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Il CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani) sceglie Gianpiero Strisciuglio come nuovo Presidente

Gianpiero Strisciuglio, AD e DG di RFI, è stato recentemente eletto Presidente del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani (CIFI): nel corso del suo mandato quadriennale (dal 2024 al 2027), il leader avrà un ruolo attivo nel promuovere la ricerca e l’innovazione nel settore dei trasporti.

Gianpiero Strisciuglio

Cambio di vertici nel CIFI: Gianpiero Strisciuglio eletto nuovo Presidente

Gianpiero Strisciuglio, attuale Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), è stato recentemente nominato Presidente del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani (CIFI) per il quadriennio 2024-2027, in virtù della visione strategica, leadership e profonda comprensione delle dinamiche di settore di cui ha dato prova ai vertici del Gruppo FS.

Oltre alla nomina di Gianpiero Strisciuglio, il CIFI ha rinnovato la composizione del Comitato di Presidenza per il quadriennio 2024-2027. Riccardo Genova è stato nominato Vicepresidente per l’Area Nord, Giovanni Caruso per l’Area Centro, e Filippo Palazzo per l’Area Sud. Francesca Messina è stata nominata Amministratore. Inoltre, Michelangelo Gressani, Massimo Montebello e Pasquale Mugnetti hanno ricevuto la nomina di Revisori dei Conti, mentre Valerio Giovine è stato riconfermato Segretario Generale. Un team di esperti di altissimo livello, che contribuirà dunque a sostenere lo sviluppo del CIFI e a promuovere l’evoluzione del settore ferroviario nel suo complesso.

Compiti e responsabilità di Gianpiero Strisciuglio come leader nel CIFI

In qualità di Presidente del CIFI, Gianpiero Strisciuglio avrà il compito di curare la pubblicazione dei periodici e delle riviste specializzate del Collegio, tra cui si annoverano Ingegneria Ferroviaria, mensile scientifico di alto livello incentrato sugli aspetti tecnici ed economici del mondo dei trasporti, e La Tecnica Professionale, raccolta di studi che divulga, a cadenza mensile, informazioni preziose sul tema dell’istruzione nel mondo ferroviario, con approfondimenti dedicati alle varie figure professionali caratteristiche del settore.

Il CIFI è inoltre estremamente attivo nell’organizzazione di convegni e conferenze, volti a promuovere la ricerca e la contaminazione dei saperi in ambito ferroviario.

Fondato nel 1899, il CIFI ha una lunga storia di promozione della cultura del trasporto e dell’ingegneria ferroviaria. Attualmente conta circa 2.200 soci individuali e raccoglie oltre 130 società operanti nel settore, oltre ad alcuni Istituti Universitari di prestigio.

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Luca de Meo (Renault): “La nostra proposta per l’Italia”

In un’intervista rilasciata a “Il Corriere della Sera”, il CEO di Renault e Presidente di Acea Luca de Meo ha espresso la volontà del Gruppo di investire in Italia, ma avverte: “Se la porta è chiusa, peccato. Investiremo in Spagna o altrove”. Sul tema auto elettrica, il manager ribadisce la necessità di una maggiore flessibilità sulle scadenze.

Luca de Meo

Luca de Meo: Renault pronta a investire in Italia…o altrove

La nostra proposta è buona per l’Italia, potenzierebbe le infrastrutture di ricarica e aiuterebbe gli italiani a viaggiare con l’auto elettrica”. Il numero uno di Renault Luca de Meo non ha dubbi sugli effetti positivi che arriverebbero con la concretizzazione della proposta avanzata dal Gruppo francese nel Paese. Non  esclude però che dall’altra parte non ci sia un’apertura in questo senso: “Se la porta è chiusa, peccato: investiremo in Spagna o altrove”. D’altronde, data la grande competizione a livello globale nel settore automobilistico, non c’è tempo da perdere. “I cinesi hanno visto molto presto l’occasione di un salto tecnologico con le auto elettriche, mentre da noi si discuteva ancora di diesel. Hanno preso una generazione di vantaggio”, fa notare il manager nel corso dell’intervista. Poi aggiunge: “Non dobbiamo politicizzare il tema dei dazi. Per me è una questione tecnica e legale. Abbiamo le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio e dobbiamo rispettare il principio di reciprocità”.

Luca de Meo: “L’ecosistema deve andare avanti insieme”

Intanto sono sempre più imminenti le scadenze che i produttori di automobili sono chiamati a rispettare. Nonostante la gran parte dei Paesi non abbia superato una quota di mercato del 5% con le auto elettriche, si chiede loro di superare il 20% entro l’anno prossimo. “L’ecosistema deve andare avanti insieme”, sottolinea il CEO, secondo il quale il problema risiede nel fatto che “le norme europee sull’auto sono state fatte senza un’analisi esaustiva degli impatti”, anche se riconosce che “oggi l’idea di una strategia industriale è più presente”. Seppur ribadendo la necessità di “un po’ più di flessibilità nel calendario delle scadenze”, Luca de Meo avverte che sarebbe sbagliato abbandonare l’obiettivo. “Sarebbe un grave errore strategico – dice – L’industria europea dell’auto ha investito decine di miliardi di euro in questa transizione. Li buttiamo dalla finestra? No. Il potere politico non può cambiare idea in un momento in cui tutti i nostri sforzi si stanno concretizzando con l’arrivo di nuovi modelli. Non dobbiamo rifiutare il progresso”.

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La trasformazione di Botter dopo il percorso di Lean Digital Manufacturing

Botter, l’azienda vinicola parte del Gruppo Argea, tra i principali esportatori di vino italiano, ha affrontato un percorso di Lean Digital Manufacturing insieme alla Bonfiglioli Consulting per entrare ufficialmente ed efficacemente nel mondo dell’Industria 4.0: sostenibilità e sicurezza al centro della trasformazione.

Botter S.p.A.

Il percorso di Botter nel lean manufacturing

È stato grazie al supporto della Bonfiglioli Consulting, società italiana di consulenza con oltre 50 anni di esperienza e guidata dalla filosofia “lean thinking”, che il produttore vinicolo Botter S.p.A. si è rafforzato nel mondo dell’Industria 4.0. Merito di un percorso o, come preferisce chiamarlo la società di consulenza, “living experience”, volto a implementare un sistema di misura delle performance per ridurre gli sprechi e aumentare la flessibilità del modello logistico-produttivo, ma anche a comprendere il ruolo strategico della sostenibilità e della sicurezza in un’azienda moderna. Con un approccio organizzativo orientato al miglioramento continuo strutturato attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione inter-funzionale delle risorse, la formazione continua e l’applicazione degli strumenti lean, l’azienda produttrice di vini è così riuscita ad aumentare il valore del proprio business. I risultati? +15% di produttività e -30% nei tempi di set-up. Un miglioramento significativo sotto il profilo del servizio offerto al cliente.

Le aree di interesse del progetto per Botter

Sono state quattro le direttrici di miglioramento su cui è stato incentrato il progetto per Botter: produzione, supply chain, organizzazione, strumenti. Da un lato, si è dunque lavorato sui processi relativi alla produzione e alla supply chain, applicando i principi e gli strumenti del metodo messo a punto dalla Bonfiglioli Consulting per migliorare le performance. Dall’altro, si è invece operato sulle risorse, coinvolgendole in programmi di formazione dedicati, con alcune di loro impegnate nella certificazione Lean Six Sigma, un metodo che mette insieme l’attenzione per la riduzione degli sprechi e l’approccio esplorativo basato sull’interpretazione statistica dei dati. Con il 40% del personale aziendale coinvolto, è stato possibile aumentare la motivazione e il senso di appartenenza, e ridurre i tempi di set-up produttivo del 30%. L’introduzione di un MES (Manufacturing Execution System) ha invece consentito l’incremento della produttività nell’ufficio commerciale, con una conseguente crescita del 15% della produttività complessiva.

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Amica Chips: il valore della sostenibilità per l’azienda guidata da Alfredo Moratti

La qualità nella produzione e l’attenzione alla sostenibilità permeano il modus operandi di Amica Chips: guidata da Alfredo Moratti, oggi l’azienda esporta i suoi prodotti in oltre 22 Paesi nel mondo.

Amica Chips

Amica Chips: la vision sulla sostenibilità

Da sempre attenta alla sostenibilità, anche quando ancora non se ne parlava quanto oggi, nel 2017 Amica Chips scelse di incrociare i suoi obiettivi sostenibili con quelli dell’Agenda ONU 2030, programma di azione globale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, nella consapevolezza che

solo uno sforzo collettivo coordinato potrà davvero cambiare le nostre società in direzione di maggiore equità, giustizia e sicurezza per il futuro”. È l’inizio di un percorso che ha visto l’azienda guidata da Alfredo Moratti rivedere la propria vision sulla sostenibilità sulla base dei 17 Obiettivi Sostenibili approvati dall’ONU (i Sustainable Development Goals – SDGs). Amica Chips ne ha quindi individuati sette, i “più pertinenti alla nostra catena di valore”, per poi tradurli in azioni concrete e obiettivi operativi identificando anche gli indicatori per misurarli.

L’impegno green di Amica Chips: focus su attività e progetti

Sono numerose le iniziative avviate in questi anni che raccontano l’attenzione di Amica Chips per la sostenibilità e la salvaguardia dell’ambiente. Tra queste lo sviluppo di una nuova linea della “confezione AMICA”, prodotta utilizzando plastica con il 30% di risorse riciclate in sostituzione delle fonti fossili primarie: una confezione che contribuisce quindi all’economia circolare. L’azienda si occupa inoltre di filtrare e depurare fumi e acque utilizzate durante il processo produttivo, garantendo il ritorno di risorse pulite alla natura. Nel 2023, in collaborazione con la start-up Treebu, Amica Chips ha creato una foresta di 500 alberi di pawlonia in Italia, mentre i ricavi della linea “Eldorada” sono stati destinati alla piantumazione di nuovi alberi per ridurre le emissioni di CO2: un impegno che supporta in prima persona anche il Presidente Alfredo Moratti.

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Economia USA, quanto è concreto il rischio recessione?

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  • 25 Agosto 2024

Negli ultimi giorni sul mercato ha tenuto banco l’ipotesi che gli Stati Uniti possono finire in recessione nel prossimo anno. In realtà questo scenario riguardante l’economia a stelle e strisce non è affatto concreto, sebbene la maggior parte degli analisti veda il rischio leggermente in aumento.

