Category

Comunicati

Comunicati

Il percorso professionale di Paolo Gallo, AD di Italgas

Laureato in Ingegneria e con un MBA, Paolo Gallo inizia la carriera in Fiat Avio prima di dedicarsi al settore energetico. Dopo esperienze in Edison, Edipower e Acea, diventa nel 2016 Amministratore Delegato di Italgas, leader nella distribuzione di gas naturale.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: il percorso del manager alla guida di Italgas

Nato nel 1961 a Torino, Paolo Gallo consegue la laurea in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Torino, seguita da un MBA all’Università degli Studi di Torino. La sua carriera inizia nel 1988 in Fiat Avio S.p.A., dove, in un arco di 13 anni, ricopre posizioni di crescente responsabilità. Nel 1997 comincia il suo percorso nel settore dell’energia, contribuendo allo sviluppo di progetti non solo in Italia, ma anche in India e Brasile. Assiste inoltre alla nascita di Fiat Energia, la società che riunisce le attività di generazione elettrica del Gruppo Fiat. Il 2002 segna un cambiamento significativo, perché entra nel Gruppo Edison come Direttore Strategie e Innovazione. Successivamente, diventa Direttore Generale e poi Amministratore Delegato di Edipower, incarico che mantiene fino al 2011. Nei tre anni successivi, Paolo Gallo è nella multiutility Acea S.p.A., anche qui nel ruolo di Amministratore Delegato. L’esperienza lo porta nel 2014 a Grandi Stazioni, dove si occupa della privatizzazione della società. Dal 2016, infine, guida Italgas, leader nel settore della distribuzione del gas naturale e terzo operatore in Europa. 

L’attività accademica di Paolo Gallo

Oltre ai suoi ruoli aziendali, l’AD di Italgas è stato anche nominato nel 2020 come Presidente di Gas Distributors for Sustainability (GD4S), l’organo che riunisce i sei principali operatori del settore della distribuzione del gas in Europa e che nel 2021 gli ha rinnovato la fiducia, riconfermandolo nel ruolo. Paolo Gallo è inoltre riconosciuto in ambito accademico. Tra il 1992 e il 1993 ha diretto il Corso MBA presso la Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di Torino e ha insegnato “Valutazioni economico-finanziarie di Investimenti Industriali” fino al 2002. La sua attitudine ad amalgamare teoria e pratica è evidente anche nel suo ruolo attuale alla Luiss Business School, dove dal 2018 si occupa di Re-engineering Operational Processes ed Energy Management, rispettivamente nei corsi dei Master in Digital Ecosystem ed Energy Industry. È autore del libro “Diario di volo. Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità”.

No Comments
Comunicati

“La Piazza”, Gianpiero Strisciuglio (RFI): lavoriamo su interventi chiave per la mobilità del sud

Nel suo intervento a “La Piazza”, l’AD di RFI Gianpiero Strisciuglio ha riassunto i progetti previsti nel settore ferroviario del Mezzogiorno, dalla Napoli-Bari alle altre importanti opere, sottolineando l’impatto che questi sviluppi avranno sulla mobilità di persone e merci.

Gianpiero Strisciuglio

L’AD di RFI Gianpiero Strisciuglio ospite a “La Piazza”

A Ceglie Messapica (Brindisi), negli ultimi giorni di agosto, si è tenuta “La Piazza”, la kermesse politico-economica e culturale di “Affari Italiani”. Al centro degli incontri temi quali le infrastrutture del Mezzogiorno, il raddoppio di alcune reti strategiche, il PNRR e le grandi opere ferroviarie dei prossimi anni. Un ospite di prestigio è stato Gianpiero Strisciuglio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RFI da maggio dello scorso anno. Di origini baresi e laureato in Ingegneria al Politecnico di Bari, il manager è entrato in Ferrovie dello Stato nel 2002, ricoprendo diversi ruoli all’interno del Gruppo: da Direttore Commerciale ed Esercizio Rete in RFI a Direttore dell’Alta Velocità in Trenitalia. Passato a Mercitalia Logistics, la società capogruppo del Polo Logistica di FS, in qualità di Director of Strategy, Industrial Planning, Innovation&Sustainability, ad aprile 2022 ne è diventato Amministratore Delegato e Direttore Generale.

L’intervento di Gianpiero Strisciuglio: “Previsti interventi per la mobilità di persone e merci

Nel suo intervento, l’AD e DG di RFI ha fatto il punto sui progetti infrastrutturali che interessano le ferrovie, soprattutto quelli sulla Napoli-Bari. “È diventata realtà la progettualità sulla direttrice Adriatica da Bologna a Lecce. C’è grande attenzione alle opere di collegamento della Puglia e di tutto il Mezzogiorno – ha affermato Gianpiero Strisciuglio sul palco eretto nella Piazza di Ceglie Messapica – È evidente che accanto a queste grandi opere ci sono le grandi infrastrutture di prossimità, con Bari e il nodo verde, lo sviluppo della stazione di Lecce e su Brindisi dove pensiamo sia al collegamento con l’aeroporto e l’area logistica intermodale, ma anche su Taranto. Interventi, quindi, sia per la mobilità delle persone che delle merci”.

No Comments
Comunicati

L’impegno etico di Diana Bracco: dalla promozione della cultura all’empowerment femminile

Imprenditoria, filantropia, valorizzazione delle arti e della bellezza, promozione dell’Italia nel mondo, sostegno alla gender equality: questi sono solo alcuni degli interessi e delle attività di Diana Bracco, Presidente e AD del Gruppo Bracco.

Diana Bracco

Diana Bracco: successi imprenditoriali e amore per la cultura

Presidente e AD del Gruppo Bracco, Diana Bracco è tra le figure più rilevanti del panorama manageriale italiano. Sotto la sua guida, la società ha attraversato un processo di crescita inarrestabile, favorito da un approccio fondato sull’innovazione e la cura per la sostenibilità. A partire dal suo ingresso nel 1966, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità fino a diventare Direttore Generale nel 1977 e successivamente Presidente e AD, maturando dunque una esperienza consolidata in questo settore. Sotto la sua leadership, il Gruppo Bracco ha adottato la politica di investire il 10% del fatturato in ricerca e sviluppo, contribuendo significativamente al progresso del settore. L’impegno di Diana Bracco si estende oltre il mondo imprenditoriale. È infatti nota per il suo ruolo attivo nella promozione della cultura e nella filantropia attraverso la Fondazione Bracco, istituita nel 2010, incentrata sulla valorizzazione della ricerca, dell’arte e del benessere sociale, con un occhio di riguardo per la sostenibilità.

Il ruolo di Diana Bracco in Expo Milano 2015

Un momento chiave della carriera di Diana Bracco è stato il suo coinvolgimento in Expo Milano 2015, dove ha ricoperto il ruolo di Presidente di Expo 2015 S.p.A. e Commissario Generale del Padiglione Italia. Sotto la sua guida, l’Expo ha accolto milioni di visitatori da tutto il mondo, confermando Milano come una vetrina globale del Belpaese. Il Padiglione Italia, con l’Albero della Vita, è diventato uno dei principali simboli dell’esposizione universale, attirando l’attenzione di leader internazionali e ospitando eventi di grande rilievo. Tra i progetti fortemente voluti dalla manager anche Women for Expo, iniziativa volta a valorizzare il ruolo delle donne come motore di crescita e cambiamento. In qualità di Commissario del Padiglione Italia, ha riservato uno spazio significativo all’interno della struttura per mettere in luce le storie e i contributi delle donne in ambito sociale, economico e culturale.

No Comments
Comunicati

Banche, si infiamma lo scontro sull’asse Italia-Germania

  • By
  • 1 Novembre 2024

Torna a crescere l’attenzione riguardo alle fusioni e acquisizioni tra le banche europee. Negli ultimi giorni al fulcro di tutto c’è entrata l’italiana Unicredit, che sta provando a farsi largo in Germania, acquistando Commerzbank.

Nuovo capitolo del Risiko tra banche

commerzbankLo scorso 11 settembre c’è stato un annuncio a sorpresa da parte di Unicredit, che ha acquistato una quota del 9% di Commerzbank, una delle due banche più importanti della Germania. Circa metà è stata rilevata nel contesto di un’offerta Accelerated Book Building, mentre il resto è stato acquistato con operazioni sul mercato aperto.

È chiaro che quello è stato il primo passo per qualcosa di più importante. I rumors si sono fatti sempre più insistenti riguardo l’imminente richiesta di via libera alla BCE per incrementare ulteriormente la partecipazione alla banca tedesca fino al 30%, ossia la soglia per un’opa.

Mosse e contromosse

Era inevitabile però che il tentativo di scalata da parte di Unicredit avrebbe trovato delle forti resistenze in Germania (lo stesso cancelliere Olaf Scholz non ha gradito la mossa dell’ad di Unicredit). Del resto, come abbiamo detto, Commerzbank – quotata sull’indice DAX Ger40 – è una delle due banche più importanti del paese. L’altra, Deutsche Bank, si è subito attivata per provare ad ostacolare l’istituto italiano. Secondo un’indiscrezione rilanciata da Bloomberg, l’istituto tedesco sta studiando modi e i tempi per reagire ad un potenziale accordo tra UniCredit e Commerzbank, che finirebbe per creare un concorrente importante in casa.

Le possibili reazioni di Deutsche Bank

Tra le voci che si rincorrono c’è quella secondo la quale Deutsche Bank studia la possibilità di acquistare in tutto o in parte la quota dei 12% di Commerzbank che è ancora nelle mani del governo tedesco (dopo il salvataggio di qualche anno fa). Ma altre soluzioni sarebbero al vaglio del management riunito attorno all’amministratore delegato Cristian Sewing, per reagire alla mossa di Unicredit.

Il mercato

Nel frattempo, questo scenario che si è aperto all’improvviso negli ultimi giorni sta chiaramente muovendo le acque attorno ai titoli in Borsa di queste banche. Il più coinvolto è stato Commerzbank, che ha guadagnato il 20% dopo il blitz di Unicredit, sollevandosi da un periodo a dir poco piatto, durante il quale la sua media mobile di convergenza era precipitata. Il prezzo è arrivato oltre la soglia dei 15 euro, tornando su livelli che non si vedevano da circa 6 mesi.

No Comments
Comunicati

Marzio Perrelli: dalla finanza internazionale ai vertici di Sky Italia

Dopo anni trascorsi ai vertici di istituzioni finanziarie globali come Goldman Sachs e HSBC, Marzio Perrelli ha messo la sua esperienza al servizio del mondo dei media e dello sport. Dal 2018 è al timone della macchina di Sky Sport, da cui gestisce la negoziazione dei diritti televisivi e la produzione sportiva, oltre alla parte editoriale che anch’essa riporta a lui.

