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Eni Award, Claudio Descalzi: in cinque anni Eni ha investito cinque miliardi in ricerca scientifica

“La ricerca scientifica deve avere un occhio alle nuove tecnologie ma arrivare anche a fare in modo che si giunga a una transizione giusta”: Claudio Descalzi sul ruolo della ricerca e dell’innovazione sostenibile.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi agli Eni Award: l’importanza della ricerca scientifica in Eni

Si è tenuta lo scorso 14 ottobre, al Palazzo del Quirinale, l’edizione 2021 degli Eni Award, punto di riferimento internazionale nella ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente. La premiazione si è svolta alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Presidente di Eni Lucia Calvosa e dell’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi. “Oggi premiamo i ricercatori che stanno dando qualcosa agli altri, pensando al futuro dell’umanità”, così l’AD nel suo intervento, che si è focalizzato sull’importanza di una “transizione giusta” per cui la ricerca scientifica e le nuove tecnologie rivestono un ruolo chiave. E ribadendo come le costanti dell’innovazione e della ricerca siano un punto centrale anche in Eni, Claudio Descalzi ha tracciato un bilancio dell’impegno del Gruppo in tale area: “Negli ultimi 5 anni abbiamo investito 5 miliardi di euro nella ricerca scientifica”, ha segnalato l’AD nel suo discorso al Quirinale.

Claudio Descalzi: nel contesto energetico attuale, Italia in posizione privilegiata per l’approvvigionamento

L’intervento di Claudio Descalzi agli Eni Award ha poi affrontato alcune questioni di attualità e, in particolare, lo scenario odierno in tema di energia. Per quanto concerne i prezzi, l’AD ha segnalato come, nonostante il costo del gas sia ancora alto, “i prezzi non resteranno a questi livelli, perché i livelli che abbiamo adesso sono estremamente alti e non riusciamo a tenerli”. I volumi investiti, ha aggiunto, si aggiravano sugli “850 miliardi di euro nella parte gas e petrolio, adesso se ne investono 350 all’anno. Questo è cominciato dal 2015, siamo in situazione fisica di offerta che è inferiore alla domanda, questo lo vediamo anche nel petrolio”. Nel settore del gas, “non vedo grossi investimenti adesso, non vedo grosse produzioni”, ha dichiarato, aggiungendo che “i grossi quantitativi di gas entreranno quando il Qatar finalizzerà la prima fase”, riferendosi al grande progetto di gas naturale liquefatto in corso. In tale situazione, l’AD Claudio Descalzi non vede uno scenario di difficile approvvigionamento per il nostro Paese: “L’Italia sicuramente è in una posizione privilegiata perché ha un accesso al gas in modo molto diversificato. Non c’è solo il gas che viene da nord, abbiamo anche quello che viene dal Nord Africa, dall’Algeria, dalla Libia e anche dalle Lng”.

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