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Il bisogno di trattamenti estetici nel dopo lockdown

Nella fase immediatamente successiva al lockdown forzato per la pandemia per il Covid-19, sono stati richiesti molti più trattamenti estetici da parte delle clienti di tutta Italia.

Le prenotazioni per tutti i servizi di bellezza nei centri estetici sono infatti sono lievitate del +146% rispetto ai lunedì precedenti alla quarantena, secondo un’apposita ricerca. Finalmente le italiane, dopo mesi nell’arrangiarsi con il fai da te casalingo, hanno potuto affidarsi a dei professionisti e a delle professioniste nei centri adibiti alla cura della bellezza e del benessere.

Quali trattamenti sono stati al top? In primis la ceretta, che è stata subito seguita dal taglio capelli per gli uomini, poi è venuta la ceretta Hollywood (che sarebbe la depilazione totale della zona dell’inguine), infine la ceretta al viso e la manicure di tipo semipermanente.

Dopo essere rimaste chiuse tra quattro mura, faticando tra smart working, la gestione della casa e i rapporti con i fidanzati e mariti, le italiane hanno cercato un poco di relax e trattamenti per la cura della bellezza in gran quantità, proprio come rivalsa al periodo più duro della pandemia

Affidarsi alle mani di esperte della cura del corpo è stato per loro un vero toccasana per l’umore. Anche lasciandosi andare a non far nulla per oltre un’ora di trattamento.

Gli esperti dei saloni di bellezza parlano di richieste di trattamenti combinati di 2-3 ore, proprio per ricostruire quella fiducia nella propria bellezza dopo un periodo difficile attraversato un poco da tutte.

Trattamenti molto richiesti, anche perché rilassanti, sono stati ad esempio il massaggio del viso, adatto a tutte le età. In questo caso si utilizzano pressioni, si sfiora il viso e si effettuano movimenti rotatori.

Per riuscire a scorrere meglio con le dita sul viso, l’estetista in questo caso usa degli oli o o delle creme per ogni tipologia di pelle delle clienti. Questo tipo di massaggio riduce i gonfiori e stimola la microcircolazione.

Tutto ciò fa ridurre le rughe d’espressione e i cedimenti della cute. Bisogna notare che nella faccia vi sono una quarantina di muscoli: se sono in forma, il viso di una donna risulterà tonico, proprio come accade sul resto del corpo.

Un centro estetico per essere all’avanguardia in tutte le serie di trattamenti estetici possibili, deve avere due fattori fondamentali:

–         Attrezzature e prodotti usati avanzati, aggiornati agli ultimi ritrovati in fatto di bellezza e cura del corpo

–         Personale esperto e qualificato, che sa intervenire perfettamente sui corpi dei clienti, senza tralasciare neanche un dettaglio di tutto ciò che riguarda il trattamento.

Quando il cliente e la cliente di un centro estetico, come è accaduto nel dopo pandemia, sono alla ricerca di un trattamento estetico, non si tratta solo di una cura per la bellezza, ma di trovarsi magicamente in una vera e propria oasi del benessere dopo magari giorni di lavoro, fatica, stress quotidiani.

Durante il periodo del lockdown del 2020, le italiane hanno sentito la forte necessità di trovare evasione successivamente evasione da quella gabbia forzata che era diventata la propria casa.

Evasione e benessere trovati nei centri estetici di fiducia, dove il rimettersi in sesto è stato coniugato con estreme sensazioni di relax e di benessere.

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Energy Talks: l’AD di Eni Claudio Descalzi all’evento di RCS Academy

La velocità del cambiamento green dipenderà in buona parte dalla capacità delle istituzioni, delle aziende e dei consumatori di lavorare insieme: le riflessioni dell’AD di Eni Claudio Descalzi, intervistato in occasione dell’Energy Talks “Energia e Imprese, Operazione Green Deal” di RCS Academy.

Claudio Descalzi

Energy Talks, l’invito di Claudio Descalzi: collaborare per rendere la transizione energetica più veloce ed equa

In Eni “siamo sempre in transizione” ma oggi sicuramente “è tutto più accelerato” e “irreversibile”: a sottolinearlo è l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, intervenuto lo scorso 21 ottobre al forum “Energia e Imprese, Operazione Green Deal” nell’ambito degli Energy Talks di RCS Academy. “Da quando l’energia è il motore della civiltà siamo sempre stati in transizione. Oggi le nuove fonti di energia incalzano le vecchie: dobbiamo ridurre la componente carbonica mantenendo la sicurezza energetica”, ha spiegato l’AD parlando delle sfide che il mondo dell’energia è chiamato ad affrontare nell’immediato futuro. Secondo Claudio Descalzi la capacità delle istituzioni, delle aziende e dei consumatori di lavorare insieme si rivelerà determinante nel velocizzare il cambiamento green: “Se il sistema viene lasciato a se stesso e al mercato vinceranno sempre le fonti di energia più accessibili, meno costose e che comportano minori interventi sulle infrastrutture”. In quest’ottica “saranno cruciali gli incentivi”: oggi infatti le rinnovabili rappresentano solo il 2% nel settore energy, nonostante su questo fronte siano stati investiti 3,5 trilioni di dollari.

Eni, l’AD Claudio Descalzi: occorre un mix energetico sempre più efficiente nel ridurre le emissioni

“Ci troviamo in una emergenza ambientale”, ha evidenziato Claudio Descalzi intervenendo agli Energy Talks di RCS Academy: occorre quindi “creare un processo di trasformazione più veloce di quanto fatto in passato” e allo stesso tempo “più equo” in modo da non lasciare fuori i Paesi sottosviluppati, perché “l’energia è vitale come l’acqua”. Fondamentale è “essere moderati” dal momento che “è difficile abbandonare qualcosa che costa poco” e “pensare a un mix energetico che per gradi diventi sempre più efficiente nel ridurre le emissioni“: in questa prospettiva è più appropriato lavorare su prodotti in grado di sfruttare le infrastrutture disponibili, come ha spiegato Claudio Descalzi. È il caso, ad esempio, dei biocarburanti testati per i motori dei mezzi pesanti: “L’idea è che funzionino sull’esistente in modo da non stravolgere i processi produttivi e le catene di montaggio”. L’AD ha invitato infine ad essere “pragmatici” e a scegliere “un mix energetico meno impattante”, puntando sulla condivisione e sulle tecnologie, oltre che sulla capacità e sulle competenze acquisite sinora.

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Orologi Casio Milano, il must-have per l’ora esatta

 

Quanti anni avevi quando hai scelto o ricevuto il tuo primo casio Milano? Un orologio intramontabile unisex che non ha target precisi di età. La sua particolarità è che piace proprio a tutti, senza distinzione tra uomo e donna. Si tratta di un pezzo di gioielleria che risale al 1974, quando venne sviluppato il quadrante digitale per facilitare la lettura dell’ora, in modo da riconoscere chiaramente sia i minuti che i secondi. L’evoluzione del Casio continua nel 1988, quando la maison decide sviluppare funzionalità dedicate a chi pratica sport, o in genereale per chi ha uno stile di vita attivo. L’obiettivo era fornire un prodotto ancora più performante anche per le attività del tempo libero, compresi i viaggi.

 

Scegli l’orologio indistruttibile Casio

 

Il Casio Milano è veramente così! Creato da un’idea del giapponese Kikuo che, dopo uno spiacevole evento, decise di creare un orologio estremamente resistente. Aveva ricevuto come regalo questo orologio, ma cadde e si ruppe così, decise di sviluppare una versione adatta a tutti e a qualsiasi imprevisto. Questo tipo quindi, accompagnava il polso di chi lo sceglieva nelle attività più disparate e per lunghissimo tempo. Infatti, la resistenza veniva misurata attraverso ripetuti esperimenti, facendo cadere l’oggetto da altezze sempre più elevate. Il fine era di misurarne la solidità, che raggiunse i 10 metri di altezza. Oltre a questa caratteristica fondamentale venne calcolata la performance a contatto con la pressione dell’acqua, in questo caso sono stati raggiunti i 20 metri. Ma le sorprese non finiscono qua: se si avesse intenzione di intraprendere un viaggio in Siberia o in Alaska, l’orologgio Casio sarebbe il primo oggetto da portare con sé, dato che funziona anche a basse temperature, -20° per precisione. Chi invece preferisce attività lungo la costa, può tranquillamente indossare il Casio Milano durante le escursioni subaque, l’orologio resiste fino a 200 metri sotto il livello del mare.

 

Il casio cresce con te

 

La sua vita dura attorno ai 10 anni, e durante questo tempo ne accadono di cose…Lui sarà sempre presente. La tecnologia ha permesso di sviluppare un orologio che resiste a tutto anche al passare del tempo! Quindi, se sei indeciso sul regalo da prendere per il tuo migliore amico, nonna, zio, mamma, scegli uno dei mille modelli Casio e andrai sul sicuro. È un pezzo di classe che non può mancare nel cofanetto di nessuno. L’orologio ti garantisce l’ora esatta grazie alla tecnologia di radiocontrollo. Infatti, è collegato a segnali da tutta Europa, Nordamerica, Canada e molti altri. L’attenzione ai dettagli è un’altra nota distintiva del Casio Milano, che ha garantito la creazione di un orologio con la priorità assoluta di fornire l’ora esatta, ma che offre a chi lo usa altre funzionalità particolari. Il Casio è di classe e quanti stilisti sostengono che gli accessori siano fondamentali per dare quel tocco in più all’outfit quindi, non resta che seguire il consiglio degli esperti e trovare l’esemplare Casio perfetto. In definitiva, questa tipologia di orologio non vuole imporre la propria idea di stile anzi, cerca di andare incontro ad ogni minimo desiderio grazie alla varietà di modelli disponibili.

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Come creare una linea di borse

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  • 6 Febbraio 2021

Le borse sono un accessorio che fa parte di ogni donna, ne hai mai vista una senza? Le donne nelle loro borse portano cellulari, diari, trucco, medicine, fazzoletti e cose che il resto del mondo non capirà mai. Se stai pensando di  creare la tua linea di borse per dare un nuovo approccio glamour a questo accessorio sempre moda, così importante per l’universo femminile, fai davvero bene e per questo ci sentiamo di darti alcuni consigli.

Aspetti da considerare quando si vuol creare una linea di borse

 Quando si pianifica la creazione e il lancio di qualsiasi articolo di abbigliamento o moda, dobbiamo considerare i seguenti aspetti:

A chi è destinato?  Questa è la prima domanda che dobbiamo porci. Ovviamente la risposta generica è “le donne”, ma di quale età? Con quale potere d’acquisto? Con che tipo di gusti? La risposta a queste domande ti darà la soluzione:

Materiale: a  seconda del segmento di mercato su cui focalizzi le tue borse, dovrai optare per un materiale adeguato. Potrai decidere di realizzarle in pelle, camoscio, similpelle, stoffa, tela o tessuto, tra le tante opzioni a tua scelta.

Il design: il design da adottare varia anche in  base all’età delle persone cui proponi le tue borse quando crei la tua linea personale. Dunque devi scegliere bene il design: le opzioni sono: a righe, a pois, con arabeschi, lisce, a fiori, tra le tante opzioni che scoprirai di avere.

Forma : la forma ha molto a che fare con il look della borsa. Se è una borsa formale, tenderà ad essere quadrata, rettangolare o rigida;  se è una borsa informale, la sua forma tenderà ad avere contorni più flessibili e malleabili.

Fai la differenza:  devi pensare a qualcosa che faccia la differenza tra te e i tuoi concorrenti. Può essere qualcosa del design, colore, qualità, dettagli che la borsa include, tra le altre cose. Pensa ad esempio a degli strass: esistono aziende che si occupano proprio della produzione minuterie metalliche e mettono a tua disposizione gli accessori di cui hai bisogno per completare la tua borsa.