Marzio Perrelli

Marzio Perrelli: il percorso in Sky

Dalla finanza internazionale ai vertici della televisione sportiva, Marzio Perrelli è protagonista di quella che si può definire una carriera poliedrica ed unica nel suo genere. Per anni in Goldman Sachs, dal 2018 è Executive Vice President di Sky Italia ed è Responsabile di Sky Sport. Innovazione e visione strategica le parole chiave della sua gestione: oltre a supervisionare i team editoriali e di produzione, si occupa dell’intero portafoglio dei diritti sportivi. In questi anni la sua esperienza in operazioni complesse e nell’analisi di mercato ha contribuito a rafforzare la posizione della testata nel panorama televisivo, portando l’azienda a ottenere numerosi successi nella trasmissione di eventi sportivi di primo piano.

Gli anni di Marzio Perrelli nella finanza internazionale

Prima di approdare al settore media, Marzio Perrelli ha costruito una solida carriera nella finanza internazionale. Dopo aver studiato al Liceo Francese Chateaubriand di Roma e conseguito una laurea in Economia e Commercio presso l’Università LUISS, entra nel 1993 in Goldman Sachs a New York, distinguendosi come unico italiano selezionato per il programma di formazione per analisti nella divisione Fixed Income, Commodities, and Currencies. Successivamente si trasferisce a Londra, lavorando su una vasta gamma di prodotti finanziari per clienti istituzionali europei. Nel 2001 torna in Italia come CEO e Head of Global Markets per Goldman Sachs Milan, per poi diventare CEO di HSBC Bank Plc Italy, dove ha consolidato la leadership della banca nell’Export Finance e nei mercati globali.

No Comments
Comunicati

Cristina Scocchia intervistata da “Il Messaggero”: il percorso per la quotazione di Illycaffè

Cristina Scocchia sugli obiettivi di Illycaffè: “Accelerare la crescita profittevole dell’azienda soprattutto sui mercati internazionali”.

 Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: ingresso in Borsa da ponderare, focus attuale su crescita estera

Espansione interna ed esterna, vision al futuro e quotazione: questi alcuni dei temi affrontati da Cristina Scocchia, AD di Illycaffè, in una recente intervista rilasciata a “Il Messaggero” e incentrata sulle strategie di crescita per l’azienda. Nello specifico di un’eventuale quotazione, la manager ha evidenziato come il Piano Industriale 2022-2026 preveda “una fase espansiva supportata anche da una eventuale quotazione in Borsa. Ogni decisione relativa alla quotazione verrà confermata dagli azionisti nei prossimi mesi in base all’andamento del contesto macroeconomico e geopolitico”. Operazione strategica, dunque, come confermato dall’AD: “È quindi importante che venga selezionata la finestra temporale più favorevole” anche in relazione al fatto che “la quotazione permetterebbe di rafforzare la visione radicata da parte della famiglia Illy di un’azienda family owned and professionally managed, raggiungendo gli standard di governance più elevati con ricadute positive sulla competitività dell’azienda”. Quanto al tema delle acquisizioni, Cristina Scocchia ha osservato come le M&A non siano da escludere, tuttavia “al momento non c’è un’occasione concreta sul tavolo ma se si presentasse quella giusta siamo aperti a considerarla”. L’obiettivo è ora “accelerare la crescita profittevole dell’azienda soprattutto sui mercati internazionali”: con un fatturato ottenuto “circa 1\3 in Italia, il che significa che già 2\3 del fatturato vengono realizzati all’estero”, la mission è “accrescere ancora di più la penetrazione a partire dal mercato americano” e anche “raddoppiare alcune delle filiali europee più importanti a partire dalla Francia, dalla Spagna e dall’Inghilterra e, nel lungo termine, conquistare una presenza significativa in Cina”.

Un “industrial deal” per l’Europa: la vision di Cristina Scocchia

Parlando dei risultati ottenuti nel corso di due anni, Cristina Scocchia ha espresso soddisfazione per la “crescita significativa da 500 a circa 600 milioni di fatturato, accompagnata da una crescita di oltre il 30% dell’Ebitda. I risultati del primo semestre hanno confermato una crescita a doppia cifra di tutti gli indicatori di redditività”. La manager, intervenuta anche al recente Meeting di Rimini, si è soffermata su quello che lei stessa ha definito come un “industrial deal” per l’Europa, area in cui è importante “accelerare nella messa in comune di risorse per grandi investimenti strategici, dall’autosufficienza energetica alla difesa comune, all’innovazione deep tech e digitale”. Parallelamente, con il costo delle materie prime in aumento anche per la tazzina di caffè, l’approccio è quello di continuare a monitorare l’andamento e, allo stato attuale, senza “nessun aumento previsto nel 2024”. Inoltre, nonostante il caffè “Specialty” stia guadagnando mercato, Cristina Scocchia ritiene che tale tipologia rimarrà una fetta del settore senza sostituire completamente il caffè come bene di massa. A chiusura dell’intervista una riflessione sul Fondo dei Fondi, varato dal Governo per il rilancio delle PMI e gestito da Cassa Depositi e Prestiti: “Dalle notizie che abbiamo questo Fondo si applica solo alle PMI con un fatturato inferiore ai 50 milioni e di conseguenza noi non rientriamo tra le aziende che ne possono beneficiare”.

No Comments
Comunicati

Stefano Venier al Forum The European House-Ambrosetti: l’AD di Snam a colloquio con “Class CNBC”

Stefano Venier: la partecipazione dell’AD di Snam al Forum The European House-Ambrosetti e il punto su transizione e sicurezza energetica nell’intervista a “Class Cnbc”.

Stefano Venier

Stefano Venier al Forum The European House-Ambrosetti: l’intervista all’AD di Snam

L’AD di Snam Stefano Venier, in occasione del Forum The European House-Ambrosetti, è stato intervistato da “Class Cnbc” in merito alla transizione energetica e alle sfide legate alla sicurezza energetica. L’AD di Snam ha sottolineato il valore di soluzioni tecnologiche come la cattura e lo stoccaggio di CO2, con il progetto recentemente avviato a Ravenna: il primo in Italia realizzato a scopi esclusivamente ambientali per contribuire alla decarbonizzazione dei settori industriali. L’impegno di Snam nel progetto Ravenna CCS, aveva sottolineato nei giorni scorsi l’AD di Snam, è “parte integrante del nostro piano strategico ed è coerente con la nostra intenzione di porci quale operatore multimolecola per abilitare una transizione energetica giusta ed equilibrata, nell’ambito della quale offrire anche ai soggetti più energivori la possibilità di intraprendere percorsi di decarbonizzazione che ne preservino la competitività”. Nell’intervista Stefano Venier ha ricordato anche il ruolo fondamentale che l’idrogeno riveste in quest’ottica.

Stefano Venier: il valore degli stoccaggi per la sicurezza energetica del sistema italiano ed europeo

La domanda globale di gas, ha proseguito l’AD di Snam Stefano Venier ai microfoni di “Class Cnbc”, è in aumento, trainata dall’Asia. In questo contesto la sicurezza energetica resta al centro, come ha confermato l’AD: i livelli di stoccaggio di gas risultano attualmente superiori al 93%, superando la media degli ultimi cinque anni. L’acquisizione di Edison Stoccaggio, operazione dal valore di circa 560 milioni di euro, aumenterà la capacità di immagazzinamento del gruppo al 17% del totale europeo, con circa 18 miliardi di metri cubi. Lo aveva spiegato Stefano Venier lo scorso luglio sottolineando il valore dell’operazione attraverso cui “rafforziamo l’assetto industriale di Snam nel settore e, attraverso l’integrazione nel nostro modello di gestione, la resilienza energetica del sistema domestico”. Il Gruppo investirà 1,4 miliardi fino al 2027, e ulteriori 100 milioni dopo la conclusione dell’acquisizione. Il piano prevede l’ammodernamento degli impianti esistenti e l’espansione della capacità con nuovi siti anche attraverso l’implementazione di tecnologie avanzate per migliorarne l’efficienza e la sicurezza.

No Comments
Comunicati

Conoscere le reti anticaduta: controlli, verifiche e normativa

Comunicato Stampa

 

Conoscere le reti anticaduta: controlli, verifiche e normativa

 

L’11 ottobre 2024 un corso in videoconferenza si soffermerà sulle reti anticaduta e fornirà indicazioni relative ai controlli, alle verifiche da attuare e alle norme UNI di riferimento.

 

Le reti di sicurezza sono reti tessili molto flessibili che, come dispositivi di protezione collettiva, rientrano tra le opere provvisionali per la messa in sicurezza contro le cadute dall’alto su coperture e vani tecnici in costruzione.

 

Questi sistemi anticaduta, molto utilizzati per i lavori sulle coperture e in grado di consentire di lavorare in altezza senza limitazione dei movimenti, con il tempo possono diventare meno efficaci, ad esempio per l’esposizione delle reti alle diverse condizioni climatiche.

Chiaramente una ridotta efficienza del sistema anticaduta – dovuta alla carenza di controlli, verifiche e manutenzione adeguati – può esporre i lavoratori a elevati rischi in caso di caduta.

 

Esistono corsi in videoconferenza che permettono di avere informazioni adeguate sulle reti anticaduta, sui controlli e le verifiche necessarie? Ci sono percorsi formativi che si soffermano sulle novità normative in materia?

 

Il corso in videoconferenza per la sicurezza delle reti anticaduta

Per fornire informazioni adeguate e aggiornate sulle reti di sicurezza e le modalità di verifica, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza l’11 ottobre 2024 un corso in videoconferenza di 2 ore dal titolo “Reti anticaduta: controlli, verifiche e normativa di riferimento”.

 

Il corso si pone l’obiettivo di fornire le indicazioni utili relative ai controlli e alle verifiche da attuare sulle reti anticaduta e presenta la normativa UNI in materia, anche con riferimento alla nuova norma Uni 11939.

 

I docenti del corso:

  • Valentina Bianchi: formatrice e consulente in ambito salute e sicurezza sul lavoro con esperienza nel settore delle reti di sicurezza;
  • Giuseppe Besana: responsabile dei montaggi di un’azienda produttrice di reti di sicurezza, si occupa di formazione per addetti all’installazione di reti di sicurezza ed è membro del Gruppo di Lavoro UNI GL15 ‘Attrezzature provvisionali’.

 

Le novità normative sulle reti di sicurezza

La nuova norma UNI 11939Attività professionali non regolamentate – installatore di reti di sicurezza – requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità” ha l’obiettivo di fornire un panorama esaustivo, omogeneo e unitario sulle reti di sicurezza, a fronte di un quadro normativo incompleto riguardo alla loro fabbricazione e al loro impiego.

 

La norma, che definisce i requisiti e le responsabilità degli addetti al montaggio, allo smontaggio e alle attività di controllo delle reti di sicurezza, presenta tre diverse figure professionali:

  • installatore di reti di sicurezza che effettua il montaggio e lo smontaggio;
  • progettista della rete di sicurezza, che valuta i rischi e redige il progetto di disposizione della rete di sicurezza in riferimento alle caratteristiche del luogo di installazione e alle condizioni ambientali;
  • progettista strutturale che è designato dal committente per la verifica della idoneità strutturale alle forze di carico trasmesse dalla rete di sicurezza alla struttura di supporto e per la verifica degli ancoranti.

