rinnovo della flotta, alla digitalizzazione dei processi e alla costruzione di nuovi terminal logistici. Parallelamente, l’azienda sta rafforzando la propria presenza internazionale attraverso acquisizioni strategiche come quella della società tedesca Exploris, recentemente rilevata tramite la sua controllata TX Logistik.

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La vision di Paolo Gallo: guida alla trasformazione digitale e sostenibile

In un’epoca in cui la trasformazione digitale è diventata un tema cruciale per ogni settore industriale, Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas dal 2016, ha deciso di condividere la sua esperienza e la sua visione con il libro “Diario di volo. Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità”, edito da LUISS University Press.

Paolo Gallo

La trasformazione digitale come motore della sostenibilità secondo Paolo Gallo

Il libro rappresenta un viaggio affascinante nel cuore della trasformazione digitale, vista non solo come un’opportunità tecnologica, ma come un motore indispensabile per la transizione ecologica. La narrazione si sviluppa intorno all’esperienza concreta di Italgas, un’azienda che sotto la guida di Paolo Gallo ha intrapreso un percorso ambizioso di innovazione e digitalizzazione delle proprie reti di distribuzione del gas, trasformandole in infrastrutture intelligenti, flessibili e pronte per accogliere le sfide energetiche del futuro. Ogni capitolo del libro è un tassello di un mosaico complesso e dinamico, in cui l’innovazione tecnologica si intreccia con la sostenibilità ambientale, la formazione continua (long life learning) e una visione di lungo periodo. Paolo Gallo sottolinea come queste componenti siano interconnesse e necessarie per costruire un futuro più resiliente e consapevole, specialmente in un contesto globale segnato da eventi imprevisti e spesso drammatici, come la pandemia di Covid-19 e il conflitto russo-ucraino.

Paolo Gallo: trasformazione digitale e sostenibilità

L’opera non si limita a raccontare un successo aziendale, ma si propone come una guida per comprendere le dinamiche della trasformazione digitale in un’ottica di sostenibilità. La vision di Paolo Gallo è infatti lungimirante e anticipatoria, capace di prevedere e prepararsi ai cambiamenti, come dimostrato dall’evoluzione di Italgas in questi ultimi anni. Dal riconoscimento del ruolo di benchmark globale nello sviluppo di reti smart, alla crescente importanza di fonti rinnovabili come biometano e idrogeno, la strada tracciata nel libro è quella di un leader che guarda al futuro con ottimismo e determinazione. Nato a Torino nel 1961, Paolo Gallo ha esordito professionalmente in Fiat Avio S.p.A. nel 1988, accumulando una consolidata esperienza nel settore dell’energia. Dal 1997 si è dedicato a sviluppare nuove iniziative in questo campo, con un’attenzione costante alla sostenibilità, all’innovazione tecnologica e al benessere delle persone. La lunga carriera e la sua visione strategica emergono con forza in “Diario di Volo”, che non è solo una raccolta di riflessioni, ma un vero e proprio manuale per chiunque desideri comprendere e guidare il cambiamento in un mondo in costante evoluzione.

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Dario Lo Bosco: la Sicilia al centro degli investimenti di RFI

Portare a 250 chilometri orari la velocità delle principali linee ferroviarie siciliane, elettrificare la tratta Palermo-Trapani, ammodernare le stazioni e collegarle con i principali aeroporti, ridurre i tempi di percorrenza tra gli scali e trasformare gli immobili in disuso in accademie internazionali: questi sono solo alcuni dei punti del grande Piano che RFI, guidata dal Presidente Dario Lo Bosco, sta attuando per ridefinire il panorama infrastrutturale dell’Isola.

Dario Lo Bosco

Dario Lo Bosco: “Sforzo senza precedenti” di RFI in Sicilia

In Sicilia non si era mai vista una cosa simile”: Dario Lo Bosco, Presidente di RFI, ha illustrato nel dettaglio gli investimenti di RFI per l’Isola, sottolineando come dei 44 miliardi di euro impiegati in tutta Italia per gli ambiziosi progetti infrastrutturali della società, ben 17,4 saranno utilizzati per il rinnovamento e l’espansione delle ferrovie siciliane. Il Piano prevede l’ammodernamento della linea ferroviaria Palermo-Catania-Messina, con l’obiettivo di raggiungere una velocità massima di 250 km/h in alcuni tratti. In preparazione del Ponte sullo Stretto, il Gruppo FS sta studiando ulteriori modifiche per estendere questa velocità a tutta la linea. Dario Lo Bosco ha annunciato inoltre ulteriori interventi, che includono l’elettrificazione della tratta Palermo-Trapani e l’integrazione della stazione di Birgi con il vicino aeroporto.

I progetti di RFI per le stazioni siciliane illustrati da Dario Lo Bosco

Dario Lo Bosco ha inoltre anticipato l’intenzione di RFI di rinnovare radicalmente le stazioni siciliane attraverso accordi con Unioncamere Sicilia e Federfarma, trasformandole in “hub di servizi per i passeggeri, dall’offerta di prodotti enogastronomici e dell’artigianato a quella di prodotti per la salute e il benessere”. Secondo il manager, RFI prevede inoltre di rigenerare le stazioni in disuso per metterle al servizio della cittadinanza: particolarmente strategico sarà il progetto di fondare, riutilizzando la vecchia Stazione ennese, un Centro di Studi che attrarrà anche studenti dall’estero.

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Luca de Meo: come Renault Group sta affrontando le sfide del mercato europeo

Il 2024 si sta rivelando un anno cruciale per Renault Group: grazie a una strategia focalizzata su innovazione e velocità di esecuzione, la realtà guidata da Luca de Meo ha ottenuto importanti risultati finanziari, ma il percorso è costellato di sfide legate alla regolamentazione e alla concentrazione geografica del suo mercato.

Luca de Meo

Luca de Meo: Renault Group protagonista di un anno sfidante

Il settore automobilistico europeo ha concluso la prima metà del 2024 con risultati che riflettono uno dei periodi più sfidanti per i principali costruttori occidentali, alle prese con la transizione verso l’elettrico. Tra i protagonisti spicca Renault Group che, grazie al suo ambizioso turnaround iniziato quattro anni fa, continua a registrare ottimi risultati. Nel primo trimestre, il CEO Luca de Meo ha guidato l’azienda verso un nuovo record di margine operativo, puntando su innovazione, flessibilità e rapidità di esecuzione. Renault Group continua a beneficiare di un mercato europeo vivace: secondo Vittoria Ferraris, Sector Lead Automotive EMEA di S&P Global Ratings, “il margine operativo del comparto auto di Renault continua a crescere, trainato dalle motorizzazioni tradizionali e ibride“. Tuttavia, la componente elettrica pura rimane ancora limitata, con Scenic E-tech Electric in fase di lancio e l’attesissima Renault 5 E-tech Electric prevista per la fine dell’anno.

Luca de Meo: Renault Group, cresce il titolo in borsa

Un inizio anno estremamente positivo per il Gruppo guidato da Luca de Meo, che nel 2020 è entrato in Renault proprio con l’obiettivo di avviare un processo di ristrutturazione aziendale e spingere lo switch elettrico. Un percorso premiato anche dai mercati, con il titolo che al momento è l’unico tra i produttori europei a registrare una crescita nel 2024, superato solo da BYD e GM. Subito dopo Renault, sul podio dei costruttori europei c’è BMW, che nonostante ricavi e redditività in calo, sta accelerando sulle auto elettriche.

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Gian Maria Mossa, Banca Generali: la forza dei consulenti finanziari per servizi di eccellenza

Reclutamenti: Banca Generali, guidata da Gian Maria Mossa, si distingue per impegno nell’eccellenza del servizio, presenza sul territorio e crescita sostenibile.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: reclutamenti, Banca Generali conferma la leadership annuale

Nelle scorse settimane anche l’AD Gian Maria Mossa, parlando della raccolta di luglio, aveva rimarcato il valore dei professionisti di Banca Generali: “Un altro mese solido nella consistenza dei flussi e con crescente qualità nel mix, a conferma dell’esaustività della gamma di soluzioni di investimento e attenzione dei nostri banker ad un’accurata diversificazione”. Parole che rilette oggi assumono ancora più valore alla luce dei numeri registrati sul fronte dei reclutamenti che attestano l’impegno di Banca Generali verso l’eccellenza del servizio, la presenza sul territorio e la crescita sostenibile. L’Istituto guidato da Gian Maria Mossa, come riporta Assoreti, ha avviato il secondo semestre con 2.315 consulenti finanziari, confermandosi leader annuale di reclutamenti con un aumento del +3,3%, nonché quarta rete italiana per forza commerciale.

