Category

Comunicati

Comunicati

Gruppo Danieli, crescita del 23% della divisione Plant Making nell’ultimo semestre del 2023

Gruppo Danieli cresce grazie alla corsa per l’acciaio green: nonostante la ridotta domanda di acciaio, la società ha conseguito risultati finanziari notevoli, attribuibili specialmente ai numerosi ordini di impianti siderurgici ecologici realizzati dalla divisione Plant Making. 

Gruppo Danieli

Il Bilancio semestrale di Gruppo Danieli

Gruppo Danieli ha rivelato i numeri del proprio bilancio semestrale, che descrive un quadro di forte crescita. L’azienda ha registrato un incremento dell’11% nei ricavi, raggiungendo i 2 miliardi e 72 milioni di euro, con un Ebitda salito del 10% e un utile netto in aumento del 33%. Questi dati non solo dimostrano la solidità e l’efficienza della gestione aziendale, ma evidenziano anche come il Gruppo stia navigando con successo le turbolenze del mercato. In particolare, la divisione Plant Making, specializzata nella produzione di impianti siderurgici a basso impatto ambientale, ha registrato una crescita impressionante, con un incremento dei ricavi del 162%. Subiscono invece una leggera decrescita gli ordini della divisione Steel Making, dedicata alla produzione diretta di acciaio, principalmente a causa della diminuzione internazionale della domanda e degli elevati costi dell’energia. Tuttavia, già nei primi mesi del 2024, anche la divisione Steel Making ha mostrato segni evidenti di ripresa: “I volumi di spedizione sono ancora su buoni livelli”.

Gruppo Danieli, le ragioni del successo della divisione Plant Making

Gli ottimi risultati ottenuti dalla divisione Plant Making sono da attribuire alla continua crescita della domanda di impianti sostenibili per la produzione dell’acciaio, settore in cui Gruppo Danieli presenta una indubbia leadership. Attraverso continui investimenti in termini di ricerca ed efficientamento, la multinazionale di Buttrio ha infatti sviluppato macchinari e impianti in grado non solo di produrre acciaio in modo estremamente efficiente, ma anche di ridurre al minimo le emissioni inquinanti del processo. L’aumento della domanda globale è dovuto sia a una crescente sensibilità ecologica da parte degli operatori di settore, sia alle recenti direttive UE che penalizzano gli acciai prodotti in modo inquinante, proponendo invece significativi sgravi per i prodotti realizzati secondo le norme di sostenibilità.

No Comments
Comunicati

Atitech, la MRO ponte tra Capodichino e Fiumicino

Una strategia solida e improntata al futuro, focus su nuovi servizi e attenzione crescente alla sostenibilità e alla responsabilità sociale. È così che Atitech, azienda napoletana specializzata nella manutenzione aeronautica guidata da Gianni Lettieri, è riuscita in poco più di dieci anni a diventare una delle realtà indipendenti più importanti a livello europeo.

Convention Atitech

Con gli hangar di Fiumicino, Atitech porta avanti il progetto della full-maintenance

L’espansione di Atitech a Fiumicino, avviata alla fine del 2022 con l’acquisizione dell’ex ramo maintenance di Alitalia, rappresenta un nuovo entusiasmante capitolo del percorso di crescita dell’azienda. Con l’apertura di questa nuova base operativa, la MRO di Capodichino guidata da Gianni Lettieri non solo ha aumentato la sua capacità di manutenzione – più che raddoppiata già nell’ultimo anno – ma ha dato ulteriore impulso anche ai numerosi progetti all’avanguardia che l’azienda è impegnata a sviluppare. Sul fronte dei servizi offerti il contributo fornito dallo stabilimento di Fiumicino è indiscutibile, con Atitech che ora garantisce anche la manutenzione di linea grazie alle 32 nuove basi dislocate tra Italia e resto del mondo e ai nuovi dipendenti recentemente assorbiti a seguito dell’operazione. Ad oggi sono circa un centinaio i clienti, nazionali e internazionali, che si affidano alla MRO napoletana. Intanto, l’azienda sta lavorando anche allo sviluppo di interventi sui carrelli e sui motori, su test non distruttivi e manutenzione dei componenti avionici e degli interni delle cabine. Un progetto particolarmente ambizioso riguarda la trasformazione degli aerei da passeggeri a cargo, portato avanti in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II e la Partenope, che posizionerà Atitech come l’unica MRO in Europa a offrire tale servizio.

Capitale umano, sostenibilità e solidarietà: i punti di forza di Atitech

Dal 2009 a oggi, Atitech è quindi passata da ex costola di Alitalia a potenziale polo unico italiano dedicato alla manutenzione aeronautica. Un obiettivo perseguito da Gianni Lettieri fin dai primi anni alla guida della MRO e che lo stesso imprenditore ha ricordato durante la convention tenutasi di recente nell’hangar Avio 2 di Capodichino per la presentazione del nuovo corso avviato con l’operazione di Fiumicino. Rivolgendosi ai circa 1.200 partecipanti tra dipendenti e rappresentanti delle istituzioni locali, il Presidente ha ribadito la volontà di Atitech di diventare un “polo manutentivo strategico europeo integrato e solido” e di come Capodichino e Fiumicino condividano la stessa visione. Una visione nella quale il capitale umano resta protagonista, grazie alla fusione di competenze e professionalità “uniche in Europa”. Strettamente connesso l’impegno sulla formazione, con Atitech che sta lavorando ad una propria Academy e intanto sostiene e promuove il Master di II Livello “Aviation Industry Management and Operations” dell’Università La Sapienza di Roma. La sostenibilità è un altro pilastro fondamentale nel percorso portato avanti da Atitech, che negli ultimi anni ha installato oltre 4.000 pannelli fotovoltaici e sta lavorando a un piano per ridurre i consumi energetici del 30%. Così come l’attenzione alle dinamiche sociali del territorio, come dimostrano iniziative come il Natale e la Pasqua Solidale.

No Comments
Comunicati

“Diario di Volo”: lezioni di vita e innovazione di Paolo Gallo

In “Diario di Volo”, Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas, offre una panoramica unica sulla trasformazione digitale nel settore energetico, con uno sguardo approfondito su come la tecnologia e la sostenibilità possano procedere di pari passo. La sua esperienza accompagna il lettore attraverso le sfide e le opportunità del mondo moderno.

Paolo Gallo, autore di Diario di Volo

Paolo Gallo, “Diario di Volo”: tra cambiamento digitale e innovazione sostenibile

In un’era dominata dalla necessità di rinnovamento e di attenzione all’ambiente, Paolo Gallo emerge come una figura di riferimento nell’ambito dell’innovazione sostenibile. Nel suo libro, “Diario di Volo”, condivide la propria visione e la sua esperienza, fungendo da mentore per chiunque cerchi di navigare il complesso panorama della trasformazione digitale. Dall’ingresso in Italgas nel 2016, la sua carriera è stata una testimonianza del potere della perseveranza e dell’innovazione. In precedenza, il manager ha maturato esperienza in numerose aziende leader del settore energetico, guidando progetti significativi e promuovendo un cambio di paradigma verso pratiche più sostenibili e tecnologicamente avanzate. La sua storia professionale è un intreccio di successi e di impegno costante verso il miglioramento e l’evoluzione.

Paolo Gallo: un viaggio attraverso il cambiamento che parte da lontano

La carriera di Paolo Gallo è un vero e proprio diario di viaggio nel tempo, attraverso il quale possiamo osservare la metamorfosi del settore energetico italiano e internazionale. “Credo nel potere dell’innovazione e sostengo la digitalizzazione della distribuzione del gas. Sono orgoglioso di far parte di un’azienda che guida lo sviluppo economico e sociale in Italia, promuovendo una crescita sostenibile da oltre 180 anni“. In “Diario di Volo”, non solo si focalizza sulla sua esperienza con Italgas, ma estende la narrazione ai principi universali di leadership, sostenibilità e innovazione. Anche per andare più in là: “Le persone hanno bisogno di essere stimolate e ispirate, di ricevere feedback sul loro percorso e i traguardi raggiunti. Hanno bisogno di essere spinte fuori dalla comfort zone”, evidenzia Paolo Gallo. Infatti, il suo approccio considera il lungo termine e una visione ad ampio raggio dove nulla è lasciato in secondo piano. Indubbiamente con un occhio sempre vigile sull’impatto ambientale e sociale delle decisioni aziendali.

No Comments
Comunicati

Pier Silvio Berlusconi, CEO di MFE – MEDIAFOREUROPE: 1.000 nuove assunzioni nel Gruppo

MFE – MEDIAFOREUROPE, guidata da Pier Silvio Berlusconi, prosegue lungo un percorso di crescita nel settore dei media e della comunicazione, contando anche sull’ingresso di 1.000 nuove risorse.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE – MEDIAFOREUROPE cresce con nuove risorse nel Gruppo

“Noi assumiamo. E assumiamo per metà under 30 e per il 50% donne”: così Pier Silvio Berlusconi, CEO di MFE – MEDIAFOREUROPE, in una recente intervista rilasciata al “Corriere della Sera”. Una vision che ben si sposa con gli obiettivi di crescita del Gruppo che puntano a consolidare sempre più una realtà europea altamente specializzata in contenuti e tecnologia. Come evidenziato dal CEO, in tema di assunzioni MFE – MEDIAFOREUROPE si è avviata su questa strada “lo scorso anno con 250 ingressi e intendiamo andare avanti per altri tre anni con un complessivo di 1.000 nuove assunzioni”: nello specifico, “per metà under 30 e per il 50% donne”. Per quanto concerne ruoli e profili professionali, il Gruppo “non assume solo data scientist o digital oriented già formati che hanno un loro ruolo già definito in azienda, ma anche giovani che formiamo singolarmente e che seguiremo nel corso della loro carriera. Tra loro ci sono i nostri manager del futuro”, ha dichiarato il CEO nell’intervista. Trattando poi temi di carattere economico, Pier Silvio Berlusconi ha osservato come quello tra entrate e uscite sia un saldo “assolutamente positivo”, con previsioni a chiudere il 2023 con utili “superiori ai 217 milioni di euro dell’anno precedente, senza considerare l’effetto contabile del consolidamento di ProSiebenSat.1”.

