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A2A e qualità della vita: l’intervista a Carlotta Ventura al Forbes Women’s Week

Carlotta Ventura ha parlato della trasformazione di A2A in Life Company e di come questa sia sempre più focalizzata su economia circolare, transizione energetica, sostenibilità e creazione di una cultura condivisa, anche in termini inclusivi.

Carlotta Ventura

Acqua, energia e ambiente in A2A: il Forbes Women’s Week ospita Carlotta Ventura

La dimensione della sostenibilità, oggi diffusamente al centro di considerazioni e analisi, è un valore da coltivare con cura e con coerenza tra riflessione e azione. "Una parola che va trattata con cura perché sta perdendo il suo significato", ha indicato Carlotta Ventura, manager in A2A, nel suo discorso al Forbes Women’s Week di Milano: "Adesso è tutto un po’ verde e sostenibile, dopodiché c’è un passaggio che chi fa marketing deve tenere presente". Il riferimento è al cosiddetto "walk the talk": in altri termini, "dopo tante parole, le azioni devono essere conseguenti, altrimenti perdi credibilità verso tutti i tuoi pubblici di riferimento", ha dichiarato la manager. Attuale Direttore Communication, Sustainability and Regional Affairs, Carlotta Ventura ha così evidenziato come tale concezione sia connessa ad azioni, strategie aziendali e progetti delineati dalla Life Company nel Piano Industriale 2021-2030. "Ci occupiamo di energia per definizione e ci occupiamo di ambiente", ha commentato "Ci occupiamo di distribuire acqua e poi di generare energia attraverso l’idroelettrico. Ci occupiamo di aria tenendo pulite le città con gli impianti di trattamento dei rifiuti". È così che A2A concretizza il nuovo corso che l’ha condotta a diventare una Life Company.

Sfida sostenibile, Carlotta Ventura: formazione e inclusione sono fondamentali

I quattro elementi empedoclei, essenziali alla vita, sono dunque al centro delle attività di A2A ed è proprio nel percorso di transizione ecologica che emerge l’importanza del lavoro svolto dalla Life Company. Per Carlotta Ventura si tratta di un compito che prevede certamente impegno, ma anche investimenti: la questione ambientale presenta infatti anche dei costi, riscontrabili oggi, per esempio, nell’innalzarsi delle bollette. "La transizione costa", ha osservato, aggiungendo però che "la povertà energetica non è attaccare il telefonino: la povertà energetica è riscaldare casa e quello significa salute". La sfida sostenibile "va sostenuta", ha aggiunto, e per affrontarla adeguatamente è necessario impiegare diversi strumenti: formazione, inclusione, innovazione e tecnologia. "La formazione è fondamentale per la sensibilizzazione", così Carlotta Ventura in chiusura, "perché consente di mettere in pratica i principi e farli propri". Ad aiutare nel percorso, anche la creazione di una "cultura condivisa" che favorisca contesti efficaci in cui anche le donne possano accedere a ruoli di responsabilità, favorendo la qualità della vita nel suo complesso.

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Gov-tech e trasformazione PA, Davide D’Arcangelo: le potenzialità del Public Innovation Manager

Founder di Next4 e Vicepresidente di Impatta, Davide D’Arcangelo è un professionista esperto in innovazione, cluster e reti di impresa. Il suo intervento a “Impatta sul Recovery – Innovare la PA” ha messo in luce la figura professionale del Pubblic Innovation Manager.

Davide D'Arcangelo

Abilitare il cambiamento: focus di Davide D’Arcangelo sul Pubblic Innovation Manager

Le potenzialità dell’innovation management per favorire la modernizzazione della PA sono oggi tra le questioni al centro del dibattito su come impiegare al meglio i fondi del PNRR. Questo poiché la Pubblica Amministrazione ha un ruolo importante nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Davide D’Arcangelo ha affrontato il tema intervenendo all’incontro “Impatta sul Recovery – Innovare la PA. La figura del Public Innovation Manager”, organizzato il 30 novembre da Impatta (network di imprese e professionisti coordinato da Next4 Production) e Fondazione Italia Digitale. L’evento ha visto alternarsi due momenti di confronto con esperti del settore e personalità del mondo istituzionale, tra cui il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, delega Affari Europei, Vincenzo Amendola. L’incontro ha fornito l’occasione per discutere sull’importanza della figura del Public Innovation Manager: “Un acceleratore per la PA”, ha segnalato Davide D’Arcangelo, oltre che portatore di opportunità per sviluppare nuove filiere industriali.

Davide D’Arcangelo: trasversalità e visione strategica, nuova cultura per gli enti locali

Proprio sulla figura professionale del Public Innovation Manager Davide D’Arcangelo si è soffermato per evidenziarne le potenzialità nel presente e nel futuro del Paese. “Il Public innovation manager non è solo un acceleratore per la PA”, così il Founder di Next4 nell’intervento: tale profilo professionale, infatti, applicando competenze di tipo trasversale e grande visione strategica, può diventare un “abilitatore di cambiamento” utile oggi al Paese, nonché “aprire ad una nuova filiera industriale, quella del Gov-tech”. Secondo Davide D’Arcangelo, dunque, la grande opportunità è quella di poter “creare strumenti in grado di semplificare la burocrazia”, ha evidenziato in conclusione, veicolando parallelamente “una nuova cultura negli enti locali, nuovi standard e tecnologie a servizio della Pubblica Amministrazione”.

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Francesco Milleri: sostenibilità, EssilorLuxottica punta sui futuri Chief Circular Officer

Francesco Milleri: EssilorLuxottica promuove insieme a ESSEC Business School, L’Oréal e Bouygues la nascita a livello internazionale della prima cattedra dedicata alla circular economy.

Francesco Milleri

Francesco Milleri: EssilorLuxottica, partnership per l’istituzione di una cattedra sulla Global Circular Economy

L’impegno di EssilorLuxottica a favore della sostenibilità, supportato fortemente anche dall’AD Francesco Milleri, si esprime attraverso le sempre più numerose iniziative promosse con questo obiettivo. Tra queste di recente anche l’istituzione della prima cattedra dedicata ai temi dell’economia circolare, la Global Circular Economy Chair: un progetto nato dalla collaborazione con la business school che ha sede a Parigi, una delle principali in Europa, e con L’Oréal e Bouygues. La cattedra, riservata agli studenti del Master in Management di ESSEC, punta a formare i futuri Chief Circular Officer, destinati ad accompagnare le aziende nel loro percorso verso un’economia circolare. Non a caso, a fronte di una crescente attenzione su queste tematiche, dell’evoluzione dei comportamenti d’acquisto dei consumatori e di un inasprimento delle normative del settore, le organizzazioni sono chiamate a ripensare in modo radicale i propri modelli di business: in questa prospettiva l’economia circolare fornisce una soluzione chiara e sostenibile al fine di ridurre le emissioni globali di CO2 del 45%. È qui il valore dell’iniziativa a cui contribuirà quindi anche il Gruppo guidato da Francesco Milleri: la costruzione del nostro futuro passa soprattutto attraverso la formazione dei nuovi talenti, sempre più consapevoli dell’importanza della sostenibilità e dell’implementazione di strategie globali per la trasformazione circolare. L’obiettivo è quello di formare 120 leader entro il 2025.

Francesco Milleri: onorati di collaborare con organizzazioni altamente stimate

"In EssilorLuxottica, crediamo fermamente nel potere della collaborazione", hanno sottolineato in merito l’Amministratore Delegato di EssilorLuxottica Francesco Milleri e Paul du Saillant, Vice Amministratore Delegato: "Questo è il motivo per cui siamo onorati di collaborare con organizzazioni altamente stimate come ESSEC Business School, L’Oréal e Bouygues". L’AD Francesco Milleri, nel parlare insieme al Vice AD dell’importanza del progetto, ha ricordato anche il programma globale di sostenibilità "Eyes on the Planet" lanciato da EssilorLuxottica, attraverso cui "speriamo di rispondere alle esigenze di cura della vista in evoluzione a livello globale e alla domanda di un settore che cresce sempre più rapidamente, in modo responsabile e sostenibile". La partnership che ha portato alla nascita della Global Circular Economy Chair, come evidenziato dall’AD e dal Vice AD di EssilorLuxottica, "ci aiuterà a fare importanti passi avanti in ricerca, riduzione, riutilizzo e riciclo".

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Bollette, Renato Mazzoncini (A2A): “Per evitare il rincaro semplificare l’iter per le rinnovabili”

In occasione della presentazione del Bilancio di sostenibilità di Milano, l’AD di A2A Renato Mazzoncini ha affrontato il tema del maxi rincaro delle bollette energetiche.

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini (A2A): "Sulle rinnovabili ancora tanta la strada da fare"

+40%: è l’aumento previsto per le bollette di luce e gas che gli italiani riceveranno a partire dal prossimo trimestre. L’allarme rincaro lanciato la settimana scorsa dal Ministro della Transizione Cingolani ha messo in luce tutte le difficoltà del sistema energetico italiano e soprattutto ha evidenziato l’urgenza di accelerare sulla transizione. A dichiararlo ai microfoni di "Teleborsa" Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A. "I rincari – ha dichiarato il manager a latere della presentazione del quinto Bilancio di sostenibilità della Città di Milano – sono legati principalmente all’incremento del costo delle cosiddette commodities, gas e olio combustibile. Ciò dimostra che abbiamo ancora tanta strada importante da fare sulle rinnovabili. Se il costo dell’energia è ancora così condizionato dalle fonti fossili, evidentemente bisogna accelerare la transizione". Un altro fattore che contribuisce ad appesantire le bollette è anche l’incremento crescente del costo dell’anidride carbonica: "È la ragione per cui nel Piano A2A è previsto un dimezzamento della produzione di CO2 per Kw/ora", ha spiegato Renato Mazzoncini.

Renato Mazzoncini (A2A): "Necessario shift verso l’elettrico"

Al momento il Governo italiano è al lavoro per un piano d’emergenza contro i rincari attesi. Per l’AD di A2A, nonostante sia ragionevole ipotizzare che nel prossimo futuro il prezzo di gas e petrolio tenderà ad abbassarsi, il sistema energetico italiano ha bisogno di ridurre la propria dipendenza dai combustili fossili. "Più crescono le rinnovabili, meno diventano importanti gas metano e petrolio – ha detto Renato Mazzoncini, che poi ha aggiunto – Quello che dobbiamo fare è innanzitutto risolvere i problemi di autorizzazioni e permessi, che al momento stanno bloccando lo sviluppo". Ostacoli da rimuovere velocemente: "Le aziende come la nostra oggi sono pronte a decuplicare la velocità di installazione delle rinnovabili in Italia, che è quello che serve per arrivare al famoso "fit 55" al 2030, e cioè al 55% dell’energia elettrica rinnovabile al 2030". Una volta raggiunta la "certezza dei tempi degli iter amministrativi", per decarbonizzare sarà fondamentale uno shift dal metano all’elettrico. Un passaggio che, conclude Renato Mazzoncini, "richiede un investimento di 1 miliardo e mezzo di euro nei prossimi 10 anni per raddoppiare la potenza elettrica".

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La valutazione del rischio elettrico e la nuova CEI 11/27

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La valutazione del rischio elettrico e la nuova CEI 11/27

Nel mese di febbraio 2022 un corso in videoconferenza si soffermerà sulla valutazione del rischio elettrico, sulle principali misure di prevenzione e sulle novità introdotte dalla nuova edizione 2021 della norma CEI 11-27.

 

Se l’esposizione al rischio elettrico è presente in ogni luogo in cui c’è una fonte di alimentazione di natura elettrica, è indubbio che i lavoratori più esposti a questo rischio siano proprio coloro che lavorano a stretto contatto o direttamente sugli impianti elettrici.

Per poter garantire la sicurezza dei lavoratori è necessario, come lo è per tutti i rischi professionali, una attenta valutazione del rischio, una analisi preventiva documentata orientata all’individuazione delle misure di prevenzione da adottare per garantire la sicurezza.

