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Pietro Labriola parla della nuova vision industriale di TIM al “Corriere della Sera”

In una recente intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, il CEO di TIM Pietro Labriola ha sottolineato come i due anni alla guida del Gruppo siano stati estremamente impegnativi, con sfide come quella legata alla gestione del debito in un mercato particolarmente difficile. Adesso però il manager guarda al futuro con ottimismo, concentrandosi sul raggiungimento degli obiettivi del piano “Free to run”.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: TIM è di nuovo competitiva, adesso ci concentriamo sugli obiettivi del piano

Erano tre le grandi sfide che TIM era chiamata ad affrontare quando il CEO Pietro Labriola raccolse le redini del Gruppo un paio di anni fa. La prima riguardava la gestione delle scadenze del debito in un contesto non proprio semplice, caratterizzato da tassi alle stelle e da due guerre in corso; la seconda consisteva nel riportare l’operatività a una condizione di normalità, soprattutto in termini di competitività; la terza aveva a che fare con la risoluzione del fardello del debito, da conquistare mediante la vendita della rete. Obiettivi che il CEO ha saputo raggiungere instradando TIM nella direzione giusta, ovvero quella che gli consentirà di sfruttare il potenziale del Gruppo per generare valore. Nonostante la reazione negativa della Borsa, Pietro Labriola continua ad essere ottimista: “Con il piano 2024-2026 TIM torna a generare cassa, a livello di Gruppo e in Italia, abbiamo davanti quasi 3 miliardi di potenziali earn-out, stiamo negoziando la cessione di Sparkle, elementi che contribuiranno senza dubbio ad accelerare le nostre riflessioni in materia di remunerazione agli azionisti. Il nostro obiettivo è una storia industriale solida e non uno spezzatino. Siamo concentrati sul raggiungimento degli obiettivi del piano e sulla crescita del business domestico”.

Pietro Labriola: il piano “Free to run” per una TIM senza rete

È il piano “Free to run” la via per la nuova TIM senza rete. Dopo oltre dieci anni di ipotesi e teorie, ora questa vision sta per diventare realtà. “Le nuove sfide del mondo digitale spingono sempre più verso la sostituzione della rete in rame con quella in fibra – ha sottolineato Pietro Labriolaun passaggio che richiede forti investimenti per almeno 1,5 miliardi l’anno per 6-7 anni. Per una TIM verticalmente integrata significherebbe sostenere ingenti investimenti, il 28% del fatturato, soglia insostenibile. Per una società infrastrutturale il discorso è diverso. È questa la logica di creare NetCo e venderla. Inoltre, se restiamo verticalmente integrati non potremmo partecipare al consolidamento: guardate l’operazione Fastweb-Vodafone, il mercato sta cambiando”. Ma cosa prevede il piano? Mantenendo l’intelligenza della rete fissa – TIM ha il backbone più distribuito sul territorio, la rete mobile con il migliore spettro 5G e la maggiore infrastruttura Data Center del Paese – il Gruppo ha intenzione di costruire una vera e propria customer platform di servizi e contenuti. “Potremmo offrire una connessione in fibra a 10 giga, 2 linee mobili e i contenuti di Disney, Prime, Netflix, Dazn e Apple+ più un’iPhone a un costo fisso e in un unico pacchetto – ha concluso Pietro Labriola – Nessun concorrente oggi è in grado di farlo”.

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Antonio Musacchio: una carriera di successo tra ingegneria e management

Antonio Musacchio è un esempio di successo nel mondo del management e dell’ingegneria, con una carriera caratterizzata da ruoli di crescente responsabilità e significativi traguardi professionali. Attualmente, in qualità di Amministratore Delegato di GSA Gruppo Servizi Associati, sta guidando l’espansione internazionale dell’azienda, implementando strategie innovative per migliorarne l’efficienza organizzativa.

Antonio Musacchio, AD di GSA

Antonio Musacchio, dalla laurea in Ingegneria Meccanica ai primi incarichi professionali

Nato a Roma nel 1965, Antonio Musacchio si è laureato con lode in Ingegneria Meccanica presso l’Università La Sapienza, mostrando fin da subito un’eccellente preparazione tecnica. Successivamente, ha arricchito il suo bagaglio formativo con una specializzazione in Economia Aziendale e Manageriale, seguendo il suo interesse crescente per il mondo del business. Il percorso professionale di Antonio Musacchio ha inizio nel 2003, quando viene nominato Direttore Generale di SI Servizi del Gruppo Cofathec Servizi, consolidando la sua esperienza nella gestione e manutenzione di impianti tecnologici complessi. Ricopre successivamente ruoli chiave presso Pirelli RE Facility Management, dove supervisiona operazioni sia in Italia sia all’estero, dimostrando capacità manageriali di alto livello.

Antonio Musacchio: il ruolo presso Energyproject e l’ingresso in GSA

Nel 2010, Antonio Musacchio intraprende un nuovo capitolo della sua carriera con il Gruppo Manutencoop, assumendo la carica di Amministratore Delegato di Energyproject, società specializzata nella costruzione e gestione di impianti fotovoltaici. Guida, successivamente, Nagest Global Service, acquisendo esperienza nel facility management e nella gestione integrata dei grandi patrimoni urbani. Nel 2017, raggiunge un traguardo significativo diventando Amministratore Delegato di Apleona Italy. Da settembre 2021, Antonio Musacchio opera in qualità di Amministratore Delegato di GSA Gruppo Servizi Associati, portando avanti la sua missione di garantire sicurezza, salute sul lavoro e vigilanza antincendio attraverso approcci innovativi e soluzioni su misura. Oltre al suo ruolo manageriale, ha dimostrato la sua versatilità avviando con successo due start-up e confermando la sua reputazione di leader eclettico e intraprendente nel mondo del business.

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Sabrina De Filippis sulla Direttiva EU “Pesi e dimensioni”: “Rischio di impatto ambientale negativo”

In occasione della conferenza stampa organizzata dalla coalizione ferroviaria RFF, Sabrina De Filippis ha parlato dei numerosi svantaggi che la recente Direttiva europea sui trasporti comporterà a livello ambientale, infrastrutturale ed economico, valorizzando invece la natura sostenibile del trasporto intermodale su treno.

Sabrina De Filippis

Sabrina De Filippis alla conferenza RFF contro l’eccesso di camion su strada

Sabrina De Filippis, AD di Mercitalia Logistics, ha recentemente preso parte a una conferenza promossa da RFF, alleanza di operatori europei del settore ferroviario, sollevando serie preoccupazioni riguardo alla Direttiva EU “Pesi e Dimensioni” per il trasporto merci su strada. L’introduzione proposta dalla Direttiva prevede l’aggiunta di oltre 10 milioni di camion sulle strade europee, per un impatto ambientale di circa 6,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO2: uno stato di cose che va decisamente in contrasto con gli obiettivi di decarbonizzazione stilati dal Green Deal Europeo. L’allarme sollevato da Sabrina De Filippis non riguarda solamente l’aspetto ambientale, ma anche le ripercussioni significative sulla sicurezza stradale e sull’infrastruttura viaria, che potrebbero subire un sovraccarico senza precedenti: i camion pesanti comporteranno un’usura che potrebbe anche tradursi in seri rischi per chi guida, in particolare in riferimento a ponti e altre strutture critiche.

Sabrina De Filippis: la Direttiva “Pesi e Dimensioni” potrebbe compromettere la strategia intermodale

Unitamente agli altri rappresentanti delle società ferroviarie presenti, Sabrina De Filippis ha osservato come la Direttiva finirà inevitabilmente per costituire un serio ostacolo per i target che prevedono di aumentare la quota di merci che viaggiano su treno, nonché agli sforzi per dare luogo a una rete di trasporti autenticamente intermodale in Europa. Secondo la strategia dell’intermodalità, la maggior parte del percorso di trasporto delle merci dovrebbe avvenire via mare o via treno, trattandosi di mezzi dall’elevatissima capacità di trasporti e (soprattutto nel caso dei treni) relativamente poco inquinanti. Ai camion, mezzi dalla limitata capacità di trasporto e dunque dall’impatto ambientale complessivo più alto, dovrebbe essere lasciato solo “l’ultimo chilometro”, ossia la tappa che separa la destinazione del prodotto dal terminal intermodale più vicino. La Direttiva comporterebbe invece, secondo i calcoli di RFF, un calo del trasporto combinato gomma-rotaia di circa il 16%, e un calo del 21% del trasporto di merci su treno. I rappresentanti del settore ferroviario radunatisi in occasione della conferenza sono dunque unanimi nel richiedere una revisione della Direttiva, nell’ottica di ridurre tanto i consumi energetici e le emissioni quanto i costi e i disagi per il cittadino.

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Umberto Lebruto e la visione del Gruppo FS: sostenibilità e digitalizzazione nel settore ferroviario

Al termine dell’Expo Ferroviaria 2023 di Milano, Ferrovie dello Stato Italiane ha delineato la sua visione per un futuro del trasporto più sostenibile e innovativo. Durante un panel di chiusura ricco di spunti, gli Amministratori Delegati dei diversi poli di business del Gruppo, tra cui Umberto Lebruto, hanno condiviso impegni e progetti che pongono FS in prima linea nella transizione ecologica e digitale del settore ferroviario.

Umberto Lebruto a Expo Ferroviaria 2023

Umberto Lebruto presente al panel organizzato dal Gruppo FS

La Presidente del Gruppo FS Nicoletta Giadrossi ha aperto l’evento, al quale ha preso parte anche l’AD Umberto Lebruto, sottolineando l’importanza dell’innovazione e della collaborazione con i partner per realizzare progetti trasformativi. Tra le iniziative principali, spicca il progetto di decarbonizzazione che prevede l’autoproduzione di 2,6 TWh di energia fotovoltaica, utilizzando aree dismesse per la collocazione degli impianti. Un’altra iniziativa ambiziosa mira a sfruttare l’estesa rete ferroviaria di FS per garantire connettività Internet nelle aree rurali, combattendo il digital divide e promuovendo l’accesso equo alle risorse digitali. Anche l’Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana ha evidenziato l’impegno di FS verso infrastrutture più sicure, resilienti e sostenibili. Le nuove costruzioni e gli ammodernamenti mirano a resistere ai cambiamenti climatici e ai rischi di cybersecurity, con un focus crescente sulle infrastrutture digitali.

