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Frolla artistica

Frolla dipinta consigli pratici

Come dipingere sulla pasta frolla

Da quando ho conosciuto questa arte ho pensato di condividere in questo articolo e con gli altri, perché spesso mi ritrovo anche nel mio blog a parlarne a fare dei tutorial fotografici e video.

Sto dedicando molto a questa arte e tramite quest’ultima ho conosciuto tantissime blogger a cui piace farla come me, perché ho creato anche un gruppo un canale dove spiego gratuitamente come fare. Perché mi è venuto in mente proprio questo: perché spesso alle feste per bambini, la torta  in pasta di zucchero anche se bella scenograficamente può non piacere la copertura, ed ecco che entra in scena la pasta frolla, decorata e dipinta perché quest’ultima piace a molti, sia grandi che piccini.

È un dolce molto semplice e versatile da fare, e per il disegno una volta presa la mano credo  che sia il meno dei problemi.

Poi la si può personalizzare, cambiando le creme all’interno, si può per esempio usare la crema pasticcera, la crema cantilena, la ganache al cioccolato fondente o al latte, e tantissime altre, e il disegno va sopra, come un coperchio che copre la crema.
È una idea bella e al tempo stesso completa una scenografia di un tema scelto ad una festa di bambini, quindi se il bimbo/a ha scelto per esempio la sirenetta, la tavola sarà imbandita con tutto l’occorrente, dalle stoviglie di cartone a tema, alla torta in pasta di zucchero e affianco ma non meno importante, una bellissima torta dipinta con lo stesso soggetto di quella in pdz (pasta di zucchero).

Come si fa una torta del genere?

Allora, si può usare un rotolo già pronto di pasta frolla oppure la fai tu con la ricetta che usi sempre, che hai nel tuo ricettario ereditato, tanto quasi tutte vanno bene. È sempre consigliabile farla senza usare lievito per dolci, e metterla in frigo subito dopo aver fatto il panetto, anzi io faccio anche la forma e la metto in frigo già stesa, perché il burro che è un ingrediente della pasta frolla, tende poi a farla sudare se tenuta fuori.

La base può essere cotta da sola (usando il metodo dei ceci  se cotta in bianco), oppure con la crema, se utilizzate la crema alle nocciole vi consiglio di metterci sopra mentre si cuoce un foglio di alluminio per mantenere morbida la crema.

Per il disegno sulla pasta frolla: come si procede?

Io uso un pennarello alimentare, e con della carta da forno faccio il disegno, se sei brava, puoi farlo a mano libera, se invece non te la cavi tantissimo a disegnare, stampa un disegno da internet e mettilo sotto alla carta da forno, e ricalca con il pennarello alimentare.

Esiste anche la matita alimentare, sembra una normale matita con la mina, ma è per alimenti, può essere usata anche quella per fare il ricalco sulla pasta frolla facendo attenzione a non bucarla, quindi dovete appoggiare la punta in modo leggero, ed è consigliabile arrotondarla un pochino magari usando della carta vetra conservata solo per queste occasioni.

Finito di ripassare i bordi con il pennarelloalimentare, prendi il foglio giralo e posizionalo sul disco di pasta frolla precedentemente steso, e fai una leggera pressione, per far trasferire il colore dalla carta forno alla pasta frolla.

A proposito io lavoro su pasta frolla cruda, ma ciò non toglie che potreste lavorare anche con una gia cotta, l’effetto finale cambia un pochino. Alcuni invece colorano da cruda e danno dei dettagli di luci e ombre, o di profondità sulla frolla cotta.

Quali colori usare?

I colori alimentari, ce ne sono di vari tipi, in gel, in polvere, idrosolubili e liposolubili.
Io uso quelli in gel, che si possono diluire sia in acqua oppure in alcool alimentare, io addirittura li ho diluiti con il vino bianco per dipingere la pasta di zucchero, mentre quelli in polvere si diluiscono sempre con alcool, oppure posso essere utilizzati non diluiti per fare le sfumature, e delle pennellate delicate di colore.
Personalmente li ho scoperti dopo e avevo acquistato già quelli in gel, ma dopo che ho visto il loro potenziale spero a breve di provarli anche io.