 

Un’adeguata prevenzione deve tener conto non solo delle normative vigenti, ad esempio con riferimento al D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), ma anche alla pertinente normativa tecnica, come richiesto dallo stesso Testo Unico. E una importante norma tecnica, giunta alla quinta edizione, è la CEI 11-27Lavori su impianti elettrici” che è il riferimento per tutte le attività di lavoro sugli impianti elettrici normate dal D.Lgs. 81/2008, in particolare con riferimento agli articoli 82 (Lavori sotto tensione) e 83 (Lavori in prossimità di parti attive).

 

Ci sono corsi in videoconferenza che affrontano il tema della valutazione del rischio elettrico e delle possibili misure di prevenzione alla luce della normativa vigente? Ci sono percorsi formativi che permettono di conoscere le novità apportate dalla nuova edizione della norma CEI 11/27?

 

La videoconferenza su rischio elettrico e norma CEI 11/27

Per favorire la prevenzione dei rischi elettrici nel mondo del lavoro l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 17 e 24 febbraio 2022 una videoconferenza di 8 ore dal titolo “La valutazione del rischio elettrico e la nuova CEI 11/27 edizione V”.

 

Il corso si pone l’obiettivo di illustrare la valutazione del rischio elettrico nei diversi step e spiegare le principali misure da attuare al termine della valutazione.

Nel percorso formativo, che si terrà tramite piattaforma informatica e in sincrono (tra persone presenti nello stesso momento), sono trattate anche le maggiori novità introdotte dalla nuova edizione 2021 della norma CEI 11-27.

 

Il docente del corso è Alessio Celeste, formatore qualificato per la sicurezza sul lavoro, esperto nelle verifiche di impianti elettrici negli ambienti di lavoro, Ispettore per il DPR 462/01 aree I, II, III.

 

La quinta edizione della norma relativa ai lavori su impianti elettrici

È stata dunque pubblicata dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) la quinta edizione della Norma CEI 11-27Lavori su impianti elettrici” che si applica a tutti i lavori elettrici e anche ai lavori non elettrici, come, ad esempio, i lavori edili eseguiti in prossimità di impianti elettrici, di linee elettriche aeree o in vicinanza di cavi sotterranei non isolati o insufficientemente isolati. Mentre la norma non si applica ai lavori sotto tensione su impianti a tensione superiore a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua (norma CEI 11-15).

 

Alcune delle modifiche rispetto alla precedente edizione della norma riguardano l’aggiornamento della definizione di RI (Persona designata alla conduzione dell’impianto elettrico durante l’attività lavorativa), URL (Persona o Unità Responsabile della realizzazione del lavoro) e PL (Persona preposta alla conduzione dell’attività lavorativa).

Inoltre sono presenti anche:

  • precisazioni in merito al lavoro elettrico e ai controlli funzionali;
  • indicazioni nuove riguardanti l’organizzazione del lavoro, le comunicazioni e la formazione e l’aggiornamento degli addetti ai lavori elettrici (i corsi relativi alla teoria possono essere svolti anche in videoconferenza o in eLearning);
  • un aggiornamento relativo alle esclusioni dei lavori sotto tensione.

Si segnala inoltre l’inserimento dell’Allegato H (Ulteriori informazioni per il lavoro in sicurezza).

 

I contenuti del corso e le informazioni per iscriversi

La videoconferenza di 8 ore “La valutazione del rischio elettrico e la nuova CEI 11/27 edizione V”, organizzata dall’Associazione AiFOS, si terrà nelle seguenti giornate e orari:

  • 17 febbraio 2022, dalle 14.00 alle 18.00 (4h)
  • 24 febbraio 2022, dalle 9.00 alle 13.00 (4h).

 

Durante la videoconferenza verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • Brevi cenni di fisica: l’elettricità, i sistemi elettrici.
  • Rischio elettrico: IEC 60479-1 effetti dell’elettricità sul corpo umano; statistica: le cause più comuni di folgorazione.
  • La valutazione del rischio elettrico: D.Lgs 81/08, La valutazione del rischio passo per passo, CEI 11-27 – La valutazione delle distanze.
  • La scelta delle attrezzature e dei Dispositivi di Protezione Individuale: attrezzature isolate e isolanti: tipologie, procedure d’uso e manutenzione, DPI per il rischio elettrico: tipologie, procedure d’uso e manutenzione.
  • La formazione per gli addetti: la nuova edizione CEI 11-27 – PES, PAV, idoneità al lavoro sotto tensione in BT.
  • Procedure di lavoro a seguito della valutazione: CEI 11-27 – lavori fuori tensione, sotto tensione e in prossimità.

 

La partecipazione al corso vale come 8 ore di aggiornamento per RSPP, ASPP, Formatori Area 2, Coordinatori. Corso valido per HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/la_valutazione_del_rischio_elettrico_e_la_nuova_cei_11_27_edizione_v

 

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected] –  [email protected]

 

 

16 dicembre 2021

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Le scelte realizzate dalla società guidata da Antonio Franchi per il progetto di Palazzo Ravasio

Il team di Antonio Franchi è impegnato in un progetto davvero importante che trasformerà l’antico edificio veronese di Palazzo Ravasio in una struttura moderna ed ecosostenibile.

Antonio Franchi

Antonio Franchi: Palazzo Ravasio come esempio di edilizia sostenibile

Uno dei più importanti edifici storici di Verona, Palazzo Ravasio, diventerà presto un modello di ecosostenibilità grazie all’opera di Antonio Franchi e del suo team. La società da lui guidata, The Residenze, specializzata nel comparto immobiliare residenziale di alta gamma, si occuperà infatti del progetto di ristrutturazione e modernizzazione che interesserà il Palazzo, seguendo i principi dell’architettura sostenibile. Il benessere degli occupanti, così come la limitazione dei consumi e la riduzione dell’uso dei fossili rappresenteranno i principali obiettivi del team. Da un lato c’è quindi la consapevolezza di quanto i sistemi di riscaldamento e raffreddamento degli edifici incidano sull’inquinamento cittadino e dall’altro la presa di coscienza che il comfort è ormai un must in un mercato che mette le esigenze dell’uomo al centro di tutto.

Antonio Franchi: Palazzo Ravasio sarà tutto “green”, dagli impianti ai materiali

Secondo il team di Antonio Franchi, realizzare un edificio moderno e sostenibile significa anche prestare un’attenzione particolare alla scelta delle tecniche e dei materiali utilizzati. Palazzo Ravasio dovrà essere “green” a 360°, per cui tutto, dagli impianti ai materiali, dovrà essere estremamente ecosostenibile. Per rispondere a queste esigenze, il team ha previsto l’installazione di impianti di ultima generazione e di sistemi di isolamento che riducano i consumi garantendo al contempo il massimo comfort termico. Per quanto concerne i materiali, anche questi saranno categoricamente ecosostenibili. L’isolamento termico, ad esempio, sarà ottenuto tramite l’impiego di materiali di fibra di canapa vegetale in grado di controllare il tasso di umidità e limitare gli inquinanti. I pavimenti saranno costituiti da legno biocompatibile e certificato e saranno posati senza l’utilizzo di collanti chimici. Le pareti, infine, verranno rivestite con materie prime di origine naturale e minerali riciclati.

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Salute e ambiente, Pietro Vignali: più incentivi e finanziamenti per le città post-Covid

Salute e ambiente sono due facce della stessa medaglia. Pietro Vignali spiega l’importanza di coniugare i due aspetti per poter supportare lo sviluppo delle città post-pandemia.

Pietro Vignali

Pietro Vignali: fondamentale la collaborazione tra ambiente e salute

Ambiente e salute vanno di pari passo: secondo l’ex Sindaco di Parma, Pietro Vignali, la tutela di questi due aspetti rappresenta una delle più grandi sfide delle città italiane post-Covid. I rischi per la salute non includono soltanto il traffico, ma anche l’inquinamento generato dal riscaldamento delle abitazioni. La contaminazione ambientale potrebbe essere gestita e limitata attraverso la concretizzazione di un grande piano casa arricchito dalle agevolazioni fiscali previste dall’ecobonus. Nelle città post-pandemia è ormai necessario potenziare la sinergia tra ambiente e salute: le isole ambientali e pedonali di via Farini e il parco urbano realizzato tra via Montebello e via Bizzozzero, ad esempio, rientrano nei progetti realizzati dall’ex primo cittadino di Parma al fine di rendere più sostenibile la città. Le iniziative green che potrebbero supportare le città italiane includono anche la trasformazione delle numerose aree dei centri urbani in parchi e luoghi di socializzazione. “Vent’anni fa – spiega Pietro Vignaliavevo coniugato l’assessorato all’ambiente con quello alla mobilità. Fu una scelta vincente”. “Ora bisogna fare un salto ulteriore che è quello di coniugare l’ambiente con la salute. Per questo avevamo, insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità, organizzato a Parma il quinto Vertice Mondiale su Ambiente e Salute, il primo realizzato in Italia alla presenza di più di 100 Ministri dell’Ambiente e della Salute di tutto il Mondo per parlare di come coniugare le politiche ambientali con quelle della salute soprattutto per i bambini”.

Pietro Vignali: incentivi e finanziamenti per il trasporto pubblico e privato

Sul fronte dell’inquinamento ambientale, ricorda Pietro Vignali, i divieti sono utili solo se perfezionati con ulteriori incentivi e investimenti. Nel caso delle restrizioni relative alla circolazione degli autoveicoli diesel, queste dovrebbero prevedere specifici contributi e soluzioni per tutti coloro il cui stato economico non permette la sostituzione del proprio veicolo. Non solo i mezzi privati, ma anche quelli pubblici sono determinanti per l’ambiente e per la salute. Una delle iniziative realizzate dall’allora Amministrazione di Parma, con il contributo del Ministro dell’Ambiente, ha infatti consentito di erogare agevolazioni creando diversi distributori a metano per le flotte pubbliche e trasformando oltre 75.000 auto a metano. “L’elettrico è la nuova frontiera”, dichiara Pietro Vignali. L’acquisto di moderni filobus e il collaudo di autobus elettrici nel centro storico e sulla linea 15 fanno parte dei progetti sostenibili ideati per la città di Parma. Non solo, i rappresentanti delle principali case automobilistiche europee sono stati coinvolti per un’iniziativa basata sulle auto a zero emissioni e sull’elettrico. Un finanziamento di oltre 15 milioni, inoltre, ha consentito di erogare incentivi per l’acquisto di 5mila biciclette elettriche nella città di Parma.

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Enel, Francesco Starace presenta il Piano 2022-2024: “Prossimo decennio cruciale”

Per Francesco Starace è arrivato il momento di passare definitivamente dal decennio delle rinnovabili a quello dell’elettrificazione. L’AD di Enel lo ha dichiarato durante la presentazione del nuovo Piano Strategico 2022-2024.

Francesco Starace

Francesco Starace: Enel accelera sulle rinnovabili e si dirige veloce verso la decarbonizzazione

“Il Piano di quest’anno, con 170 miliardi di euro di investimenti diretti entro il 2030, rappresenta un punto di svolta. La sua attuazione ci consente di avanzare dal precedente Decennio della Scoperta dell’Energia Rinnovabile all’attuale Decennio dell’Elettrificazione”. A parlare è Francesco Starace, Amministratore Delegato di Enel, in occasione dell’evento di presentazione del Piano strategico 2022-2024, tenutosi lo scorso 24 novembre. Tra il 2021 e il 2030, il Gruppo ha intenzione di mobilitare investimenti per un totale di 210 miliardi, di cui 40 catalizzati da terzi. Il nuovo Piano non si limita quindi al biennio ma offre una visione strategica per tutto il prossimo decennio, definito “cruciale” dall’AD in vista degli obiettivi di Parigi. Fondamentale sarà la spinta all’elettrificazione dei consumi, accompagnata dall’addio al carbone entro il 2027 e dall’addio al gas entro il 2040: “Stiamo anticipando di dieci anni l’obiettivo della completa decarbonizzazione del Gruppo – ha detto Francesco Staracee creando valore per i nostri clienti, che sono al centro della Strategia del Gruppo, valore che si traduce nella prevista riduzione della loro spesa energetica, aumentando al contempo la loro domanda di elettricità entro il 2030.”.