Umberto Lebruto: rigenerazione urbana e recupero delle aree ferroviarie

L’importanza del treno come mezzo di trasporto sostenibile nel corso del tempo è stata confermata da Trenitalia, che si impegna a potenziare e mantenere questa caratteristica. Il Gruppo ha avviato diverse iniziative volte a ridurre il consumo di gas e l’impiego della plastica nei propri impianti, con l’obiettivo di ottenere un risparmio energetico significativo e ridurre l’impatto ambientale. Sul fronte del trasporto merci, l’AD di Mercitalia Logistics, ha condiviso l’obiettivo ambizioso di raddoppiare il volume di merci trasportate su ferro entro il 2030, per poi raggiungere il 50% entro il 2050. Investimenti significativi sono previsti per l’ammodernamento dei mezzi, l’acquisto di locomotive elettriche e lo sviluppo dei terminali. L’Amministratore Delegato di Fs Sistemi Urbani Umberto Lebruto ha infine commentato il forte impegno verso la rigenerazione urbana: il Gruppo, ha dichiarato il manager, “mette a disposizione delle città le aree non più utilizzate dal punto di vista ferroviario, che vengono così rigenerate per ricucire quella frattura urbana storica rappresentata dalla ferrovia”.

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Gruppo FS: la riorganizzazione del Gruppo e le società che lo compongono

Dopo la presentazione del Piano Industriale 2022-2031, il Gruppo FS è stato riorganizzato in quattro Poli di business, guidati dalle società capofila RFI, Trenitalia, Mercitalia Logistics e FS Sistemi Urbani.

Gruppo FS

La riorganizzazione del Gruppo FS a seguito del Piano Industriale 2022-2031

Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane è il principale Gruppo ferroviario in Italia, composto da diverse società attive in vari settori del trasporto ferroviario. In quanto azienda pubblica, ha il compito di garantire il trasporto ferroviario sulla rete nazionale. Allo scopo di far fronte a problemi come la congestione della rete ferroviaria, il deterioramento dell’infrastruttura e la concorrenza di altri operatori, il Gruppo ha avviato un processo di ristrutturazione e modernizzazione che ha portato alla creazione di nuove società e alla riorganizzazione delle attività esistenti. Come previsto dal Piano Industriale 2022-2031, firmato a maggio 2022, il Gruppo FS è stato riorganizzato in quattro Poli di business: “Infrastrutture”, “Passeggeri”, “Logistica” e “Urbano”, con RFI, Trenitalia, Mercitalia Logistics e FS Sistemi Urbani come capofila. In questo nuovo assetto, la holding svolge funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo strategico e finanziario sulle capogruppo, che a loro volta si occupano dell’indirizzo e del controllo operativo delle società del polo.

Le società che compongono il Gruppo FS e le loro rispettive responsabilità

Le società che compongono il Gruppo FS hanno compiti e responsabilità specifiche e operano in maniera indipendente l’una dall’altra. RFI si occupa della gestione, della manutenzione e dello sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria nazionale ed è quindi responsabile dei binari, dei segnali, dei ponti e dei tunnel, nonché della gestione del traffico ferroviario. Trenitalia è la società che si interessa dell’offerta dei servizi di trasporto passeggeri: gestisce i treni regionali, gli intercity e le frecce. Mercitalia Logistics si occupa invece del trasporto merci sulla rete ferroviaria italiana, gestendo treni merci, terminal intermodali e servizi logistici integrati. FS Sistemi Urbani è incaricata della rigenerazione urbana e della logistica di primo e ultimo miglio, con l’obiettivo di restituire ai cittadini quelle aree non più funzionali all’esercizio ferroviario. Oltre a queste, il Gruppo FS include anche altre aziende che si occupano di attività sempre legate al trasporto ferroviario come Italferr, società ingegneristica addetta alla realizzazione di investimenti infrastrutturali resilienti, integrati e innovativi.

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Gruppo Danieli, eccellenti risultati finanziari grazie agli impianti siderurgici sostenibili

Gruppo Danieli ha presentato il Bilancio semestrale per il 2023, che testimonia solide performance finanziarie: a compensare la leggera contrazione della produzione diretta di acciaio sono stati i risultati strabilianti della divisione Plant Making, i cui impianti siderurgici a basse emissioni stanno attirando commesse in tutto il mondo.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli, risultati da record nella seconda semestrale 2023 per la divisione Plant Making

Gruppo Danieli conferma la sua leadership nel settore siderurgico, eccellendo specialmente nella progettazione e realizzazione di impianti per la produzione di acciaio sostenibile. Nonostante il clima internazionale teso e la domanda fluttuante, la multinazionale di Buttrio ha mostrato notevole resilienza, chiudendo il semestre del 2023 con un fatturato di 2,07 miliardi di euro, per un aumento complessivo dell’11% rispetto al semestre precedente. Il successo più evidente è quello della divisione Plant Making, che ha registrato un aumento del 162%, a conferma della crescente richiesta di soluzioni eco-compatibili nel settore siderurgico. Nonostante la contrazione nella divisione Steel Making, Gruppo Danieli ha mantenuto una solida performance complessiva, supportata da un portafoglio ordini robusto e in continuo aumento, superiore ai 6 miliardi di euro.

Gruppo Danieli all’avanguardia nel settore dell’acciaio ecologico

L’espansione della divisione Plant Making di Gruppo Danieli dimostra come sempre più società siderurgiche internazionali siano sempre più convinte della necessità di implementare pratiche e tecnologie sostenibili nella propria produzione. La motivazione dietro a queste politiche non sta solo nel desiderio di venire incontro alla sensibilità di una società che ha sempre più a cuore l’ambiente, ma anche alle recenti politiche dell’Unione Europea volte a premiare i prodotti ecosostenibili. In virtù del nuovo meccanismo di tassazione sui contenuti di CO2 (CBAM), che entrerà in vigore a partire dal 2026, i prodotti realizzati in modo sostenibile potranno essere importati nel Continente con diverse agevolazioni. Nel settore siderurgico, queste nuove esigenze si traducono nella richiesta di impianti di acciaio a forno elettrico, meno inquinanti dell’altoforno e rispettosi del Sistema europeo dei certificati ambientali (ETS). Ambito in cui Gruppo Danieli ha ben pochi rivali.

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“Diario di volo”: la guida di Paolo Gallo (Italgas) per affrontare la transizione digitale

Partendo dalla sua esperienza alla guida di Italgas, Paolo Gallo esplora nel libro “Diario di volo. Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità” l’importanza della trasformazione digitale come motore per la transizione ecologica.

Paolo Gallo

Un viaggio nel cambiamento guidato da Paolo Gallo

Alla guida di Italgas dal 2016 in qualità di Amministratore Delegato, nel suo libro Paolo Gallo mette nero su bianco i concetti chiave di questa trasformazione costante: l’innovazione, la digitalizzazione, il

lifelong learning e la sostenibilità. Ogni capitolo costituisce un tassello fondamentale nel mosaico della transizione digitale, mentre le riflessioni dell’AD rappresentano una sorta di visione anticipatoria che si è già andata concretizzando nel corso dei mesi attraverso progetti di successo che hanno portato a risultati tangibili e misurabili. “Diario di volo” è quindi un viaggio nel cambiamento che invita a guardare al futuro con maggiore consapevolezza e fiducia, nonostante gli eventi storici e sociali che hanno seguito la fine della stesura del libro nel 2021.

Paolo Gallo: Italgas come faro nella trasformazione del settore

Il libro di Paolo Gallo offre dunque una visione proattiva e lungimirante sulle trasformazioni in corso nel settore energetico, partendo dalla pandemia fino al conflitto russo-ucraino, passando per l’approvazione del REPowerEU e l’importanza crescente delle fonti rinnovabili come il biometano e l’idrogeno. Un contesto nel quale Italgas emerge come punto di riferimento globale nel settore delle reti di distribuzione del gas smart, digitali e flessibili. “Diario di volo. Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità” non è però solo un resoconto sull’operato del Gruppo guidato da Paolo Gallo, rappresenta bensì un punto di partenza fondamentale per comprendere le sfide attuali e valutare il progresso fatto finora.

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Gianni Lettieri porta avanti con Atitech il sogno di un polo unico nazionale della manutenzione

Attraverso gli alti e bassi di un settore messo in seria difficoltà dalla pandemia, Atitech, sotto la guida di Gianni Lettieri, ha saputo trasformare le sfide in opportunità, espandendosi grazie allo stabilimento di Fiumicino e diversificando le sue attività per adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato.

Gianni Lettieri

Atitech e Gianni Lettieri, storia di resilienza e innovazione

In un’epoca caratterizzata da crisi e incertezze, il settore aeronautico è stato uno dei più colpiti, con la pandemia da Covid-19 che ha gettato ombre lunghe sull’industria. Tra le realtà del settore che hanno mostrato maggiore resilienza spicca Atitech, la MRO guidata da Gianni Lettieri che può vantare, a dispetto delle difficoltà, un 2023 con una crescita dei ricavi a doppia cifra. L’evoluzione di Atitech, costola della vecchia Alitalia oggi punto di riferimento nel panorama europeo della manutenzione aerea, è una storia che rispecchia il coraggio imprenditoriale e la determinazione nel perseguire una visione. Nel 2009 Gianni Lettieri, già affermato nel settore tessile e Presidente dell’Unione Industriale, prima di Avellino e poi di Napoli, si lancia in una nuova impresa: l’acquisizione e il rilancio dell’ex Ati di Capodichino. Ciò che tuttavia ha distinto il percorso di Atitech è stata la visione portata avanti dall’imprenditore, il quale ha sempre avuto in mente il sogno di creare un polo nazionale dedicato alle manutenzioni aeronautiche. Attraverso acquisizioni strategiche e investimenti mirati, negli anni l’imprenditore ha trasformato Atitech in un’officina full-maintenance in grado di soddisfare le esigenze dei clienti a 360°, mantenendo salda l’attenzione per la qualità e l’eleganza tipiche del Made in Italy.