Pier Silvio Berlusconi: positiva la raccolta pubblicitaria di Gruppo in Italia e Spagna

Proseguendo sugli aspetti economici, Pier Silvio Berlusconi ha evidenziato come, “contrariamente alle previsioni degli analisti, il mercato sembri tonico. La nostra raccolta pubblicitaria di Gruppo in Italia e Spagna nel primo trimestre del 2024 ci fa vedere un +5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Non solo: l’indicazione sulla pubblicità, riportano gli analisti di Intermonte, “è estremamente incoraggiante e tendenzialmente molto migliore delle nostre stime sull’anno. L’indicazione sulla raccolta pubblicitaria 1Q24 di Gruppo si traduce in una crescita di circa il 6% della Spagna e una crescita di circa il 4% dell’Italia”. Tra gli obiettivi al futuro anche quello di entrare maggiormente nel business di ProSiebenSat.1, tra i maggiori Gruppi televisivi in Europa, di cui MFE – MEDIAFOREUROPE detiene una quota di partecipazione prossima al 30%. A tal proposito, la vision espressa da Pier Silvio Berlusconi è orientata verso indirizzi che puntino a un ritorno di ProSiebenSat.1 nel core business della televisione. In che modo? Attraverso “una tv adatta al proprio pubblico. Calda, locale, in diretta, prodotta al momento e consumata nell’immediato e in questo caso assolutamente tedesca”, ha specificato il CEO in conclusione.

No Comments
Comunicati

Formatori: gli strumenti per formare i lavoratori sugli spazi confinati

Comunicato Stampa

Formatori: gli strumenti per formare i lavoratori sugli spazi confinati

Un corso di 16 ore in presenza a Brescia il 6 e 7 maggio 2024 fornirà informazioni, competenze e strumenti per formare i lavoratori e i preposti in materia di salute e sicurezza sul lavoro negli spazi ed ambienti confinati.

 

Malgrado le norme emanate in questi anni, in materia di sicurezza e di qualificazione delle imprese, per gli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, in questi luoghi di lavoro continuano ad avvenire incidenti gravi o mortali. Incidenti che sono generalmente causati, in assenza di idonee misure di prevenzione e protezione, dalla presenza di sostanze pericolose o dalla mancanza di ossigeno.

 

Proprio per migliorare e rendere più efficaci le strategie di prevenzione e tutela dei lavoratori sono necessari idonei percorsi formativi per rendere gli operatori consapevoli dei rischi associati a questi ambienti.

 

Esistono dei corsi per aiutare i formatori ad erogare un’idonea formazione per lavoratori e preposti che operano in ambienti confinati o sospettati di inquinamento?

 

Il corso a Brescia per i formatori sugli spazi e ambienti confinati

Per garantire una formazione adeguata con corsi appositamente progettati e condotti da formatori competenti, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza un corso a Brescia, dal 6 al 7 maggio 2024.

 

Il corso “Spazi e ambienti confinati per formatori” si propone di fornire ai formatori le conoscenze, le competenze e gli strumenti necessari per erogare e condurre corsi efficaci sulla salute e sicurezza in questi ambienti. Corsi che possono essere rivolti a lavoratori, preposti ed a tutti coloro che operano in una vasta gamma di settori, tra cui trasporto, cantine vinicole, aziende di fornitura e gestione rifiuti, acqua, gas, elettricità, lavorazioni elettriche, telefonia, aziende di pulizia, aziende di manutenzione, aziende agricole, aziende chimiche e petrolifere, industrie in genere.

 

I docenti del corso:

  • Nicola Pasta: consulente e formatore tecnico in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro, con particolare riferimento ai cantieri edili
  • Lucia Calzoni: infermiera e formatrice in materia di primo soccorso e gestione delle emergenze

 

Gli ambienti confinati e la qualificazione delle imprese

Per comprendere quali siano gli obblighi e le prescrizioni per la prevenzione negli ambienti confinati, oltre al Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (decreto legislativo 81/2008) bisogna fare riferimento anche al Decreto del Presidente della Repubblica n. 177Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, a norma dell’articolo 6, comma 8, lettera g), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.

 

Ricordiamo che il decreto, emanato il 14 settembre 2011, stabilisce alcuni obblighi per rafforzare le strategie di prevenzione degli infortuni sul lavoro, con particolare attenzione alla qualificazione del personale e all’adozione di buone prassi. Ad esempio, prescrive la presenza di un rappresentante del datore di lavoro, fornisce indicazioni sulla formazione, informazione e addestramento e richiede l’impiego di personale esperto e formato per lavorare negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

 

Gli argomenti del corso e le informazioni per iscriversi

Dal 6 al 7 maggio 2024 si terrà a Brescia – presso Aifos Service, Via Branze n. 45 – il corso di 16 ore in presenza “Spazi e ambienti confinati per formatori” che coinvolgerà i partecipanti anche in esercitazioni di gruppo, studi di casi e simulazioni mirate a potenziare le capacità di analisi e favorire un’interazione proficua durante il percorso formativo.

 

Le due giornate di formazione si articolano secondo quattro moduli:

  • Modulo 1: Definizione, caratteristiche ed esempio di “Spazi Confinati”
  • Modulo 2: Laboratorio
  • Modulo 3: Primo soccorso e gestione delle emergenze
  • Modulo 4: Simulazione di uno scenario in laboratorio

 

La partecipazione al corso permette di ottenere diversi crediti formativi: 16 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, 16 ore di aggiornamento per Coordinatori alla Sicurezza e 16 ore di aggiornamento per Formatori qualificati seconda area tematica.

 

Il corso è valido anche ai fini della formazione prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e ai fini della formazione per i Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/spazi-e-ambienti-confinati-per-formatori

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 – [email protected][email protected]

 

 

04 aprile 2024

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

No Comments
Comunicati

“Lettera all’Europa”: le proposte di Luca de Meo per decarbonizzare l’industria automobilistica

La transizione energetica dell’industria automobilistica è una sfida cruciale per l’Europa, ma anche un’opportunità per rinnovare il tessuto industriale del Continente, creando collaborazioni sinergiche tra settori pubblici e privati. Luca de Meo, CEO di Renault Group, ha inviato una “Lettera all’Europa” in cui si rivolge ai principali decision maker e stakeholder, proponendo una roadmap per la trasformazione del settore automobilistico europeo.

Luca de Meo

Luca de Meo si rivolge all’Europa: bisogna fare gioco di squadra per la transizione

Documento di 20 pagine e disponibile in diverse lingue, la “Lettera all’Europa” di Luca de Meo presenta una diagnosi dell’attuale situazione che si trova ad affrontare il settore automobilistico nel Vecchio Continente e che riassume così: “Gli Stati Uniti incentivano, i cinesi pianificano, gli europei regolamentano”. Con lo sguardo al futuro e alla necessità di un cambiamento radicale, il CEO di Renault Group formula dunque sette raccomandazioni e otto misure per sviluppare una politica industriale europea competitiva e decarbonizzata. L’obiettivo? Innanzitutto fronteggiare al meglio la transizione energetica, ma anche rinnovare l’industria europea, creando collaborazioni intersettoriali e promuovendo progetti di ampio respiro tra settori pubblici e privati. “Abbiamo già visto con Airbus ciò che l’Europa è in grado di fare. Intensificando le iniziative di cooperazione, metteremo la nostra industria sulla strada del rinnovamento”, scrive il CEO nella sua lettera. La visione di Luca de Meo è chiara: “La transizione ecologica è uno sport di squadra” e “l’industria automobilistica europea può diventare la soluzione alle sfide del Continente”.

La roadmap di Luca de Meo per l’industria automobilistica europea

La “Lettera all’Europa” di Luca de Meo è volta quindi ad incentivare un’azione collettiva per affrontare una delle sfide più grandi che l’industria automobilistica europea sia mai stata chiamata a fronteggiare. Tra le proposte del CEO quelle di coinvolgere “le maggiori 200 città europee nell’elaborazione della strategia di decarbonizzazione” e “istituire unaChampions League industriale” per premiare gli attori impegnati nella transizione e creare “aree economiche verdi” in cui concentrare gli investimenti e gli incentivi per la transizione. Luca de Meo propone, inoltre, il lancio di dieci grandi progetti europei in ambiti strategici, che vanno oltre l’industria automobilistica, come il potenziamento delle infrastrutture di ricarica, lo sviluppo della tecnologia V2G e l’aumento della competitività nel settore dei semiconduttori. Con questo piano, il manager è convinto che l’Europa arriverebbe ad essere all’avanguardia della rivoluzione elettrica, trasformando la transizione ecologica in un obiettivo comune per tutta l’industria europea.

No Comments
Comunicati

Claudio Descalzi porta Eni alla CERAWeek: focus sull’intervento dell’AD

Claudio Descalzi: “La nostra collaborazione in OGCI, l’alleanza con le altre compagnie sugli obiettivi legati alla decarbonizzazione, ha permesso alle società aderenti di uscire da una comfort zone fatta di una realtà fortemente competitiva e di cooperare per il raggiungimento di un futuro Net Zero”.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: l’intervento dell’AD di Eni alla CERAWeek

L’AD Claudio Descalzi ha preso parte anche quest’anno alla CERAWeek, una delle conferenze sull’energia più rilevanti a livello internazionale, di cui Eni è Industry Partner: l’evento riunisce a Houston i più importanti player del settore su scala mondiale per discutere di rischi e opportunità legate alla transizione energetica e delle strategie più funzionali nel ridisegnare il panorama competitivo per le aziende e i Paesi. “Il gas è una fonte fondamentale per accompagnare la transizione energetica e dobbiamo proseguire con forza nella riduzione delle emissioni di metano a esso collegate”, ha spiegato in merito Claudio Descalzi che, soffermandosi sulle necessità in evidenza lungo tutta la catena del valore energetico, ha ricordato l’impegno di Eni nell’ambito della Oil & Gas Climate Initiative, iniziativa volontaria che unisce 12 compagnie energetiche con l’obiettivo di accelerare le azioni prioritarie per il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Claudio Descalzi: Eni condivide mission e valori della Oil & Gas Climate Initiative

Secondo Claudio Descalzi, mai come oggi è fondamentale comprendere che la transizione energetica riflette realtà e tempistiche diverse a seconda della regione, della tecnologia, delle strategie industriali, della varietà di approcci sociali e politici e delle divergenti priorità nazionali: riconoscerne il carattere multidimensionale significa rispondere alla necessità di ridurre le emissioni. “Nel 2018, abbiamo introdotto, e anche raggiunto, un target collettivo per mantenere l’intensità emissiva di metano ben al di sotto dello 0,2%. Per abbattere tali emissioni il monitoraggio satellitare sta diventando cruciale e come OGCI lo stiamo impiegando con importanti risultati in differenti Paesi e geografie”, ha sottolineato l’AD Claudio Descalzi. “La nostra collaborazione in OGCI, l’alleanza con le altre compagnie sugli obiettivi legati alla decarbonizzazione, ha permesso alle società aderenti di uscire da una comfort zone fatta di una realtà fortemente competitiva e di cooperare per il raggiungimento di un futuro Net Zero”: il manager ha quindi ricordato come Eni dal 2018 ad oggi abbia “più che dimezzato le emissioni di metano e puntiamo a quasi azzerarle entro il 2030”.