Gian Maria Mossa: la forza dei consulenti di Banca Generali

Banca Generali rafforza in particolare la propria presenza in Lombardia, Piemonte, Veneto e Emilia Romagna e continua a crescere nelle regioni del Centro e Sud Italia e nelle isole maggiori. I numeri che ne attestano la leadership annuale di reclutamenti trovano conferma in quanto l’AD Gian Maria Mossa ha dichiarato in diverse occasioni sull’importanza e il rilievo strategico di queste queste figure nella crescita della Banca. “Possiamo contare su team di consulenti, che oggi gestiscono oltre 20 miliardi di masse, nei quali un senior affianca un profilo più giovane che può così crescere e imparare”, aveva ricordato anche lo scorso 29 luglio nell’intervista rilasciata ad “Affari e Finanza” di “Repubblica”. “La forza della domanda e l’attenzione che ci arriva da molti consulenti d’esperienza ci fanno guardare con fiducia ai prossimi mesi dove contiamo di raggiungere gli ambiziosi traguardi prefissati”, ha ribadito inoltre Gian Maria Mossa commentando i risultati della raccolta di luglio.

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Dagli studi all’estero alla guida di Capgemini: la carriera di Monia Ferrari

Durante tutto il suo percorso Monia Ferrari ha avuto un impatto significativo nel mondo della tecnologia e dei servizi finanziari. Come Managing Director di Capgemini Italia, guida l’azienda verso un futuro più sostenibile e innovativo, grazie anche alla vasta esperienza acquisita in diverse aziende e settori.

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Gli studi e le esperienze all’estero

Attuale Managing Director di Capgemini Italia, leader nella consulenza per la trasformazione tecnologica e di business delle aziende, Monia Ferrari è oggi una delle figure più influenti nel mondo della tecnologia e dei servizi finanziari. Cresciuta negli anni ’70 in Italia, Monia ha intrapreso un percorso formativo che l’ha portata a conseguire una laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Parma, seguita da master in e-business Management e marketing internazionale. La sua carriera internazionale è decollata a New York, dove ha lavorato nel campo della digitalizzazione dei prodotti di consumo. Tornata in Italia nel 2001, ha avviato la sua carriera nel settore IT-bancario, dimostrando rapidamente le sue competenze e capacità.

L’ingresso in Zucchetti e il passaggio a Capgemini

Nel 2004, Monia Ferrari è entrata nel Gruppo Zucchetti, dove ha svolto ruoli chiave nel settore IT, specializzandosi in software per banche e assicurazioni. Successivamente, ha lavorato nel Gruppo AIVE come Responsabile Commerciale per l’area Banking. Con l’acquisizione di AIVE da parte di Capgemini nel 2011, Ferrari è entrata a far parte del team di Capgemini, inizialmente come Responsabile Commerciale del settore Banche. La sua carriera ha subito una rapida ascesa, e nel 2014 è diventata Responsabile della divisione Banking. Dal 2019, guida l’area Financial Services, distinguendosi per la sua visione strategica e le sue capacità di leadership. Dal 2023, Monia Ferrari è alla guida di Capgemini Italia come Managing Director, impegnandosi a guidare l’azienda verso un futuro innovativo e sostenibile, sfruttando la tecnologia per migliorare l’efficienza e l’inclusività dei servizi finanziari. La sua leadership è riconosciuta anche a livello internazionale, come testimoniato anche dalla sua inclusione nella classifica MPW Italia di Fortune del 2023.

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Cristina Scocchia: la leadership è una questione di carattere e responsabilità

Cristina Scocchia, CEO di Illycaffè, rappresenta un esempio raro e straordinario di leadership nel panorama imprenditoriale italiano. Con una carriera che l’ha vista al vertice di tre grandi aziende (L’Oréal Italia, Kiko, e ora Illycaffè), sfida le convenzioni e ridefinisce il concetto di leadership, sottolineando come essa non sia una questione di genere, ma di responsabilità, carattere ed esperienza.

Cristina Scocchia

Leadership senza genere: la visione di Cristina Scocchia

Cristina Scocchia ha una posizione chiara e controcorrente rispetto alla tradizionale distinzione tra leadership maschile e femminile. “Non credo esista una leadership femminile”, afferma con decisione, respingendo l’idea che uomini e donne debbano essere incasellati in stili di leadership distinti. La sua esperienza personale la porta a credere che la leadership sia determinata dal carattere e dalle esperienze dell’individuo, piuttosto che dal genere. Questa convinzione nasce da anni di osservazione e pratica, durante i quali ha visto uomini e donne adottare sia stili di comando tradizionali e assertivi, sia approcci più empatici e partecipativi. “Per me – aggiunge l’AD – il leader migliore è quello che sa alternare i diversi stili, a seconda delle dinamiche e delle situazioni. La leadership non è potere, è responsabilità”. La sua carriera è un percorso di tenacia e determinazione, iniziato in un piccolo borgo della Liguria e culminato nei vertici delle multinazionali. Nata in una famiglia modesta, con una madre maestra d’asilo e un padre professore di educazione tecnica, ha capito presto che il suo futuro dipendeva solo da lei. Senza appoggi o network influenti, ha lavorato sodo per laurearsi con il massimo dei voti alla Bocconi di Milano: un percorso che l’ha portata in Procter & Gamble, dove ha iniziato la sua carriera internazionale. Lasciare successivamente Procter & Gamble, che le ha fatto da “madre” dal punto di vista professionale, è stata una delle decisioni più coraggiose della sua vita. Questa scelta ha aperto la strada a nuove opportunità, portandola prima in L’Oréal Italia e poi in Kiko, dove, all’inizio della pandemia, ha preso decisioni difficili ma fondamentali per proteggere la salute dei suoi collaboratori, come la temporanea chiusura dell’e-commerce. Per Cristina Scocchia, il benessere delle persone è sempre stata una priorità assoluta, una filosofia che applica anche nella sua attuale posizione alla guida di Illycaffè.

Cristina Scocchia: superare i pregiudizi con il merito e il coraggio

Nonostante il suo successo, Cristina Scocchia non ignora le difficoltà che le donne affrontano nel mondo del lavoro, soprattutto in Italia, dove i pregiudizi di genere sono ancora radicati. Nonostante ciò, la manager è convinta che il cambiamento sia possibile, ma richiede uno sforzo culturale significativo. Per lei, l’equità di genere non può essere raggiunta semplicemente attraverso la creazione di quote rosa, ma deve passare attraverso la valorizzazione del merito, la concessione di uguali opportunità a uomini e donne e un riequilibrio dei carichi familiari. In Illycaffè, “non esistono quote rosa o quote azzurre. Abbiamo invece quella che io chiamo l’ossessione per il merito: se questo diventa il metro di ogni cosa, la diversità in ogni sua forma emerge in azienda in modo automatico”, conferma la manager. “Noi donne – aggiunge – non abbiamo bisogno di una porta più grande per fare gol ma di avere le stesse opportunità di toccare la palla”. Uno degli aspetti più umani e significativi del percorso di Cristina Scocchia è stata la maternità. “Diventare mamma è stata la cosa più bella della mia vita”, afferma con emozione. Nonostante la sua carriera impegnativa, ha sempre cercato di mantenere un equilibrio tra lavoro e vita familiare. Ha scelto di dedicare momenti di qualità al figlio, rinunciando ad attività professionali come il networking serale, che avrebbero potuto favorire ulteriormente la sua carriera. Per l’AD, il segreto sta nell’imparare a gestire le priorità, dando di volta in volta più importanza agli aspetti più critici della vita personale e professionale. Cristina Scocchia conclude con un messaggio ispiratore per le giovani donne — e per gli uomini — che aspirano a intraprendere una carriera manageriale: “Non permettere al tuo punto di partenza di definire chi sei”. Il coraggio di guardarsi dentro, capire i propri sogni e perseguirli con determinazione è ciò che fa la differenza. Per le donne, in particolare, l’invito è a non lasciarsi scoraggiare dagli stereotipi e a non usarli come alibi per ridurre le proprie ambizioni. La strada è in salita, ma la sua esperienza dimostra che con impegno e coraggio è possibile raggiungere le vette più alte.