Gianni Lettieri: le attività di Fiumicino e la strategia di diversificazione

L’acquisizione dello stabilimento di Fiumicino dell’ex Alitalia Engineering Maintenance, dotato di quattro hangar e linee di produzione per diversi tipi di aeromobili, è stato uno dei passi significativi più recenti verso l’obiettivo di Gianni Lettieri. Nonostante le sfide imposte dalla pandemia, Atitech ha dimostrato una crescita costante anche nella produzione, con i livelli che nel 2023 sono aumentati in modo significativo sia a Napoli che a Fiumicino, riflettendo l’efficacia delle strategie messe in atto dall’azienda. Attualmente, grazie ai suoi 1.500 dipendenti, offre i suoi servizi a circa un centinaio di clienti, nazionali e internazionali. Il core business di Atitech è rappresentato dalla manutenzione e dall’ingegneria di velivoli, motori e componenti, ma l’azienda guarda anche al futuro, puntando sulla diversificazione delle attività. In una recente intervista, Gianni Lettieri ha ricordato come l’azienda sia partita occupandosi esclusivamente di maintenance di base, per poi arrivare alla line maintenance e oggi allo sviluppo di nuove attività, come la manutenzione dei carrelli e della parte interna dei motori. Inoltre, Atitech ha investito nella conversione degli aeromobili da passeggeri a cargo, un settore in crescita grazie all’espansione degli e-

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Pier Silvio Berlusconi: donne e under 30, nuove assunzioni e piani di crescita per MFE

“Lo scorso anno con 250 ingressi e intendiamo avanti per altri tre (anni, ndr) con un complessivo di 1.000 nuove assunzioni”: la risposta di Mediaset alle sfide del settore nell’intervista all’AD Pier Silvio Berlusconi del “Corriere della Sera”.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: Mediaset in controtendenza, sviluppo e nuove assunzioni in risposta alle sfide del settore

Quale futuro per Mediaset? Ne ha parlato l’AD Pier Silvio Berlusconi in un’intervista che il “Corriere della Sera” ha pubblicato lo scorso 18 marzo. In uno scenario particolarmente complesso “avremmo potuto stringere la cinghia, ‘fare economie’, ‘fare efficienza’ come si dice in gergo aziendale e come fanno le grandi multinazionali”: Mediaset invece ha deciso di rispondere rilanciando. “Abbiamo preferito puntare sullo sviluppo con orgoglio. E con un po’ di coraggio farlo mentre il settore dei media va in direzione opposta. Noi, in controtendenza, assumiamo. E assumiamo per metà under 30 e per il 50% donne. Abbiamo già iniziato lo scorso anno con 250 ingressi e intendiamo andare avanti per altri tre con un complessivo di 1.000 nuove assunzioni”, ha spiegato Pier Silvio Berlusconi. Parola d’ordine quindi: sviluppo. E il saldo fra chi entra e chi esce è assolutamente positivo, aggiunge l’AD: “Il nostro organico sta crescendo. Non assumiamo solo data scientist o digital oriented già formati che hanno un loro ruolo già definito in azienda, ma anche giovani che formiamo singolarmente e che seguiremo nel corso della loro carriera. Tra loro ci sono i nostri manager del futuro”.

MFE, Pier Silvio Berlusconi: ogni nazione deve farsi una tv adatta al proprio pubblico, calda, locale, in diretta

La televisione generalista, sottolinea Pier Silvio Berlusconi nell’intervista, “se fatta bene, mantenuta viva e moderna, si difende alla grande”. E nel caso di Mediaset “continua a dare soddisfazioni”: difficile negare che sia “tostissima” ma “con il giusto mix di esperienza e investimenti si può addirittura crescere”. E i numeri sembrano dargli ragione: “È presto per dirlo e ci vuole cautela. Ma contrariamente alle previsioni degli analisti, il mercato sembra tonico. La nostra raccolta pubblicitaria di Gruppo in Italia e Spagna nel primo trimestre del 2024 ci fa vedere un +5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Con due guerre, i tassi di interesse alle stelle, l’inflazione, il caro energia e via dicendo, anche il 2023 lo vedevamo durissimo. Eppure, stiamo per chiudere il bilancio con un utile superiore ai 217 milioni del 2022. E senza l’effetto contabile dei dividendi della Germania”. Il riferimento è alla situazione di ProsiebenSat, in perdita: “È importante che cambi rotta e torni a investire sulla televisione”. Il progetto di MFE (MediaForEurope) per creare un grande broadcaster europeo, rimarca in merito Pier Silvio Berlusconi, non significa fare una tv italiana in Germania con prodotti congelati tipo quelli delle piattaforme, senz’anima: “Ogni nazione deve farsi una tv adatta al proprio pubblico. Calda, locale, in diretta, prodotta al momento e consumata nell’immediato e in questo caso assolutamente tedesca. Noi persino in Italia stiamo aumentando il prodotto italiano, lo stiamo facendo in Spagna dando vita a una tv moderata, familiare e moderna. Ed è quello che vorremmo si facesse e sarebbe giusto fare in Germania. Anche investendo di più e creando nuova occupazione”.

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Renato Mazzoncini: premiato da Arena Digitale per la sua leadership innovativa

La sede di Arena Digitale ha fatto da cornice a un evento durante il quale l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A Renato Mazzoncini è stato insignito del Premio Arena Digitale.

Renato Mazzoncini

Conferito a Renato Mazzoncini il premio Arena Digitale

Il conferimento del premio a Renato Mazzoncini riflette il positivo ruolo svolto dal manager contributo nel settore della trasformazione digitale e della sostenibilità aziendale. Dal suo insediamento in A2A nel maggio 2020, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale ha guidato la Life Company verso nuovi traguardi di innovazione e responsabilità ambientale. Una visione che ha contribuito notevolmente al successo e all’evoluzione del Gruppo nel contesto digitale contemporaneo. La cerimonia di premiazione è stata un momento di incontro per il mondo imprenditoriale e accademico, con la presenza di studenti, professionisti e rappresentanti istituzionali e ha costituito un’importante piattaforma per il networking e lo scambio di idee.

Renato Mazzoncini: un percorso di leadership tra innovazione digitale, sostenibilità e impatto sociale

Il discorso di Renato Mazzoncini ha toccato temi cruciali quali l’indipendenza energetica, l’importanza crescente dell’intelligenza artificiale, le dinamiche demografiche e le sfide della geopolitica globale. La sua analisi approfondita ha messo in luce la necessità di un approccio olistico e lungimirante nel settore aziendale, fondamentale per affrontare le sfide attuali e future. L’assegnazione del Premio Arena Digitale riconosce quindi il ruolo del manager come un leader capace di ispirare cambiamenti positivi. La sua gestione in A2A è un esempio concreto di come le decisioni aziendali possano essere orientate anche al benessere sociale, all’inclusione e alla tutela ambientale. L’evento ha inoltre fatto da catalizzatore per discussioni sull’armonizzazione dell’innovazione digitale con la sostenibilità e l’inclusione, temi cari a Renato Mazzoncini.

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Materie prime, le grandi aziende continuano la corsa al rame

Da un po’ di tempo a questa parte, sul mercato delle materie prime è scoppiata una frenesia per quanto riguarda il rame. Diversi giganti aziendali stanno infatti portando avanti operazioni di acquisizione di miniere di metallo rosso, spendendo montagne di milioni.

La corsa alle materie prime

rameHa fatto notizia, ad esempio, l’acquisto della miniera di Khoemacau, in Africa, da parte della China Minmetals, il potente gruppo statale cinese. L’acquisto è costato circa 1,88 miliardi di dollari, e fa parte di un piano strategico che la Cina sta portando avanti da tempo per insediarsi in Africa e Sud America.

Pochi mesi prima, era stato il gigante anglo-australiano BHP ad acquisire la rivale OZ Minerals, ricca di rame, per 6,38 miliardi di dollari. Un altro colosso delle materie prime, l’americana Newmont, poco prima aveva pagato 19 miliardi per acquistare Newcrest.

Perché così tanto interesse?

Tra tutte le materie prime, il rame è al centro della competizione internazionale per il suo ruolo fondamentale nel processo di transizione energetica, al pari (se non di più) del Litio o delle Terre rare, altri due minerali molto richiesti sulla borsa Xetra.
Il metallo rosso è una materia prima ampiamente utilizzata nell’edilizia, nelle reti elettriche e nei beni di consumo a basse emissioni di carbonio. Ma soprattutto ha un ruolo fondamentale per l’industria solare e quella automobilistica.

Qualche numero…

Si stima che ogni auto in futuro richiederà non meno di 80-100 chili di rame, rispetto ai circa 20 chili di un veicolo convenzionale. Nel settore solare, il fabbisogno di questa materia prima dovrebbe quintuplicare rispetto a quello di una centrale elettrica a gas. E non dimentichiamo le turbine eoliche offshore, che richiedono un numero considerevolmente maggiore di cavi per essere collegate alla costa. Questo basta a spiegare perché il prezzo del rame è salito a circa 4 dollari per libbra, con il Parabolic Sar che si è spostato sotto la linea della quotazione.

La corsa al rame

Diventa chiaro adesso perché c’è questa corsa ad accaparrarsi le forniture per il futuro. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), la domanda globale di rame dovrebbe crescere del 40% entro il 2040, il che potrebbe portare a una carenza globale, e quindi a una esplosione di prezzo.

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Il nuovo Premio Tesi di laurea 2024 su salute, sicurezza e sostenibilità

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Il nuovo Premio Tesi di laurea 2024 su salute, sicurezza e sostenibilità

 

Partecipa al concorso promosso dalla Fondazione AiFOS per premiare le migliori tesi di laurea su salute, sicurezza sul lavoro e sostenibilità. Invia gli elaborati entro il 31 ottobre 2024!

 

Le tesi di laurea che affrontano il tema della salute, sicurezza e sostenibilità possono essere cruciali in un contesto lavorativo in costante mutamento, caratterizzato dal continuo avanzamento tecnologico e digitale, da modifiche nell’organizzazione aziendale e da frequenti crisi, anche di tipo ambientale, che richiedono soluzioni innovative e sostenibili.

 

In questa complessa realtà, le tesi di laurea offrono un’analisi dettagliata delle sfide presenti nei luoghi di lavoro, anche con riferimento alle possibili cause degli incidenti e ai fattori di rischio. Possono identificare le buone pratiche esistenti e proporre soluzioni nuove che derivano, ad esempio, da nuove tecnologie o da differenti metodologie di gestione del rischio e dei processi lavorativi.

 

Le tesi di laurea possono contribuire, dunque, a creare ambienti di lavoro più sicuri, salutari e sostenibili.

 

Proprio per favorire l’elaborazione di nuove tesi in materia la Fondazione AiFOS anche per il 2024 ha lanciato il “Premio tesi di laurea nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità”, un premio che, nelle scorse edizioni, ha già premiato e segnalato più di 90 studenti autori di tesi di laurea triennali, magistrali, di dottorato e di master di primo/secondo livello.