Sei pronta allora a tuffarti nel mondo del fashion e lanciare la tua linea di borse?

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Come conservare il vino in casa?

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  • 4 Febbraio 2021

conservare il vino in casa

Conservare il vino per lunghi periodi in casa è possibile. Ciò richiede soltanto il dover seguire alcune linee guida di base. Di seguito presentiamo alcuni principi fondamentali per la conservazione del vino in casa affinché mantenga inalterate le sue caratteristiche, mentre per la scelta del vino migliore ti rimandiamo alla rubrica dedicata su Montenapo Daily.

Come regola generale, il vino va conservato in un luogo ventilato , al riparo dalla luce , dalle vibrazioni e a temperatura costante. Vediamo nel dettaglio cinque aspetti fondamentali per conservare correttamente il vino:

Umidità

È preferibile conservare il vino in un ambiente con presenza di umidità, privo di odori forti e anche rumori o campi elettromagnetici (provenienti ad esempio da apparecchi elettrici).

Movimenti

Il vino dovrebbe muoversi il meno possibile: più il vino è vecchio, più è probabile che si rovini a causa di movimenti o vibrazioni.

Luce

Sebbene a molte persone piaccia esporre le bottiglie in bella vista, ciò va evitato: è meglio tenere le bottiglie in un luogo buio dato che la luce può rovinare un vino, soprattutto quelli bianchi.

Ventilazione

L’umidità e la posizione di conservazione orizzontale sono fattori determinanti per la buona conservazione del tappo: per questo motivo deve esserci una buona ventilazione in cantina, evitando così gli odori di muffa o marciume.

Temperatura

Il vino deve essere conservato ad una temperatura costante tra i 5ºC e 18ºC: il punto ottimale è compreso tra 10ºC e 12ºC. È bene evitare sbalzi di temperatura improvvisi e frequenti. Una cantina può variare la sua temperatura, senza complicazioni per il vino, tra l’inverno e l’estate di +/- 5ºC. Ciò diventa un problema se questa variazione avviene settimanalmente, o anche giornalmente (alternanza notte-giorno). I repentini sbalzi di temperatura interessano principalmente il tappo, che cambia di dimensione e permette al vino di fuoriuscire.

Seguendo questi semplici consigli sarà possibile conservare adeguatamente il vino in casa, mantenendone inalterate le caratteristiche.

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Riciclo oro dai Computer Grazie ad Enea Possibile Anche in Italia

Riciclo oro e di altri metalli è una attività che nei prossimi anni potrebbe diventare centrale per una ripresa economica sostenibile e allo stesso tempo conveniente anche per i fornitori.
Fino ad oggi le attività di riciclo oro, in particolar modo dalle vecchie schede dei pc, era un genere di lavoro che veniva svolto nei paesi del nord europa oltreché da paesi come il Giappone.
Adesso sembra che anche l’italia possa entrare nel business del riciclo oro dai rifiuti tecnologici, la notizia arriva da Enea che ha adottato un metodo a basso impatto ambientale.
Ad oggi la totalità dell’oro riciclato passava attraverso i compro oro Firenze o di altri luoghi di italia, vecchi gioielli ed oggetti in oro vegono acquistati anche se rotti o in cattive condizioni.
Il volume di affari dei compro oro in alcuni momenti ha avuto dei picchi importanti nel nostro paese, tanto che in alcuni anni l’italia è stato un paese esportatore di oro nonostante non abbia alcuni miniera aurifera in attività.
Adesso il riciclo di oro e altri metalli come: argento, platino, palladio, rame, stagno e piombo, potrebbe essere effettuato anche da vecchie schede di pc ed in futuro prossimo da ogni genere di oggetto tecnologico o elettrico.
Si chiama, Romeo (Recovery of Metals by hydrOmetallurgy) il metodo che permette una recupero del 95% nell’estrazione di oro e altri metalli.
Per la ripresa e per una svolta produttiva a basso ambientale il lavoro di Enea potrebbe andare a colmare una lacuna strategica per l’italia, fino ad oggi nel nostro paese venivano eseguite solo le fasi iniziali per poi essere estratto in altri paesi europei.
In alcuni paesi, grazie anche ad aiuti statali il settore del riciclo di oro a altri metalli da computer e ben avviato, una questione importante che contribuirebbe a risolvere la carenza di alcuni tipi di metalli necessari al settore tecnologico stesso per realizzare nuovi prodotti.

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Le differenze tra mascherina chirurgica e FFP2

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  • 4 Febbraio 2021

mascherine

Secondo quanto previsto dalla normativa vigente in tema di sicurezza sanitaria, è necessario indossare una mascherina protettiva quando si è all’aperto o comunque in presenza di persone che non fanno parte del ristretto ambito familiare. Questa necessità è dovuta dal fatto che si cerca in maniera efficace di impedire al virus di diffondersi e dunque di passare velocemente da una persona all’altra.

Il Covid-19 ha Infatti cambiato le nostre abitudini e lo stile di vita, e dobbiamo tutti in qualche modo adeguarci a questo nuovo modo di vivere che probabilmente ci accompagnerà ancora per qualche mese. Proprio la mascherina è uno degli strumenti più efficaci per evitare al virus di diffondersi e dunque di proteggere noi e le persone che ci stanno vicine.

Le differenze tra mascherina chirurgica e FFP2

Tante sono le persone che adoperano ancora le classiche mascherine chirurgiche, mentre sono numerose anche le persone che adoperano le FFP2. La differenza tra le due è sostanziale in quanto le mascherine chirurgiche, tipicamente a tre strati, hanno una buona capacità filtrante verso l’esterno ma una scarsa capacità filtrante verso l’interno. Questo è il motivo per il quale le mascherine chirurgiche proteggono gli altri ma non la persona che le indossa, e dunque diventano efficaci solo nel momento in cui tutte le persone le indossano.

Al contrario invece, le mascherine FFP2 sono in grado di proteggere non solo gli altri, ma anche la persona che la indossa data la loro ottima capacità filtrante anche verso l’interno. Per questo motivo si parla di mascherina FFP2 come sistema di protezione individuale. Per essere certi di avere individuato una mascherina FFP2 a norma di legge bisogna controllare se sulla confezione sono riportate tutte le diciture e certificazioni previste dalla legge. Sul sito mascherine.it è possibile trovare le mascherine FFP2 di cui hai bisogno, con spedizione gratuita per importi superiori a €49.

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Pierfrancesco Latini all’evento “Doing agri-business in Sub-Saharan Africa”: SACE sempre al fianco del Made in Italy

Intervenuto all’evento “Doing agri-business in Sub-Saharan Africa”, l’AD di SACE Pierfrancesco Latini ha spiegato perché i territori africani siano così strategici e importanti per la crescita del business delle PMI italiane.

Pierfrancesco Latini, AD Sace

Pierfrancesco Latini: le grandi potenzialità dell’Africa subsahariana

SACE, insieme alle ambasciate italiane, è sempre al fianco delle aziende che puntano ad espandere il proprio business e a portare il Made in Italy in un’area con così tante potenzialità come quella dell’Africa subsahariana: è questo il messaggio che riassume le parole dell’Amministratore Delegato di SACE Pierfrancesco Latini, intervenuto all’evento “Doing agri-business in Sub-Saharan Africa”. Organizzato da Confindustria in collaborazione con E4Impact Foundation, l’appuntamento ha permesso di analizzare le crescenti opportunità che in questo momento difficile l’area subsahariana offre alle imprese, grazie anche a una popolazione giovane e in espansione. “In Africa oggi c’è un clima molto più favorevole al business rispetto al passato”, ha dichiarato Pierfrancesco Latini. “La credibilità del Governo e delle istituzioni locali hanno un ruolo chiave in questa nuova direzione. L’infrastruttura governativa africana oggi è solida e in grado di iniziare a guardare in là, verso il futuro delle politiche economiche”. In un’era caratterizzata dal protezionismo, in queste regioni si punta invece al free trade.

Pierfrancesco Latini: perché le industrie italiane troveranno in Africa un terreno fertile

Ad oggi oltre 700 aziende italiane operano nell’Africa subsahariana in moltissimi settori diversi quali energia, costruzione e trasporti. “Per un’Area in cui l’agricoltura occupa il 60% della popolazione e contribuisce a oltre il 20% del PIL, l’Italia rappresenta un partner strategico, grazie anche ad una tradizione comune radicata proprio in questo settore”, ha dichiarato Pierfrancesco Latini. Come ha spiegato l’AD di SACE, l’Italia ha un altro vantaggio: rispetto ai Paesi europei che sono presenti fortemente sul territorio ma solo in un numero esiguo di nazioni, le aziende italiane sono disseminate su tutto il territorio africano, con grandi potenzialità di esplorare ulteriormente settori chiave come quello manifatturiero e delle infrastrutture. Pierfrancesco Latini ha ricordato che il 2019 è stato un anno importante per realizzare progetti come la prima smart city in Kenya, la prima università di scienze agrarie e sviluppo sostenibile in Ghana e le strutture sportive legate alla Africa Cup in Camerun.

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Decarbonizzazione, Francesco Starace: “Vantaggio competitivo per il nostro sistema europeo”

Lo scenario finanziario attuale spinge sugli investimenti sostenibili: Francesco Starace plaude alle politiche UE sulla decarbonizzazione e commenta il percorso di transizione di Enel.

Francesco Starace, AD Enel

Ue e sostenibilità, Francesco Starace: "Accelerazione di un percorso già tracciato"

Lo scorso 22 settembre è stata inaugurata la prima giornata del Festival dello Sviluppo Sostenibile: l’evento, organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e giunto alla sua quarta edizione, nasce con lo scopo di sensibilizzare sul tema cittadini, imprese, associazioni e istituzioni. Francesco Starace , Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, è intervenuto come relatore al workshop "Soluzioni per un’Europa resiliente e sostenibile". Il manager ha commentato il recente balzo in avanti che l’Unione Europea sta attuando sulla decarbonizzazione: "Questa Commissione ha deciso di spingere verso un’economia completamente decarbonizzata. L’Europa sta facendo molto bene ad accelerare in quella direzione". Attualmente i mercati finanziari internazionali sono alla ricerca di investimenti nel campo della sostenibilità: "L’Ue attrae oggi circa il 50% degli investimenti sostenibili in giro per il mondo: questo è un vantaggio competitivo per il nostro sistema europeo – ha osservato Francesco Staracequanto più diventa coscienza comune e un dato di fatto della politica tanto più viene a essere utilizzato".

Decarbonizzazione, Francesco Starace: "Enel ha già superato punto di non ritorno"

L’Unione Europea si trova dunque in una fase di forte accelerazione verso un’economia fondata su sostenibilità e decarbonizzazione. Una strategia testimoniata dal recente Next Generation Eu Fund, lo strumento da 750 miliardi per la ripresa post-Covid che mette al centro crescita sostenibile e resiliente. Secondo Francesco Starace, si tratta di un "percorso già tracciato". Oggi il Gruppo è più che mai pronto alla sfida della transizione energetica: "Enel pensa di riuscire a raggiungere la decarbonizzazione completa prima di quanto previsto", ha dichiarato l’AD. Negli ultimi anni, la multinazionale ha puntato molto sullo sviluppo delle energie rinnovabili, tanto da aver già "superato il punto di non ritorno" sul processo di decarbonizzazione. Un percorso lungo e complesso, tanto che il Piano Industriale 2021-2023 del Gruppo potrebbe contenere linee guida a 10 anni: "Pensiamo di compiere questa nostra traiettoria a una decarbonizzazione completa in tempi più brevi di quanto prima sembrasse possibile – ha dichiarato Francesco Staraceabbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo e oggi sappiamo che avevamo ragione".

