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Un altro successo per il manager Salvo Nugnes: ottime recensioni per l’inaugurazione della mostra “Riflessioni Contemporanee” alla Milano Art Gallery di Bassano del Grappa che vede artisti come Giromel, Severi…

Sabato 28 Febbraio 2015, alle ore 18.00 è stata inaugurata nella sede della “Milano Art Gallery” di Bassano del Grappa, in via Portici Lunghi 37, l’ammaliante mostra collettiva dal titolo “Riflessioni Contemporanee”. L’esposizione ha coinvolto molti noti artisti contemporanei come Sergio Giromel, Maria Pia Severi ed Osvaldo Mariscotti, maestri di stima internazionale e protagonisti della precedente mostra collettiva omonima al Museo Gipsoteca Canova a Possagno e al Municipio di Asolo, entrambe inaugurate da Vittorio Sgarbi. La mostra, organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione “Spoleto Arte” ha registrato un eccellente successo ed ha visto numerose partecipazioni.

Il pittore Sergio Giromel da alcuni anni partecipa in modo continuativo a mostre e rassegne collettive sia a livello locale che nazionale, acquisendo sempre grande interesse sia da parte della critica che dal pubblico. L’artista è anche organizzatore di concorsi di pittura, mostre personali e collettive. Maria Pia Severi viene definita un’artista diversa e originale grazie ad una tecnica impressionistica e divisionistica che fa sembrare le fotografie la riproduzione di un sogno sfocato, di cui non appena aperti gli occhi, si riesce a ricordare solo piccoli ritagli di esso. Osvaldo Mariscotti ha avuto una lunga carriera come artista, quindi non è nuovo all’arte, ma è la sua arte ad essere nuova, diversa. La soddisfazione che deriva dal suo lavoro è frutto anche del suo effetto su altre persone.

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La rinomata Maria Pia Severi nella mostra collettiva “Riflessioni Contemporanee” con i suoi scatti suggestivi organizzata dal manager Salvo Nugnes presso alla Milano Art Gallery di Bassano del Grappa

La talentuosa fotografa Maria Pia Severi rientra nel selezionato gruppo di partecipanti all’attesissima mostra collettiva intitolata “Riflessioni Contemporanee” prevista dal 28 Febbraio al 29 Marzo 2015 presso l’esclusiva galleria bassanese “Milano Art Gallery” ubicata in via Portici Lunghi 37. L’evento, che raduna esponenti affermati del panorama odierno, verrà inaugurato in data Sabato 28 Febbraio alle ore 18.00 ed è organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione “Spoleto Arte“. La Severi è reduce dalla positiva partecipazione alla mostra collettiva allestita dal 17 Gennaio al 10 Febbraio nello storico Museo Gipsoteca Canova a Possagno e inaugurata da Vittorio Sgarbi, attualmente sta esponendo all’interno del prestigioso Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio a Pescara, con la curatela di Sgarbi.

 

L’arte fotografica della Severi è rappresentativa di un anfratto intimo del proprio sé, del proprio ego introspettivo, frutto della spiccata sensibilità di una donna moderna e artista a tutto tondo, che vuole raccontare e condividere con il fruitore le sue esperienze e i ricordi di vita canalizzati dentro l’obiettivo. Ciascuno vi può trovare importanti e arricchenti punti di contatto, di confronto, di dialogo, di comunicazione e interpretazione aperta. Il suo scatto d’autore è manifestazione concreta e tangibile di un “angolo intimo” che viene impresso nelle immagini immortalate ed è sinonimo di rivendicazione di libertà di pensiero, di espressione spontanea, incondizionata, di azione non premeditata e svincolata da barriere e freni inibitori e scorre e si snoda attraverso un misterioso e avventuroso viaggio di scoperta, fantasioso, immaginario, nel quale convogliare e coinvolgere anche lo spettatore.

 

Su di lei è stato scritto “Il mondo da cui attinge la Severi è pieno di spunti onirici, fantastici, surreali. Ricordi e appunti di viaggi e incursioni itineranti in luoghi e contesti, che l’affascinano e la colpiscono, diventano la fonte ispiratrice per raccontare e descrivere ‘squarci di vita’ immortalati dall’obiettivo e personalizzati attraverso il suo intuito innato di professionista della fotografia d’autore. Silhouettes femminili si alternano e si accompagnano a visioni di architettura paesaggistica e urbana. Le città e i soggetti vengono volutamente proposti con contorni sfuocati e rievocati in una cornice speciale di evanescenza e non nitidezza dell’immagine. Le rievocazioni sono avvolte da un’atmosfera di vibrante movimento dinamico, che appare in costante e continuo divenire trasformativo, una ‘patina virtuale’ che le colloca dentro una dimensione in bilico tra reale e irreale, sogno e realtà, apparenza ed essenza”.