L’ipotesi di Goldman Sachs sull’economia USA

economia usaGli analisti di Goldman Sachs ritengono che ci sia il 25% di probabilità che l’economia americana possa vedere la crescita fermarsi il prossimo anno. Sebbene tale percentuale sia decisamente in aumento rispetto alla precedente previsione (15%, dati Quotex Italia), parliamo comunque di una ipotesi considerata marginale. Secondo gli esperti infatti, l’economia a stelle e strisce continua a sembrare buona nel complesso e non ci sono grandi squilibri finanziari.

Il ruolo della Federal Reserve

Gran parte dei timori del mercato finanziario negli ultimi giorni è legato alle mosse che la Federal Reserve dovrà fare per evitare il rischio di ingolfare l’economia USA. Dato per scontato un taglio dei tassi a settembre, il dubbio sorge sia sulla ammontare di questa sforbiciata, sia sul numero di altri tagli che verrà fatto nei prossimi mesi.

Secondo Goldman Sachs ce ne saranno tre da 25 punti base entro fine anno. Jp Morgan e citi Group invece prevedono una riduzione di mezzo punto percentuale a settembre. C’è anche chi ritiene che in caso di lunga instabilità dei mercati, la Fed possa decidere di anticipare il meeting in programma a metà settembre per effettuare un taglio dei tassi.

Il rapporto sul mercato del lavoro

Se l’ultimo report sul mercato del lavoro (Non Farm Payrolls) più debole del previsto aveva innescato una vera e propria fuga dal mercato dei capitali, con le borse in declino e il dollaro in discesa, è chiaro che il prossimo report a fine agosto avrà un impatto analogo, se non dovesse essere soddisfacente.
Gli economisti sono comunque scettici riguardo al rischio deterioramento del mercato del lavoro. Non solo non c’è nessun indicatore inversione trend che fa immaginare un deterioramento forte, ma inoltre le offerte indicano che la domanda rimane solida e non ci sono shock evidenti. Il pericolo di una hard landing resta quindi limitato.

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Welfare aziendale su misura: il modello Health Italia

Fondata nel 2001, Health Italia è una delle realtà indipendenti più importanti nel settore dell’assistenza e della sanità integrativa in Italia. Oltre a essere quotata all’Euronext Growth Milan di Borsa Italiana, l’azienda aderisce a varie associazioni nazionali come ANSI (Associazione Nazionale Sanità Integrativa e Welfare), ASSONEXT (Associazione Italiana delle PMI Quotate) e ASSOLOMBARDA (Confindustria Milano, Lodi, Monza e Brianza, Pavia), rafforzando ulteriormente la sua posizione nel settore.

Health Italia

Health Italia: soluzioni su misura per il welfare aziendale

Health Italia offre una vasta gamma di soluzioni personalizzate per il welfare aziendale, piani sanitari, servizi assistenziali e programmi di flexible benefit. L’obiettivo principale è promuovere il benessere attraverso la prevenzione e l’assistenza sanitaria, creando valore per famiglie e imprese. Da anni , promuovendo uno stile di vita sano e rispondendo alle necessità crescenti del settore, ha innovato e migliorato il sistema di welfare tradizionale. Le soluzioni proposte dall’azienda sono destinate a famiglie, imprese e Amministrazioni Pubbliche: grazie a una rete nazionale di strutture convenzionate, l’offerta include servizi di telemedicina progettati per rispondere efficacemente alle esigenze attuali del settore sanitario. Health Italia gestisce una centrale operativa e una rete di oltre 8.500 convenzioni sanitarie e 15.000 professionisti. In ambito di welfare aziendale, il servizio Hi Welfare offre una gamma completa di servizi per la gestione di piani di welfare per il personale di imprese ed enti, personalizzando i servizi per il benessere dei dipendenti.

Health Italia: innovazione in telemedicina e impegno sociale

Health Italia fornisce servizi di telemedicina tramite una piattaforma online proprietaria e prestazioni sanitarie presso strutture proprie e convenzionate. Questi sistemi innovativi, adattabili e integrabili nei piani di welfare aziendale, rispondono alle esigenze di un mondo del lavoro sempre più digitalizzato e connesso. Oltre alle attività in ambito sanitario e welfare, l’azienda è fortemente impegnata in iniziative sociali e culturali. Nel 2015, in collaborazione con Mutua MBA e Health Assistance, ha dato vita alla Fondazione Banca delle Visite Onlus. Tra i progetti principali vi è la Banca delle Visite, che raccoglie donazioni per fornire visite ed esami medici a persone in difficoltà, e il Museo del Mutuo Soccorso, che valorizza la storia delle società di mutuo soccorso e promuove la ricerca sulla mutualità. Health Italia gestisce anche il magazine “Health Online”, una risorsa fondamentale per la diffusione della cultura del benessere, della prevenzione, dell’alimentazione e di altri temi di interesse pubblico. Questo strumento editoriale mira a promuovere la salute e il benessere della società, informando e sensibilizzando il pubblico su temi cruciali per la qualità della vita.

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Euroristorazione: tradizione e innovazione nel settore

Euroristorazione  ha percorso un cammino di successo che l’ha portata a essere un punto di riferimento nel settore della ristorazione collettiva.

Euroristorazione

Euroristorazione: crescita ed espansione della società

Vicenza, 1996. In città nasce un’impresa destinata a cambiare il settore della ristorazione collettiva italiana: Euroristorazione. Quello che inizia come un sogno imprenditoriale si trasforma rapidamente in una realtà di successo, un modello di eccellenza che si diffonde capillarmente nel tessuto italiano. Con una strategia aziendale che punta su innovazione e qualità, la società espande la sua presenza aprendo nuovi centri cottura e conquistando nuovi mercati. Più di 3.500 i collaboratori e 17 i centri di cottura, con una produzione annuale di 20 milioni di pasti e un fatturato di oltre 110 milioni di euro. La Direzione, con una visione lungimirante, ha saputo abbracciare la tecnologia e la ricerca, senza mai perdere di vista l’importanza del fattore umano, l’elemento distintivo che ha reso l’azienda unica nel suo genere. Euroristorazione si presenta oggi con un portfolio di servizi che spazia dalla ristorazione scolastica e universitaria alla gestione di mense aziendali e centri socio-sanitari.

Euroristorazione: filosofia aziendale e riconoscimenti

Al centro della filosofia di Euroristorazione c’è la convinzione che le persone siano il vero patrimonio dell’azienda. Ogni dipendente, ogni collaboratore, ogni partner è considerato una risorsa fondamentale, un ingrediente essenziale nella ricetta del successo che l’azienda scrive ogni giorno continuando a innovare, a cercare nuove soluzioni per migliorare e a offrire un servizio che vada oltre la semplice alimentazione. Un impegno che si traduce in un’offerta efficiente, sostenibile e di qualità, che fa di Euroristorazione un punto di riferimento nel settore della ristorazione collettiva in Italia. Impianti fotovoltaici, strumenti a basso impatto ambientale, l’eliminazione della plastica sono solo alcune delle politiche portate avanti a beneficio di territori e comunità.

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Bernardo Caprotti e il successo di Esselunga: innovazione e crescita

Bernardo Caprotti, figura iconica dell’imprenditoria italiana, è stato il fondatore e il motore di Esselunga, una delle principali catene di supermercati del Paese. Nato ad Albiate il 7 ottobre 1925 da una famiglia con profonde radici industriali nel settore tessile, ha seguito le orme paterne laureandosi in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano. Il destino, però, lo ha successivamente guidato verso un’audace avventura nel mondo della grande distribuzione: la storia raccontata sul portale WikiCeo.

WikiCeo

WikiCeo: l’innovazione di Bernardo Caprotti nella grande distribuzione italiana

Dopo un periodo di studi negli Stati Uniti, dove ha approfondito le tecniche moderne dell’industria tessile e le dinamiche della borsa dei cotoni, Bernardo Caprotti fa ritorno in Italia nel 1952. La sua vita prende una svolta inaspettata quando, nel 1957, ha l’opportunità di partecipare alla fondazione di Supermarkets Italiani, la prima società di supermercati nel Paese, grazie all’iniziativa dell’americano Nelson Rockefeller. L’imprenditore italiano non solo partecipa all’avventura, ma investe i profitti dell’azienda tessile, acquistando le quote di controllo della società che, nel 1961, prende il nome di Esselunga. Sotto una guida determinata, Esselunga cresce rapidamente, aprendo i primi punti vendita a Milano e Firenze. Bernardo Caprotti non si limita a replicare il modello dei supermercati americani, ma introduce una serie di innovazioni che hanno ridefinito il concetto di shopping alimentare in Italia. Dai reparti specializzati ai prodotti biologici, dall’e-commerce ai programmi fedeltà, anticipa le esigenze dei consumatori e trasforma il Gruppo in un punto di riferimento nel panorama della distribuzione italiana.

Bernardo Caprotti: l’uomo, l’arte e l’eredità di Esselunga

Oltre alla sua passione per il business, Bernardo Caprotti era noto per il suo amore per le arti. A Milano, dove visse gran parte della sua vita, accumulò infatti una preziosa collezione di opere d’arte dimostrando un interesse profondo per l’architettura, la pittura e la grafica. Nonostante la sua riservatezza e l’immagine apparentemente distante, era un uomo di poche parole ma con una determinazione inossidabile quando si trattava dei suoi progetti e della sua amata Esselunga. Ha lasciato un segno indelebile nel panorama imprenditoriale italiano, non solo per il successo commerciale di Esselunga, ma anche per il suo carattere intraprendente e la sua visione lungimirante. Alla sua morte, avvenuta il 30 settembre 2016 all’età di 90 anni, è stato ricordato non solo come un uomo d’affari di successo, ma anche come un visionario che ha saputo unire tradizione e innovazione, cultura e impegno imprenditoriale. Come evidenziato sul portale WikiCeo, Bernardo Caprotti viene definito “cosmopolita” e “poliglotta” dalla “figura umana all’apparenza incerta ed esile, ma che in realtà ha la struttura della pietra e il culto del fare e far bene”.

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Paolo Gallo, la transizione sostenibile nel gas: il ruolo della trasformazione digitale

Il settore del gas in Italia sta assistendo a un cambiamento: si tratta dell’acquisizione di 2i Rete Gas, società attiva in 2.226 Comuni per un totale di 72mila chilometri di rete e 4,9 milioni di clienti, da parte di Italgas, guidata dall’AD Paolo Gallo. L’operazione consentirà a Italgas di affermarsi come “campione europeo” e di portare avanti progetti legati alla transizione ecologica e allo sviluppo di nuove tecnologie.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: consolidamento di Italgas grazie all’acquisizione di 2i Rete Gas

Con l’ingresso di 2i Rete Gas nel Gruppo Italgas nascerà un “nuovo campione europeo” nel settore del gas: lo ha affermato Paolo Gallo, esprimendo ottimismo per il successo delle trattative anche in virtù del sostegno della Cassa Depositi e Prestiti. Un’operazione strategica che si inserisce nel generale processo di razionalizzazione e consolidamento di cui il settore ha forte necessità: solo operatori di grandi dimensioni, infatti, potranno “mettere mano agli importanti investimenti necessari alla transizione ecologica”, ha affermato l’AD, sottolineando che “con un numero troppo alto di operatori medio-piccoli, invece, il tempo richiesto per conseguire gli obiettivi climatici sarebbe molto più lungo”.