 

Il nuovo bando tesi di laurea 2024 su salute, sicurezza e sostenibilità

La Fondazione AiFOS, in collaborazione con l’Associazione AiFOS e con la partnership di PuntoSicuro, indice il nuovo Bando Tesi di Laurea 2024 per tesi, discusse tra il 1° novembre 2023 ed il 31 ottobre 2024, che trattino i seguenti temi:

  • Salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, declinata in uno dei seguenti ambiti individuati dal Decreto interministeriale del 6 marzo 2013:
    • ambito giuridico, normativo, organizzativo;
    • ambito tecnico, ingegneristico, medico;
    • ambito psicologico, educativo, formativo, relazionale.
  • Sostenibilità in ambito lavorativo, declinata in uno o più dei seguenti argomenti: benessere organizzativo, lavoro dignitoso, corretta gestione ambientale in azienda.
  • Pari opportunità, premio dedicato al genere femminile, alla diversità di genere e alla conciliazione vita-lavoro.

 

Premio tesi di laurea 2024: la valutazione, i premi e la diffusione

Attraverso una Commissione valutatrice, nominata dal Presidente della Fondazione AiFOS, saranno selezionate diverse tipologie di tesi:

  • 3 tesi di lauree triennali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, una per ciascuno dei tre ambiti individuati (ambito giuridico, normativo, organizzativo; ambito tecnico, ingegneristico, medico; ambito psicologico, educativo, formativo, relazionale);
  • 3 tesi di lauree magistrali/master di primo livello in materia di salute e sicurezza sul lavoro, una per ciascuno degli ambiti individuati;
  • 1 dottorato in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • 1 master di II livello in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • 1 tesi in materia di sostenibilità;
  • 1 tesi in materia di pari opportunità (Premio SOFIA Comitato Donne AiFOS).

 

Le tesi selezionate avranno diritto ad un riconoscimento economico di € 500,00, un attestato di partecipazione e ad un abbonamento online ai “Quaderni della Sicurezza”, la rivista scientifica AiFOS.

 

Tutte le tesi partecipanti saranno pubblicate sul portale BTSBiblioteca Tesi Sicurezza” (https://bibliotecatesi.fondazioneaifos.org/), una biblioteca virtuale di libera consultazione dedicata alle tesi di laurea in materia di salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità che hanno partecipato al Premio dal 2013 ad oggi.

 

Punto Sicuro, media partner del Premio Tesi di laurea, promuoverà poi la diffusione e conoscenza delle tesi premiate o, comunque, degli elaborati ritenuti più rilevanti per il miglioramento delle strategie in materia di sostenibilità e prevenzione.

 

Premio tesi di laurea 2024: le informazioni, la partecipazione e le scadenze

La partecipazione al Premio è completamente gratuita ed è aperta agli studenti che stanno conseguendo o hanno conseguito lauree triennali, magistrali, master di primo e secondo livello, dottorati, purché non siano stati già premiati nelle precedenti edizioni del premio organizzate da AiFOS o Fondazione AiFOS.

 

Il termine ultimo per l’invio degli elaborati è fissato al 31 ottobre 2024, mentre la data della premiazione verrà definita e comunicata successivamente dalla Fondazione AiFOS.

 

Si invitano gli studenti ad elaborare e presentare le proprie tesi alla segreteria del Premio e i docenti a valorizzare i lavori degli studenti tramite la diffusione del bando di concorso.

 

Il link per poter scaricare il bando di concorso e la domanda di partecipazione alla selezione:

https://www.fondazioneaifos.org/premio-tesi-di-laurea

 

Segreteria del Premio: Fondazione AiFOS c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia, via Branze, 45 – 25123 Brescia Tel. 030.6595037 Fax 030.6595040 [email protected]

 

 

21 marzo 2024

 

 

Ufficio Stampa Fondazione AiFOS

[email protected]

www.fondazioneaifos.org

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Premio Industria Felix a Euroristorazione: un impegno verso il futuro

In un clima di crescente attenzione verso la sostenibilità e l’affidabilità finanziaria, Euroristorazione, azienda leader nel settore della ristorazione collettiva, si è aggiudicata il prestigioso Premio Industria Felix.

Euroristorazione

Euroristorazione, eccellenza gestionale e sostenibilità nel Veneto

Il Premio Industria Felix, conferito durante l’evento tenutosi a Fossalta di Portogruaro presso Zignago Holding, sottolinea l’impegno di Euroristorazione per l’eccellenza gestionale, la solidità finanziaria valutata da Cerved, e l’attenzione verso pratiche sostenibili particolarmente meritevoli nella regione Veneto. Con oltre 3.500 collaboratori e oltre 20 centri di produzione, l’azienda produce più di 20 milioni di pasti all’anno: il fatturato è aumentato del 4,6% nel 2023, superando i 110 milioni di euro. Questi numeri non solo ne riflettono la capacità produttiva ma anche l’impegno verso la qualità e la sostenibilità. Euroristorazione si distingue per la sua profonda esperienza nel campo della ristorazione scolastica, dove non si limita alla fornitura di pasti, ma arricchisce l’offerta con progetti educativi per promuovere abitudini alimentari sane tra i più giovani. Il tutto è supportato da un servizio dietetico-nutrizionale interno che lavora a stretto contatto con chef esperti per elaborare menù equilibrati, sani e inclusivi.

Euroristorazione: le pratiche di orientamento alla sostenibilità

L’orientamento alla sostenibilità di Euroristorazione è evidente nell’adozione di energia pulita, con l’installazione di impianti fotovoltaici nei centri di produzione, l’utilizzo di attrezzature avanzate a basso impatto ambientale, l’eliminazione della plastica a favore di materiali biodegradabili e la riduzione degli sprechi alimentari. Quest’ultima si concretizza anche attraverso la collaborazione con enti benefici per il recupero delle eccedenze alimentari, e una politica di approvvigionamento che favorisce fornitori locali e riduce l’impatto logistico sul territorio. Il Premio Industria Felix, assegnato in collaborazione con Industria Felix Magazine e Cerved, non solo riconosce il successo finanziario e gestionale di Euroristorazione ma anche il suo impegno verso un modello di business etico e sostenibile. Questo premio si inserisce in un contesto più ampio in cui, secondo l’indagine di Industria Felix Magazine e Cerved, il Veneto emerge come leader del Nord-Est con il 75% delle imprese in utile nel post-Covid, dimostrando la resilienza e la capacità innovativa dell’industria locale.

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Ares Ambiente tra le imprese Best Performer di Bergamo

Ares Ambiente si conferma ancora una volta come un modello di innovazione e stabilità nel panorama imprenditoriale di Bergamo, guadagnandosi il titolo di impresa Best Performer per il terzo anno consecutivo. Tale riconoscimento, assegnato dalla ricerca di ItalyPost, sottolinea il costante impegno dell’azienda per un futuro più green e sostenibile.

Ares Ambiente

Ares Ambiente: successo economico e leadership ambientale

L’analisi dettagliata condotta da ItalyPost, che abbraccia il periodo dal 2019 al 2021, ha messo in luce le aziende che si sono distinte per risultati economici eccellenti e una stabilità finanziaria invidiabile, caratterizzate da un EBITDA superiore al 4%. In questo contesto, Ares Ambiente emerge come un vero e proprio pilastro dell’economia di Bergamo, grazie a un fatturato in costante crescita e a una solidità finanziaria definita da equilibrata a ottima. Tali risultati sono il frutto di una gestione aziendale strategica e responsabile, che si traduce in una capacità di incrementare il fatturato mantenendo simultaneamente una robusta posizione finanziaria. Tuttavia, per Ares Ambiente, il successo economico non è mai fine a se stesso. Piuttosto, rappresenta il riconoscimento della qualità e dell’efficienza dei servizi offerti nel settore ambientale.

Il successo di Ares Ambiente e il contributo del suo team

Quello di Ares Ambiente è un successo reso possibile grazie alla dedizione e alla propensione all’innovazione del team, il cui impegno quotidiano è fondamentale per garantire soluzioni ecologiche all’avanguardia. L’azienda non vede la sostenibilità come un semplice obiettivo da raggiungere, ma come un percorso da intraprendere con costanza, innovazione e un’etica lavorativa che pone l’ambiente al centro delle decisioni aziendali. Questa filosofia guida Ares Ambiente verso l’eccellenza e l’innovazione nel settore ambientale, promuovendo al contempo una crescita economica sana e sostenibile. È grazie all’impegno dei membri del team, la cui dedizione costituisce la forza motrice di ogni successo ottenuto, che l’azienda continua a brillare come leader nel settore ambientale, dimostrando che il perseguimento della sostenibilità può anche essere sinonimo di prosperità economica.

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Federico Motta Editore omaggia lo scrittore Umberto Eco

A otto anni dalla scomparsa di Umberto Eco, avvenuta il 19 febbraio 2016, la sua eredità intellettuale continua a esercitare un’influenza significativa. Federico Motta Editore ricorda la collaborazione con il semiologo, massmediologo, scrittore, storico e bibliofilo che ha lasciato un’impronta indelebile nel nostro panorama culturale.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: le opere di Umberto Eco

Nato ad Alessandria nel 1932, Umberto Eco si è distinto per i suoi interessi, che nel corso degli anni hanno incluso il pensiero medievale, l’estetica, la semiotica e la teoria della comunicazione. La sua formazione presso l’Università di Torino ha posto le basi per una carriera straordinariamente variegata. Eco, come ricorda Federico Motta Editore, è universalmente riconosciuto per romanzi che hanno riscosso grande successo di pubblico e di critica, come Il nome della rosa, Il pendolo di Foucault, L’isola del giorno prima, Baudolino, La misteriosa fiamma della regina Loana, Il cimitero di Praga e Numero zero. Oltre a saggi quali Opera aperta, Apocalittici e integrati, La struttura assente, Lector in fabula, Kant e l’ornitorinco e Dire quasi la stessa cosa.

La collaborazione tra Federico Motta Editore e Umberto Eco

Significativa è stata la collaborazione di Umberto Eco con la Casa Editrice Federico Motta Editore, per la quale ha diretto opere di grande rilievo culturale. Tra queste, Historia – La grande storia della civiltà europea, un’opera monumentale che abbraccia la storia europea dal Vicino Oriente Antico fino al Novecento, coinvolgendo oltre 400 autori. Una copia dell’opera è stata donata all’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Altra opera di spicco è La filosofia, che testimonia il desiderio dell’autore di rendere la storia del pensiero filosofico accessibile e appassionante per il grande pubblico.

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Gianpietro Benedetti, l’analisi del Presidente di Gruppo Danieli sul futuro del green steel

Gianpietro Benedetti, Presidente di Gruppo Danieli, ha parlato delle numerose innovazioni tecnologiche che stanno consentendo alla multinazionale di Buttrio di produrre acciaio a bassissimo impatto ambientale, attirando commesse in tutto il mondo: secondo l’ingegnere, la sostenibilità può essere raggiunta solamente lavorando sull’efficienza.