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Sicurezza energetica e autonomia: le sfide di Terna secondo Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia, AD e DG di Terna, ha parlato dei futuri sviluppi e delle sfide che attendono il Gruppo. La manager si è soffermata sulle principali attività e su progetti cruciali come il Tyrrhenian Link e il Sa.Co.I3.

Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia: Terna accelererà gli investimenti per raggiungere i 74 GW di rinnovabili entro il 2030

Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima prevede di raggiungere 74 gigawatt (GW) di capacità da fonti rinnovabili entro il 2030. Per Terna questa è una sfida ambiziosa ma realizzabile. “Siamo in fase di accelerazione”, ha affermato Giuseppina Di Foggia. “Da un Gigawatt nel 2021, tre nel 2022, lo scorso anno in Italia le nuove installazioni si sono attestate a circa 6 GW”, ha precisato. Attualmente, le richieste di connessione alla rete ammontano a oltre 328 GW, suddivisi in 141,3 GW da fonte solare, 95 GW da eolica on-shore, e 91,9 GW da eolica off-shore. Questi dati non si riferiscono a impianti esistenti, ma a nuovi progetti presentati al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e alle Regioni. “Servono infrastrutture. E tempi stretti per realizzarle”, ha ribadito l’AD. Terna ha visto nel 2023 un aumento del 20% negli investimenti autorizzati rispetto al 2022, con 23 opere per un valore complessivo di 3 miliardi di euro. Tra i progetti principali che Giuseppina Di Foggia ha menzionato ci sono il ramo ovest del Tyrrhenian Link, che collegherà Sicilia e Sardegna con una profondità record di 2.000 metri sotto il mare, e il progetto Sa.Co.I3, che potenzierà l’elettrodotto tra Sardegna, Corsica e Toscana. Terna è inoltre coinvolta nella progettazione della nuova rete elettrica per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e nel primo collegamento diretto tra Europa e Africa attraverso la Tunisia. Questi progetti non solo mirano a rafforzare la rete elettrica nazionale, ma anche a integrare l’Italia in un contesto energetico più ampio e internazionale. “L’accelerazione nelle autorizzazioni è dovuta agli ottimali rapporti con il Mase e con l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ma anche con le istituzioni comunitarie e locali”, ha rimarcato Giuseppina Di Foggia. 

Giuseppina Di Foggia: strumenti e tecnologie avanzate

Per far fronte allo squilibrio tra la localizzazione degli impianti rinnovabili al Sud e i centri di consumo al Nord, Giuseppina Di Foggia ha illustrato il nuovo portale digitale, che offrirà una visione centralizzata e coordinata delle infrastrutture di rete, degli impianti rinnovabili e dei sistemi di accumulo. Questo strumento, previsto dal Decreto Energia, sarà operativo entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto e sarà accessibile a vari enti, tra cui il Mase, il Ministero della Cultura, Arera, e le Regioni. La digitalizzazione rappresenta una componente cruciale del piano industriale di Terna. “La digitalizzazione ci aiuta a gestire la rete in modo più efficiente e resiliente”, ha confermato l’AD e DG. Terna ha realizzato notevoli economie anche nel servizio di dispacciamento, con una riduzione del costo per Megawattora da circa 8 euro a 1,5 euro nel 2023. La digitalizzazione consente inoltre una manutenzione predittiva avanzata e la creazione di un “digital twin” dei cantieri, migliorando la gestione degli accumuli e la sicurezza della rete. La sicurezza energetica è un altro tema fondamentale, e l’attuale saldo estero di energia dell’Italia riflette ancora una dipendenza significativa dalle importazioni. Nel 2023, l’import di energia è stato di 54,6 Terawattora, mentre l’export è sceso a 3,3 TWh. Al fine di migliorare l’autonomia energetica dell’Italia, ha quindi concluso Giuseppina Di Foggia, è essenziale una transizione più rapida verso nuove fonti di energia e una diversificazione delle forniture.

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Pier Silvio Berlusconi: MFE Advertising, la forza di un sistema innovativo

Pier Silvio Berlusconi: MFE Advertising punta ad essere il motore per lo sviluppo di “un sistema di advertising europeo mai visto prima” facendo leva sulle sinergie “in Italia, Spagna e negli altri Paesi che si uniranno al progetto”. 

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE, prospettive di crescita favorevoli nel mercato della raccolta pubblicitaria

Innovazioni, Europa, futuro, tecnologia. È in questa direzione che guarda MFE, come ha ricordato il CEO Pier Silvio Berlusconi nelle scorse settimane parlando al TG5 dopo che JP Morgan ha migliorato la raccomandazione sul titolo da ‘Neutral’ a ‘Overweight’ riconoscendo il valore del progetto e le prospettive di crescita. “Abbiamo già fatto molto, abbiamo consolidato la nostra televisione spagnola, siamo cresciuti al 30% del primo gruppo televisivo in Germania. Diciamo che l’augurio, la speranza, il progetto a cui lavoriamo è quello di creare il primo vero broadcaster europeo che abbia un’impronta tale sul pubblico da poter competere con i giganti, con le multinazionali del web e di internet” ha rimarcato Pier Silvio Berlusconi. Sulle valutazioni degli analisti di JP Morgan hanno influito anche le favorevoli prospettive di crescita nel mercato della raccolta pubblicitaria nonché l’impatto sulle azioni del gruppo e delle sue controllate.

Pier Silvio Berlusconi: “Il rapporto umano, la stima e la fiducia sono un valore unico oggi più che mai

“In Italia a giugno la crescita della raccolta si attesta a + 14%, e a luglio è ancora meglio” ha dichiarato Pier Silvio Berlusconi lo scorso 16 luglio nel corso della serata di presentazione dei palinsesti Mediaset 2024/25 sottolineando come i segnali indichino un mercato “veramente tonico, e Publitalia si è mossa alla grande”. È una buona notizia “non solo per Mediaset, ma anche per le imprese italiane e tutta l’economia, perché l’andamento del mercato pubblicitario è anche cartina di tornasole dell’economia e del livello di fiducia delle aziende” ha aggiunto, prospettando “buone sensazioni per fine anno, anche se viaggiare a questi livelli è difficile”. Risultati che permettono di preventivare “una crescita del +30% dell’utile netto”, anche a fronte di una strategia lungimirante che ha portato Mediaset negli anni a imporsi per la forza della propria offerta crossmediale e per la vision sugli obiettivi che animano il progetto MFE: un’azienda italiana alla guida di un grande polo europeo con al centro la televisione generalista free to air. Fondamentale nello sviluppo di questo progetto la nascita di MFE Advertising, motore per lo sviluppo di “un sistema di advertising europeo mai visto prima” che fa leva sulla capacità di Mediaset di proiettarsi nel futuro dell’innovazione tecnologica e del digital. Sempre mantenendo al centro le persone e la forza dei rapporti umani, come ha ribadito lo scorso 12 luglio Pier Silvio Berlusconi nel corso dell’evento organizzato da Publitalia 80 per la presentazione dei palinsesti della stagione 2024/25: “Noi non solo stiamo riuscendo a lavorare al meglio con tutte le nuove tecnologie, ma abbiamo con molti clienti un rapporto storico, un rapporto che insieme a loro chiamiamo di partnership. Siamo cresciuti insieme. Io penso che questo abbia un grande valore. Non ci sono innovazioni e tecnologie che tengono. Il rapporto umano, la stima e la fiducia sono un valore unico oggi più che mai”.