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B20 Italy, Claudio Descalzi: Covid-19 ha evidenziato interconnessione globale

Claudio Descalzi è uno dei manager selezionati alla guida delle Task Forces a lavoro sui temi da portare al G20, presieduto quest’anno dall’Italia.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: quattro le priorità sul tavolo in tema di sostenibilità

"Nel nostro lavoro intendiamo concentrarci su quattro emergenze globali prioritarie: malattie infettive, disastri ambientali, guasti alle infrastrutture informatiche e migrazione forzata": a parlare è Claudio Descalzi, intervenuto alla presentazione della nuova Task Force del B20 Italy, che si occuperà dei temi chiave dell’agenda economica globale in vista del G20 di Roma previsto il prossimo ottobre. Presieduto dall’Amministratore Delegato di Eni, l’Action Council on Sustainability and Global Emergencies si aggiunge alla lista dei team formati da Confindustria per formulare proposte di policy da portare all’attenzione del Vertice dei Capi di Stato. I lavori del Business Summit partiranno il prossimo 21 gennaio e si concluderanno nel mese di luglio. La Task Force guidata da Claudio Descalzi opererà per offrire soluzioni contro le "minacce potenziali per il raggiungimento degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dalle Nazioni Unite".

Claudio Descalzi: 2020 anno drammatico, fondamentale proteggere le economie

Di fronte all’attuale periodo storico, l’obiettivo dell’Action Council è quello di trasmettere ai Governi del G20 le azioni politiche ed economiche per una ricostruzione più sostenibile. "Senza dubbio il 2020 è stato un anno drammatico – ha commentato Claudio Descalzilo scoppio della pandemia di Covid-19 ha esposto la fragilità del nostro mondo alle emergenze globali e ha dimostrato quanto i nostri sistemi siano interconnessi: una crisi locale può trasformarsi rapidamente in un’emergenza globale, capace di colpire le società, le economie e l’ambiente in tutto il pianeta". Per questo, secondo il manager, c’è bisogno di coinvolgere tutti gli attori più importanti a livello globale in un percorso che possa ridisegnare il futuro: "Ci impegniamo per consentire alla comunità imprenditoriale di ridurre i rischi e le conseguenze derivanti dalle emergenze globali. Un insieme di politiche efficaci è fondamentale per le imprese e i governi di tutto il mondo, per proteggere le economie e le persone da rischiosi effetti domino e per gettare le basi di economie più verdi, più inclusive e di società più forti e resilienti", ha concluso Claudio Descalzi.

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Alessandro Benetton: come lo sport può aiutare a migliorare il proprio business

Sono numerose le qualità che servono per avere successo come imprenditori: secondo Alessandro Benetton, molte di queste possono essere migliorate grazie allo sport.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: le similitudini tra sport e imprenditoria

Fondatore di 21 Invest, in passato Presidente di Formula 1 e oggi alla guida di Cortina 2021, Alessandro Benetton conosce bene sia il mondo dell’imprenditoria che quello dello sport. Sicurezza, istinto, pianificazione: tutte caratteristiche che servono per ottenere risultati in entrambi i mondi. L’imprenditore ha affrontato l’argomento nella sua rubrica Youtube #UnCaffèConAlessandro, una serie di appuntamenti dedicati al mondo del business e ai suoi legami con l’arte, l’attualità e, appunto, lo sport. Uno dei modi per migliorare le qualità che servono per avere successo nel proprio percorso professionale è dedicarsi all’attività sportiva. E sono tre i motivi principali dietro questa connessione: “Per essere un buon imprenditore è necessario trovare il giusto equilibrio tra pianificare e improvvisare. Bisogna essere analitici e precisi, si deve studiare ogni possibile scenario nel minimo dettaglio, ma non bisogna mai farsi ingabbiare dalla pianificazione. Serve anche saper improvvisare, seguire l’istinto: la stessa cosa è fondamentale nello sport”. Come testimonianza della sua esperienza, nel video Alessandro Benetton porta l’esempio di una delle sue passioni, lo sci d’alpinismo, sport in cui è essenziale conoscere bene la montagna e soprattutto il percorso: “Ma una volta che sei con gli sci ai piedi e la neve che scorre veloce bisogna affidarsi all’istinto e trovare il percorso giusto al momento, senza pensarci troppo. Grazie allo sport sono riuscito a capire come trovare questo equilibrio anche quando lavoro”.

Alessandro Benetton: errori e limiti, gli insegnamenti dello sport

Per diventare un grande imprenditore ci si deve migliorare ogni giorno. Bisogna prestare attenzione ad ogni singolo dettaglio ma allo stesso tempo saper improvvisare. Per farlo, spiega Alessandro Benetton, è importante sapere sempre che, nel business come nello sport, a volte basta un piccolo errore per perdere tutto: “Pensate ad esempio alla Formula 1: ogni microscopica imperfezione della scocca, una traiettoria sbagliata di pochi centimetri, un millesimo di secondo in più ai box possano fare la differenza tra vittoria e sconfitta. Le cose funzionano esattamente allo stesso modo quando si gestisce un’impresa: essere perfetti nei piccoli dettagli è la chiave per vincere”. Ultimo ma non per questo trascurabile, praticare sport mette di fronte anche ai propri limiti: “Tornando all’esempio dello sci, quando sei in cima alla pista c’è un preciso istante in cui devi guardarti dentro e decidere se quella che hai di fronte a te è una sfida alla tua portata, anche perché sai che una volta partita l’unico modo per arrivare in fondo è affrontare la discesa”. Conoscere i propri limiti è l’unica strada per superarli. Alessandro Benetton porta l’esempio di Alex Zanardi: “L’uomo che più di chiunque altro ha dimostrato come lo sport possa ispirare il mondo ha detto ‘lo sport non costruisce la personalità, ma la rivela’. Se volete sapere che tipo di persona e imprenditore potete essere, fate sport e lo capirete”.

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Terna presenta il Piano 2021-2025: le considerazioni dell’AD e DG Stefano Donnarumma

Terna, nei prossimi cinque anni investimenti per contribuire significativamente alla ripresa e portare benefici a tutti gli italiani: le parole dell’AD e DG Stefano Donnarumma.

Stefano Donnarumma, AD Terna

Terna, l’AD e DG Stefano Donnarumma lancia Driving Energy, il Piano Industriale per il quinquennio 2021-2025

Rappresentano un formidabile volano per la ripresa gli investimenti previsti da Terna nel quinquennio 2021-2025 e "porteranno benefici a tutti gli italiani": lo ha sottolineato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma in occasione della presentazione del nuovo Piano Industriale. Il Gruppo nel prossimo quinquennio mette in campo 8,9 miliardi di euro per lo sviluppo, l’ammodernamento e il rafforzamento della rete di trasmissione elettrica nazionale. Investimenti in crescita del 22% rispetto al piano precedente per "rafforzare il fondamentale ruolo di Terna non solo per il sistema elettrico nazionale, ma per tutto il nostro Paese, con uno sguardo al contesto mediterraneo di cui l’Italia è il naturale hub energetico". Non a caso per l’estero il Gruppo punta ad investire 300 milioni di euro in nuovi progetti, soprattutto in Sud America. Restando in Italia invece, Terna ha stanziato 5,4 miliardi di euro per la razionalizzazione delle reti nelle principali aree metropolitane del Paese, incrementare le interconnessioni con l’estero e accrescere la capacità di trasporto tra le diverse zone di mercato risolvendo le congestioni attualmente presenti. Sono 2,4 i miliardi di euro previsti per attività di rinnovo ed efficienza degli asset. In sicurezza invece 1,2 miliardi di euro, necessari a sostenere gli interventi per la regolazione della tensione e alla stabilità dinamica del sistema elettrico, quali, ad esempio, l’installazione dei compensatori sincroni nei punti più critici della rete. L’obiettivo, come indicato dall’AD e DG Stefano Donnarumma, è "consegnare alle prossime generazioni un sistema elettrico sempre più affidabile, efficiente e decarbonizzato".

Piano Industriale 2021-2025, Stefano Donnarumma: sostenibilità e digitalizzazione al centro

Il Piano industriale 2021-2025 è stato chiamato Driving Energy, a conferma di come la nuova strategia intenda sottolineare il ruolo di Terna quale "regista" e abilitatore della transizione energetica. Lo ha evidenziato anche l’AD e DG Stefano Donnarumma nel corso della presentazione: "L’Italia ha delle opportunità eccezionali: Terna, regista e guida del sistema elettrico, vuole renderle possibili". La sostenibilità è il fulcro del Piano: secondo i criteri della Tassonomia Europea in corso di definizione, il 95% degli impieghi di Terna sono per loro natura sostenibili. Ora, con questi nuovi investimenti record, si guarda al Green New Deal europeo e al Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima: su tutti la riduzione del 55% delle emissioni al 2030, per arrivare a zero emissioni al 2050. Fondamentale anche il ruolo di abilitatore di un sistema elettrico sempre più articolato, con il previsto incremento di 30 gigawatt di potenza rinnovabile in arrivo nei prossimi anni. Nel nuovo Piano Industriale spazio anche alla digitalizzazione, fronte su cui il Gruppo prevede di investire 900 milioni di euro ampliando le iniziative dedicate a progetti di smart grid, connettività e hosting per le telco: il 10% degli oltre 8,9 miliardi di euro messi in campo sono destinati all’innovazione. "Nel 2025 ci aspettiamo ricavi in aumento a 3,04 miliardi di euro, EBITDA a 2,21 miliardi. In aumento anche l’utile netto di Gruppo a un miliardo di euro", ha aggiunto l’AD e DG Stefano Donnarumma.

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PAPILLONAIR

AMORE ABBREVIATO

“Quando scrivevamo una lettera d’amore ci impiegavamo giorni per trovare le parole giuste per conquistare la donna che amavamo. Aspettavamo settimane prima che potessero leggerla e altrettanto tempo per ricevere una risposta. Nel 2000? Frasi brevi, veloci e senza senso! Riusciranno a conquistarla?” Papillon Vintage Band

La Papillon Vintage Band lancia oggi PAPILLONAIR su tutte le piattaforme mondiali. Da oggi infatti le release dell’album e dei singoli pezzi possono essere ascoltate ed acquistate sulle più importanti piattaforme musicali a livello mondiale.

Papillon Vintage Band, conosciuta ed apprezzata per il repertorio musicale italiano anni ’30, ’40 e ’50, è un gruppo che nasce nel 2017 dalla passione di 6 amici, musicisti professionisti. Un’energizzante ed ultra-retrò swing cover band con base nel cuore dell’Italia – più precisamente ad Anghiari tra le colline Toscane – che da tempo stava progettando brani propri e che ha saputo cogliere il lato positivo del lockdown di marzo, per concentrarsi e dar forma a questo inedito progetto.

 

Il Concept Album

PAPILLONAIR è un album basato sulle sonorità Swing con al suo interno diverse contaminazioni: dal Rock’n Roll fino ad un tocco di Rap che hanno dato al lavoro finale un tono pop. Un delicato lavoro di equilibri, ben orchestrati dai 7 musicisti (i 6 storici + Andrea Alvisi al sax baritono e agli arrangiamenti dei fiati) che, ognuno con la propria peculiarità e competenza, hanno saputo creare un vero e proprio viaggio nella storia, ovviamente firmato Papillon Vintage Swing Band.