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Intervistata Silvia Tuccimei, pittrice e scultrice, in occasione del successo ottenuto in Australia e dei suoi progetti futuri

Pittrice e scultrice, la rinomata artista lucchese Silvia Tuccimei, è stata intervistata per parlare della sua visione dell’arte, degli importanti traguardi ottenuti in Australia e dei grandi progetti futuri.

D: Se dovesse con una breve definizione inquadrarsi come artista contemporanea, come si definirebbe?

R: Operatore plastico, con valenze di trasmutatore di energie e pescatore onirico. Tenterò di spiegare che cosa sento in me di molto potente e che mi fa essere così appassionata e innamorata di questa pratica artistica. La parte più mutevole all’interno della mente, la psiche, partecipa all’elaborazione complessa da forme astratte a forme realmente osservabili. La plasticità del cervello di un artista si adopera proprio nell’intento di dar vita e forma alle idee, in un processo di trasformazione dell’energia sottile cioè immateriale, tracciando una passerella tra due mondi indipendenti e distinti tra di loro, apparentemente contradditori. È risaputo che il conscio è solo la parte emersa di un iceberg, il 10%, ma noi tutti abbiamo sempre a che fare con la parte sommersa, l’inconscio. L’inconscio collettivo fa parte anch’esso di quel 90% di materia misteriosa, propria della nostra specie, un vastissimo serbatoio a cui attingere, dove simboli e archetipi universali ci comunicano, attraverso la loro forma-pensiero, concetti profondi sulla nostra stessa natura. In questo senso, mi piace definirmi infatti “pescatore di sogni negli abissi” che rielabora l’energia del simbolo, per poi reintrodurlo sotto nuova forma nell’inconscio collettivo, in un tempo sospeso, come un viaggio sciamanico aldilà della nozione spaziotemporale.

D: Ci può raccontare della sua significativa esperienza fatta in Australia?

R: L Australia è un continente sconfinato e affascinante che mi attira enormemente. Son già 4 anni che vado regolarmente per trovare mio figlio Lucas che ha studiato a Sydney e che ora ci lavora, e per dei progetti artistici molto interessanti, tra i quali esperienze molto significative per la mia carriera internazionale. La Gallery V si occupa della mia arte, a Sydney, nel quartiere di Woolloomooloo. L’Istituto Culturale Italiano della città ha promosso una mia scultura monumentale dal nome evocativo “Passaggio segreto”, che vincendo il concorso internazionale è stata selezionata come “finalista” e poi esposta a “Sculpture by the Sea” nell’ottobre 2013. La scultura in questione è stata ricavata da una lamiera di acciaio inossidabile lunga 8 metri e curvata fino a rappresentare un immenso anello di una tonnellata, le cui superfici interne sono lucidate a specchio. Ho avuto un successo incredibile, sia dalla parte della critica che dal pubblico, e le foto fanno il giro del mondo, poiché la mostra è, dopo la Biennale di Sydney, l’evento artistico più aspettato e mediatizzato con più di 500.000 visitatori ogni anno! Questa opportunità mi ha fatto entrare a far parte di un “palmares” di prestigiosi scultori mondiali, selezionati dal concorso. A breve la scultura verrà collocata in permanenza in uno dei più grandi parchi di sculture al mondo, il Macquarie Sculptures Park di Sydney!

D: Quali altri importanti progetti sta mettendo in campo in Australia?

R: Ho imbastito una collaborazione con la città di Sydney per l’acquisto di una mia opera da collocare in uno spazio pubblico della città e si stanno definendo altre opportunità di mostre permanenti di sculture e quadri nelle hall di sedi di grandi compagnie nella city.