Francesco Starace: nel nuovo Piano spazio anche a infrastrutture e retail

Per raggiungere l’obiettivo NetZero, Enel destinerà circa 19 miliardi di euro alle rinnovabili. Secondo le stime, la capacità totale installata raggiungerà i 77 gigawatt nei prossimi due anni. Il doppio nel 2030 grazie anche al contributo di diverse soluzioni di accumulo. In tema di resilienza, digitalizzazione e sicurezza delle reti, il Gruppo guidato da Francesco Starace prevede investimenti per un totale di 18 miliardi (+12% rispetto al Piano precedente). Il miglioramento delle infrastrutture contribuirà non solo al processo di elettrificazione, ma anche all’aumento della base clienti: “Il business di Infrastrutture e Reti e la nuova business line Global Customers ci consentiranno di cogliere le incredibili opportunità offerte dall’elettrificazione − ha dichiarato Francesco Starace, che poi ha concluso − Il lavoro pionieristico svolto da tutti i colleghi di Enel e la trasformazione digitale avanzata del Gruppo ci consentiranno di soddisfare le esigenze in evoluzione dei clienti nel corso di questo decennio”.

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Nicola Volpi: Horacio Pagani S.p.A., nuova partnership strategica con Public Investment Fund

Nicola Volpi: una nuova frontiera sta per nascere nel mondo delle hypercars e del lifestyle grazie alla partnership strategica siglata da Horacio Pagani S.p.A. e il fondo sovrano arabo Public Investment Fund (PIF).

Nicola Volpi

Nicola Volpi: la partnership tra Horacio Pagani S.p.A. e Public Investment Fund (PIF)

Un nuovo traguardo per Nicola Volpi e per Horacio Pagani S.p.A.: il fondo sovrano arabo Public Investment Fund (PIF) è entrato ufficialmente nell’azionariato di Horacio Pagani, che include anche Nicola Volpi ed Emilio Petrone, unitamente alla famiglia Pagani. L’operazione è parte integrante di una partnership strategica sottoscritta con PIF. L’accordo comprende un investimento a lungo termine da parte di Public Investment Fund, che affiancherà Horacio Pagani S.p.A. attraverso l’ingresso nell’azionariato. Si punta a una crescita sostanziale nel mercato delle hypercars. Grazie a questa importante operazione, vi sarà spazio anche per l’esplorazione e lo sviluppo di nuove opportunità per quanto riguarda il segmento lifestyle, favorita dal lancio strategico di Pagani Arte.

Nicola Volpi: i vantaggi e gli obiettivi dell’operazione

L’operazione tra il fondo arabo sovrano e Horacio Pagani S.p.A. prevede l’acquisto di una partecipazione di minoranza da parte di PIF, che si va quindi ad aggiungere agli attuali azionisti di minoranza Nicola Volpi ed Emilio Petrone. Il controllo della società rimane, di fatto, nelle mani della famiglia Pagani che continua a ricoprire il ruolo di azionista di maggioranza. “PIF rappresenta il partner ideale per consolidare ulteriormente il posizionamento di Pagani come brand iconico nel mondo delle hypercars e per supportarne la strategia di espansione nel settore lifestyle”, ha dichiarato Horacio Pagani. Nicola Volpi da parte sua, con Movidea, punta da anni su Horacio Pagani S.p.A. Il CEO di Movidea infatti, la società di investimento specializzata nel settore dei beni e dei servizi di lusso, è diventato azionista di Horacio Pagani S.p.A. nel 2013 con ruoli di indirizzo strategico e di supporto alla crescita. La partnership con PIF è una tappa decisiva, che proietterà la società verso nuovi traguardi sempre più rilevanti.

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Green economy, l’Italia è tra i Paesi che (in teoria) potrebbero essere favoriti

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  • 16 Dicembre 2021

Il mondo è entrato in una fase importante, virando con decisione verso la green economy. Le sfide in ottica “verdesono tante e complesse, e coinvolgono tutti i Paesi. Ma non sono tutti sullo stesso piano.
Infatti come in tutti i passaggi storici ci sono vincitori e vinti, e accadrà così anche in questo caso.

La sfida della green economy

green economySe per il combustibile fossile, petrolio in primis, ci sono in tutta chiarezza alcune zone del mondo decisamente avvantaggiate da madre natura, anche l’energia verde presenta Paesi che possono essere più favoriti da altri. Insomma anche nella virata verso la green economy non sono tutti sullo stesso piano.
Poi è chiaro che molto dipende anche da come verranno colte certe situazioni e opportunità, da come si riuscirà ad agganciare l’uncino di Ross economico.

Paesi favoriti

Quello che bisogna chiedersi è chi saranno i beneficiari della transizione verso la green economy?
In base a uno studio realizzato dall’Università di Oxford, anche l’Italia figura tra i paesi favoriti. Assieme a noi ci sono Germania, Spagna, Stati Uniti e Cina. Potrebbero essere questi i veri market maker della rivoluzione verde.

Nel report  intitolato “Predictors of Success in a Greening World”, sono questi paesi ad essere identificati come i maggiori beneficiari dalla transizione ecologica. Tutto questo grazie alle loro forti competenze produttive e tecnologiche in ambito green.

Cogliere le opportunità

Bisogna evidenziare che se in assoluto il potenziale di sviluppo della green economy è migliore in questi Paesi, quanto poi esso si tradurrà in effettivi vantaggi competitivi è tutto da vedere.
Ad esempio, saranno importantissime le differenze di budget per la ripresa post-pandemia, in special modo quanta parte sarà destinata a trainare i cambiamenti nelle competenze green in futuro. L’Italia in questo senso ha un budget relativamente basso, meno dello 0,1% del PIL. Stati Uniti, Germania e Cina invece investono fino all’1% del PIL nella ripresa verde.

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Eni Award, Claudio Descalzi: in cinque anni Eni ha investito cinque miliardi in ricerca scientifica

“La ricerca scientifica deve avere un occhio alle nuove tecnologie ma arrivare anche a fare in modo che si giunga a una transizione giusta”: Claudio Descalzi sul ruolo della ricerca e dell’innovazione sostenibile.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi agli Eni Award: l’importanza della ricerca scientifica in Eni

Si è tenuta lo scorso 14 ottobre, al Palazzo del Quirinale, l’edizione 2021 degli Eni Award, punto di riferimento internazionale nella ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente. La premiazione si è svolta alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Presidente di Eni Lucia Calvosa e dell’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi. “Oggi premiamo i ricercatori che stanno dando qualcosa agli altri, pensando al futuro dell’umanità”, così l’AD nel suo intervento, che si è focalizzato sull’importanza di una “transizione giusta” per cui la ricerca scientifica e le nuove tecnologie rivestono un ruolo chiave. E ribadendo come le costanti dell’innovazione e della ricerca siano un punto centrale anche in Eni, Claudio Descalzi ha tracciato un bilancio dell’impegno del Gruppo in tale area: “Negli ultimi 5 anni abbiamo investito 5 miliardi di euro nella ricerca scientifica”, ha segnalato l’AD nel suo discorso al Quirinale.

Claudio Descalzi: nel contesto energetico attuale, Italia in posizione privilegiata per l’approvvigionamento

L’intervento di Claudio Descalzi agli Eni Award ha poi affrontato alcune questioni di attualità e, in particolare, lo scenario odierno in tema di energia. Per quanto concerne i prezzi, l’AD ha segnalato come, nonostante il costo del gas sia ancora alto, “i prezzi non resteranno a questi livelli, perché i livelli che abbiamo adesso sono estremamente alti e non riusciamo a tenerli”. I volumi investiti, ha aggiunto, si aggiravano sugli “850 miliardi di euro nella parte gas e petrolio, adesso se ne investono 350 all’anno. Questo è cominciato dal 2015, siamo in situazione fisica di offerta che è inferiore alla domanda, questo lo vediamo anche nel petrolio”. Nel settore del gas, “non vedo grossi investimenti adesso, non vedo grosse produzioni”, ha dichiarato, aggiungendo che “i grossi quantitativi di gas entreranno quando il Qatar finalizzerà la prima fase”, riferendosi al grande progetto di gas naturale liquefatto in corso. In tale situazione, l’AD Claudio Descalzi non vede uno scenario di difficile approvvigionamento per il nostro Paese: “L’Italia sicuramente è in una posizione privilegiata perché ha un accesso al gas in modo molto diversificato. Non c’è solo il gas che viene da nord, abbiamo anche quello che viene dal Nord Africa, dall’Algeria, dalla Libia e anche dalle Lng”.

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Cristina Scocchia si racconta a “La Repubblica”: dall’Università Bocconi al mondo del beauty

Da Kukident a L’Oréal a Kiko: Cristina Scocchia ha portato avanti con successo le sfide professionali che le si sono presentate fin dai tempi dell’università.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: dall’Università Bocconi ai primi incarichi in Procter&Gamble

Cristina Scocchia, nonostante la giovane età, ha alle spalle una carriera di tutto rispetto che è iniziata prima ancora della sua laurea in Economia presso l’Università Bocconi di Milano. Al mondo del beauty arriva (con L’Oréal e poi con Kiko) dopo un percorso di crescita importante. Dell’esperienza in L’Oréal dice in un’intervista rilasciata a “La Repubblica”: “È stata una sfida professionale riportare la filiale alla crescita dopo anni di segni meno sui bilanci. L’Italia per l’azienda è tra i primi dieci paesi al mondo. Sono stati anni belli, adrenalinici, affascinanti”. Cristina Scocchia inizia il suo percorso in Procter&Gamble, dopo un career day particolarmente fruttuoso. “Non la conoscevo, ma due dei manager lì presenti mi dissero subito: da noi conta il merito, non importa da dove vieni, ma la tua voglia di crescere. Per me è stata una rivelazione. Ho mandato il curriculum, potevo vantare ben poco, ci ho messo anche le attività di volontariato e il periodo nei boy scout, e mi hanno assunta per uno stage di tre mesi durante l’università. Ho dato il 300 per cento. Alla fine il mio capo decise: ti assumo come se fossi già laureata, lavora tutto il giorno, studia la notte e prendi la laurea”.

Cristina Scocchia: l’ingresso nel mondo del beauty e il consiglio alle donne lavoratrici

Cristina Scocchia si occupa inizialmente di una campagna di marketing per Kukident. L’insegnamento è: lavora su un prodotto difficile, non su quello facile che tutti vogliono, per costruirti un profilo a tutto tondo. La promozione arriva insieme a nuove sfide, nel settore commerciale per l’Est Europa, Medio Oriente e Africa, dal 2004 al 2006. Entra finalmente nel mondo del beauty nel 2007, con incarichi sempre più importanti fino al ruolo di vertice del global cosmetic operations, responsabile di Max Factor in 75 Paesi del mondo. “Non avrei potuto essere più contenta”, racconta Cristina Scocchia, “sentivo l’onere di metterci la faccia, di fare scelte anche impopolari, sapendo che avrebbero reso più forte l’azienda”. La manager alle donne in carriera consiglia: “Se volete fare passi in avanti ci dovete credere. Spaventarsi per le difficoltà non aiuta, è il modo migliore per autoescludersi. Non permettete agli stereotipi di decidere per voi chi essere o chi diventare”. La manager si è battuta con successo in L’Oréal per migliorare la vita dei collaboratori attraverso l’introduzione dello smart working già nel 2014, mentre in Kiko è riuscita nel difficile compito di ristrutturare l’azienda, per riportarla ad una crescita profittevole.

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Giampiero Catone: personale della PA ai minimi storici

Nella sua battaglia contro il Reddito di Cittadinanza, Giampiero Catone mette in luce i vuoti nella Pubblica Amministrazione ed invita lo Stato a riprendere le redini in mano.