Paolo Gallo: le acquisizioni come vettore di innovazione

Già 12 anni fa, come sottolineato da Paolo Gallo, erano state elaborate riforme per favorire una riorganizzazione del settore e l’emergere di player più solidi e competitivi: “Ma le gare effettivamente svolte sono state pochissime, e un vero impulso non si è visto”. Attraverso l’ingresso di 2i Rete Gas, Italgas avrà invece l’opportunità di estendere le innovazioni digitali sviluppate nel corso di anni di attività anche alle reti acquisite e disporrà di risorse più consistenti con le quali portare avanti programmi di sviluppo ancora più innovativi. “La trasformazione digitale è un abilitatore di futuro perché favorisce la progressiva sostituzione del gas di origine fossile con i gas rinnovabili, generando ricadute positive in termini di decarbonizzazione dei consumi, sicurezza degli approvvigionamenti e competitività dei costi dell’energia per famiglie e imprese”, ha aggiunto il manager. L’ultima frontiera dell’innovazione nel settore del gas è, secondo Paolo Gallo, l’implementazione dell’intelligenza artificiale, che contribuirà a tagliare ulteriormente costi ed emissioni.</p

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Carlo Messina: Intesa Sanpaolo contro la povertà infantile, focus sul progetto QuBì

Carlo Messina: “Intesa Sanpaolo farà la propria parte non solo per quanto riguarda il sostegno economico, ma anche per portare questo modello ai vari tavoli istituzionali, al Governo così come sui territori, alle amministrazioni comunali”.

Carlo Messina

Carlo Messina: il valore dei risultati di QuBì, progetto contro la povertà infantile sostenuto da Intesa Sanpaolo

QuBì diventi un modello di welfare nazionale: a lanciare l’invito è Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo. Intervenuto lo scorso 6 giugno nell’ambito dell’iniziativa organizzata a Milano, negli spazi del Meet, per presentare i risultati del progetto avviato nel 2017 da Fondazione Cariplo, ne ha sottolineato il valore: “La povertà giovanile, a cui dedichiamo particolare attenzione, è un fenomeno doppiamente drammatico perché compromette il futuro di bambini e bambine”. Per questo quando a Intesa Sanpaolo fu proposto “di metterci – come Gruppo e come impegno personale – a disposizione di QuBì”, come ha ricordato Carlo Messina, la risposta sin da subito fu entusiasta. E oggi per QuBì parlano i numeri: in sei anni di attività sono quasi 30mila i beneficiari raggiunti, oltre 500 no-profit coinvolte, investimenti per quasi 27 milioni con l’obiettivo di sperimentare un welfare di prossimità. “Intesa Sanpaolo ha messo in campo competenze ed entusiasmo nel sostenere il progetto QuBì, nell’ambito di un più ampio programma di contrasto alle disuguaglianze”, ha evidenziato il CEO. Determinante anche il supporto degli altri partner che da subito hanno sposato l’iniziativa: Fondazione Peppino Vismara, Fondazione Fiera Milano, Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi e Fondazione Snam con la collaborazione attiva del Comune di Milano.

Carlo Messina: Intesa Sanpaolo si impegna a trasferire il modello QuBì in tutti i luoghi dove c’è povertà infantile

Nel suo intervento, il CEO Carlo Messina ha evidenziato come per Intesa Sanpaolo “avere aiutato quasi 30mila minori e le loro famiglie significa aver dato loro sollievo e fiducia nel futuro: questo impegno portato avanti a fianco di Fondazione Cariplo e Fondazione Peppino Vismara porterà (sono certo) buoni frutti”. Intesa Sanpaolo, ha poi aggiunto il CEO Carlo Messina, garantisce il suo supporto per fare in modo che questo progetto venga trasferito in tutti i luoghi dove c’è povertà infantile: “Colgo l’invito, maturato questa mattina, per fare in modo di estendere a livello nazionale il progetto di Fondazione Cariplo. Intesa Sanpaolo farà la propria parte non solo per quanto riguarda il sostegno economico, ma anche per portare questo modello ai vari tavoli istituzionali, al Governo così come sui territori, alle amministrazioni comunali”.

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Luca Dal Fabbro: verso una standardizzazione delle metriche ESG

La sostenibilità sta emergendo sempre di più non solo come un valore etico, ma anche come un fortissimo driver di crescita economica: così si è espresso Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, nella quale sottolinea come gli aspetti ESG e quelli finanziari siano strettamente intrecciati.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro, la logica ESG negli investimenti di Iren

Nell’attuale contesto economico, le multiutility rappresentano una delle maggiori forze che trainano la crescita dell’economia nazionale: lo ha affermato Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, sottolineando come gestiscano alcuni dei settori più strategici del Paese (acqua, energia, rifiuti) acquisendo, nel corso degli anni, una notevole capacità di investimento. Il manager ha evidenziato come gli aspetti ESG (environmental, social e governance) siano importanti al pari di quelli finanziari, e anzi strettamente collegati ad essi: “Ne consegue che le logiche ESG, che per alcuni aspetti già interessavano questo settore industriale, si siano ulteriormente affinate e sono diventate reale strumento strategico per la crescita economica delle multiutility, interessando in una logica sia imprenditoriale che etica tutte le linee di business”. Secondo il Presidente di Iren, infatti, gli investimenti sostenibili tendono a essere fortemente redditizi a lungo termine, contribuendo all’innovazione e all’efficientamento delle società. Luca Dal Fabbro ha poi sottolineato come gli investimenti indirizzati agli obiettivi ESG costituiscano una parte cospicua delle attività del Gruppo.

L’importanza della misurazione ESG: l’analisi di Luca Dal Fabbro

In un contesto in cui gli aspetti ESG sono così strategici, si pone, come sottolineato da Luca Dal Fabbro, il problema di come misurarli in una maniera affidabile e sulla base di quali indicatori. In qualità di Presidente dell’ESG European Institute, il manager sta infatti lavorando alla creazione di un nuovo modello di riferimento standardizzato che permetta di valutare i risultati non-finanziari compiuti dalle aziende secondo un approccio scientifico. Tali procedure potrebbero essere ulteriormente semplificate con l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, uno strumento che costituirà, a livello generale, un notevole acceleratore della transizione ecologica. Il Presidente di Iren ha tuttavia sottolineato come, nonostante gli indubbi benefici, sia necessario adottare un “approccio volto ad allineare l’utilizzo dei sistemi di AI con i valori e gli obiettivi dell’azienda e dell’ecosistema in cui opera”.

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Fabio Inzani: la leadership dietro l’eccellenza di Tecnicaer Engineering

Nel panorama dell’architettura e dell’ingegneria integrata emerge la figura di Fabio Inzani, fondatore, Presidente, legale rappresentante e Direttore Tecnico di Tecnicaer Engineering S.r.l. Insieme al co-fondatore Stefano Bonfante, incarna una visione innovativa e un’impronta distintiva nel campo della progettazione al servizio delle persone.

Tecnicaer di Fabio Inzani

Fabio Inzani: Tecnicaer Engineering, un modello d’eccellenza nell’architettura integrata

Con oltre 20 anni di esperienza nel settore, Fabio Inzani ha trasformato Tecnicaer Engineering in una società all’avanguardia, con sede principale ad Aosta e sedi distaccate a Torino, Milano e Firenze. Questa espansione riflette l’impegno del fondatore e Presidente nell’essere sempre più vicino ai clienti e alle aree operative, garantendo servizi specializzati in ogni sede. La sua visione ha consentito di introdurre un sistema di qualità come fondamento aziendale, costruendo un team di professionisti altamente qualificati e specializzati nella progettazione sanitaria, scolastica, carceraria e delle grandi opere pubbliche. Attraverso la sua leadership, Fabio Inzani ha guidato Tecnicaer nell’affrontare sfide complesse, dalla pianificazione degli spazi urbani al transport planning e alla mobilità, dall’hospital planning alla progettazione architettonica, tecnologica, impiantistica e strutturale, fino alla gestione energetica.

Fabio Inzani: oltre 25 anni di esperienza nel settore dell’ingegneria integrata

Fabio Inzani vanta oltre 25 anni di esperienza nazionale e internazionale nel settore dell’edilizia ospedaliera, scolastica e carceraria. Grazie al suo approccio ambizioso e lungimirante, il Gruppo da lui fondato è diventato uno dei principali attori nazionali nell’ambito dell’ingegneria, con una crescente presenza anche a livello internazionale. L’efficacia comprovata dei progetti di Tecnicaer Engineering è testimone del successo aziendale nel combinare innovazione, qualità e attenzione alle esigenze dei clienti. La continua crescita del Gruppo è alimentata da un mindset ambizioso e dalla capacità di anticipare e rispondere alle sfide emergenti nel panorama dell’architettura e dell’ingegneria integrata. Fabio Inzani e il suo team continuano a guidare l’azienda verso nuovi orizzonti, dimostrando un impegno costante per l’eccellenza e la soddisfazione del cliente, confermando così il loro ruolo di protagonisti nel settore.

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Determinazione e dedizione: il percorso professionale di Valentina Pellegrini

Valentina Pellegrini, dirigente d’azienda e imprenditrice, ha maturato un percorso che rispecchia l’evoluzione e la crescita del Gruppo Pellegrini, dimostrando la sua importanza non solo nel contesto aziendale, ma anche nell’ambito sociale.

Valentina Pellegrini

Valentina Pellegrini: dalla laurea all’esordio presso il Gruppo Pellegrini

La sua carriera ha un background solido: laureata in Economia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Valentina Pellegrini ha avviato il suo percorso professionale presso l’azienda di famiglia nel 2010, focalizzandosi inizialmente sull’amministrazione e la gestione delle risorse umane. Nel 2013, la sua attenzione e sensibilità al sociale l’ha portata a contribuire, insieme alla sua famiglia, alla creazione della Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus, con l’apertura del Ristorante Solidale Ruben a Milano, un progetto che offre un sostegno concreto alle persone in situazioni di temporanea difficoltà economica e sociale. Nel 2014 è stata nominata Vicepresidente e Consigliere Delegato del Gruppo Pellegrini, ruolo che ricopre con grande dedizione e successo. In questi anni, l’azienda ha consolidato la sua posizione di leadership sia a livello nazionale sia internazionale.