 

PAPILLONAIR è un concept album che in 9 brani racconta la storia di un crooner italiano degli anni ’20. Improvvisamente il protagonista, col suo Campari in mano, si trova catapultato nel 2020, ben 100 anni dopo: ovviamente disorientato, cerca di raccapezzarsi e districarsi in una realtà per lui inimmaginabile.

Un album che ospita grandi musicisti che hanno dato il loro apporto al progetto: Santiago Fernandez nel pezzo Amore Abbreviato, Giacomo “Camo” Cioni in Frenesia del 2000, Selene Zuppardo, Paolo Roberto Pianezza e Francesca Alinovi (Lovesick Duo) in Influenze(r), Michele Mandrelli e Niccolò Neri che hanno implementato la scrittura di Non mi consol.

“Un sogno che si realizza!” lo hanno definito i sette artisti. “Complessivamente il lavoro ci rispecchia, – continua Andrea Valbonetti, voce della vintage band – sono le nostre note, le nostre sonorità modernizzate, piacevoli anche per un pubblico che generalmente non ascolta musica italiana anni ’30. In questi anni siamo stati su diversi palchi e piazze e vedere i sorrisi e la voglia di ballare che scatena la nostra musica è un’emozione unica. Non vediamo l’ora di suonare live i nostri pezzi, per leggere, sul viso delle persone, cosa pensano del nostro lavoro.”

Il progetto PAPILLONAIR è un album autoprodotto, che si è potuto concretizzare grazie ad una raccolta di fondi attraverso crowdfunding. Ora non resta che ascoltarlo! e allora … mettetevi comodi.

 

 

 

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Gianfranco GFN e l’ultimo singolo “Why”

Si chiama Gianfranco GFN e il suo nuovo brano “Why” (featuring Florence Chitacumbi) racchiude tutta la passione e l’energia che solo un talentuoso musicista come lui ha da offrire. “Why” è il primo brano di un progetto musicale ben più ampio e basta un verso per entrare subito nello spirito della canzone:

«Just want to know why, Why without answer»

© ℗ Patrizia Viccaro – Gianfranco GFN (2020)

 

Ascoltando il brano emerge subito una situazione dove l’artista riflette sul concetto dell’attesa amorosa, quale difficoltà di agire tempestivamente con decisione. Due lei ed un lui, che avvilisce l’attuale amata per non ferire la precedente metà. Lei si chiede “perché” di tutto questo e non si da pace.

Alla fine cosa vincerà realmente su di lui: la testa o il cuore?

 

Accompagnato da sonorità decise ma armoniose, curate e movimentate, nonché da ritmiche coinvolgenti ed accattivanti, questo artista dalle influenze “pop-rock” – che avevamo lasciato un anno fa alle prese con Ca’giazz – partorisce un singolo che vale la pena di ascoltare, grazie anche agli arrangiamenti curati da Steve Grant (batteria), Matthieu Llodra (tastiere), Mimmo Pisino (basso) e all’incantevole voce di Florence Chitacumbi. Il sound fresco e le liriche energiche, che creano il giusto contrasto con un testo ricco di sentimento, fanno di questo brano un perfetto jolly radiofonico che potrebbe essere tranquillamente collocato tra le nuove uscite del mercato europeo. Insomma, un’ottima scelta per riscaldare gli ascoltatori in attesa delle sorprese musicali che l’artista sta preparando!

“Why”, l’ultima opera di Gianfranco GFN

Il video è stato curato da Alpagrah (Svizzera).

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TheSunrise, non solo degli “Incidenti di Percorso”

Si chiamano TheSunrise e il loro nuovo brano “Incidenti di Percorso” racchiude tutta la passione e l’energia che solo un talentuoso gruppo umbro come loro ha da offrire. “Incidenti di Percorso” è il primo brano di un progetto musicale ben più ampio e basta un verso per entrare subito nello spirito della canzone:

 

 

«Siamo soli pur essendo in due» 

© ℗ TheSunrise (2020)🌪

 

Ascoltando il brano emerge subito il punto di vista di una coppia che vive la propria quotidianità amorosa, bloccata dal senso delle responsabilità. “Carpe diem” è il loro modo di trasformare la routine e l’insicurezza stessa in un momento colorato pur se effimero, paragonando il tutto, ad un incidente di percorso.

Accompagnato da sonorità decise ma armoniose, curate e movimentate, nonché da ritmiche coinvolgenti ed accattivanti, questa band partorisce un singolo che vale la pena di ascoltare, grazie anche agli arrangiamenti curati da Eugenio Pupilli (tastiere, computer e programmazione), Luca Pitotti (chitarra) e all’incantevole voce di Letizia Papini. Il sound fresco e le liriche energiche, che creano il giusto contrasto con un testo ricco di sentimento, fanno di questo brano un perfetto jolly radiofonico che potrebbe essere tranquillamente collocato tra le nuove uscite del mercato italiano. Insomma, un’ottima scelta per riscaldare gli ascoltatori in attesa delle sorprese musicali che la band sta preparando!

 

“INCIDENTI DI PERCORSO”

BREVE BIO

The Sunrise, è una band umbra formata dai musicisti, Eugenio Pupilli, Letizia Papini e Luca Pitotti. Le principali fonti di ispirazione sono negli artisti internazionali (Sade, Donald Fagen, John Mayer), italiani (Dirotta su Cuba, Ridillo, Papik) e della vecchia scuola cantautorale (Lucio Battisti, Pino Daniele, Ivan Graziani).

La formazione musicale del trio viene da percorsi diversi, Eugenio Pupilli compositore e paroliere, studia pianoforte al conservatorio Morlacchi di Perugia, Letizia Papini, cantante, ha studiato con Iskra Menarini (storica corista di Lucio Dalla). Entrambi frequentano il CET di Mogol. Eugenio segue un corso come paroliere con Francesco Gazzè e Letizia nel canto con Silvia Gollini e Davide P. Verdigrìs. Luca Pitotti, chitarrista, studia Jazz al conservatorio Morlacchi di Perugia, allievo di Benedetto Panzanelli chitarrista di Venditti, nel 2020 ha seguito un corso di musica contemporanea per chitarra presso “The Institute of Contemporary Music Performance – ICMP” di Londra.

Il 2014 è l’anno in cui il progetto The Sunrise prende vita; dapprima con varie tournee estive e concorsi nazionali, in cui propongono un repertorio di cover alternato a brani propri. Nel 2020 iniziano a produrre i loro brani e a dicembre esce il loro primo inedito “Incidenti di percorso” arrangiato e prodotto da loro stessi.

Negli inediti che propongono al loro pubblico, lo stile è sempre molto ricercato, con ampie contaminazioni ritmico armoniche del jazz e del funk.

 

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MIO FRATELLO LEONARDO : ARRIVA IL VIDEO UFFICIALE DI GIOVANNI GIORDANO

Il nuovo indie pop al limite tra il demenziale e la musica per bambini che segna un ritorno al Festivalbar degli anni ’90.

Dopo l’uscita dell’Ep “PIP” di questa estate su tutte le piattaforme digitali e il lancio del singolo “Mio Fratello Leonardo“, è di questi giorni la pubblicazione del video ufficiale dello stesso inedito sul canale VEVO ufficiale di Giovanni Giordano, cantautore pop-indie al limite tra il demenziale e la musica per bambini.

«Il video è stato realizzato in piano sequenza da Oscar Serio Videomaker e rappresenta una novità nel mondo dei video musicali per la tecnica utilizzata dal regista sia dal punto di vista scenico che espressivo. La trama del video contestualizza un brano il cui tema di fondo è la ricerca di se stessi al cospetto di un mondo di dubbi e perplessità sia personali che sociali, il tutto raccontato con un linguaggio semplice quasi da Zecchino D’Oro» .

«Il video si conclude – continua Giovanni – infatti con Sofia Movie Star, un tenerissimo bassotto che nell’intenzione del regista e dell’artista rappresenta uno stato d’animo di ritrovata fiducia nel futuro».

I riferimenti dell’artista calabrese al conterraneo Rino Gaetano nel video e nella canzone sono evidentemente tanti e vanno dal titolo dell’inedito (Mio Fratello è Figlio Unico) all’immagine del cane (Escluso il Cane).

BREVE BIO

Giovanni Giordano è un cantautore pop, demenziale e nonsense, con all’attivo un singolo dal titolo “Mia Nonna è una Modella” (Edizioni Miseria e Nobiltà Sas – pubblicato nel 2013 e distribuito da Believe Music) e un EP dal titolo “PIP”, contenente tre tracce: “Mio Fratello Leonardo”, “Il Re dell’Universo” e “GiroGiroTondo”, il tutto pubblicato nel 2020 sempre con Edizioni Miseria e Nobiltà Sas, ma distribuito attraverso iMusician Digital.

“MIO FRATELLO LEONARDO” arriva il video ufficiale di Giovanni Giordano, cantautore indie-pop demenziale

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Accordo F2i-Alisarda, al Fondo l’aeroporto di Olbia: il commento di Renato Ravanelli

Grazie all’ultima operazione, il Fondo F2i guidato da Renato Ravanelli si avvia verso la costituzione di un grande polo aeroportuale nel Nord della Sardegna.

Renato Ravanelli AD F2i

Nuovo polo aeroportuale in Sardegna: il commento di Renato Ravanelli (F2i)

F2i ha conquistato un altro tassello nel settore degli aeroporti: il Fondo ha infatti acquisito l’80% di Geasar, controllata di Alisarda che gestisce l’aeroporto Olbia Costa Smeralda. Il Gruppo guidato da Renato Ravanelli, che attraverso la Sogeaal si occupa già della gestione dell’aeroporto di Alghero, punta dunque a creare un grande polo nel Nord della regione. Quello di Olbia è infatti uno degli scali sardi con il maggior numero di passeggeri internazionali. L’aeroporto fu costruito per il volere di Karim Aga Khan, che negli anni ’60 visitò l’isola e se ne innamorò, decidendo di fondare la compagnia aerea Alisarda. Con l’operazione, Geasar passa dunque sotto il controllo di F2i Areoporti 2: vista l’importanza per il territorio, il restante 20% delle azioni rimane alle Camere di Commercio di Sassari e di Nuoro e alla Regione Sardegna. Quest’ultima è già partner di F2i Aeroporti 2 in Sogeaal con una quota del 29%: "F2i, coerentemente alla sua missione, ha deciso di sostenere il potenziale di sviluppo aeroportuale del Nord della Sardegna nonostante l’attuale situazione di emergenza", ha dichiarato Renato Ravanelli.

Renato Ravanelli (F2i): gli obiettivi dell’operazione

"La crisi sanitaria ha duramente colpito tutto il settore a livello globale, con il traffico sostanzialmente azzerato nel periodo marzo -maggio 2020 ed ancora oggi fortemente ridimensionato – ha continuato l’Amministratore Delegato Renato RavanelliF2i ritiene tuttavia che la Sardegna presenti tutte le caratteristiche per beneficiare di una ripresa relativamente più rapida, grazie in particolare al suo posizionamento di destinazione turistica esclusiva". L’acquisizione di Olbia da parte di F2i Aeroporti 2 permetterà al Fondo di consolidare le sue attività in Sardegna: nel 2019 i passeggeri totali nel Nord sono stati circa 4,4 milioni. Prosegue dunque la strategia di rafforzamento del Gruppo nel settore areoportuale, portata avanti anche nelle altre regioni italiane: attraverso la holding 2i Aeroporti, il Fondo guidato da Renato Ravanelli detiene partecipazioni negli scali di Napoli, Milano, Torino, Trieste e Bologna, che sempre nel 2019 hanno registrato in totale circa 62 milioni di passeggeri e 630 milioni di tonnellate di merce.