Gianpietro Benedetti

La filosofia di Gianpietro Benedetti: raggiungere la sostenibilità con l’efficienza

Quando si parla di sostenibilità accade che i risultati concreti vengano sostituiti da una facile demagogia: ad esempio, molte realtà tentano di apparire ecologiche installando impianti a idrogeno, ignorando che allo stato attuale delle cose, come evidenziato da Gianpietro Benedetti, Presidente di Gruppo Danieli, il rendimento sia ancora basso mentre il consumo di acqua molto alto. Al contrario, è fondamentale mantenere una prospettiva focalizzata sui risultati, tenendo in particolare a mente una regola generale: i consumi di energia e le emissioni ambientali diminuiscono tanto più sono efficienti i processi produttivi. “Quando si abbassano i costi di trasformazione, automaticamente si diventa più verdi”, ha affermato Gianpietro Benedetti, sottolineando come molti degli impianti green di Gruppo Danieli, che ricevono ordini da tutto il mondo, non fossero inizialmente neanche stati progettati con la finalità di essere sostenibili. Semplicemente, la maggiore efficienza ha finito per tradursi in una serie di benefici ambientali. Ora, la leadership di Gruppo Danieli nelle acciaierie sostenibili è divenuta tale che persino il WWF ha autorizzato l’installazione di un impianto in un’oasi naturalistica.

Progetti ambiziosi e innovazioni sostenibili di Gruppo Danieli illustrati da Gianpietro Benedetti

Gianpietro Benedetti ha spiegato come la natura ecologica degli impianti siderurgici di Gruppo Danieli sia attribuibile specialmente a tre innovazioni: il direct rolling, la digitalizzazione delle acciaierie e il Digimelter. Il direct rolling, in particolare, è una tecnica introdotta in quasi tutti gli impianti del Gruppo, la cui adozione ha permesso un taglio significativo delle emissioni: “Con l’innovazione del direct rolling abbiamo eliminato il forno di riscaldo a gas che è la fonte principale di CO2. Noi andiamo direttamente senza forno di riscaldo nel laminatoio della colata continua. Sono le tecnologie che vendiamo ovunque”. La digitalizzazione, invece, permette una produzione su richiesta molto precisa, risparmiando dunque sui costi di immagazzinamento. Il Digimelter è invece un “forno elettrico a controllo digitale con un design completamente sigillato, controllato direttamente dal sistema Q-One che ottimizza consumi e impatti sulla rete elettrica, alimentabile anche con risorse rinnovabili”. Tale innovazione, in particolare, permette di produrre una tonnellata di acciaio generando solamente dai 95 ai 130 chili di anidride carbonica, dunque circa la metà sotto la soglia dei 200 chili stabilita dall’Unione Europea per indicare l’acciaio a “impatto zero”.

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La carriera di Alessandro Noceti, Direttore presso Valeur Capital LTD e Valeur Securities SA

Nel panorama finanziario internazionale, Alessandro Noceti emerge come figura di rilievo nel settore del credito e dell’equity, ricoprendo il ruolo di Responsabile della distribuzione per Valeur Group e di Direttore presso Valeur Capital LTD e Valeur Securities SA.

Alessandro Noceti

Alessandro Noceti: formazione ed esordio professionale

Alessandro Noceti si forma all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove si laurea in Economia e Commercio. La sua propensione allo studio lo porta a espandere gli orizzonti formativi attraverso l’ESCP-EAP European School of Management, dove consegue un Master in European Business Studies e un MBA, frequentando i campus di Londra e Torino. Tali esperienze affinano le sue competenze in ingegneria finanziaria, asset management e soluzioni di investimento, preparandolo per le sfide del mercato globale. La carriera di Alessandro Noceti nel settore finanziario prende il via presso Credit Suisse International, dove ricopre il ruolo di Analista nell’Area Investment Banking – Equity and Fixed Income Derivatives Sales.

Alessandro Noceti: da Credit Suisse alla leadership in Valeur Group

La sua scalata professionale presso Credit Suisse lo vede evolversi da Associate a Vicepresidente, gestendo la clientela italiana retail e istituzionale e specializzandosi nel settore italiano del Real Money. Nel 2015, la sua esperienza e competenza lo portano ad assumere il ruolo di Direttore, segnando l’inizio di una nuova fase professionale. Il passaggio a Valeur Group segna un punto di svolta nella carriera di Alessandro Noceti: oggi svolge un ruolo cruciale nella distribuzione e nella direzione delle società affiliate Valeur Capital Ltd e Valeur Securities SA. Sotto la sua guida, il Gruppo ha consolidato la sua posizione nel mercato, distinguendosi per l’offerta di soluzioni innovative in ambito di asset management, advisory, trading, ricerca e real estate.

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Come affrontare i near miss con la formazione esperienziale

Comunicato Stampa

Come affrontare i near miss con la formazione esperienziale

 

Il 24 maggio 2024 un corso di 8 ore in presenza a Brescia fornirà, attraverso l’uso della formazione esperienziale, strumenti utili all’individuazione e all’analisi dei near miss.

 

Nelle aziende la conoscenza dei near miss, intesi come gli accadimenti pericolosi che non hanno determinato conseguenze quali infortuni, malattie o decessi, ma che avrebbero avuto il potenziale per farlo, è molto importante. Le informazioni sui near miss evidenziano, infatti, criticità che devono essere rilevate, registrate e analizzate per migliorare l’organizzazione aziendale e il sistema di prevenzione.

 

Tuttavia, per cominciare strutturare correttamente la loro rilevazione e analisi è necessaria una metodologia adeguata, una metodologia formativa coinvolgente. E ricordando che l’esperienza è un fattore importante e significativo di sviluppo e apprendimento, un fattore in grado di favorire un cambiamento reale nelle persone, è importante utilizzare metodologie esperienziali che, attraverso l’utilizzo di strumenti come il gioco, l’osservazione e la riflessione sulle attività svolte, siano in grado di arricchire la formazione con il valore aggiunto dell’esperienza vissuta.

 

Esistono corsi in presenza che utilizzano la formazione esperienziale per affrontare adeguatamente la tematica dei near miss?

 

Il corso per conoscere i near miss con la formazione esperienziale

Per parlare di near miss e migliorare la prevenzione nelle aziende l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 24 maggio 2024 a Brescia un corso di 8 ore in presenza dal titolo “Come affrontare la tematica dei near miss con la formazione esperienziale”.

 

Il corso si propone di fornire adeguati strumenti utili all’individuazione e all’analisi dei near miss, anche con riferimento alla partecipazione di tutti necessari interlocutori, in ambito salute e sicurezza.

 

Durante il percorso formativo si mostrerà che l’individuazione dei near miss non è solamente fondamentale per l’attività di prevenzione ma anche per individuare la cultura che sottende i comportamenti, la propensione al rischio e l’analisi di piani di miglioramento da poter applicare attraverso il coinvolgimento degli agenti di cambiamento.

 

Il corso è rivolto a RSPP, ASPP, Formatori della sicurezza, Coordinatori, HSE Manager e Consulenti ed il docente è Alessandra Marconato, formatrice qualificata Aifos coach e trainer nell’area del comportamento organizzativo.

 

La piramide della sicurezza e i near miss

La “piramide della sicurezza”, che schematizza il rapporto quantitativo fra diversi tipi di “eventi avversi”, segnala che per ogni incidente grave che avviene nei luoghi di lavoro ci sono circa 30 incidenti meno gravi e 300 incidenti che non hanno provocato danni alle persone. E nelle aziende sono poi numerosi gli incidenti mancati, quegli eventi correlati al lavoro che potevano causare un infortunio o un danno alla salute, ma per un caso fortuito non lo hanno fatto.

 

I near miss possono essere considerati come dei veri e propri indicatori di esposizione al rischio, dei precursori, degli eventi sentinella che rappresentano delle non conformità rispetto ad una condizione normale progettata di funzionamento di una organizzazione di un’azienda.

 

Gli argomenti del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso “Come affrontare la tematica dei near miss con la formazione esperienziale”, organizzato dall’Associazione AiFOS, si terrà il 24 maggio 2024 – dalle ore 8.30 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 17.30 – a Brescia presso Aifos Service in via Branze n. 45.

 

Durante la giornata verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • near miss: comprenderli per indagarli
  • 5 perché e cause radice
  • 5W + 1H- il metodo Kipling e gli 8 elementi di D’Aquino
  • indagare i near miss, setting, domande e feedback istruttivo
  • la prevenzione partecipata e gli agenti di cambiamento
  • ciclo di Deming e piano di miglioramento

 

La partecipazione al corso vale come 8 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e Coordinatori alla sicurezza, 4 ore di aggiornamento per formatori qualificati prima area e 4 ore terza area tematica. Il corso è valido anche ai fini della formazione prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa-gestionale) e ai fini della formazione per i Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/come-affrontare-la-tematica-dei-near-miss-con-la-formazione-esperienziale

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

 

 

14 marzo 2024

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Virus respiratorio sinciziale, Susanna Esposito: i casi più gravi sono legati all’associazione con l’infezione da metapneumovirus

La docente di Pediatria dell’Università di Parma Susanna Esposito ha rivelato ad “Adnkronos Salute” qual è il trend delle infezioni da virus nei bambini nelle ultime settimane. Secondo la pediatra, il virus respiratorio sinciziale circolerà ancora per un altro mese.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: virus in circolo ancora per un mese

Si dovrà attendere ancora un mese, almeno, per vedere la fine di questa stagione che ha portato il virus respiratorio sinciziale nelle case di tante famiglie. Lo ha dichiarato ad “Adnkronos Salute” Susanna Esposito, docente di Pediatria all’Università di Parma e responsabile del Tavolo tecnico malattie infettive e vaccinazioni della Società italiana di pediatria, la quale ha parlato di una “circolazione che sarà attiva ancora un mese”. Comunque, ha rassicurato, già “nelle ultime due settimane si registra un calo delle infezioni da virus respiratorio sinciziale nei bambini, patogeno all’origine di bronchioliti e casi di polmonite”.

Susanna Esposito: i casi più gravi sono legati al coinvolgimento del metapneumovirus

Per quanto riguarda i casi più impegnativi, vale a dire quelli legati ai ricoveri più prolungati, Susanna Esposito ha spiegato che si tratta di “quelli in cui, insieme a questa infezione, c’è anche il coinvolgimento del metapneumovirus, patogeno che quando infetta il bambino con virus respiratorio sinciziale può determinare casi più gravi, con ricoveri più lunghi che durano anche sette giorni invece di quattro”. La pediatra ha fatto inoltre sapere che in questo periodo, tra le forme infettive più frequenti nei reparti pediatrici degli ospedali, ci sono le polmoniti da streptococco di gruppo A, “lo stesso patogeno che provoca la scarlattina”.