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Premio Tesi di laurea 2024: le scadenze e la biblioteca sulla sicurezza

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Premio Tesi di laurea 2024: le scadenze e la biblioteca sulla sicurezza

 

Fino al 31 ottobre 2024 è possibile inviare gli elaborati e partecipare al Premio per le migliori tesi di laurea su salute, sicurezza sul lavoro e sostenibilità. Le tesi saranno pubblicate nella “Biblioteca Tesi Sicurezza”.

 

C’è ancora tempo fino al 31 ottobre 2024 per partecipare al Premio per le migliori tesi di laurea su salute, sicurezza sul lavoro e sostenibilità, organizzato dalla Fondazione AiFOS, in collaborazione con l’Associazione AiFOS e con la partnership di PuntoSicuro.

 

Ricordiamo che questa importante iniziativa non solo premia numerosi lavori universitari, ma valorizza idee, strategie e soluzioni innovative, offrendo strumenti di crescita in materia di salute, sicurezza e sostenibilità nel mondo del lavoro.

 

Le tesi saranno raccolte, per favorirne la diffusione e consultazione, in una biblioteca virtuale ad accesso libero, la “Biblioteca Tesi Sicurezza” (BTS) che conta attualmente, con l’aggiunta delle tesi relative al premio del 2023, 570 lavori relativi a 86 diverse Università.

 

Il bando tesi di laurea 2024 su salute, sicurezza e sostenibilità

Ricordiamo che il Bando Tesi di Laurea 2024, indetto dalla Fondazione AiFOS, riguarda tesi, discusse tra il 1° novembre 2023 ed il 31 ottobre 2024, che trattino i seguenti temi:

  • Salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, declinata in uno dei seguenti ambiti individuati dal Decreto interministeriale del 6 marzo 2013:
    • ambito giuridico, normativo, organizzativo;
    • ambito tecnico, ingegneristico, medico;
    • ambito psicologico, educativo, formativo, relazionale.
  • Sostenibilità in ambito lavorativo, declinata in uno o più dei seguenti argomenti:
    • benessere organizzativo, lavoro dignitoso, corretta gestione ambientale in azienda.
  • Pari opportunità, premio dedicato al genere femminile, alla diversità di genere e alla conciliazione vita-lavoro.

 

Il premio tesi di laurea 2024: le tesi che saranno selezionate

Per il Premio tesi di laurea 2024 la Commissione valutatrice selezionerà:

  • 3 tesi di lauree triennali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, una per ciascuno dei tre ambiti individuati (ambito giuridico, normativo, organizzativo; ambito tecnico, ingegneristico, medico; ambito psicologico, educativo, formativo, relazionale);
  • 3 tesi di lauree magistrali/master di primo livello in materia di salute e sicurezza sul lavoro, una per ciascuno degli ambiti individuati;
  • 1 dottorato in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • 1 master di II livello in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • 1 tesi in materia di sostenibilità;
  • 1 tesi in materia di pari opportunità (Premio SOFIA Comitato Donne AiFOS).

 

Come segnalato nell’articolo 4 del regolamento/bando, le tesi selezionate avranno diritto a titolo di premio:

  • riconoscimento economico di € 500,00 (cinquecento) a ciascun vincitore;
  • pubblicazione della tesi sul portale della Biblioteca Tesi Sicurezza
  • attestato di partecipazione al concorso;
  • abbonamento on-line per un anno ai “Quaderni della Sicurezza”, la rivista scientifica AiFOS.

 

La partecipazione al premio e la Biblioteca Tesi Sicurezza

Come indicato sopra, le tesi partecipanti saranno pubblicate sul portale BTSBiblioteca Tesi Sicurezza” (https://bibliotecatesi.fondazioneaifos.org/) che raccoglie tutti gli elaborati che hanno partecipato al Premio dal 2013 ad oggi.

 

Le tesi di laurea inserite nella Biblioteca sono di libera consultazione e sono accessibili, tramite database, con la semplice creazione di un account gratuito.

 

Con il consenso degli autori, la Fondazione rende, infatti, pubblici gli elaborati e ne permette la consultazione mettendoli a disposizione non solo di studenti, ricercatori, e accademici, che sentano l’esigenza di approfondire le tematiche affrontate, ma anche di operatori della sicurezza, come, ad esempio, RSPP, Consulenti e Formatori.

 

Il motore di ricerca della Biblioteca è progettato per filtrare le ricerche in base a diversi criteri: autore, anno di discussione della tesi, ateneo, corso di laurea, area tematica e argomento. Nella Biblioteca virtuale le tesi vincitrici del Premio sono evidenziate con un logo speciale.

 

La partecipazione al Premio è completamente gratuita e, ribadiamo, in conclusione, che il termine ultimo per l’invio degli elaborati è il 31 ottobre 2024.

 

In considerazione della vicinanza della scadenza, invitiamo tutti gli studenti laureati/laureandi di tutte le università italiane a presentare le proprie tesi alla segreteria del “Premio tesi di laurea nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità”.

 

Il link per scaricare il bando di concorso e la domanda di partecipazione alla selezione:

https://fondazioneaifos.org/premio-tesi-di-laurea

 

Segreteria del Premio: Fondazione AiFOS c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia, via Branze, 45 – 25123 Brescia Tel. 030.6595037 Fax 030.6595040 [email protected]

 

29 agosto 2024

 

 

Ufficio Stampa Fondazione AiFOS

[email protected]

www.fondazioneaifos.org

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Mercato del caffè, ormai la differenza di prezzo tra robusta e arabica è minima

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  • 3 Settembre 2024

Negli ultimi tempi si parla moltissimo dell’aumento del prezzo del caffé, che potrebbe giungere a 2 euro al bar. L’aumento deriva dallo scenario che sta avvenendo sul mercato del caffè, le cui quotazioni sono arrivate a livelli molto elevati, fino a toccare i massimi di 13 anni.
La cosa insolita però è che l’aumento dei prezzi ha avvicinato le quotazioni della varietà “arabica“, la più pregiata, a quella “robusta“, considerata meno nobile.

Cosa succede sul mercato del caffé

cafféBisogna premettere che la qualità arabica viene coltivata ad altitudini superiori, che rendono quindi la produzione più difficile. Inoltre è anche meno resistente alle malattie e più delicata sotto il profilo della composizione chimica. In una parola, qualità.
Normalmente questo spiega perché la varietà arabica vale molto di più di quella robusta, oltre ad essere maggiormente apprezzata dai consumatori in termini aromatici (contiene minore caffeina rispetto alla variante robusta).

E allora perché negli ultimi mesi c’è stato l’avvicinamento dei prezzi di queste due varianti, e perché gli indicatori che anticipano il trend rivelano che questa tendenza continuerà?

L’avvicinamento tra i prezzi

Il mercato del caffè prevede una quotazione alla borsa finanziaria ICE di entrambe le varianti. Alla fine di agosto l’arabica era quotata sopra i 5500 dollari per tonnellata mentre la variante robusta era giunta a 5.100 dollari per tonnellata. Certo, difficilmente arriveremo a una situazione di zero spread, ma comunque questo scarto di 400 dollari è assolutamente irrisorio. Soprattutto se lo confrontiamo con i prezzi del passato, quando la varietà arabica costava addirittura circa il doppio.
Nel 2020, ad esempio, l’arabica con consegna a un mese costava 2450 dollari, mentre la robusta costava 1.287 dollari.

Che cosa è cambiato?

La svolta è avvenuta nel 2023, quando i prezzi delle due varianti sul mercato del caffè hanno cominciato ad avvicinarsi. Questo scenario si è concretizzato per una serie di fattori che si sono verificati simultaneamente.

In primo luogo le condizioni climatiche sfavorevoli che hanno inciso sulla produzione di caffè robusta, specialmente nelle regioni del Vietnam, Costa d’Avorio e Uganda. Le tensioni in Medio Oriente hanno poi reso difficili le spedizioni di robusta dall’Asia orientale all’Europa. Incide poi l’aumento di domanda di robusta per il suo utilizzo nelle miscele di caffè, sempre più richieste rispetto alle “monorigine”.