Il contributo di Valentina Pellegrini alla Pellegrini Catering Overseas SA e all’Accademia Pellegrini

Un aspetto significativo del contributo di Valentina Pellegrini al Gruppo è il suo ruolo all’interno della Pellegrini Catering Overseas SA, con sede in Svizzera, dove opera in qualità di membro attivo del Comitato Strategico. Inoltre, la sua attenzione ai temi della sostenibilità l’ha portata a costituire nel 2016 l’Accademia Pellegrini, un centro di eccellenza dedicato alla ricerca, allo sviluppo e alla formazione, in cui l’innovazione sostenibile e l’educazione rappresentano i pilastri fondamentali per lo sviluppo e il progresso. Oltre ai suoi ruoli all’interno del Gruppo Pellegrini, è membro del Comitato Strategico di ORICON dal 2017 e membro del Consiglio Direttivo di Assolombarda dal 2021. Da luglio 2020, Valentina Pellegrini è inoltre Consigliere di Amministrazione della Fondazione BPM, ulteriore testimonianza del suo impegno nel campo sociale e della sua volontà di contribuire attivamente al miglioramento della qualità della vita delle persone.

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Filtri dell’Auto: I Guardiani Invisibili del Tuo Motore

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  • 25 Agosto 2024

I filtri dell’auto, sebbene spesso trascurati, svolgono un ruolo cruciale nel garantire la longevità e le prestazioni ottimali del tuo motore.

Vediamo allora di seguito quali sono i diversi tipi di filtri presenti nella tua auto, il loro funzionamento e perché è fondamentale mantenerli in buone condizioni.

Quali sono i principali filtri dell’auto?

La tua auto è dotata di diversi tipi di filtri, ognuno con una funzione specifica:

  • Filtro dell’aria: protegge il motore da polvere, polline e altre impurità presenti nell’aria, garantendo una combustione efficiente.
  • Filtro dell’olio: rimuove detriti e particelle metalliche dall’olio motore, prevenendo l’usura prematura delle componenti interne.
  • Filtro del carburante: (presente nei motori a benzina) trattiene le impurità presenti nel carburante, come ruggine o sporco, evitando danni al sistema di alimentazione.
  • Filtro antiparticolato: (presente nei motori diesel) riduce le emissioni di particolato, contribuendo a un ambiente più pulito.
  • Filtro abitacolo: (o filtro antipolline) purifica l’aria che respiri all’interno dell’auto, trattenendo pollini, polvere e altri allergeni.

Perché è importante sostituire i filtri?

La sostituzione regolare dei filtri è essenziale per diversi motivi:

  • Prestazioni del motore: filtri intasati possono ridurre il flusso d’aria e carburante, compromettendo le prestazioni del motore, aumentando i consumi e causando difficoltà di avviamento.
  • Longevità del motore: i filtri proteggono il motore da usura e danni causati da impurità, prolungandone la vita utile.
  • Salute: il filtro abitacolo protegge la tua salute filtrando l’aria che respiri, soprattutto se soffri di allergie o asma.
  • Ambiente: il filtro antiparticolato contribuisce a ridurre le emissioni inquinanti.

Quando sostituire i filtri?

La frequenza di sostituzione dei filtri varia a seconda del tipo di filtro e delle condizioni di utilizzo dell’auto.

In generale, è consigliabile attenersi alle indicazioni del produttore riportate nel libretto di manutenzione.

Ci sono comunque alcuni segnali che possono indicare la necessità di una sostituzione anticipata:

  • Filtro dell’aria: perdita di potenza del motore, aumento dei consumi, difficoltà di avviamento.
  • Filtro dell’olio: rumorosità del motore, spie di avvertimento accese sul cruscotto.
  • Filtro del carburante: difficoltà di avviamento, singhiozzo del motore, perdita di potenza.
  • Filtro antiparticolato: aumento delle emissioni, spie di avvertimento accese sul cruscotto.
  • Filtro abitacolo: cattivi odori all’interno dell’auto, appannamento dei vetri, riduzione del flusso d’aria.

Dove sostituire i filtri?

La sostituzione dei filtri può essere effettuata presso un’officina specializzata o, se hai un po’ di dimestichezza con la meccanica, anche autonomamente.

In questo caso, assicurati di acquistare i filtri corretti per il tuo modello di auto e di seguire le istruzioni del produttore.

Se invece vuoi affidare questo compito ad un professionista, possiedi una vettura Mercedes e vivi in Sicilia Occidentale, puoi rivolgerti all’officina Mercedes Benz a Castelvetrano di Lupo Giuseppe s.r.l.

Conclusione

I filtri dell’auto sono componenti essenziali per la salute del tuo motore e per la tua sicurezza.

Non trascurarli e assicurati di sostituirli regolarmente per garantire prestazioni ottimali, risparmiare carburante e prolungare la vita della tua auto.

Ricorda, un piccolo investimento nella manutenzione dei filtri può evitarti costose riparazioni in futuro.

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Cosa è un Trattamento Antimuffa?

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  • 25 Agosto 2024

La muffa è un problema comune in molte abitazioni, specialmente in ambienti umidi come bagni e cucine.

Oltre a essere antiestetica, la muffa può anche causare problemi di salute, come allergie e problemi respiratori.

Un trattamento antimuffa è un processo che mira a eliminare la muffa esistente e prevenire la sua ricomparsa.

Vediamo allora quali sono i diversi tipi di trattamento antimuffa, i prodotti utilizzati e i passaggi da seguire per liberare la tua casa dalla muffa in modo efficace e duraturo.

Perché la muffa si forma?

La muffa è un tipo di fungo che prospera in ambienti umidi e poco ventilati.

Le spore della muffa sono presenti ovunque nell’aria, ma si sviluppano solo quando trovano le condizioni ideali: umidità elevata, temperature miti e presenza di sostanze organiche (come polvere, sporco o residui di cibo).

Tipi di trattamento antimuffa

Esistono diversi tipi di trattamento antimuffa, a seconda della gravità del problema e del tipo di superficie interessata:

  • Trattamento superficiale: rimuove la muffa visibile sulla superficie delle pareti o di altri materiali. Può essere effettuato con prodotti specifici come spray antimuffa, candeggina diluita o soluzioni a base di aceto.
  • Trattamento in profondità: agisce sulla muffa penetrata in profondità nei materiali, come intonaco o legno. Richiede l’utilizzo di prodotti più potenti e spesso l’intervento di un professionista.
  • Trattamento preventivo: previene la formazione di nuova muffa, creando un ambiente sfavorevole alla sua crescita. Può includere l’utilizzo di pitture antimuffa, l’installazione di deumidificatori o il miglioramento della ventilazione.

Prodotti antimuffa

Esistono numerosi prodotti antimuffa sul mercato, ognuno con caratteristiche specifiche:

  • Spray antimuffa: facili da usare e ideali per trattamenti superficiali. Spruzzare il prodotto sulla zona interessata, lasciare agire per il tempo indicato e risciacquare.
  • Candeggina: efficace per eliminare la muffa, ma deve essere diluita con acqua per evitare di danneggiare le superfici.
  • Aceto: una soluzione naturale ed economica per rimuovere la muffa. Mescolare aceto bianco con acqua e applicare sulla zona interessata.
  • Pitture antimuffa: contengono sostanze che inibiscono la crescita della muffa. Ideali per prevenire la ricomparsa della muffa dopo il trattamento.
  • Deumidificatori: riducono l’umidità dell’aria, creando un ambiente sfavorevole alla crescita della muffa.

Come effettuare un trattamento antimuffa

  1. Individuare le zone colpite: identificare tutte le aree in cui è presente la muffa.
  2. Proteggersi: indossare guanti e mascherina per evitare il contatto con le spore della muffa.
  3. Preparare la soluzione: preparare la soluzione antimuffa seguendo le istruzioni del prodotto.
  4. Applicare la soluzione: applicare la soluzione sulla zona interessata, lasciando agire per il tempo indicato.
  5. Rimuovere la muffa: rimuovere la muffa con una spugna o un panno umido.
  6. Risciacquare e asciugare: risciacquare accuratamente la superficie trattata e lasciarla asciugare completamente.
  7. Prevenire la ricomparsa: applicare una pittura antimuffa o utilizzare un deumidificatore per prevenire la formazione di nuova muffa.

Quando rivolgersi a un professionista

In caso di infestazioni estese o persistenti, è consigliabile rivolgersi a un professionista specializzato in trattamenti antimuffa (vedi www.imbianchinoaroma.com).

Un esperto sarà in grado di valutare la situazione, individuare la causa della muffa e proporre la soluzione più efficace.

Consigli per prevenire la muffa

  • Arieggiare regolarmente: aprire le finestre per favorire il ricambio d’aria e ridurre l’umidità.
  • Utilizzare un deumidificatore: in ambienti particolarmente umidi, utilizzare un deumidificatore per mantenere l’umidità sotto controllo.
  • Riparare eventuali perdite: riparare prontamente eventuali perdite d’acqua per evitare la formazione di muffa.
  • Pulire regolarmente: pulire regolarmente le superfici con prodotti specifici per prevenire la formazione di muffa.
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Come isolare acusticamente una stanza: istruzioni per un ambiente silenzioso

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  • 25 Agosto 2024

L’isolamento acustico di una stanza è un sistema che mira a ridurre la trasmissione del suono sia dall’interno verso l’esterno, sia viceversa.

Può essere motivato da diverse esigenze: creare un ambiente di lavoro o studio più tranquillo, migliorare il comfort abitativo, o semplicemente godere di maggiore privacy.

Nulla di particolarmente complicato comunque, e di seguito approfondiremo i principi fondamentali dell’isolamento acustico e le diverse soluzioni applicabili.

Comprendere l’isolamento acustico

Prima di addentrarci nelle soluzioni pratiche, è importante comprendere i principi base dell’isolamento acustico.

Il suono si propaga attraverso vibrazioni che possono attraversare solidi, liquidi e gas. L’isolamento acustico mira a interrompere o ridurre queste vibrazioni, utilizzando materiali e tecniche specifiche.

Isolamento delle pareti

Le pareti sono una delle principali vie di trasmissione del suono. Per isolarle acusticamente, si possono utilizzare diverse soluzioni:

  • Pannelli fonoassorbenti: questi pannelli sono progettati per assorbire le onde sonore, riducendo il riverbero all’interno della stanza. Possono essere applicati direttamente alle pareti esistenti o utilizzati per creare contropareti.
  • Materiali isolanti: materiali come la lana di roccia, la fibra di vetro o il sughero possono essere inseriti all’interno delle pareti per aumentare la massa e ridurre la trasmissione del suono.
  • Doppio muro: la creazione di un doppio muro con un’intercapedine riempita di materiale isolante è una soluzione molto efficace, ma anche più complessa e costosa.