I coloranti idrosolubili si possono diluire in acqua;
i coloranti liposolubili si diluiscono con il burro di cacao.

Ci sono per esempio i coloranti liposolubili in polvere, quelli anche vanno diluiti con il burro di cacao.
Un altro consiglio che posso darvi è di usare per dipingere i pennelli per decorazioni, io ho acquistato un set da 5 pennelli, di varie misure e con punta piatta e arrotondata, ma vi consiglio di acquistare apparte un pennello per fare le linee sottilissime, in genere li vendono in set da 3 pennelli dalle misure 0, 00, 000; sono le tre misure più sottili, in genere sono i pennelli per artisti.

La mia guida finisce qui, un ultimo consiglio, se non vi ricordate  la teoria dei colori, consiglio una breve ripassata, perché vi può tornare utile se vi manca qualche colore, l’importante è almeno avere disponibi i 3 colori primari, il rosso il giallo e il blu; e anche il banco e il nero.
Con questi potete creare tutti gli altri se non li avete.
(Rosso più giallo, arancio; giallo più blu, verde; rosso più blu, viola; rosso giallo e blu, marrone).

Potete trovare tantissimi consigli e tutorial sul mio sito segnatiilmioblog.it

 

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La pastiera napoletana

Pastiera napoletana , il dilemma: deve essere con o senza crema pasticcera?

Oggi vorrei parlarvi della pastiera napoletana.
Da napoletana posso già dirvi che in famiglia ci sono delle opinioni molto differenti, c’è chi la preferisce classica, chi invece usa la crema pasticcera.

Allora la pastiera come deve essere? Con o senza crema pasticcera?

Bella domanda e la risposta porta molte discordie, anche nei social, noto che tra le food blogger ci sono opinioni divergenti, e spesso incalzanti, quasi a dire “eresia… una pastiera con la crema pasticcera”
Quindi penso che almeno a Napoli per pastiera si intende quella davvero Classica con la “C” maiuscola, cioè fatta di solo grano e ricotta.

Ma, mi dispiace per le sostenitrici della classica, a me piace di più quella con la crema. Sul mio blog comunque troverete entrambe le versioni, con e senza crema pasticcera, addirittura una versione in cui invece di usare il latte per cuocere il grano usiamo il succo di arancia (versione di mia suocera) io la chiamo la pastiera versione light perché effettivamente se la provate è più leggera.

Beh comunque c’è anche da dire una nota sulla cottura del grano nel latte, perché se leggo le istruzioni su alcuni barattoli di grano, quello già pronto, non è neanche necessario cuocerlo tutto quel tempo nel latte perché è in realtà già cotto in questi barattoli, quindi si può aggiungerlo senza cuocerlo. Si usava cuocerlo perché ai tempi delle norme e bisnonne non lo vendevano già cotto nei barattoli.
Noi personalmente, in famiglia (apparte mia suocera che cuoce nel succo di arancia), usiamo ancora cuocerlo nel latte, anche se quello in barattolo, perché abbiamo sempre fatto così e io continuo a farlo.

Anzi vi aggiungo le mie varianti:

• Uso tritare il grano ( in genere gli altri lo mettono intero) a me non piace

• Trito anche i canditi (in un poco di latte altrimenti si attacca tutto)

• E per la mia teglia (dalla mia dose escono tre grandi pastiere) qualche volta ci aggiungo le gocce di cioccolato

• Uso la crema pasticcera

Sarà anche “non classica” o come la volete chiamare ma a me piace così.

Comunque l’idea della crema l’ho avuta dalla pastiera che faceva mia zia, me la ricordo, che la fa da quando ero piccola e andavo a casa loro a mangiarla s Natale.

Se volete vedere tutte le varianti della pastiera napoletana andate sul mio sito segnatiilmioblog.it

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