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Banca Generali, si conferma la forza degli investimenti sostenibili ESG: masse oltre 6,5 miliardi

Ad accompagnare la crescita degli investimenti sostenibili ESG di Banca Generali la piattaforma BG Personal Portfolio, potenziata nel 2019 grazie alla collaborazione con MainStreet Partners.

Banca Generali: investimenti sostenibili ESG, nel 2021 raccolti 1,4 miliardi di euro

Negli ultimi anni sempre più consumatori, in particolare i giovani, si dimostrano interessati al mondo degli investimenti sostenibili ESG. Tra i fattori che hanno contribuito al recente boom i rischi associati ai cambiamenti climatici e l’avvento della pandemia. Lo dimostra l’ultimo record stabilito da Banca Generali: l’Istituto guidato da Gian Maria Mossa ha infatti chiuso il 2021 con un totale di 6,5 miliardi di masse gestite certificate ESG. Un risultato oltre ogni previsione: si tratta infatti del 18% del risparmio gestito totale, mentre l’obiettivo stimato per l’anno si aggirava intorno al 10%. Nel 2021 la raccolta in fondi ESG ha toccato quota 1,4 miliardi euro: “Siamo nel mezzo di un cambiamento storico dei paradigmi di un mondo degli investimenti – ha dichiarato Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generaliche in futuro vedrà la sostenibilità sempre più come elemento centrale nella selezione sia da parte dei distributori, sia della clientela finale”. A trainare il nuovo record nell’ambito degli investimenti sostenibili ESG, ha fatto sapere il Gruppo in una nota, la piattaforma per la gestione degli investimenti finanziari “BG Personal Portfolio”.

Investimenti sostenibili ESG: Banca Generali, un modello di successo

Già dal 2019 infatti, grazie ad un aggiornamento figlio di una collaborazione con MainStreet Partners, la piattaforma targata Banca Generali consente di sviluppare portafogli profilati sulla base degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda Onu 2030. L’algoritmo, sviluppato con il contributo della società londinese, permette inoltre di quantificare gli impatti concreti generati dagli investimenti sostenibili ESG per ciascuno degli SDGs. Un progetto grazie al quale finora l’Istituto ha potuto selezionare un paniere di 250 fondi considerati “top” a seguito di una mappatura di oltre 5mila titoli con descrizione qualitativa relativa ai rating Environmental, Social e Governance. L’attenzione di Banca Generali verso gli investimenti sostenibili ESG parte dunque da lontano, ricorda Ragaini: “La pandemia ha contribuito ad accentuare nelle famiglie la percezione dell’importanza di detenere strumenti Esg nei portafogli, ma a questo è importante saper corrispondere le giuste tematiche d’offerta. In questa direzione si inserisce il nostro lavoro degli ultimi due anni, in cui abbiamo ampliato l’offerta tematica e la misurabilità dell’impatto sostenibile”.

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Investitori, la teoria dei cicli dice che il 2023 sarà l’anno più complicato

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  • 11 Febbraio 2022

Non c’è dubbio che la crisi pandemica abbia richiesto agli investitori degli approcci molto più cauti ed attenti. Sia nel 2020 che nel 2021 le sfide sono state tante, e sarà così anche nell’anno in corso. Però c’è chi li tiene che le complessità maggiori ci saranno a partire dal 2023, l’anno in cui si spera che la pandemia ce la saremo messi alle spalle.

L’anno complesso sarà il 2023

investitoriMa perché il 2023 potrebbe essere un anno insidioso per gli investitori?
La risposta va cercata nei precedenti cicli azionari, quelli avvenuti dagli anni Ottanta e durati un decennio ciascuno.
Ogni volta che si è compiuto un ciclo, c’è stata una prima fase di spensieratezza (quello che sta succedendo adesso), seguita da altre quattro fasi.

La prima è la paura del rialzo dei tassi di interesse, la seconda (al quarto o quinto anno del ciclo) è la paura dello spegnimento della crescita, indotta proprio dalle strette monetarie da parte delle banche centrali.
La terza fase insinua la paura per l’inflazione dopo, a seguito dell’ormai avvenuta normalizzazione delle politiche dei tassi di interesse.
Infine sopravviene la paura per gli utili, erosi dai maggiori costi, dal calo della domanda e dall’eccesso degli investimenti. In questa fase compaiono le classiche candele di inversione del trend.

L’inflazione scombina il quadro

Quello che segna una profonda differenza tra il ciclo attuale e quelli precedenti, riguarda proprio l’andamento delle fasi.
La paura dell’inflazione è infatti arrivata con netto anticipo, prima ancora che avvenisse la paura del rialzo dei tassi. Questo perché le banche centrali hanno innaffiato i mercati con rassicurazioni sulla temporaneità dell’inflazione.
Gli investitori potrebbero avere poco tempo per metabolizzare le ormai imminenti strette monetarie, per cui la fase della paura per la crescita potrebbe avvenire molto prima del previsto.

Questi meccanismi, infine, andrebbero poi innescare in anticipo anche la paura per gli utili. Quando? Nel 2023 appunto. Chi utilizza per app per giocare in borsa dovrà quindi fare molta attenzione l’anno prossimo, perché potrebbe essere quello più delicato. La paura per gli utili infatti si manifesterà prima del previsto.

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L’attività di SG S.p.A. tra performance, traguardi e obiettivi futuri

SG S.p.A. ha saputo affermarsi come distributore del settore Technical Consumer Goods, diventando il partner ideale di numerose aziende. Gli obiettivi futuri e i punti di forza del Gruppo.

SG S.p.A.

SG S.p.A.: player di distribuzione di elettronica a 360°

Nata inizialmente come attività di trading nel 2007, SG S.p.A. è oggi un player di distribuzione del settore Technical Consumer Goods. Il processo di crescita costante ha consentito al Gruppo di consolidare la propria presenza in qualità di distributore dei più importanti premium brand di elettronica come Samsung, Huawei, Xiaomi, Amazfit, Tim, Panasonic, Roidmi e Sharp. L’azienda, che opera attraverso quattro sedi (Milano, Roma, Melfi e Bari), è oggi partner delle più grandi catene della GDO e GDS, dei piccoli e grandi dealer, dei system integrator, nonché dei reseller e degli shop indipendenti. È impegnata non solo nella distribuzione business-to-business dei prodotti di elettronica di consumo, dei dispositivi sanitari e dei DPI, ma anche nella gestione dei punti vendita di prodotti di elettronica e telefonia e nell’attività di barter. Con circa 3.000 clienti, 80 brands distribuiti e oltre 1.500 prodotti in portafoglio, SG S.p.A. opera sul mercato nazionale ed internazionale (Europa, America, Africa e Asia). Il suo fatturato annuo ha raggiunto un totale di circa 700 milioni di euro.

SG S.p.A.: i punti di forza e gli obiettivi futuri

Tra i punti di forza su cui si basa, da oltre dieci anni, l’attività di SG S.p.A., la capacità di acquisto, l’ampio assortimento dei prodotti, le piattaforme logistiche di distribuzione e la capillarità e rapidità delle consegne hanno un valore imprescindibile. La selezione dei prodotti proposti a livello globale è il risultato di un’attenta osservazione del mercato internazionale: gli articoli maggiormente distribuiti appartengono alle categorie mobile, tablets e pads, audio e video, telefonia fissa, console, informatica ed elettrodomestici. La strategia aziendale prevede una forte capacità di acquisto che consente al Gruppo di acquistare grandi quantità di merce, incrementando notevolmente l’assortimento e la disponibilità dei prodotti nei magazzini, al fine di proporla ai clienti a prezzi competitivi. SG S.p.A. può inoltre contare su una rete capillare di agenti in grado di gestire i rapporti diretti e personali con i clienti. Negli obiettivi prefissati dall’azienda rientrano l’aumento della brand awareness, raccontando l’azienda e i suoi valori e delineandone il profilo; il miglioramento della brand reputation e la presentazione del nuovo e-Commerce pensato per migliorare tutti i processi di acquisto e vendita.

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Asset Sicuri Perché l’Oro è Più Affidabile

Come asset sicuri si intendono quei beni o titoli di investimento che garantiscono in modo molto maggiore la limitazione delle perdite dovute alle cicliche oscillazioni finanziarie.
Generalmente gli asset sicuri sono anche quelli che hanno un potenzialità di guadagno minore rispetto ad altri investimenti più a rischio che a fronte di una maggiore possibilità di guadagno danno minori garanzie verso la possibilità perdite finanziarie.
Sicuramente parlando di asset sicuri l’oro è considerato il bene rifugio per eccellenza, una garanzia che può contare su una storia millenaria durante la quale il prezioso metallo giallo non ha mai tradito le aspettative.
Ancora oggi l’oro rappresenta una sicurezza sia per quanto riguarda i grandi investimenti sia gli oggetti in or che possono essere monetizzati facilmente presso attività come questo compro oro Firenze.
Al contrario il fascino dell’oro è andato progressivamente crescendo tanto da essere stato un fattore determinante per eventi che hanno condizionato le scelte non solo di singoli ma di intere popolazioni.
Un retaggio di questo genere si è ha di fatto proiettato l’oro come bene rifugio anche nella finanza moderna partendo dal suo utilizzo come garanzia del valore delle valute con il Gold Standard.
Questo sistema di garanzia è stato successivamente abbandonato vista la necessità crescente di stampare una quantità di valute sempre maggiore per le quali il prezioso metallo giallo non era sufficiente.
Al di là delle valutazioni su questa scelta, che non rappresenta lo scopo di questo articolo, questo fatto conferma la considerazione enorme che anche il sistema economico e finanziario moderno ripone nella stabilità dell’oro.
Questi fatti pongono il prezioso metallo giallo come uno degli asset più sicuri in assoluto tanto da essere conosciuto come il bene rifugio per eccellenza che aumenta di valore quando gli altri tendono a subire perdite di valore.
Ogni qualvolta si prospettano condizioni economiche negative a livello globale investitori e risparmiatori danno vita ad una vera e propria corsa all’oro determinando così forti aumenti di valore anche nel breve periodo.

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Stefania Bariatti, avvocato e docente universitario: profilo e competenze

Stefania Bariatti annovera in curriculum numerose esperienze di rilievo in ambito universitario e anche, come avvocato, nell’area legale: i dettagli e gli incarichi ricoperti.