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Q1SHOP.it – La Dermocosmesi Italiana si rinnova

[Trieste, Italia, 29 Gennaio, 2021] — Un’evoluzione che dà continuità

Cambiano l’aspetto grafico dell’ecommerce, ma valori, persone, prodotti e proprietà restano gli stessi. Il nuovo branding di Q1Shop.it comunica la visione dell’esperienza come cuore pulsante della crescita, in un mercato iperconnesso e in rapidissima evoluzione, e riflette una realtà che ha realizzato una crescita costante, solida e sostenibile, raggiungendo nel 2020 un pubblico grande il doppio rispetto al 2019 e crescendo di oltre il 60% negli ultimi 5 anni. Anche rispetto all’offerta, la crescita è confermata con 5 nuovi prodotti, di cui più della metà è rappresentato da soluzioni efficaci per la dermocosmesi quotidiana degli italiani.

Q1Shop.it si pone come il punto di riferimento per la dermo cosmesi dei propri clienti, grazie alla formulazione di trattamenti e kit di ultima generazione: dalle più innovative soluzioni basate sui polipeptidi a una ricca offerta di kit risparmio, erogati appositamente per un pubblico che strizza l’occhio al risparmio. Inoltre, l’azienda si fa essa stessa promotrice delle tecnologie più efficaci di assistenza cliente, adottandole al suo interno e creando un nuovo modo di offrire ai propri utenti e clienti le massime performance di assistenza digitale sia per gli ordini, sia per il post vendita ma soprattutto per il pre-acquisto.

Q1Shop.it – come sin dalla sua fondazione – è l’estensione della Divisione Health & Cosmetics della Q1 International Srl. L’azienda Q1 International Srl raccoglie e valorizza le pluriennali esperienze del Team e dei suoi Partners specializzati in: organizzazione e gestione aziendale, sviluppo e fabbricazione di prodotti medicali (anche ad uso ospedaliero), marketing e comunicazione.

“Cambiamo aspetto grafico, ma manteniamo i nostri valori e la nostra mission di azienda che offre al pubblico italiano un’offerta di dermocosmesi efficace. Traduciamo i trend e le necessità dei nostri clienti in soluzioni innovative, che mettono al centro l’efficacia del prodotto e non solo belle confezioni”, afferma Stefano Quaresima, Amministratore Delegato di Q1 International Srl.


“Q1Shop.it è l’evoluzione della nostra divisione Health & Cosmetics e il rebranding è un importante elemento nel nostro percorso di innovazione e crescita, come soluzione per i nostri clienti che vogliono cogliere a pieno le opportunità offerte dall’innovazione scientifica per acquistare con piacere un prodotto efficace per la cura quotidiana della loro pelle”.

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“Spazio CDP” in Emilia Romagna, l’AD Fabrizio Palermo: rafforzato il nostro legame con il territorio

Emilia Romagna, le molte iniziative di Cassa Depositi e Prestiti per la ripartenza e lo sviluppo economico e sociale del territorio: la soddisfazione dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale Fabrizio Palermo.

Fabrizio Palermo

Fabrizio Palermo: a Modena il primo "Spazio CDP" regionale per imprese e pubbliche amministrazioni

"Spazio CDP" arriva in Emilia Romagna: è la sede della Camera di Commercio di Modena ad ospitare il punto informativo inaugurato lo scorso 4 novembre dal Gruppo guidato da Fabrizio Palermo. L’apertura rientra nell’ambito dell’accordo di collaborazione territoriale sottoscritto lo stesso giorno a distanza tra Cassa Depositi e Prestiti, Fondazione di Modena, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Fondazione Cassa di Risparmio di Parma. Il progetto degli "Spazio CDP" nasce per fornire supporto integrato a soggetti sia pubblici che privati rafforzando la coesione con il territorio e facendo sistema delle diverse esigenze di tutti gli stakeholders, con particolare attenzione alle imprese di piccola e media dimensione. Un impegno, portato avanti insieme ad ACRI (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa) che, come ha sottolineato l’AD e DG Fabrizio Palermo, in questi mesi "si è ulteriormente rafforzato con nuove misure straordinarie per favorire la ripartenza e sostenere le imprese, le pubbliche amministrazioni e lo sviluppo delle infrastrutture". Mai come oggi "siamo pronti a supportare le economie locali facendo sistema con il tessuto imprenditoriale, il settore bancario e gli enti radicati sul territorio, come le Fondazioni bancarie": in questa prospettiva dunque l’accordo firmato lo scorso 4 novembre attesta e rafforza "il legame di Cassa Depositi e Prestiti con il territorio, reso ancora più solido dalla partnership con le Fondazioni di Modena, Forlì e Parma, con le quali condividiamo parte della nostra missione istituzionale".

CDP: l’AD e DG Fabrizio Palermo presenta il Fondo "Mobility & Digital Acceleration" e il Motor Valley Accelerator

L’apertura dello "Spazio CDP" di Modena è il primo in Emilia-Romagna: nei prossimi mesi saranno inaugurati nuovi punti informativi anche a Forlì e Parma. Nell’ambito della collaborazione tra CDP, Fondazione di Modena, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Fondazione Cassa di Risparmio di Parma, secondo quanto prevede l’accordo, saranno inoltre definite e promosse iniziative di potenziamento del sistema infrastrutturale, di sviluppo urbano sostenibile e di rilancio economico del territorio. Non a caso, nell’ambito dell’inaugurazione dello "Spazio CDP" di Modena, il gruppo ha annunciato il lancio del Fondo "Mobility & Digital Acceleration" e dell’acceleratore Motor Valley Accelerator, realizzato come ricordato dall’AD e DG Fabrizio Palermo, "attraverso il Fondo Nazionale Innovazione, in collaborazione con aziende italiane ed estere leader del settore". Il Motor Valley Accelerator, dedicato al mondo dell’Automotive, è "il primo di una rete di acceleratori fisici intesi come luoghi di incontro, sul territorio, che impatteranno su settori strategici, saranno circa 20 entro il 2021". Fabrizio Palermo ha evidenziato inoltre come siano parte della strategia di CDP per favorire lo sviluppo delle start-up italiane "e dimostrano ancora una volta il nostro essere espressione di un capitale paziente, ma anche dinamico".

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Pierfrancesco Latini porta SACE al Private Debt Award 2020: il messaggio dell’AD

L’AD di SACE Pierfrancesco Latini al Private Debt Award 2020: “Il binomio crisi/opportunità è quanto mai vero in questo momento. Un’occasione unica per incentivare le imprese a usare tutti gli strumenti a disposizione per crescere”.

Pierfrancesco Latini, AD di Sace

Pierfrancesco Latini: focus sull’intervento dell’AD di SACE all’edizione 2020 del Private Debt Award

“In momenti come questi è fondamentale rinnovare e rafforzare l’impegno di tutti”: intervenuto nel corso dell’edizione 2020 del Private Debt Award, l’Amministratore Delegato di SACE Pierfrancesco Latini ha invitato a riflettere sull’importanza di impegnarsi e lavorare “con le migliori energie per trasformare una minaccia seria in un’opportunità”. Il riferimento è all’emergenza Coronavirus: la pandemia è scoppiata nel corso di “una fase di grande complessità” con un impatto che va oltre l’economia reale come testimoniano anche “le necessità finanziarie e di liquidità del sistema imprese” già emerse in queste settimane. “Ora si profila una prospettiva di ripartenza” ha osservato l’AD, richiamando quanto evidenzia il Report Export 2020 di SACE presentato nei giorni scorsi. “Il binomio crisi/opportunità è quanto mai vero in questo momento per il mercato dell’Alternative Finance”, ha spiegato Pierfrancesco Latini sottolineando come si tratti di “un’occasione unica per incentivare le imprese a usare tutti gli strumenti a loro disposizione, in complementarietà con il canale bancario e a supporto dei loro piani di crescita”. Secondo l’AD di SACE è dunque questo “il momento giusto per rafforzare l’opera di informazione e formazione delle nostre imprese, soprattutto le PMI, e favorire una diversificazione delle fonti, una maggiore apertura del mercato dei capitali”. In questo modo saranno incentivate a fare “quel salto dimensionale e organizzativo che porta grandi benefici alla loro competitività e a quella di tutto il sistema Paese”.

Pierfrancesco Latini: SACE a sostegno delle imprese per il rafforzamento del loro business in Italia e nel mondo

“Siamo la Export Credit Agency italiana. Da oltre quaranta anni siamo sinonimo di sostegno all’estero e all’internazionalizzazione delle imprese italiane con un portafoglio di più di 23mila imprese servite in quasi 200 Paesi nel mondo con 134 miliardi di euro di transazioni assicurate e investimenti garantiti nel tempo”, ha ricordato Pierfrancesco Latini nel corso del suo intervento al Private Debt Award. L’AD si è soffermato anche sull’impegno di SACE a supporto delle imprese nei mesi dell’emergenza Coronavirus: “Oltre a queste attività tradizionali, il Dl Liquidità e il Dl Semplificazioni hanno ampliato ancor di più il nostro raggio d’azione e lo hanno fatto in più direzioni”. Da una parte “il rafforzamento del sistema di supporto alle esportazioni attraverso uno schema che è evoluto in un sistema di coassicurazione tra il MEF e SACE secondo un modello già adottato in altri Paesi europei”: come precisato dall’AD, consentirà di incrementare la capacità di supporto delle esportazioni e del Made in Italy nel mondo non solo per le grandi aziende ma anche per le PMI. Dall’altra, con Garanzia Italia il ruolo di SACE è stato esteso anche oltre l’export “permettendoci di offrire garanzie a favore di tutte le imprese italiane senza necessariamente un legame con i processi di internazionalizzazione”. Non solo: il Dl Semplificazioni di luglio ha aggiunto “un altro importante tassello”, affidando a SACE il compito di emettere garanzie pubbliche a favore di progetti legati al Green New Deal, quindi a decarbonizzazione, economia circolare. Infine parlando delle iniziative avviate da SACE per facilitare l’accesso delle imprese al mercato dei capitali, Pierfrancesco Latini ne ha richiamate tre: il Fondo Sviluppo Export, l’Export Basket Bond Programme e, di recente, l’estensione della concessione di Garanzia Italia anche a soggetti che sottoscrivono prestiti obbligazionari o altri titoli di debito emessi da PMI a cui sia attribuito un rating almeno pari a BB- o equivalente. In questo contesto SACE è dunque pronta “a fare la sua parte con tutte le sue risorse e gli strumenti a disposizione”, come ribadito dall’AD.

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Economia, la corsa della Cina accorcia il divario dagli USA

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  • 28 Gennaio 2021

Malgrado sia stata la culla della pandemia, la Cina è riuscita ad attivare meglio la ripresa economica rispetto agli altri Paesi. Il Governo di Pechino ha messo in campo una serie di misure a sostegno dell’economia, che hanno innescato il rimbalzo dei consumi. Mese dopo mese, a fine 2020 erano quasi tornati ai livelli pre-Covid. Solo la terza ondata ha peggiorato leggermente il quadro.

Come s’è ripresa l’economia cinese

economia cineseAnche gli investimenti e le esportazioni hanno avuto una ripresa discreta. E non da ultimo il mercato azionario, tornato a brillare grazie sia alla forte performance che a un universo di investimenti in crescita.
Gli investitori esteri hanno apprezzato molte cose “made in China” in questi mesi, in un contesto di apertura sempre maggiore della loro economia all’estero. Dato l’apprezzamento del renminbi (ossia lo Yuan), le correlazioni tra valute asiatiche, il contesto di tassi di interesse stabili, è stato molto apprezzato il programma “Bond Connect”. Così come ha continuano a riscuotere successo il programma Stock Connect Shanghai-Hong Kong, in vigore ormai dalla fine del 2014.