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Equità e merito: la visione di Cristina Scocchia per il futuro corporate

Cristina Scocchia, Amministratore Delegato di Illycaffè, è una figura di ispirazione e un esempio di successo femminile nel mondo corporate. Attraverso la sua esperienza e le sue parole, emerge chiaramente il bisogno di superare gli stereotipi di genere che ancora permeano l’ambiente lavorativo, specialmente nelle posizioni di alto livello.

Cristina Scocchia, AD di Illycaffè

Cristina Scocchia e la leadership femminile

Nella sua brillante carriera, Cristina Scocchia ha dimostrato che le competenze e lo stile di leadership non sono una questione di genere ma di capacità individuale e di carattere. Tuttavia, in Italia, solo il 3% dei CEO è donna, un dato che riflette la persistente visione stereotipata dei ruoli di leadership come preminenza maschile. La stessa manager osserva che la nomina di molte donne come Presidenti piuttosto che Amministratori Delegati, con compiti più istituzionali che esecutivi, rappresenti una conferma dei soliti schemi sociali. Riconosce tuttavia che anche piccoli passi, come l’incremento delle donne in posizioni di comando, possono innescare un cambiamento culturale necessario. Con una quota femminile del 30% tra i dirigenti di Illycaffè, Cristina Scocchia evidenzia l’importanza di offrire pari opportunità a tutti, indipendentemente dal genere, sottolineando che il vero valore risiede nella capacità di ciascuno di dimostrare il proprio merito.

Cristina Scocchia: fondamentale saper affrontare le sfide

La sua storia personale, priva di vantaggi pregressi e focalizzata sul duro lavoro e l’ambizione, serve da ispirazione per molte donne. Cristina Scocchia invita a non lasciarsi definire dal proprio punto di partenza, compreso il genere, e a perseguire i propri obiettivi con determinazione. In un contesto più ampio, l’esempio di Jacinda Ardern, ex Premier della Nuova Zelanda, che si è dimessa citando l’esaurimento delle energie, dimostra un approccio autentico e onesto alla leadership. Questo atto di trasparenza, secondo l’AD, dovrebbe essere valorizzato come un modello sia di impegno sia di realismo, poiché mostra che prendersi una pausa e riconoscere i propri limiti è segno di forza e saggezza. Attraverso le sue riflessioni, Cristina Scocchia non solo mette in luce le sfide che le donne affrontano nelle posizioni di leadership, ma incoraggia anche un cambiamento di prospettiva verso una maggiore inclusione e valorizzazione del merito, indipendentemente dal genere.

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5 borghi siciliani da sogno per un matrimonio indimenticabile

Sogni un matrimonio da favola, immerso nella bellezza senza tempo della Sicilia?

Allora lasciati conquistare dal fascino dei suoi borghi pittoreschi, dove storia, cultura e panorami mozzafiato si fondono in un’atmosfera unica e indimenticabile.

Qui trovi un elenco dei borghi più belli per un incantevole matrimonio in Sicilia, ma sono soltanto alcune tra le destinazioni a disposizione. Contatta la wedding planner Rosanna Vicari per conoscerne altri, inclusi quelli più insoliti e meno noti al pubblico.

  1. Gangi, un gioiello tra le Madonie:

Immaginatevi di pronunciare il fatidico “sì” tra le suggestive stradine acciottolate di Gangi, un borgo medievale arroccato sulle Madonie. Ammirate il panorama mozzafiato che si apre dalla terrazza del Castello di Sperlinga, passeggiate mano nella mano tra i vicoli fioriti e gustate i sapori autentici della cucina siciliana in una delle tante trattorie tipiche.

  1. Erice, un borgo incantato sul Monte omonimo:

Sposarsi a Erice è come celebrare il proprio amore in un’atmosfera magica e senza tempo. Perdetevi tra le suggestive viuzze del borgo medievale, visitate il suo Real Duomo e godetevi la vista panoramica sul Golfo di Trapani dal Belvedere.

  1. La Tonnara di Scopello, un tuffo nel romanticismo:

Per un matrimonio da sogno in riva al mare, la Tonnara di Scopello è la location ideale. Sposatevi in questa suggestiva location con i faraglioni sullo sfondo, offrite agli ospiti un ricevimento indimenticabile al tramonto e immortalate il vostro amore con uno sfondo da cartolina.

  1. Cefalù, un borgo marinaro dal fascino irresistibile:

Sposarsi a Cefalù significa regalarsi un’esperienza da sogno in uno dei borghi più belli d’Italia. Celebrate il vostro matrimonio nel suggestivo Duomo normanna, passeggiate sul lungomare con il mare cristallino sullo sfondo e scattate meravigliose foto al tramonto dal Porto Vecchio vicino le barche dei pescatori.

  1. Castellammare del Golfo, un borgo pittoresco tra mare e monti:

Castellammare del Golfo è la location perfetta per un matrimonio all’insegna del romanticismo e della bellezza. Sposatevi qui per regalare un sorso di Sicilia autentica ai vostri parenti o amici, offrite un ricevimento in una delle tante ville storiche con vista sul mare e scoprite le calette incontaminate della riserva naturale dello Zingaro.

Perché scegliere un borgo siciliano per il vostro matrimonio?

I borghi siciliani sono una cornice unica e suggestiva per un matrimonio da sogno. Immergetevi nell’atmosfera autentica di questi luoghi incantati, riscoprite le tradizioni secolari della Sicilia e creerete ricordi indelebili sia per voi che per gli invitati.

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Pietro Labriola (TIM) commenta il nuovo documento UE sulla necessità di infrastrutture digitali

L’Unione Europea ha pubblicato un documento in cui affronta la questione di come costruire le infrastrutture digitali dell’Europa del futuro: l’AD di TIM Pietro Labriola ha evidenziato come un consolidamento del settore delle telecomunicazioni, così come un equo ritorno degli investimenti, sia assolutamente necessario in quest’ottica.

Pietro Labriola, AD di Tim

Pietro Labriola: “Senza infrastrutture digitali innovative l’Europa non può crescere”

Le aspirazioni di un’Europa digitalmente avanzata resteranno irrealizzate, se non ci saranno adeguati ritorni sugli investimenti e un mercato più solido: lo ha affermato Pietro Labriola, AD di TIM, commentando il recente appello dell’Unione Europea a una discussione sulle infrastrutture digitali del futuro. L’UE ha infatti recentemente rilasciato un documento in cui vengono tracciate le linee guida attraverso cui gli obiettivi di digitalizzazione, connettività rapida e sicurezza potranno essere raggiunti entro il 2030, invitando al tempo stesso i principali stakeholders, partner e rappresentanti degli Stati membri a unirsi in un dibattito costruttivo. In un post su Linkedin, Pietro Labriola ha accolto l’iniziativa con particolare favore: “Siamo finalmente arrivati ad un punto di svolta? Il libro bianco della European Commission presentato mercoledì 21 apre un confronto con tutti gli stakeholder su un tema su cui insisto da tempo: senza infrastrutture digitali innovative l’Europa non può crescere, ma per realizzarle servono ritorni sugli investimenti e un mercato sostenibile”.

Pietro Labriola: la necessità di un consolidamento del mercato europeo

Secondo Pietro Labriola è assolutamente vitale che il mercato europeo superi la sua condizione di eccessiva frantumazione, adeguandosi ai modelli rappresentati dagli USA e dal Sudamerica. Il fairshare costituirebbe un notevole passo in avanti in questa direzione: “Consolidamento e fairshare non sono più rinviabili: l’inazione non è un’opzione. È stato compiuto un primo passo, ora spero che tutti partecipino alla consultazione per consolidare velocemente quanto di buono è stato proposto”. A conclusione del suo messaggio, Pietro Labriola ha menzionato Gianluca Corti, Aldo Bisio, Benedetto Levi, Margherita Della Valle, ossia i leader di Wind Tre, Iliad e Vodafone, rivolgendo loro l’appello: “Facciamoci sentire”. L’AD di TIM auspica dunque un’alleanza trasversale tra i maggiori operatori del settore Telco al fine di un mercato europeo più solido, in grado di sorreggere la crescita digitale del Continente.

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Luigi Ferraris (Gruppo FS): “Il nostro obiettivo? Trasportare su treno il 20% delle merci”

Raddoppiare la quantità di merci trasportata su rotaie: l’obiettivo del Gruppo FS, guidato da Luigi Ferraris, è ambizioso, ma attraverso l’implementazione dell’intermodalità e l’applicazione sinergica di altre strategie, potrebbe essere raggiunto in soli dieci anni.

Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: Il Piano del Gruppo FS per portare la quota di merci trasportate sui binari al 20%

Da diversi anni, la quota di merci che viaggia su treno è ferma al 10-11%, nonostante la netta espansione del settore ferroviario: ad affermarlo è l’AD del Gruppo FS Luigi Ferraris, che ha illustrato il Piano per raddoppiare questa quota entro i prossimi dieci anni. Secondo il manager, questa immobilità è dovuta al fatto che il settore sia cresciuto in termini economici, ma non di capacità di trasporto. Per rilanciarlo è necessario lavorare innanzitutto sull’intermodalità, ossia quella peculiare strategia che prevede un utilizzo olistico, combinato e sinergico dei mezzi di trasporto. Il Piano del Gruppo FS, ha spiegato Luigi Ferraris, prevede dunque di costruire terminal intermodali che consentano di trasferire le merci provenienti dal mare sui treni, a loro volta dai treni ai camion, che coprirebbero solo la tratta finale del cosiddetto “ultimo miglio”. Questa concezione dei trasporti punta a minimizzare l’impatto ambientale (in virtù della loro elevata capacità di trasporto, i treni sono più sostenibili dei camion) e creare un sistema logistico più efficiente.

Luigi Ferraris: l’importanza di un rinnovamento del settore ferroviario

Perché la strategia intermodale abbia successo, secondo Luigi Ferraris, è tuttavia necessario intervenire su diversi aspetti strettamente collegati. Innanzitutto, è necessario stipulare accordi con gli autotrasportatori, perché vengano riorientati dai tragitti lunghi al cosiddetto “ultimo miglio”. In secondo luogo, è necessario proporre offerte di trasporto avanzate, come il Gruppo FS sta facendo in questi anni attraverso il suo Polo Logistica. Infine, sono necessari anche sostanziosi investimenti per l’ampliamento delle flotte e il potenziamento delle infrastrutture. Secondo Luigi Ferraris, l’obiettivo di portare la quota di merci su treno al 20% è ambizioso, ma non affatto irrealistico. Il manager ha osservato come, nel giro di dieci anni, i treni ad alta velocità siano raddoppiati, affermandosi come una presenza sempre più frequente e rilevante nelle stazioni ferroviarie italiane.