 

Gli argomenti del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso di 2 ore “Reti anticaduta: controlli, verifiche e normativa di riferimento” si svolgerà l’11 ottobre 2024, dalle 14.30 alle 16.30, in videoconferenza.

 

Durante la videoconferenza verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • reti di sicurezza: definizione e cenni storici;
  • dispositivi di protezione collettiva;
  • tipologie di reti e classificazione;
  • metodi di applicazione;
  • controlli e verifiche;
  • come leggere l’etichetta di una rete di sicurezza;
  • documentazione necessaria per il montaggio di una rete anticaduta;
  • norme UNI di riferimento: la nuova norma Uni 11939;
  • UNI EN 1263 -1,2; UNI 11808-1/2;
  • test di verifica dell’apprendimento.

 

La partecipazione al corso vale come 2 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, per Coordinatori alla sicurezza, per formatori qualificati seconda area tematica.

Il corso è valido anche ai fini della formazione prevista per il Manager HSE e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (ambito salute e sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/reti-anticaduta-controlli-verifiche-e-normativa-di-riferimento

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 – [email protected] –  [email protected]

 

19 settembre 2024

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

 

No Comments
Comunicati

Eni, Claudio Descalzi: Ravenna CCS diventa una realtà industriale, l’avvio della Fase 1

Eni e Snam avviano Ravenna CCS: primo progetto di cattura e stoccaggio della CO₂ in Italia, sta affermando il proprio pionierismo anche su scala mondiale per efficienza e potrà giocare una parte importante nel raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea di dotarsi entro il 2030 di una capacità di stoccaggio di CO₂ pari ad almeno 50 milioni di tonnellate per anno. La soddisfazione dell’AD di Eni Claudio Descalzi

 Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: Ravenna CCS, l’avvio del primo progetto di cattura e stoccaggio della CO₂ in Italia

Un progetto di grande importanza per la decarbonizzazione è diventato realtà industriale”: lo evidenzia l’AD di Eni Claudio Descalzi commentando l’annuncio dell’avvio delle attività di iniezione della CO₂ in giacimento relative alla Fase 1 di Ravenna CCS. Primo progetto in Italia per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio permanente della CO₂, è realizzato nell’ambito di una Joint Venture paritetica costituita con Snam a scopi esclusivamente ambientali per contribuire alla decarbonizzazione dei settori industriali. La Fase 1, avviata ufficialmente lo scorso 3 settembre, ha l’obiettivo di catturare, trasportare e stoccare la CO₂ emessa dalla centrale Eni di trattamento del gas naturale di Casalborsetti, nel Comune di Ravenna, stimata in circa 25mila tonnellate per anno: l’anidride carbonica, una volta catturata, viene trasportata fino alla piattaforma offshore di Porto Corsini Mare Ovest, attraverso condotte precedentemente utilizzate per il trasporto del gas naturale e opportunamente riconvertite. Infine sarà iniettata nell’omonimo giacimento a gas esaurito dove viene stoccata permanentemente a circa 3.000 metri di profondità. Ravenna CCS garantisce livelli di abbattimento superiori al 90%, e con punte fino al 96%, della CO₂ in uscita dal camino della centrale con una concentrazione di carbonio inferiore al 3% e a pressione atmosferica, le condizioni più severe ad oggi riscontrabili dal punto di vista industriale. Elemento distintivo del progetto inoltre è l’alimentazione dell’impianto di cattura della centrale di Casalborsetti con energia elettrica da fonti rinnovabili, con il risultato di evitare ulteriori emissioni di CO₂. Peculiarità che ne attestano la leadership su scala internazionale, come riporta in una nota il Gruppo guidato da Claudio Descalzi: Ravenna CCS si configura infatti come il primo progetto al mondo su scala industriale con tale efficienza di cattura.

Claudio Descalzi: affrontiamo la complessità della transizione energetica con concretezza e determinazione

La cattura e lo stoccaggio della CO₂, ha sottolineato Claudio Descalzi rimarcando il valore del progetto, si configura come “una pratica efficace, sicura e disponibile fin da ora per abbattere le emissioni delle industrie energivore le cui attività non sono elettrificabili”. L’AD ha quindi ribadito che “utilizziamo i nostri giacimenti esauriti, le nostre infrastrutture esistenti e il nostro know-how nelle tecniche di reiniezione per offrire un servizio molto competitivo per il quale stiamo riscuotendo un grandissimo interesse”. Eni affronta “la complessità della transizione energetica con concretezza e determinazione, accrescendo e valorizzando le soluzioni a nostra disposizione per decarbonizzare le nostre attività e i vari ambiti dei sistemi economici e industriali”. Dalle rinnovabili ai biocarburanti, dalla CCS alla chimica sostenibile “siamo impegnati a fornire ai nostri clienti una varietà di soluzioni con costante attenzione alla competitività economica e alla domanda reale di chi l’energia la deve utilizzare per lavorare e produrre”, ha ricordato infine Claudio Descalzi.

No Comments
Comunicati

Olbia, nuovi progetti per Atitech: Gianni Lettieri sull’accordo strategico

Nuovo capitolo nella storia di Atitech: la MRO di Capodichino si occuperà della gestione di due hangar dell’aeroporto di Olbia con l’obiettivo di creare un centro d’eccellenza per la manutenzione di business jet. A raccontare l’operazione su Radio Napoli Centrale il Presidente Gianni Lettieri.

 Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: “La nostra missione? Riportare in Italia la manutenzione aeronautica a 360°

Sono passate poche settimane della stipula dell’accordo tra Atitech e Alisarda Real Estate S.r.l., la società controllata da Geasar S.p.A. che gestisce l’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda. Per i prossimi dieci anni l’azienda di Capodichino gestirà gli hangar Avio1 e Avio2 dell’aeroporto di Olbia. Spazi che verranno trasformati per ospitare fino a sei baie dedicate alla manutenzione di base e due baie per la ristrutturazione degli interni, con un focus specifico sul settore dell’aviazione business, in particolare sui jet privati. Gianni Lettieri, Presidente della MRO, ne ha parlato nel suo intervento al programma Barba&Capelli in onda su Radio Napoli Centrale. “Quella di Olbia è un’attività nuova rispetto a quello che attualmente fa Atitech – ha spiegato l’imprenditore –. La nostra missione è da sempre quella di riportare in Italia la manutenzione aeronautica a 360°, oramai scomparsa perché tutti i Governi che si sono succeduti hanno trascurato il settore concentrandosi esclusivamente sulla compagnia di bandiera; mentre la Germania con Lufthansa Technik fa numeri stratosferici, con i dipendenti che oramai superano le 13.000 unità. In Francia, invece, c’è France Industries, in Spagna c’è Iberia e anche in Grecia c’è una compagnia nazionale di manutenzione”.

Olbia attività dall’alto valore aggiunto. Apertura aeroporto di Salerno un’occasione per la città

In merito all’espansione in Sardegna, il Presidente di Atitech ha dichiarato: “Olbia è un’operazione altrettanto importante per il nostro percorso. La Sardegna è una regione straordinaria, ma allo stesso tempo difficile, per cui c’è bisogno di attività ad alto valore aggiunto. La manutenzione e gli allestimenti di business jet in Italia infatti non esistono”. Sulla recente apertura dell’aeroporto di Salerno, Gianni Lettieri si è detto soddisfatto: “Sono stato da sempre un fautore dell’apertura. È l’unica possibilità per dare un’ulteriore svolta allo sviluppo di una bellissima città dalle grandi potenzialità. Ci sono riusciti e Gesac, prima ancora della partenza, ha siglato già degli accordi interessanti con Ryanair ed EasyJet: di fatti ci sono già 10-11 voli giornalieri, non solo per l’Italia ma anche per l’Europa. Una regione come la Campania con 5 milioni e mezzo di abitanti aveva decisamente bisogno di un secondo aeroporto”, ha concluso l’imprenditore.

No Comments
Comunicati

La sfida del mercato vitivinicolo per Gruppo Argea (Botter, Mondodelvino, Cantina Zaccagnini)

Botter, azienda che ha saputo unire la tradizione familiare con una visione globale del mercato, rappresenta una delle storie di successo più affascinanti nel panorama vitivinicolo italiano. Fondata nel 1928, ha inizialmente operato come una piccola attività commerciale focalizzata sulla vendita di vino in fusti e damigiane ai dettaglianti locali. Oggi, con oltre 90 anni di esperienza, è diventata un player internazionale ed è entrata a far parte del Gruppo Argea insieme a Mondodelvino e Cantina Zaccagnini.

Botter

Botter: crescita e internazionalizzazione

Il percorso di crescita di Botter è stato segnato da tappe fondamentali, a partire dagli anni ‘50, quando la seconda generazione ha introdotto la commercializzazione dei vini in bottiglia, ampliando il raggio d’azione dell’azienda sul mercato nazionale e gettando le basi per l’espansione internazionale. Negli anni ‘70, l’azienda ha risposto alla crescente globalizzazione dei consumi di vino ampliando la gamma dei suoi prodotti, con un occhio di riguardo ai mercati esteri. Una svolta significativa è arrivata negli anni ‘80, quando ha iniziato a collaborare con piccoli e medi produttori locali, espandendo così la propria offerta di vini provenienti da vitigni autoctoni di regioni italiane come Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia. Tale strategia ha consolidato l’approccio multi territoriale che ancora oggi caratterizza l’azienda, permettendole di offrire al mercato globale una vasta selezione di vini italiani di qualità. Il 2021 ha segnato un nuovo capitolo nella storia di Botter con l’uscita del fondo DEA Capital e l’ingresso di Clessidra SGR, che ha dato vita a un importante progetto di investimento nel settore del vino in Italia. Questo progetto ha portato alla nascita del Gruppo Argea, che inizialmente ha acquisito Botter e Mondodelvino. Nel 2022 ha poi concluso una nuova importante operazione siglando l’accordo per l’acquisizione di Cantina Zaccagnini, azienda vitivinicola storica e prestigiosa con sede a Bolognano (Pescara). Un investimento che ha consentito il rafforzamento del proprio posizionamento su un’area strategica come l’Abruzzo e nel mercato statunitense.  

Botter tra innovazione e sostenibilità: le chiavi per il futuro

Botter, come parte integrante del Gruppo Argea, continua oggi il suo percorso di crescita, affiancata da un management che condivide la visione strategica della famiglia. L’azienda è costantemente impegnata a comprendere l’evoluzione dei gusti e delle esigenze dei consumatori di vino in tutto il mondo, un impegno che si traduce in continui investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Con un approccio orientato al futuro e una solida base nella tradizione, Botter si pone l’obiettivo di continuare la sua espansione, mantenendo alta la qualità dei suoi vini e rafforzando la sua posizione sia in Italia sia all’estero.