La transizione economica di Pechino

Questo quadro ci consente di espandere il discorso, e sottolineare quanto sia stato importante per la Cina effettuare la transizione economica. Il Paese del Dragone è infatti passato da essere un’economia basata sulle esportazioni e sugli investimenti, ad una che invece si basa sui consumi e sui servizi. Spiccano specialmente le imprese innovative, che investono in ricerca e sviluppo e fanno in modo che i progressi vengano convertiti rapidamente in conoscenze, in modo da cogliere tutte le opportunità.

Il Prodotto Interno Lordo

La corsa della Cina si vede nei dati macro. Infatti si stanno assottigliando sempre di più e distanze rispetto al Pil degli Stati Uniti. Alla fine del 2020, la Cina ha raggiunto il 70% del livello del prodotto interno lordo americano e ci sono forti segnali di continuazione del trend. Ma quello che interessa gli investitori è che non c’è stato un eguale recupero del mercato azionario, che resta relativamente sottosviluppato. Ma questo significa anche maggiori opportunità di crescita.

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Webinar su lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus

Comunicato Stampa

Webinar su lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus

 

La presentazione, in modalità webinar, della ricerca su lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus. Come è stata gestita l’emergenza nelle aziende e tra gli operatori in materia di salute e sicurezza?

 

Dopo un anno di pandemia e un’emergenza COVID-19 che è entrata, oltre che nelle nostre vite quotidiane, nei luoghi di lavoro modificando l’organizzazione, mutando le priorità, ponendo aziende e operatori in materia di salute e sicurezza in condizioni nuove e difficili, ora è il tempo di riflettere sulle conseguenze dell’impatto del virus sul mondo del lavoro.

 

È necessario capire, ad esempio, come le aziende e gli operatori hanno fronteggiato e stanno fronteggiando l’emergenza. È importante comprendere quali strumenti sono stati utilizzati, quali criticità sono state riscontrate, quali sono le impressioni generali dei vari attori della sicurezza aziendale, cosa si può fare, in futuro, per migliorare la prevenzione e la gestione di queste fasi di crisi.

 

Il nuovo webinar su lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus

Proprio per poter approfondire l’impatto dell’emergenza COVID-19 l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha realizzato nel 2020 una importante attività di ricerca per indagare come i professionisti della sicurezza hanno gestito la fase emergenziale. Attività di ricerca, dal titolo “Lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus”, che è stata presentata il 3 dicembre ad Ambiente Lavoro e raccolta e commentata nel Rapporto AiFOS 2020, pubblicato sulla rivista “Quaderni della sicurezza AiFOS” n. 4/2020.

 

Perché questa ricerca possa diventare un reale e diffuso momento di riflessione e supporto per chi opera nel campo della salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, l’Associazione AiFOS organizza per il 10 febbraio 2021 il seminario gratuito in modalità webinar “Lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus”.

 

Il seminario si terrà a distanza, in modalità webinar, un termine nato dalla fusione dei termini web e seminar e utilizzato per identificare sessioni informative e formative a cui è possibile prender parte attraverso una connessione informatica.

 

I temi affrontati dalla ricerca in materia di emergenza e lavoro

La ricerca, pubblicata all’interno del Rapporto AiFOS 2020, si è svolta attraverso la compilazione di questionari, in forma anonima, tra la fine del mese di maggio e il mese di giugno 2020 da RSPP, ASPP, HSE manager, Consulenti e Formatori e Coordinatori di Cantiere. Inoltre nel mese di settembre 2020 l’indagine è stata diffusa anche tra i Medici Competenti per indagare il loro vissuto e le loro opinioni in merito alla fase più acuta dell’emergenza.

 

I temi trattati hanno riguardato le modalità con cui le aziende e gli operatori hanno affrontato l’emergenza. Si è parlato, ad esempio, di valutazione dei rischi, di protocolli anticontagio, di dispositivi di protezione, di collaborazione tra i diversi attori della sicurezza aziendale.

 

Si è parlato anche di informazione e formazione ai lavoratori, di smart working, della redazione dei piani di sicurezza nei cantieri, del coordinamento nelle fasi di progettazione, di sorveglianza sanitaria, dei rapporti con le aziende sanitarie regionali, …

 

I dati mostrano, almeno per il capitolo relativo alla valutazione dei rischi, ai protocolli anti-contagio e alla gestione dei dispositivi di protezione individuali, che le aziende italiane, pur nella confusione legislativa che ha caratterizzato l’emergenza, hanno recepito lo spirito della normativa e hanno fatte proprie molte delle prescrizioni.

 

Il programma e le informazioni per iscriversi al nuovo webinar

Per condividere i risultati della ricerca e le riflessioni sulla gestione dell’emergenza, sulle eventuali criticità e su cosa fare per migliorare la prevenzione e la gestione delle emergenze sanitarie, mercoledì 10 febbraio 2021 – dalle ore 14.30 alle ore 17.30 – si terrà il seminario gratuito, in modalità webinar, “Lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus”.

 

Il programma del seminario:

 

Moderatore

Francesco Naviglio, Segretario Generale AiFOS

 

Interventi:

  • Marco Masi, Presidente Comitato Scientifico AiFOS: “Introduzione alla ricerca AiFOS”
  • Alberto Andreani, Comitato Scientifico AiFOS: “Le responsabilità del datore di lavoro”
  • Mario Gallo, Comitato Scientifico AiFOS: “Il coinvolgimento dei lavoratori”
  • Renato Bisceglie, Comitato Scientifico AiFOS: “Smart working: da normazione a emergenza a lavoro ibrido”
  • Rocco Vitale, Presidente AiFOS: “La formazione tra passato e futuro”
  • Stefano Farina, Consigliere Nazionale AiFOS: “Il punto di vista dei coordinatori”
  • Lorenzo Fantini, Direttore dei Quaderni della Sicurezza AiFOS: “Quali spunti e prospettive per il futuro?”

 

Per i partecipanti al webinar sarà disponibile un attestato di presenza valido per il rilascio di 2 crediti per Formatori area tematica n.1 (normativo-organizzativa), RSPP/ASPP, CSE/CSP, RLS.

 

Il link per avere informazioni e iscriversi al webinar:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/lavoro_sicurezza_e_formazione_ai_tempi_del_coronavirus_webinar

 

Invitiamo chi volesse conoscere i risultati della ricerca, o volesse approfondire alcune analisi e riflessioni, a richiedere il Quaderno della Sicurezza AiFOS n. 4/2020 all’indirizzo [email protected].

 

Per avere ulteriori informazioni sulla ricerca e sul nuovo webinar si può fare riferimento a AiFOS via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it – [email protected],  [email protected].

 

 

28 gennaio 2021

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Frolla artistica

Frolla dipinta consigli pratici

Come dipingere sulla pasta frolla

Da quando ho conosciuto questa arte ho pensato di condividere in questo articolo e con gli altri, perché spesso mi ritrovo anche nel mio blog a parlarne a fare dei tutorial fotografici e video.

Sto dedicando molto a questa arte e tramite quest’ultima ho conosciuto tantissime blogger a cui piace farla come me, perché ho creato anche un gruppo un canale dove spiego gratuitamente come fare. Perché mi è venuto in mente proprio questo: perché spesso alle feste per bambini, la torta  in pasta di zucchero anche se bella scenograficamente può non piacere la copertura, ed ecco che entra in scena la pasta frolla, decorata e dipinta perché quest’ultima piace a molti, sia grandi che piccini.

È un dolce molto semplice e versatile da fare, e per il disegno una volta presa la mano credo  che sia il meno dei problemi.

Poi la si può personalizzare, cambiando le creme all’interno, si può per esempio usare la crema pasticcera, la crema cantilena, la ganache al cioccolato fondente o al latte, e tantissime altre, e il disegno va sopra, come un coperchio che copre la crema.
È una idea bella e al tempo stesso completa una scenografia di un tema scelto ad una festa di bambini, quindi se il bimbo/a ha scelto per esempio la sirenetta, la tavola sarà imbandita con tutto l’occorrente, dalle stoviglie di cartone a tema, alla torta in pasta di zucchero e affianco ma non meno importante, una bellissima torta dipinta con lo stesso soggetto di quella in pdz (pasta di zucchero).

Come si fa una torta del genere?

Allora, si può usare un rotolo già pronto di pasta frolla oppure la fai tu con la ricetta che usi sempre, che hai nel tuo ricettario ereditato, tanto quasi tutte vanno bene. È sempre consigliabile farla senza usare lievito per dolci, e metterla in frigo subito dopo aver fatto il panetto, anzi io faccio anche la forma e la metto in frigo già stesa, perché il burro che è un ingrediente della pasta frolla, tende poi a farla sudare se tenuta fuori.

La base può essere cotta da sola (usando il metodo dei ceci  se cotta in bianco), oppure con la crema, se utilizzate la crema alle nocciole vi consiglio di metterci sopra mentre si cuoce un foglio di alluminio per mantenere morbida la crema.

Per il disegno sulla pasta frolla: come si procede?

Io uso un pennarello alimentare, e con della carta da forno faccio il disegno, se sei brava, puoi farlo a mano libera, se invece non te la cavi tantissimo a disegnare, stampa un disegno da internet e mettilo sotto alla carta da forno, e ricalca con il pennarello alimentare.

Esiste anche la matita alimentare, sembra una normale matita con la mina, ma è per alimenti, può essere usata anche quella per fare il ricalco sulla pasta frolla facendo attenzione a non bucarla, quindi dovete appoggiare la punta in modo leggero, ed è consigliabile arrotondarla un pochino magari usando della carta vetra conservata solo per queste occasioni.

Finito di ripassare i bordi con il pennarelloalimentare, prendi il foglio giralo e posizionalo sul disco di pasta frolla precedentemente steso, e fai una leggera pressione, per far trasferire il colore dalla carta forno alla pasta frolla.

A proposito io lavoro su pasta frolla cruda, ma ciò non toglie che potreste lavorare anche con una gia cotta, l’effetto finale cambia un pochino. Alcuni invece colorano da cruda e danno dei dettagli di luci e ombre, o di profondità sulla frolla cotta.

Quali colori usare?

I colori alimentari, ce ne sono di vari tipi, in gel, in polvere, idrosolubili e liposolubili.
Io uso quelli in gel, che si possono diluire sia in acqua oppure in alcool alimentare, io addirittura li ho diluiti con il vino bianco per dipingere la pasta di zucchero, mentre quelli in polvere si diluiscono sempre con alcool, oppure posso essere utilizzati non diluiti per fare le sfumature, e delle pennellate delicate di colore.
Personalmente li ho scoperti dopo e avevo acquistato già quelli in gel, ma dopo che ho visto il loro potenziale spero a breve di provarli anche io.

I coloranti idrosolubili si possono diluire in acqua;
i coloranti liposolubili si diluiscono con il burro di cacao.

Ci sono per esempio i coloranti liposolubili in polvere, quelli anche vanno diluiti con il burro di cacao.
Un altro consiglio che posso darvi è di usare per dipingere i pennelli per decorazioni, io ho acquistato un set da 5 pennelli, di varie misure e con punta piatta e arrotondata, ma vi consiglio di acquistare apparte un pennello per fare le linee sottilissime, in genere li vendono in set da 3 pennelli dalle misure 0, 00, 000; sono le tre misure più sottili, in genere sono i pennelli per artisti.