D: Un commento di confronto in parallelo tra mondo dell’arte italiano e australiano;

R: Riallacciandomi al concetto di come l’arte possa essere lo specchio della nostra salute mentale, psichica e spirituale, trovo che in Australia c’è un intenso e potente scambio di energie tra i vari interlocutori del mondo dell’arte e il gran pubblico. Trovo inoltre che ci sia molto entusiasmo nella ricerca di nuove forme d’espressione plastica e la loro fruibilità negli spazi pubblici. Il grande pubblico attende ogni manifestazione artistica con fervore e curiosità, per questo direi che ci si aspetta dall’arte di ritrovare una parte fanciullesca e meravigliosa di sé. Questo fermento, che crea un particolare dinamismo sostenitore della ricerca artistica, e una burocrazia leggera facilitano la logistica e la realizzazione di progetti innovanti. Un aspetto molto importante è il legame invisibile che gli australiani hanno sviluppato in poche generazioni con il popolo indigeno, con la cultura aborigena e con un rapporto di preservazione quasi sacra con l’ambiente naturale, qualcosa che io stessa ho sentito come una vibrazione potente che ha rivoluzionato la mia pittura. L’energia del colore e del movimento, che amo creare nelle mie tele, è diventata quasi un’evidenza che si è imposta e che circola a partire dal quadro, ma che si espande in tutte le direzioni. Anche le forme, che vengono al mio spirito e che diventano sculture monumentali, canalizzano quelle energie psichiche in una visione caleidoscopica della realtà o in giochi di specchi e riflessi che moltiplicano lo spazio e includono lo spettatore e l’ambiente circostante come una materia plastica fino a creare passerelle invisibili tra mondi paralleli. Nelle mie ultime sculture  sono riuscita a sposare l’acciaio specchiante e la pittura, affinché il materiale e la frequenza, o lunghezza d’onda del colore, si smaterializzi fino a suggerire il concetto al quale mi sono avvicinata, cioè che tutto sia solo vibrazione… la Tatwaa della quale già parlavano antichissimi testi. In Italia il discorso è differente, in un paese di artisti e poeti e attorniarti da opere d’arte che il mondo ci invidia, malgrado un elevato gusto, una profonda cultura storica e una notevole ricerca artistica contemporanea, lo spazio dato alla ricerca mi sembra rallentato da una burocrazia un po’ pesante e inadeguata, fenomeno che è comune a tutta l’Europa purtroppo che si riflette anche nella consistenza, nei colori e nelle forme d’arte attuali, tutte imperniate di pessimismo oscurantista e millenarista, come se il nostro inconscio collettivo fosse nella morsa dolorosa di sensi di colpa e di autodistruzione. Certamente anche quest’aspetto dell’arte è degno d’interesse e magico, come se il fascino della fine inesorabile fosse la sola vera ragione e il senso delle nostre vite. Per me questa nozione è un riflesso di come la nostra cultura giudeo-cristiana ancora ci condizioni.

D: Si avvicina l’Expo, ha già pensato a una creazione appositamente dedicata a questo evento di portata mondiale?

R: Si certamente si chiama “Il nuovo mondo”: una scultura di 8 metri con una collocazione straordinaria, che non posso rivelare ancora!

D: Attualmente, a cosa sta lavorando?

R: A nuovi progetti con la città di Lucca, alla ricerca di forme sempre più complesse nella realizzazione e nella ricerca di nuove formule matematiche…! Come una delle mie ultime che ho esposto durante la Biennale d’Architettura a Venezia, nello scorso Ottobre, che ne è un esempio: un nastro di Moebius di acciaio e lacche epoxy, rielaborato e reso ancora più paradossale nella sua forma e nel concetto da essa evocato, infatti, il suo titolo “Orgasmo cosmico” estasi senza fine. E’ stato scelto da me come una provocazione per rafforzare la critica alla nostra società edonistica che privilegia con ostentazione la ricerca del piacere a quella della felicità.

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Milano Art Gallery: L’artista Mauro Bordini in esposizione nella collettiva “Impressioni d’artista” organizzata dal rinomato manager Salvo Nugnes

Dal 7 al 20 Marzo 2015, con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte“, sarà predisposta nell’esclusivo spazio della “Milano Art Gallery, in via Alessi 11 a Milano, la tanto attesa mostra collettiva “Impressioni d’artista”. La cerimonia d’apertura avrà data Sabato 7 Marzo alle ore 18.00 con la partecipazione eccezionale della celebre attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro, protagonista di un’interessante conferenza sulla tematica “Il dolore e la speranza”. Tra i partecipanti anche l’artista spoletino Mauro Bordini.