No Comments
Comunicati

Carlo Malinconico, gli incarichi del Fondatore dello Studio Legale Malinconico (oggi Malinconico&Gentile)

Carlo Malinconico non è solo il fondatore dello Studio Legale Malinconico (oggi Malinconico&Gentile), ma anche un professore universitario e un professionista che ha ricoperto importanti incarichi a livello istituzionale.

Carlo Malinconico

Le attività professionali di Carlo Malinconico in ambito legale e istituzionale

Carlo Malinconico avvia la sua carriera con la nomina ad Avvocato dello Stato nel 1980, svolgendo funzioni di difesa e consulenza legale per lo Stato e la Regione presso l’Avvocatura dello Stato di Milano. Successivamente, assume il ruolo di Consigliere Giuridico presso vari ministeri, tra cui il Ministero della Marina Mercantile, il Ministero dei Trasporti e il Ministero del Tesoro. Dal 1990 al 1996, lavora come Capo Ufficio Legislativo del Ministero del Tesoro e, dal 1992 al 1997, come Consigliere Giuridico dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nel 2001, Carlo Malinconico viene nominato Direttore Generale dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (ARERA), ruolo che ricopre fino al 2002. Dal 1996 al 2001, guida il Dipartimento degli Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per poi essere nominato Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2006. Durante la sua carriera, Carlo Malinconico ha vinto più volte il Premio “Le Fonti”, un riconoscimento prestigioso nel Diritto Amministrativo.

Dallo Studio Legale Malinconico allo Studio Malinconico&Gentile: il percorso di Carlo Malinconico

Nel 2003, Carlo Malinconico si mette in proprio fondando lo Studio Legale Malinconico, specializzato in Diritto Amministrativo, Diritto Europeo, Diritto della concorrenza, Diritto Civile e Societario. Insieme all’avvocato Domenico Gentile dà vita nel 2021 allo Studio Malinconico&Gentile, ampliando così il ventaglio dei servizi e delle competenze offerte per una proposta di qualità ancora maggiore. Lo Studio si distingue per l’assistenza in procedimenti amministrativi complessi, la consulenza a Pubbliche Amministrazioni e aziende, e infine l’assistenza nelle liti davanti alle giurisdizioni superiori italiane e comunitarie.

No Comments
Comunicati

L’analisi di Andrea Mascetti sul rapporto tra cultura e tecnica nell’età moderna

Andrea Mascetti ha parlato del rapporto tra cultura e identità, sottolineando come la modernità e la tecnica propongano spesso una visione distorta e artificiale della cultura.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: riscoprire i siti storici per dare un nuovo senso alla vita

Andrea Mascetti ha sottolineato la necessità di riscoprire e valorizzare le radici storiche e culturali dell’Insubria, una Regione il cui ricco patrimonio culturale è caduto, purtroppo, in uno stato di grave dimenticanza. In una recente intervista, l’avvocato ha illustrato come la mancanza di identità storica abbia fortemente corroso il tessuto sociale della società contemporanea, rendendo le comunità più fragili e vulnerabili. Secondo Andrea Mascetti, la riscoperta di luoghi carichi di memoria storica “darebbe un altro senso del vivere a noi tutti”. A tal proposito, ha citato il Rivellino Leonardesco come caso di restauro efficace che ha restituito alla collettività una straordinaria attrazione storica e culturale.

Andrea Mascetti: “La tecnica spesso è contrapposta alla cultura”

Successivamente, Andrea Mascetti ha criticato la tendenza moderna di spostare la cultura sul terreno del web e del digitale. Secondo l’avvocato, per formarsi, la cultura ha bisogno infatti di incontri fisici e reali, e di un radicamento nei territori e nelle comunità: una dimensione che è impossibile replicare su schermo. L’avvocato ha poi toccato un altro tema caldo della contemporaneità: quello della lotta alle fake news e alla disinformazione online. Secondo il suo pensiero, molte notizie che sono state inizialmente additate come “bufale” si sono in seguito rivelate veritiere: di conseguenza, l’atteggiamento censorio dei cosiddetti “debunker” nasconde una volontà di ergersi a tribunale della verità, di “decidere cosa può circolare liberamente e cosa no”. Anziché appellarsi alla censura, è necessario allenare il proprio senso critico e la consapevolezza.

No Comments
Comunicati

Star Italia: ristrutturazioni di qualità che mettono il cliente al centro

Star Italia, realtà giovane e dinamica, in pochi anni si è affermata come leader nelle ristrutturazioni dei bagni e nella trasformazione di vasche in docce. Sostenibilità, inclusione e innovazione sono i valori con cui l’azienda porta avanti la sua attività.

Star Italia

I valori “moderni” di Star Italia

Innovazione e sostenibilità: sono questi i capisaldi che costituiscono la vision di edilizia di Star Italia. Fondata nel 2016, l’azienda ha rapidamente conquistato un’importante fetta di mercato, diventando leader nelle ristrutturazioni di bagno e nella trasformazione di vasche in docce. Sotto la guida dell’Amministratore Delegato Ennio Massimo, ha assistito a un notevole incremento del fatturato, che si è triplicato negli ultimi tre anni, registrando oltre 11.000 ristrutturazioni portate a termine. Con il suo team giovane e dinamico, di cui l’85% è composto da donne, Star Italia punta soprattutto sulle nuove generazioni, le quali condividono con l’azienda la sensibilità nei confronti dell’ambiente. La società pone infatti molta attenzione alla sfera ESG, è sostenitrice del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) e supporta le politiche di inclusione e gender equality. Nella sede operativa di Comacchio, ha riqualificato un’area di circa 20mila metri quadrati, costruendo due edifici dotati di pannelli fotovoltaici, per generare energia pulita e rinnovabile, e colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

Dalla consulenza all’assistenza post-vendita: la ristrutturazione firmata Star Italia

Supportata da un team di tecnici esperti, Star Italia si occupa di ogni fase del progetto, dalla consulenza alla ristrutturazione finale, comprensiva di impianti idraulici, pavimenti, mobili e rivestimenti, così da semplificare il processo ai propri clienti e garantire un servizio a 360°. Sia che si tratti della ristrutturazione completa di un bagno che della trasformazione di una vasca in doccia, utilizza solo materiali di prima qualità, con soluzioni su misura e una garanzia di 10 anni sulla rubinetteria e di 5 anni sui mobili. Un altro punto di forza è dato dall’attenzione al cliente, che è evidente in tutte le fasi del lavoro. Durante l’intero processo, il caposquadra rimane infatti in contatto costante con i clienti, garantendo trasparenza e rispondendo a qualsiasi esigenza o richiesta. Dopo l’installazione, Star Italia mette a disposizione un’ampia assistenza post-vendita, attiva H24 e 7 giorni su 7, e resa possibile da una fitta rete di squadre presenti su tutto il territorio nazionale.

No Comments
Comunicati

Benessere e prevenzione: la mission di Health Italia dal 2001

Health Italia è leader nel campo dell’assistenza e della sanità integrativa. Fondata nel 2001, persegue l’obiettivo di diffondere benessere attraverso la prevenzione e l’assistenza sanitaria.

Health Italia

Health Italia: una rete di oltre 8.500 convenzioni

Con una rete nazionale di strutture convenzionate e una vasta gamma di servizi di sanità integrativa, Health Italia risulta oggi una delle realtà più complete in Italia e in Europa nell’ambito della cura e del benessere della persona. Tra i servizi inclusi anche soluzioni di telemedicina in grado di rispondere efficacemente alle più attuali necessità del settore. La società, attiva in una pluralità di comparti collegati all’assistenza e alla sanità integrativa, gestisce una centrale operativa e una rete di oltre 8.500 convenzioni sanitarie e 15.000 professionisti, mediante Health Assistance. Per la gestione dei piani di welfare aziendale dedicati a personale di imprese ed enti, Health Italia ha ideato Hi Welfare, un’offerta che spazia dalla gestione dei piani welfare in modalità flexible benefit tramite piattaforma online a soluzioni personalizzate focalizzate sul benessere dei dipendenti. Con Health Point, invece, opera nel campo della telemedicina, fornendo servizi con piattaforma online proprietaria, e in quello delle prestazioni sanitarie, grazie alla sua rete di strutture convenzionate.

Health Italia per il sociale: le principali iniziative della società

Sostenendo progetti a favore della mutualità, della solidarietà sociale e dell’assistenza sanitaria, Health Italia si fa anche promotrice di iniziative di carattere sociale e culturale. Nel 2015 dà vita alla Fondazione Banca delle Visite Onlus, a cui è collegato il progetto Banca delle Visite. Qui vengono raccolte donazioni per visite ed esami medici per le persone in difficoltà. Un’altra iniziativa è quella che ha visto la creazione del Museo del Mutuo Soccorso, nata con l’intento di valorizzare la storia delle società di mutuo soccorso e promuovere la ricerca in tema di mutualità. La società si impegna inoltre nella diffusione di informazioni su temi come il benessere, l’alimentazione, la prevenzione e altri argomenti di interesse pubblico attraverso il suo magazine “Health Online”. Lo scopo è quello di favorire il benessere e la salute nella società.

No Comments
Comunicati

BV TECH, leader nel settore ICT in Italia e playmaker della rinascita dell’industria nazionale

La mission di BV TECH è quella di costruire e mettere al sicuro il futuro dell’Italia attraverso la ricerca e l’innovazione; risvegliare e determinare una nuova coscienza tecnologica, presidiando la frontiera della sicurezza e della conoscenza; tutelare l’interesse nazionale attraverso le migliori collaborazioni pubblico-privato.

 BV TECH

BV TECH, connettere l’Italia al suo futuro

Il Gruppo BV TECH, fondato nel 2005, è oggi uno degli attori principali del mercato dell’ICT e della Sicurezza delle Reti, dei Dati, dei Sistemi e delle Informazioni dei Paesi. Possiede capacità, specializzazioni e massa critica per gestire i grandi progetti strategici nazionali. Opera in ambito civile e militare. Eroga servizi da piattaforma con tecnologie proprietarie e leader di mercato internazionali. Con oltre 1200 dipendenti, coniuga la velocità di sviluppo, tempestività d’azione e stabilità di erogazione in ambiente sicuro con un’anima fortemente tecnologica e votata all’innovazione continua, grazie ad investimenti annui in ricerca e sviluppo pari a circa il 10% dei ricavi. Nel 2023, ha consolidato un bilancio con ricavi per circa 160 milioni di euro e un Ebitda Margin di oltre il 22%. La recente acquisizione del Gruppo Arturai, operante nel mercato ICT della Cybersecurity, ha rappresentato un importante tassello nel processo di rafforzamento della strategia ed espansione internazionale della società.