Oltre a tutto questo c’è un miglioramento della qualità di caffè robusta, che per lungo tempo è stata trascurata dai produttori. Negli ultimi anni invece gli agricoltori sono stati incentivati effettuare investimenti per migliorare, proprio grazie all’aumento nell’utilizzo delle miscele.

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Gruppo Riva tra passato, presente e futuro della siderurgia

Protagonista indiscusso della storia della siderurgia italiana, Gruppo Riva continua ad avere un ruolo centrale nello scenario nazionale ed internazionale del settore siderurgico, con un focus sempre maggiore sulla sostenibilità ambientale. Un valore fondamentale per il Presidente Claudio Riva.

Claudio Riva

L’ascesa di Gruppo Riva: pioneer della siderurgia italiana

Gruppo Riva affonda le sue radici nei primi anni ’50, quando Emilio Riva, insieme al fratello Adriano, avviò un’attività dedicata al commercio di rottami ferrosi. L’iniziativa si trasformò rapidamente in un’impresa di rilievo nel settore siderurgico, coincidente con il periodo di grande sviluppo economico del Paese, noto come “miracolo economico”. Negli anni successivi, Gruppo Riva si espanse anche all’estero, affermandosi come uno dei principali gruppi siderurgici in Europa. Tuttavia, la vera innovazione arrivò a metà degli anni ’60, quando l’azienda si trovò ad affrontare la sfida della crescente concorrenza internazionale. Emilio Riva comprese l’importanza di investire in tecnologie moderne per mantenere la competitività e, così, introdusse la colata continua curva a tre linee, una tecnologia particolarmente innovativa per l’epoca. Un approccio che non solo permise al Gruppo oggi guidato da Claudio Riva di adattarsi ai cambiamenti del mercato, ma che segnò anche un punto di svolta per l’intera industria siderurgica italiana, che poté abbandonare definitivamente i tradizionali lingotti in favore delle più moderne billette. La collaborazione con esperti del settore, come il tecnico Luigi Danieli e il progettista Renzo Colombo, portò all’inaugurazione della prima colata continua presso lo stabilimento di Caronno il 2 giugno 1964, un evento che incise profondamente sul futuro di tutto il comparto.

L’espansione internazionale e la vision dell’attuale Presidente Claudio Riva

Negli anni ’70, in un contesto segnato dalla crisi petrolifera e dalle sfide per la siderurgia europea, Gruppo Riva avviò un processo di espansione internazionale, acquisendo aziende in Spagna, Francia e Canada. Questo percorso consentì di aumentare la produzione di acciaio e laminati e di affermare ulteriormente la posizione di leadership del Gruppo nel panorama europeo. Nel corso degli anni, la strategia di espansione ha visto Gruppo Riva interessato anche a Paesi come Belgio e Germania, con l’obiettivo incrementare la produzione e consolidare la propria presenza. Inoltre, un’importante iniziativa nel 2005 ha portato alla riconversione dell’impianto di Cornigliano a Genova, un esempio di sinergia tra esigenze industriali e sostenibilità ambientale. Con lo sguardo rivolto al futuro, nel 2022 l’azienda ha acquisito siti di raccolta e frantumazione di rottami metallici, un passo importante verso l’autosufficienza nella catena del riciclo dell’acciaio. Uno sviluppo che riafferma l’impegno del Gruppo per una crescita responsabile e sostenibile. La figura di Emilio Riva, fondatore del Gruppo, è stata fondamentale per il suo successo. Il figlio Claudio Riva oggi continua a guidare l’azienda, mantenendo un focus sulla modernizzazione e sull’innovazione.

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Ares Ambiente ottiene l’autorizzazione per la gestione dei rifiuti urbani

Ares Ambiente ha recentemente ottenuto un’importante autorizzazione che amplia i suoi servizi di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, segnando un ulteriore passo avanti nella tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Ares Ambiente

Ares Ambiente ottiene l’Iscrizione in Categoria 1 Classe F

Grazie all’iscrizione dei propri mezzi in Categoria 1 Classe F dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, Sezione Regionale della Lombardia, Ares Ambiente ha raggiunto un traguardo significativo nella gestione e nel trasporto dei rifiuti urbani. Questo riconoscimento conferma la conformità dell’azienda alle normative vigenti, permettendo al Gruppo di operare in piena legalità e trasparenza. La gestione dei rifiuti urbani in Italia è disciplinata dal Decreto Legislativo n. 152 del 2006, noto anche come “Codice dell’Ambiente”. Il decreto stabilisce i principi fondamentali per la gestione dei rifiuti, con l’obiettivo primario di tutelare l’ambiente e la salute pubblica. I pilastri della strategia nazionale per ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti includono la raccolta differenziata, il riciclaggio e il recupero di materia ed energia.

Ares Ambiente amplia i servizi di gestione dei rifiuti urbani

L’autorizzazione ottenuta da Ares Ambiente, in particolare, permette all’azienda di gestire una vasta gamma di rifiuti urbani, in conformità con le normative specificate nei paragrafi 4.2 dell’allegato 1 al Decreto Ministeriale dell’8 aprile 2008 e successive modifiche del 13 maggio 2009. Ciò consente all’azienda di offrire servizi più completi ed efficienti, affrontando le sfide della raccolta e del trasporto dei rifiuti con soluzioni innovative e sostenibili. L’ampliamento dei servizi aziendali rappresenta un contributo significativo al miglioramento del sistema di gestione dei rifiuti in Italia. Attraverso una gestione responsabile e sostenibile, l’azienda si pone come un punto di riferimento nel settore della sostenibilità ambientale e della tutela del territorio. Questo passo avanti non solo rafforza la posizione di Ares Ambiente nel mercato, ma sottolinea anche il suo impegno continuo verso pratiche ecologicamente sostenibili e la protezione dell’ambiente per le future generazioni.

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Sicurezza sul lavoro: formazione per i facilitatori LEGO® Serious Play®

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Sicurezza sul lavoro: formazione per i facilitatori LEGO® Serious Play®

 

L’associazione AiFOS nel mese di novembre 2024 propone a Milano un corso di 24 ore in presenza per conoscere l’innovativa metodologia LEGO® Serious Play® e applicarla ad una ampia varietà di situazioni negli ambiti salute e sicurezza sul lavoro.

 

Per migliorare la prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è necessario offrire una formazione di alta qualità, in grado di stimolare nuovi processi cognitivi e supportare efficacemente le decisioni in materia di salute e sicurezza aziendale.

 

Per raggiungere questi obiettivi sono, tuttavia, indispensabili strumenti didattici innovativi.

 

In questo contesto, la metodologia LEGO® Serious Play®, sviluppata all’inizio degli anni 2000 attraverso la collaborazione tra LEGO® Group e Business School IMD di Losanna, rappresenta il giusto processo esperienziale per potenziare l’innovazione e le prestazioni aziendali.

 

LEGO® Serious Play® è una metodologia di facilitazione che utilizza i mattoncini colorati LEGO® come strumento metaforico per esprimere idee, confrontarsi e accelerare i processi decisionali, favorendo un apprendimento chiaro e concreto.

 

Per migliorare le strategie di prevenzione e diffondere questa metodologia innovativa, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza a Milano, nel mese di novembre 2024, un corso di 24 ore in presenza dal titolo “Formazione facilitatori LEGO® Serious play® nella sicurezza sul lavoro”.

 

Il corso a Milano per conoscere e applicare il nuovo metodo

Il corso – rivolto a formatori, Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e consulenti con esperienza nella formazione o facilitazione – permette di acquisire gli strumenti della metodologia LEGO® Serious Play® e diventare facilitatori specializzati in sicurezza sul lavoro, partendo dalle basi teoriche e sperimentando attraverso l’esperienza diretta.

I partecipanti al corso discuteranno casi di studio reali, imparando dalle esperienze degli altri e confrontandosi con workshop già sperimentati con successo in diverse aziende.

Il corso si ispira alla formazione dei facilitatori nella metodologia originale (versione 1.0), come sviluppata da LEGO® e resa open source dal 1° maggio 2010.