Isolamento del soffitto

Il soffitto è un’altra via di fuga del suono, soprattutto nei condomini. Per isolarlo acusticamente, si possono utilizzare controsoffitti isolanti, realizzati con strutture leggere e materiali come il cartongesso, abbinati a materiali fonoassorbenti.

Isolamento del pavimento

L’isolamento del pavimento è importante per ridurre la trasmissione del suono verso il piano inferiore. Si possono utilizzare materassini fonoisolanti sotto il pavimento, oppure optare per pavimenti galleggianti, che non sono direttamente collegati alla struttura dell’edificio.

 Isolamento di porte e finestre

Porte e finestre sono punti deboli nell’isolamento acustico di una stanza. Per migliorarlo, si possono utilizzare:

  • Porte fonoisolanti: Queste porte sono realizzate con materiali e strutture specifiche per ridurre la trasmissione del suono.
  • Guarnizioni acustiche: Applicare guarnizioni acustiche lungo i bordi di porte e finestre può aiutare a sigillare eventuali fessure e ridurre l’ingresso di rumore.
  • Vetri stratificati: Sostituire i vetri singoli con vetri stratificati, composti da più lastre di vetro separate da uno strato di materiale plastico, può migliorare notevolmente l’isolamento acustico delle finestre.

Soluzioni fai da te e professionali

Esistono diverse soluzioni fai da te per migliorare l’isolamento acustico di una stanza, come l’applicazione di pannelli fonoassorbenti o l’utilizzo di tende pesanti.

Chiaramente, per ottenere risultati ottimali, soprattutto in caso di esigenze specifiche o ambienti particolarmente rumorosi, è consigliabile rivolgersi a professionisti specializzati in acustica (vedi www.cartongessoaroma.it se vivi a Roma e dintorni).

Considerazioni finali

Isolare acusticamente una stanza può migliorare notevolmente il comfort e la qualità della vita.

La scelta della soluzione più adatta dipende dalle esigenze specifiche, dal budget disponibile e dalla complessità dell’intervento.

Ricorda che l’isolamento acustico è un processo che richiede una valutazione attenta e una pianificazione accurata se si vogliono ottenere risultati efficaci e duraturi.

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Progettare un open space moderno: guida completa per creare ambienti luminosi e funzionali

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  • 25 Agosto 2024

L’open space è oggi un elemento sempre più diffuso nelle case abitazioni grazie agli spazi aperti che offre, nonchè luminosi e versatili che promuovono la convivialità e la flessibilità.

Certamente, progettare un open space funzionale ed esteticamente piacevole richiede un’attenta progettazione e considerazione di vari fattori.

Ci accingiamo per questo ad enunciare i principi chiave della progettazione di un open space moderno, dalle soluzioni di layout alla scelta dei materiali e dell’illuminazione, per aiutarti a creare un ambiente che rifletta il tuo stile e le tue esigenze.

Considera che per qualsiasi altro approfondimento o dettaglio circa i costi della progettazione di un open space, se vivi a Roma e dintorni puoi usufurire del servizio di ristrutturazionifaciliroma.com

Definire le zone funzionali

Un open space di successo inizia con una chiara definizione delle zone funzionali. Identifica le diverse aree che desideri creare, come zona giorno, cucina, zona pranzo e area relax.

Utilizza elementi come mobili, tappeti, librerie o pareti divisorie leggere per delimitare visivamente queste zone senza compromettere l’apertura dello spazio.

 Sfruttare la luce naturale

La luce naturale è un elemento essenziale per creare un open space luminoso e accogliente.

Massimizza l’ingresso di luce naturale attraverso ampie finestre, porte finestre o lucernari.

Sfrutta tende o persiane leggere per controllare l’intensità della luce e garantire la privacy quando necessario.

Scegliere i colori e i materiali giusti

I colori e i materiali svolgono un ruolo fondamentale nella creazione dell’atmosfera di un open space.

Opta per colori neutri e luminosi per le pareti e i soffitti per ampliare visivamente lo spazio.

Impiega materiali naturali come legno, pietra o metallo per aggiungere calore e texture all’ambiente.

Arredare con stile e funzionalità

L’arredamento di un open space deve essere sia elegante che funzionale.

Scegli mobili modulari e versatili che possono essere facilmente spostati per creare diverse configurazioni.

Ricorri a divani, poltrone e tavolini per creare zone conversazione accoglienti. Opta per una cucina a isola o con penisola per creare un punto focale e favorire l’interazione.

Illuminare con creatività

L’illuminazione è un elemento chiave per creare l’atmosfera desiderata in un open space.

Utilizza una combinazione di illuminazione ambientale, d’accento e direzionale per creare un ambiente versatile e adattabile a diverse attività.

Sperimenta con lampade a sospensione, faretti, applique e lampade da terra per aggiungere un tocco di stile e personalità.

Accessori e decorazioni

Completa il tuo open space moderno con accessori e decorazioni che riflettano il tuo gusto personale.

Utilizza tappeti, cuscini, quadri, piante e oggetti decorativi per aggiungere colore, texture e personalità all’ambiente.

Ricorda di mantenere un equilibrio tra gli elementi decorativi per evitare di sovraccaricare lo spazio.

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Ares Ambiente: eccellenza italiana nella gestione sostenibile dei rifiuti

In una fase in cui la sostenibilità ambientale è al centro delle politiche globali, Ares Ambiente si distingue come leader nella gestione e nell’esportazione sostenibile dei rifiuti, pericolosi e non pericolosi. Con sede a Treviolo (BG) e fondata nel 2008 da Marco Domizio, l’azienda opera in tutto il territorio italiano, dimostrando un impegno costante verso pratiche ambientali responsabili e innovative.

Ares Ambiente

Ares Ambiente: gestione sostenibile dei rifiuti nel rispetto delle normative

Ares Ambiente opera secondo criteri di efficienza, economicità e trasparenza adempiendo al Regolamento Europeo (CE) n. 1013/2006 e alla Convenzione di Basilea, due pilastri fondamentali nella regolamentazione del trasporto transfrontaliero dei rifiuti. La scrupolosa osservanza di tali normative garantisce che ogni fase del processo di esportazione rispetti gli standard internazionali più rigorosi, promuovendo la sicurezza e l’efficienza nel recupero e smaltimento dei rifiuti. Uno degli elementi chiave del successo aziendale è la gestione accurata dell’intero ciclo di esportazione dei rifiuti. Ares Ambiente assicura infatti la tracciabilità completa, dall’origine dei rifiuti alla destinazione finale, offrendo soluzioni trasparenti e responsabili. Questa tracciabilità non solo favorisce la conformità alle normative vigenti, ma promuove anche l’adozione di pratiche sostenibili in grado di tutelare l’ambiente.

Ares Ambiente: competenze avanzate e partnership strategiche

Il successo di Ares Ambiente è frutto di competenze tecniche avanzate e di solide partnership con impianti di smaltimento esteri. La gestione delle procedure di notifica e organizzazione dei movimenti dei rifiuti richiede infatti una profonda conoscenza delle normative internazionali e una capacità tecnica di alto livello. La collaborazione con centri di smaltimento esteri, inoltre, permette al Gruppo di rispondere efficacemente alle esigenze di smaltimento delle realtà produttive italiane, offrendo soluzioni efficienti e sostenibili. L’azienda va oltre il semplice rispetto delle normative vigenti, confermandosi come un punto di riferimento nel settore della gestione dei rifiuti grazie all’adozione di tecnologie avanzate e processi ottimizzati. Ares Ambiente investe costantemente in innovazione per diminuire l’impatto ambientale dei rifiuti esportati, contribuendo in maniera significativa alla protezione del nostro Pianeta.

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Il successo professionale di Carlo Malinconico

Carlo Malinconico, figura di spicco nel panorama giuridico italiano, ha tracciato un percorso professionale di grande rilievo, dall’esercizio della professione forense fino ai vertici delle istituzioni.

Carlo Malinconico

Carlo Malinconico: dalla laurea all’esordio professionale

La formazione accademica di Carlo Malinconico presso l’Università degli Studi di Milano, coronata dalla laurea in Giurisprudenza nel 1972, è stata solo l’inizio di un percorso di successi e riconoscimenti. Nel corso degli anni, oltre ad aver ottenuto l’abilitazione per esercitare la professione, ha superato concorsi pubblici di grande prestigio. Dall’essere Procuratore dello Stato a Uditore Giudiziario e Avvocato dello Stato, ha affrontato diverse sfide legali, spaziando dall’ambito civile a quello penale e amministrativo. Il suo impegno e la sua abilità gli hanno permesso di distinguersi anche in cause di notevole rilevanza pubblica. Il percorso istituzionale di Carlo Malinconico lo ha visto emergere come figura di spicco. Dopo essersi classificato primo in graduatoria al concorso per il ruolo di Consigliere di Stato nel 1984, ha occupato questa posizione fino al 2002, quando ha poi deciso di dedicarsi all’insegnamento universitario. Tra il 1986 e il 1990, ha svolto ruoli di Consigliere Giuridico presso gli uffici legislativi di vari Ministeri, contribuendo alla redazione di leggi e normative fondamentali per il Paese. Ha successivamente ricoperto incarichi di rilievo, tra cui quello di Consigliere Giuridico dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e Capo del Dipartimento degli Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Carlo Malinconico tra esperienza accademica, successi e riconoscimenti

Parallelamente alla sua carriera istituzionale, Carlo Malinconico ha consolidato la sua esperienza accademica. Ha insegnato Diritto dell’Unione Europea presso istituzioni di grande prestigio come la Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze e le facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Udine e di Tor Vergata. Nel 2003, ha inoltre fondato il rinomato Studio Legale Malinconico, specializzato in diritto amministrativo e dell’Unione Europea, ricevendo numerosi riconoscimenti nel corso degli anni, tra cui il prestigioso premio “Le Fonti” come “avvocato dell’anno in diritto amministrativo”. Il suo impegno e la sua eccellenza professionale gli sono valsi l’Onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2005, conferitagli dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2021, Carlo Malinconico ha deciso di unire le sue competenze a quelle dell’avvocato Domenico Gentile, dando vita allo Studio Legale Malinconico&Gentile.

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Le caratteristiche di un buon sito web

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  • 25 Agosto 2024

Un sito web ben progettato è uno strumento essenziale per qualsiasi azienda o individuo che desideri stabilire una presenza online efficace.

Ma cosa rende un sito web veramente “buono”?

Di seguito evidenzieremo le caratteristiche chiave che distinguono un sito web di successo.

1. Design Accattivante e Intuitivo

Un buon sito web deve essere visivamente attraente e facile da navigare.