Sovranità e leadership nel campo delle Tecnologie ICT e della Cybersecurity

Il Gruppo BV TECH ha oggi una presenza internazionale: comprende 15 società di ingegneria, servizi informatici e sicurezza, di cui BV TECH SpA è la capogruppo ed è presente con 20 sedi in Italia – le principali a Milano, Roma, Genova e Grottaglie (Taranto) – e all’estero, in CH, PT, UK, USA. Grazie alle collaborazioni e partnership consolidate con i più importanti Istituti di Ricerca e Università nel mondo, arricchisce la filiera nazionale di eccellenza e presiede competenze e tecnologie strategiche per cogliere le sfide del nuovo decennio. In particolare, è attivo nei settori industriali strategici per il Paese: Difesa, Spazio e Sicurezza dello Stato; Pubblica Amministrazione, Sanità, Logistica e Trasporti; Finanza e Assicurazioni; Industria; Telecomunicazioni e Media; Energy & Utilities; Fashion, Retail & GDO. BV TECH possiede inoltre competenze di alto livello in diverse aree: Cybersecurity, Cloud & Infrastructure, Software e Data Science, Digital Trust. L’obiettivo a lungo termine del Gruppo è contribuire a sviluppare nel Paese sovranità e leadership nel campo delle tecnologie ICT e della Cybersecurity e affermare tecnologie interamente italiane ed europee per costituire un sistema operativo sicuro del tessuto produttivo nazionale.

No Comments
Comunicati

Progetti del Cuore: un nuovo modo di fare impresa con la società guidata da Daniele Ragone

Guidata dall’Amministratore Unico Daniele Ragone, Progetti del Cuore trasforma il modo di fare impresa, facendola sposare con la solidarietà e i progetti che hanno como scopo migliorare la vita delle persone.

Daniele Ragone

Fare impresa in modo solidale e sostenibile con l’iniziativa della società guidata da Daniele Ragone

Progetti del Cuore è una società commerciale che ha trasformato le ‘regole del gioco’ nel modo di fare impresa”. Ad affermarlo è l’Amministratore Unico della società Daniele Ragone, il quale spiega come “attraverso la vendita di spazi pubblicitari agli imprenditori, questi ultimi hanno la possibilità di vedere il nome delle aziende associate a delle attività etico-morali”, il che li spinge a prendere parte all’iniziativa. Questa differente modalità di vendita degli spazi pubblicitari si sostiene infatti su un modello di business molto solido. Gli imprenditori, in particolare quelli locali, vengono informati dello spazio messo a disposizione da Progetti del Cuore, che impegna uno dei suoi mezzi per otto anni con gli enti di trasporto sociale del territorio. Sentendosi coinvolti, decidono infine di acquistare lo spazio sul messo di pubblica utilità. Il progetto è stato ideato pensando alle persone della comunità ed è proprio questo senso di vicinanza e di integrazione tra impresa e cittadini ad incentivare il coinvolgimento degli stakeholders. “Molto spesso quando proponiamo l’iniziativa alle imprese, capita che abbiano un legame diretto con una determinata causa, ed è per questo che sentono il bisogno di fare qualcosa di concreto”, sottolinea Daniele Ragone.

Imprese e comunità: i vantaggi di una collaborazione etica secondo Daniele Ragone

Fino ad oggi, Progetti del Cuore ha aiutato un gran numero di persone in difficoltà a vivere una vita “normale”, mettendo a disposizione più di 500 automezzi dal Lazio al Trentino. Il progetto a lungo termine, come racconta Daniele Ragone, è quello di combinare ogni territorio con degli eventi che parlino di integrazione. Che si tratti di giornate dedicate allo sport piuttosto che al mondo dell’ecologia il fil rouge resta l’integrazione e l’apertura al mondo della disabilità. Secondo l’Amministratore Unico, trovare questa sorta di equilibrio non è utile solo alla società ma anche alle aziende che hanno come unico modo di stare al passo con i tempi quello di puntare sulla sostenibilità. “Non tutti abbiamo avuto le stesse opportunità, ed è per questo che spingiamo tanto sul concetto di sostenibilità, intesa come dare la possibilità anche a persone come anziani e disabili di avere una migliore qualità di vita: più li rendiamo autosufficienti, più la loro vita migliora”, conclude Daniele Ragone.

No Comments
Comunicati

Milan-Monza, Pier Silvio Berlusconi: attraverso lo sport un legame tra generazioni

L’AD di Mediaset Pier Silvio Berlusconi e suo figlio Lorenzo hanno partecipato alla serata del Trofeo Silvio Berlusconi. Per l’occasione si sono affrontate il Milan e il Monza, le squadre del cuore del Cavaliere.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi alla serata del Trofeo dedicato al padre

“Per me e per noi questa serata è davvero emozionante. È una serata dedicata al ricordo di mio padre ma è anche una serata di passione e di affetto”. A evidenziarlo è Pier Silvio Berlusconi, Amministratore Delegato di Mediaset, intervistato prima del calcio d’inizio della seconda edizione del Trofeo Silvio Berlusconi, evento dedicato al ricordo del Cavaliere. La serata ha visto sfidarsi a San Siro il Milan e il Monza, che hanno avuto entrambe Silvio Berlusconi come Presidente, alla vigilia della ripartenza del campionato di Serie A. L’evento è celebrato di generazione in generazione nella famiglia, come sottolineato dall’AD Pier Silvio Berlusconi in compagnia di suo figlio Lorenzo: “Prima del Trofeo Silvio Berlusconi c’era il Trofeo Luigi Berlusconi che mio papà aveva fondato per il suo, per mio nonno. Ricordarlo oggi fa sicuramente piacere a mio padre”.

Pier Silvio Berlusconi: i valori per le future generazioni

La serata del Trofeo Silvio Berlusconi ha fornito poi occasione per ricordare i valori trasmessi di padre in figlio: “I valori dello sport, tramandati da mio nonno a mio padre e da mio padre a me e adesso spero ai miei figli, sono valori positivi e fondamentali”, così l’AD nell’intervista, evidenziando come la lealtà, l’impegno e il rispetto siano “valori a cui mio padre teneva molto e attraverso lo sport penso che mio padre sia riuscito a trasmetterli a molti, soprattutto ai giovani”. Il Trofeo rappresenta così non solo una manifestazione sportiva, ma anche un modo per tramandare tali principi e ispirare le future generazioni. Nel suo intervento, Pier Silvio Berlusconi ha inoltre espresso gratitudine ai sostenitori di entrambe le squadre per l’affetto dimostrato. “La vicinanza dei tifosi del Milan, dei tifosi del Monza e degli italiani è un qualcosa che ci scalda il cuore e che noi non diamo mai per scontato”, ha dichiarato il manager, manifestando l’importanza di un legame che accompagna l’esperienza legata al Trofeo: “È davvero un qualcosa di bello che ci rimane dentro”.

No Comments
Comunicati

Amica Chips si espande: nuovo magazzino di 6mila metri a Castiglione

Amica Chips, leader nel mercato italiano degli snack, ha ottenuto l’approvazione del consiglio comunale di Castiglione delle Stiviere per l’ampliamento del proprio stabilimento, con la costruzione di un nuovo magazzino destinato allo stoccaggio di materie prime e prodotti finiti.

Amica Chips

Amica Chips si espande: approvato l’ampliamento del magazzino a Castiglione delle Stiviere

Il progetto, che rappresenta una significativa espansione delle capacità produttive e logistiche di Amica Chips, prevede la realizzazione di un edificio di quasi 6.000 metri quadrati su un’area di 12.000 metri quadrati di proprietà della società. Il nuovo magazzino sarà adiacente all’attuale stabilimento situato in via Mattei, nel comparto produttivo a ovest del tessuto urbano di Castiglione delle Stiviere. La struttura sarà costruita con calcestruzzo armato prefabbricato e avrà una forma rettangolare, coprendo una superficie totale di 5.950 metri quadrati. Internamente, sarà collegata all’edificio esistente per facilitare la movimentazione dei materiali. L’integrazione di un impianto fotovoltaico composto da 288 moduli evidenzia l’attenzione dell’azienda verso la sostenibilità ambientale. Oltre alla nuova costruzione, è inoltre previsto un intervento di mitigazione ambientale: lungo i confini del sito sarà infatti realizzata un’aiuola piantumata con essenze vegetali autoctone, completando e integrando l’area verde già presente. Tale approccio conferma l’impegno di Amica Chips non solo verso la crescita economica, ma anche verso la tutela dell’ambiente circostante.

Amica Chips: un ampliamento strategico

L’ampliamento include anche la creazione di un’area parcheggio di 316 metri quadrati, che offrirà 25 posti auto, compreso uno destinato a persone con disabilità. Il piazzale esterno e l’area di parcheggio saranno asfaltati per garantire la circolazione sicura e agevole dei camion che operano all’interno del complesso. Il progetto di espansione, approvato all’unanimità dal consiglio comunale, è stato accolto con soddisfazione dal Sindaco Enrico Volpi: “Questo ampliamento rappresenta un’importante opportunità per il nostro tessuto produttivo legato all’agroalimentare, che continua a crescere e a trainare l’economia locale, generando nuovi posti di lavoro”. Con oltre 350 dipendenti, un fatturato che supera i 130 milioni di euro e una presenza internazionale in più di 22 Paesi, Amica Chips continua a rafforzare la propria posizione di leadership nel settore, dimostrando una chiara visione di crescita e innovazione. L’investimento in nuove infrastrutture a Castiglione delle Stiviere rappresenta un passo strategico per sostenere la domanda crescente e garantire la qualità e l’efficienza della produzione e della distribuzione dei propri prodotti.

No Comments
Comunicati

L’importanza della componente umana nella gestione delle emergenze

Comunicato Stampa

L’importanza della componente umana nella gestione delle emergenze

Il 12 novembre 2024 si terrà a Brescia un corso di formazione in presenza sulla gestione delle emergenze con particolare attenzione alla componente umana e ai destinatari delle procedure emergenziali nei luoghi di lavoro.

 

Una corretta gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro è essenziale per garantire la sicurezza dei lavoratori e ridurre il più possibile i rischi per la vita e la salute.

Tuttavia, per poter assicurare nelle emergenze una risposta rapida ed efficace è importante che i piani e la gestione delle emergenze tengano conto anche della componente umana.

 

Ad esempio, è importante poter riconoscere l’impatto emotivo e psicologico che le emergenze hanno su chi le vive e su chi le gestisce. Bisogna tenerne conto per avere una comunicazione più efficace e una maggiore flessibilità nel considerare i bisogni e le differenze individuali. Fattori come l’età, la condizione fisica e lo stato di salute influenzano come ciascuno vive e affronta un’emergenza. Un approccio alle emergenze adeguato, che tenga conto della componente umana, considera anche queste differenze, garantendo un supporto personalizzato e inclusivo.

 

Ci sono percorsi formativi in presenza che permettono di analizzare gli scenari emergenziali tenendo conto della componente umana? Ci sono corsi che forniscono strumenti per considerare anche le differenze e le esigenze individuali?

 

Il corso sulla componente umana nella gestione dell’emergenza

Per fornire agli operatori competenze adeguate e inclusive nella gestione delle emergenze, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 12 novembre 2024 a Brescia un corso di 6 ore in presenza dal titolo “La componente umana nella gestione dell’emergenza”.

 

Il corso ha l’obiettivo di affrontare gli aspetti emergenziali che solitamente vengono trascurati, a vantaggio della sola strategia e tecnica di intervento.