 

Il docente, Lucio Fattori – facilitatore e progettista del corso – è esperto nell’applicazione della metodologia alla formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro, e ha progettato questo percorso su misura per i formatori del settore.

 

Al termine del corso, i partecipanti avranno le conoscenze necessarie per applicare la nuova metodologia a una vasta gamma di situazioni in ambito salute e sicurezza sul lavoro, coinvolgendo diverse figure aziendali e migliorando le performance in modi difficilmente raggiungibili con le tradizionali modalità di formazione.

 

I facilitatori e la sicurezza come terreno fertile di idee nuove

Uno dei partecipanti a precedenti edizioni del corso ha sottolineato che il nuovo approccio libera il tema della sicurezza sul lavoro dalla sua immagine di rigide regole e problemi imminenti, per farlo diventare un terreno fertile per idee e soluzioni concrete.

In particolare, continua il corsista, “raccontare le proprie percezioni sulla sicurezza, parlare di quali problemi ostacolano un RSPP, o di come migliorare il dialogo tra datore di lavoro e preposti, è molto più semplice se fatto con i LEGO®“.

 

E diventare un facilitatore LEGO® Serious Play®, attraverso il corso, significa padroneggiare il metodo, diffondendolo e applicandolo all’interno di organizzazioni e aziende. Con l’obiettivo di portare ad una maggiore coesione interna e ad una più efficace risoluzione dei problemi che ci si trova ad affrontare in materia di salute e sicurezza.

 

Gli argomenti del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso di 24 ore in presenza “Formazione facilitatori LEGO® Serious play® nella sicurezza sul lavoro” si terrà il 6, 7 e 8 novembre 2024 a Milano, presso l’Hotel Astoria in Viale Murillo 9.

 

Questo il programma del corso:

  • 6 novembre 2024 (9:00/18:00):
    • Introduzione alla metodologia LEGO® Serious Play®
    • Storia e fondamenti scientifiche di LEGO® Serious Play®
    • Facilitazione o formazione nella sicurezza sul lavoro?
    • Regole e linee guida per l’applicazione del metodo
    • Cosa è e cosa non è LEGO® Serious Play®
    • Materiali e risorse per la realizzazione di un workshop
  • 7 novembre 2024 (9:00/18:00):
    • Sperimentazione di un workshop LEGO® Serious Play®
    • Lavoro di strategia in tempo reale per l’azienda: workshop per sviluppo di strategia di collaborazione tra figure della sicurezza aziendale
  • 8 novembre 2024 (9:00/18:00):
    • Lavoro di gruppo per la progettazione di workshop personalizzati in ambito salute e sicurezza sul lavoro utilizzando il core process LEGO® Serious Play®
    • Presentazione e feedback sui workshop progettati
    • Illustrazione di esempi di workshop svolti e tematiche proposte in ambito salute e sicurezza sul lavoro
    • Test di apprendimento

 

La partecipazione al corso vale come 20 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, formatori qualificati terza area tematica e Coordinatori alla sicurezza. Il corso è valido anche ai fini della formazione prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa-gestionale) e ai fini della formazione per i Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/formazione-facilitatori-lego-serious-play-nella-sicurezza-sul-lavoro

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 – [email protected][email protected]

 

04 luglio 2024

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Il Parco Faunistico Le Cornelle festeggia la nascita di quattro nuovi cuccioli di suricato

La stagione estiva è spesso sinonimo di nuove nascite al Parco Faunistico Le Cornelle di Valbrembo (BG). Negli ultimi giorni, infatti, la famiglia del Parco si è allargata con l’arrivo di quattro nuovi simpatici cuccioli di suricato, tra gli animali simbolo della struttura che il 3 luglio festeggiano la loro Giornata mondiale, istituita per sensibilizzare le persone riguardo alla specie e alle sue caratteristiche.

Grazie a queste nuove nascite, gli ospiti dell’exhibit desertico sono saliti a 21: sei maschi, sette femmine, quattro piccoli nati nel mese di marzo e gli ultimi arrivati, 3 cuccioli maschi e una cucciola femmina. Questo lieto evento dimostra come il gruppo di suricati sia ben adattato all’area rinnovata nel 2019 per creare un habitat più idoneo alle loro esigenze etologiche. Uno spazio tanto accogliente che i suricati hanno iniziato a personalizzarlo, scavando una serie di gallerie e una camera “nido” per dare alla luce i cuccioli.

In natura, i suricati vivono nelle savane aride e nelle zone semidesertiche e rocciose fino a 1000 metri di altitudine. Sono parenti stretti delle manguste e hanno un peso che varia tra i 600 e i 1200 grammi, con una lunghezza di 25-35 cm. I suricati hanno una testa grande con un naso nero e appuntito, denti molto affilati e occhi circondati da pelo nero. Le loro zampe hanno quattro dita, e quelle anteriori sono dotate di artigli affilati perfetti per scavare. Il pelo, morbido e lungo, è di colore grigio-giallo con striature scure sul dorso, mentre la coda è lunga e termina con una punta nera.

In estate proseguono anche gli appuntamenti con l’“Educazoo”, il progetto nato per sensibilizzare sulle specie in via d’estinzione e avvicinare visitatori e animali sotto la guida esperta di un naturalista. Il prossimo appuntamento sarà sabato 27 luglio, con un programma che prevede l’incontro tra naturalista e visitatori davanti a tigri, elefanti, siamanghi, e rinoceronti.
Per maggiori informazioni https://www.lecornelle.it/educazoo-2024/.

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IL CONTEST
Il contest social per assegnare un nome ai quattro cuccioli avrà la durata di tre giorni e si terrà sulla pagina Facebook del Parco. Chiunque vorrà, potrà partecipare alla scelta dei nomi commentando il post dedicato con le proprie proposte. Verranno considerati solamente i nomi inseriti come commento ai post. Per ogni post è possibile indicare quattro nomi, tre maschili e uno femminile. Nel caso in cui più fan proponessero il nome che sarà poi scelto dallo staff del Parco per i cuccioli, vincerà il contest colui che lo ha postato per primo, farà fede la data e l’ora riportate nel post presente sulla pagina del Parco.
IL PARCO
Il Parco Faunistico Le Cornelle nasce nel 1981 a Valbrembo grazie a un’idea di Angelo Ferruccio Benedetti, spinto dal desiderio di creare uno spazio dove gli animali potessero incontrare l’uomo, sentendosi liberi e protetti allo stesso tempo. Il Parco si colloca sulla sponda orientale del fiume Brembo, dispone di una superficie verde di 126.000 mq, è visitabile unicamente a piedi e ospita circa 120 specie di animali tra mammiferi, volatili e rettili provenienti da tutto il mondo. I valori del Parco sono: conservazione, ricerca, educazione. In particolare, la conservazione della biodiversità trova attuazione nella tutela di specie animali protette minacciate d’estinzione. Il Parco è membro EAZA – European Association of Zoos and Aquaria. Questa associazione si occupa di rendere uniforme la gestione di tutti gli zoo e acquari che ne sono membri, incoraggiando un approccio proattivo sia come impegno all’interno delle singole realtà, sia nel campo della ricerca scientifica e promuovendo le migliori pratiche sul benessere animale. Dal punto di vista della formazione dei visitatori, EDUCAZOO è l’iniziativa attraverso cui il Parco si propone di educare le persone sulle caratteristiche di determinate specie animali, grazie al supporto di esperti. Gli eventi EDUCAZOO si svolgono in concomitanza con giornate speciali per la tutela del mondo animale, come il World Elephant Day o il Lion Day. Inoltre, già da 20 anni il Parco educa alla salvaguardia della biodiversità anche offrendo un ampio programma rivolto alle scuole. Per scoprire di più è possibile visitare il sito Internet www.lecornelle.it, contattare il numero 035 527422 o scrivere un’e-mail a [email protected].

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Alessandra Ricci: investimenti record per SACE, 55 miliardi di euro per le PMI nel 2023

Nel 2023, SACE ha dimostrato ancora una volta il suo impegno verso il tessuto imprenditoriale italiano, mobilitando quasi 55 miliardi di euro per sostenere circa 50.000 imprese, in gran parte piccole e medie imprese (PMI). Il commento dell’AD Alessandra Ricci.