Stefania Bariatti

Stefania Bariatti: l’impegno in ambito accademico

Laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, Stefania Bariatti lavora dal 1983 come ricercatrice di Diritto Internazionale. Professore ordinario a partire dal 1994, è stata docente di Diritto dell’Unione Europea, Diritto della Concorrenza e Diritto Internazionale nelle Università di Sassari e Milano-Bicocca. Nel 2002 il ritorno all’Università degli Studi di Milano, dove tiene corsi di Diritto Internazionale, Diritto Internazionale Privato e Processuale e International Insolvency Law nella Facoltà di Giurisprudenza. Ricopre inoltre diversi incarichi istituzionali di rilievo anche a livello internazionale, quali Consigliere di Amministrazione (Sassari e Milano-Bicocca), direttore di dipartimento (Milano-Bicocca), direttore di corsi Master (Milano-Bicocca, ISPI) e Presidente di associazioni (European Law Faculties Association, Insol Europe Academic Forum, Groupe Européen de Droit International Privé). È stata inoltre visiting professor a Tolosa e alla LUISS in Diritto Internazionale Privato, e ha tenuto numerosi corsi e seminari presso università straniere. Stefania Bariatti è autrice di oltre 150 pubblicazioni attinenti agli ambiti di Diritto Internazionale Privato, Diritto dell’Unione Europea e Diritto Internazionale.

Stefania Bariatti: attività professionale e incarichi nei Board di società ed altri enti

Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano e patrocinante in Cassazione, nel 2002 Stefania Bariatti intraprende un importante percorso in ambito legale, specializzandosi in diritto della concorrenza, contenzioso internazionale e arbitrato commerciale internazionale. Entra presto nel team di uno dei più prestigiosi studi legali del Paese: negli anni ricopre i ruoli di partner e of counsel, arrivando a dirigere lo studio di Bruxelles e la practice di diritto della concorrenza europeo e italiano. Recentemente ha assunto incarichi di Board Member negli organi di governo di società quotate, apportando il proprio patrimonio di competenze sviluppato presso organi accademici (Università di Sassari e Milano-Bicocca) e fondazioni no profit (CNPDS-Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale e Tecnomed). Opera attualmente nel Consiglio di Amministrazione di A2A S.p.A., di MediaForEurope NV e di BNL S.p.A. (Gruppo BNP Paribas), dove ricopre anche la carica di presidente e membro di comitati endoconsiliari (parti correlate, remunerazione e nomine, corporate social responsibility e governance). Eletta nel 2014 dall’assemblea degli Stati membri come membro del Governing Council di UNIDROIT, Stefania Bariatti ha svolto incarichi consultivi a favore del Parlamento e della Commissione Europea: rappresentante dell’Italia in molti negoziati in occasione della Conferenza dell’Aja di Diritto internazionale privato e anche al Comitato di diritto civile del Consiglio dell’Unione Europea, ha lavorato alla redazione di strumenti legislativi dell’Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile. Infine, dal 2011 fa parte del Gruppo di esperti della Commissione Europea sul diritto dell’insolvenza.

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La trasformazione di Palazzo Ravasio: il progetto di Antonio Franchi

Da un lato del lungo Adige Campagnola, a Verona, sorge uno degli edifici storici più importanti della città: Palazzo Ravasio. La società The Residenze, guidata da Antonio Franchi, ha realizzato un progetto di valorizzazione dell’edificio che unisce storia, sostenibilità e arte.

Antonio Franchi

Antonio Franchi: Palazzo Ravasio si trasforma in un edificio moderno e sostenibile ma che conserva la propria storia

La sua storia risale agli anni ’20 del Novecento, quando l’area nei pressi del Ponte della Vittoria venne interessata da un importante processo di edificazione e riqualificazione. Il Palazzo Ravasio che conoscono i cittadini veronesi è però opera dell’ingegnere bergamasco Giuseppe Ravasio, che nel 1939 acquistò l’edificio e lo trasformò in un palazzo signorile, sopravvissuto addirittura ai bombardamenti del 1945 che rasero invece al suolo il vicino Ponte della Vittoria. Data la sua grande rilevanza storica, la società guidata da Antonio Franchi, The Residenze, ha ideato un progetto che valorizzasse il Palazzo nel pieno rispetto del suo passato, adeguandolo al contempo agli alti standard dell’architettura moderna e sostenibile. Per l’intervento di bioedilizia, sono stati selezionati materiali ecologici e fornitori certificati, mentre per quanto concerne il consumo di energia, sono stati installati impianti di geotermia orizzontale e solari.

Dalla domotica all’arte: nella versione di Antonio Franchi a Palazzo Ravasio non mancherà niente

L’edificio storico di Verona, oltre a rispecchiare tutti i moderni principi dell’architettura sostenibile, sarà anche un luogo all’avanguardia dove gli occupanti potranno godere di tutti i comfort del vivere contemporaneo. Il team guidato da Antonio Franchi ha infatti pensato a tutta una serie di comodità e servizi di cui sarà dotato il Palazzo. In quanto a tecnologie, gli ambienti saranno resi più smart da un impianto domotico e persino la gestione della futura manutenzione sarà facilitata da un’assistenza tecnologica. Aree verdi a giardino, una zona fitness con attrezzi Tecnogym, un’area giochi per bambini, sale dedicate allo smart working con uno spazio meeting e un ampio parcheggio andranno poi a completare l’edificio. E non è finita qui. Palazzo Ravasio ospiterà, inoltre, un’esposizione permanente di opere d’arte realizzate dai più grandi maestri di pittura analitica.

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Gioielli in Oro Come Investimento

I gioielli in oro sono oggetti che mantengono il loro valore nel tempo aumentando di pari passo con l’inflazione, il costo dell’oro aumenta soprattutto nei momenti di difficile congiuntura economica quando altri beni ed asset perdono di valore.
Nei periodi di crisi sono in molti a recarsi presso attività come i compro oro Firenze per ottenere liquidità immediata ma parallelamente ci sono altri più benestanti che si guardano bene dal vendere il proprio oro.
L’oro è considerato il bene rifugio per eccellenza che attira investitori e risparmiatori proprio nei momenti di crisi economica o di eccessiva inflazione quando in molti lo acquistano per preservare il valore di risparmi e capitali.
Il migliore investimento in oro è quello che si effettua acquistando lingotti d’oro 24 carati il cui coto è quasi del tutto coperto dal valore del metallo e non dalle lavorazioni necessarie a realizzare i gioielli in oro.
I gioielli in oro nonostante non siano certo la migliore forma di investimento, in quanto il costo è in parte sostenuto dal valore aggiunto della lavorazione, sono comunque oggetti in oro che aumentano di valore in base all’aumento del prezzo dell’oro.
In italia sono stati accumulati nel tempo oggetti e gioielli che in parte sono stati venduti già dalle prime crisi economiche del nuovo millennio.
L’aumento delle vendite di oro in questi momenti di crisi è stato talmente esponenziale che ha dato vita ad un settore specifico come i compro oro.
Un settore che ha avuto un boom economico nei primi anni del millennio spinto dalle vendite dei privati, oggi la situazione è ben diversa per il settore anche per una diminuita disponibilità di oro delle famiglie italiane.
Il volume di oro venduto ai compro oro in italia ha raggiunto volumi impressionanti tanto da far divenire in alcuni anni il nostro paese un esportatore di oro nonostante non ci sia nessuna miniera attiva sul territorio.

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Stress e fame nervosa: come combatterla e perdere peso

Stress, ansia e situazioni difficili sono la principale causa della cosiddetta fame nervosa. Mangiare in modo compulsivo, pur non avendo reale necessità di nutrirsi, in queste situazioni diventa una valvola di sfogo, nonché qualcosa con cui consolarsi per allontanare ciò che ci affligge. Inutile dire che ricorrere all’assunzione di tutto quel che capita, con l’inconscio obiettivo di stare meglio, comporterà inevitabilmente un aumento di peso.

Le diete vengono messe a rischio e, salendo sulla bilancia, la frustrazione non farà altro che aumentare. Per questo è importante capire come contrastare la fame nervosa, considerando che, spesso e volentieri, la semplice forza di volontà, da sola, potrebbe non essere sufficiente.

Stress e fame nervosa: come combatterla al meglio

Come già anticipato, cadere vittima di attacchi di fame e di voglie improvvise (specialmente di cibi poco sani, con apporto calorico notevole), in situazioni di stress è piuttosto comune. In questi casi non è il reale bisogno di alimenti a spingerci a farlo, bensì la nostra mente. È il cervello che, sottoposto a sofferenza emotiva, ci porta a voler desiderare snack, biscotti e tutto ciò che un regime sano non dovrebbe comprendere, o dovrebbe prevedere in quantità molto limitata.

Cosa fare, dunque, in caso di fame nervosa? La soluzione migliore è provare a trarre in inganno la nostra testa e il nostro stomaco, e farlo in modo intelligente. Perché, si sa, perfino la noia, oltre all’ansia e all’inquietudine, può essere una pericolosa nemica quando si tratta di mangiare con la speranza di influire positivamente sull’umore.

Innanzitutto, è importante non rimanere troppo tempo senza nutrirsi: convivere con la sensazione di fame, magari in favore di diete eccessivamente restrittive, potrebbe creare l’effetto contrario e indurre a cibarsi di prodotti calorici e ricchi di grassi.

Gli spuntini, naturalmente quelli leggeri (yogurt greco, un frutto, gallette di riso, ecc.), aiuteranno senz’altro a limitare il pressante bisogno di mangiare.

L’acqua, soprattutto se fresca o leggermente aromatizzata, è altresì un’ottima alleata in caso di fame nervosa: bere inganna il cervello ed eviterà l’aumento di peso.

E se gli attacchi di fame sono particolarmente intensi, allora l’opzione migliore è munirsi di tanta verdura, preferibilmente cruda. Tenere in frigo carote, sedano, finocchi, cetrioli, pomodorini e via dicendo (già pronti e lavati per essere afferrati in caso di necessità), è ciò che maggiormente vi aiuterà a mantenervi in linea e a gestire lo stress.

Fame nervosa: rimedi efficaci per combatterla e perdere peso

Per quanto riguarda i rimedi naturale per contrastare la fame nervosa, è ormai noto che alcune specifiche piante e integratori ne prevengono l’insorgere. Riguardo alla prima tipologia possiamo indicare: il Magnesio (fondamentale nel corso dei cambi di stagione), la Melissa (aiuta a combattere l’ansia e quindi anche la fame nervosa), il Ginkgo Biloba (il suo utilizzo permette di tenere sotto controllo gli attacchi di fame) e così via.

Parlando invece di integratori, ve ne sono alcuni, 100% naturali e prodotti in Italia, che consentono di avvertire sazietà e di evitare di correre verso il frigorifero. Tra questi, uno dei più apprezzati del momento è indubbiamente https://www.supremoslim5.info/. Non solo: trattasi di ottimi alleati nella perdita di peso, adatti ad essere inseriti nelle diete o per il mantenimento della linea corporea desiderata.