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Serenissima Ristorazione: il Gruppo guidato da Mario Putin sostiene “I Bambini delle Fate”

Mario Putin, Presidente di Serenissima Ristorazione, conferma la vocazione sociale del Gruppo leader nella ristorazione aziendale e collettiva sostenendo “I Bambini delle Fate”, associazione impegnata nell’integrazione di giovani affetti da disturbi nello spettro autistico: tra i progetti più importanti la comunità di Ca’ Leido, ambiente protetto in cui i ragazzi possono abitare assistiti da un team multidisciplinare.

Serenissima Ristorazione

Mario Putin: Serenissima Ristorazione supporta “I Bambini delle Fate”, associazione a sostengo dell’autismo

Serenissima Ristorazione, società specializzata nella ristorazione aziendale e collettiva, conferma, sotto la guida di Mario Putin, il sostegno a “I Bambini delle Fate”, associazione fondata da un ragazzo autistico e suo padre (Andrea e Franco Antonello) al fine di sensibilizzare e supportare altri giovani che affrontano problemi legati a questa condizione. In passato, secondo molte superstizioni, i bambini autistici erano, in realtà, i figli di fate e spiriti, scambiati alla nascita con neonati umani. Andrea e Franco hanno deciso di ispirarsi a questa tradizione per sottolineare come le persone autistiche siano in grado, anche in virtù della loro diversità, di offrire un grande contributo alla società, se accompagnati in un percorso di integrazione. Il compito de “I Bambini delle Fate” è proprio quello di raccogliere fondi con l’obiettivo di sostenere comunità e realtà locali in grado di gestire e valorizzare ragazzi autistici, esercitando anche un’importante funzione di collegamento. Il supporto a questa associazione e ai suoi straordinari sforzi di inclusione permette a Serenissima Ristorazione di esprimere al meglio la propria filosofia aziendale: contribuire al benessere delle persone non solo con cibo di qualità, ma anche con il sostegno e l’integrazione nella società. Il Gruppo guidato da Mario Putin si è impegnato a fornire donazioni regolari, al fine di supportare progetti a medio e lungo termine.

Mario Putin: l’impegno di Serenissima Ristorazione per la comunità di Ca’ Leido

Serenissima Ristorazione, guidata da Mario Putin, sostiene anche la comunità di Ca’ Leido, un progetto nato nel 1995 che fornisce a giovani affetti da disturbi nello spettro autistico un luogo accogliente in cui sviluppare rapporti sociali e avviare un graduale processo di integrazione nella società. I ragazzi di Ca’ Leido sono assistiti da una squadra di professionisti di alto livello, tra cui assistenti, psicologi ed educatori. La comunità ha anche lanciato un progetto speciale: “Chi semina raccoglie”, una fattoria che offre prodotti agricoli, olii essenziali, piante mediche e prodotti artigianali. I bambini adorano passare tempo in fattoria, mentre i giovani adulti hanno modo di imparare svariati mestieri. In questo modo, si realizza un cammino verso l’autonomia e la piena integrazione nella società. Anche questo elemento è particolarmente affine a Serenissima Ristorazione che, sotto la guida di Mario Putin, ha sempre un occhio di riguardo per le persone affette da fragilità, a cui il Gruppo offre lavoro in contesti protetti e accoglienti.

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Serenissima Ristorazione: riflessioni di Tommaso Putin al Forum “Disegnare il Futuro”

Il 18 ottobre scorso, presso Le Village by Crédit Agricole Triveneto a Padova, si è tenuto il secondo Forum Italia Economy dal titolo “Disegnare il futuro”, dedicato all’innovazione e alla crescita economica del territorio veneto. Tra gli ospiti, il Vicepresidente di Serenissima Ristorazione Tommaso Putin.

Tommaso Putin

Tommaso Putin: innovazione e crescita in Veneto

L’evento, organizzato da Italia Economy, si propone di offrire uno spazio di confronto e analisi tra attori istituzionali e mondo delle imprese. Uno dei punti di forza di questo Forum è la sua capacità di fornire analisi accurate su dati di scenario, reportistica e focus relativi ai numerosi settori che sono protagonisti della crescita economica e dello sviluppo tecnologico della regione. Nel corso della giornata, è stato distribuito un dossier che illustra le tendenze in atto sull’innovazione in Veneto, offrendo anche i punti di vista dei diversi attori delle filiere. Tommaso Putin ha portato l’esempio di Serenissima Ristorazione, che ha al centro delle proprie attività l’innovazione tecnologica: il centro di Boara Pisani rappresenta una delle realtà di produzione più avanzate dal punto di vista tecnologico. Con un investimento di 30 milioni di euro, è il fiore all’occhiello del Gruppo.

Tommaso Putin: riflessioni dal Forum Italia Economy

Tra i partecipanti al panel aziendale Tommaso Putin, Vicepresidente del Gruppo Serenissima Ristorazione, che è partner dell’evento. L’azienda, con la sua vasta esperienza nel settore della ristorazione collettiva, ha portato un importante contributo alla discussione sull’innovazione e sul futuro delle imprese nel territorio veneto. Oltre a Tommaso Putin, anche altri importanti professionisti hanno condiviso le loro esperienze e prospettive sulle sfide e le opportunità legate all’innovazione nel contesto regionale. Il Forum ha rappresentato un’occasione per approfondire le dinamiche economiche e tecnologiche che caratterizzano la regione, mettendo in luce le iniziative e le risorse messe in campo per promuovere lo sviluppo e la crescita del territorio.

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Turismo e cultura: le nuove frontiere illustrate da Maurizio Rota

In un’epoca in cui il turismo cerca nuove strade, True Italian Experience (TIE), guidata da Maurizio Rota, si distingue per la proposta di viaggi autentici in Italia. L’approccio, infatti, vuole cambiare il modo di viaggiare nel Belpaese, valorizzando cultura, natura e benessere.

Maurizio Rota

Maurizio Rota: l’Italia come meta di turismo culturale e sostenibile

Il turismo d’oggi cerca un equilibrio tra relax e arricchimento culturale, proprio per questo l’Italia si distingue come destinazione ideale. La visione di Maurizio Rota e del team di True Italian Experience ha messo in luce una transizione nelle preferenze dei viaggiatori, che ora ambiscono a esperienze più autentiche, immergendosi nella ricca eredità culturale e nelle bellezze naturali italiane. Tale nuova tendenza nel turismo riflette una maggiore consapevolezza e un impegno verso la sostenibilità. Sotto la guida di Maurizio Rota, Vice Presidente e Amministratore Delegato, l’Osservatorio di TIE ha evidenziato l’Italia come una delle destinazioni più desiderate a livello globale, classificandosi al terzo posto. Questo è da attribuire a una significativa mutazione nei gusti dei viaggiatori che ora vedono il Belpaese come il luogo perfetto per un’immersione totale in esperienze che abbracciano la storia, le bellezze naturali e l’armonia con le ricchezze del territorio. In particolare, si nota un cambiamento marcato nelle preferenze dei viaggiatori più giovani, che si orientano maggiormente verso l’arte e la cultura, segnando un distacco dalle tendenze modaiole e motoristiche pre-pandemiche. Questo spostamento verso un turismo più consapevole ed educativo è stato interpretato e incorporato nelle offerte di True Italian Experience, che promuove un approccio al viaggio focalizzato sulla qualità e sulla sostenibilità.

Viaggiare con consapevolezza: l’arte del turismo secondo Maurizio Rota

Maurizio Rota e True Italian Experience giocano un ruolo fondamentale nel modellare l’offerta turistica italiana in risposta alle nuove tendenze di mercato. Secondo le analisi effettuate dall’Osservatorio TIE, si registra una netta preferenza per esperienze che consentano una totale immersione nella cultura e nel paesaggio italiano. True Italian Experience promuove viaggi che trascendono il concetto tradizionale di vacanza, trasformandoli in vere e proprie avventure di scoperta personale, che toccano il cuore e l’animo dei viaggiatori. L’impegno per un turismo più attento e rispettoso delle realtà locali ha rafforzato l’immagine dell’Italia come destinazione ideale per chi cerca esperienze genuine, contribuendo a un modello di turismo più sostenibile e inclusivo, che valorizza il patrimonio culturale e naturale rispettando le comunità locali.

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Economia globale, la Cina resta il vero ago della bilancia

Per il 2024, il governo della Cina ha fissato come obiettivo di crescita dell’economia il 5%. Come lo scorso anno. Rispetto ai target europei sembrerebbe un dato entusiasmante, ma in realtà si tratta di uno degli obiettivi meno ambiziosi degli ultimi 30 anni.

Gli ultimi dati sull’economia

economia cineseLo scorso anno la Cina è riuscita a superare leggermente l’obiettivo, arrivando al 5,2%. Ma una crescita così blanda dell’economia non si vedeva dagli anni Novanta, ad eccezione del periodo del Covid che però fa poco testo. Addirittura, secondo alcuni esperti Il dato è stato sovrastimato.

Quello che conta davvero però è che le difficoltà che ha vissuto l’economia cinese sono ancora tutte là, e minacciano il futuro della seconda economia globale.

Il problema del settore immobiliare

Il vero punto debole degli ultimi anni è stato il settore immobiliare, che nei precedenti due decenni aveva trainato la crescita, arrivando a rappresentare oltre un quarto del PIL del paese. La crisi che ha colpito il settore (mandando molti sviluppatori sull’orlo della bancarotta) ha creato una forte pressione che alimenta la frenata dell’economia. La Banca Popolare Cinese ha provato a risollevare il settore attraverso il taglio dei tassi sui prestiti immobiliari, mentre il governo ha proposto degli incentivi a titolo di garanzia per i costruttori. Finora però il settore immobiliare non ha mostrato segni di ripresa.

Il calo dei consumi

Un altro grosso nodo da sciogliere riguarda i consumi privati. A causa dell’alto tasso di disoccupazione giovanile (15%) e delle incertezze riguardo alla situazione economica, il Demarker dei consumi privati si è indebolito. Non a caso la Cina è andata in deflazione per ben quattro mesi. Il calo della domanda spinge le aziende a ridurre la produzione e praticare degli sconti per evitare l’accumulo delle scorte. Tutto ciò agisce al ribasso sui loro profitti aumentando le difficoltà.