La mia guida finisce qui, un ultimo consiglio, se non vi ricordate  la teoria dei colori, consiglio una breve ripassata, perché vi può tornare utile se vi manca qualche colore, l’importante è almeno avere disponibi i 3 colori primari, il rosso il giallo e il blu; e anche il banco e il nero.
Con questi potete creare tutti gli altri se non li avete.
(Rosso più giallo, arancio; giallo più blu, verde; rosso più blu, viola; rosso giallo e blu, marrone).

Potete trovare tantissimi consigli e tutorial sul mio sito segnatiilmioblog.it

 

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La pastiera napoletana

Pastiera napoletana , il dilemma: deve essere con o senza crema pasticcera?

Oggi vorrei parlarvi della pastiera napoletana.
Da napoletana posso già dirvi che in famiglia ci sono delle opinioni molto differenti, c’è chi la preferisce classica, chi invece usa la crema pasticcera.

Allora la pastiera come deve essere? Con o senza crema pasticcera?

Bella domanda e la risposta porta molte discordie, anche nei social, noto che tra le food blogger ci sono opinioni divergenti, e spesso incalzanti, quasi a dire “eresia… una pastiera con la crema pasticcera”
Quindi penso che almeno a Napoli per pastiera si intende quella davvero Classica con la “C” maiuscola, cioè fatta di solo grano e ricotta.

Ma, mi dispiace per le sostenitrici della classica, a me piace di più quella con la crema. Sul mio blog comunque troverete entrambe le versioni, con e senza crema pasticcera, addirittura una versione in cui invece di usare il latte per cuocere il grano usiamo il succo di arancia (versione di mia suocera) io la chiamo la pastiera versione light perché effettivamente se la provate è più leggera.

Beh comunque c’è anche da dire una nota sulla cottura del grano nel latte, perché se leggo le istruzioni su alcuni barattoli di grano, quello già pronto, non è neanche necessario cuocerlo tutto quel tempo nel latte perché è in realtà già cotto in questi barattoli, quindi si può aggiungerlo senza cuocerlo. Si usava cuocerlo perché ai tempi delle norme e bisnonne non lo vendevano già cotto nei barattoli.
Noi personalmente, in famiglia (apparte mia suocera che cuoce nel succo di arancia), usiamo ancora cuocerlo nel latte, anche se quello in barattolo, perché abbiamo sempre fatto così e io continuo a farlo.

Anzi vi aggiungo le mie varianti:

• Uso tritare il grano ( in genere gli altri lo mettono intero) a me non piace

• Trito anche i canditi (in un poco di latte altrimenti si attacca tutto)

• E per la mia teglia (dalla mia dose escono tre grandi pastiere) qualche volta ci aggiungo le gocce di cioccolato

• Uso la crema pasticcera

Sarà anche “non classica” o come la volete chiamare ma a me piace così.

Comunque l’idea della crema l’ho avuta dalla pastiera che faceva mia zia, me la ricordo, che la fa da quando ero piccola e andavo a casa loro a mangiarla s Natale.

Se volete vedere tutte le varianti della pastiera napoletana andate sul mio sito segnatiilmioblog.it

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FS Italiane, Gianfranco Battisti: una vision d’insieme per il futuro del Gruppo

Il talento, l’inclusione, la diversità: focus su #LePersoneEilFare, l’iniziativa di FS Italiane che ha visto l’AD e DG Gianfranco Battisti confrontarsi con 25 giovani talentuosi ferrovieri, in rappresentanza degli altri 8.870 entrati da poco nel Gruppo.

Gianfranco Battisti, AD FS Italiane

#LePersoneEilFare: l’AD Gianfranco Battisti incontra 25 giovani ferrovieri di FS Italiane

Promuovere il talento per FS Italiane significa anche e soprattutto valorizzare l’inclusione e la diversità all’interno e all’esterno del Gruppo. Lo dicono anche le numerose iniziative che FS Italiane organizza in questa prospettiva, come quella che lo scorso luglio ha portato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Gianfranco Battisti a confrontarsi con 25 giovani ferrovieri laureati, in rappresentanza degli altri 8.870 entrati da poco a far parte dell’organico del Gruppo. La metà di questi sono donne, a riprova di quanto FS Italiane si stia impegnando concretamente sul fronte dell’inclusion e della diversity. L’incontro è avvenuto nell’auditorium di Villa Patrizi, nella sede storica del Gruppo a Roma: Gianfranco Battisti, non a caso nominato Ambasciatore europeo per la diversità dalla Commissaria Europea ai Trasporti Violeta Bulc, ha dialogato con i giovani professionisti di FS Italiane ascoltandone le opinioni e condividendo obiettivi e strategie di crescita. Nel corso dell’evento intitolato #LePersoneEilFare è stato inoltre presentato railpost.it, un nuovo blog di racconti, esperienze, progetti con un cambiamento sostanziale: dallo story-telling, che punta semplicemente ad attrarre e a vendere, allo story-doing che propone come protagonista chi fa trasformandolo in narratore del suo stesso fare.

FS Italiane: l’intervento dell’AD e DG Gianfranco Battisti all’incontro #LePersoneEilFare

Nel corso dell’incontro l’AD e DG Gianfranco Battisti ha parlato inoltre del Piano Industriale e della sua ridefinizione per fronteggiare i mutamenti di scenario causati dalla pandemia: "Negli ultimi due anni FS Italiane ha raggiunto i migliori risultati della sua storia. Abbiamo generato valore condiviso per 10,4 miliardi di euro nel nostro Paese. Vogliamo creare le condizioni di sviluppo e accessibilità laddove c’è più bisogno". In questa prospettiva è importante non accontentarsi mai di come le cose sono, impegnandosi invece a farle diventare come vorremmo che fossero: non a caso l’AD Gianfranco Battisti ha invitato i giovani a riflettere su come la passione, la discontinuità, lo sviluppo di un approccio sistemico, di un pensiero laterale possano portare a quel cambiamento mai come oggi così indispensabile per crescere ulteriormente come persone, aziende e per l’intero Paese. In tale ottica ognuno dei giovani partecipanti ha proposto un hashtag per progettare il futuro dell’azienda: #Innovazione, #OsmosiDelleIdee, #Integrazione, #Sostenibilità, #ContinuousAuditing e #LavoroDiSquadra. Insieme si vince, come ha ricordato l’AD e DG di FS Italiane: le persone, le donne, la ricchezza di esperienze e valori diversi, i giovani sono i veri motori del cambiamento, per innovare il modello di business e costruire il Paese del futuro.

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Napoli, la situazione di crisi descritta da Gianni Lettieri

“Avevo un progetto ben chiaro per Napoli, abbiamo buttato 10 anni”: così Gianni Lettieri, Presidente di Atitech, in una recente intervista rilasciata a Radio Crc Targato Italia.

Gianni Lettieri
L’intervista a Gianni Lettieri: fondamentale far ripartire Napoli

Se da un lato la crisi economica del 2020 ha colpito indistintamente ampie fasce della popolazione italiana, dall’altro è nelle situazioni già disagiate che le difficoltà si sono fatte sentire ancora con più forza, questo il messaggio lanciato dai microfoni di Radio Crc del Presidente di Atitech Gianni Lettieri, imprenditore e già presidente dell’Unione degli Industriali di Napoli. Nel corso dell’intervista Lettieri fa un’analisi della condizione di vita dei napoletani e dello stato in cui versa la città, che definisce “spaventoso”: “La città vive una tragedia. La situazione è spaventosa, c’è gente ridotta in povertà costretta a dormire in auto”. Una situazione di difficoltà esistente da qualche anno ma che la crisi provocata dal Covid-19 ha fatto emergere in modo ancora più marcato: “A Napoli c’è molta economia sommersa, tante persone vivono di espedienti”, prosegue Gianni Lettieri, “è scioccante che alla mensa dei poveri si trovino non solo famiglie disagiate ma anche nuclei familiari che prima conducevano una vita agiata”. La necessità è dunque quella di lavorare per far ripartire al più presto la città, per tentare di alleviare per lo meno le condizioni più critiche vissute da diverse famiglie.

Gianni Lettieri: l’iniziativa solidale di Atitech

“Avevo un progetto ben chiaro per Napoli, che andava al di là dell’appartenenza ad un partito”, prosegue Gianni Lettieri nell’intervista, “chiesi una legge speciale per la città, che aiutasse Napoli a risollevarsi, con dignità e amor proprio. Con rammarico, tristezza e un po’ di rabbia devo constatare che abbiamo buttato 10 anni”. Da napoletano ritengo che sia “bello vedere persone di un certo spessore che vogliono impegnarsi per la ripresa di questa città, ormai caduta in tragedia”. E aggiunge: “Sono tutt’ora disponibile per chi vorrà realmente lavorare per Napoli ma oggi personalmente mi dedico alla mia azienda”. Quella realtà industriale, Atitech, che l’imprenditore guida come Presidente dal 2009 e che da allora ha condotto verso una posizione da protagonista nel comparto aereonautico internazionale. Un traguardo raggiunto senza dimenticare le proprie origini né l’attaccamento alla città: “avendo nella nostra struttura di Atitech una mensa, che attualmente non è attiva, ho voluto fortemente rimetterla in funzione per dare una mano a chi si trova in difficoltà. Ci siamo fatti aiutare dai cuochi di Fratelli La Bufala e dall’associazione di volontariato Larsec”. L’iniziativa permette di donare 150 pasti caldi al giorno con menù vario a 50 famiglie dell’area di Secondigliano, di San Pietro a Patierno e del Rione Sanità: “L’iniziativa, realizzata per donare un po’ di serenità a chi purtroppo non la ha, andrà avanti almeno fino al 6 gennaio”, conclude Gianni Lettieri, “poi vedremo cosa altro poter fare, non intendiamo fermarci”.

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Terna, il centro nazionale di controllo: l’AD e DG Stefano Donnarumma nel “centro” dell’energia

L’AD e DG Stefano Donnarumma in visita al centro nazionale di controllo: “Vedo ancora meglio il ruolo di Terna come regista del sistema elettrico italiano”.

Stefano Donnarumma

Terna: le considerazioni dell’AD e DG Stefano Donnarumma in visita al centro nazionale di controllo

È il “centro” dell’energia: nel centro nazionale di controllo vengono costantemente monitorate 293 linee, di cui nove interconnessioni con l’estero, tre cavi sottomarini e 281 linee nazionali. Lo scorso 28 ottobre l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Stefano Donnarumma vi si è recato in visita, come ha scritto in un post su Linkedin: “Una mattinata al centro nazionale di controllo, con i colleghi impegnati nella complessa attività del dispacciamento”. In altri termini, si tratta della gestione dei flussi energetici prodotti e trasmessi in tempo reale in modo da far coincidere in perfetto equilibrio l’offerta con la domanda di energia e garantire così la continuità e la sicurezza della fornitura del servizio. La “complessa” (per riprendere le parole dell’AD e DG Stefano Donnarumma) e delicata attività di dispacciamento che Terna svolge implica quindi il monitoraggio dei flussi elettrici e l’applicazione delle disposizioni necessarie per l’esercizio coordinato degli elementi del sistema, cioè gli impianti di produzione, la rete di trasmissione e i servizi ausiliari.

Terna regista del sistema elettrico italiano: il post Linkedin dell’AD e DG Stefano Donnarumma

Il centro nazionale di controllo rappresenta dunque il cuore del sistema elettrico: ne garantisce infatti la gestione in tempo reale grazie a un sistema di monitoraggio altamente tecnologico che si avvale di oltre 100 schermi di controllo e un wallscreen di 40 metri quadrati. “Mi fa “vedere” ancora meglio il ruolo di Terna SpA come regista del sistema elettrico italiano” si legge nel post Linkedin scritto da Stefano Donnarumma lo scorso 28 ottobre. L’AD ne ha rimarcato il valore anche in relazione all’impegno di Terna sul fronte della sostenibilità e della transizione energetica. In particolare nel post Stefano Donnarumma cita “il lavoro di integrazione delle fonti rinnovabili, fondamentale per uno sviluppo sostenibile del Paese“.