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Come gestire efficacemente la tua azienda

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  • 3 Febbraio 2022

Ogni azienda cerca di raggiungere la massima efficienza in tutti gli aspetti: produttività, costi, redditività e risorse umane. Per raggiungere questo obiettivo, è importante sapere capire come gestire efficacemente l’azienda.

Un amministratore efficiente è colui che mantiene rapporti sani con clienti e dipendenti, il che si traduce in un’azienda che funziona: rimane sul mercato con clienti soddisfatti, lavoratori contenti, azionisti convinti, aziende partner dalla sua parte e autorità fiduciose. Grazie ad un cruscotto di monitoraggio aziendale è inoltre possibile verificare lo stato di salute dell’azienda.

Secondo gli esperti, il fattore determinante per il successo di un’impresa è il modo in cui i suoi manager:

  • Si assumono la responsabilità delle loro decisioni
  • Comunicano con i subordinati
  • Si Concentrano sulle opportunità e non sui problemi

Se a queste affermazioni si aggiunge il concetto di “efficienza”, si segue la strada per il raggiungimento dell’eccellenza organizzativa.

Ci sono due segreti per una gestione efficiente del business :

  1. Tieni presente la mission aziendale. Un’azienda è un gruppo di persone chelavorano per raggiungere un obiettivo comune. Questo punto di vista nella definizione di azienda, permette di avere un’altra prospettiva per gestirla. Il responsabile dell’impresa deve vedere i suoi collaboratori come persone. Le macchine non si stancano; le persone si. Le macchine non si ammalano; le persone si. Le macchine non richiedono motivazione per funzionare; le persone si. Gli “amministratori” trattano i propri collaboratori come se fossero macchine e questa è la base del problema. Ma se la prospettiva cambia, le persone saranno in grado di esprimere il loro pieno potenziale e aiutare il manager a raggiungere gli obiettivi prefissati.
  2. Tieni presente le funzioni dell’amministratore. Questi sono: pianificare, organizzare, dirigere e controllare, e sono le linee guida per raggiungere il successo e avere dipendenti e clienti soddisfatti. La pianificazione è infatti il vedere il futuro; organizzare è dare uno scheletro a ciò che è pianificato; dirigere è guidare i dipendenti verso gli obiettivi; il controllo consiste nel verificare che gli obiettivi siano raggiunti.

In sintesi, per capire come gestire un’azienda, devi ricordare che lavori con le persone, essere responsabile delle tue decisioni ed essere chiaro sulle tue funzioni di base. In questo modo puoi creare un business redditizio.

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Public speaking: un corso per migliorare la comunicazione

Comunicato Stampa

Public speaking: un corso per migliorare la comunicazione

 

Un corso in presenza a Brescia il 27 aprile 2022 per migliorare la comunicazione attraverso il riconoscimento e la gestione delle emozioni e lo sviluppo di empatia ed ascolto.

 

Nel mondo del lavoro, ma anche nella vita di tutti i giorni, la comunicazione è un momento importante. Saper comunicare permette di scambiare correttamente informazioni, conoscenze, emozioni, percezioni.

La comunicazione all’interno del mondo del lavoro è poi uno strumento essenziale per stimolare e favorire, nel proprio team, nella propria azienda, la partecipazione e il cambiamento permettendo il raggiungimento degli obiettivi fissati.

 

Come comunicare correttamente? Come parlare in pubblico? Come gestire le emozioni all’interno della comunicazione? Ci sono corsi che permettono di migliorare il modo di comunicare in pubblico?

 

Public speaking: il corso per migliorare la comunicazione

Proprio per favorire una migliore comunicazione, aiutando a parlare in pubblico e a gestire imprevisti ed emozioni, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 27 aprile 2022 un corso in presenza a Brescia dal titolo “Public speaking”.

 

Il programma formativo è stato concepito come un percorso che permette ai partecipanti di sperimentare le proprie capacità di comunicazione ed acquisire consapevolezza del proprio modo di Parlare, di Muoversi, di Ascoltare e di interagire con gli altri. In particolare, l’attenzione sarà rivolta a sviluppare la capacità di Parlare in pubblico.

 

I docenti del corso sono:

  • Roberta Pinzauti: formatore, coach professionista, storyteller e managing director presso Te.D.-Teatro d’Impresa;
  • Alberto di Matteo: formatore, attore e regista.

 

Public speaking: gli obiettivi e le metodologie

Questi gli obiettivi in dettaglio del nuovo percorso formativo:

  • sviluppare competenze di comunicazione efficace: ascolto-attivo, empatia, linguaggio non verbale e verbale;
  • rafforzare in ogni partecipante uno stile comunicativo personale, in relazione al ruolo e alle funzioni svolte in azienda, potenziando quindi le proprie capacità di esprimersi in vari contesti professionali entrando in sintonia con l’auditorio.
  • apprendere le principali tecniche di costruzione di un messaggio: apertura, contenuti, chiusura.
  • sviluppare tecniche creative per migliorare lo stile delle presentazioni, compresa la gestione dei supporti visivi.
  • apprendere a gestire l’imprevisto e utilizzare positivamente l’ansia.

Nel corso, caratterizzato da una metodologia didattica attiva, saranno utilizzate tecniche esperienziali e si integrerà la comprensione intellettuale dei problemi e delle soluzioni con l’esperienza, cioè la capacità di apprendere con tutti i 5 sensi. In tal modo l’apprendimento avverrà senza sforzo attivando tutte le componenti dell’intelligenza umana.

Il programma è articolato in esercitazioni pratiche, lezioni teoriche, de-briefing e simulazioni di casi reali. Inoltre, si utilizzeranno questionari, diari di osservazione, riprese video, coaching personalizzato per facilitare il trasferimento dell’esperienza nel contesto lavorativo.

Le tecniche utilizzate e le informazioni sul corso

Il corso in presenza di 8 ore, intitolato “Public speaking”, si terrà dunque a Brescia il 27 aprile 2022 – dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 – presso la sede di AiFOS in Via Branze, 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

 

Questi alcuni strumenti, tecniche, esercizi e test sperimentati durante il corso:

  • Strumenti base per poter comporre un proprio stile comunicativo personale, potenziando le capacità di ciascuno di potersi esprimere dal contesto lavorativo a quello interpersonale;
  • Esercizi psicofisici per lavorare sul corpo e aumentare la consapevolezza del Linguaggio Non Verbale;
  • Esercizi di visualizzazione per riconoscere e gestire le proprie emozioni e sviluppare l’Empatia e l’Ascolto;
  • Tecniche di improvvisazione teatrale per sviluppare la prontezza e la gestione dell’imprevisto;
  • Tecniche di rilassamento e respirazione per apprendere a controllare ed utilizzare positivamente l’ansia;
  • Esercizi per la Voce (il volume, il tono, il ritmo, l’uso delle pause), per sviluppare competenze di Comunicazione Verbale (messaggio chiaro, linguaggio semplice, sintetico e comprensibile in sintonia con l’interlocutore).
  • Test di verifica di apprendimento

 

Il corso è valido come 8 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, coordinatori alla sicurezza, formatori qualificati terza area tematica, HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa-gestionale), Consulenti AiFOS (ambito organizzazione e gestione delle risorse umane).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/public_speaking

 

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

03 febbraio 2022

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Gestione dei rifiuti: il modello responsabile di Ares Ambiente

Ares Ambiente offre servizi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti. Consapevole dell’impatto che il settore ha sull’ambiente, l’azienda è impegnata nella promozione di una gestione responsabile. È in corso di realizzazione un nuovo impianto di produzione di ammendanti per l’agricoltura da frazione organica differenziata: un impianto di compostaggio con bioconversione aerobica realizzato secondo le più moderne tecnologie.

Ares Ambiente

I valori di Ares Ambiente, eccellenza italiana nel settore dello smaltimento dei rifiuti

Fondata nel 2008 a Treviolo, in provincia di Bergamo, in pochi anni Ares Ambiente, realtà specializzata nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati, è stata capace di diventare uno dei punti di riferimento italiani del settore. Non a caso, è stata recentemente inserita tra le “Best Performer” 2021 della classifica realizzata dal Centro studi ItalyPost e promossa dal quotidiano “Lombardia Post”. Un riconoscimento ottenuto grazie alla costante solidità economica e finanziaria dimostrata negli anni. Il successo di Ares Ambiente è figlio di un percorso di sviluppo e di una politica aziendale basata sulla responsabilità nei confronti dell’ambiente, considerata un valore chiave sia internamente che esternamente. Il rispetto dell’ambiente viene promosso non solo tra i dipendenti e gli addetti ai lavori, ma anche attraverso l’ottemperanza della normativa cogente e il monitoraggio costante verso i fornitori, le comunità territoriali e gli enti locali.

Ares Ambiente: certificazioni e definizione di Ethical Business

Una gestione dei rifiuti responsabile e consapevole ha come effetto un miglioramento della qualità sia per l’ambiente che per la salute delle persone. Per questo Ares Ambiente opera seguendo criteri di efficienza, economicità e trasparenza. Diverse le certificazioni che attestano l’impegno e il costante aggiornamento dell’azienda: tra queste Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014). Inoltre, secondo il Modello 231 (D.Lgs 231/2001), tutte le operazioni di Ares Ambiente vengono gestite seguendo i protocolli delineati da un Organismo di Vigilanza indipendente. L’etica aziendale si riflette anche nelle scelte di business. Per le operazioni di campionamento e certificazione dei rifiuti, collabora unicamente con tecnici abilitati, mentre per le attività di caratterizzazione si rivolge a laboratori chimici accreditati ed enti certificati. Infine, l’azienda affida il trasporto esclusivamente a trasportatori iscritti all’albo Gestori Ambientali e conferisce esclusivamente in impianti dotati di VIA e AIA.

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Gruppo Riva tra le aziende siderurgiche sostenibili

Nel corso degli anni, il leader siderurgico Gruppo Riva si è impegnato per diventare un modello di economia circolare all’interno del settore.

Gruppo Riva

Cosa significa sostenibilità ambientale per Gruppo Riva?

Conciliare il settore elettro-siderurgico, per antonomasia tra i grandi consumatori di energia elettrica e di gas naturale, con il concetto di sostenibilità ambientale sembrerebbe qualcosa di altamente improbabile. Eppure, grandi realtà come Gruppo Riva sono riuscite a venire a capo della complicata questione, pensando a delle strategie ad hoc da poter applicare al proprio processo produttivo per renderlo quanto più sostenibile possibile. Da tempo ormai, il Gruppo, tramite investimenti tecnologicamente avanzati, ha fatto del miglioramento dell’impatto sull’ambiente una delle priorità aziendali, incentrando i propri modelli di business sulla sostenibilità e adattandoli alle linee guida presenti nel documento promulgato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente sulla materia, intitolato “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”. Ad oggi, Gruppo Riva rientra tra le aziende siderurgiche green e si impegna a far raggiungere all’Italia i target prefissati a livello europeo e internazionale in tema di economia circolare.