Giampiero Catone

Giampiero Catone: sempre meno personale nella PA

Nonostante i recenti bandi volti a rafforzare la Pubblica Amministrazione, per Giampiero Catone si tratta solo di “un pannicello caldo sulla fronte di un settore pubblico pericolosamente sguarnito di personale”. Il giornalista riporta che i lavoratori del pubblico impiego siano infatti ai minimi storici e che l’età media dei dipendenti supera di lungo i 50 anni. Un dato che dovrebbe destare preoccupazione, soprattutto se si pensa che, a seguito di numerosi tagli, diversi servizi sono stati esternalizzati, portando il più delle volte a “uno scaricabarile di responsabilità”, favorito a sua volta da un intreccio di regole e norme che non fanno altro che rendere il sistema lento e complicato. A pagare per il mix di burocrazia e vecchiaia sono “proprio i cittadini a cui questi servizi dovrebbero essere serviti e garantiti”.

Giampiero Catone: lo Stato deve tornare ad assumere

“C’era una volta – ricorda con amarezza Giampiero Catoneuna Italia che non solo cresceva e creava opportunità di lavoro e impiego ma c’erano posti fissi dove era possibile stratificare le conoscenze, fare carriera, puntare su obiettivi personali e del sistema Paese. C’era uno Stato che assumeva con regole durature che funzionavano, tanto da permettere al lavoratore di costruire la propria identità professionale e di vita attorno a quel punto essenziale di riferimento che è il lavoro”. Oggi i salari sono diventati più bassi, i giovani passano in continuazione da un’esperienza all’altra e misure come quella del Reddito di Cittadinanza avrebbero agevolato una svalutazione del lavoro. Lo Stato, secondo Giampiero Catone, dovrebbe piuttosto indirizzare le risorse per finanziare progetti e imprese che porterebbero all’assunzione di ragazzi e professionisti, ma soprattutto dovrebbe tornare “ad essere il datore di lavoro per tutto ciò di cui il Paese ha bisogno”.

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Studio di animazione 3d a Milano

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  • 16 Dicembre 2021

Sempre di più oggi nel mondo del cinema si usano gli effetti speciali per creare delle situazioni fantastiche e stupire il pubblico con grafiche accattivanti e ricche di colori e piccoli particolari.

Non sempre è possibile girare delle scene che rappresentino la realtà, e per questo motivo in alcuni casi si ricorre a dei rendering, ovvero a delle immagini che raffigurano una scena interamente creata da strumenti informatici ma che per la qualità dell’immagine, della definizione e per la ricchezza di particolari viene assolutamente scambiata per una qualsiasi normale ripresa cinematografica.

Si tratta chiaramente di soluzioni specifiche per il cinema ed in particolar modo di rendering 3D che hanno proprio il compito di rappresentare una realtà che in verità non esiste ma che agli occhi di chi osserva si presenta come tale.

I film che siamo soliti vedere al cinema o in TV sono ricchi di soluzioni come queste, e non ce ne accorgiamo nemmeno proprio perché la definizione grafica e la qualità dell’immagine che riusciamo a percepire è tale da farci sembrare che effettivamente si tratti di un qualcosa che sia realmente esistente.

Nel cinema si fa ricorso al rendering 3D per tutte quelle scene che altrimenti non è possibile girare normalmente, vuoi perché impossibili tecnicamente o perché i personaggi che in essa sono rappresentati sono dei personaggi di fantasia che dunque possono essere realizzati solo con questa tecnica.

Se fai parte di una produzione cinematografica e desideri ottenere delle bellissime riprese 3D per le tue pellicole, fai bene a rivolgerti ad uno studio specializzato realizzare per te tutte le immagini di cui hai bisogno per il tuo film. Marulli è uno studio animazione 3d Milano, specializzato nella produzione di rendering per il cinema e vanta grande esperienza in questo settore. Per informazioni puoi contattare il recapito telefonico 3337317766.

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Siderurgia: Lesegno guarda al futuro. Gruppo Riva riattiverà il ciclo continuo

Gruppo Riva: la ripartenza post pandemia prevede, entro la fine dell’anno, la riattivazione del ciclo continuo nello stabilimento di Lesegno. Le prospettive future.

Gruppo Riva

Lesegno: il 50% della produzione totale di Gruppo Riva

Con 348 addetti, lo stabilimento di Lesegno, che rappresenta il 50% della produzione italiana di Gruppo Riva, tornerà a funzionare con il ciclo continuo entro la fine dell’anno. Nel polo produttivo vengono realizzate tutte le tipologie degli acciai di qualità che, prima di essere consegnate ai clienti, vengono laminate e ulteriormente trattate con lavorazioni successive. Il grande forno fusorio ad arco elettrico è in grado di produrre una colata in meno di 60 minuti, la produzione annua può di conseguenza superare le 500.000 tonnellate. Nello specifico, l’acciaio liquido viene portato alla temperatura voluta e inizia quindi la fase di “spillaggio”: l’acciaio viene versato in una “siviera” che viene trasferita con un carroponte al forno siviera per la successiva fase di affinazione. Dopodiché, l’acciaio è trasportato all’impianto di “degasaggio” e quindi, una volta raggiunte le caratteristiche metallurgiche desiderate, la siviera contenente l’acciaio ancora liquido viene trasferita sulla macchina di colaggio che consente di produrre direttamente attraverso la solidificazione dall’acciaio liquido le cosiddette “billette”. Il semilavorato prodotto è un parallelepipedo di 160 mm di lato e con una lunghezza variabile fino a un massimo di 8.000 mm.

Gruppo Riva: le prospettive future di Lesegno

“Gli acciai prodotti a Lesegno sono destinati a tutti i settori”, hanno spiegato Valerio Bisio, Presidente del CdA di Riva Acciaio, e l’attuale Direttore Giangiacomo Olimpo. Nello specifico, la produzione è rivolta all’automotive e alle macchine movimento terra, al settore dell’oil and gas e a quello delle costruzioni. Tra marzo e aprile dello scorso anno Gruppo Riva ha sospeso le attività di produzione a causa dell’emergenza sanitaria e, nonostante la ripresa sia stata lenta e difficile, dai primi mesi del 2021 gli ordini di acquisto sono aumentati. Al crescere delle richieste, si è però incrementata anche la difficoltà nel reperire le materie prime come il rottame e le ferro-leghe. Il problema è tuttavia stato percepito soltanto in parte grazie alla presenza del Gruppo in altri Paesi europei. Lo stabilimento di Lesegno, continuano i due ingegneri, “è l’unico a livello nazionale a disporre, nel laboratorio di ricerca, di un simulatore termomeccanico come il Gleeble 3800”: il macchinario consente di simulare l’intero ciclo di produzione, risparmiando tonnellate di acciaio. Il Gruppo mira quindi al miglioramento costante della qualità del prodotto finito e degli standard richiesti dalle normative. Gruppo Riva prevede di attivare nuovamente, entro la fine dell’anno, il ciclo continuo: le quattro squadre, ruotando sui relativi turni, saranno in grado di produrre 152 ore alla settimana.

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GIVEAWAY LEGALI UTILIZZANDO LE STORIE INSTAGRAM CON IGEASY BY WEBING

Webing, il Facebook Business Partner che gestisce contest e giveaway legali nei social, ha integrato nella piattaforma per giveaway e contest IGEASY le nuove web app per aumentare i follower e coinvolgere le community attraverso concorsi a premi anche con le Storie Instagram.

Le Storie, utilizzate ogni giorno da più di 500 milioni di utenti, sono il contenuto con più engagement.

Fino a qualche settimana fa non era possibile lanciare concorsi a premi legali in Italia a causa dell’impossibilità di creare il “sistema di mirroring o alternativo” previsto dalla normativa italiana sulle manifestazioni a premio. Il mirroring è richiesto quando la partecipazione a un concorso a premi si svolge su un canale social, come appunto Instagram ed è proprio questa caratteristica ad essere utilizzata dalla soluzione realizzata da Webing.

IGEASY si arricchisce quindi di due nuove tipologie di giveaway, per le quali è stato attivato un sistema di mirroring che consente ai brand di gestire giveaway con Storie Instagram come unico canale di partecipazione LEGALMENTE. Eccole nel dettaglio.

1) #tuttaunaltrastory!

Con questo format, la partecipazione è semplice ed immediata: il profilo del promotore pubblicherà una o più storie e i follower del profilo dovranno semplicemente rispondere alla storia per iniziare la partecipazione al concorso. L’interazione con la storia attiva il chatbot che chiede al partecipante di confermare alcuni dati, inclusi nome, cognome ed indirizzo email. Tutti i dati vengono automaticamente salvati nella piattaforma Igeasy e possono essere integrati in real time anche con il crm del promotore.
I benefit? Aumento dei follower, fidelizzazione dei consumatori e nuovi contatti per il Crm.

2) InstaWin

Dal connubio tra Instagram e concorsi instant win nasce il primo concorso gestibile interamente attraverso le Storie Instagram, in cui i partecipanti scoprono subito se hanno vinto uno dei premi in palio. Tutto senza dover attivare un minisito dedicato.
 L’integrazione con un chatbot e con il software instant win certificato consente la partecipazione veloce, sicura e legale.

Le Storie si aggiungono agli altri format disponibili nella managed platform, tra cui il Comment Picker, InstaQuiz, Hashtag Contest e i format più tradizionali quali Quiz, Test, Instant Win e foto contest.

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Chat senza registrazione video la gente ci passa il 40% del proprio tempo.

Chat senza registrazione video.  La maggior parte delle persone non si siederebbe davanti a uno specchio per ore al giorno, controllandosi, ma la pandemia di COVID-19 ha scoperto che molti fanno proprio questo.

Servizi di chat sena registrazione video che ti catturano.

I servizi di chat senza registrazione video come Zoom sono diventati un modo comune per tenersi in contatto con amici, familiari e colleghi di lavoro. Ma ha anche costretto le persone a sedersi faccia a faccia con se stesse con una chiara visione di ogni brufolo, ogni ruga e ogni espressione imbarazzante che altrimenti non vedrebbero mai.

È solo strano. Ma è peggio di così? La nostra percezione di sé è cambiata?

La ricerca della Washington University di St. Louis suggerisce che per la maggior parte delle donne -; ma non per tutte le donne -; questa nuova visione di se stessi non è stata accompagnata da alcun cambiamento nel modo in cui sono soddisfatti del proprio aspetto. La ricerca, condotta dalla prima autrice Gabrielle Pfund, una studentessa laureata nel laboratorio di Patrick Hill, professore associato presso il Department of Psychological & Brain Sciences in Arts & Sciences, è stata pubblicata sull’International Journal of Eating Disorders.

Quando le chat senza registrazione video sono diventate più pervasive, “Ho pensato, questo è diverso da qualsiasi cosa io abbia mai sperimentato. Mi chiedo se questo stia influenzando le persone?” Pfund ha previsto che potrebbe scoprire che le persone sarebbero generalmente meno soddisfatte del loro aspetto più aumenta l’utilizzo della chat video senza registrazione.

Ha contattato un ex professore, Jennifer Harriger alla Pepperdine University, che fa ricerche sull’immagine corporea e sui social media. Harriger ha incoraggiato Pfund a esplorare l’argomento.

Per lo studio, Pfund ha intervistato 438 donne -; perché, ha detto, “Le donne spesso riferiscono più problemi con l’immagine corporea rispetto agli uomini”. I partecipanti andavano dai 18 ai 70 anni; tutti tranne il 5% avevano 55 anni o meno.

Hanno riferito quanto tempo hanno trascorso in videochat prima dell’inizio della pandemia rispetto a dopo; con cui hanno condiviso gli schermi, come amici, familiari, colleghi di lavoro e/o partner romantici; e le risposte ad alcune domande aggiuntive sulle loro abitudini relative alle chat senza iscrizione video.

Le persone riferiscono di trascorrere circa il 40% del loro tempo su Zoom e le varie chat senza registrazione gratis, guardando la propria immagine -; e alcune persone hanno riferito di essersi guardate il 100% delle volte, secondo Gabrielle Pfund, una studentessa laureata presso il Dipartimento di Scienze psicologiche e cerebrali.