Alessandra Ricci

Alessandra Ricci: sostenibilità, imprese e persone al centro della strategia

Attraverso una combinazione di garanzie, liquidità, servizi assicurativi, formazione e iniziative di business matching, SACE si è posta l’ambizioso obiettivo di supportare le imprese e di promuovere la sostenibilità e l’innovazione. In occasione dell’approvazione del bilancio di esercizio, del bilancio consolidato e della dichiarazione consolidata di carattere non finanziario 2023, Alessandra Ricci ha rimarcato l’importanza di un approccio olistico capace di mettere al centro le imprese e le persone. “Con INSIEME2025 abbiamo posto al cuore della strategia di SACE la sostenibilità, la centralità delle imprese e delle persone abbracciando un nuovo stile di leadership diffusa e un nuovo modello organizzativo agile e skill-driven che coglie le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica per liberare il potenziale delle persone, potenziare la capacità di ascolto e la velocità di risposta, con il fine ultimo di creare benessere e prosperità per la comunità”, ha sottolineato l’AD del Gruppo.

Alessandra Ricci: il successo finanziario di SACE

I risultati finanziari del 2023 riflettono il successo della strategia adottata dal Gruppo guidato da Alessandra Ricci. SACE ha infatti registrato un risultato lordo positivo di 529,3 milioni di euro, in notevole aumento rispetto all’esercizio precedente (128,7 milioni di euro). L’utile netto ha invece raggiunto i 398,2 milioni di euro, segnando un significativo miglioramento rispetto all’anno precedente. Oltre al portafoglio di impegni assicurati e transazioni garantite, che ha continuato a crescere raggiungendo i 260 miliardi di euro, con un aumento del 7%, le garanzie a sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione hanno superato i 20 miliardi di euro. Quelle a supporto degli investimenti domestici per progetti strategici hanno invece raggiunto i 2,8 miliardi di euro.

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Pier Silvio Berlusconi: nel “sistema crossmediale Mediaset” il futuro del settore

“Siamo arrivati a 20,9mila ore di prodotti tra settembre e maggio: non c’è nessun altro paragone con un broadcaster in Europa”, ha evidenziato Pier Silvio Berlusconi nel corso della Serata Mediaset per la presentazione dei palinsesti 2024/25.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: “Raggiungiamo ogni settimana il 96% della popolazione italiana”

TV lineare, on demand, radio e web. Pier Silvio Berlusconi lo ha ricordato anche lo scorso 16 luglio durante la Serata Mediaset per la presentazione dei palinsesti 2024/25: pilastro del Gruppo è “questo grande sistema di comunicazione che chiamiamo cross-mediale, che parte dalla forza della televisione, si espande sul digitale, sul web, arriva alla radio, alla cartellonistica digitale e oggi dà ai nostri clienti pubblicitari un’efficacia davvero unica in Italia e in Europa”. Lo dicono i numeri: “Pensate che raggiungiamo ogni settimana il 96% della popolazione italiana”. E non solo. Nei video visti online su tutti i device con 9,5 miliardi di visualizzazioni, Mediaset doppia il secondo in classifica. Merito anche di “un palinsesto ricchissimo”, ha spiegato Pier Silvio Berlusconi: “Siamo arrivati a 20,9mila ore di prodotti tra settembre e maggio: non c’è nessun altro paragone con un broadcaster in Europa. Noi, RAI e altri editori facciamo veramente una produzione ricca. Quello che in Italia va in onda in una settimana, in Germania va in onda in un mese”.

Pier Silvio Berlusconi: “Quando il mercato gira il nostro approccio crossmediale fa la differenza”

Pier Silvio Berlusconi, nel commentare la notizia della promozione da parte di JP Morgan che, anche in considerazione dei risultati raggiunti, ha rivisto al rialzo il rating su MFE senza escludere ulteriori incrementi, aveva sottolineato anche come alla base del giudizio degli analisti ci siano le favorevoli prospettive di crescita nel mercato della raccolta pubblicitaria. “La nostra televisione è diventata anche digitale, i prodotti che facciamo oggi girano benissimo su tutti i device. Contattiamo ogni settimana 95 milioni di persone. Ovviamente sono contatti lordi, perché è un numero più grande della popolazione italiana, ma siamo gli unici, anche in questo caso, più dei mostri delle multinazionali del web”, aveva spiegato il CEO. Tematiche su cui si è espresso anche nel corso della Serata Mediaset rimarcando come lo sviluppo di un “sistema crossmediale” oggi stia portando risultati rilevanti in un contesto di sfide sempre più ambiziose per i player del settore. “Quando il mercato gira il nostro approccio crossmediale fa la differenza, ma il risultato della raccolta pubblicitaria è anche la cartina di tornasole dell’andamento dell’economia e del livello di fiducia delle aziende”, ha ricordato Pier Silvio Berlusconi: grazie a questi ricavi, “in Italia pensiamo di chiudere il semestre con +30% circa sul risultato netto”.

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Mediaset, l’impegno del Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi per l’ambiente e il mare

Con le campagne “Mediaset ha a cuore il Futuro” e Mediafriends, Mediaset promuove la salvaguardia dell’ambiente e del mare: così la realtà guidata da Pier Silvio Berlusconi sensibilizza il pubblico sull’importanza di comportamenti responsabili, per garantire un futuro alle nuove generazioni e preservare il patrimonio naturale italiano. 

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: Mediaset e l’amore per il territorio

Mediaset ha sempre dimostrato un forte impegno verso la salvaguardia dell’ambiente, e quest’estate ha deciso di raddoppiare i suoi sforzi attraverso due nuove campagne di sensibilizzazione. Con il progetto “Mediaset ha a cuore il Futuro” e l’iniziativa Mediafriends, il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi si propone di promuovere tra gli italiani un turismo responsabile, incoraggiando la cura del patrimonio naturale e culturale del Paese. La campagna, con il messaggio “Innamoriamoci dell’Italia. Visitiamola col cuore”, invita i turisti a visitare le bellezze dell’Italia con un occhio attento alla sostenibilità. Rispettare il territorio, raccogliere i rifiuti ed evitare comportamenti dannosi come accendere fuochi nei boschi sono solo alcune delle pratiche suggerite. L’obiettivo è creare un legame affettivo con il territorio, affinché le generazioni future possano godere delle stesse meraviglie che oggi ci circondano.

Mediaset, la salute del mare: l’impegno del Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi

Oltre alla salvaguardia del territorio, Mediaset si concentra anche sulla protezione del nostro mare, un bene prezioso, purtroppo minacciato dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici. Con la campagna di Mediafriends, dal claim “Il nostro futuro dipende dalla salute del mare: proteggiamolo”, l’azienda guidata da Pier Silvio Berlusconi prova a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di un comportamento responsabile nei confronti di questo ecosistema vitale. Attraverso due spot sociali, la campagna mira a far comprendere quanto il mare sia fondamentale per la nostra vita e quali azioni siano necessarie per proteggerlo. Le attività promosse dal partner Marevivo, fondazione ambientalista attiva da 40 anni, includono la pulizia delle spiagge, la tutela della biodiversità e la protezione delle foreste marine. Queste iniziative, visibili su tutte le piattaforme del Gruppo fino al 31 agosto, pongono l’accento sulla sostenibilità e invitano tutti a contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente, anche durante le vacanze.

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Ricerca universitaria rivela: gli agrumi siciliani sono salutari per cani e gatti

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  • 25 Agosto 2024

Gli amanti di cani e gatti hanno un motivo in più per apprezzare i famosi agrumi siciliani.

Una recente ricerca condotta dall’Università di Messina ha rivelato che questi frutti del Mediterraneo non solo deliziano il palato umano, ma offrono anche sorprendenti benefici per la salute di cani e gatti.

Lo studio innovativo dell’Università di Messina

Il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Messina ha condotto uno studio approfondito sugli effetti degli agrumi siciliani sulla salute degli animali domestici.