Di lui, il professor Alberto D’Atanasio scrive : “C’è un fare arte che viene catalogato come “primitivismo” col quale la letteratura specifica tratta essenzialmente due filoni, il primo è quello in cui gli artisti fuggono dal progresso del XIX secolo per rifugiarsi in paradisi naturali, vergini isole lontane, in cui il cosmo dei nativi non era stato ancora contaminato dagli echi progressisti della vecchia Europa. È il caso, ad esempio, di Paul Gauguin che trova rifugio nelle isole Marchesi. Il secondo filone è quello in cui gli artisti si misurarono con i reperti che provenivano dalle nuove esplorazioni nei territori d’Africa. Le maschere guerriere e sciamaniche, le statue tribali esili e minimaliste. L’artista che più si evidenzia in questa seconda branca, è certamente Pablo Picasso. Il fare arte di Mauro Bordini è sintesi mirabile di questi due filoni; romantico il primo, analitico e, per certi versi, più riflessivo il secondo. Per questo motivo posso affermare che c’è una sorta di misticismo nella ricerca estetica di Mauro Bordini.[…]Formidabile è infatti la sua capacità di armonizzare linea, colore e forma. Sembra quasi che dipinga con la stessa ricerca dell’architetto e la sapienza dell’ingegnere per cui ogni figura è in perfetta armonia con il fondo e le zone trattate con le cromie. Sia nei monocromi che nei dipinti, in cui il colore è armonizzato al segno nero rimando evidente al cloisonné, notevole è la genialità con cui struttura lo spazio e distribuisce i toni giustapponendo i colori in modo che l’occhio possa simultaneamente leggere armonia di segno e di tonalità. Non serve che ci sia la perfezione geometrica vitruviana ciò che per Bordini conta è dar figura ai sentimenti, alle speranze, alla voglia di libertà, all’urlo come al canto. L’occhio dapprima riconosce le linee e identifica la forma poi si perde nelle sfumature tonali e finalmente l’icona si rivela. Ecco come si spiega il misticismo e il fare arte di Mauro Bordini. La sua pittura è come il canto dei bardi o dei menestrelli di rinascimentale memoria, l’osservatore guarda le figure e nell’immaginazione che esse evocano riscopre l’origine della propria anima”.

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Milano Art Gallery di Bassano del Grappa: Osvaldo Mariscotti propone il suo cromatico astrattismo in occasione della mostra collettiva “Riflessioni Contemporanee” organizzata dal rinomato manager Salvo Nugnes

Il noto pittore Osvaldo Mariscotti rientra nel novero degli artisti selezionati per partecipare alla mostra collettiva intitolata “Riflessioni Contemporanee” che sarà allestita nella rinomata galleria bassanese “Milano Art Gallery” situata in via Portici Lunghi 37, dal 28 Febbraio al 29 Marzo 2015, con esclusivo vernissage inaugurale previsto in data Sabato 28 Febbraio alle ore 18.00. L’iniziativa è organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte“.

 

Mariscotti riesce a creare immagini e raffigurazioni di semplice e immediato impatto, arricchendone la percezione estetica ed emozionale attraverso una vivace e accesa tavolozza cromatica di energica, radiosa e dinamica pulsione vibrante. Si evince una ricerca accurata e approfondita sull’essenza dell’essere umano, condotta proprio grazie a una formula di “grafismo pittorico” volutamente semplificata e sintetica nella sua riproduzione per risultare da subito fruibile agli occhi dello spettatore e stimolarlo a fornire una chiave interpretativa personale delle coinvolgenti visioni proposte. Considera l’astrazione uno strumento utile, funzionale ed efficace per esprimere con poche e decise proiezioni compositive quelle percezioni emotive e sensoriali, dettate dalla consapevolezza di uomo e artista pensante.

 

In riferimento al suo peculiare stile espressivo è stato scritto “Le opere di Mariscotti sono frutto di uno spirito autentico, di una ricerca spirituale che parte da un’intensa ricerca di purezza, di sintesi, di minimale, di esistenziale, di essenziale e sfocia in un mosaico narrativo governato dal candore, dalla sincerità, dall’onestà intellettuale. L’intento perseguito non è soltanto quello di porci di fronte all’opera in stato di passiva contemplazione, ma bensì di sollecitare delle riflessioni attinenti, di spronarci ad andare oltre l’apparenza, facendo leva sulla forza propulsiva del pensiero”.