I ricercatori hanno quindi valutato le donne su una scala di auto-oggettivazione, una misura dei pensieri coscienti di una persona su come credono che gli altri le percepiscano. Sono stati anche valutati sulla frequenza con cui hanno confrontato il loro aspetto con gli altri.

Infine, è stato chiesto loro quanto fossero soddisfatti del proprio aspetto.

Prese insieme, le risposte delle donne si sono aggiunte a un’immagine che descrive come il loro utilizzo della chat video ha rilevato quanto fossero soddisfatte del loro aspetto, date queste tendenze a giudicare se stesse, contro gli altri o attraverso gli occhi degli altri.

“Pensavamo che potesse essere moderato dall’oggettivazione di sé e dalla soddisfazione per l’aspetto”, ha detto, intendendo che più una donna si auto-oggettivava, o più si confrontava con gli altri, più forte sarebbe stata l’associazione negativa tra il tempo trascorso in chat video e aspetto con soddisfazione.

Le donne che erano più inclini a confrontarsi con altre persone durante le chat video hanno riportato una minore soddisfazione del viso e del corpo e un uso più frequente della funzione “ritocca il mio aspetto” di Zoom per sfocare le loro carnagioni.

Ma non ci sono solo cattive notizie: le persone che hanno trascorso più tempo in videochat con amici e familiari hanno riportato una maggiore soddisfazione del viso e del corpo.

Ma che dire quando si trattava di analizzare i dati e vedere come cambiava la soddisfazione delle donne in relazione a quanto tempo in più avevano trascorso in videochat?

“La cosa principale che abbiamo scoperto è che non è così”, ha detto. “Il numero di ore che trascorri in videochat durante il giorno non è associato a quanto sei soddisfatto del tuo viso o dell’aspetto del tuo corpo.”

Soprattutto.

“Per le persone che hanno ottenuto un punteggio più alto nell’oggettivazione di sé c’era una piccola associazione negativa con la soddisfazione dell’aspetto più tempo trascorrevano in chat video”, ha detto.

Era una piccola associazione, ma con conseguenze potenzialmente grandi per alcune popolazioni. Uno dei motivi è che non sono solo amici, famiglie e colleghi di lavoro con cui le persone si sono collegate tramite chat video. Durante la pandemia, molte persone si sono rivolte anche a soluzioni di telemedicina per le cure mediche.

“La ricerca futura dovrebbe considerare se l’uso di tali piattaforme può essere problematico per alcuni individui”, ha scritto Pfund nel documento. In particolare, ha affermato, questa ricerca preliminare solleva interrogativi sull’uso della chat video per il trattamento di persone con determinate condizioni, come i disturbi alimentari.

E non presume che l’uso della chat video possa colpire solo le donne. Successivamente, Pfund prevede di esaminare i comportamenti di chat video degli uomini: le associazioni sono le stesse delle donne? Gli uomini stanno confrontando le loro apparizioni in chat video?

In futuro, ha in programma di approfondire il punto di vista delle donne facendo sì che tengano registrazioni quotidiane delle loro interazioni e sentimenti video.

Anche lo stesso studio potrebbe sembrare diverso se lo facesse di nuovo oggi.

Quando ha iniziato la ricerca, era maggio. All’epoca poteva sembrare un’eternità, ma ormai possiamo dire che a quei tempi il fenomeno delle videochat era ancora piuttosto nuovo -; solo due mesi dopo aver lavorato da casa. Ora le persone ci sono abituate e probabilmente si sono adattate a fissarsi, a volte per ore al giorno.

Anche lo stesso studio potrebbe sembrare diverso se lo facesse di nuovo oggi.

Quando ha iniziato la ricerca, era maggio. All’epoca poteva sembrare un’eternità, ma ormai possiamo dire che a quei tempi il fenomeno delle videochat era ancora piuttosto nuovo -; solo due mesi dopo aver lavorato da casa. Ora le persone ci sono abituate e probabilmente si sono adattate a fissarsi, a volte per ore al giorno nelle chat senza registrazione video.

“Sono passati quasi 10 mesi da quando lo facciamo tutto il tempo”, ha detto Pfund. “Ciò che significa per noi ora potrebbe essere molto diverso da quello che significava per noi allora”.

 

Riferimento alla rivista:

Pfund, GN, et al . (2021) Videochat e soddisfazione dell’aspetto durante COVID-19: confronti dell’aspetto e auto-oggettivazione come moderatori. Giornale internazionale dei disturbi alimentari . doi.org/10.1002/eat.23393

 

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Rapporto AiFOS: l’uso della videoconferenza per la salute e sicurezza

Comunicato Stampa

Rapporto AiFOS: l’uso della videoconferenza per la salute e sicurezza

 

I risultati della ricerca sull’uso della videoconferenza per la formazione alla salute e sicurezza sul lavoro, la presentazione del Rapporto AiFOS 2021 e il webinar gratuito del 19 gennaio 2022.

 

Per essere un efficace misura di prevenzione di infortuni e malattie professionali la formazione alla salute e alla sicurezza deve essere in grado di evolversi, di adattarsi ai cambiamenti, alle nuove richieste normative, ai nuovi strumenti per erogarla, all’evoluzione dei rischi.

 

Sicuramente in questi ultimi due anni una delle spinte più forti verso il cambiamento è stato l’arrivo del virus SARS-CoV-2. Il virus e l’emergenza COVID-19 hanno scosso il mondo del lavoro favorendo e diffondendo specifiche modalità di formazione a distanza come la videoconferenza in modalità sincrona che permette di ricreare aule virtuali con docenti e allievi compresenti.

 

Tuttavia per comprendere l’impatto di questa novità e favorire una effettiva evoluzione della formazione è necessario riflettere e rispondere ad alcune domande: quali sono i vantaggi e le criticità delle videoconferenze in sincrono? Quali sono stati i risultati della sua applicazione durante l’emergenza? E quale sarà il futuro di questo strumento di formazione?

 

La ricerca AiFOS e il convegno di presentazione dei risultati

In relazione a queste domande l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha realizzato nel 2021 una importante attività di ricerca per esplorare il valore e l’importanza della videoconferenza e conoscere l’opinione di formatori, dei lavoratori e RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza).

 

I risultati della ricerca, che si si aggiunge ai tanti lavori di indagine e analisi che l’Associazione AiFOS ha realizzato negli anni, sono stati raccolti nel Rapporto AiFOS 2021, pubblicato sulla rivista “Quaderni della sicurezza AiFOS” n. 4/2020, e presentati durante il convegno “Cambia il lavoro, cambiano le metodologie: l’uso della videoconferenza per la salute e sicurezza – Rapporto AiFOS” che si tenuto a Bologna il 2 dicembre 2021 durante la Fiera Ambiente Lavoro.

 

Durante il convegno il Presidente AiFOS, Rocco Vitale, ha ricordato come più volte l’Associazione abbia sottolineato l’importanza della videoconferenza, come metodologia formativa, e ha presentato la ricerca AiFOS che è stata svolta sulla base delle risposte fornite a questionari che hanno coinvolto 565 persone: 407 formatori e 158 tra lavoratori e RLS.

 

L’analisi dei dati della ricerca non solo permette di conoscere i pro e i contro di questa metodologia, ma apre a nuove “visioni” del futuro della formazione e della sicurezza, un futuro in cui la digitalizzazione e le nuove tecnologie saranno le indiscusse protagoniste.

 

Il link per visualizzare le immagini del convegno, le slide degli interventi e il Rapporto AiFOS 2021:

https://aifos.org/home/eventi/materiali-eventi/materiali_convegni/cambia_il_lavoro_cambiano_le_metodologie_materiali

 

Videoconferenza: le risposte di formatori, lavoratori e RLS

Sono molte le risposte significative fornite nei questionari diffusi dall’Associazione AiFOS.

 

Risulta evidente, ad esempio, l’importanza attribuita dai formatori alla videoconferenza in sincrono per il futuro della formazione: l’81% del campione indica che dopo la pandemia vorrebbe proseguire la propria attività di formatore con un mix tra aula e videoconferenza.

 

I principali vantaggi della formazione a distanza segnalati dai formatori sono l’assenza di spostamenti (91%), l’ottimizzazione dei tempi (68,7%) e la conciliazione vita-lavoro (61,6%), temi fondamentali che riguarderanno la sicurezza del futuro, che, con la nascita di nuovi bisogni lavorativi, avrà l’importante compito di introdurre nuove soluzioni e nuovi processi, soluzioni e processi necessari per gestire i cambiamenti che osserviamo quotidianamente e di cui siamo parte attiva.

 

Riguardo, invece, alle risposte del campione di lavoratori e di RLS si segnala che le criticità più frequentemente emerse durante l’esperienza della formazione a distanza hanno riguardato la connessione internet nel 64% dei casi e la strumentazione utilizzata (microfono e webcam non funzionanti) nel 55% di casi. In ogni caso il 71% del campione vorrebbe svolgere la formazione post pandemia in modalità blended, cioè combinando il digitale e l’aula. E gli intervistati si dichiarano, inoltre, abbastanza interessati a sperimentare in futuro nuove metodologie formative (intelligenza artificiale, realtà virtuale, microlearning, gamification).

 

Una risposta permette poi di comprendere quale sarà essere il futuro della formazione. Circa il 73% del campione di lavoratori e RLS ritiene che formazione in aula e formazione in videoconferenza, se opportunamente gestite, potrebbero avere pari efficacia.

 

Cambia il lavoro, cambiano le metodologie: un nuovo webinar gratuito

Per riflettere ulteriormente sui risultati della ricerca, il 19 gennaio 2022 si terrà, dalle 14.30 alle 17.30, il webinar gratuito “Cambia il lavoro, cambiano le metodologie. L’uso della videoconferenza per la salute e sicurezza – Rapporto AiFOS 2021”.

 

Durante il webinar si affronterà il ruolo assunto in questi anni dalla videoconferenza e si forniranno informazioni sullo stato dell’arte e sulle sensazioni, positive e negative, dei formatori in materia di salute e sicurezza, restituendo un’analisi che coinvolge aspetti relativi alle diverse fasi del progetto formativo.

 

A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di n. 2 crediti per Formatori area tematica n.1 (normativa/organizzativa), RSPP/ASPP, RLS, CSE/CSP.

 

Per avere ulteriori dettagli sul webinar e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/cambia_il_lavoro_cambiano_le_metodologie_rapporto_2021_webinar

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

09 dicembre 2021

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Punti di Vista Arte & Colori dal Mondo

PUNTI DI VISTA – ARTE & COLORI DAL MONDO

Mostra collettiva di Arte Contemporanea

 

Artisti: Silvano Debernardi – Emphi – Angela Esposito – Patricia Glauser – Fulvio Masciangioli – Marco Marciani – Sonia Mazzoli – Manuela Scannavini – Federica Scoppa – Vincenza Spiridione

 

A CURA DI: Sonia Mazzoli  e Marina Zatta

 

L’esposizione è inserita nella

Giornata del Contemporaneo di A.M.A.C.I.

Associazione Italiana di Arte Contemporanea

https://www.amaci.org/

 

La GARD Galleria Arte Roma Design,  realtà nata nel 1995, rivolta da sempre alla promozione e diffusione di arte emergente e design autoprodotto, presenta una nuova  edizione dell’esposizione denominata  “ Punti di Vista  – Arte & Colori dal Mondo ” collettiva di Arte contemporanea che ospiterà diversi linguaggi Artistici: pittura , fotografia, scultura, grafica pittorica, sarà un mix di colori, di stili, di opere realizzate dal punto di vista dell’artista esecutore.

 

Ogni artista riesce a vedere e  a catturare delle impressioni,  delle sensazioni,  delle emozioni,  delle immagini e  si sforza di rappresentarle attraverso il proprio “Punto di Vista” mettendo in opera le proprie tecniche la propria arte, l’ approccio con l’esterno risulta diverso da individuo a individuo. Contestualmente, ogni spettatore o  visitatore percorrendo lo spazio espositivo riuscirà a vedere tutte le opere e liberamente interpretarle dal proprio “Punto di Vista”, traendone ciascuno le proprie emozioni individuali.