L’economia circolare all’interno di Gruppo Riva

Il principio dell’economia circolare è quello di indirizzarsi verso un tipo di economia che mantenga più a lungo possibile il valore di prodotti, materiali e risorse e riduca al minimo la produzione di rifiuti. All’interno dei propri stabilimenti, Gruppo Riva applica questo modello principalmente in due modi: da un lato utilizzando rottami end of waste che trasforma in prodotti durante il proprio ciclo produttivo e che verranno utilizzati in tutti i settori dell’industria meccanica, dall’altro inviando i propri rifiuti ad impianti esterni che li riutilizzano, trasformandoli a loro volta in nuovi prodotti. In questo modo si cerca di sviluppare sempre meglio il concetto di economia circolare.

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Medicina di genere: Fondazione Onda premia due strutture di ICS Maugeri S.p.A.

Anche quest’anno due strutture di ICS Maugeri S.p.A. rientrano nei 354 ospedali a misura di donna premiati da Fondazione Onda. A ottenere i Bollini Rosa sono l’Irccs di Pavia e quello di Milano.

ICS Maugeri S.p.A.

Fondazione Onda premia due strutture di ICS Maugeri S.p.A.

Due strutture di ICS Maugeri S.p.A. (l’Irccs di Pavia e l’Irccs di Milano) hanno ricevuto da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, i Bollini Rosa. "La 10a edizione dei Bollini Rosa, che ha visto la partecipazione di 363 ospedali italiani e il patrocinio di 27 enti e società scientifiche – ha dichiarato Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda – rinnova il nostro impegno nella promozione di un approccio gender-oriented all’interno delle strutture ospedaliere, riconoscendo l’importanza della sua promozione attraverso servizi e percorsi a misura di donna, in tutte le aree specialistiche". Dal 2007, attraverso un’attenta valutazione dei servizi offerti, la Fondazione attribuisce agli ospedali italiani da uno a tre Bollini Rosa, confermando l’impegno delle strutture in grado di offrire servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili di maggior livello clinico ed epidemiologico. Da tempo l’attività di ICS Maugeri S.p.A. è orientata verso la medicina di genere.

Medicina di genere: l’impegno di ICS Maugeri S.p.A.

Tra i 354 ospedali premiati da Fondazione Onda per il biennio 2022-2023 rientrano quindi anche due strutture di ICS Maugeri S.p.A. In dettaglio, l’Irccs di Milano ha ricevuto per il secondo anno consecutivo un Bollino Rosa, mentre quello di Pavia ha ottenuto nuovamente tre Bollini Rosa. "Fare medicina di genere non è facile e tantomeno scontato – ha ricordato il Direttore Laura Dalla Vecchia – ma è assolutamente necessario. Servono impegno, cultura poliedrica, interdisciplinarità, aggiornamento continuo. Sono ingredienti ben consolidati nel nostro Irccs dove stiamo lavorando alla realizzazione di protocolli di ricerca, alcuni conclusi e pubblicati, altri in itinere e portiamo avanti progetti clinici di prevenzione, cura e riabilitazione individualizzati e differenziati per genere". "L’attenzione alle nostre pazienti – ha aggiunto il Direttore Giuseppe Laganga – specificatamente ad alcune patologie femminili, viene da lontano. Qui il professor Alberto Costa ha fondato, nel 2000, la prima Breast Unit d’Italia, che è stata in seguito la prima struttura senologica italiana ad essere certificata a livello europeo, nel 2009". Anche quest’anno ICS Maugeri S.p.A. riconferma il suo impegno nella promozione della medicina di genere.

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Women’s Empowerment Principles e investimenti sostenibili ESG in Banca Generali

Investimenti sostenibili ESG ma anche grande attenzione al tema “diversity & inclusion”: Banca Generali aderisce al progetto Women’s Empowerment Principles e rafforza l’impegno per la parità di genere nel mondo del lavoro.

Women’s Empowerment Principles: Banca Generali leader in investimenti sostenibili ESG e uguaglianza di genere

“Siamo felici di aver sottoscritto i Women’s Empowerment Principles delle Nazioni Unite. Come parte del Gruppo Generali siamo da sempre attenti a promuovere l’equità, il rispetto e l’inclusione sia verso le nostre persone che nella comunità all’interno della quale operiamo”: sottolinea in questo modo l’AD e DG di Banca Generali Gian Maria Mossa l’adesione del Gruppo ai principi di uguaglianza di genere WEP. Leader in Investimenti sostenibili ESG, l’Istituto diviene in tal modo la prima rete italiana di consulenza e la seconda realtà finanziaria del Paese ad aderire al progetto. “Ci auguriamo che la nostra adesione possa essere di stimolo per tante altre organizzazioni”, aggiunge l’AD e DG Gian Maria Mossa. Banca Generali, dunque, già fortemente attiva nel settore degli investimenti sostenibili ESG, si pone in una posizione di leadership in Italia anche sul tema dell’inclusione di genere nel settore della consulenza finanziaria.

Banca Generali, consulenza finanziaria tra uguaglianza di genere e investimenti sostenibili ESG

“Siamo convinti che solo facendo fronte comune si potrà arrivare ad una vera e propria parità di genere”, così Banca Generali in una nota, “non solo nel mondo del lavoro, ma anche nella quotidianità”. Promossi dalle Nazioni Unite, i Women’s Empowerment Principles forniscono una guida alle imprese su come favorire la parità di genere e l’inclusione nella sfera lavorativa, nei mercati e nella comunità. Questioni per cui l’Istituto leader in investimenti sostenibili ESG porta avanti attività concrete che fanno di Banca Generali un ambiente di lavoro con sostanziale parità di genere tra i dipendenti: un risultato raggiunto anche grazie a progetti specifici per l’inclusione di genere e destinati all’area della consulenza finanziaria, tradizionalmente a maggiore presenza maschile. Tra i pionieri italiani negli investimenti sostenibili ESG, con l’adesione ai Women’s Empowerment Principles Banca Generali conferma un ruolo di primo piano anche come prima rete di consulenti del Paese a sottoscrivere i principi WEP delle Nazioni Unite.

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Claudio Descalzi: transizione energetica, la tecnologia è il grande filo conduttore

Transizione senza demagogia: le considerazioni dell’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi nell’intervista rilasciata a “Il Foglio” lo scorso 26 novembre.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: la risposta razionale è trasformare, non cambiare radicalmente

Per Claudio Descalzi “cambiare non solo è inevitabile, ma è assolutamente giusto”. L’AD di Eni, in un’intervista a “Il Foglio” rilasciata lo scorso novembre all’indomani della COP26 di Glasgow, evidenzia quanto sia importante leggere opportunamente la transizione energetica anche in relazione al contesto storico in cui si sta sviluppando per non rischiare di mancare l’obiettivo. “Abbiamo spinto al massimo la macchina mondo, adesso dobbiamo rimetterla a punto”, sottolinea l’AD di Eni spiegando che demolire le infrastrutture costruite nel corso dell’intero Novecento è impossibile: “Viviamo in una rete di cavi, di tubi, di impianti e processi industriali. Dovremmo smantellare tutto questo oppure possiamo utilizzarlo in modo diverso, adattandolo alle nuove esigenze e alle priorità che ci siamo dati? La risposta razionale è trasformare, non cambiare radicalmente sia per problemi di costi che di tempi, anche se capisco che spesso prevalgono gli impulsi e le passioni”. Si tratta di un “lavoro immenso” che, secondo Claudio Descalzi, “si può fare solo muovendosi di concerto; politica, istituzioni, industria, debbono procedere all’unisono, rifiutando ideologie anti tecnologiche, perché proprio la tecnologia è la chiave della transizione”. Dare obiettivi e mobilitare grandi risorse finanziarie non basta: “Per passare dalle parole ai fatti occorre dotarsi di strumenti adeguati”.

Claudio Descalzi: la tecnologia è il cuore del cambiamento in corso in Eni

La tecnologia dunque è il grande filo conduttore. E oggi più che mai l’indipendenza tecnologica, come osserva Claudio Descalzi, è fondamentale per la sicurezza energetica. Eni guarda da tempo in questa direzione: “Il nostro profilo è quello di una compagnia tecnologica che fa ricerca e possiede tecnologie proprie. A questo scopo, stiamo lavorando e investendo da parecchi anni, abbiamo brevetti, abbiamo soluzioni nuove e tutte nostre”. Tecnologia che, nella vision dell’AD, deve essere neutrale, sartoriale e proprietaria. Neutrale perché per favorire la transizione energetica è necessario utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, senza escluderne nessuno. Sartoriale in quanto bisogna adattarla alle singole esigenze che variano da settore a settore e da Paese a Paese. E proprietaria perché “non esiste un supermercato della tecnologia”. L’attenzione non è solo per le tecnologie tradizionali ma anche sulle nuove: se “non si può comprare quello che non c’è” si può comunque lavorare per svilupparlo. Un impegno concreto quello di Eni come dicono i numerosi progetti portati avanti in questi anni: la cattura della CO2 collegata anche all’idrogeno blu che viene dal metano per decarbonizzare i processi della raffinazione, biocarburanti, l’economia circolare, la trasformazione dei rifiuti in prodotti, gli investimenti per bloccare le emissioni di metano, i servizi di distribuzione. E sul nucleare c’è la fusione a confinamento magnetico su cui il Gruppo guidato da Claudio Descalzi è al lavoro insieme al MIT di Boston. Dopo il successo lo scorso settembre del primo test, ora si guarda alle prossime tappe indicate nella road map: la realizzazione di un prototipo di mini impianto nel 2025 e nel 2030 quella del primo impianto industriale di questa tecnologia in grado di immettere energia netta in rete.

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D.lgs. 14/2019: il focus di Cristiano Poponcini sulla revisione dei conti

D.lgs. 14/2019: l’approfondimento di Cristiano Poponcini sul Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e sulle procedure di allerta interna ed esterna.