No Comments
Comunicati

IllyCaffè tra crescita record e strategie future: l’intervista a Cristina Scocchia

Negli ultimi anni, IllyCaffè ha conquistato risultati straordinari, consolidando la sua posizione di rilievo nel mercato del caffè. In una recente intervista, l’Amministratore Delegato Cristina Scocchia ha rivelato le chiavi del successo e le sfide affrontate dal Gruppo per continuare a crescere in un panorama commerciale internazionale sempre più complesso.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: crescita finanziaria e strategia per i mercati chiave

IllyCaffè ha recentemente riportato risultati finanziari eccezionali, con un aumento significativo dell’Ebitda del 18% e un balzo del 67% nell’utile netto. Questo successo è attribuibile a due fattori principali: il miglioramento dei principali mercati in cui il Gruppo è presente e un aumento dell’efficienza operativa. “Siamo riusciti infatti a far sviluppare Illy, come da piano strategico, in primis nel mercato americano, un segmento fondamentale perché ama i prodotti italiani di qualità: era un nostro preciso obiettivo riuscire ad incrementare la penetrazione”, ha specificato Cristina Scocchia evidenziando il desiderio dell’azienda di raggiungere una parità di peso tra il mercato statunitense e quello italiano. Le priorità del Gruppo per il futuro si concentrano su tre mercati chiave: gli Stati Uniti, l’Europa e la Cina. Mentre il mercato americano rimane un obiettivo cruciale per l’azienda, c’è una crescente attenzione verso l’Europa, dove IllyCaffè mira a espandere la propria presenza attraverso una distribuzione più ampia dei suoi prodotti. Per quanto riguarda invece la Cina, rappresenta un’enorme opportunità di crescita, nonostante le sfide attuali. IllyCaffè, ha precisato Cristina Scocchia, si avvale di collaborazioni strategiche con partner locali, come Chancemate, per penetrare efficacemente il mercato cinese, adattando i propri prodotti ai gusti e alle preferenze dei consumatori locali.

Cristina Scocchia: innovazione, sostenibilità e ottimismo per il futuro

Per mantenere la sua posizione di leadership, IllyCaffè si impegna nell’innovazione e nell’adattamento ai gusti globali. Mentre l’espresso rimane un simbolo dell’italianità nel mondo, il Gruppo cerca di diversificare la propria offerta per soddisfare le esigenze dei consumatori internazionali. Questo include lo sviluppo di prodotti come l’instant coffee per il mercato cinese e il “cold brew” per i mercati anglosassoni. “Rimaniamo alfieri dell’espresso – ha ribadito Cristina Scocchiama la nostra presenza in 140 Paesi del mondo ci stimola a trovare nuove soluzioni”. Sul fronte dello sviluppo sostenibile, IllyCaffè è da lungo tempo un pioniere nella promozione della sostenibilità e dell’economia circolare nel settore del caffè: “Abbiamo iniziato a occuparci di sostenibilità quando il termine non era ancora stato coniato o quasi”, ha sottolineato l’AD. L’azienda, oltre a collaborare con produttori e consumatori per promuovere pratiche agricole sostenibili, ha lanciato il primo caffè prodotto interamente attraverso l’agricoltura rigenerativa. Nonostante le incertezze legate al contesto geopolitico globale, il Gruppo rimane ottimista sulle prospettive future. “Lo scorso anno abbiamo avviato un programma d’investimento da 120 milioni di euro a Trieste che ci permetterà di accrescere la nostra capacità produttiva e logistica, con ricadute positive anche sull’occupazione”, ha quindi concluso Cristina Scocchia, sottolineando che “questo sforzo è confermato, con un orizzonte quinquennale”.</p

No Comments
Comunicati

Economia Argentina, i primi 100 giorni di Milei presentano luci e ombre

Sono passati alcuni mesi da quando Javier Milei è diventato presidente dell'Argentina. Personaggio deciso e controverso, Milei aveva promesso di risollevare l'economia argentina con ricette severe. Qual è il bilancio dei suoi primi 100 giorni di lavoro?

I primi segnali del nuovo corso sull'economia

argentina economiaNon si può negare che il "Trump argentino" abbia adottato una terapia d'urto. Il suo decretazo, nonostante il ridimensionamento voluto da una parte dello schieramento politico, ha prodotto un taglio feroce alla spesa pubblica. Tanto che a gennaio, per la prima volta dal 2012, l'Argentina un avanzo finanziario di quasi mezzo miliardo di euro.

Sicuramente i mercati hanno apprezzato questo primo segnale di ripresa dell'economia argentina, anche se la strada da percorrere è ancora molto lunga. Inoltre il costo sociale di questa misura è stato pesantissimo (tagli ai sussidi statali e più in generale per le sforbiciate alla spesa pubblica). Se prima il tasto di povertà era superiore al 40%, adesso questa quota è salita al 57%.

Il problema inflazione

Uno dei drammi dell'economia Argentina è l'enorme peso dell'inflazione, che nel 2023 ha chiuso al 211%. La maxi-svalutazione del Peso argentino (in un anno il cambio ufficiale USDARS è cresciuto di oltre il 300%, ma ormai gli istituti di cambio fanno scattare gli stop buy order sulla valuta statunitense) ha finito per spingerla addirittura al 276%, e questo ha acuito le difficoltà della popolazione.
Tuttavia si possono trovare degli spiragli di luce, visto che a febbraio c'è stato un rallentamento della corsa dei prezzi.

Popolazione e mercati

E fuori di dubbio che la terapia di Milei per risollevare l'economia Argentina qualche frutto lo sta dando. Anche per questo la luna di miele della borsa Argentina prosegue. L'indice Merval di Buenos Aires da metà dicembre ha guadagnato il 40% e le figure di continuazione tecniche confermano che i mercati sembrano nutrire fiducia nel nuovo presidente.
Discorso diverso però riguarda la popolazione, sulle spalle della quale ricadono quasi tutti i sacrifici, o quantomeno quelli maggiori.

Prospettive

I prossimi mesi ci diranno qualcosa di più riguardo all'efficacia della terapia di Miley sull'economia Argentina. Il nuovo presidente, oltre alla fiducia dei mercati, verrà agevolato anche da un pizzico di fortuna legato alla forte ripresa della raccolto agricolo, che consentirà di ridare slancio all'export del Paese e quindi di recuperare le riserve monetarie. Inoltre alcune multinazionali hanno fatto marcia indietro sull'ipotesi di cedere le loro attività nel paese. Anche questo è un segnale molto positivo.

No Comments
Comunicati

Terna in prima linea per la parità di genere: ottenuta la certificazione UNI/PdR 125:2022

Dopo un’attenta analisi che ha coinvolto le strutture organizzative delle quattro società del Gruppo Terna – Terna S.p.A., Terna Rete Italia S.p.A., Terna Energy Solutions S.r.l. e Terna Plus S.r.l. – l’Organismo di Certificazione IMQ ha rilasciato al gestore della rete elettrica nazionale la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere.

Terna

Terna ottiene la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere

Terna, il gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale, ha recentemente ottenuto la certificazione per la parità di genere, un’ulteriore conferma del suo impegno a favore dell’equità e delle pari opportunità all’interno dell’azienda. Rilasciata dall’Organismo di Certificazione IMQ e attestante la conformità del suo Sistema di Gestione per la Parità di genere alla norma UNI/PdR 125:2022, la certificazione è arrivata a seguito di un’intensa attività di analisi che ha coinvolto le sette strutture organizzative delle quattro società del Gruppo e che ha richiesto circa 90 ore di verifiche. Quest’ultima certificazione, che fa salire a 14 i sistemi di gestione implementati e gestiti in ottica integrata da Terna, riflette l’attenzione del Gruppo alla governance dei processi e la posiziona al di sopra della media nazionale e internazionale nel settore. Il Gruppo si è posto come obiettivo quello di creare un ambiente lavorativo inclusivo nel quale le peculiarità di ogni individuo siano valorizzate. Attraverso numerose iniziative per sensibilizzare sui pregiudizi di genere, promuovere un linguaggio inclusivo e prevenire le molestie sul posto di lavoro, l’azienda promuove e protegge la diversità, contrastando ogni forma di discriminazione e incentivando il rispetto, la collaborazione e il talento.

Le politiche di welfare e le iniziative per favorire la parità di genere messe in atto da Terna

La presenza femminile all’interno di Terna è in costante aumento, con le donne che rappresentano il 23% del totale al 30 settembre 2023, ad esclusione degli operai. Un dato in crescita rispetto al poco più del 19% registrato nel 2020. Nel 2023, il 36,8% delle nuove assunzioni, sempre escludendo gli operai, è stato di donne. Il Gruppo monitora costantemente i principali indicatori di parità di genere così da garantire un equo trattamento tra i dipendenti di sesso femminile e quelli di sesso maschile, ed è stata confermata per il quinto anno consecutivo nel Gender Equality Index (GEI) di Bloomberg, un indice internazionale che valuta le performance aziendali sulla parità di genere e sull’inclusione. Inserita inoltre tra le 100 società al mondo del Gender Equality & Inclusion Index di Standard & Poor’s, il quale riconosce le aziende quotate più impegnate nella promozione della parità di genere, Terna incentiva politiche e azioni di welfare volte a favorire la conciliazione vita-lavoro, la tutela della genitorialità e la condivisione delle responsabilità familiari e assistenziali. Tra le iniziative messe in atto, quella di implementare lo smart working e il co-working come alternativa alla tradizionale presenza in ufficio.