 

Le opere selezionate saranno  di 10 artisti “Silvano Debernardi – Emphi – Angela Esposito – Patricia Glauser – Fulvio Masciangioli -Marco Marciani – Sonia Mazzoli – Manuela Scannavini – Federica Scoppa – Vincenza Spiridione”, diversi per generi  e tecniche di esecuzione, l’esposizione sarà decisamente variopinta e movimentata.

 

Inoltre abbiamo inserito  un Evento Extra all’interno della mostra Martedì 21 Dicembre –  dalle 16,00 alle 21,00  ci sarà Art & Wine for Christmas  – un accostamento  “ Vino e Arte”  gia sperimentato in passato con ottimi risultati, pertanto sarà organizzata una Degustazione a cura della Sommelier Federica Christine Marzoli  Sommelier, Vini  pregiati , e piccoli  bocconi di  eccellenze enogastronomiche, il tutto accompagnato da una selezionata, Mostra Mercato di Design – Artigianato  e Prodotti Naturali, Per un regalo fuori dalle righe

 

Cenni Storici – Galleria Arte Roma Design:

Nasce nel 1995, con la funzione di editore, promotore, produttore e distributore di Arte e Design Autoprodotto. Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia da Istituzioni Pubbliche sia dai media che hanno seguito sempre con grande interesse l’evoluzione della Galleria diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, un punto di raccordo e sperimentazione. Negli anni, numerosi personaggi del mondo della pittura, del design, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative. Dal 1997 GARD sceglie come ubicazione uno spazio di 600 mq. tra il Gazometro e la Piramide Cestia, ex zona industriale del vecchio porto fluviale di Roma; spazio multifunzionale che si presta periodicamente per esposizioni ed eventi di arte, design e cultura, affiancando attività di promozione a laboratori creativi dedicati alla manualità, dedicando una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo. Il 20 ottobre 2011 la Galleria viene coinvolta nell’alluvione di Roma ed è costretta a chiudere. Ci vogliono tre anni per poter bonificare e riqualificare i locali, tamponare e far fronte ai molti danni, viene fatto un progetto e un intervento di riduzione spazi e nuova destinazione d’uso di alcune aree. GARD, ha saputo tuttavia far fronte, specie in questi ultimi anni, agli innumerevoli problemi insorti con la solita volontà e grinta che l’anno sempre contraddistinta.

 

DOVE: GARD Galleria Arte Roma Design – V. Dei Conciatori 3/i (giardino interno) M Piramide

INAUGURAZIONE: Sabato 11 Dicembre – dalle 17,00 alle 21,00

EVENTO EXTRA: Martedì 21 Dicembre –  dalle 16,00 alle 21,00 Art & Wine for Christmas

DURATA : Dall’11 Dicembre 2021 al 3 Gennaio 2022

ORARI:  Dalle 16.30 alle 20.00 –  dal lunedì – al venerdì –  ( necessaria la prenotazione al 3403884778)

INGRESSO: libero – Infotel: +39 340.3884778 – Infomail: [email protected]

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Inflazione alta, la BCE è sempre più stretta all’angolo

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  • 3 Dicembre 2021

La crescita dell’inflazione aumenta la pressione dei falchi all’interno della BCE. Per chi non lo sapesse, i falchi sono i sostenitori di una politica monetaria più aggressiva. Questo si traduce in minori stimoli e tassi di interesse più alti.
A loro si contrappongono le colombe, ossia coloro che chiedono un sostegno forte per continuare il percorso di uscita dalla crisi Covid.

La gestione complicata dell’inflazione

L’ago della bilancia tra queste due anime contrastanti è rappresentato dall’inflazione. Fin quando continuava a viaggiare sotto il livello ritenuto accettabile dalla BCE, ossia il 2%, la posizione delle colombe era solidissima. Negli ultimi mesi però lo scenario ha cominciato a cambiare.

Gli ultimi dati

inflazioneLa ripresa post Covid ha acuito la pressione sui prezzi delle materie prime e dell’energia. Il gas naturale e il petrolio sono arrivati a livelli altissimi, seguendo un doppio supertrend (ossia sul breve e sul medio periodo), prima di ripiegare solo leggermente.
Questo ha spinto verso l’alto l’inflazione al consumo. Secondo l’ultima stima pubblicata da Eurostat, nei Paesi dell’Eurozona il tasso di crescita è più del doppio rispetto all’obiettivo dichiarato della Bce. Per la precisione 4,9%, con un ulteriore aumento rispetto al 4,1% di ottobre.
Un record mai registrato dall’inizio delle serie statistiche di Eurostat nel 1997.

Non è più temporanea

Finora la banca centrale si era allineata ala FED americana, sostenendo che l’inflazione alta fosse un fenomeno temporaneo. Una scusa che ha cominciato a vacillare da tempo, e adesso perde anche la spalla della FED. Nei giorni scorsi infatti Powell ha chiarito: “è ora di smettere di paralre di inflazione temporanea“.
La naturale conseguenza è che adesso i falchi dell’Eurozona premono per una stretta.

Conto alla rovescia per la BCE

La Bce per adesso resiste, affermando che l’inflazione ha raggiunto il picco proprio questo mese, e da ora in poi dovrebbe calare. Per questo si arrocca per difendere i tassi di interesse bassi. Come seguendo una strategia martingala, la BCE raddoppia ogni volta la posta della sua credibilità.
Ma è una posizione che si sta sgretolando, e già da gennaio potrebbe imporre un cambiamento.

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Municipia S.p.A.: il Presidente Stefano De Capitani interviene su PNRR e carenza di personale nei Comuni

Stefano De Capitani, alla guida di Municipia S.p.A., di recente ha parlato di come rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione: un’apertura al partenariato pubblico – privato, così da risolvere anche il problema della mancanza di personale nei Comuni, cruciale per garantire la realizzazione dei progetti del PNRR.

Municipia S.p.A.

Municipia S.p.A.: il Presidente Stefano De Capitani fa il punto sul PNRR e sulle capacità dei Comuni di portare avanti i progetti

Municipia S.p.A. è una società leader in progetti per smart city e trasformazione digitale per le città di ogni dimensione. Parte del Gruppo Engineering, è guidata da Stefano De Capitani che, di recente, si è espresso in merito al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), riflettendo sulle Pubbliche Amministrazioni e sui problemi che devono fronteggiare. Per sfruttare al meglio le risorse provenienti dal Piano, infatti, occorrerebbe prima una riforma della Pubblica Amministrazione, così che questa possa essere efficiente e preparata ad affrontare le sfide che la attendono. Al momento però non è così: in Italia le criticità sono molte e variano dalla carenza di personale alla mancanza di competenze da parte di chi è già assunto. Il manager alla guida di Municipia S.p.A. l’ha sottolineato in un intervento: tali problematiche non potranno essere risolte nel breve tempo, di sicuro non entro i mesi previsti tra progettazione e attuazione del PNRR.

Municipia S.p.A.: secondo Stefano De Capitani bisogna puntare al partenariato tra pubblico e privato

“In queste settimane abbiamo ascoltato gli appelli dei sindaci per lo snellimento delle procedure e per un’adeguata integrazione degli organici”, ha evidenziato Stefano De Capitani, a capo di Municipia S.p.A. dal 2017. “Le prime risposte del Governo sono collaborative, ma offrono soluzioni parziali, valide solo nel breve periodo oppure rimedi che chiedono l’attivazione di meccanismi ancora da costruire. È la macchina dell’amministrazione pubblica italiana che deve essere messa in grado di funzionare bene e il ritardo di anni non può essere recuperato in maniera efficace nel breve tempo concesso”. La strada dunque è quella del partenariato pubblico – privato, in modo da trovare le risposte concrete che la Pubblica Amministrazione cerca. “Siamo pronti ad affiancare i Comuni”, conclude Stefano De Capitani. “Il buon esito dell’opportunità che ci offre l’Europa può essere messo a frutto, nei tempi prefissati, se il personale pubblico lavora a fianco di chi ha self ability, di chi può affrontare meccanismi di progettazione e gestione complessi avendo a disposizione strumenti all’avanguardia”.

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Gianni Lettieri tra i protagonisti di Est(ra)Moenia: obiettivo rilancio di Napoli est

Imprenditoria, mondo accademico e terzo settore in campo per la riqualificazione della zona orientale di Napoli. Gianni Lettieri, Ambrogio Prezioso, Paolo Graziano e Francesco Tavassi gli ideatori del progetto.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: attività di Est(ra)Moenia in linea con Recovery Plan e con Agenda 2030

Valorizzare l’area est di Napoli, che comprende i quartieri di Barra, San Giovanni, Ponticelli, Gianturco e Poggioreale, e migliorarne i collegamenti con la zona che va da Castel Capuano a Piazza Garibaldi. È lo scopo di Est(ra)Moenia, associazione presentata lo scorso 16 novembre in via Crispi, presso la sede della Fondazione Marco Salvatore. Promossa da Ambrogio Prezioso, ex leader dell’Unione degli Industriali di Napoli, e da Gianni Lettieri, Paolo Graziano e Francesco Tavassi, volti noti dell’imprenditoria napoletana, Est(ra)Moenia si configura come un’unione di competenze trasversali che hanno deciso di portare avanti la riqualificazione della zona orientale del capoluogo partenopeo, con una particolare attenzione al porto e alla stazione centrale. Coinvolti nel progetto non solo numerosi imprenditori attivi nell’area ma anche rappresentanti del terzo settore e del mondo accademico, come la fondazione di Paolo Scudieri, le cooperative Core e Dedalus e il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II. L’associazione di Ambrogio Prezioso e Gianni Lettieri intendono promuovere attività e interventi di rigenerazione urbana e infrastrutturale degli spazi pubblici, con un focus sugli aspetti di sostenibilità ambientale, innovazione, occupazione giovanile e cultura.

Gianni Lettieri: Est(ra)Moenia un piccolo passo verso il progetto Napoli

Una delle prime iniziative di Est(ra)Moenia riguarderà il porto di Napoli. L’associazione voluta, tra gli altri, da Prezioso e da Gianni Lettieri ha già pronto un documento programmatico con una serie di riflessioni e proposte destinate a quella che i promotori considerano un’area particolarmente strategica. Sul fronte culturale, in collaborazione con la Fondazione Made in Cloister, verrà a breve inaugurata East Side Stories, una mostra fotografica che permetterà di osservare degrado e potenzialità della periferia orientale attraverso le lenti di giovani fotografi. All’evento di presentazione hanno preso parte non solo esponenti di spicco dell’imprenditoria partenopea come Federica Brancaccio (Acen) e Gianni Lettieri (Atitech), ma anche ospiti come il Governatore della Campania Vincenzo De Luca. “Dobbiamo essere capaci di fare massa critica ed agevolare processi in grado di rendere Napoli attraente agli occhi degli investitori internazionali, partendo dalla sostenibilità e dai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 – ha dichiarato Ambrogio Prezioso –. Ci sono situazioni ferme da più di 40 anni, la porta est della città, piazza Garibaldi, può diventare ancora più bella con l’arretramento della Circumvesuviana, la creazione di un grande parcheggio in grado di decongestionare Napoli ed abbattere l’inquinamento. E poi – conclude – c’è la scommessa della restituzione di un tratto di costa al quartiere di San Giovanni a Teduccio”.

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Disturbi muscoloscheletrici e lavoro: i manifesti premiati

Comunicato Stampa

Disturbi muscoloscheletrici e lavoro: i manifesti premiati

Premiati dalla Fondazione AiFOS i migliori manifesti prodotti dagli studenti dell’Accademia SantaGiulia di Brescia sul tema della prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici in relazione alla campagna europea “Alleggeriamo il carico!”.