 

Il percorso formativo – rivolto a RSPP/ASPP, formatori, consulenti in materia di sicurezza, coordinatori e a tutti coloro che desiderano ampliare le proprie conoscenze relativamente alla gestione delle emergenze – permetterà di:

  • analizzare l’ambiente e la tipologia di persone presenti nel luogo di lavoro in relazione ai possibili scenari emergenziali contestualizzandoli;
  • imparare a valutare e rivalutare la scena;
  • acquisire la capacità di gestire le persone presenti, in relazione ai fabbisogni individuabili e percepibili.

 

Il docente del corso è Massimiliano Longhi, Dott. in Coordinamento Attività di Protezione Civile EMIC – Emergency Manager Italiano Certificato Istruttore Gestione Emergenze.

 

Il programma e le informazioni per il corso di formazione

Il 12 novembre 2024 si terrà, dunque, il corso di 6 ore “La componente umana nella gestione dell’emergenza”.

 

Il corso in presenza avrà luogo a Brescia dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00 presso AiFOS in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

 

Questi gli argomenti e le attività svolte durante il corso:

  • analisi di alcuni casi studio in cui emergano esigenze assistenziali particolari nei confronti dei presenti;
  • simulazione a tavolino, a gruppi, per predisporre le opportune comunicazioni da adottare in caso di emergenza, considerando le caratteristiche dei presenti, le capacità di ascolto e di percezione dei rischi, le eventuali problematiche rilevabili (disabilità, difficoltà cognitive)
  • confronto su tematiche quali: comunicazione in emergenza, emotività, valutazione scena, neurodiversità e PMR (persone con mobilità ridotta)
  • simulazione a tavolino, a gruppi: predisporre procedure utili e di agevole applicazione per gestire PMR in determinate condizioni critiche previste nel piano di emergenza (es: disabilità cognitive, sensoriali, motorie …)
  • test di verifica dell’apprendimento

 

La partecipazione al corso vale come 6 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e Coordinatori alla sicurezza, come 3 ore di aggiornamento per Formatori qualificati seconda area tematica e 3 ore di aggiornamento per Formatori qualificati terza area tematica.

Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS ambito sicurezza sul lavoro (Legge 4/2013).

 

Per avere informazioni e iscriversi al corso è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/la-componente-umana-nella-gestione-dell-emergenza

 

Per ulteriori informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 – [email protected][email protected]

 

12 settembre 2024

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

No Comments
Comunicati

Riva Acciaio: un modello di qualità, innovazione e sostenibilità nella siderurgia europea

Riva Acciaio sta contribuendo da 70 anni a scrivere la storia della siderurgia italiana ed europea, promuovendo l’innovazione del settore e portando a livelli sempre più alti i suoi standard qualitativi.

Riva Acciaio

70 anni di leadership siderurgica: il percorso di Riva Acciaio

Riva Acciaio è una delle principali realtà nel panorama siderurgico europeo e il primo operatore in Italia. Fondata nel 1954 da Emilio Riva, ha consolidato la sua posizione grazie alla specializzazione nella produzione di prodotti lunghi attraverso l’uso di acciaierie ad arco elettrico, una tecnologia che ha permesso di combinare efficienza produttiva e sostenibilità ambientale. Riva Acciaio fa parte di Riva Forni Elettrici, attualmente guidata dal Presidente Claudio Riva. Riva Forni Elettrici impiega più di 5.500 persone e ha un forte focus sulla valorizzazione dei giovani talenti, con un’alta percentuale di diplomati e laureati nel suo team. Ad oggi, la società ha espanso la sua presenza oltre i confini italiani, con stabilimenti operativi in Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada.

I pilastri di Riva Acciaio: qualità e sostenibilità

Una delle ragioni del successo internazionale di Riva Acciaio sta nella sua politica di costante miglioramento delle operazioni produttive, con un’attenzione particolare alla sicurezza sul lavoro e alla sostenibilità ambientale. La sostenibilità è infatti uno dei pilastri della strategia della società, che si avvale principalmente di acciaierie ad arco elettrico per ridurre le emissioni e ottimizzare il consumo di energia, emergendo come un modello di riferimento nell’ambito della siderurgia sostenibile in Europa. Riva Acciaio è inoltre nota per la sua capacità di produrre materiali per settori quali l’automotive e la meccanica di precisione, che richiedono acciai dalle proprietà estremamente particolari che la società realizza attraverso numerose lavorazioni.

No Comments
Comunicati

Pionieri italiani della digitalizzazione: la storia di Roberto Giacchi

Roberto Giacchi è un nome che abbraccia finanza, telecomunicazioni e digitalizzazione. Dalle sue prime esperienze in KPMG fino alla leadership in Italiaonline, il manager ha dimostrato una capacità unica di guidare trasformazioni aziendali di successo.

Roberto Giacchi

Gli studi e i primi incarichi professionali

Nasce a Torino il 17 gennaio 1968 Roberto Giacchi, professionista esperto in economia e telecomunicazioni, protagonista di un percorso professionale di grande rilievo nel panorama aziendale italiano. Dopo aver conseguito la laurea in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma e ottenuto una specializzazione in Corporate Finance e Financial Investments alla Harvard University, verso la fine degli anni ’90 dà il via alla sua carriera in KPMG, dedicandosi a ruoli di consulenza nelle divisioni auditing e financial. Successivamente, nel 1998, si è unito al gruppo TIM, dove ha svolto un ruolo cruciale nelle attività di M&A per l’espansione internazionale del gruppo in America Latina ed Europa. La sua capacità di coniugare strategia e operatività lo ha portato nel 1999 a Bain & Company, dove ha seguito progetti di rilevanza strategica in settori chiave come telecomunicazioni, tecnologia e private equity, e nel 2005 è stato promosso al ruolo di Partner, riconoscimento del suo contributo alla crescita aziendale.

La nomina come CEO di Italiaonline

Nel 2007, Roberto Giacchi è stato chiamato a guidare il lancio di PosteMobile, il nuovo operatore di rete virtuale di Poste Italiane, conducendo l’azienda verso un rapido successo nel mercato delle telecomunicazioni italiano. Il suo approccio innovativo, basato su una proposta di marketing distintiva e l’integrazione di servizi fintech, ha portato PosteMobile a superare i 3 milioni di clienti già nel 2013. La sua esperienza è poi proseguita in Poste Italiane, dove dal 2014 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, contribuendo al processo di trasformazione del gruppo e alla sua IPO del 2015. Nel 2018, Giacchi è stato nominato Amministratore Delegato di Italiaonline, dove ha guidato un’importante ristrutturazione e ha puntato al consolidamento nei servizi digitali e all’espansione attraverso acquisizioni strategiche. Oltre ai successi aziendali, ha ricevuto vari riconoscimenti per il suo contributo all’innovazione e alla leadership, tra cui il premio di Amministratore Delegato dell’Anno nel 2020.

No Comments
Comunicati

Giacomo Mareschi Danieli: dalla laurea in Ingegneria alla guida di Gruppo Danieli

Giacomo Mareschi Danieli, CEO e Membro del Consiglio Esecutivo di Gruppo Danieli, è un ingegnere e manager italiano con una significativa carriera internazionale nel settore dell’acciaio. Laureatosi in Ingegneria Elettrica presso il Politecnico di Milano nel 2005, ha esordito professionalmente proprio in Danieli, entrando a far parte nel 2006 di ABS (Acciaierie Bertoli Safau), una delle principali divisioni della multinazionale italiana specializzata nella produzione di impianti siderurgici.

Giacomo Mareschi Danieli

Il percorso di Giacomo Mareschi Danieli nel settore siderurgico

La sua carriera è decollata rapidamente con esperienze internazionali che hanno ampliato le sue competenze e la sua visione globale. Dopo un iniziale periodo di crescita all’interno dell’azienda in Italia, Giacomo Mareschi Danieli ha proseguito la sua esperienza all’estero, lavorando per tre anni ad Abu Dhabi presso i cantieri di costruzione. Successivamente, si è trasferito in Ucraina: qui ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, inizialmente come Project Coordinator e successivamente come Manager Responsabile dell’impianto Interpipe Steel, consolidando ulteriormente la sua esperienza nella gestione di progetti complessi. Il suo percorso professionale lo ha poi portato in Thailandia, dove ha lavorato come Responsabile della macro-pianificazione presso Danieli Far East Ltd. In tale contesto, Giacomo Mareschi Danieli è diventato Chief Executive Officer nel giro di tre anni, dimostrando una capacità distintiva di guida e strategia in un mercato altamente competitivo.

Giacomo Mareschi Danieli: la nomina a CEO di Gruppo Danieli

Giacomo Mareschi Danieli è entrato a far parte nel 2009 del Consiglio di Amministrazione di Gruppo Danieli. Al suo ritorno in Italia, ha assunto la direzione della divisione Plant Engineering, dove ha avuto un ruolo cruciale nel consolidamento delle attività commerciali per i progetti multi-linea. Ha gestito con successo le linee di prodotto delle divisioni Danieli Centro Cranes, Danieli Hydraulics, Danieli Environment System e Danieli Centro Metallics, contribuendo significativamente alla crescita e all’innovazione dell’azienda. Il suo impegno e la sua visione strategica sono stati riconosciuti nel 2017 con la nomina a CEO e Membro del Consiglio Esecutivo di Gruppo Danieli. Sotto la sua guida, l’azienda ha continuato a espandere la propria leadership nel settore dell’acciaio e a sviluppare soluzioni innovative per rispondere alle attuali sfide globali.

No Comments
Comunicati

Nicola Colucci: innovazione e crescita di Haiki+

Nicola Colucci, Presidente di Haiki+, ha presentato alla 26esima edizione di Ecomondo le innovazioni dell’azienda nella gestione dei rifiuti, evidenziando i progressi tecnologici e la crescita esponenziale ottenuta attraverso acquisizioni strategiche.

Nicola Colucci

Haiki+: innovazione e crescita sotto la guida di Nicola Colucci

A Ecomondo 2023, Nicola Colucci, Presidente di Haiki+, ha evidenziato il ruolo cruciale dell’azienda nella gestione sostenibile dei rifiuti in Italia. Haiki+, infatti, gestisce oltre 600.000 tonnellate di rifiuti ogni anno, un risultato ottenuto grazie alla capacità di internalizzare l’intera filiera del rifiuto. Questo significa che Haiki+ è in grado di gestire autonomamente ogni fase del processo, dalla raccolta al trattamento e smaltimento. “La parte innovativa di sicuro della nostra azienda è il fatto di riuscire a internalizzare tutta la filiera del rifiuto”, ha dichiarato il manager. L’approccio dell’azienda si distingue per l’attenzione all’innovazione impiantistica. “Ci sono ancora tante filiere di rifiuto in Italia che non sono presidiate o non sono correttamente gestite”, ha sottolineato Nicola Colucci. L’azienda si concentra su materiali specifici come il cartongesso, i materassi, le batterie al litio e i pannelli fotovoltaici, cercando di evitare il ricorso alla discarica e promuovendo il recupero. Questo impegno verso l’innovazione ha portato Haiki+ a una rapida crescita, con un aumento del fatturato da 60 a 200 milioni di euro negli ultimi due anni, principalmente grazie a strategie di acquisizione.