Un design pulito e moderno, con una combinazione di colori armoniosa e immagini di alta qualità, può fare una grande differenza nel coinvolgere i visitatori. La navigazione intuitiva consente agli utenti di trovare rapidamente le informazioni che cercano, migliorando l’esperienza complessiva.

2. Contenuti di Qualità e Rilevanti

Il contenuto è il cuore di qualsiasi sito web. I testi devono essere ben scritti, informativi e rilevanti per il pubblico di destinazione.

I contenuti multimediali, come immagini e video, possono arricchire l’esperienza dell’utente e rendere il sito più coinvolgente. È importante aggiornare regolarmente i contenuti per mantenere il sito fresco e interessante.

3. Ottimizzazione per i Motori di Ricerca (SEO)

Un buon sito web non serve a molto se nessuno lo trova. L’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) è fondamentale per garantire che il tuo sito si posizioni bene nei risultati di ricerca.

Ciò include l’utilizzo di parole chiave pertinenti, la creazione di contenuti di alta qualità e l’ottimizzazione degli aspetti tecnici del sito, come la velocità di caricamento e la struttura dei link.

4. Compatibilità con Dispositivi Mobili (Responsive Design)

Con l’aumento dell’utilizzo di smartphone e tablet, è essenziale che un sito web sia responsive, ovvero che si adatti automaticamente a diverse dimensioni dello schermo.

Un sito web non responsive può risultare difficile da usare su dispositivi mobili, portando a una perdita di visitatori e potenziali clienti.

5. Sicurezza e Affidabilità

La sicurezza è una preoccupazione crescente per gli utenti online. Un buon sito web deve adottare misure di sicurezza adeguate per proteggere i dati degli utenti e prevenire attacchi informatici.

Inoltre, il sito deve essere affidabile, ovvero sempre disponibile e funzionante correttamente. Ciò include l’utilizzo di un hosting web affidabile e il monitoraggio regolare del sito per identificare e risolvere eventuali problemi.

Se non hai tempo o le competenze necessarie, puoi affidare la realizzazione o restyling del tuo sito ad una agenzia specializzata nel realizzare siti professionali Milano.

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Riva Acciaio: innovazione ed eccellenza nella siderurgia italiana

Riva Acciaio è una delle realtà più significative del panorama siderurgico italiano e raggruppa le attività di Gruppo Riva, uno dei principali operatori europei nel settore dell’acciaio.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: 70 anni di eccellenza e innovazione

Fondato nel 1954 da Emilio Riva, pioniere della siderurgia europea del dopoguerra, il Gruppo ha costruito la sua fortuna sulla realizzazione di prodotti “lunghi” di alta qualità, utilizzando acciaierie ad arco elettrico. Riva Acciaio ha consolidato la sua leadership grazie a elevati standard produttivi e a una costante strategia di crescita e investimenti. Presieduta da Claudio Riva da giugno 2014, l’azienda opera con un capitale interamente privato e impiega oltre 5.500 dipendenti. La sua presenza è ben radicata in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. Riva Acciaio mantiene una quota di mercato significativa nei prodotti “lunghi”, confermando la sua posizione di leadership in questo importante segmento. La produzione include trafilati, pelati e rettificati, derivati dall’ulteriore lavorazione a freddo dei laminati, rispondendo alle esigenze di comparti merceologici come la meccanica, l’automotive e il movimento terra, che richiedono standard qualitativi particolarmente elevati.

Riva Acciaio: tecnologia e ricerca

Uno dei punti di forza di Riva Acciaio è il suo impegno continuo nell’innovazione tecnologica. L’azienda è stata la prima in Italia a introdurre la colata continua curva a tre linee, un’importante innovazione siderurgica che ha segnato un passo avanti significativo nel settore. L’azienda, inoltre, investe annualmente in programmi di miglioramento qualitativo dei prodotti e dei processi, sicurezza negli stabilimenti e compatibilità ambientale della produzione. L’avanzato laboratorio di ricerca e sviluppo, situato nello stabilimento di Lesegno (CN), è dotato di sofisticate apparecchiature come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800” e rappresenta il cuore tecnologico del Gruppo. Questo laboratorio ha stretto numerosi accordi di collaborazione con importanti centri universitari e di ricerca, tra cui il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa, dimostrando l’impegno di Riva Acciaio nel promuovere l’innovazione e la ricerca nel settore siderurgico. La strategia aziendale si basa su una visione a lungo termine che mira a rafforzare la sua posizione di leader nel mercato internazionale dell’acciaio. Gli investimenti continui nella ricerca e nello sviluppo tecnologico, unitamente alla formazione e alla valorizzazione del personale, sono gli elementi chiave che consentono al Gruppo di mantenere alti standard qualitativi e di soddisfare le crescenti esigenze del mercato.

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Carlo Acutis sarà santo: l’articolo di Federico Motta Editore sul tema

La storia di Carlo Acutis, il ragazzino beatificato da Papa Francesco e presto santo, ha riacceso la curiosità su come avviene la canonizzazione nella fede cattolica. Federico Motta Editore ha pubblicato un articolo sull’argomento.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: la storia di Carlo Acutis

Morto a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante, Carlo Acutis aveva dimostrato fin da piccolissimo una profonda fede cattolica e nel nome della stessa verrà presto fatto santo. Nell’articolo pubblicato da Federico Motta Editore si racconta di un ragazzo particolarmente devoto che viveva con profondo sentimento spirituale il sacramento dell’eucaristia. Mosso dal suo credo religioso, diede vita, insieme all’Istituto San Clemente (inserire di dove), a una mostra itinerante sui miracoli eucaristici nel mondo. Lo spiccato interesse per internet lo portò poi ad unire le sue due grandi passioni, realizzando diversi siti a sfondo religioso. Dopo la morte nel 2006, è stato sepolto nel cimitero di Assisi, come da sua volontà, e adesso riposa presso il santuario della Spoliazione della città. La sua storia ha attirato devoti da tutto il mondo e nel 2020 Papa Francesco lo ha beatificato. Di recente, la Santa Sede ha annunciato che presto diverrà santo.

Federico Motta Editore: il processo che porta alla canonizzazione

Inizialmente sancita dai vescovi, a partire dal XII secolo la canonizzazione vede il Papa in un ruolo sempre più centrale. Nell’opera “I santi e i beati” di Federico Motta Editore si racconta che, oltre ad autorizzare la canonizzazione vescovile e a proclamare i nuovi santi durante il concilio, i Papi iniziarono a canonizzare, di propria iniziativa, i santi di una delle diocesi della Cristianità. Oggi il processo prevede che, affinché una persona diventi santa, devono trascorre almeno cinque anni dalla sua morte. In quella che viene chiamata fase diocesana, poiché avviene all’interno della diocesi, vengono raccolte le testimonianze sulla vita della persona per assicurarsi che le virtù attribuitegli siano vere. Una volta avuto esito positivo, si richiede l’apertura della causa di beatificazione che dà inizio alla fase romana. Qui i documenti vengono passati al Dicastero per le cause dei santi che si occupa di verificare i requisiti per la santità. Nella fase intermedia della beatificazione viene riconosciuto beato chi è martire della fede o ha compiuto un miracolo certificato. Infine, se fa seguito un secondo miracolo si può procedere con la canonizzazione.

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Valentino Confalone: formazione, carriera e riconoscimenti sul portale WikiCeo

Su WikiCeo è disponibile la biografia di Valentino Confalone, uno dei migliori top manager italiani nel settore farmaceutico che vanta una carriera costellata di successi e riconoscimenti in aziende di rilievo come Schering, Bristol Myers Squibb, Dompé e Gilead. Attualmente guida Novartis Italia come Country President and Managing Director Italy.

Wikiceo

Valentino Confalone: formazione e primi incarichi professionali su WikiCeo

Nato a Napoli il 1° settembre 1967, Valentino Confalone si laurea in Economia presso l’Università Federico II di Napoli e, nel 2001, consegue un Master in Relazioni Internazionali e in Business Administration presso la IESE Business School di Barcellona. La sua passione per la pallanuoto, sport nel quale ha militato in alcune delle squadre più rilevanti, testimonia il suo spirito competitivo e determinato. Esordisce professionalmente nel 1995 in qualità di Analista di Invitalia, supportando le start-up italiane nel loro processo di avvio. Successivamente, nel 1998, si trasferisce in Belgio per lavorare presso Levi Strauss, dove si occupa di Finance & Business Analysis e Strategic Business Planning. Il 2001 segna l’inizio del suo percorso nel settore farmaceutico con Schering Pharmaceuticals in Spagna, dove, come parte del programma Schering-Plough Management Associate, ricopre varie posizioni nelle aree di vendita e marketing. Dal 2002 al 2003, in qualità di Product Manager Biotech, Valentino Confalone coordina le attività e le campagne di marketing per l’HCV e gestisce un team di rappresentanti. Nel 2004 si trasferisce a Roma per unirsi a Bristol Myers Squibb Italia come Senior Product Manager, definendo le strategie di marketing per il lancio di uno psicofarmaco. Due anni dopo, nel 2006, assume il ruolo di Marketing Director Oncology per i mercati europei a Parigi, dove contribuisce al lancio di farmaci innovativi per oncologia ed ematologia.

Valentino Confalone: leader strategico e innovatore nel settore farmaceutico

La carriera di Valentino Confalone, come evidenziato nel portale WikiCeo, prosegue a Parigi come Direttore della Business Unit francese di Virologia nel 2007 e, nel 2010, diventa Responsabile Leader dello sviluppo del piano strategico europeo di accesso al mercato oncologico. Nel 2013 viene nominato Presidente & General Manager di Bristol-Myers Squibb in Portogallo, pilotando un modello di business innovativo e coordinando l’integrazione delle organizzazioni portoghesi e spagnole. È il 2015 quando assume il ruolo di Head of Europe in Dompé, definendo l’organizzazione e l’avvio dell’Unità Biotech e lanciando due prodotti biotecnologici nell’area dell’oftalmologia e della terapia cellulare. Due anni più tardi, viene chiamato a guidare Gilead Italia come Vicepresidente e General Manager, dove promuove iniziative di sensibilizzazione e accesso all’assistenza sanitaria durante la pandemia di Covid-19. Nel 2022, Valentino Confalone approda in Novartis Italia con la nomina di Country President and Managing Director Italy. Qui guida una riorganizzazione significativa della filiale e la fusione di Novartis Pharma e Novartis Oncology, superando costantemente gli obiettivi aziendali. Per il suo contributo straordinario al settore farmaceutico e la sua leadership esemplare, nel 2023 riceve il Premio Italia Informa, e nel 2024 viene insignito del premio speciale “Il cuore oltre l’ostacolo” durante i Winning Women Institute Awards, per il suo impegno nel raggiungere la piena parità di genere ai vertici aziendali e nell’eliminazione del gender pay gap.