No Comments
Comunicati

Trasporto merci e Direttiva UE, Sabrina De Filippis avverte sui possibili effetti disastrosi

La recente proposta della Direttiva UE “Pesi e Dimensioni”, attualmente in valutazione da parte del Parlamento Europeo, ha sollevato una serie di preoccupazioni tra i principali attori del settore dei trasporti. Durante la conferenza stampa internazionale delle principali imprese ferroviarie europee, l’AD di Mercitalia Logistics Sabrina De Filippis ha lanciato l’allarme, affermando che l’attuazione di questa direttiva potrebbe portare a un aumento significativo del numero di camion sulle strade europee, con conseguenze potenzialmente disastrose per l’ambiente e la mobilità collettiva.

Sabrina De Filippis

Sabrina De Filippis: Direttiva UE minaccia Green Deal

La Direttiva UE porterà sulle strade europee oltre 10 milioni di camion in più, per oltre 6,6 milioni di tonnellate ulteriori di CO2 rispetto ai livelli attuali”, ha chiarito Sabrina De Filippis. Questo scenario solleva gravi preoccupazioni riguardo alla sicurezza stradale, all’effetto sulle infrastrutture e al pesante carico finanziario che graverà sui contribuenti europei. Una delle maggiori preoccupazioni è l’impatto sulla sostenibilità europea del Green Deal per il 2030. L’introduzione di autocarri più pesanti e di grandi dimensioni per le lunghe distanze potrebbe infatti compromettere gli sforzi volti a promuovere il trasporto combinato gomma-ferro, causando uno spostamento modale inverso e una diminuzione prevista del 16% nel trasporto combinato strada-ferrovia e del 21% nel trasporto merci su rotaia.

Sabrina De Filippis: la preoccupazione delle imprese ferroviarie

Le preoccupazioni dei CEO delle principali imprese ferroviarie europee, tra cui Sabrina De Filippis, sono state condivise da diverse figure di spicco del settore. La proposta della direttiva, apparentemente volta a favorire l’installazione di batterie nei camion elettrici, potrebbe invece eliminare gli incentivi per il trasporto combinato su strada e ferrovia per i veicoli da 44 tonnellate, aprendo la strada all’uso diffuso di camion giganti (gigaliner) in tutta l’UE. Le associazioni del settore ferroviario concordano quindi sull’importanza di rivalutare la proposta di modifica alla luce degli obiettivi di sostenibilità dell’Unione Europea. Qualsiasi iniziativa che favorisca ulteriormente il trasporto su strada, senza promuovere un reale progresso verso gli obiettivi di sostenibilità, potrebbe compromettere gravemente tutti i tentativi volti a realizzare un trasporto merci più ecologico in Europa.

No Comments
Comunicati

Diana Bracco: dalla leadership in Gruppo Bracco alle iniziative per il sociale

Imprenditrice e dirigente d’azienda, Diana Bracco vanta oltre 50 anni di esperienza nel settore della diagnostica per immagini. Presidente e AD del Gruppo Bracco e del Centro Diagnostico Italiano, ha ricoperto diversi ruoli significativi nell’ambito dell’associazionismo industriale ed è sempre stata attenta ai temi sociali, impronta che l’ha spinta a fondare la Fondazione Bracco nel 2010.

Diana Bracco

La leadership di Diana Bracco all’interno del Gruppo Bracco

Diana Bracco è conosciuta come una delle figure di spicco nel settore della salute, un ambito nel quale vanta oltre 50 anni di esperienza. Dopo essersi laureata in Chimica all’Università di Pavia, entra nell’azienda di famiglia Gruppo Bracco, storica multinazionale italiana fondata nel 1927 e attiva nel campo della diagnostica per immagini e servizi per la salute. Già Direttore Generale dal 1977, assume le redini dell’azienda in qualità di AD e Presidente nel 1999, succedendo al padre Fulvio. Da allora, Diana Bracco si è occupata della crescita del Gruppo, perseguendo l’obiettivo di essere leader nella definizione del futuro della diagnostica per immagini e contribuendo alla sua espansione. Oggi Gruppo Bracco vanta un fatturato di 1,8 miliardi di euro, dà lavoro a circa 3.700 persone e conta un patrimonio di oltre 2.000 brevetti.

Diana Bracco: dall’associazionismo industriale alle iniziative per il sociale

Oltre alla sua attività imprenditoriale, Diana Bracco ha avuto un ruolo di rilievo nell’associazionismo industriale, ricoprendo incarichi importanti in Confindustria, Federchimica e Assolombarda. Ha presieduto l’Expo di Milano nel 2015, contribuendo al successo dell’evento e promuovendo il ruolo delle donne attraverso il progetto Women for Expo. Impegnata anche sul fronte sociale e culturale, ha fondato la Fondazione Bracco nel 2010, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e promuovere la responsabilità sociale, con particolare attenzione verso le donne e i giovani. Numerosi sono stati inoltre i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua carriera, tra cui le lauree honoris causa in Farmacia dall’Università di Pavia (2001) e in Medicina dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro (2002) e la Medaglia d’oro del Comune di Milano (2002).

No Comments
Comunicati

Insetti a tavola, Gianni Prandi: un nuovo orizzonte per l’alimentazione italiana?

La dieta mediterranea, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per i suoi benefici salutari e la sua varietà, sta per accogliere un nuovo, insolito ingrediente: gli insetti. L’idea di consumare questi piccoli esseri non è una novità a livello globale, ma sta guadagnando popolarità in Italia, sfidando pregiudizi e suscitando curiosità tra i consumatori alla ricerca di alternative sostenibili e nutrienti. L’analisi di Vidierre e il commento di Gianni Prandi.

Gianni Prandi

Gianni Prandi: i nuovi orizzonti culinari

Un recente studio condotto da Vidierre, società di Assist Group specializzata nel monitoraggio e nell’analisi dei media fondata da Gianni Prandi, rivela un crescente entusiasmo verso l’adozione di una dieta a base di insetti tra gli italiani. Sorprendentemente, il 72% degli intervistati si è espresso a favore, indicando una significativa apertura mentale verso questa pratica alimentare già diffusa in molte parti del mondo. Globalmente, oltre due miliardi di persone includono regolarmente gli insetti nelle loro diete, sfruttando la loro presenza in abbondanza e i benefici nutrizionali. In Italia, la tendenza è ancora agli albori, ma il crescente interesse suggerisce un potenziale cambiamento dei paradigmi alimentari tradizionali. Nonostante ciò, circa il 75% degli italiani intervistati ha però evidenziato la necessità di studi approfonditi per garantire l’assenza di rischi per la salute prima di introdurre prodotti a base di insetti sul mercato. Allo stesso tempo, il 69% ha sottolineato l’importanza di fornire informazioni trasparenti riguardo le pratiche di allevamento e le proprietà nutrizionali degli insetti, enfatizzando la necessità di un approccio consapevole.

Gianni Prandi: “Parere positivo per l’alimentazione a base di insetti, ma con cautela”

I dati mostrano come la maggioranza delle persone sia ben disposta a integrare la propria alimentazione con gli insetti, cibo sostenibile per il Pianeta e la cui introduzione potrebbe aiutare a combattere la fame nel mondo”, ha commentato Gianni Prandi, ricordando però anche che “la maggioranza dei cittadini ritiene necessario ricevere informazioni su questo tipo di alimentazione e condurre studi specifici che ne escludano potenziali effetti nocivi. Parere positivo quindi per l’alimentazione a base di insetti, ma con cautela”. Sebbene la prospettiva di mangiare insetti possa ancora suscitare perplessità in molti, i dati indicano che l’Italia potrebbe essere pronta ad abbracciare questo cambiamento. Con gli studi appropriati e un’adeguata informazione, gli insetti potrebbero presto diventare un nuovo ingrediente della cucina italiana, segnando l’inizio di una nuova era nell’ambito della sostenibilità alimentare.

No Comments
Comunicati

Oro Senza Punzonatura Come Riconoscerlo

Riconoscere oro senza punzonatura può essere un po’ più complicato, ma ci sono alcuni metodi che puoi utilizzare per identificarlo come fanno gli operatori professionali come questo compro oro Firenze.
Aspetto visivo: L’oro puro ha un colore distintivo, un giallo brillante che non si sbiadisce. Osserva l’oggetto attentamente alla luce naturale per vedere se ha quel caratteristico bagliore dorato.
Peso specifico: L’oro ha un peso specifico maggiore rispetto a molti altri metalli. Puoi testarlo pesando l’oggetto in aria e poi immergendolo in acqua e pesandolo nuovamente. L’oro avrà un peso maggiore in aria rispetto all’acqua.
Magnete: L’oro non è magnetico, quindi se un oggetto viene attirato da un magnete, è probabile che non sia oro puro.
Acido nitrico: Questo è un metodo più invasivo. Puoi applicare una piccola quantità di acido nitrico su una parte non visibile dell’oggetto e osservare la reazione. L’oro puro non reagirà con l’acido nitrico, mentre altri metalli potrebbero provocare una reazione.
Test dell’acqua regia: Questo è un altro test chimico che coinvolge l’uso di una miscela di acido cloridrico e acido nitrico, chiamata acqua regia. L’oro puro non reagirà con questa soluzione, mentre altri metalli lo faranno.
Test del fulminato d’argento: Questo test coinvolge la reazione tra l’oro e il fulminato d’argento. L’oro puro non reagirà, mentre altri metalli potrebbero produrre una reazione.
Ricorda che alcuni di questi test possono danneggiare l’oggetto, quindi è consigliabile utilizzare precauzioni e fare attenzione quando li si esegue. Se hai dubbi sull’autenticità di un oggetto d’oro, potresti voler rivolgerti a un esperto o a un gioielliere qualificato per una valutazione professionale.
Oggi è possibile affidarsi alla categoria di operatori professionali in oro autorizzati dalla stessa Banca Italia per la per la commercializzazione dell’oro vecchio o da investimento attraverso lingotti o monete che hanno una percentuale di oro puro di almeno il 90%.