Cristiano Poponcini

Cristiano Poponcini: la struttura interna per prevedere e gestire la crisi

Prima di introdurre le disposizioni relative alla revisione dei conti in relazione al D.lgs. 14/2019, Cristiano Poponcini chiarisce il termine “Corporate governance” dell’impresa, definito come l’insieme delle regole organizzative per la gestione e il controllo delle imprese e delle relazioni tra il management, gli shareholder e gli stakeholder, e il sistema che permette di dirigere e controllare le aziende. In Italia, tra i modelli esistenti, viene adottato il modello ordinario che integra la presenza del Consiglio di Amministrazione con il collegio sindacale, incaricato del controllo sull’operato dell’organo amministrativo. A tale proposito, il D.lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza – CCII) ha modificato l’art. 2477 c.c., favorendo l’adozione di una struttura interna alla società capace di facilitare l’emersione anticipata e la gestione tempestiva della crisi (con la conseguente ridefinizione delle soglie). L’art. 375, co. 2, del nuovo CCII ha riformato anche l’art. 2086 c.c.: “L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”. Il collegio sindacale e il soggetto incaricato della revisione legale, spiega Cristiano Poponcini, hanno l’obbligo di accertarsi che l’organo amministrativo controlli costantemente l’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa, il suo equilibrio economico-finanziario e il prevedibile andamento della gestione, comunicando allo stesso organo amministrativo la presenza di eventuali segnali di crisi e, in caso di inerzia dello stesso, segnalandolo all’Organismo di Composizione della crisi d’impresa (OCRI).

Cristiano Poponcini: crisi, insolvenza e continuità aziendale

Il nuovo D.lgs. 14/2019, continua Cristiano Poponcini, ha introdotto la definizione di “crisi”, intesa come avviso di insolvenza: lo stato di crisi consente, quindi, agli amministratori e agli organi di controllo societario di prevedere e prevenire l’insolvenza, intuendo i primi segnali di instabilità e adottando di conseguenza i necessari interventi. Nell’iter di allerta, un’altra indicazione da tenere monitorata è il concetto di continuità aziendale, introdotto nel CCII: il soggetto incaricato della revisione legale è tenuto anche a verificare l’adeguatezza dell’utilizzo del presupposto della continuità aziendale da parte degli amministratori: il Collegio sindacale ha il compito di assicurarsi che l’analisi delle voci di bilancio sia fatta secondo la continuità aziendale. Il principio di revisione (ISA Italia 570) enumera gli indicatori finanziari, gestionali o di altra natura che possono suscitare dubbi significativi sulla continuità aziendale. Quando l’organo di controllo e il soggetto incaricato della revisione segnalano all’organo amministrativo la presenza di indicatori di crisi, si innestano due fasi della procedura di allerta. Con la prima (definita interna), chiarisce Cristiano Poponcini, l’organo amministrativo ha una deadline non superiore ai 30 giorni per comunicare le soluzioni identificate con le relative iniziative da adottare. In caso di mancata adozione, nei successivi 60 giorni, delle misure necessarie per affrontare la crisi, prende avvio la seconda fase (definita esterna). Come riportato dal CCII, la comunicazione immediata all’organo amministrativo esonera dalla responsabilità solidale per le conseguenze pregiudizievoli delle omissioni o azioni successivamente poste in essere dal predetto organo.

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Assegno Unico da marzo: il simulatore online su PMI.it per conoscerne l’importo esatto

Milano, 24 gennaio 2022. Su PMI.it, il portale d’informazione economica e di business per lavoratori e Piccole e Medie Imprese, è online il nuovo simulatore web che quantifica l’importo spettante della nuova prestazione di welfare erogata da marzo 2022 a tutti i nuclei familiari con figli a carico.

Con il servizio online “Calcolo Assegno unico”, si può conoscere in tempo reale a quanto ammonta il sussidio INPS, erogato su base mensile anche a chi è disoccupato ed anche a chi non presenta l’ISEE.

Il nuovo wigdet di simulazione online calcola in pochi click il proprio Assegno unico, a partire da pochi e semplici dati da inserire.

Edita da T-Mediahouse (società del Gruppo Triboo, attivo nel settore digitale e quotato sul mercato MTA di Borsa Italiana), la testata editoriale digitale, verticale su tutte le principali tematiche relative al mondo della PMI italiana, si arricchisce dunque di un nuovo strumento pratico per lavoratori e sostituti d’imposta alle prese con gli obblighi informativi ai propri dipendenti sulla nuova normativa in vigore dal 1° gennaio 2022.

Ai contenuti editoriali offerti ogni giorno da PMI.it, infatti, si associano i servizi accessori ad uso dei lettori (sedi e contatti degli uffici pubblici, modulistica…) tra cui anche i calcolatori online: immediati e gratuiti, questi strumenti di simulazione offrono in tempo reale informazioni personalizzate ad uso pratico, come ad esempio il calcolo dello stipendio netto partendo da una data RAL, il calcolo della decorrenza della propria pensione, il calcolo del proprio ISEE.

Con il Calcolo dell’Assegno unico, PMI.it si conferma dunque una utile risorsa a servizio di famiglie e imprese che cercano online una cassetta degli attrezzi per orientarsi in ambito giuslavoristico e fiscale.

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Municipia S.p.A.: innovazione digitale e sostenibilità, il modello “Augmented City”

Municipia S.p.A. guarda alle città del futuro investendo su innovazione digitale e sostenibilità: la società punta sulla sinergia tra pubblico e privato per accelerare la Digital Transformation e migliorare la vita nei centri urbani.

Municipia S.p.A.

Rigenerazione urbana: progetti e investimenti di Municipia S.p.A.

L’innovazione tecnologica ha un peso importante nella nostra quotidianità, probabilmente anche molto più di quanto ce ne accorgiamo. E lo ha anche per il nostro futuro e per quello delle nostre città: Municipia S.p.A. lo sperimenta ogni giorno attraverso i numerosi progetti che realizza in tutto il Paese. La società del Gruppo Engineering lavora infatti al fianco dei Comuni italiani di ogni dimensione supportandoli nel percorso di trasformazione digitale: innovare nei servizi pubblici significa infatti ripensare i processi per rendere la gestione pubblica più semplice, efficiente, trasparente, sicura, sostenibile, meno costosa. Municipia S.p.A. opera in quest’ottica con progetti e investimenti che guardano ai centri urbani e al miglioramento di ampie aree delle città, una vera e propria rigenerazione urbana da realizzare nel segno dell’innovazione digitale e della sostenibilità anche attraverso la collaborazione tra pubblico e privato.

Municipia S.p.A.: l’impegno per città più tecnologiche, sostenibili ed efficienti

Operando al fianco di migliaia di Comuni di ogni dimensione, Municipia S.p.A. è consapevole di quanto per gli Enti sia importante fare leva su una guida efficace per innovare in settori chiave quali la fiscalità, mobilità sostenibile, servizi sociali, turismo, cultura, sicurezza, efficientamento energetico, gestione dei rifiuti. La tecnologia in questo può fare la differenza anche perché mai come oggi il cambiamento deve guardare al benessere delle persone e del Pianeta: Municipia S.p.A. – Gruppo Engineering in quest’ottica ha improntato il modello "Augmented City" andando oltre il concetto di "Smart City". La società agisce su cinque pilastri fondamentali (Sostenibilità, Sicurezza, Mobilità, Interattività e Welfare) con lo scopo di portare le città a essere sempre più efficienti, sicure, sostenibili, dinamiche e inclusive. La conferma è nei numerosi progetti avviati nell’intero Paese. Funzionali al raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, puntano su una nuova concezione di tecnologia: non più il fine ma il mezzo necessario per perseguire un miglioramento nella qualità della vita e nell’ambiente circostante.

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Con il Piano di Sviluppo targato Terna il Paese può accelerare verso la transizione

Presentato lo scorso anno, il Piano di Sviluppo è stato lanciato da Terna per guidare il Paese nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione nazionali e internazionali.

Terna

Terna: collegamenti e nuove opere indispensabili per lo sviluppo delle rinnovabili

Si prospetta un 2022 particolarmente impegnativo per Terna. L’operatore della rete elettrica nazionale è infatti alle prese con le fasi iniziali del Piano di Sviluppo 2021 presentato la scorsa estate. Un Piano decennale da 18,1 miliardi di euro e che segna un +25% di investimenti rispetto al precedente. Un’accelerazione giustificata dagli ambiziosi obiettivi delineati nel documento: abilitare la transizione energetica e contribuire al processo italiano di decarbonizzazione. Gli interventi previsti dal Piano riguardano in primis l’integrazione delle rinnovabili. Entro il 2030 Terna punta infatti a installare 40 GW di nuova capacità e produrre il 60-65% di energia elettrica da fonti green. Un traguardo che potrà essere centrato grazie agli investimenti programmati sulla rete italiana, che vanno dal potenziamento delle dorsali Nord-Sud e dei collegamenti con le Isole fino alle interconnessioni con l’estero. Più di 30 le opere strategiche che verranno portate a termine entro il decennio. Tra queste spicca il Tyrrhenian Link, un collegamento sottomarino in corrente continua da 3,7 miliardi che unirà Sicilia, Sardegna e Campania e che, una volta concluso, consentirà il phase-out delle centrali a carbone in territorio sardo.

Terna: il ruolo dell’innovazione e della digitalizzazione

Secondo le stime, le azioni messe in campo da Terna da qui al 2030 permetteranno di ridurre ogni anno le emissioni di CO2 di circa 5,6 milioni di tonnellate. Inoltre, l’operatore prevede di demolire 4.600 km di infrastrutture ormai obsolete. Il Piano, secondo le parole dell’AD e DG Stefano Donnarumma, da poco nominato Presidente di GO15, avrà un forte impatto anche sull’economia: "Per ogni miliardo investito in infrastrutture ne genera tra due e tre in termini di PIL e consente di creare moltissimi nuovi posti di lavoro". Investimenti e infrastrutture che, tuttavia, da sole non basteranno a rilanciare il Paese e a raggiungere gli obiettivi nazionali e internazionali sul clima. Innovazione e digitalizzazione sono infatti gli altri due fattori considerati abilitanti nella strategia di Terna. Per questo, nel Piano Industriale 2021-2025, il Gruppo ha deciso di investire circa 900 milioni per implementare in azienda un processo di Open Innovation. Circa 70 i progetti finora attivi e che riguardano attività come il controllo da remoto degli asset, l’utilizzo di sistemi di sensoristica e la diagnostica predittiva.

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Edizione S.p.A., la Presidenza va ad Alessandro Benetton: “Ho visto un’occasione di discontinuità”

Alessandro Benetton ha deciso di accettare l’incarico come Presidente di Edizione: l’obiettivo del cambio di statuto e di management è ridare lustro al Gruppo.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: "Presidenza Edizione la sfida più grande della mia carriera"

Alessandro Benetton è il nuovo Presidente di Edizione S.p.A.: la decisione è stata annunciata lo scorso 14 gennaio dallo stesso imprenditore attraverso il suo canale Youtube. Il fondatore di 21 Investimenti ha accettato la nomina ricevuta dall’Assemblea straordinaria. Durante la stessa seduta la Holding controllata dalla famiglia Benetton ha anche approvato la trasformazione da società a responsabilità limitata a società per azioni. A ricoprire la carica di Amministratore Delegato Enrico Larghi. "Si tratta di un passo molto importante per me, nonché probabilmente la sfida più grande della mia carriera – ha dichiarato Alessandro Benettonanche se vi confesso che non avrei mai pensato di arrivare qui. Il mio lavoro è sempre stato 21 Invest, e non ho mai avuto a che fare, fino ad oggi, con le aziende di famiglia, se non per un breve periodo". La Holding racchiude tutte le aziende dei Benetton, dai trasporti fino al settore immobiliare, e controlla realtà quali Atlantia, Autogrill e Benetton Group. Diverse le novità del nuovo statuto, tra cui una governance che prevede un periodo di lock up di cinque anni e l’introduzione del diritto di prelazione nel controllo di Edizione a favore della famiglia Benetton.