Questa ricerca pionieristica ha esaminato l’impatto di limoni, arance e mandarini sulla dieta di cani e gatti, rivelando risultati entusiasmanti per i proprietari di animali.

I benefici nutrizionali degli agrumi per gli animali domestici

Gli agrumi siciliani si sono rivelati una fonte ricca di nutrienti essenziali per cani e gatti.

Questi frutti contengono elevate quantità di vitamina C, flavonoidi e altri antiossidanti che possono rafforzare il sistema immunitario degli animali e promuovere la loro salute generale.

L’impatto positivo sulla digestione

Lo studio ha evidenziato che l’introduzione controllata di agrumi nella dieta di cani e gatti può migliorare significativamente la loro funzione digestiva.

Le fibre presenti in questi frutti favoriscono una sana digestione e possono alleviare problemi comuni come la stitichezza.

Effetti antiinfiammatori e anti-age

I ricercatori hanno scoperto che i composti presenti negli agrumi siciliani hanno potenti proprietà antiinfiammatorie.

Questo può essere particolarmente benefico per animali anziani o che soffrono di condizioni infiammatorie croniche come l’artrite.

Il ruolo dei flavonoidi nella salute degli animali

I flavonoidi, abbondanti negli agrumi siciliani, svolgono un ruolo cruciale nel rallentare il processo di invecchiamento cellulare negli animali, contribuendo a mantenere la loro vitalità e benessere anche in età avanzata.

Agrumi negli alimenti per cani e gatti

Mentre gli agrumi offrono numerosi benefici, è fondamentale introdurli nella dieta degli animali con cautela.

Il dosaggio corretto varia in base alla taglia, all’età e alle condizioni di salute dell’animale.

Esistono specifici alimenti per cani e gatti con agrumi siciliani, fico d’india, melagrana e carrube.

Prospettive future e ulteriori ricerche

Questo studio apre nuove strade nella nutrizione animale e nella medicina veterinaria preventiva. I ricercatori dell’Università di Messina stanno già pianificando studi di follow-up per esplorare ulteriormente il potenziale terapeutico degli agrumi siciliani in varie condizioni di salute degli animali.

Conclusione

Questa ricerca innovativa sottolinea il valore inaspettato degli agrumi siciliani non solo come delizia culinaria, ma anche come potenziale alleato nella salute dei nostri amati animali domestici.

Mentre si attendono ulteriori sviluppi in questo interessante campo, i proprietari di animali possono considerare, sotto guida professionale, di incorporare questi frutti mediterranei nella dieta dei loro compagni a quattro zampe per un possibile boost al loro benessere generale.

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Serenissima Ristorazione premiata per le iniziative ambientali al convegno di Parma

Nel vasto panorama della ristorazione collettiva italiana, Serenissima Ristorazione si distingue non solo per la qualità dei suoi servizi, ma anche per il suo impegno verso un futuro più sostenibile. Impegno che è stato recentemente premiato in occasione di un evento che ha sottolineato il ruolo fondamentale nella promozione di pratiche ambientali responsabili.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione premiata per l’impegno sostenibile

L’occasione è stata il convegno “Il ruolo, la valorizzazione e il pagamento dei servizi ecosistemici”, tenutosi presso la sede della Provincia di Parma e organizzato dal Parco Nazionale e dalla Riserva di Biosfera “Appennino Tosco-Emiliano”. Durante l’evento, Serenissima Ristorazione ha ricevuto un riconoscimento speciale per l’acquisto di Crediti di Sostenibilità. Il premio non solo evidenzia l’impegno concreto nella riduzione dell’impatto ambientale delle sue operazioni, ma anche la sua leadership nella promozione di pratiche sostenibili nel settore della ristorazione collettiva. L’azienda si è distinta come una delle sole 27 italiane, e l’unica del Veneto, a investire nell’acquisto di 100 Crediti di Sostenibilità. Ogni Credito rappresenta una tonnellata di CO2 assorbita dalla riserva dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il recente investimento sottolinea il profondo impegno di Serenissima Ristorazione nella lotta contro il cambiamento climatico e nella tutela dell’ambiente, contribuendo attivamente alla neutralizzazione delle proprie emissioni attraverso iniziative ambientali di alto valore.

Serenissima Ristorazione: il commento del Vicepresidente Tommaso Putin

Riteniamo che le azioni concrete intraprese abbiano un impatto positivo misurabile sull’ambiente e, di conseguenza, sulla qualità della vita di tutti noi – ha dichiarato Tommaso Putin, Vicepresidente di Serenissima RistorazioneSiamo orgogliosi di rappresentare la nostra Regione, essendo presenti come unica azienda del territorio, diventando partner del Parco al fine di agire attivamente e in maniera pragmatica per testimoniare il nostro impegno nel salvaguardare l’ambiente. Al contempo, la nostra adesione al programma racconta in prima persona i valori che da decenni caratterizzano la nostra realtà imprenditoriale”. Serenissima Ristorazione continua a consolidare la sua posizione di leader nel settore, sempre con un occhio attento alla sostenibilità e alla responsabilità ambientale.

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Gruppo Danieli: le prospettive di crescita a breve e lungo periodo, il focus

Internazionalizzazione, sostenibilità e innovazione: il futuro di Gruppo Danieli e le strategie di crescita nell’intervista de “Il Corriere della Sera” ai vertici.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli: ci siamo internazionalizzati senza mai delocalizzare

L’internazionalizzazione per Gruppo Danieli è “ormai un fatto acquisito”. Lo ha spiegato a “Il Corriere della Sera” il CEO Giacomo Mareschi Danieli: “È stata una delle metamorfosi che Danieli ha vissuto nel tempo, è una presenza molto ben bilanciata”. E ora continua a guardare in più direzioni, come emerge dalle parole del CEO: “Il nostro primo mercato sono gli Usa, il secondo la Cina, il terzo, in prospettiva, l’India. Non ancora per i volumi, ma cresce la richiesta e noi siamo ben posizionati per accompagnare quella crescita”. Si può sempre migliorare, ha precisato, ma “più che sulla vastità dei nostri insediamenti direi che dovremo concentrarci sulla crescita tecnologica e la tipologia dei clienti”. Guardare al passato per proiettarsi nel futuro: “Noi, che siamo nati con le mini-acciaierie, possiamo diventare più forti nel rapporto con i grandi gruppi integrati, dai cinesi agli indiani. Poi, certo, qualche dossier lo valutiamo sempre, ne abbiamo sull’eventuale presenza futura in Messico, Bangladesh e Brasile. Ma l’esame di geografia l’abbiamo passato largamente, ci siamo internazionalizzati senza mai delocalizzare, ora possiamo applicarci alla segmentazione del mercato e al tipo di clientela” ha sottolineato il CEO di Gruppo Danieli, intervistato su “Il Corriere della Sera” insieme a Camilla Benedetti, Vicepresidente della capogruppo e Presidente di Abs.

Green Steel: i progetti internazionali di Gruppo Danieli

Nell’articolo ampio spazio viene dato anche all’impegno green di Gruppo Danieli, riconosciuto a livello internazionale come confermano i progetti in sviluppo in numerosi Paesi tra cui Austria, Germania, Olanda. E anche in Giappone dove il Gruppo, insieme a Nippon Steel, è al lavoro su una Experimental Direct Reduction Plant da realizzare presso l’R&D Center di Hasaki: un nuovo impianto pilota dove saranno condotte sperimentazioni relative all’utilizzo di idrogeno come agente riducente per la produzione di acciaio decarbonizzato. “Abbiamo risorse per investire in tecnologia, innovazione, prototipi, sostenibilità e digitalizzazione. Riteniamo di avere le migliori tecnologie a disposizione – lo dimostra la nostra penetrazione con i forni elettrici digitali in un mercato difficile come il Giappone – e vogliamo esser sicuri di averle anche tra dieci anni. Poi, certo, la concorrenza non dorme, stanno provando a raggiungerci. Quasi tutti gli attori del settore pensano a come competere con il nostro forno digitale, ma ci sono patent e anni di esperienza. Siamo 15 anni avanti al mercato” spiegano a “Il Corriere della Sera” i vertici di Gruppo Danieli.

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