No Comments
Comunicati

Gruppo FS e AI, Luigi Ferraris: una visione per un trasporto sostenibile e innovativo

L’intelligenza artificiale emerge come un pilastro fondamentale per la trasformazione e l’innovazione nel settore delle infrastrutture italiane. Durante l’evento “L’intelligenza artificiale per l’Italia”, tenutosi a Roma, l’Amministratore Delegato del Gruppo FS Luigi Ferraris ha sottolineato l’importanza di integrare la tradizione industriale del “ferro” con le avanzate metodologie digitali, affrontando così una delle principali sfide contemporanee.

Luigi Ferraris

Intelligenza artificiale, Luigi Ferraris: un fattore chiave per il Gruppo FS

Per un’azienda come la nostra – ha spiegato Luigi Ferrarisl’utilizzo dell’intelligenza artificiale può essere un fattore vitale ma questa tecnologia occorre guidarla e non subirla”. Tale visione è in linea con la “Strategia Nazionale sull’AI” promossa dal Governo italiano, mirata a orientare l’evoluzione digitale del Paese verso una crescita inclusiva e sostenibile. Il processo di digitalizzazione in corso, mosso anche dall’evoluzione dell’intelligenza artificiale, tocca profondamente anche i settori del trasporto e della mobilità, che stanno vivendo una rapida trasformazione. Per affrontare con successo questa evoluzione, il Gruppo FS sta adottando diversi approcci. Uno degli aspetti chiave è il potenziamento delle competenze del personale per poter valorizzare la grande mole di dati che, secondo Luigi Ferraris, rappresenta “un grande patrimonio di cui il Gruppo FS dispone”.

Luigi Ferraris: il futuro tra digital twin e la gestione innovativa dei dati

Secondo quanto indicato da Luigi Ferraris, questo panorama tecnologico ha impatti significativi in diversi ambiti, che spaziano dalle operazioni commerciali e amministrative fino alle infrastrutture. Attraverso l’utilizzo di sensori avanzati e algoritmi di analisi dei dati, ha spiegato l’AD, il Gruppo FS sta lavorando alla creazione di un digital twin per le grandi opere, consentendo il monitoraggio e la manutenzione predittiva. Il progetto, avviato su 83 ponti stradali entro la fine del 2023, mira a estendersi a 1.000 infrastrutture entro il 2026. Per raggiungere questo obiettivo, ha sottolineato Luigi Ferraris, “è necessario avere a disposizione dati di qualità, certificati e ben organizzati”. Questa considerevole mole di dati e informazioni in possesso del Gruppo FS costituisce “una grande ricchezza per cogliere quelle sfide che devono portarci a contaminare la nostra struttura e ad aprirci. La tecnologia non va subita ma recepita e guidata”.

No Comments
Comunicati

L’impianto di compostaggio di Ares Ambiente: l’impegno di Marco Domizio per la sostenibilità

L’impianto di compostaggio di Piedimonte San Germano è diventato, per l’azienda fondata da Marco Domizio, simbolo dell’impegno di Ares Ambiente per la sostenibilità ambientale e per la proiezione verso un Pianeta più sano.

Marco Domizio

L’impianto di compostaggio voluto da Marco Nicola Domizio è un altro passo verso l’economia circolare

L’obiettivo dell’economia circolare è quello di ridurre l’uso delle risorse, limitare gli sprechi e promuovere il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti, e l’impianto di compostaggio di Ares Ambiente a Piedimonte San Germano (FR) è un esempio tangibile di come questo possa essere messo in pratica. Grazie al nuovo sito, l’azienda fondata da Marco Domizio potrà contribuire al recupero di una parte significativa dei rifiuti prodotti, trasformandoli in risorse da restituire all’ambiente. Con una capacità di trattamento di 40.000 tonnellate l’anno, l’impianto di compostaggio sarà in grado di gestire una vasta quantità di rifiuti organici provenienti dagli impianti di recupero e di ridurre gli scarti destinati allo smaltimento, trasformandoli in compost di alta qualità e ricco di nutrienti, perfetto per migliorare la salute dei suoli agricoli.

Marco Domizio: Ares Ambiente e la creazione di uno schema virtuoso

Il progetto, che ha richiesto l’investimento di ingenti risorse per il suo sviluppo, è la concretizzazione della visione di economia circolare della realtà fondata da Marco Nicola Domizio. Con il nuovo impianto di compostaggio, l’azienda si pone come punto di riferimento in una gestione dei rifiuti che sia sostenibile e al passo con le sfide ambientali del nostro tempo. Coinvolgendo attivamente anche la comunità, attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti, Ares Ambiente mette in piedi uno schema virtuoso di economia circolare che coniuga due esigenze: la gestione corretta degli scarti organici e la reintegrazione del contenuto di sostanza organica nei suoli destinati all’agricoltura.

No Comments
Comunicati

GSA: dopo l’acquisizione di Previnsa lanciata una nuova linea di business

L’acquisizione di Previnsa da parte di GSA ha permesso alla società leader nel settore della prevenzione antincendio di espandere i propri servizi anche in ambito industriale e nucleare, oltre che in quello della formazione specialistica e della commercializzazione di segnaletica di sicurezza.

GSA Gruppo Servizi Associati

GSA Gruppo Servizi Associati: ampliati i suoi servizi con l’acquisizione di Previnsa

GSA Gruppo Servizi Associati, società controllata da Eurizon Capital attiva nella prevenzione incendi in strutture complesse, ha acquisito il 75% del gruppo spagnolo Previnsa Servicios Integrales, specializzato nei servizi antincendio, formazione tecnica e segnaletica di sicurezza. Con sede nelle Asturie, Previnsa ha registrato un fatturato di 17,7 milioni nel 2022 e offre servizi completi in ambito antincendio. L’acquisizione ha permesso a GSA di ampliare il portfolio dei servizi offerti, espandendoli anche a interventi in ambito industriale e nucleare, formazione di personale e sicurezza del lavoro in situazioni di alta quota, emergenze chimiche, sicurezza marittima, impianti eolici e centrali termonucleari. L’accordo ha previsto inoltre l’acquisizione di competenze per lo sviluppo di una nuova linea di business legata alla produzione di segnaletica e accessori per la sicurezza e la possibilità di offrire formazione direttamente sul posto utilizzando mezzi specializzati per simulare incendi in ambienti complessi come gallerie e tunnel, riducendo così i costi di trasferta.

GSA: leader a livello europeo nella prevenzione antincendio

Guidata dall’AD Antonio Musacchio, GSA Gruppo Servizi Associati rappresenta attualmente una delle realtà più all’avanguardia in Europa nel settore della prevenzione antincendio nelle strutture ad alto rischio. Con sede legale a Roma, direzione generale a Udine e una branch a Lione in Francia, la società fa parte della community Elite di Borsa Italiana. Ha dal suo un ventaglio di tecnologie, competenze e brevetti che le permettono di primeggiare nel campo della prevenzione e della sicurezza dagli incendi in tutti quei contesti complessi come nel caso del tunnel del Monte Bianco e del Gran Sasso. Nel 2021 ITEЯ Capital Partners ha promosso e gestito l’ingresso dei fondi Eurizon ITER, che fanno capo a Eurizon Capital SGR – Società di gestione del risparmio del Gruppo Intesa Sanpaolo. ITEЯ Capital Partners ha acquisito il 67,5% di GSA con un Enterprise Value di 250 milioni di euro. Nel 2022, GSA ha chiuso il bilancio con ricavi consolidati di 173 milioni e un EBITDA di 38 milioni.

No Comments
Comunicati

L’analisi di Andrea Mascetti sulle carenze della Provincia di Varese nell’attrarre i fondi europei

Con il nuovo ciclo di finanziamenti provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, la Provincia di Varese ha l’opportunità di ottenere il doppio delle risorse ricevute in precedenza: ma, secondo Andrea Mascetti, Presidente di Finlombarda, è necessario superare diverse criticità nella procedura della raccolta fondi, anche attraverso una maggiore sinergia tra gli stakeholders locali.

Andrea Mascetti

Le difficoltà di Varese nella raccolta fondi nell’analisi di Andrea Mascetti

L’avvocato Andrea Mascetti, Presidente di Finlombarda, è intervenuto nel corso del congresso a Varese del tour PR FESR, organizzato da Unioncamere Lombardia in sinergia con la Regione per informare gli stakeholders della Provincia di Varese sulle possibilità offerte dal Fondo di Sviluppo Regionale, nonché sul funzionamento dei bandi e sulle policies ad esso associate. L’evento assume un’importanza ancora più grande in virtù del fatto che Varese si trova di fronte all’opportunità di ottenere circa il doppio dei finanziamenti rispetto a quelli ricevuti dal precedente Fondo (circa 80 milioni di euro): una notevole mole di risorse che potrebbe contribuire moltissimo allo sviluppo e al rilancio della Provincia. Il Presidente di Finlombarda ha osservato come, rispetto a Province quali Brescia e Bergamo, Varese sembra essere penalizzata da una certa difficoltà nell’assicurarsi i fondi europei. Contributi che sarebbero essenziali, secondo Andrea Mascetti, in particolare per contrastare la “desertificazione” del Nord della Provincia, combattendo il progressivo abbandono delle splendide aree di montagna del Comune di Luino.

L’appello di Andrea Mascetti: “La Provincia impari a fare sistema”

Secondo Andrea Mascetti, queste carenze nella raccolta fondi derivano dal fatto che le realtà economiche ed istituzionali della Provincia di Varese faticano a collaborare, condividere idee e sviluppare progetti comuni che possano attrarre i finanziamenti europei. Bisogna “riuscire magari a superare alcune individualità e fare sistema come altre Province lombarde sono riuscite a fare negli anni. È necessario perché i tempi sono complicati”. In qualità di Presidente di Finlombarda, Andrea Mascetti ha affermato che la società è disponibile a guidare questo processo, ma è necessario che si formi un clima propositivo e collaborativo: “Mi auguro che tutti gli operatori, pubblici, privati, enti e associazioni avviino una riflessione per sviluppare idee importanti. Finlombarda è determinata a sostenere lo sviluppo, aiutando con strumenti anche propri. Ma ci vuole volontà”.

No Comments
Comunicati

Renato Mazzoncini: A2A è in ottima salute, importante continuare a investire nelle infrastrutture

Ospite all’evento “La Ripartenza: liberi di pensare”, l’AD di A2A Renato Mazzoncini ha parlato della salute delle aziende italiane, sottolineando l’importante ruolo che hanno gli investimenti pubblici.