Alessandro Benetton: la Presidenza di Edizione un’opportunità per cambiare approccio industriale

È il 2012 quando Alessandro Benetton decide di guidare la transizione del Benetton Group entrando nel CdA e diventandone Presidente. Si tratta dell’unico arco temporale in cui l’imprenditore si è occupato direttamente degli affari di famiglia. La notizia della nomina a Presidente di Edizione S.p.A. rappresenta dunque una svolta significativa nel suo percorso: "Ho deciso di non rimanere in panchina ma di mettermi in gioco, insieme ai miei cugini, con l’obiettivo di riportare Edizione a quello che è sempre stata negli anni: un punto di riferimento italiano nel mondo". L’imprenditore arriva alla guida della Holding dopo un periodo particolarmente complesso: "Nella mia carica di presidente ho visto che c’è una occasione di discontinuità, per reinterpretare l’approccio industriale che ci ha caratterizzato come famiglia nel tempo. Quando mi è stata presentata l’occasione di potere avere un peso reale nelle decisioni del gruppo – ha concluso Alessandro Benettonho scelto di coglierla".

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Mercati emergenti e Cina, due mondi così diversi da tenerli distinti

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  • 28 Gennaio 2022

La maggior parte degli investitori quando pensa ai mercati emergenti, è portato ad includere anche la Cina. Sebbene come impostazione concettuale sia corretta, la realtà dei fatti evidenzia che il paese del Dragone sia un mondo diverso rispetto agli altri emergenti. Sarebbe quindi più utile, almeno sotto il profilo finanziario, tenerli distinti.

La Cina e gli altri mercati emergenti

mercati emergentiAnche se la Cina è ben lontana dall’essere considerato un mercato sviluppato, non ha più neppure delle caratteristiche tali da poterlo assimilare ai mercati emergenti.
Le sue dimensioni, il suo potere economico e anche il grado di maturità della sua economia, sono fattori che non si riscontrano negli altri Paesi di questa categoria.

Proprio il ruolo sempre più importante che la Cina sta avendo nell’ambito commerciale internazionale, ha fatto sì che fungesse da motore per il resto dell’economia emergente. In tal modo ha dato un importante beneficio anche agli altri, perché li ha portati sotto i riflettori.
Lo dimostra il fatto che il numero di paesi che vengono inclusi nella categoria sia in crescita costante. Negli ultimi tre decenni è passato da 30 membri a 75 membri. Parallelamente, è cresciuto anche il mercato del loro debito, nonché la quota di debito globale riferito alle economie emergenti.

Il peso della Cina: giusto o eccessivo?

Tuttavia la Cina continua ad avere un peso molto differente. Benché le obbligazioni cinesi rappresentino soltanto il 10% dell’indice obbligazionario dei mercati emergenti, Pechino riesce ad attirare capitali da tutto il mondo. Sorge così il dubbiose tale “potere” non finirà per togliere spazio agli altri mercati emergenti. La Cina potrebbe cioè agire da market to limit.
Inoltre per le sue caratteristiche, il debito sovrano cinese non è correlato ad altre attività rischiose cinesi. Ha quindi già in sé delle caratteristiche di diversificazione per i portafogli obbligazionari.

Fondamentali

A livello di prospettive, la Cina comunque rimarrà un motore dell’economia globale, e questo giustifica il tenerla distinta dalle altre economie emergenti.
Va però precisato che i fondamentali economici e sociali degli altri paesi emergenti, fanno sperare che in futuro possano crescere. Di vista tecnico si parla di dragonfly doji.
Diciamo che la loro posizione è la stessa in cui si trovava la Cina tre decenni fa. Anche se non è lecito aspettarsi una crescita allo stesso ritmo impetuoso che ha avuto la Cina, possono comunque contare su una solida base.

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Touch-free e sensori: ecco i nuovi miscelatori Ideal Standard dedicati agli spazi pubblici

Lavarsi le mani con acqua e sapone, secondo l’OMS, è una delle azioni più efficaci per prevenire la diffusione di virus e batteri. Intellimix e Sensorflow sono la risposta di Ideal Standard alle nuove esigenze di igiene.

Ideal Standard

Ideal Standard: l’importanza dei miscelatori touch-free

Uffici, ristoranti, scuole, edifici pubblici: spazi comuni dove oggi assicurare elevati standard di igiene è più che mai un imperativo. È da questa consapevolezza che nascono Intellimix e Sensorflow, i nuovi miscelatori elettrici touch-free frutto dell’esperienza di Ideal Standard. L’igiene delle mani rappresenta infatti una delle prime difese contro i rischi di eventuali contagi. A dirlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, specificando che per una corretta igiene è necessario lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi. Un gesto quotidiano che tuttavia molti non compiono in maniera adeguata. Basti pensare che, secondo i dati dell’OMS, il 30% degli impiegati europei non utilizza il sapone, mentre la quasi totalità (95%) non lo fa adeguatamente. Numeri da prevenire, soprattutto in questo periodo particolarmente difficile. Ed è proprio per rispondere alle nuove esigenze di sicurezza e protezione che il team di Ideal Standard si è impegnato nella progettazione dei miscelatori Intellimix e Sensorflow.

Intellimix e Sensorflow: le caratteristiche dei nuovi prodotti Ideal Standard

Nel dettaglio, Sensorflow sfrutta un sensore a infrarossi e consente di passare da un miscelatore manuale o temporizzato in maniera estremamente semplice, garantendo dunque anche un risparmio su consumi e costi. Dal corpo in ottone e dal design pulito e moderno, il prodotto di Ideal Standard può essere rapidamente installato in qualsiasi bagno, anche grazie alla possibilità di utilizzare la batteria integrata e la valvola solenoide. Tre le tipologie di miscelatori Sensorflow disponibili: da appoggio, a parete e a pannello. Totalmente touch-free e con un display TFT integrato per migliorare l’esperienza dell’utente, Intellimix è invece un miscelatore progettato per erogare acqua e sapone ad ogni singolo utilizzo riducendo allo stesso tempo gli sprechi. Dotato di tecnologia Bluetooth, consente di personalizzare le impostazioni tramite una semplice app (disponibile per Android e iOS). Gli addetti potranno quindi decidere in che modo Intellimix dovrà gestire sapone, ciclo di lavaggio e risciacquo anti ristagno. Caratteristiche che rendono il nuovo miscelatore touch-free targato Ideal Standard la soluzione ideale per l’igiene degli ambienti più frequentati, come centri commerciali, ristoranti, alberghi e uffici.

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Il modello sostenibile di House to House raccontato da “Green Me”

Nota per prodotti come l’asciugatrice Agento Professional, House to House è una realtà attenta alla sostenibilità ambientale. I dettagli in un approfondimento a cura di “Green Me”, pubblicato nel luglio del 2019.

House to House

House to House: “Azioni quotidiane l’unica strada realmente perseguibile per il bene del Pianeta”

Da oltre dieci anni “Green Me” informa i lettori sul mondo dell’ecologia: l’obiettivo del magazine è promuovere la diffusione di comportamenti e stili di vita sempre più sostenibili. Il principio che muove la mission della rivista è semplice ma allo stesso tempo efficace: per tutelare il Pianeta è necessario partire dalle azioni di tutti i giorni. Un valore condiviso anche da House to House, progetto aziendale lanciato nel 2006 a Villorba (Treviso) e oggi eccellenza italiana nella produzione e vendita di elettrodomestici e prodotti dedicati all’igiene della casa. Non è un caso dunque che “Green Me” abbia dedicato uno spazio alla realtà veneta. In un articolo, la rivista ha voluto infatti raccontare il successo raggiunto da House to House in oltre 15 anni di attività, soffermandosi in particolare sulla filosofia perseguita dall’azienda in tema di sostenibilità e su come questa si rifletta anche nell’ideazione della gamma di prodotti offerti.

House to House: “La scelta di Green Me un onore”

Nel dettaglio, il magazine online di lifestyle ha lodato il “principio di ecologicità” dei prodotti House to House per il bucato. Un risultato, scrive “Green Me”, frutto di anni di studi, ricerche e analisi che hanno portato allo sviluppo di detergenti come la serie “Cosmetici per il bucato”, completamente naturali e altamente biodegradabili ma allo stesso tempo efficaci quanto e più di quelli sintetici. L’intento dell’azienda è duplice: da un lato tutelare l’ambiente, dall’altro il benessere e la salute dei clienti. “Il sistema di bucato House to House sposa, in tutto e per tutto, quella filosofia di benessere e consapevolezza che, sempre più spesso, le persone manifestano nelle loro scelte e nel loro stile di vita – si legge nel comunicato stampa rilasciato dall’azienda – Un onore per noi, quindi, che Green Me ci abbia scelti e abbia desiderato parlare di noi, dei nostri successi e dei nostri prodotti, dedicandoci un ampio spazio all’interno del proprio sito e definendo House to House la realtà innovativa e vincente che rappresenta la nuova era del bucato”.

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La Floriterapia Moderna: non medicina “alternativa”, ma un’azione sinergica alle cure convenzionali

Le essenze floreali che risolvono gli squilibri energetici arrivano dall’Italia, ma anche da Australia e California.

Ogni individuo è differente, ed ognuno può quindi guarire in maniera diversa, ricevendo benefici da differenti terapie anche a seconda delle proprie condizioni personali e del proprio stato emotivo.

Convinzione comune è che la medicina classica (intesa come la moderna medicina occidentale) e la medicina naturale debbano essere contrapposte, e non possano integrarsi.

 

Si possono distinguere due tipi di pensiero:

 

  • Allopatico,che si focalizza sui sintomi e utilizza cure, principi farmacologici o azioni curative per contrastarli. Secondo questo approccio, ogni malattia si manifesterebbe nello stesso modo in tutti gli individui.

 

  • Olistico,che prende in considerazione anche gli aspetti non meramente “chimici” del corpo, ovvero elementi immateriali quali l’energia e l’equilibrio interiore. Tra le discipline olistiche rientrano quindi le cure tradizionali e a base naturale, come la floriterapia.