 

Di recente, Mariscotti ha preso parte con successo alla mostra collettiva ambientata nell’illustre contesto secolare del Museo Gipsoteca Canova a Possagno, che il 17 Gennaio scorso è stata inaugurata con la partecipazione straordinaria del professor Vittorio Sgarbi.

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Milano Art Gallery: Mauro Bordini propone la sua raffinata arte pittorica in mostra collettiva “Impressioni d’artista” organizzata dal manager Salvo Nugnes

Dal 7 al 20 Marzo 2015, con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte“, sarà predisposta nell’esclusivo spazio della “Milano Art Gallery, in via Alessi 11 a Milano, la tanto attesa mostra collettiva “Impressioni d’artista”. La cerimonia d’apertura avrà data Sabato 7 Marzo alle ore 18.00 con la partecipazione eccezionale della celebre attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro, protagonista di un’interessante conferenza sulla tematica “Il dolore e la speranza”. Tra i partecipanti anche l’artista spoletino Mauro Bordini.

Di lui, il professor Alberto D’Atanasio scrive : “C’è un fare arte che viene catalogato come “primitivismo” col quale la letteratura specifica tratta essenzialmente due filoni, il primo è quello in cui gli artisti fuggono dal progresso del XIX secolo per rifugiarsi in paradisi naturali, vergini isole lontane, in cui il cosmo dei nativi non era stato ancora contaminato dagli echi progressisti della vecchia Europa. È il caso, ad esempio, di Paul Gauguin che trova rifugio nelle isole Marchesi. Il secondo filone è quello in cui gli artisti si misurarono con i reperti che provenivano dalle nuove esplorazioni nei territori d’Africa. Le maschere guerriere e sciamaniche, le statue tribali esili e minimaliste. L’artista che più si evidenzia in questa seconda branca, è certamente Pablo Picasso. Il fare arte di Mauro Bordini è sintesi mirabile di questi due filoni; romantico il primo, analitico e, per certi versi, più riflessivo il secondo. Per questo motivo posso affermare che c’è una sorta di misticismo nella ricerca estetica di Mauro Bordini.[…]Formidabile è infatti la sua capacità di armonizzare linea, colore e forma. Sembra quasi che dipinga con la stessa ricerca dell’architetto e la sapienza dell’ingegnere per cui ogni figura è in perfetta armonia con il fondo e le zone trattate con le cromie. Sia nei monocromi che nei dipinti, in cui il colore è armonizzato al segno nero rimando evidente al cloisonné, notevole è la genialità con cui struttura lo spazio e distribuisce i toni giustapponendo i colori in modo che l’occhio possa simultaneamente leggere armonia di segno e di tonalità. Non serve che ci sia la perfezione geometrica vitruviana ciò che per Bordini conta è dar figura ai sentimenti, alle speranze, alla voglia di libertà, all’urlo come al canto. L’occhio dapprima riconosce le linee e identifica la forma poi si perde nelle sfumature tonali e finalmente l’icona si rivela. Ecco come si spiega il misticismo e il fare arte di Mauro Bordini. La sua pittura è come il canto dei bardi o dei menestrelli di rinascimentale memoria, l’osservatore guarda le figure e nell’immaginazione che esse evocano riscopre l’origine della propria anima”.

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Milano Art Gallery: Stefano Bettini e le originali opere dal singolare stile inconfondibile in esposizione per la mostra collettiva “Impressioni D’Artista”

Dal 7 al 20 Marzo 2015, con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte“, sarà allestita nell’esclusivo spazio della “Milano Art Gallery, in via Alessi 11 a Milano, l’attesissima mostra collettiva “Impressioni d’artista”. L’inaugurazione si svolgerà in data Sabato 7 Marzo alle ore 18.00 con la partecipazione straordinaria della rinomata attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro, protagonista di un’interessante conferenza sulla tematica “Il dolore e la speranza”. Tra i partecipanti anche il talentuoso Stefano Bettini, spesso presente in rassegne artistiche nazionali ed internazionali, che negli anni ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti.

Stefano Bettini, poeta e pittore con particolare estro e dallo stile inconfondibile, si è avvicinato alla pittura da alcuni anni per un bisogno interiore di dover mettere su tela i suoi sentimenti e le sue sensazioni. Con le sue originali opere, Bettini crea un’interessante operazione estetica, infatti sembra che tutto venga messo in discussione: i temi, le tecniche e i materiali, perfino l’esito finale, fino alla fine il risultato è incerto. Queste realizzazioni coniugano poesia e disegni molto semplici.