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: le aziende sono sane in un Paese sano

Ci vuole un Paese sano per avere aziende altrettanto sane. Nel caso di A2A, la società “è in ottima salute. L’importante è che continui a rimanere in ottima salute anche il Paese”. Ne è convinto Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato della Life Company, che, a margine dell’evento tenutosi lo scorso 2 febbraio a Milano “La Ripartenza: liberi di pensare”, ha sottolineato: “Nel 2023 abbiamo visto un po’ di arretramento dei consumi elettrici. Nel mese di dicembre c’è stata una buona ripresa, gennaio non male. Adesso stiamo monitorando come vanno le cose“.

Renato Mazzoncini: importante continuare a investire nelle infrastrutture

Secondo l’AD Renato Mazzoncini c’è una stella polare da seguire che è “quella di continuare a investire sulle infrastrutture che rendono competitivo il nostro Paese”, incluse quelle energetiche e dei rifiuti. Il manager riconosce che l’Italia “è ripartita dopo il Covid molto più velocemente degli altri Paesi europei. Certamente la crisi energetica conseguente alla guerra del 2022 ha dato una botta d’arresto, anche alla crescita del nostro PIL e all’inflazione. Comunque l’Italia sta tenendo un ritmo accettabile”. Adesso però bisogna lavorare anche con le amministrazioni locali per potenziare ulteriormente le infrastrutture: “Ci sono anche le risorse economiche per farlo, molte anche da imprese private”.

No Comments
Comunicati

Fare formazione con il metodo del role playing

Comunicato Stampa

Fare formazione con il metodo del role playing

 

Il 22 aprile 2024 a Brescia un corso di 6 ore in presenza permetterà di approfondire che cos’è la metodologia del “role playing” e come può essere applicata alla formazione in ambito salute e sicurezza.

 

Per essere efficace una formazione in materia di salute e sicurezza su lavoro deve essere erogata con metodologie innovative e coinvolgenti, in grado di aumentare la partecipazione attiva e l’interazione dei corsisti.

 

Il “role playing” è una tecnica formativa simulativa che ha proprio questi obiettivi.

 

Questa tecnica si basa sulla simulazione di qualcosa che ha o che potrebbe avere attinenza con una situazione reale e che è strutturata in modo tale da essere coinvolgente anche dal punto di vista emozionale.

 

Ci sono percorsi formativi per conoscere questa metodologia e poterla poi applicare nelle attività di formazione?

 

Il corso per conoscere e applicare il metodo del role playing

Per poter sperimentare e conoscere questa nuova metodologia l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 22 aprile 2024 a Brescia un corso di 6 ore in presenza dal titolo “Fare formazione con il metodo del role playing”.

Il percorso formativo – rivolto in particolare a RSPP, ASPP, Formatori della sicurezza, Coordinatori, HSE Manager e Consulente – ha l’obiettivo di approfondire il metodo del “role playing” e le sue potenzialità e possibilità applicative.

Il corso, a numero chiuso, permetterà ai corsisti di poter utilizzare successivamente la metodologia “role playing” nell’ambito della formazione erogata in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La docente del corso è Adele De Prisco, formatrice qualificata AiFOS, esperta nei processi formativi, e counselor organizzativa.

 

La formazione e la tecnica formativa “role playing”

Il role playing è una tecnica e metodologia formativa simulativa preziosa.

 

Attraverso questa tecnica i partecipanti al corso si trovano ad interpretare ruoli specifici, per un periodo limitato di tempo, agendo come attori in una situazione simulata, mentre gli altri corsisti osservano e analizzano i contenuti e i processi in atto.

 

Questa metodologia, che permette di esaminare, tra le altre cose, esperienze, dinamiche interpersonali e processi comunicativi coinvolti nelle situazioni di ruolo, può avere vari obiettivi:

  • comprendere le complessità dei ruoli interpretati;
  • sviluppare competenze comunicative e relazionali;
  • comprendere e mediare le ragioni degli altri;
  • migliorare le capacità di ascolto e di osservazione dei comportamenti;
  • affrontare situazioni organizzative prefissate sperimentando l’efficacia dei comportamenti messi in atto.

 

Gli argomenti del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso ““Fare formazione con il metodo del role playing”, organizzato dall’Associazione AiFOS, si terrà il 22 aprile 2024 – dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 16.00 – a Brescia presso Aifos Service in via Branze n. 45.

 

Durante la giornata verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • storia del Role playing didattico
  • il Role playing formativo come strumento didattico
  • progettare e mettere in scena il Role Playing
  • costruire e gestire il debriefing

 

La partecipazione al corso vale come 6 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e Coordinatori alla sicurezza, Formatori qualificati terza area tematica.

Il corso è valido anche ai fini della formazione prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa-gestionale) e ai fini della formazione per i Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/fare-formazione-con-il-metodo-del-role-playing

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

 

28 marzo 2024

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

No Comments
Comunicati

Dodicesimo premio Top Utility: Luca Dal Fabbro ritira il riconoscimento vinto da Gruppo Iren

Il premio, dedicato alle migliori aziende attive nei servizi di pubblica utilità, testimonia l’impegno del Gruppo Iren per la circolarità, l’ambiente e il recupero delle materie critiche. Il commento di Luca Dal Fabbro conferma questo modus operandi.

Luca Dal Fabbro (Iren)

Gruppo Iren, guidato da Luca Dal Fabbro, è la migliore utility italiana 2024

Un riconoscimento importante, dedicato alle performance delle imprese italiane attive nei settori dell’energia, dell’ambiente e dell’acqua: il Gruppo Iren si aggiudica la dodicesima edizione del premio Top Utility. Il riconoscimento, ritirato dal Presidente Luca Dal Fabbro durante un evento svoltosi a Palazzo Turati, a Milano, è stato assegnato in virtù dell’ottima performance economica e operativa registrata da Iren nell’ultimo anno. Tra le motivazioni spicca l’attenzione costante e continuativa per la trasparenza e il confronto con i clienti e il territorio. Il Gruppo guidato da Luca Dal Fabbro è stato in grado di realizzare progetti e investimenti per l’economia circolare e la transizione energetica, utilizzando materiali strategici e guardando sempre all’innovazione. Il riconoscimento per la migliore utility italiana conferma la solidità del Gruppo e l’importanza della sua missione, sempre rivolta alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile. Il Top Utility, giunto alla dodicesima edizione, è il principale think tank italiano nel settore public utility. Organizzato da Utilitalia, si occupa di valutare ogni anno le 100 maggiori aziende del comparto, riconoscendone i pregi.

Premio Top Utility, il commento del Presidente di Iren Luca Dal Fabbro

Il premio ricevuto oggi valorizza ulteriormente il percorso di Iren quale leader nella transizione energetica e digitale delle nostre città. Le grandi utilities, in questo momento storico, sono i principali player economici in grado di generare investimenti strategici che portano crescita e sviluppo per il nostro Paese”: questo il commento del Presidente del Gruppo Iren Luca Dal Fabbro in occasione dell’assegnazione del premio Top Utility. Il manager ha sottolineato l’interesse degli investitori internazionali per realtà che si dimostrano solide come Iren, una constatazione più che confermata dalla recente emissione del Green Bond da parte del Gruppo, che ha ricevuto ordini dieci volte superiori all’ammontare offerto. “Iren si impegna in prima linea per la promozione di una filiera industriale del recupero e del riciclo delle materie prime critiche. Ha avviato investimenti concreti in ambito impiantistico, con l’obiettivo di diventare leader industriale nel settore”, ha concluso Luca Dal Fabbro.

No Comments
Comunicati

Paolo Arrigoni (GSE) presenta il simulatore CER, strumento innovativo per gli investimenti sostenibili

In seguito al decreto MASE, il numero di Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia potrebbe aumentare esponenzialmente: per questo il Gestore dei Servizi Energetici, guidato da Paolo Arrigoni, ha introdotto un simulatore CER in grado di valutare la fattibilità e profittabilità degli impianti, al fine di indirizzare correttamente gli incentivi pubblici volti a sostenerli.

Paolo Arrigoni

Paolo Arrigoni: il funzionamento del nuovo simulatore CER sviluppato da GSE

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) scende in campo per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): il Presidente Paolo Arrigoni ha parlato degli strumenti recentemente lanciati al fine di sostenerne lo sviluppo ed analizzarne i possibili benefici economici. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha infatti approvato un decreto che dispone elevate risorse al fine di incentivare e sostenere la nascita e lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, per un periodo di circa dieci anni. Le CER, associazioni di cittadini che si accordano per costruire impianti per lo sfruttamento di fonti rinnovabili, rappresentano uno strumento concreto attraverso cui è possibile produrre autonomamente energia pulita, promuovendo la transizione energetica e decongestionando la rete nazionale. L’impatto del decreto sarà indubbiamente significativo: ci si aspetta che nel giro di un decennio le CER diventino più di un migliaio, mentre entro il 2027 supereranno la soglia dei 5 gigawatt complessivi. Il simulatore sviluppato dal GSE consentirà, come sottolineato da Paolo Arrigoni, agli operatori di settore di valutare la produttività di impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici o a biomasse, misurando dunque la sostenibilità finanziaria degli investimenti.

Paolo Arrigoni: l’impegno del GSE per le Comunità Energetiche Rinnovabili

Paolo Arrigoni ha inoltre sottolineato come gli strumenti tecnici e gli incentivi economici non siano sufficienti per promuovere la diffusione delle CER: è necessario svolgere un lavoro di sensibilizzazione e informazione, che faccia conoscere ai cittadini i vantaggi dell’autoconsumo: “Il vantaggio più evidente è quello di avere una riduzione del peso delle bollette, al riparo dai rincari shock che abbiamo subito, ma anche benefici sociali e ambientali. Bisogna sottolineare il vero cambiamento culturale per il consumatore: produzione e consumo sono paralleli, l’energia viene utilizzata nello stesso momento in cui è prodotta. Gli effetti sulla vita quotidiana? Niente più necessità di lavatrici notturne per risparmiare”. È inoltre fondamentale che i cittadini vengano informati sulle piattaforme e procedure attraverso cui possono richiedere i finanziamenti, nonché sulla documentazione necessaria. A questo fine, il GSE ha organizzato una campagna di divulgazione, anche attraverso webinar. Paolo Arrigoni ha evidenziato come, in ogni caso, le richieste siano in forte aumento, rendendo sempre più vicino un futuro in cui le CER saranno un pilastro del sistema energetico nazionale.