Nicola Colucci: la vision per il futuro di Haiki+

La vision di Nicola Colucci per il futuro di Haiki+ si basa su un equilibrio tra crescita interna e acquisizioni strategiche. L’azienda continua a esplorare nuove opportunità per espandersi e consolidare le proprie attività. Il manager ha spiegato come l’azienda si stia preparando per una fase di sviluppo interno, mirata a migliorare ulteriormente le proprie capacità operative e a sfruttare le nuove acquisizioni. “Ci concentriamo ovviamente anche sul consolidare e sviluppare quello che abbiamo in pancia attualmente”, ha affermato. Con la sua partecipazione a Ecomondo, Nicola Colucci ha dimostrato come Haiki+ sia un leader nel settore della gestione dei rifiuti, grazie a un approccio innovativo e una visione strategica chiara. Il futuro dell’azienda sembra promettente, con l’obiettivo di continuare a crescere e a innovare nel campo della sostenibilità ambientale.

No Comments
Comunicati

Da spazzatura a risorsa: il modello di recupero di Ares Ambiente, fondata da Marco Domizio

Marco Domizio ha fondato Ares Ambiente, azienda che si occupa della gestione dei rifiuti in modo innovativo e responsabile. Tra le attività di maggior valore in termini di salvaguardia ambientale, il recupero dei materiali attraverso pratiche di riciclo e riutilizzo.

Marco Domizio

Marco Nicola Domizio: il recupero dei materiali in Ares Ambiente

I materiali di recupero sono quelle sostanze provenienti da processi di produzione, o altre fonti, che possono essere recuperati, riutilizzati o riciclati così da ridurre gli sprechi e l’impatto sull’ambiente. Nello specifico sono: terre, polveri, refrattari, ceneri e materiali da demolizioni, la FORSU (la Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano). Attraverso il recupero di tali materiali è possibile massimizzare l’utilizzo delle risorse, riducendo al contempo l’accumulo nelle discariche e incentivando pratiche di sostenibilità ambientale come il riciclo, il riutilizzo e il compostaggio. In Ares Ambiente questi rifiuti vengono considerati una risorsa preziosa. Con la sua vasta esperienza nel settore della gestione dei rifiuti, la realtà fondata da Marco Nicola Domizio si occupa dei materiali di recupero che derivano da diverse tipologie di attività, gestendoli in modo appropriato e contribuendo, di fatto, alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare.

Marco Domizio: Ares Ambiente è un player cruciale nella gestione responsabile dei rifiuti

Fondata nel 2008 da Marco Nicola Domizio, Ares Ambiente si afferma come un attore fondamentale nella gestione responsabile ed ecosostenibile dei rifiuti, rispondendo ad un’esigenza sempre più pressante, quella della salvaguardia ambientale. La mission dell’azienda è collegare i vari protagonisti del ciclo di gestione dei rifiuti, fornendo soluzioni personalizzate e complete che si adattino alle specifiche esigenze dei clienti, indipendentemente dalla tipologia di rifiuto. Con un team composto da tecnici altamente qualificati e sempre aggiornati sulle normative vigenti, Ares Ambiente è in grado di consigliare e implementare soluzioni ad hoc. Con la sostenibilità ambientale quale fulcro della propria attività, la società si impegna nella promozione di valori che favoriscano lo sviluppo sostenibile nelle comunità in cui opera. Tra gli obiettivi principali che l’azienda intende raggiungere nel 2024 c’è quello di aumentare la consapevolezza e l’impegno verso l’ecosostenibilità tra gli stakeholder, inclusi dipendenti, fornitori e clienti.

No Comments
Comunicati

Botter S.p.A., Mondodelvino e Cantina Zaccagnini eccellenze del Gruppo Argea

Botter S.p.A., Mondodelvino e Cantina Zaccagnini fanno parte di Argea: il Gruppo ha già dato prova di ricavi notevoli ed è in continua crescita.

Botter S.p.A.

Gruppo Argea: Botter S.p.A., Mondodelvino e Cantina Zaccagnini

Botter S.p.A., Mondodelvino e Cantina Zaccagnini compongono il Gruppo Argea, leader nel settore del vino su scala internazionale. Con ricavi consolidati di 449 milioni di euro nel 2023, Argea si è posizionata come il più grande player privato nel comparto vitivinicolo italiano. Il Piano di Argea si è basato su una crescita sia organica che attraverso acquisizioni, con un forte focus sulla sostenibilità e sull’espansione internazionale. Con sei siti di produzione sparsi dall’Italia settentrionale a quella meridionale, e una vasta gamma tipologie di vino italiane di successo come Barbera, Nebbiolo, Prosecco, e Nero d’Avola, il Gruppo ha scelto come sua mission la valorizzazione dell’immenso patrimonio enologico del Belpaese. Argea esporta in 85 Paesi, coprendo sia mercati tradizionali come USA, UK e Germania, che aree emergenti come Cina e Corea del Sud.

La nascita di Argea, frutto della fusione iniziale tra Botter S.p.A. e Mondodelvino e della successiva acquisizione di Cantina Zaccagnini

L’accorpamento di due società vitivinicole di rinomata competenza e qualità quali Botter S.p.A. e Mondodelvino ha costituito, secondo l’AD di Argea Massimo Romani, una vera e propria svolta epocale nel settore vinicolo italiano: “Con questo progetto, unendo risorse tra le migliori del settore, Argea intende rappresentare una grande opportunità per il vino italiano e per l’intero comparto enologico sui mercati mondiali”. Gli eccezionali ricavi del Gruppo hanno permesso inoltre, secondo il manager, di portare avanti un ambizioso Piano di investimenti che ha consentito di immettere notevoli risorse anche nella direzione di una viticultura sostenibile e armoniosa con l’ambiente e i territori, della quale Botter S.p.A. era leader già prima della nascita di Argea. “Tramite il nostro Piano Industriale ambiamo a uno sviluppo etico e sostenibile che coinvolga i nostri collaboratori, le comunità e l’ambiente in cui operiamo. Un percorso ambizioso, caratterizzato da ingenti investimenti che permetteranno ad Argea di allargare sempre di più i propri orizzonti, con crescite importanti sia all’estero che in Italia”, ha concluso, preannunciando un significativo processo di crescita su scala globale. Espansione che ha comportato la successiva acquisizione di Cantina Zaccagnini.

No Comments
Comunicati

Annalaura Lettieri: il ruolo cruciale della diversity nella crescita aziendale

Annalaura Lettieri, General Counsel e Membro del CdA di Meridie e Atitech, mette in luce l’importanza crescente della leadership femminile e della diversity nel contesto lavorativo moderno. Il suo contributo non solo evidenzia i benefici di una leadership inclusiva e diversificata, ma sottolinea anche come tali approcci possano essere fondamentali per il futuro delle aziende italiane.

Annalaura Lettieri

Annalaura Lettieri: il valore della leadership femminile

Annalaura Lettieri, con la sua consolidata esperienza in operazioni di fusione e acquisizione, diritto societario e mercati finanziari, testimonia direttamente i vantaggi di una leadership diversificata. Da figlia di un imprenditore impegnato nel sociale, ha appreso fin da giovane l’importanza di valorizzare le differenze e promuovere l’uguaglianza di opportunità all’interno dei team di lavoro. Le donne portano una prospettiva unica alla leadership aziendale, grazie alla loro capacità di ascolto, problem solving e gestione delle relazioni. Qualità che favoriscono la creazione di un clima di lavoro inclusivo e collaborativo, essenziale per la crescita e lo sviluppo delle persone all’interno dell’organizzazione. “Le donne, inoltre – aggiunge Annalaura Lettierisono più propense a portare una visione a lungo termine e sostenibile alla gestione aziendale, focalizzata sul benessere delle persone e sull’equilibrio tra vita lavorativa e privata”.

Annalaura Lettieri: diversity, il pilastro per l’innovazione e la crescita competitiva

La diversity all’interno di un’azienda non riguarda solo il genere, ma anche l’età, il background culturale e le esperienze lavorative. Questi elementi contribuiscono a creare una ricchezza di prospettive e competenze che possono migliorare notevolmente le dinamiche aziendali e favorire l’innovazione e la creatività. Un team diversificato, fa sapere Annalaura Lettieri, è infatti in grado di generare soluzioni innovative e rispondere efficacemente alle esigenze di una clientela sempre più globale e diversificata. La capacità di comprendere le diverse prospettive ed esigenze dei clienti costituisce un vantaggio competitivo cruciale in un mercato sempre più concorrenziale e dinamico. La diversity, infatti, permette di mettersi nei panni degli altri, facilitando una comprensione più profonda e accurata delle necessità della clientela. “La leadership femminile ma ancor di più la diversità all’interno delle organizzazioni – conclude Annalaura Lettierisi rivelano quindi fattori chiave che favoriscono l’innovazione, la creatività e la crescita aziendale, e sono una strada preferenziale verso una società ed un futuro migliore”.

No Comments
Comunicati

Sicurezza alimentare e sistema HACCP: come formare il personale?

Comunicato Stampa

Sicurezza alimentare e sistema HACCP: come formare il personale?

Un corso in videoconferenza il 25 e 26 novembre e il 2 e 3 dicembre 2024 per fornire adeguate conoscenze sulla normativa in materia di sicurezza alimentare, sulla stesura di un manuale di autocontrollo e sull’organizzazione e docenza di un corso HACCP.

 

Garantire la sicurezza lungo l’intera filiera alimentare è di cruciale importanza poiché ogni fase, dalla produzione alla distribuzione, può rappresentare un potenziale punto critico in cui possono insorgere rischi per la salute. Ed è necessario proteggere con idonee misure sia i lavoratori coinvolti nella filiera, sia i consumatori finali, prevenendo possibili contaminazioni che potrebbero avere gravi conseguenze.

Al centro di queste misure si trova il sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points – Analisi dei Pericoli e Controllo dei Punti Critici), un insieme strutturato di procedure per monitorare i punti cruciali del processo produttivo dove possono emergere rischi di contaminazione.

 

Se l’efficacia nella prevenzione di questi rischi risiede nella rigorosa applicazione di un adeguato sistema, il vero fondamento di una prevenzione efficace risiede, tuttavia, nella formazione del personale che opera nella filiera alimentare. E non a caso la normativa comunitaria offre precisi riferimenti normativi europei in materia di igiene alimentare per la formazione obbligatoria per tutti gli addetti alla manipolazione degli alimenti, in relazione all’attività svolta.

 

Il corso in videoconferenza su formazione e sistema HACCP

Proprio per promuovere adeguate attività di formazione e favorire la idonea applicazione del sistema HACCP, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 25 e 26 novembre e il 2 e 3 dicembre 2024 un corso di 16 ore in videoconferenza dal titolo “Il formatore HACCP”.