Il Prof. Alberto D’Atanasio dice di lui: “Stefano Bettini possiede la rara capacità di riassumere un animo da poeta e uno da eterno ragazzo, un talento evidente che lo ha portato a unelaborazione scientifico empirica sulle mescole delle tinte e le teorie di Johannes Itten. Le sue opere hanno la freschezza dell’estemporaneità, ma in effetti, Stefano dosa ogni elemento e struttura limmagine in modo che la matita spezzata, il quadrato aggettante, lo spruzzo di colore, e la siluette elegante, femminile di una caviglia che si libera da una scarpa con il tacco, diano all’osservatore lessenza stessa delarmonia. Ogni sua opera offre le stesse emozioni di un brano musicale che comincia o di uno che finisce. Si percepisce che qualcosa è accaduto e qualcos’altro sta accadendo. In ogni suo quadro si rispecchia lanimo di un uomo che ha intrapreso un viaggio e che ad ogni tappa invece di riposare guarda altri orizzonti e altre mete da raggiungere. Un vero esploratore Stefano Bettini, larte per lui è solo un espediente per non rimanere in panne e sentire che il viaggio è terminato”.

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Milano Art Gallery: Bruno Vandyke in esposizione nella collettiva “Impressioni d’artista” organizzata dal rinomato manager Salvo Nugnes

Sabato 7 Marzo alle ore 18.00, sarà inaugurata la mostra collettiva intitolata “Impressioni d’artista” allestita nella “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, che avrà durata dal 7 al 20 Marzo 2015, con la direzione organizzativa del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte”. L’esclusivo vernissage inaugurale, farà da emblema artistico a un’interessante conferenza su “Il dolore e la speranza” con interprete la carismatica attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro. In quest’occasione esporrà anche il talentuoso artista Bruno Vandyke.

Dalle installazioni ai dipinti, dalle opere di pittura e scultura, Vandyke dà ragione di questo slancio vitale, che gli ottiene attraverso lavorazioni rastremate e dinamiche. Il canto e il ruggito percorrono ogni suo lavoro, suadente e terrifico, punto d’incontro tra misteri della vita. Sembrano esserci degli slittamenti semantici, una visione laterale, nella riproposizione dei temi e nell’impiego stesso della materia” scrive Rita Siragusa e continua “Egli sente il bisogno di uno scostamento e quindi la sua riproposizione è differente: la metamorfosi viene ripresa non come spiegazione magica della pulsione del rapimento, ma come omaggio alla bontà della pulsione, alla sua pervasività, al desiderio di liberazione dai legacci troppo stretti del sistema psichico di autocontrollo. Il linguaggio non è aulico bensì ironico, talvolta ammiccante come deve essere una riproposizione inattuale di credenze intorno al cosmo che non appartengono più alla nostra civiltà, o forse no, se rimangono celate nel nostro inconscio, come la psicologia del profondo ha teorizzato”.

Bruno Vandyke, Impressioni d’artista, milano art gallery

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Milano Art Gallery: la sperimentazione di Maty Galafate alla mostra collettiva “Impressioni D’Artista”

Grande prospettiva per la mostra collettiva “Impressioni d’artista” che avrà luogo nell’esclusivo spazio espositivo della “Milano Art Gallery” dal 7 al 20 Marzo 2015, con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte“. La cerimonia d’apertura si svolgerà Sabato 7 Marzo alle ore 18.00 e durante il vernissage è previsto l’intervento eccezionale della nota attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro, protagonista di un’interessante conferenza sul tema “Il dolore e la speranza”.

Tra gli artisti partecipanti troviamo Maty Galafate, artista poliedrica e curiosa di sperimentare i vari “materiali artistici” ha esteso la sua ricerca operando attraverso linguaggi avanzati di progettualità e design. Ha partecipato a varie mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Attualmente si occupa di fotografia digitale ed elaborazione multimediale computerizzata ovvero video con particolari animati. L’artista focalizza la sua attenzione su contenuti interiori dell’umano vivere, scavando in profondità psicologiche e sociali, evidenziando i tormenti interiori del quotidiano e dell’universale anche attraverso i miti che sono le nostre rappresentazioni interiori.