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Gruppo FS, Luigi Ferraris: investimenti record da 16 miliardi di euro nel 2023

Il 2023 si è rivelato un anno straordinario per Ferrovie dello Stato Italiane, segnando un traguardo storico con investimenti che hanno superato i 16 miliardi di euro. Come confermato dall’AD Luigi Ferraris, tale livello di investimento, mai raggiunto prima, sottolinea l’impegno del Gruppo FS per l’ammodernamento infrastrutturale dell’Italia.

Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: PNRR e investimenti record trainano la crescita nel 2023

L’Amministratore Delegato Luigi Ferraris ha evidenziato come questo risultato sia stato possibile anche grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con il Gruppo FS come principale beneficiario, ricevendo oltre 26 miliardi di euro. Di questi fondi, entro la fine del 2023, sono stati spesi intorno agli 8 miliardi di euro, corrispondenti a circa il 30% delle risorse totali previste. “I positivi risultati conseguiti nel 2023 mostrano una crescita significativa dei principali indicatori economico-finanziari, per effetto delle performance operative, che segnano un’accelerazione dei ricavi in tutti i segmenti di business“, ha aggiunto il manager. Nonostante le sfide poste dalle crisi geopolitiche, il rallentamento dell’economia globale e l’elevata inflazione, Luigi Ferraris ha evidenziato come FS, nel triennio 2021-2023, si sia posizionata al centro dell’ecosistema della mobilità.

40 miliardi di investimenti e 30mila assunzioni sotto la guida di Luigi Ferraris

Nello stesso periodo, tra il 2021 e il 2023, il Gruppo FS ha investito complessivamente 40 miliardi di euro, contribuendo significativamente alla modernizzazione delle infrastrutture italiane. Questo massiccio piano di investimenti è stato accompagnato da un solido progetto di assunzioni, con oltre 30.000 nuovi ingressi, e da una riorganizzazione della struttura del Gruppo e della sua strategia internazionale. Si tratta di sforzi concreti, ha confermato Luigi Ferraris, che hanno permesso a Ferrovie dello Stato Italiane di confermare “il proprio ruolo a sostegno del sistema economico e industriale del Paese”.

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Risultati positivi nel primo trimestre di Italgas. Paolo Gallo: tecnologie sempre più avanzate

Il primo trimestre di Italgas conferma la solidità del Gruppo, con un margine operativo lordo di oltre 325 milioni e un utile netto poco sotto i 120 milioni: l’Amministratore Delegato Paolo Gallo commenta gli ottimi risultati e conferma il focus degli investimenti sulla decarbonizzazione.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: un 2024 all’insegna della solidità

Italgas ha iniziato il 2024 con il piede giusto. A dirlo sono i risultati del primo trimestre che hanno registrato, come sottolineato dall’Amministratore Delegato Paolo Gallo, un’ottima crescita con indicatori economico-finanziari spesso in doppia cifra. Gli investimenti nella digitalizzazione delle reti e degli impianti stanno dando frutti, consentendo al Gruppo di ottenere performance in continuo aumento. Il manager ha evidenziato, in particolare, il margine operativo lordo che è aumentato del 9,6%, “toccando quota 325,7 milioni di euro” e l’utile netto che è cresciuto del 13,5%, arrivando a sfiorare i 120 milioni di euro. “I risultati conseguiti in questo primo trimestre – ha dunque commentato l’AD – consentono a Italgas di inaugurare anche il 2024 all’insegna della solidità”.

Paolo Gallo: miglioreremo costantemente le tecnologie per favorire la decarbonizzazione

Secondo il manager, l’esito positivo del primo quarto dell’anno è senza dubbio collegato anche agli oltre 160 milioni di euro “già investiti che hanno permesso di fornire ulteriore impulso allo sviluppo e alla trasformazione digitale di reti e impianti, in Italia e in Grecia, a sostegno della transizione ecologica al net zero”. Paolo Gallo ha voluto inoltre rimarcare l’importanza del contributo di tutti coloro che lavorano con e per il Gruppo nella costruzione di un futuro decarbonizzato. “Con l’impegno di tutte le persone di Italgas e dell’intera catena dei fornitori – ha evidenziato – continuiamo a lavorare per migliorare costantemente le tecnologie che ci permetteranno di accelerare sul fronte della decarbonizzazione dei consumi e del risparmio energetico a sostegno dello sviluppo sostenibile dei territori e della crescita di valore del Gruppo”.

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Giacomo Mareschi Danieli, il futuro di Gruppo Danieli: “Verso la green transition”

Sostenibilità e regionalizzazione rappresentano due direzioni di mercato che fanno lievitare i ricavi di Gruppo Danieli: l’AD Giacomo Mareschi Danieli evidenzia come la leadership nell’innovazione tecnologica della società la renda più attrezzata ad affrontare i cambiamenti nel settore.

Giacomo Mareschi Danieli

Giacomo Mareschi Danieli: risultanti eclatanti per Gruppo Danieli nella prima metà di esercizio

Gruppo Danieli continuerà a seguire la visione del compianto Presidente Gianpietro Benedetti: ad affermarlo è Giacomo Mareschi Danieli, AD della società siderurgica, che sottolinea come la sostenibilità sia nel “DNA di un’azienda innovativa come Danieli” e rappresenti dunque una direzione naturale per il Gruppo. La strategia di Benedetti, fondata specialmente sull’offerta di impianti siderurgici green dalle ridottissime emissioni inquinanti, continua a dare i suoi frutti: secondo l’AD, i ricavi della società, a giugno, potrebbero superare i 4 miliardi di euro, mentre il portafoglio ordini ha già oltrepassato la quota dei 6 miliardi di euro. Un semestre di alto livello, che Giacomo Mareschi Danieli attribuisce innanzitutto alla leadership tecnologica della società. 

Giacomo Mareschi Danieli, la duplice strategia di Gruppo Danieli: decarbonizzazione e regionalizzazione

La sostenibilità non costituisce tuttavia l’unico orientamento strategico di Gruppo Danieli: una straordinaria opportunità è costituita, secondo Giacomo Mareschi Danieli, dal fenomeno della regionalizzazione. “Dopo l’ubriacatura globale degli anni passati, ora ogni Paese sta rivalutando l’importanza di un’industria siderurgica locale competitiva e noi siamo pronti ad assecondare questa tendenza”, ha dichiarato il manager. Dopo decenni di globalizzazione, infatti, molti Paesi sono tornati a valorizzare una capacità produttiva locale efficiente e di qualità: Gruppo Danieli è pronto a fornire alle industrie locali strumenti attraverso i quali rafforzare la propria competitività. Sul fronte della produzione di DRI (Direct Reduced Iron), Giacomo Mareschi Danieli ha espresso entusiasmo per la partecipazione alla gara pubblica che verrà indetta a breve, dichiarandosi fiducioso della capacità tecnologica del Gruppo.

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Pier Silvio Berlusconi: MFE, i nostri professionisti decisivi per vincere le sfide del settore

Il raggiungimento dei risultati di rilievo presentati da MFE in anni segnati da “guerre, tassi di interesse alle stelle, inflazione, caro energia” passa anche attraverso il valore di quanti lavorano ogni giorno per la crescita del Gruppo: lo riconosce anche il CEO Pier Silvio Berlusconi, che annuncia ulteriori assunzioni.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: la squadra di MFE si amplia, oltre 300 ingressi nel 2023 e nuove assunzioni anche nel 2024 e 2025

Un anno da incorniciare”: così il CEO di MFE Pier Silvio Berlusconi ha definito il 2023 nel commentare i risultati presentati lo scorso 17 aprile. I principali indicatori economico-finanziari e la raccolta pubblicitaria raccontano di una crescita che è proseguita anche nel primo trimestre 2024 consolidandosi. Ma a impreziosire la performance di MFE, oltre ai risultati, sono anche le nuove assunzioni. In un anno in cui i colossi mondiali del settore media hanno tagliato quasi 100mila posti di lavoro, il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi si configura in controtendenza: “Noi abbiamo deciso, oserei dire per una questione di etica imprenditoriale, di tornare ad assumere. C’eravamo dati un obiettivo di 250 nuove assunzioni, posso dire che abbiamo chiuso con ben oltre 300 nuovi ingressi. E vorremmo fare la stessa cosa nel 2024 e nel 2025, assumendo soprattutto giovani e donne”.

Pier Silvio Berlusconi: MFE, nuove professionalità e competenze avanzate per disegnare il futuro del settore

Si legge anche in diverse iniziative a cui il CEO Pier Silvio Berlusconi ha preso parte il valore riconosciuto ai professionisti di MFE. “Abbiamo superato un brutto periodo, otterremo dei grandi risultati e devo ringraziare tutti voi”, aveva sottolineato lo scorso dicembre durante un incontro che ha coinvolto i dipendenti Mediaset, occasione anche per scambiarsi gli auguri natalizi. Più recente invece la partecipazione all’Open Day per i “figli di Striscia La Notizia”: intervenuto a sorpresa, ha parlato con i bambini rimarcando il valore del lavoro che i loro genitori portano avanti ogni giorno nel realizzare il programma. “Insieme siamo futuro”, ha ricordato in diverse occasioni il CEO Pier Silvio Berlusconi ai dipendenti. E quel futuro sarà disegnato anche da quanti sono entrati (o lo faranno a breve come da piano) nella squadra di MFE: “Non assumiamo solo data scientist o digital oriented già formati che hanno un loro ruolo già definito in azienda, ma anche giovani che formiamo singolarmente e che seguiremo nel corso della loro carriera. Tra loro ci sono i nostri manager del futuro”.

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Cristina Scocchia: un’autobiografia di coraggio e determinazione

Da gennaio 2022 AD di Illycaffè, Cristina Scocchia ha deciso di aggiungere una nuova dimensione alla sua carriera con l’esordio in qualità di scrittrice. Nel suo libro “Il coraggio di provarci. Una storia controvento” condivide la sua vita, intrecciata con la terra natale, Coldirodi, e la Liguria.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: la mia storia controvento

Cristina Scocchia ricopre ruoli di rilievo nei Consigli di Amministrazione di EssilorLuxottica e Fincantieri. Nonostante il suo riserbo naturale, ha deciso di raccontare la sua storia con l’obiettivo di trasmettere un messaggio potente: la fiducia in se stessi e nei propri sogni è fondamentale, anche quando sembrano irraggiungibili. “Quando la Sperling mi ha contattato, ho pensato che la mia storia controvento potesse testimoniare l’importanza di credere in se stessi e nei propri sogni”, racconta, sperando che attraverso il suo libro possa passare un messaggio nel quale crede profondamente: “Il punto di partenza non deve determinare chi siamo e chi vogliamo diventare”. L’AD riflette criticamente sulla meritocrazia, sottolineando come, pur essendo una realtà, sia ancora un’eccezione, specialmente in Italia. La distribuzione del talento è equa tra ricchi e poveri, tra uomini e donne, ma le opportunità per dimostrarlo non lo sono. “Spesso mi chiedo se sarei mai diventata AD a 40 anni se fossi rimasta in Italia e se avessi lavorato per un’azienda italiana”, riflette Cristina Scocchia mettendo in luce le sfide aggiuntive affrontate dalle donne nel nostro Paese.