 

Certamente ci sarà chi è più incline ad una scuola di pensiero o all’altra, addirittura con un sentimento di diffidenza verso quella opposta. Ma l’approccio più moderno a queste due metodologie, è quello di integrarle. Questo in modo che possano sostenersi l’una con l’altra adattandosi al singolo caso, e perseguendo come fine ultimo il benessere sia fisico che psicologico del paziente.

Chi è scettico nei confronti della naturopatia, crede che la scienza fornisca elementi sufficienti per trattare qualunque disturbo, e che tutto si possa curare seguendo sempre gli stessi protocolli, variando soltanto dosi e frequenza delle somministrazioni.

Pur non contestando i grandi progressi e le soluzioni fornite dalla scienza, chi pratica o si sottopone a uno o più tipi di terapie definite di medicina “alternativa”, crede che la scienza fornisca solo una porzione di conoscenza della realtà.

Secondo queste persone, la malattia o il disturbo nascerebbero quindi da un problema specifico del singolo paziente, che ogni individuo manifesta in tempi e modi del tutto personali, necessitando di cure e rimedi cuciti su misura.

Le terapie olistiche di Medicina “Vibrazionale” non si propongono quindi di guarire le malattie a livello del corpo, fornendo una “alternativa” alla medicina classica, ma vanno ad intervenire sulle energie metafisiche, quali i pensieri, le emozioni e l’energia interiore, al fine di portarvi equilibrio.

Lo squilibrio dell’assetto energetico, porterebbe infatti a stati emotivi negativi, terreno fertile per lo sviluppo di malattie, ed allo stesso tempo un ostacolo per guarirne.

 

Floriterapia ed i Fiori di Bach

Le origini della floriterapia sono da ricercarsi nell’antica “Dottrina delle Segnature”, che studiava le proprietà terapeutiche delle erbe medicinali.

Padre della floriterapia è considerato Edward Bach, medico inglese vissuto tra il XIX e XX secolo in Gran Bretagna. Negli anni ‘30 Bach individuò in 38 fiori, i cosiddetti Fiori di Bach, altrettanti rimedi utili per sbloccare la forza reattiva di un individuo.

Ognuno di questi rimedi floreali, è indicato per risolvere diversi squilibri della personalità, che portano a stati emotivi negativi (quali ansia, incertezza, svogliatezza, rigidità mentale…), con il fine di riconnettere il paziente al proprio Sé più vero.

Nell’elenco di fiori di Bach individuati dal medico britannico figurano piante “comuni” in Europa, quali il pino, il prugno, il castagno, l’ulivo, la genziana, la rosa canina… Anche in Italia infatti è possibile reperirne la quasi totalità.

I fiori di Bach originali vengono tutt’ora raccolti e preparati secondo la ricetta e le rigide indicazioni di Edward Bach.

 

Le essenze floreali provenienti dal mondo:

Con l’evoluzione della floriterapia negli ultimi decenni, a questi fiori si sono aggiunte anche altre varietà di fiori provenienti da luoghi “mistici”:

Più di 60 fiori Australiani vengono raccolti nel “bush”, l’entroterra australiano, nonché oltre 100 Fiori Californiani, provenienti dalle pendici della Sierra Nevada.

Alcune di queste essenze sono oggi rese disponibili per curare in maniera specifica anche gli animali da compagnia.

 

Chi può trarre beneficio dalle essenze floreali

Una delle caratteristiche per cui i le essenze floreali sono così apprezzate, e raccomandabili a tutti, è che non hanno controindicazioni, né incompatibilità con i medicinali. Qualora un paziente assumesse un fiore dedicato ad un disequilibrio che non presenta personalmente, non si avrebbero eventi avversi.

Che si sia improntati o meno a credere nei principi e nella potenzialità della medicina naturale e delle terapie vibrazionali, anche un possibile effetto rilassante o placebo derivante dal provare queste essenze potrebbe portare ad una buona predisposizione mentale, capace di agevolare la guarigione.

 

La floriterapia a supporto della salute e di una “vita sana”

Salute del corpo e stato d’animo non sono scissi.

 

Per guarire, oltre che trattare il sintomo, è utile e necessario curare lo stato emotivo negativo alla base, sviluppando uno stato positivo o una virtù contrapposta, in modo da entrare in uno stato armonico il più favorevole possibile alla guarigione.

Affidarsi alla floriterapia non significa soltanto “curarsi con i fiori”, ma abbracciare una filosofia che considera l’individuo non solo nelle sue componenti organiche, ma anche emotive e psicologiche.

In un approccio moderno alla medicina, la salute globale non è vista come semplice assenza di malattia, ma benessere globale di corpo, mente, società e ambiente, e anche come evoluzione psicofisica. I rimedi naturali e la floriterapia si integrano quindi in un concetto di “vita sana” che contempera uno stato fisico ottimale, un’alimentazione corretta ed un solido equilibrio interiore.

 

 A cura della Farmacia di Montelupone in provincia di Macerata, specialisti in floriterapia.

Farmaciamontelupone.it

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Carrelli e piattaforme: formare i lavoratori e migliorare la prevenzione

Comunicato Stampa

Carrelli e piattaforme: formare i lavoratori e migliorare la prevenzione

 

Due corsi a Brescia tra marzo e aprile 2022 per consulenti e formatori con l’obiettivo di accrescere le competenze e migliorare la formazione e prevenzione degli infortuni nell’uso di carrelli elevatori e piattaforme di lavoro elevabili.

 

Sono ancora molti gli infortuni professionali, spesso gravi o mortali, che avvengono ogni anno in Italia nei luoghi di lavoro in relazione all’utilizzo di attrezzature di lavoro come i carrelli elevatori e le piattaforme di lavoro elevabili (PLE).

 

Sono tanti i pericoli e i fattori di rischio. Abbiamo rischi di ribaltamento, di caduta del materiale e d’investimento, rischi infortunistici, ad esempio i rischi di cesoiamento, schiacciamento o contatti con parti in movimento, e i rischi d’incendio ed esplosione. Senza dimenticare poi i fattori meccanici legati alla conservazione dell’attrezzatura, i fattori ambientali (condizioni atmosferiche, ostacoli, interferenze e linee elettriche), i fattori umani e i fattori organizzativi. E in considerazione di tutti questi rischi l’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 prevede, per migliorare la prevenzione degli infortuni, che sia necessaria una specifica abilitazione per gli operatori che utilizzano:

  • piattaforme di lavoro mobili elevabili;
  • carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo.

 

Esistono corsi per aiutare consulenti e formatori a conoscere meglio queste attrezzature, i fattori di rischio e a organizzare un’adeguata formazione dei lavoratori secondo quanto richiesto dalla normativa?

 

I corsi per migliorare la prevenzione con carrelli e piattaforme

Proprio per aiutare consulenti e formatori e migliorare la prevenzione, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza tra marzo e aprile 2022 due corsi in presenza a Brescia:

  • Carrelli elevatori per formatori” (16 ore in presenza)
  • Piattaforme di lavoro elevabili per formatori” (16 ore in presenza).

 

I corsi hanno l’obiettivo di porre le basi per:

  • conoscere gli aspetti principali della normativa riguardante le attrezzature di lavoro;
  • conoscere le attrezzature e i DPI idonei;
  • saper organizzare dei corsi di formazione sulle attrezzature di lavoro ai sensi dell’Accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2012;
  • saper distinguere ed individuare i contenuti di un modulo giuridico‐normativo, tecnico e pratico.

 

Si ricorda che la partecipazione non abilita i partecipanti all’utilizzo dell’attrezzatura e non è da intendersi quale abilitazione del docente/formatore secondo i requisiti previsti dall’accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2012.

 

I partecipanti fruiranno anche di 2 moduli in e-Learning propedeutici al corso in presenza. Queste nozioni saranno utili a fornire al partecipante le basi teoriche riguardanti le tematiche che verranno trattate in aula.

 

I corsi, che si terranno presso la sede di AiFOS Service in Via Branze, 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia, sono validi come 16 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, coordinatori alla sicurezza, formatori qualificati seconda area tematica, HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro), Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Le informazioni sul corso per i carrelli elevatori

L’associazione AiFOS organizza dunque un corso di 16 ore in presenza dal titolo “Carrelli elevatori per formatori” che si terrà il 22 e il 23 marzo 2022 a Brescia – dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 – con vari moduli:

  • Modulo giuridico: nozioni di base sulla normativa
  • Modulo tecnico: il carrello elevatore
  • Modulo pratico presso il campo prove

 

A titolo esemplificativo, il modulo teorico-pratico affronterà i seguenti argomenti:

  • Tipologie e caratteristiche delle attrezzature
  • Principali Rischi
  • Stabilità, equilibrio, bilanciamento dei carichi
  • Manutenzione
  • Utilizzo delle esercitazioni e dei filmati nella formazione delle attrezzature di lavoro
  • Modalità effettuazione prova pratica

 

I docenti:

  • Riccardo Foscarini: consulente, docente qualificato in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • Roberto Catana: formatore e consulente in materia di lavori in quota, sistemi di elevazione ed attrezzature di lavoro specifiche, ai fini della sicurezza.

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/carrelli_elevatori_per_formatori

 

Le informazioni sul corso per le piattaforme di lavoro elevabili

Il secondo corso di 16 ore è intitolato “Piattaforme di lavoro elevabili per formatori” e si terrà a Brescia – sempre dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 – il 31 marzo e il 1° aprile 2022.

Anche questo corso si sviluppa su più moduli:

  • Modulo giuridico: nozioni di base sulla normativa
  • Modulo tecnico: le piattaforme di lavoro elevabili
  • Modulo pratico presso il campo prove

 

A titolo esemplificativo, ricordiamo che il modulo pratico riguarderà l’approfondimento della conoscenza delle piattaforme, la parte pratica e prevede il rilascio del kit formativo, l’esame finale, il debriefing del corso e la compilazione del questionario di gradimento del corso.

 

Il docente del corso è Giovanni Buffoli, formatore esperto in lavori in quota e Direttore del Centro di Formazione AiFOS Sicurlive.