No Comments
Comunicati

Dario Lo Bosco (RFI): “Rispettiamo le tempistiche del PNRR, 50 miliardi già investiti”

Nel corso di un’audizione davanti alla Commissione Ambiente del Senato, Dario Lo Bosco ha presentato i massicci investimenti infrastrutturali di RFI, che saranno accompagnati da un utilizzo sempre più intenso degli strumenti innovativi e digitali e da una serie di nuovi servizi per i viaggiatori.

Dario Lo Bosco

Dario Lo Bosco presenta in Senato i grandi progetti infrastrutturali di RFI

RFI sta rispettando i tempi previsti dal PNRR: lo ha affermato Dario Lo Bosco, Presidente di RFI, davanti alla Commissione Ambiente del Senato nel corso di un’audizione incentrata sugli utilizzi dell’intelligenza artificiale (AI) e delle tecnologie digitali nell’ambito dei trasporti. Il manager ha sottolineato come i progetti della società abbiano già previsto l’investimento di oltre 50 miliardi di euro in numerosi cantieri, sia fissi che mobili, al fine di rafforzare le infrastrutture ferroviarie, creare nuovi collegamenti e offrire un servizio generalmente più efficiente. Dario Lo Bosco ha inoltre evidenziato come gli investimenti di RFI non siano indirizzati solo alle grandi opere, ma puntino anche a migliorare il benessere dei viaggiatori: “Stiamo valorizzando anche il comfort nelle stazioni. Salute, benessere viaggio e turismo devono essere integrati tra loro”.

L’impegno di RFI nella digitalizzazione spiegato da Dario Lo Bosco

Nel corso dell’audizione, Dario Lo Bosco ha evidenziato come RFI stia investendo inoltre notevoli risorse nel rafforzamento degli assets digitali della società. In particolare, RFI sta facendo un uso sempre più estensivo dell’intelligenza artificiale per migliorare ulteriormente il proprio servizio. Tra questi utilizzi innovativi, vi è quello della gestione del traffico ferroviario, che permette all’AI di ottimizzare la circolazione dei treni prendendo decisioni in tempo reale. L’intelligenza artificiale ha anche una grande utilità nella cosiddetta “manutenzione predittiva”. Individuando anomalie o segnali di possibili guasti che potrebbero accadere in futuro, permettendo agli operatori di intervenire in anticipo, riducendo sia le interruzioni dei treni che i costi di manutenzione. Dario Lo Bosco ha inoltre sottolineato come RFI stia contribuendo a rafforzare la connettività nazionale attraverso il progetto “Gigabitrail and Road”, che prevede di installare la fibra ottica in tutte le stazioni e lungo molte tratte stradali e ferroviarie gestite dalla società. “Cerchiamo di digitalizzare le infrastrutture esistenti e le stazioni, che sono punti nodali, attrattori e generatori di traffico”, ha concluso il Presidente.

No Comments
Comunicati

Transizione energetica, Alessandra Ricci: il supporto di SACE alle imprese italiane

In un’era in cui la sostenibilità rappresenta un elemento imprescindibile, SACE si pone al centro dell’innovazione e del sostegno alle imprese italiane nel loro percorso verso una transizione energetica più green. L’AD Alessandra Ricci ha condiviso vision e iniziative del Gruppo durante l’evento “A&F Live 40 anni”, tenutosi presso l’Università Bocconi di Milano.

Alessandra Ricci

Alessandra Ricci: il sostegno di SACE alle imprese italiane

Oggi, le imprese italiane stanno investendo in termini di sostenibilità. “Abbiamo supportato 12 miliardi di investimenti”, ha confermato Alessandra Ricci, “coinvolgendo circa 600 imprese, l’80% delle quali sono piccole e medie imprese”. Questo impegno si traduce in progetti tangibili: tra questi, il sostegno all’azienda Replay per l’ottimizzazione dei cicli produttivi e il riutilizzo delle materie plastiche per la produzione di occhiali, gli interventi sostenibili e sociali nel porto di Viareggio che ha rimosso quelle che sono le barriere architettoniche e ha investito in colonnine elettriche, e il sostegno alla più grande gigafactory d’Italia. “L’Italia – ha ribadito Alessandra Riccideve rientrare in quella che è la filiera della produzione del fotovoltaico e se non produciamo internamente quelle che sono le componenti per la produzione di energia green, non riusciremo mai a fare quel salto”.

Alessandra Ricci: la Garanzia Archimede e gli eventi di business matching

SACE non si limita a guardare al presente, ma punta al futuro con l’introduzione di strumenti innovativi come la Garanzia Archimede, lanciata il primo marzo. Questo strumento è pensato per supportare gli investimenti in innovazione tecnologica, sostenibilità e adattamento climatico, aspetti fondamentali della transizione energetica. Nell’intervista, Alessandra Ricci ha posto l’accento anche sull’importanza dell’integrazione delle imprese italiane nelle catene del valore sostenibile a livello globale. Con un tasso di crescita dell’export sostenibile tre volte superiore a quello tradizionale, SACE si impegna a facilitare l’incontro tra imprese italiane e partner internazionali. Portando l’esempio di una utility brasiliana, Alessandra Ricci ha chiarito come gli eventi cosiddetti di business matching siano capaci di far incontrare la filiera delle aziende italiana e la controparte estera: “In questo modo – ha concluso l’AD – andiamo ad aumentare l’export sostenibile”.

No Comments
Comunicati

Lavoro: la visione di Giuseppina Di Foggia sull’inclusione e il merito

In occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, ci si imbatte spesso nella difficoltà di trovare un angolo di discussione che non cada nella trappola della retorica o del già sentito. Giuseppina Di Foggia, attraverso le sue riflessioni, offre una prospettiva profondamente personale su come affrontare e superare le barriere di genere nel mondo del lavoro.

Giuseppina Di Foggia

Superare i pregiudizi di genere: la visione di Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia sostiene che l’autenticità e la valorizzazione dell’individualità siano le chiavi per eccellere in un contesto professionale ancora troppo spesso segnato da steccati di genere. Contrariamente all’idea che le quote rosa o le percentuali fissate possano effettivamente contribuire al superamento dei pregiudizi, pone l’accento sull’importanza di essere fedeli a se stessi, anche quando ciò significa essere in minoranza e dover affrontare sfide considerevoli. Dal suo punto di vista, le sfide professionali affrontate per il solo fatto di essere donna dovrebbero trasformarsi in nuovi stimoli per concentrarsi maggiormente sugli obiettivi e sui risultati. Giuseppina Di Foggia ci insegna che la costruzione di una carriera di successo non avviene contro qualcuno o in risposta a discriminazioni, ma attraverso il perseguimento costante di obiettivi concreti.

Inclusione e merito, Giuseppina Di Foggia: le fondamenta dell’ambiente lavorativo

Nel suo ruolo attuale di AD e DG di Terna, Giuseppina Di Foggia è fortemente impegnata a promuovere un ambiente lavorativo in cui l’inclusione e il merito siano i pilastri fondamentali. La sua visione prevede la creazione di un contesto in cui ogni individuo possa esprimere il proprio potenziale, libero da preconcetti e limitazioni legate al genere. L’AD e DG ritiene che la fiducia e la possibilità di esprimersi liberamente siano essenziali per far emergere le migliori idee, indipendentemente dalla posizione gerarchica o dal genere di appartenenza. “Quando qualunque collaboratore si siede al mio tavolo, io inizio dando fiducia e offrendo l’opportunità alle persone di far emergere le loro capacità e di esprimere le proprie idee, perché – come amo dire – le idee non hanno gerarchie e non hanno genere e il confronto fa emergere le soluzioni migliori”, conclude quindi Giuseppina Di Foggia.

No Comments
Comunicati

Gruppo Riva: nascita ed evoluzione del leader siderurgico

La storia di Gruppo Riva prende avvio negli anni ’50, quando Emilio Riva la fondò portando a concretizzazione la sua personale visione dell’azienda. Oggi il leader siderurgico è sempre più impegnato sul fronte della sostenibilità: di recente ha acquisito impianti per la raccolta e la selezione di rottami con lo scopo di raggiungere l’autonomia nella catena del riciclo dell’acciaio.

Gruppo Riva

La nascita e l’espansione di Gruppo Riva

Gruppo Riva nasce negli anni ’50 grazie alla lungimiranza imprenditoriale di Emilio Riva, che intuisce le grandi prospettive di sviluppo del settore siderurgico nell’Italia del dopoguerra. Il Gruppo si espande rapidamente anche all’estero, attraverso l’acquisizione di importanti realtà produttive in vari Paesi europei. Nel 1964, introduce in Italia la colata continua a tre linee, una tecnologia che rivoluziona il processo produttivo, aumentando la competitività. Negli anni successivi, continua a crescere con acquisizioni mirate in Italia e all’estero. Nel 1995, Gruppo Riva consolida ulteriormente la propria posizione, guadagnando il ruolo di secondo operatore siderurgico d’Europa. Negli anni successivi, il Gruppo prosegue la crescita assorbendo nuove aziende in Italia, Francia, Spagna e Belgio e ampliando le proprie attività nel settore armatoriale.

La storia più recente di Gruppo Riva

Nel 2005, Gruppo Riva sigla un accordo per la riconversione dello stabilimento Ilva di Cornigliano, fornendo un importante esempio di società industriale privata e redditizia che accetta di modificare la propria impostazione produttiva a favore di una riqualificazione ambientale. Dopo la scomparsa di Emilio Riva nel 2014, le redini dell’azienda passano a Claudio Riva, il quale per diverso tempo non aveva più esercitato ruoli operativi nel Gruppo dedicandosi a un’attività imprenditoriale autonoma. Il manager guida l’azienda con un focus sempre maggiore sulla sostenibilità ambientale. Con l’acquisizione, avvenuta a gennaio 2023, di quattro siti di raccolta e quattro siti di selezione e frantumazione di rottami, raggruppati poi sotto la società Trentetrois, il Gruppo adesso punta a ottenere autonomia nella catena del riciclo dell’acciaio, confermando ancora una volta il proprio impegno a sostegno di una crescita sostenibile nel settore siderurgico.