Cristina Scocchia: il legame con Coldirodi e la Liguria

Rivolgendosi ai giovani, Cristina Scocchia incoraggia a non permettere che il punto di partenza e gli stereotipi definiscano chi si è o chi si vuole diventare. “Guardatevi dentro per capire qual è il vostro sogno e, una volta capito, provate a realizzarlo con impegno, passione e determinazione”, consiglia l’AD, sottolineando l’importanza di avere il coraggio di provarci, indipendentemente dal risultato. La sua storia è profondamente radicata a Coldirodi, nell’entroterra di Sanremo, dove ha vissuto fino a 18 anni. La manager ricorda con affetto il “microcosmo” della sua infanzia, circondata dall’affetto di una famiglia unita e di una comunità compatta. Le sue prime esperienze di leadership risalgono agli anni del Liceo, quando fu eletta rappresentante d’istituto e guidò gli studenti verso obiettivi comuni. Queste radici forti e sane, racconta, hanno permesso all’albero della sua vita di crescere e resistere alle sfide. “Coldirodi, con i suoi valori e le sue consuetudini mi ha regalato un’infanzia felice e – conclude Cristina Scocchiain una fase successiva, ha anche reso evidente ciò che sentivo nel profondo e che mi mancava. Poi mi ha sfidato: vallo a prendere”.

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Una ricerca sulla verifica dell’efficacia della formazione

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Una ricerca sulla verifica dell’efficacia della formazione

Una nuova ricerca dell’Associazione AiFOS e un questionario per indagare se e come gli operatori della sicurezza svolgano, abbiano svolto e intendano svolgere in futuro l’attività di verifica dell’efficacia della formazione.

 

La formazione, in materia di salute e sicurezza, è uno strumento essenziale per promuovere l’apprendimento di comportamenti, conoscenze e idonee prassi. Tuttavia, per raggiungere questi obiettivi la formazione deve essere efficace.

 

Nei luoghi di lavoro è, dunque, importante verificare e valutare l’efficacia della formazione per assicurarsi che i lavoratori abbiano acquisito le competenze necessarie per gestire i rischi, utilizzare correttamente le attrezzature e adottare comportamenti sicuri.

 

A questo proposito la legge 17 dicembre 2021, n. 215 ha modificato l’art. 37 del Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D. Lgs. 81/2008).

Al secondo comma dell’articolo 27 è stata inserita la lettera b) che demanda ad un futuro Accordo Stato Regionil’individuazione delle modalità della verifica finale di apprendimento obbligatoria per i discenti di tutti i percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro e delle modalità delle verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa’.

 

Partendo da queste prossime novità, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha avviato una nuova attività di ricerca – “La verifica dell’efficacia della formazione – Rapporto AiFOS 2024” – per raccogliere l’esperienza e l’opinione degli operatori della sicurezza in merito al presente e al futuro della verifica dell’efficacia della formazione.

 

Il lavoro di ricerca di AiFOS in materia di salute, sicurezza e formazione

L’Associazione AiFOS ha intrapreso una nuova attività di ricerca, arricchendo il lungo e prezioso percorso di indagine svolto negli anni. Un lavoro di ricerca che si basa sulla convinzione che solo attraverso un’informazione puntuale e continua riguardante le reali condizioni nei luoghi di lavoro, nonché la percezione e l’opinione degli attori della sicurezza aziendale, sia possibile ottenere spunti e suggerimenti validi per migliorare la formazione e la prevenzione.

 

Una panoramica delle attività di ricerca AiFOS avviate dal 2009:

  • 2009: condizione e sicurezza dei lavoratori
  • 2010: figura del formatore alla sicurezza
  • 2011: problematiche dei datori di lavoro
  • 2012: ruolo dei medici competenti
  • 2013: specificità e criticità dei coordinatori per la sicurezza nei cantieri
  • 2014: formazione in e-Learning
  • 2015: funzioni Organizzazione delle risorse umane e Sicurezza sul lavoro
  • 2016: sicurezza nelle strutture scolastiche
  • 2017: efficacia della formazione
  • 2018: collaborazione tra RLS, RSPP e Medico Competente
  • 2019: monitoraggio del Lgs. 81/2008
  • 2020: mutamenti del lavoro ai tempi del coronavirus
  • 2021: utilizzo della videoconferenza per la salute e sicurezza
  • 2022: impatto e adozione dei sistemi di gestione
  • 2023: qualificazione del formatore alla sicurezza

 

La nuova ricerca AiFOS sulla verifica dell’efficacia della formazione

La nuova ricerca, che andrà a costituire il futuro Rapporto AiFOS 2024, riguarda “La verifica dell’efficacia della formazione” e prende spunto dalle novità normative relative all’atteso Accordo Stato-Regioni che individuerà le modalità delle verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa.

 

Emerge, infatti, la consapevolezza del legislatore di considerare la verifica dell’efficacia della formazione come strumento di prevenzione. Questo perché valutare l’efficacia della formazione significa verificare che ciò che si è appreso a livello formativo si sia tradotto nella percezione e nei comportamenti del singolo partecipante ai corsi di formazione.

 

È dunque quanto mai utile ed opportuno dedicare la ricerca AiFOS 2024 al tema della verifica dell’efficacia della formazione, al fine di indagare se e come gli operatori della sicurezza svolgano, abbiano svolto e intendano svolgere in futuro questa attività, che con l’emanazione del futuro Accordo Stato-Regioni diventerà obbligatoria.

 

Il link per visionare e compilare il questionario sulla verifica dell’efficacia della formazione:

https://bit.ly/Sondaggio-verifica-efficacia-formazione

 

Le informazioni sulla compilazione del questionario per i formatori qualificati

Nel questionario, che raccoglierà i dati in forma aggregata e anonima, sarà possibile presentare sia le esperienze sulle eventuali attività di verifica già in essere che le opinioni e risposte sul tema.

Ad esempio, quanto si ritiene utile che ogni azienda si doti di uno strumento di verifica dell’efficacia della formazione? Ogni quanto dovrebbe essere svolta questa attività? Quali sono gli strumenti più idonei per la verifica? Quali potrebbero essere le azioni correttive in caso di una formazione che risulti poco efficace?

 

Come sottolineato da Rocco Vitale, Presidente di AiFOS, la posizione di AiFOS “è da sempre a favore della verifica dell’efficacia”. A favore di una verifica dell’efficacia “che serva da stimolo per il mercato della formazione in materia di salute e sicurezza verso modalità più interattive e funzionali, per rifuggire una formazione che sia solo ‘sulla carta’ o un mero adempimento burocratico”. E anche da un punto di vista tematico, quindi, “l’attività formativa dovrà abbracciare e affrontare sempre più le tematiche affini all’attività lavorativa dei discenti per una tutela ficcante e tangibile”.

 

Invitiamo, dunque, tutti gli operatori a compilare i questionari e diffondere il link ad altri colleghi, al fine di ampliare il campione rappresentativo che costituirà la base della ricerca.

 

Chi volesse avere ulteriori informazioni può fare riferimento a AiFOS via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia tel.030.6595031 – fax 030.6595040 – [email protected].

 

13 giugno 2024

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Giuseppina Di Foggia: un percorso manageriale tra telecomunicazioni e settore energetico

Cavaliere del Lavoro, donna tra le 100 più influenti del Paese secondo “Forbes”, leader di alcune delle più importanti realtà del Paese: Giuseppina Di Foggia ha maturato un percorso professionale di alto profilo, culminato con la nomina come AD e DG di Terna, gestore della rete elettrica italiana.

Giuseppina Di Foggia

Il percorso di Giuseppina Di Foggia: dagli studi alla nomina come AD e DG di Terna

Giuseppina Di Foggia ha manifestato durante il suo percorso formativo un profondo interesse verso le scienze, la tecnologia e l’innovazione, che l’ha portata a intraprendere gli studi in Ingegneria Elettronica presso l’Università La Sapienza di Roma, dove si è laureata, superando in seguito l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione. Successivamente, ha arricchito la propria formazione con un Master in Professional Program Management presso lo Stevens Institute of Technology del New Jersey e corsi di specializzazione presso la SDA Bocconi di Milano e la Luiss Business School di Roma. Operando nel settore delle telecomunicazioni, Giuseppina Di Foggia ha lavorato allo sviluppo della rete mobile di terza generazione in progetti sostenuti dall’Unione Europea, per poi assumere una serie di cariche di sempre maggiore responsabilità presso società quali Lucent Technologies Bell Labs Innovations, Alcatel-Lucent. È nel 2020 che la sua carriera segna un cambio di passo: viene infatti nominata AD di Nokia, una delle più influenti società del settore. Successivamente, passa al comparto energetico assumendo la carica di AD e DG di Terna, principale gestore della rete elettrica italiana.

Giuseppina Di Foggia: premi e riconoscimenti

Giuseppina Di Foggia ha ricevuto importanti riconoscimenti nel corso della sua carriera. Nel 2021 è stata nominata Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana per il suo impegno nell’ambito “Tecnologie, informazione e comunicazione”. Nello stesso anno, “Forbes Italia” l’ha inclusa tra le 100 donne più influenti per leadership e creatività, premiandola anche come miglior AD dell’anno nella categoria TLC. Tale riconoscimento è stato ulteriormente consolidato nel 2022 con il Premio Margutta per la sezione imprenditoria, onorificenza di prestigio che celebra le personalità che maggiormente si sono distinte per merito, talento e creatività. Giuseppina Di Foggia, parallelamente al suo ruolo in Terna, è anche attivamente coinvolta nelle attività di numerosi consorzi e società. È membro del Consiglio Direttivo di Assolombarda e dell’Advisory Board del B7 Italy 2024, e fa parte del Consiglio di Amministrazione della Luiss Business School e dell’Advisory Board di Sole24Ore Formazione. In passato, ha ricoperto importanti incarichi nel CdA di GPI S.p.A., nell’Executive MBA della LUMSA e nell’Advisory Board di Confindustria per gli investitori esteri.</p

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