Maurizio Cesarini scrive sull’artista “Maty Galafate lavora sull’immagine del visibile naturale, accentuando però ciò che la natura non sa mostrare, perché questa dispiega semplicemente il suo esserci, ma l’arte individua là negli interstizi del reale, le possibilità visive che il naturale ignora. Per questo ella adotta il mezzo fotografico, usato non come semplice duplicazione meccanica del percepire, ma come possibilità del vedere oltre le cose. Così l’artista lavora su sovrapposizioni significative, su moltiplicazioni visive adottando l’immagine come una sorta di palinsesto le cui stratificazioni visuali, producono un nuovo vedere, attraverso trasparenze sapientemente equilibrate che elidono e alludono determinando così una nuova visione del reale”. Mentre Alberto D’Atanasio commenta “Nelle immagini di Maty si evidenzia piuttosto il voler costruire un linguaggio che sia voce per quell’universo composto da emozioni, sensazioni e sentimenti che altrimenti resterebbe soffocato dalla banalità delle immagini vacue di questo nuovo millennio……la ricerca che ora compie con la fotografia digitale e la fotocomposizione, è il sapersi stupire davanti a ciò che attraverso la creatività diviene documento dell’anima. Maty come i miti antichi ci rivela significati senza tempo, propone delle visioni che sono come maschere che invece di coprire rivelano il nostro vero volto”.

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La giovane talentuosa artista Chiara Plebani partecipa alla mostra collettiva “Impressioni d’Artista” esibite presso Milano Art Gallery

Sabato 7 Marzo inaugurerà, presso la storica galleria milanese “Milano Art Gallery”, la mostra collettiva intitolata “Impressioni d’artista” con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. Durante il vernissage, la nota attrice Dalila Di Lazzaro terrà una suggestiva conferenza sul tema “Il dolore e la speranza”. La mostra, allestita fino al 20 Marzo, accoglierà, tra le altre, l’opera della talentuosa e giovane artista Chiara Plebani.

Chiara Plebani nasce nel 1993 a Calcinate. Frequenta il liceo Scientifico Federici di Trescore, dopodiché decide di dedicarsi all’arte, iscrivendosi nel 2012 all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. Qui, inizia un percorso di ricerca personale che trova l’ispirazione nel surrealismo di Salvador Dalì e nell’iperrealismo di Very Aptiano. L’anno successivo svolge un corso di fotografia in Santa Giulia dove scopre la sua meraviglia nel catturare un attimo perfetto. Nell’estate 2014 fa un viaggio in missione per tre settimane in Malawi, Africa, dove si lascia coinvolgere emotivamente dalla povertà e dallo stile di vita che incontra.

Alberto D’Atanasio, Professore in storia dell’Arte ed Estetica dei linguaggi visivi, su di lei scrive: “Le sue immagini sono estrapolate da reportage che lei ha compiuto come volontaria nei luoghi dove la solidarietà diventa esperienza di vita per chi si dona e per chi riceve, è un’esperienza ovviamente coinvolgente, ma soprattutto cangiante dei colori della libertà e della verità” e continua “Ogni sua immagine è urlo e denuncia, ogni suo quadro è riflessione e meditazione. Mirabile è il suo talento che le permette un fare arte raffinato ed espressivo, come interessante è questa simbiosi tra soggetto e supporto”.

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Al Museo Casa Natale D’Annunzio il prof. Vittorio Sgarbi consegna una prestigiosa targa di riconoscimento alla soprintendente Lucia Arbace

Al Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio, lo scorso 6 Febbraio 2015, il Prof. Vittorio Sgarbi e il Dott. Salvo Nugnes, Presidente dell’Associazione “Spoleto Arte” hanno consegnato una prestigiosa targa alla carriera alla Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo Lucia Arbace, “per il significativo contributo alla tutela e alla valorizzazione del Patrimonio artistico-culturale del Paese”.

Di seguito l’intervista alla Dott.ssa Arbace.

D: Dottoressa Arbace, abbiamo ricevuto la notizia del prestigioso riconoscimento istituzionale alla carriera, che ha ricevuto di recente e che nell’occasione le è stato consegnato dal professor Vittorio Sgarbi e dal manager Salvo Nugnes; è stata compiaciuta del premio?

R: Sono rimasta sorpresa, perché non me l’aspettavo.  Ero lì, a Casa D’Annunzio per fare gli onori di casa, in qualità di soprintendente e direttore del Museo, all’inaugurazione della mostra “Da Pier Paolo Pasolini a  Maria Pia Severi”, e ad un certo punto mi hanno annunciato che c’era una targa per me. In genere quando si riceve un riconoscimento, qualcuno ti scrive una lettera che in tal giorno avverrà la cerimonia della consegna ufficiale. Questa volta è stato un riconoscimento non annunciato, e forse per questo molto più gradito.