No Comments
Comunicati

Gianni Prandi (Vidierre): “Gli italiani chiedono più misure di fact-checking sui social”

Le fake news si diffondono sempre più rapidamente nel web e gli italiani chiedono contromisure: questo è quanto emerge dal report di Vidierre, società di Assist Group specializzata nel monitoraggio e nell’analisi dei media fondata da Gianni Prandi.

Gianni Prandi

I numeri sulla disinformazione online spiegati da Gianni Prandi

Dai dati emerge come l’opinione pubblica sia preoccupata per la divulgazione delle fake news e per il loro persistere sulla Rete”: ad affermarlo è Gianni Prandi, fondatore e membro del CdA di Vidierre, che spiega i risultati dello studio realizzato dalla società sul tema della disinformazione su internet. Il quadro che emerge dal report è appunto quello di una forte inquietudine: l’opinione pubblica sembra essere particolarmente sconcertata dal fatto che le fake news continuino a circolare indisturbate anche dopo autorevoli smentite. “La mancanza di tempo, voglia o strumenti per verificare l’attendibilità di una notizia permette alle fake news di diffondersi e perdurare sulla Rete anche dopo la loro smentita”, ha affermato Gianni Prandi, sottolineando come il 78% degli intervistati viva questo fenomeno con particolare preoccupazione. Inoltre, la maggior parte degli italiani ha scarsa fiducia nella capacità dei propri connazionali di riconoscere una fake news sul web: i “pessimisti” rappresentano infatti il 48% del campione, contro il 39% degli “ottimisti”.

Gianni Prandi: “Gli italiani chiedono più controllo sui media”

Di fronte a una percezione così diffusa di vulnerabilità e impotenza di fronte alle falsità che circolano in rete, sembra solo naturale, secondo Gianni Prandi, che gli italiani chiedano misure di controllo più stringenti e severe. Sebbene infatti le misure di fact-checking messe in atto dai grandi media e dai social network incontrino l’approvazione della maggioranza degli italiani (61%), il fatto che così tante persone siano preoccupate dalla persistenza delle “bufale” sulla Rete indica che non sono, di per sé, sufficienti. Non stupisce, dunque, che ben l’84,8% dei cittadini sia unanime nel sostenere che servirebbe intensificare il controllo sull’informazione: dato, peraltro, che appare in netta crescita rispetto al 2021, in cui solo il 78,4% del campione auspicava misure di questo tipo.

No Comments
Comunicati

Stefano Venier: il 2023 di Snam, risultati solidi e traguardi rilevanti a livello industriale

Risultati 2023 di Snam, l’AD Stefano Venier“Guardiamo con fiducia al prossimo futuro, considerando che la maggior parte degli investimenti pianificati è stata approvata, che il macro contesto si sta stabilizzando e che le policy stanno evolvendo in linea con la nostra strategia”.

Stefano Venier

Stefano Venier: la presentazione agli analisti dei risultati finanziari 2023 di Snam

Risultati solidi nel 2023 di Snam. L’AD Stefano Venier, nel sottolinearne il valore, evidenzia come siano maturati in un contesto che rimane ancora complesso e volatile sia a livello europeo che globale. Ricavi in crescita del 16,8%, a 3,875 miliardi di euro, e utili oltre le attese che hanno raggiunto 1,168 miliardi di euro. In aumento anche gli investimenti totali, che ammontano a 2,194 miliardi di euro (+13,9%): a +30% rispetto al 2022 gli investimenti tecnici. Nell’arco dell’anno sono stati raggiunti “traguardi importanti sul fronte industriale, a cominciare dall’attivazione della nave rigassificatrice a Piombino” che, come ha spiegato l’AD Stefano Venier nel presentare i risultati agli analisti, ha ricevuto finora 19 carichi: fondamentale quindi l’apporto in ottica di sicurezza energetica. Proseguono inoltre i lavori per Ravenna che saranno completati entro la fine dell’anno.

Stefano Venier: gettate le basi della nostra crescita a lungo termine anche con la piattaforma di transizione energetica

L’AD Stefano Venier ha posto l’attenzione sui “progressi significativi per i pilastri chiave della nostra strategia, rafforzando le infrastrutture per la sicurezza degli approvvigionamenti del Paesi e gettando le basi della nostra crescita a lungo termine anche con la piattaforma di transizione energetica”. Numeri significativi anche per quanto riguarda gli stoccaggi che prima dell’inverno hanno raggiunto “un livello record” del 99%: “Usciremo dalla stagione fredda con riserve in stoccaggio intorno al 50%, ossia 5 miliardi di metri cubi, oltre alle riserve strategiche”, ha spiegato l’AD parlando a “Il Sole 24 Ore”. Snam conferma quindi gli obiettivi finanziari per il 2024, con investimenti attesi a 2,9 miliardi di euro in ambito infrastruttura gas e transizione energetica. “Guardiamo con fiducia al prossimo futuro, considerando che la maggior parte degli investimenti pianificati è stata approvata, che il macro contesto si sta stabilizzando e che le policy stanno evolvendo in linea con la nostra strategia”, ha detto Stefano Venier in occasione della presentazione dei risultati 2023 agli analisti.

No Comments
Comunicati

Mercato dell’Oro dalle Piccole Transazioni ai Grandi Investimenti

Il mercato dell’oro è estremamente diversificato e comprende una vasta gamma di attori, transazioni e modalità di scambio. Ecco una panoramica delle diverse forme di transazioni che avvengono nel mercato dell’oro:
Transazioni di oggetti privati: Queste transazioni coinvolgono individui che vendono oggetti in oro come gioielli, monete o oggetti d’antiquariato. Queste operazioni avvengono spesso attraverso gioiellerie, negozi di pegno o attività come questo compro oro Firenze, dove gli acquirenti valutano e acquistano l’oro sulla base del suo peso e del suo contenuto di purezza.
Compro oro: I compro oro sono aziende specializzate nell’acquisto di oro da privati, offrendo loro un prezzo in base al peso e alla purezza dell’oro. Questi negozi rivendono poi l’oro a grossisti o raffinerie per il riciclaggio o la fusione.
Investimenti in oro dei piccoli investitori: Gli investitori individuali possono acquistare oro sotto forma di lingotti, monete o ETF (Exchange-Traded Fund) legati all’oro. Questi investimenti possono essere utilizzati come copertura contro l’inflazione, la volatilità del mercato azionario o come parte di una strategia di diversificazione del portafoglio.
Contratti futures sull’oro: I contratti futures consentono agli investitori di impegnarsi a comprare o vendere oro a un prezzo specifico in una data futura. Questi contratti sono ampiamente utilizzati sia per scopi di copertura che per scopi speculativi.
Acquisti delle banche centrali: Le banche centrali dei vari paesi accumulano riserve auree come parte delle loro riserve di valuta estera. Le banche centrali acquistano e vendono oro per diversificare le loro riserve, fornire stabilità finanziaria e preservare la fiducia nella propria valuta.
Ogni segmento di questo mercato contribuisce alla determinazione del prezzo dell’oro, che è influenzato da una serie di fattori, tra cui domanda e offerta globali, fluttuazioni valutarie, instabilità geopolitica e sentimenti degli investitori.

No Comments
Comunicati

Rinnovamento e tradizione: Maurizio Rota plasma il futuro del turismo in Italia

In un mondo in cui il turismo si reinventa, Maurizio Rota, Vice Presidente e AD di True Italian Experience, emerge come figura chiave nel panorama italiano, guidando TIE verso orizzonti innovativi. La sua visione incarna un turismo che unisce cultura, arte e benessere, attirando viaggiatori in cerca di esperienze autentiche e significative.

Maurizio Rota (True Italian Experience)

L’innovazione nel turismo culturale: l’impegno di Maurizio Rota

Nel cuore dell’evoluzione turistica italiana, l’AD di TIE delinea un futuro in cui l’Italia diventa un faro per i viaggiatori in cerca di benessere culturale e bellezza. Tale transizione rispecchia una profonda comprensione delle esigenze emergenti dei viaggiatori moderni, desiderosi di esperienze immersive e originali. Le iniziative e percorsi proposti da True Italian Experience rispondono a una domanda in continua crescita per viaggi che offrano non solo riposo, ma anche arricchimento personale. Le strategie implementate mirano a valorizzare le gemme nascoste del Paese, proponendo itinerari che tessono la ricca storia e l’arte italiana in esperienze indimenticabili. I dati dell’Osservatorio Internazionale di TIE rilevano una tendenza che pone l’Italia al centro delle preferenze globali dei viaggiatori. Infatti, grazie all’apporto strategico di Maurizio Rota, l’offerta turistica italiana si sta trasformando, sposando innovazione e tradizione per soddisfare un pubblico internazionale e vario. Le strategie adottate mirano a reinventare l’Italia come destinazione di scelta, enfatizzando esperienze che permettono ai visitatori di immergersi nelle unicità della cultura e dell’arte italiana.

La vision di Maurizio Rota per un turismo sostenibile

La ripresa del settore turistico post-pandemia vede l’Italia in prima linea nel definire nuovi standard per viaggi significativi ed ecocompatibili. L’adattamento alle mutate esigenze dei consumatori evidenzia un cambiamento di paradigma verso esperienze più ricche e personalizzate. La fascia più giovane dei turisti, 13-34 anni, che attraversa l’Italia in lungo e in largo, preferisce visitare il Paese per la cultura e l’arte e questo dato evidenzia un’evoluzione nelle preferenze dei giovani globetrotter. Questo gruppo demografico, precedentemente attratto da beni materiali, ora ricerca un connubio più profondo, per l’appunto, con la storia e l’arte del luogo che visitano. A questo proposito, True Italian Experience sta plasmando il futuro del turismo italiano con offerte che esaltano il patrimonio culturale e promuovono la sostenibilità. Questa strategia non solo rafforza l’immagine dell’Italia come destinazione prediletta per il turismo culturale, ma sostiene anche un modello di viaggio che rispetta e valorizza le risorse locali. In questo contesto, Maurizio Rota emerge non solo come un influente manager nel settore turistico, ma come un vero innovatore, impegnato a portare il turismo italiano verso nuovi orizzonti di eccellenza.

No Comments