Lo scenario geopolitico

La situazione complessiva a livello geopolitico non aiuta la Cina, che ha sempre avuto nelle esportazioni un importante leva per la crescita. Nel 2023 l’export ha riconosciuto la prima contrazione dal 2016, anche per via delle tensioni con gli Stati Uniti che hanno ridotto il commercio tra le due maggiori economie mondiali.
Se è vero che contemporaneamente gli indicatori di volume degli scambi tra Cina e Russia si sono irrobustiti, è altrettanto vero che questo non basta a compensare il calo dei rapporti con gli Stati Uniti. Peraltro il calo si è registrato anche nei confronti dell’Unione Europea, cosa che aggrava ulteriormente la situazione.

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Paolo Gallo: gas, biometano e innovazione la ricetta di Italgas per la Grecia

Italgas investe sul gas e sul biometano in Grecia e punta sulla diversità delle fonti per la transizione ecologica. Cambiamenti anche per Depa Infrastructure, che si trasforma in Enaon. L’AD Paolo Gallo: “Obiettivi UE sulla net zero condivisibili, ma l’elettrico da solo non può farcela”.

Paolo Gallo, AD di Italgas, all'inaugurazione di Enaon

Paolo Gallo, Depa Infrastructure diventa Enaon e scommette sul biometano: il piano di Italgas

Per affrontare la sfida della transizione ecologica è necessario puntare sulla diversità delle fonti energetiche. Gli obiettivi dell’Unione Europea sulla net zero al 2050 sono condivisibili, ma farcela esclusivamente con l’elettrico è impossibile. Nei prossimi anni l’infrastruttura del gas continuerà a ricoprire un ruolo chiave. Così Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas, volato ad Atene per prendere parte alla cerimonia di inaugurazione della sede di Enaon, il nuovo marchio del Gruppo per il mercato ellenico che prende il posto di Depa Infrastructure. Italgas ha deciso di accelerare gli investimenti in Grecia mettendo sul piatto da qui al 2029 un totale di 900 milioni di euro, che potrebbe essere rivisto al rialzo già nei prossimi mesi. Il piano prevede la digitalizzazione della rete di distribuzione del gas, ma anche il proseguimento della sua espansione: agli 800 chilometri di nuove condotte realizzate nel 2023, che hanno consentito di raggiungere 25 nuove città, Enaon ne aggiungerà altre 13 già quest’anno. Oggi la società gestisce circa 7.700 km di rete e oltre mezzo milione di clienti: l’obiettivo per il 2029 è arrivare a 11mila chilometri di nuove condotte e raggiungere 1 milione di punti di riconsegna (pdr), ossia di case, uffici e aziende servite dalla rete. Centrale nella strategia ellenica di Italgas la diffusione del biometano, come testimonia la partnership siglata con Habio, l’associazione greca che riunisce i produttori di biogas.

Paolo Gallo: “Per la net zero economy serviranno tutti gli strumenti possibili”

Il piano ideato da Italgas per il mercato ellenico rappresenta, secondo Paolo Gallo, la strada giusta per raggiungere concretamente gli ambiziosi obiettivi dell’UE. “La tecnologia e l’innovazione hanno dimostrato che gli obiettivi possono essere raggiunti in modo diverso. Se vogliamo davvero arrivare alla net zero economy nel 2050 dobbiamo mettere in campo tutto ciò che abbiamo”. E il biometano è uno di quegli strumenti, sottolinea Paolo Gallo, perché intanto consente di ridurre la dipendenza da forniture estere e di migliorare quindi la sicurezza energetica, senza contare gli effetti sul fronte della sostenibilità e dell’economia circolare. L’innovazione è l’altro potente alleato verso la transizione, conclude: da quando Italgas ha acquisito Depa Infrastructure nel 2022, è stato completato il passaggio dei sistemi sul cloud e l’eliminazione dei server fisici, e sono stati posati oltre 1.000 km di reti cosiddette “native digitali”. E già dal prossimo anno anche in territorio ellenico verranno installati i Nimbus, contatori smart “H2 ready” di ultima generazione targati Italgas.

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Il viaggio di Pietro Labriola con TIM: dagli inizi alla nomina come AD

L’AD di TIM Pietro Labriola ha concesso una lunga intervista al podcast “Connecting The Dots – The Invisible Path to Success” di Chaberton Partners, raccontando la propria vita, il percorso professionale e le scelte che lo hanno portato al successo. Secondo il manager, insieme alla determinazione e all’attitudine, è fondamentale sapersi scegliere superiori che credano in noi e prendano a cuore la nostra evoluzione.

Pietro Labriola

Determinazione e resilienza nella vita di Pietro Labriola

Una caratteristica che spicca nella biografia di Pietro Labriola è la perseveranza: l’AD di TIM è restato convinto delle sue idee e fiducioso nei propri progetti anche quando il contesto non appariva favorevole. Nato in una famiglia di media borghesia nella periferia di Bari, il futuro AD era un ragazzo intelligente, indipendente e piuttosto indisciplinato. Nonostante il padre volesse fare di suo figlio un ingegnere, il giovane Pietro lo convinse e iniziò a studiare Economia per inseguire il proprio sogno di manager. Nonostante qualche insuccesso iniziale, portò a compimento gli studi laureandosi con pieni voti. Una seconda sliding door si presentò subito dopo: il futuro AD ebbe la scelta se rimanere a Bari, con un lavoro comodo ma dalle limitate prospettive di crescita, oppure abbandonare la comfort zone trasferendosi a Milano per uno stage. La scelta, ovviamente, cadde sulla seconda opzione. Dopo essersi fatto le ossa a France Telecom, Pietro Labriola è poi entrato in TIM, attraversando dunque il celebre “boom delle telecomunicazioni” del ’93 e acquisendo incarichi di sempre maggiore rilevanza. Il manager ha attribuito questo successo alla sua tenacia: che si esprime innanzitutto nella scelta di rimanere nella società nonostante i vari cambi di leadership (e conseguentemente, di stile manageriale e attitudine), ma anche nella tendenza a esprimere le proprie idee anche in contrasto con i colleghi. In seguito alla nomina a CFO per TIM Brasile, nel 2015, il manager convinse ad esempio i colleghi ad adottare l’outsourcing dei call center, pratica che diede immediatamente risultati positivi. In seguito alla sua gestione, il Brasile rimane un’area in cui la presenza di TIM è particolarmente solida, spianando la strada per ulteriori successi.

I consigli di Pietro Labriola per futuri manager: adattabilità, curiosità, flessibilità

Secondo Pietro Labriola, tuttavia, la determinazione da sola non basta: servono anche competenze trasversali e mindset aperto. Doti che, secondo il manager, non sono innate, ma vengono invece sviluppate in un contesto stimolante: per questo, è di fondamentale importanza sapersi scegliere un ambiente di lavoro che porti ad affinare tali qualità. Nello spiegare le ragioni del proprio successo, l’AD ha infatti espresso profonda gratitudine per i manager che gli hanno trasmesso nozioni fondamentali. In particolare, il primo capo Mario Citelli, di France Telecom, che lo faceva stare molto in ufficio perché ascoltasse e apprendesse il più possibile. Inoltre, gli affidava già a 25 anni incarichi di responsabilità, affinando fin da subito la sua capacità di resistere alle pressioni lavorative. Alcuni di questi elementi sono diventati veri e propri pilastri dello stile manageriale di Pietro Labriola: in particolare, l’AD mette al centro della sua filosofia il concetto di accessibilità. In TIM, i dipendenti sono invitati continuamente a esprimere le proprie opinioni, anche in contrasto con i capi; l’ambiente lavorativo non è ingessato, ma spontaneo e dinamico. “Come stile manageriale, coinvolgo molto le mie strutture affinché tutti sappiano perché prendo determinate decisioni. Questo permette ai miei colleghi di crescere più rapidamente”. Bisogna poi abituarsi ad apprendere competenze di ogni genere, anche lontane dalla nostra base formativa, perché solo da una prospettiva olistica si può ottenere uno sguardo completo su questioni complesse.

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Contrastare la scarsità di materie prime: l’intervento di Luca Dal Fabbro

Nell’ambito della 49esima edizione del Forum Ambrosetti “Lo Scenario di oggi e domani per le strategie competitive” a Villa d’Este, Cernobbio, Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, ha condiviso la strategia del Gruppo nel fronteggiare la crescente scarsità di materie prime. Un tema cruciale che riguarda direttamente le sfide ambientali ed economiche attuali.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: la strategia di Iren

Luca Dal Fabbro ha delineato un approccio proattivo adottato da Iren, che si concentra sull’innovazione e sull’autoproduzione di risorse. Una delle iniziative chiave è il recupero di materie critiche attraverso il riciclo. Il Gruppo sta infatti investendo in impianti avanzati che consentono il recupero di materiali come l’oro, il rame e il platino, che diventano sempre più richiesti, e quindi più scarsi, sul mercato. Questa mossa non solo contribuisce alla sicurezza delle forniture, ma riduce anche l’impatto ambientale attraverso il riutilizzo di risorse preziose. Un’altra strategia adottata da Iren, ha rivelato Luca Dal Fabbro, è l’autoproduzione di risorse, come nel caso del biogas. Attraverso l’installazione di biodigestori, lil Gruppo è in grado di produrre biogas, un’energia rinnovabile che contribuisce alla riduzione delle emissioni e offre un doppio vantaggio ambientale. Tale scelta non solo promuove la sostenibilità ambientale, ma genera anche ricchezza per le comunità locali, trasformando gli scarti in risorse preziose.

Luca Dal Fabbro: gli investimenti di Iren nelle energie rinnovabili

La strategia di Iren si estende anche al settore dell’energia, con un focus sull’aumento della produzione di rinnovabili. Questo, ha sottolineato Luca Dal Fabbro, include investimenti nel fotovoltaico, nell’ottimizzazione delle capacità idroelettriche esistenti e nell’impiego crescente del biogas come fonte energetica. Il Presidente ha inoltre messo in luce il potenziale economico e ambientale dell’energia verde, evidenziando come sia non solo un’opportunità per le imprese, ma anche per le famiglie. Il Gruppo ha autorizzato due progetti chiave che incarnano l’innovazione nel recupero delle materie prime critiche. Ad Arezzo, sta sviluppando un impianto con tecnologia idrometallurgica avanzata, mentre a Volpiano utilizza l’intelligenza artificiale per il recupero dei materiali critici. La transizione verso un’economia circolare e sostenibile, ha infine concluso Luca Dal Fabbro, non è solo una necessità ambientale, ma anche un’opportunità economica. Attraverso un approccio basato sull’innovazione e sull’efficienza, le imprese possono ottenere benefici economici a lungo termine, riducendo al contempo l’impatto ambientale delle proprie attività.

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