 

Secondo i dati diffusi in questi anni dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro nell’Unione Europea 3 dei 4 fattori di rischio per la salute e sicurezza più diffusi nel mondo del lavoro sono disturbi muscoloscheletrici (DMS).  In particolare DMS derivanti da movimenti ripetitivi della mano o del braccio, dal mantenimento prolungato della posizione da seduto e dal sollevamento o movimentazione di persone o carichi pesanti.

 

Proprio in relazione alla diffusione di questi disturbi, per il triennio 2020-2022 l’Agenzia europea ha promosso la campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri. Alleggeriamo il carico!”.  La sfida è non solo relativa al miglioramento della prevenzione, ma anche all’aumento della consapevolezza dei rischi nei luoghi di lavoro. E uno dei modi più efficaci per vincere questa sfida è utilizzare le immagini: idee e concetti sono veicolati meglio da immagini esplicative, che da descrizioni verbali.

 

Un’immagine vale più di mille parole: Fondazione AiFOS e Accademia SantaGiulia

Proprio in relazione all’importanza delle immagini nella prevenzione, nei mesi scorsi la Fondazione AiFOS ha promosso, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, la realizzazione di manifesti sui disturbi muscolo scheletrici e sugli obiettivi della campagna europea.

 

Ricordiamo che la Fondazione AiFOS persegue finalità di sostegno sociale e di sensibilizzazione e opera per la promozione della cultura della sicurezza sul lavoro con particolare attenzione allo sviluppo e dall’uso di buone prassi. Inoltre la Fondazione promuove l’arte e cultura: l’importanza delle attività e dei beni culturali rappresenta per Fondazione AiFOS una consapevolezza da sostenere e valorizzare.

 

Questo progetto di collaborazione tra Fondazione AiFOS e l’Accademia SantaGiulia ha permesso dunque la realizzazione di numerosi manifesti con immagini e slogan chiari che possano essere facilmente utilizzati da formatori, consulenti e aziende.

Questi manifesti non solo hanno la funzione di diffondere la cultura della sicurezza, ma sono in grado di far riflettere i lavoratori sull’importanza delle misure di prevenzione.

 

Le misure per prevenire i disturbi muscoloscheletrici

I disturbi muscolo scheletrici (DMS) possono essere gestiti e prevenuti non solo con idonei strumenti e misure organizzative, ma anche attraverso un adeguato approccio culturale.

 

Ad esempio possono essere fornite attrezzature ergonomiche e utilizzati specifici strumenti per aiutare il sollevamento o lo spostamento, ma è importante incoraggiare anche pause regolari per i lavoratori che operano in posture scomode o statiche. E per evitare i DMS è importante programmare una corretta rotazione dei compiti per ridurre i movimenti ripetitivi o lo sforzo fisico.

 

È importante tener conto anche delle conseguenze delle modifiche nelle modalità lavorative.

Il ricorso allo smart working e al telelavoro, cresciuto moltissimo in relazione all’emergenza COVID-19, ha infatti portato ad un incremento delle malattie ascrivibili a DMS.

 

I disturbi muscoloscheletrici e i manifesti premiati

In relazione al progetto di collaborazione tra Fondazione AiFOS e l’Accademia SantaGiulia sono stati inizialmente selezionati per l’analisi della giuria, tra tutti quelli consegnati, 52 manifesti.

Successivamente la giuria ha analizzato gli aspetti tecnici, grafici e comunicativi e ha individuato quattro vincitori, di cui un vincitore assoluto, e ha assegnato una menzione speciale:

  • Andrea Odorisio (vincitore assoluto)
  • Mattia Maffei
  • Luca Tagliani
  • Marco Gabanelli
  • Roberto Terteleaca (menzione speciale).

 

La premiazione è avvenuta attraverso il webinar “Manifesti per la sicurezza” che si è tenuto mercoledì 24 novembre 2021.

 

Il link per poter visualizzare il webinar e le slide presentate:

https://aifos.org/home/eventi/materiali-eventi/materiali_convegni/manifesti_per_la_sicurezza_materiali

 

Riguardo alla serie di manifesti presentati dal vincitore assoluto, Andrea Odorisio, l’autore indica che spesso il luogo di lavoro può portare ad una condizione di alienazione e il dolore può accentuare questa condizione. Nei manifesti il concetto di alienazione viene espresso rappresentando il profilo del capo di una persona con proporzioni maggiori rispetto al resto del corpo. L’occhio ed il colore utilizzato per il volto vogliono comunicare il senso di estraniamento provato in diverse situazioni lavorative. Il corpo passa in secondo piano e viene rappresentato con una linea che viene spezzata solo nei punti dove si trovano le articolazioni coinvolte dal dolore. Quest’ultimo viene evidenziato per mostrare l’influenza che il dolore ha non solo sul corpo, ma anche sulla nostra mente ed emotività.

 

Il link per poter scaricare e visualizzare i manifesti prodotti:

https://bit.ly/Manifesti-sicurezza-download

 

Ricordiamo, in conclusione, che durante il 2022 con i manifesti selezionati verranno allestite delle mostre e verrà creato un catalogo virtuale dei manifesti.

 

Per informazioni:

Fondazione AiFOS: Fondazione AiFOS c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia, via Branze, 45 – 25123 Brescia Tel. 030.6595037 Fax 030.6595040 [email protected]

 

 

 

Ufficio Stampa Fondazione AiFOS

[email protected]

www.fondazioneaifos.org

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La riforma del fisco secondo Giampiero Catone

In uno dei suoi editoriali sul quotidiano “La Discussione”, Giampiero Catone affronta il tema del fisco proponendo di fare pulizia nel magazzino fiscale in modo da poter poi ripartire con norme più semplici e sanzioni chiare.

Giampiero Catone

Giampiero Catone contro la riscossione di crediti inesigibili

“Milioni di cartelle sono di nuovo in viaggio o pronte ad essere spedite, ma per ottenere cosa?”, si domanda Giampiero Catone. Circa 153 miliardi di euro sono dovuti da soggetti falliti, 118,9 miliardi dovrebbero provenire da persone decedute o imprese cessate e altri 109,5 miliardi dovrebbero giungere da nullatenenti. Per il giornalista e politico non ci sono dubbi sul fatto che “sparare ancora nel mucchio non servirà a nulla” e a dimostrarlo ci sono i numeri e l’esperienza di un sistema che da 20 anni non fa altro che stratificare debiti. “Milioni di cittadini e imprese non pagano o non riescono a pagare perché non hanno soldi”; inutile quindi continuare a sperare di riscuotere crediti che non è possibile recuperare. Sono state vane le tante iniziative volte a riottenere gli 800 miliardi di crediti a cui ammonta il Magazzino Fiscale. Anche la cancellazione delle cartelle esattoriali fino a 5mila euro risalenti al periodo tra il 2000 e il 2015, prevista dal decreto Sostegni, è servita a ben poco dato che si trattava per la maggior parte di soldi inesigibili. Il rischio è quello di “graziare gli evasori seriali mentre chi non riesce a pagare si ritrova impigliato per decenni nelle spire del cattivo pagatore”.

Giampiero Catone: bisogna avere il coraggio per un condono tombale

Secondo Giampiero Catone, una valida alternativa consisterebbe nel “chiudere con il passato, ripulire il Magazzino fiscale e ripartire”. Insomma, per il giornalista “sarebbe più logico fare un condono tombale verso quella gran parte di soggetti che non sono in grado di pagare”, chiarendo però che “non parliamo di grandi imprese o grandi evasori fiscali”. In altre parole, bisognerebbe “avere il coraggio di azzerare tutto, per ripartire con regole chiare e stringenti”. Considerata la forte cultura anti-tasse che vi è nel nostro Paese, estirpare una simile avversione non è di certo cosa semplice e per farlo servirebbero “norme meno vessatorie verso famiglie e piccole imprese in modo che pagare il dovuto sia normale”. In conclusione, dopo essersi liberati dei crediti inesigibili, il Parlamento dovrebbe semplificare il fisco e renderlo “a misura dei cittadini e delle imprese”.

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ICS Maugeri S.p.A.: la celebrazione del 116esimo anniversario della nascita di Salvatore Maugeri

Il 17 novembre è ricorso il 116esimo anniversario della nascita di Salvatore Maugeri, fondatore di ICS Maugeri S.p.A., venuto a mancare nel 1985. La Fondazione e l’Istituto Clinico hanno organizzato per l’occasione una giornata volta a celebrare Maugeri e il capitale umano della Società Benefit.

ICS Maugeri S.p.A.

Il discorso di Mario Melazzini, Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., alla celebrazione di Salvatore Maugeri

In occasione della giornata dedicata a Salvatore Maugeri non poteva certo mancare il discorso da parte dell’Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A. Mario Melazzini. “Il 17 novembre è una data speciale per noi, prima di tutto per ricordare la nascita del nostro fondatore e di ciò che Salvatore Maugeri è riuscito a costruire partendo da ciò che era lui, come uomo, come scienziato e come medico che aveva, anche da imprenditore della sanità, come unico obiettivo il bene del paziente. E poi per celebrare anche quello che è il capitale umano di Maugeri: i medici, i tecnici, gli infermieri, i terapisti che sono il motore trainante del tradurre in fatti concreti quello che il nostro fondatore voleva”, ha detto l’AD, prima di continuare ad elogiare gli uomini e le donne su cui gli Istituti Maugeri si reggono. “Un capitale umano che negli anni difficili dal 2012 in poi è rimasto unito, ha tenuto la barra dritta e che oggi in pandemia ha saputo modificarsi e adattarsi alle esigenze dei tempi che stiamo vivendo mettendosi a disposizione delle istituzioni in quel principio di sussidiarietà che ci ha sempre contraddistinto”, ha affermato.

ICS Maugeri S.p.A.: all’inizio solo una clinica del lavoro

Quando è nata la Fondazione nel 1965 era una semplice clinica del lavoro. Alla morte del fondatore, nel 1985, è poi diventata “Salvatore Maugeri” e ha iniziato ad affiancare alla medicina del lavoro anche la medicina riabilitativa. Nei primi anni del 2000 si contavano già una ventina di istituti sul territorio. Nel 2016 tutte le attività, sia assistenziali che di ricerca, vengono conferite alla ICS Maugeri S.p.A., che attualmente opera in sei regioni italiane con 17 Istituti. Nella giornata di celebrazione, la Vicepresidente della Fondazione Salvatore Maugeri, Chiara Maugeri, ha ricordato di quanto siano orgogliosi del loro passato e del fatto di essere stati pionieri nella medicina del lavoro. Adesso bisogna però guardare al presente e al futuro. “Non possiamo vivere solo di passato. – ha sottolineato la Vicepresidente – Prendersi cura del paziente a 360 gradi è la vera sfida di questi anni poiché il paziente cronico è quello per cui il sistema sanitario può fare di più, e noi riteniamo di poter dare un contributo per dare un supporto alle Istituzioni affinché questa tipologia di paziente possa avere risposte adeguate. Salvatore Maugeri ha insegnato che al primo posto c’è sempre la persona e che per raggiungere l’unico obiettivo, che deve essere la cura del paziente, serve lavoro di squadra e che da soli non si è efficaci”.

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Esposizioni universali: il saggio di Federico Motta Editore ripercorre le tappe principali

Dai Salon de beaux-arts et manifactures a Expo 2020: il saggio “Le Esposizioni universali” di Vittorio Marchis, pubblicato su “Historia” di Federico Motta Editore, ripercorre le tappe più importanti di questi grandi eventi.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: il fenomeno sociale delle Esposizioni universali

Organizzate fin dal XVIII secolo, le Esposizioni universali rappresentano oggi una vetrina mondiale per pubblicizzare e valorizzare le eccellenze dei Paesi partecipanti. Il saggio “Le Esposizioni universali” di Vittorio Marchis, pubblicato su “Historia” di Federico Motta Editore, ripercorre la storia di questi eventi nati in Francia come Salon de beaux-arts et manifactures e che successivamente, con l’Impero napoleonico, sono diventate un fenomeno sociale. “Inizialmente legate a singole realtà territoriali nel 1851 il fenomeno diviene internazionale e, da occasione per promuovere l’innovazione tecnologica e di prodotto, le Esposizioni universali diventano un modo per perpetuare e diffondere un modello di progresso che acquista anche valenze politiche, artistiche e culturali”. Come ricorda il saggio edito da Federico Motta Editore, lo scopo di questi eventi, inizialmente di carattere nazionale, era la promozione di prodotti locali legati all’industria e all’artigianato. A Milano le Esposizioni vennero organizzate ogni anno dal 1806 al 1813, mentre a Torino nel 1805, nel 1811 e nel 1812.