 

Il nuovo percorso formativo in materia HACCP ha l’obiettivo di:

  • fornire le conoscenze di base per la redazione di un manuale di autocontrollo e la formazione in materia di HACCP;
  • trasmettere le conoscenze relative alla normativa comunitaria e regionale italiana sulla sicurezza alimentare e sulla formazione in ambito HACCP;
  • potenziare le capacità di gestire un controllo da parte degli Organismi di Vigilanza.

 

A questo proposito è importante ricordare che, per quanto riguarda il sistema HACCP, in ogni regione italiana esiste una diversa normativa che stabilisce, oltre alle caratteristiche dei corsi, i requisiti che deve avere un professionista del settore per poter operare come formatore.

 

I docenti del corso:

  • Matteo Fadenti: tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, formatore e consulente esperto in materia di igiene alimentare;
  • Tiziana Mogavero: tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Ufficiale di Polizia Giudiziaria nell’ambito della vigilanza degli alimenti.

 

Il sistema HACCP e i punti critici di controllo

Nella normativa comunitaria al sistema HACCP si fa esplicito riferimento nell’articolo 5 del Regolamento 852/2004 dove si indica che gli operatori del settore alimentare devono predisporre, attuare e mantenere una o più procedure permanenti, basate sui principi del sistema HACCP.

 

Ricordiamo che nel sistema HACCP i punti critici di controllo (Critical Control Points – CCP), sono fasi particolarmente importanti, all’interno del processo produttivo alimentare, dove è essenziale intervenire per eliminare o ridurre a un livello accettabile i rischi per la salute associati alla sicurezza degli alimenti. Rappresentano, dunque, dei veri e propri snodi strategici del sistema per prevenire la contaminazione e garantire che i prodotti alimentari siano sicuri.

 

In particolare, per ogni CCP è importante stabilire i limiti critici che possano essere costantemente monitorati, le azioni preventive e correttive da intraprendere nel caso in cui i valori limite vengano superati e le attività di monitoraggio per garantire che il sistema funzioni correttamente e che i limiti critici siano rispettati.

 

I contenuti del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso di 16 ore “Il formatore HACCP”, organizzato dall’Associazione AiFOS, si terrà in videoconferenza nelle seguenti giornate:

  • 25 novembre 2024 (modulo 1 – ore 9:00 – 13:00)
  • 26 novembre 2024 (modulo 2 – ore 9:00 – 13:00)
  • 2 dicembre 2024 (modulo 3 – ore 9:00 – 13:00)
  • 3 dicembre 2024 (modulo 4 – ore 9:00 – 13:00)

 

Queste i principali contenuti e attività dei quattro moduli:

 

Modulo 1Normativa e vigilanza:

  • Introduzione
  • Storia della normativa HACCP
  • Riferimenti normativi attuali (con esempi pratici)
  • Focus sulle norme regionali: esempi, differenze, domande frequenti
  • Definizioni
  • Strumenti e differenze
  • Vigilanza e controllo

 

Modulo 2Rischi e misure preventive:

  • Le contaminazioni
  • Rischio fisico
  • Rischio chimico
  • Rischio biologico
  • Rischio allergeni

 

Modulo 3 – Il Manuale HACCP:

  • I 7 principi HACCP
  • Dai 7 principi alle 12/15 fasi operative
  • Le novità del metodo HACCP (nuove indicazioni Codex Alimentarius)
  • La stesura del manuale HACCP e la visione dell’ente di controllo
  • Prove pratiche (realizzazione analisi cp e ccp di alcune fasi)

 

Modulo 4Formazione HACCP:

  • Il test di apprendimento scritto
  • La presentazione dei project work dei discenti sulla progettazione di un corso HACCP
  • La formazione HACCP, le differenze regionali ed europee

 

La partecipazione al corso vale come 16 ore di aggiornamento per RSPP, ASPP, Formatori qualificati (8 ore prima area tematica e 8 ore seconda area tematica), Consulenti AiFOS (ambito HACCP).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/il_formatore_haccp

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 – [email protected] –  [email protected]

 

05 settembre 2024

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

No Comments
Comunicati

Le novità nel mondo del lavoro: cosa cambia per i dipendenti

  • By
  • 6 Settembre 2024

Il mondo del lavoro è in continua evoluzione, plasmato da fattori come la digitalizzazione, la globalizzazione e i cambiamenti demografici. Queste trasformazioni hanno un impatto significativo sulle condizioni di lavoro e sui diritti dei dipendenti.

Smart working: una nuova modalità di lavoro

Lo smart working, o lavoro agile, si è diffuso rapidamente negli ultimi anni, offrendo ai dipendenti la possibilità di svolgere le proprie mansioni da remoto. Questa nuova modalità di lavoro presenta numerosi vantaggi, come una maggiore flessibilità e un miglioramento del benessere psicofisico dei lavoratori.

Certo questa novità pone anche nuove sfide, legate alla conciliazione tra vita privata e lavoro e alla necessità di definire regole chiare per garantire l’efficienza e la produttività.

Digitalizzazione e nuove competenze

La digitalizzazione dei processi produttivi sta trasformando profondamente il mondo del lavoro, richiedendo ai lavoratori di acquisire nuove competenze digitali.

L’intelligenza artificiale, l’automazione e l’analisi dei dati stanno automatizzando molte attività, rendendo obsolete alcune professioni e creando nuove opportunità. I lavoratori dovranno essere in grado di adattarsi a questi cambiamenti, investendo nella propria formazione e acquisendo competenze trasversali come la creatività, la problem solving e la capacità di lavorare in team.

Gig economy: il lavoro su chiamata

La gig economy, ovvero l’economia dei lavoretti, è un modello di lavoro caratterizzato da contratti a breve termine e flessibili. Questa forma di lavoro offre maggiore autonomia ai lavoratori, ma comporta anche una minore stabilità e una minore tutela dei diritti.

In Italia, come nel resto d’Europa, si sta assistendo a una crescita significativa della gig economy, sollevando importanti questioni in termini di diritti dei lavoratori e di regolamentazione del mercato del lavoro.

Benessere organizzativo e qualità della vita lavorativa

Sempre più aziende stanno investendo nel benessere organizzativo, riconoscendo l’importanza di un ambiente di lavoro sano e stimolante per aumentare la produttività e ridurre l’assenteismo.

Il benessere organizzativo comprende una serie di iniziative volte a migliorare la qualità della vita lavorativa, come la flessibilità oraria, il telelavoro, la possibilità di conciliare vita privata e lavoro, e la promozione di attività di team building.

Tutela dei diritti dei lavoratori: il ruolo dei sindacati e degli avvocati

Nonostante i cambiamenti in atto, la tutela dei diritti dei lavoratori rimane fondamentale.

I sindacati continuano a svolgere un ruolo cruciale nella difesa degli interessi dei lavoratori, negoziando contratti collettivi e rappresentando i dipendenti nelle controversie con i datori di lavoro.

In caso di controversie individuali, i lavoratori lombardi possono rivolgersi ad avvocati del lavoro Milano o altre città, per ottenere assistenza legale e tutelare i propri diritti.

Il futuro del lavoro: quali prospettive?

Il futuro del lavoro è incerto e dipenderà da numerosi fattori, tra cui l’evoluzione tecnologica, i cambiamenti climatici e le politiche economiche.

Ci sono comunque alcune tendenze sembrano destinate a consolidarsi, come l’aumento del lavoro autonomo, la necessità di competenze sempre più specializzate e la crescente importanza della flessibilità.

No Comments
Comunicati

Rinoplastica allargamento narici: Correggere narici larghe o strette per un equilibrio ottimale

  • By
  • 6 Settembre 2024

La rinoplastica, intervento chirurgico volto a modificare la forma del naso, non si limita solo alla punta o alla radice nasale.

Sempre più spesso, i pazienti richiedono interventi specifici sulle narici, che possono essere troppo larghe o troppo strette rispetto al resto del viso.

L’allargamento delle narici è una procedura che mira a riequilibrare le proporzioni del naso, conferendogli un aspetto più armonico e naturale.

Perché allargare le narici?

Le ragioni che spingono un paziente a sottoporsi a un allargamento delle narici possono essere molteplici e di natura estetica o funzionale. Tra le motivazioni più comuni possiamo citare:

  • Narici troppo strette: narici eccessivamente piccole possono conferire al viso un aspetto “pinzato” e alterare la respirazione.
  • Narici asimmetriche: una differenza significativa nelle dimensioni o nella forma delle due narici può creare un’asimmetria del viso.
  • Desiderio di migliorare l’armonia del viso: un naso con narici proporzionate contribuisce a creare un equilibrio tra le diverse parti del viso.

Le tecniche chirurgiche

L’allargamento delle narici può essere eseguito con diverse tecniche chirurgiche, a seconda delle caratteristiche individuali di ciascun paziente e degli obiettivi da raggiungere.  Solitamente le tecniche più adoperate sono:

  • Incisioni interne: le incisioni vengono praticate all’interno delle narici, lasciando cicatrici invisibili. Questa tecnica è meno invasiva e permette di allargare leggermente le narici.
  • Incisioni esterne: in casi più complessi, possono essere necessarie piccole incisioni esterne, solitamente nascoste nelle pieghe naturali del naso.
  • Utilizzo di innesti: per aumentare il volume delle narici, possono essere utilizzati innesti di cartilagine prelevata da altre zone del naso o del corpo.

La scelta della tecnica dipenderà dalle caratteristiche anatomiche del naso del paziente e dalla complessità dell’intervento.

I risultati della rinoplastica di allargamento delle narici

I risultati della rinoplastica di allargamento delle narici sono generalmente molto soddisfacenti.

Un naso con narici proporzionate può conferire al viso un aspetto più armonico e naturale, migliorando l’autostima del paziente.

È importante sottolineare che i risultati finali sono individuali e dipenderanno dalle caratteristiche del naso del paziente e dalle aspettative del chirurgo.

I benefici di questa procedura solitamente sono:

  • Miglioramento della respirazione
  • Aspetto del viso più equilibrato
  • Aumento dell’autostima
  • Maggiore fiducia in se stessi

La scelta del chirurgo

La scelta del chirurgo è fondamentale per il successo dell’intervento.

È importante rivolgersi a un chirurgo plastico esperto e specializzato in rinoplastica, che possa valutare attentamente le  esigenze individuali e proporre la soluzione più adatta.

Durante la prima visita, il chirurgo spiegherà nel dettaglio l’intervento, i rischi e le possibili complicanze.

Se vivi a Napoli o dintorni puoi contattare il Dott. Domenico Palomba, chirurgo specializzato in rinoplastica a Napoli.

Conclusioni

L’allargamento delle narici è una procedura chirurgica che può migliorare significativamente l’aspetto del naso e del viso nel suo complesso.

Se stai considerando questa opzione, è fondamentale informarsi bene e scegliere un chirurgo esperto e affidabile.

No Comments