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/piattaforme_di_lavoro_elevabili_per_formatori

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

 

27 gennaio 2022

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Vendere Oro Come Ottenere il Prezzo Più Alto

Vendere oro è oggi una operazione commerciale divenuta molto semplice grazie alle attività come questo compro oro Firenze che hanno fatto dell’acquisto di gioielli e oggetti in oro il proprio business principale.
Nonostante vendere oro usato che non usiamo più sia facile questo non vuol dire che si altrettanto semplice ottenere la giusta offerta in base al reale valore.
Volere vendere il proprio oro troppo velocemente accettando le condizioni e soprattutto il prezzo di acquisto di qualsiasi compro oro potrebbe far perdere parte del potenziale guadagno che possiamo realizzare.
Per realizzare il massimo dal proprio oro usato la prassi più conveniente sarebbe quella di attendere un momento in cui il la quotazione sia piuttosto favorevole in base all’andamento del periodo.
Questo in quanto pur essendo diverso il prezzo dell’oro usato da quello ufficiale di riferimento chi acquista oro di fatto parte dalla quotazione oro ufficiale del momento per poi detrarre spese e guadagno.
Al momento che si decida di vendere oro la cosa migliore è quella di richiedere varie valutazioni a diversi operatori del settore in modo da potere scegliere quella più alta.
Non tutti i compro oro fanno gli stessi prezzi, questi possono variare di alcuni euro al grammo in base all’organizzazione interna dei vari operatori e alla percentuale di guadagno che decidono di trattenere.
Negli ultimi anni si è assistito ad una forte concorrenza tra i vari operatori del settore che ha portato il prezzo di acquisto a livelli più convenienti per chi vende oro usato rispetto ad alcuni anni fa.
Soprattutto se si tratta di quantità importanti la differenza di prezzo tra un compro oro ed un altro può portare a realizzare somme molto maggiori, tanto che in alcuni casi potrebbe essere conveniente anche informarsi su prezzi di operatori che operano anche lontani.
Dobbiamo tenere in considerazione il fatto che spesso i prezzi di acquisto più alti per l’oro usato vengono proposti nelle grandi città dove sono presenti più operatori che per acquistare il maggior oro possibile sono costretti ad alzare il prezzo per evitare che parte finisca alla concorrenza.

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Fondazione Cariplo: l’intervento di Andrea Mascetti sugli obiettivi della Programmazione 2022

150 milioni di euro stanziati da Fondazione Cariplo: è quanto prevede la Programmazione 2022 approvata dalla Commissione Centrale di Beneficenza, presieduta da Giovanni Fosti e di cui fa parte anche Andrea Mascetti.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo, le aree di intervento della Programmazione 2022

Attività di sostegno verso opere solidali e culturali, progetti di utilità sociale in partnership con le reti del territorio, gli enti non profit, le istituzioni e con la fondamentale collaborazione delle Fondazioni di Comunità locali: sono questi gli intenti del Documento previsionale programmatico approvato da Fondazione Cariplo per il 2022. L’approvazione è avvenuta nel corso della riunione della Commissione Centrale di Beneficenza, presieduta da Giovanni Fosti e di cui fa parte Andrea Mascetti (Coordinatore Commissione Arte e Cultura). La Fondazione si prepara così ad affrontare le novità offerte dal 2022, “in un periodo storico in cui dalle sfide si possono trarre nuove opportunità”, come ha osservato Andrea Mascetti in un recente intervento. Sono 150 i milioni di euro messi in campo dalla Fondazione: un volume considerevole che include ambiti quali le sfide demografiche, i cambiamenti climatici, la tutela dell’ambiente e della biodiversità, il contrasto alla povertà e alla disoccupazione, il sostegno alle iniziative culturali.

Andrea Mascetti: solidarietà sociale e cultura al centro degli obiettivi

Nello specifico, si legge nell’intervento di Andrea Mascetti, la Programmazione 2022 destina 4 milioni di euro ai progetti per la domiciliarità degli anziani, insieme ad altri 4 milioni per iniziative di sostenibilità e lotta al cambiamento climatico. Altre aree sono dedicate al supporto delle famiglie in condizione di povertà o a rischio povertà (con interventi pari a 14,5 milioni di euro) e al sostegno dell’occupazione dei giovani e del loro inserimento lavorativo (iniziative per 4,7 milioni), con un focus verso le persone in maggiore difficoltà che non studiano e non lavorano. Grande importanza, inoltre, all’ambito culturale: come sottolineato dal Coordinatore Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti, sono previsti infatti 12 milioni di euro per il recupero dei luoghi abbandonati o poco utilizzati. Un punto nodale, ha aggiunto in conclusione il Presidente Giovanni Fosti, è dato dalla necessità di convogliare risorse, comunità, istituzioni e imprese forti che collaborino verso un’idea comune di futuro.

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GEOPOLITICA E CYBERSPAZIO 2020-2021, Luci e ombre nel tempo della pandemia. In arrivo il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori

Dopo il grande successo e l’interesse destato da “Intelligenza artificiale tra mito e realtà” è prossimo alla pubblicazione, sempre a cura di Rubbettino, il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori, top manager e grande esperto di Geopolitica e Relazioni internazionali.Geopolitica, Cyberspazio, Intelligenza artificiale, Nuovo ordine mondiale, pandemia tanti gli argomenti trattati nel libro con il grande pregio di mettere al centro del mondo la Persona come “luogo” delle idee da comprendere e rispettare, un tema anche questo molto caro al Prof. Valori.

GEOPOLITICA E CYBERSPAZIO 2020-2021, Luci e ombre nel tempo della pandemia. Un libro per rileggere due anni tra i più complessi dell’umanità.

Giancarlo Elia Valori manager ed economista conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, è stato presidente di alcune delle più importanti società italiane, tra le quali ricordiamo Autostrade per l’Italia e la SME, il grande gruppo agroalimentare successivamente privatizzato. Attualmente è presidente onorario di Huawei Italia e presidente dell’International World Group. Ha svolto e svolge tuttora attività di consulenza in Italia e all’estero. In qualità di docente di materie giuridiche ed economiche, ha tenuto lezioni in alcuni degli atenei più prestigiosi, in città come New York, Gerusalemme, Pechino. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e ha all’attivo una lunga serie di saggi pubblicati dai maggiori editori italiani.

https://www.internationalworldgroup.it

 

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Riva Acciaio, parla l’Ing. Valerio Bisio, ex Direttore dello stabilimento di Lesegno

Riva Acciaio ha acquistato il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800” nel 2003, uno strumento fondamentale per le attività dello stabilimento siderurgico di Lesegno. Da qui nascono collaborazioni importanti con realtà universitarie e centri di ricerca.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: le peculiarità dello stabilimento di Lesegno

Riva Acciaio è tra gli attori più importanti a livello internazionale nel suo settore. Tra gli elementi che sicuramente hanno portato a questo successo vi è il laboratorio integrato nello stabilimento siderurgico di Lesegno: in azienda, Riva Acciaio si è attrezzata del sofisticato sistema di simulazione “Gleeble 3800”. Il Gleeble 3800 è un “simulatore termomeccanico” della società americana DSI in grado di simulare tutte le fasi di fabbricazione dell’acciaio ma anche di ogni altro tipo di lega. Riva Acciaio l’ha acquistato nel 2003. A Lesegno quindi sono stati studiati i super acciai al nichel utilizzati nel progetto “Virgo” per l’osservazione delle onde gravitazionali. Oltre ad essi, sono stati studiati gli acciai “maraging”, caratterizzati da una durezza al contempo malleabile, impiegati in Formula Uno da team del livello di Ferrari.

Riva Acciaio: parla l’Ing. Valerio Bisio

“L’acciaio è il materiale metallico più diffuso al mondo e può essere riciclato al 100% praticamente all’infinito”, ha dichiarato Valerio Bisio, Presidente del CdA di Riva Acciaio ed ex Direttore dello stabilimento di Lesegno. “Quello prodotto a Lesegno ha come punto di partenza proprio la fusione di rottami di acciaio preparati secondo la direttiva europea 333 del 2011”. In fabbrica non ci sono altoforni e convertitori alimentati con materiale ferroso e carbone: la risorsa primaria è proprio il rottame fuso mediante energia elettrica, metano ed ossigeno. Così prendono vita nuovi prodotti che Riva Acciaio sperimenta nel laboratorio, con notevoli risparmi. Come sottolineato dall’Ing. Bisio, lo stabilimento collabora con varie Università e centri di ricerca come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa. Qui “vengono realizzate le attività di ricerca e sviluppo del Gruppo Riva, di cui Riva Acciaio fa parte, a servizio di tutti i 5 stabilimenti italiani e internazionali in Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada”.

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Next4, siglato accordo con Ulixes Capital: il commento di Davide D’Arcangelo

Club deal nato da un’idea di Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta, Next4 è un acceleratore specializzato nel mondo dell’open innovation. Obiettivo dell’accordo con Ulixes Capital è rafforzare il posizionamento del Club Deal Investor sul mercato.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: Next4 – Ulixes Capital, i dettagli della partnership

Grandi novità per Next4: il Club Deal Investor fondato dall’investor relator Davide D’Arcangelo ha reso nota la sottoscrizione di un accordo quadro con Ulixes Capital Partners, holding leader del private equity che opera attraverso investimenti mirati in startup e PMI innovative italiane. La partnership prevede lo sviluppo di progettualità comuni e potrà essere esteso, attraverso la creazione di collaborazioni verticali, agli ambiti commerciale e finanziario, oltre che a quelli relazionale e comunicativo. L’ingresso di Ulixes Capital Partners in Next4, si legge nel comunicato ufficiale, garantirà “reciproco arricchimento sia in termini imprenditoriali che di crescita di network”. Soddisfatto Davide D’Arcangelo, oggi attivo in Next4 con il ruolo di Business Developer e Innovation Manager: “Ulixes è una realtà importante nel settore del venture capital con una visione chiara del futuro e un approccio innovativo al business – ha dichiarato – Per questo siamo molto felici di questa stretta di mano e siamo certi che questa collaborazione contribuirà a farci crescere ancora sia come investitori che punti di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione italiano”.

La fondazione di Next4 e le esperienze professionali di Davide D’Arcangelo

Next4 nasce nel 2018 grazie ad un progetto portato avanti da un gruppo di esperti di politiche industriali e di innovazione. Il Club Deal Investor opera come acceleratore e si focalizza sul mondo dell’open innovation. Nel 2019 vedono la luce già i primi progetti nel campo della sanità digitale e della sostenibilità ambientale. Tra i fondatori Davide D’Arcangelo. Originario di Roma, classe 1976, il Founder è un esperto di innovazione e politiche industriali, ed è iscritto all’Albo del MISE come Innovation Manager. Oltre ai ruoli ricoperti in Next4, opera anche come investor relator (Speri Ingegneria, AAtech e Termo S.p.A.) e advisor. Davide D’Arcangelo è conosciuto non solo nel mondo della finanza, ma anche in quello della Pubblica Amministrazione. Da oltre dieci anni opera nell’ambito dei fondi europei e della digitalizzazione. Attualmente è consulente digitale di numerosi enti pubblici (MEF, Anci, IFEL, Confindustria) ed è membro della task force nazionale di Anip-Confindustria, del Comitato Tecnico Scientifico di Anci Lazio e del Training Camp IFEL Campania.

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