Federico Motta Editore: da Londra 1851 a Dubai 2020

La prima Esposizione universale fu realizzata a Londra nel 1851: per l’occasione, a Hyde Park, fu installato il Crystal Palace, la gigantesca struttura progettata dal botanico e costruttore di serre Joseph Paxton. A partire da allora, come ricorda il saggio di Federico Motta Editore, queste manifestazioni furono organizzate in tutte le più importanti città come Parigi, Vienna, New York, Philadelphia e Chicago. Nel 1889, per l’evento che sancì l’inizio del Novecento, è stata invece inaugurata la Tour Eiffel, il clou dell’Esposizione di Parigi che ancora oggi attira milioni di visitatori da tutto il mondo. Nel corso degli anni, le Esposizioni universali non hanno celebrato soltanto i progressi tecnici, ma hanno permesso anche di esaltare le opere di grandi architetti, artisti e designer. Dopo l’Expo di Milano del 2015, Dubai, capitale dell’omonimo emirato, ospita l’Expo 2020 (dal primo ottobre 2021 fino al 31 marzo 2022).

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Vendere Oro Perché Oggi è Più Facile e Conveniente ?

Vendere oro oggi è molto più semplice e sicuro di quanto accadeva prima del nuovo millennio, questo è principalmente dovuto alla nascita di attività come questo compro oro Firenze.
Il Banco dei Pegni
Un tempo chiunque volesse vendere oro era facile che finisse per ricorrere al banco dei pegni conosciuto anche come banco della pietà.
Questi luoghi erano soliti raccogliere oggetti più o meno di valore che persone solitamente in difficoltà economica o bisognose di ottenere contanti subito.
Quando ci si rivolgeva ad un banco dei pegni solitamente si otteneva una somma di denaro a titolo di prestito per il quale si cedeva in garanzia un oggetto.
Tra la somma ricevuta ed il reale valore dell’oggetto vi era una notevole differenza e per riottenere l’oggetto dato in pegno si doveva regolarmente pagare rate stabilite fino alla completa restituzione della somma ricevuta, compresi i dovuti interessi.
Trattandosi nella maggioranza dei casi di persone che non versavano in buone condizioni economiche era solito che si finisse per perdere la proprietà dell’oggetto per il solo valore del prestito ottenuto.
Questa condizione di monopolio portava anche molte persone che volevano vendere oro a cederlo in pegno per una cifra molto minore rispetto al suo valore reale.
I Compro Oro
L’aumento esponenziale del numero delle persone che volevano vendere oro ha portato di fatto alle condizioni ideali per lo sviluppo di un settore dedicato all’acquisto di questa tipologia di oggetti preziosi.
Queste attività si sono specializzate nella valutazione e nell’acquisto di qualsiasi tipologia di oggetti in oro e anche di argento ed in alcuni casi di orologi di lusso.
A partire dal boom di queste attività il giro di affari è andato crescendo per alcuni anni soprattutto in quella fase in cui il prezzo dell’oro viaggiava su un valore elevato.
Oggi da alcuni anni il numero delle persone che vogliano vendere oro è calato e con questo sono diminuiti anche i compro oro in attività sul territorio.
Nonostante questo il settore si è consolidato ed oggi può contare su un discreto e comunque diffuso numero di operatori professionali ufficiale e riconosciuti a livello di legge.
Questo settore ha definitivamente dato la possibilità alle persone di vendere i propri oggetti in oro ad un prezzo congruo rispetto a ciò che si poteva ottenere un tempo presso un banco dei pegni.

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Aloe Vera: proprietà e benefici per l’organismo

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  • 28 Novembre 2021

L’Aloe Vera è una pianta che sin dall’antichità è definita come miracolosa da chi la utilizza a fini curativi, data la sua capacità di esercitare un effetto benefico nei confronti di tantissime patologie che riguardano il nostro corpo, sia interne che esterne.

La sua grande diffusione è dovuta anche al fatto che l’ Aloe Vera è una pianta semplice da coltivare e da tenere in casa, e dunque facilmente accessibile e alla portata di tutti.

Estrarre questa sostanza dalle foglie della pianta non è complicato, ma se desideri avere un prodotto già pronto per l’uso puoi prenderne direttamente uno dalla Farmacia Cairoli che opera anche online.

 

Cosa è possibile curare con l’Aloe Vera?

Oltre alle note capacità di lenire lesioni o irritazioni cutanee, questa pianta dalle qualità eccelse viene spesso impiegata per dare sollievo al mal di stomaco, ad esempio, così come all’acidità di stomaco.

L’ Aloe Vera è infatti in grado di favorire il naturale ripristino del pH della flora batterica, nonché eliminare le tossine accumulate. Questa pianta così portentosa è inoltre in grado di alleviare i dolori dei muscoli o articolari, nonché offrire sollievo nei confronti dei dolori mestruali e i fastidi legati alla menopausa.

È la soluzione ideale anche in caso di tosse, febbre o raffreddore grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche, mentre chi soffre di insonnia potrà giovare della particolare capacità dell’ Aloe Vera di aiutare l’organismo a liberarsi dallo stress e a rilassarsi interamente, preparandosi così al sonno.

Questa pianta rappresenta inoltre un naturale attivatore del sistema immunitario, nonché un buonissimo integratore alimentare grazie agli aminoacidi essenziali di cui è ricca, così come delle vitamine e dei sali minerali.

 

Quando e come assumerla?

È preferibile assumere un cucchiaio di succo di Aloe Vera subito dopo i pasti più importanti per beneficiare delle proprietà di questa splendida pianta, ed è dunque chiaro il motivo per il quale oggi siano così tante le persone a cercare informazioni al riguardo.

Curare determinate patologie in maniera così naturale, e dunque senza ricorrere all’assunzione di farmaci, è sicuramente qualcosa di positivo considerando che in questa maniera è possibile ottenere il massimo risultato (ovvero la risoluzione del problema) senza aver assunto alcun tipo di farmaco.

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Come Investire in Oro ? Oro Fisico e Oro Finanziario

Come investire in oro, necessità di una precisazione in quanto è possibile effettuare due tipologie di investimento che possano essere riconducibili al prezzo dell’oro.
Una riguarda come investire in oro fisico e cioè principalmente attraverso lingotti e monete da investimento che possono essere detenuti personalmente ed eventualmente venduti a banchi metalli o attività come quella del sito web compro oro Firenze.
L’altro modo riguarda come investire in oro finanziario attraverso strumenti finanziari come gli etf o azioni collegate all’andamento futuro del prezzo aureo o in alternativa acquistando azioni di società minerarie.
Il vantaggio di investire in oro fisico è rappresentato soprattutto dalla sicurezza in quanto non sono necessari intermediari per monetizzare il valore dell’oro.
Non per nulla quando si parla di oro come bene rifugio si intende principalmente di lingotti oro 24 carati riconosciuti e certificati nel loro livello di purezza.
L’oro fisico detenuto direttamente non è soggetto ai rischi di quello finanziario che non viene mai ritirato dagli acquirenti ma lasciato in custodia presso caveau specializzati.
In caso di grave default del paese o del sistema finanziario il rischio è che l’oro acquistato potrebbe non essere consegnato o convertito in denaro.
Non per nulla gli stessi paesi che detengono riserve auree, investono in oro fisico sotto forma di lingotti 24 carati e in oro finanziario che in caso di grave crisi economica potrebbe non essere pagato in quanto privo di una reale copertura con un bene fisico.
I lingotti non sono il solo modo di come investire in oro, anche se sono il metodo più conveniente in quanto il prezzo della lavorazione di questi incide in modo minore rispetto ad altre forme di oro fisico.
Anche attraverso le monete è possibile acquistare oro da investimento, in questo caso il vantaggio è quello di essere un investimento più facilmente suddivisibile rispetto ai lingotti.
A prescindere da questo possono essere considerati forme di investimento qualsiasi altro oggetto in oro ma il loro valore non arriva come i lingotti ad essere riconosciuto con il prezzo aureo del momento.
Questo avviene poiché gli oggetti in oro che non sono certificati come puri ai 99,9 millesimi devono essere lavorati dai banchi metalli che provvedono ad una nuova fusione fino ad essere resi sotto forma di lingotti 24 carati, che sono i soli per i quali è riconosciuto la quotazione del momento senza sconti.

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Progettazione illuminotecnica: di cosa si tratta

Chi si dedica alla progettazione di interni non si occupa solo di curare l’arredamento di una ambiente o di disporre degli elementi in uno spazio. Deve anche studiare come la luce interagisce e può valorizzare il design complessivo. Progettare un ambiente considerando adeguatamente l’illuminazione significa valutare le dimensioni della stanza, la destinazione d’uso ed il tipo di luce da impiegare (diretta o indiretta, toni caldi o freddi, intensità).

Una corretta valutazione contribuisce non solo all’estetica, ma anche all’aspetto funzionale. Basti notare che spesso le lampade a parete sono utilizzate nei corridoi o sulle scale per tracciare un percorso, rappresentando una guida. Diversamente, in una cucina, una lampada a sospensione consente di visualizzare senza sforzo tutto quello che è posizionato sul piano di lavoro. Ogni differente esigenza deve accompagnarsi ad una precisa e consapevole scelta di illuminazione.

Per questo la progettazione illuminotecnica parte proprio dalle esigenze del cliente, che vanno correttamente decodificate e interpretate anche grazie a sopralluoghi. In seguito viene avviato il processo di studio, attraverso calcoli illuminotecnici che portano a identificare alcune possibili soluzioni. Attraverso appositi software vengono svolte una serie di simulazioni per valutare le migliori opzioni disponibili da inserire nel progetto definitivo.

Il progetto individua tutti i punti luce, la corretta tonalità per ogni ambiente, le soluzioni tecniche più opportune per l’illuminazione. Questo percorso conoscitivo permette di valorizzare il design proposto dall’architetto, migliorando la vivibilità di ogni spazio abitativo.

Anche in ufficio o in negozio

L’esigenza di rivolgersi ad un consulente esperto in illuminotecnica non riguarda solo la clientela residenziale. Le applicazioni possono essere molteplici anche sul posto di lavoro.   La luce è un elemento essenziale anche in un negozio, mentre i clienti valutano un acquisto, o sperimentano un’atmosfera elegante e rilassata.

Negli uffici ogni aspetto deve essere votato alla funzionalità. I lavoratori passeranno molte ore nella loro area di lavoro e devono poter svolgere le loro attività con un’illuminazione adeguata, senza compromettere la vista, e offrendo la possibilità di lavorare in completa sicurezza.

L’integrazione di luci a led può condurre inoltre ad una riduzione dei costi energetici e ad un impatto positivo per l’ambiente. Rendere il posto di lavoro più efficiente dal punto di vista energetico può rappresentare un vantaggio per l’azienda e per i lavoratori. Esiste un’ampia gamma di soluzioni per qualsiasi tipo di ambiente (residenziale, commerciale o industriale) e le possibilità di personalizzazione sono infinite. La costante evoluzione delle tecnologie consente di adottare configurazioni customizzate e smart.

La luce può essere regolata sia in maniera manuale che automatica, le variazioni possono correggere o integrare le attuali situazioni di illuminazione naturale. Ciò significa controllare intensità, temperatura cromatica, e ciclo naturale della luce. Si tratta di un grosso vantaggio che garantisce, senza alcuno sforzo, il massimo confort visivo, un connubio perfetto tra innovazione, design e funzionalità

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