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“Riparte l’Italia”, intervista a Francesco Starace: le prossime sfide di Enel a sostegno del Paese

Il futuro del Paese tra emergenza Coronavirus e ripresa economica, il valore della sostenibilità, l’impegno di Enel sul fronte della decarbonizzazione e dell’economia circolare: l’intervista dell’Osservatorio "Riparte l’Italia" all’AD e DG Francesco Starace.

Francesco Starace, AD Enel

Enel proietta il Paese in un futuro sempre più sostenibile: l’intervista all’AD e DG Francesco Starace

La prima scommessa è stata vinta: "Oggi le rinnovabili sono più competitive delle altre fonti e rappresentano il futuro dell’energia". Ma per Enel questo è solo l’inizio, come ha spiegato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Francesco Starace nell’intervista rilasciata al think magazine dell’Osservatorio "Riparte l’Italia": "Enel è stata tra i primi a credere in queste tecnologie, ormai dieci anni fa, in un momento in cui gli scettici erano ancora la maggioranza, ed è oggi il primo operatore privato a livello mondiale di energia prodotta da acqua, sole, vento e calore naturale della terra. Oggi sono rimasti in pochi a dubitare del ruolo di queste tecnologie per il futuro. La prossima sfida è completare la sostituzione graduale delle fonti fossili con le rinnovabili". L’AD ha illustrato "gli obiettivi sfidanti" che il Gruppo si è dato in tale ottica: tra questi "la chiusura e riconversione delle centrali a carbone oggi attive in Italia entro il 2025 e nel mondo entro il 2030, ridurre del 70% le emissioni dirette di gas a effetto serra per kWh entro il 2030, rispetto ai valori del 2017, e raggiungere la piena decarbonizzazione entro il 2050, grazie ad uno sviluppo sempre maggiore delle fonti rinnovabili, un ulteriore impegno per la digitalizzazione e per la ricerca di soluzioni innovative per l’elettrificazione consumi finali". E sul raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050 "siamo sulla buona strada: a livello globale sia la capacità installata che la produzione di energia da fonti rinnovabili del Gruppo hanno superato quelle da fonti termoelettriche". Nell’intervista, Francesco Starace ha parlato anche delle dieci proposte di Enel per il Recovery Fund: "I cluster di azioni "verdi" individuati seguono tre linee guida: decarbonizzazione e crescita delle rinnovabili, sviluppo di reti sempre più intelligenti e resilienti e elettrificazione dei consumi finali. Le nostre proposte riguardano investimenti che accelerino l’uso delle rinnovabili, rafforzino le reti di distribuzione resilienti e digitali, promuovano le città sostenibili, la mobilità elettrica e l’efficienza energetica: una serie di azioni in grado di favorire la ripresa e di generare nuove opportunità per il Paese".

Francesco Starace a "Riparte l’Italia": economia circolare, rinnovabili e tecnologie green per vincere la sfida della ripartenza

"Negli ultimi anni l’esperienza di Enel ha dimostrato come l’adozione di una strategia e di un modello di business sostenibili non sia soltanto un bene per l’ambiente, ma anche per la creazione di valore di lungo periodo", ha ricordato Francesco Starace nell’intervista rilasciata all’Osservatorio "Riparte l’Italia", evidenziando quindi come non ci possa essere contrapposizione tra ripresa economica e sostenibilità "ma al contrario, l’emergenza sanitaria ha reso ancora più evidente come l’adozione di strategie e modelli di business sostenibili renda le aziende più competitive proprio perché meno esposte a rischi, garantendo una maggiore solidità nel lungo termine". E in merito alla ripresa, l’AD ha parlato dei punti di forza dell’Italia rilevando come il nostro Paese abbia "una vocazione naturale per la sostenibilità e oggi la sfida per la ripartenza non può che mettere al centro soluzioni che vadano in questa direzione, improntate su economia circolare, rinnovabili e tecnologia". In questa prospettiva è necessario "lavorare su iter approvativi più rapidi per evitare, ad esempio, che siano necessari anni per realizzare nuovi impianti da fonti rinnovabili o che la transizione energetica abbia tempi più lunghi di quelli che la tecnologia permetterebbe". Rivolgendosi poi ai giovani, Francesco Starace ne ha richiamato il valore facendo notare come abbiano "una visione del mondo e di come vorrebbero che fosse gestito molto chiara", ben evidente già prima che scoppiasse la pandemia: "Cambiamento climatico, effetti delle attività umane sull’ambiente, importanza di agire prima che sia troppo tardi. Abbiamo l’opportunità di dare risposte a queste richieste e penso ci sia finalmente una condivisione di obiettivi e risposte a queste legittime richieste".

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“Adnkronos”: l’intervento dell’AD di Eni Claudio Descalzi per il Libro dei Fatti 2020

Il Libro dei Fatti 2020 di "Adnkronos" si avvale del contributo di Claudio Descalzi: "Eni sta cambiando volto, in modo radicale e irreversibile. A febbraio abbiamo presentato un Piano di decarbonizzazione delle attività che porterà l’azienda da qui a 30 anni a essere leader nella produzione e vendita di prodotti decarbonizzati, e del quale i princìpi dell’economia circolare saranno tra i pilastri strategici".

Claudio Descalzi

"Adnkronos", Libro dei Fatti 2020: il "modello Eni" nelle parole dell’AD Claudio Descalzi

È un cambiamento "radicale e irreversibile" quello che porterà Eni a riappropriarsi di un nuovo volto. Lo definisce così l’AD Claudio Descalzi nel suo intervento sul Libro dei Fatti di "Adnkronos": "A febbraio abbiamo presentato un Piano di decarbonizzazione delle attività che porterà l’azienda da qui a trenta anni a essere leader nella produzione e vendita di prodotti decarbonizzati e del quale i princìpi dell’economia circolare saranno tra i pilastri strategici". Per il momento il piano lanciato da Eni "non ha pari nell’industria", come evidenzia l’AD: si avvale di "una metodologia di valutazione delle emissioni unica nel settore, comprensiva di tutti i passaggi della catena di produzione e commercializzazione e di tutti i prodotti generati". È stata elaborata "in collaborazione con esperti del mondo accademico e attraverso un processo di verifica indipendente compiuto da terze parti che ne garantisce un’applicazione coerente". Una strategia dunque "complessa", come rimarca Claudio Descalzi: "Attraverso tecnologie esistenti e il nostro know how coniuga gli obiettivi di continuo sviluppo con una significativa riduzione dell’impronta carbonica delle nostre attività".

Claudio Descalzi: entro trenta anni Eni sarà leader nella produzione di prodotti decarbonizzati

Nell’intervento sul Libro dei Fatti, l’AD Claudio Descalzi illustra inoltre gli obiettivi che il Gruppo si è dato: il più grande "è quello di ottenere al 2050 la riduzione dell’80% rispetto al 2018 delle emissioni nette riferibili all’intero ciclo di vita dei prodotti energetici venduti, che includono emissioni Scope 1, 2 e 3". Eni punta dunque a valorizzare e a rendere sempre più sostenibile il portafoglio upstream oil&gas con l’obiettivo di ridurne l’impronta carbonica attraverso una forte azione di efficienza energetica e l’espansione della componente gas, nell’ambito di una progressiva riduzione della produzione di idrocaburi. Non solo: "Produrremo energia verde sviluppando le rinnovabili; faremo gas, Gnl e idrogeno da gas ripuliti dalla CO2 grazie ai progetti di cattura e stoccaggio; produrremo bio carburanti dalle nostre bioraffinerie, nonché metanolo e idrogeno dai nostri progetti di valorizzazione dei rifiuti organici; faremo chimica bio sfruttando i materiali da riciclo e produrremo biometano di derivazione agricola". È dunque questa l’Eni del futuro, come ribadisce infine Claudio Descalzi: focalizzata su prodotti decarbonizzati che sono destinati "a un enorme parco clienti retail, commerciale e industriale, domestico e relativo alla mobilità sostenibile".

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Nicola Bedin: un vademecum autorevole contro la paura e il sovraffollamento dei Pronto Soccorso

Regole precise, condivise dalla comunità scientifica, contro la paura del contagio e gli assalti ai presidi ospedalieri di primo soccorso: la soluzione di Nicola Bedin al centro dell’editoriale pubblicato su "Repubblica".

Nicola Bedin

Nicola Bedin su "Repubblica": Covid-19 curato a casa, necessario un vademecum per rassicurare i potenziali malati

L’allarmismo e la paura per la pandemia si combatte solo attraverso regole chiare, validate dalla comunità scientifica. In un editoriale pubblicato su "Repubblica" lo scorso 30 ottobre, il Presidente di Snam Nicola Bedin, alla luce della sua lunga esperienza professionale nella sanità, riflette su un fenomeno tornato prepotentemente alla ribalta in queste settimane, a fronte dell’aumento del numero di contagi. Le lunghe code fuori dai Pronto Soccorso si devono principalmente alla seconda ondata di Coronavirus e alla sua particolare aggressività ma sono anche il risultato di una scarsa consapevolezza che genera paure in molti casi immotivate. Il sovraffollamento che si crea davanti alle strutture ospedaliere contribuisce ad aumentare il rischio di diffusione del virus provocando inoltre ritardi e disfunzioni nell’erogazione delle cure "ordinarie". Secondo Nicola Bedin, per fronteggiare tale situazione bisognerebbe fare in modo che i pazienti sapessero come comportarsi: fondamentale è quindi predisporre regole autorevoli e precise per rassicurare e contribuire ad evitare assalti impropri agli ospedali, come accaduto in queste settimane.

Nicola Bedin: il valore di regole chiare e condivise con la comunità scientifica per aiutare medici e malati

Nell’editoriale, Nicola Bedin invita dunque "gli esperti della materia, cioè medici e professionisti che hanno maturato una specifica esperienza sul trattamento del Covid-19" a riunirsi al più presto, sotto l’egida del Ministero, per predisporre "un vademecum semplice e chiaro, di una pagina, da diffondere pubblicamente, contenente indicazioni su cosa fare e non fare in relazione all’età, allo stato di salute, ai diversi sintomi ed alla loro gravità". Qualche esempio: "Hai 20 anni e hai solo febbre a 37,5°? Stai tranquillo a riposo a casa, senza prendere farmaci. La febbre si alza e cominci ad avere tosse? Fai questo, ma non fare quello (perché non serve o può addirittura essere controproducente). Cominci ad avvertire un affaticamento respiratorio? È il caso che ti procuri un saturimetro e verifichi l’ossigenazione del sangue: se fosse sotto ad un certo livello sarebbe il caso di andare in Pronto Soccorso. E così via, in modo schematico e facilmente intellegibile". Il pensiero di Nicola Bedin non è solo indirizzato ai potenziali pazienti ma anche ai medici "che non si sono trovati nelle condizioni di poter conoscere direttamente il virus e la malattia ad esso associata. Questi medici possono rappresentare una task force aggiuntiva per fornire consulti telefonici o video-telefonici in relazione ad una certa fase dell’evoluzione della patologia, secondo le linee guida stesse". Il Presidente di Snam e fondatore di Lifenet Healthcare si dice convinto del fatto che "non mancherebbero i volontari pronti a prestarsi a questo ruolo nonché gli enti che potrebbero favorirne l’organizzazione in tempi rapidi".

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