D: La cerimonia di premiazione si è svolta durante l’importante vernissage della mostra fotografica, da lei citata, curata da Sgarbi. Come è nata l’idea di questa interessante esposizione fotografica curata dal noto critico?

R: Avevamo discusso già diversi mesi fa la possibilità di ospitare a Casa D’Annunzio, nei nostri spazi espositivi, una mostra di artisti contemporanei curata da Vittorio Sgarbi e promossa da Spoleto Arte. Purtroppo non era possibile assolutamente replicare quella già presentata a Spoleto e a Venezia, che comprendeva molte opere pittoriche di vari maestri, a causa delle dimensioni non ampie nei nostri spazi. Abbiamo quindi ritagliato all’interno della precedente iniziativa il segmento rilevante rappresentato dalle  foto di Roberto Villa scattate sul set del film di Pasolini “Il  fiore delle mille e una notte” e dalle immagini di Maria Pia Severi che evidenziano un’esperienza fotografica di senso completamente opposto. Il bello consiste proprio nel fatto che la mostra valorizza due esperienze della fotografia antitetiche abbinate in una proposta inedita.

D: Un suo commento di riflessione sull’arte in generale e in particolare sull’arte fotografica; ritiene che possa avere pari valore rispetto all’arte tradizionale? È appassionata di fotografia d’autore?

R: Ma certo! Conosco personalmente moltissimi fotografi di chiara fama, come ad esempio Gianni Berengo Gardin. Non dimentichi poi che io sono nata a Capri ed ho lavorato per molti anni a Napoli. Proprio Napoli ha espresso grandissimi talenti nel settore della fotografia, di rilevanza nazionale ed internazionale, come ad esempio Mimmo Jodice, Luciano D’Alessandro, Antonio Biasiucci, Sergio Riccio, Fabio Donato, tanto per citare nomi molto noti. Ho sempre seguito, fin dalle prime esperienze di soprintendenza, le grandi mostre fotografiche che sono state realizzate nel capoluogo campano ed anche in altre città italiane e straniere, dove ho avuto modo di soggiornare sia per motivi professionali, sia in occasione di viaggi di piacere.

D: Se dovesse associare l’illustre Maestro d’Annunzio alle figure di un artista di epoca passata e ad un artista di epoca odierna, chi menzionerebbe in funzione di una virtuale sinergia?

R: Un nome fra tutti c’è già ed è Francesco Paolo Michetti, un caro amico di D’Annunzio, nonché un grande artista che, purtroppo, non è ancora stato pienamente consacrato per la sua grandezza, che travalica il ristretto ambito della pittura.

D: Come pensa che l’immagine di D’Annunzio possa essere valorizzata al meglio in occasione dell’imminente Expo da parte degli organizzatori della grande esposizione universale?

R: Gabriele D’Annunzio è stato un pioniere della comunicazione. Ha ideato dei brand, dei nomi importanti dell’eccellenza italiana, alcuni nella filiera enogastronomica, come i liquori “Aurum” e “Corfinio”, ed anche il “Parrozzo”, un dolce tipico abruzzese. Ma è soprattutto la sua poesia a dover essere diffusa, meglio compresa per la straordinaria forza evocativa, di straordinaria modernità.

D: Come viene considerata all’estero la figura di d’Annunzio? Il museo viene spesso visitato anche da  turisti stranieri? Di quale nazionalità prevalentemente?

R: Sicuramente sì, abbiamo un alta percentuale di stranieri all’interno dei visitatori della Casa Natale, che lasciano i loro commenti sul registro delle firme. Abbiamo monitorato queste presenze negli ultimi anni e in una delle pubblicazioni recenti sono state inserite le frasi più significative. D’Annunzio è molto noto anche all’estero, non soltanto in Francia dove ha soggiornato. 

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Possagno, Museo Gipsoteca Canova: il raffinato informalismo pittorico di Giuseppe Oliva esposto nella mostra collettiva inaugurata da Vittorio Sgarbi

Il prestigioso Museo Gipsoteca Canova di Possagno si prepara ad accogliere tra le sontuose mura un importante appuntamento artistico di grande richiamo, la mostra collettiva a cui partecipano una selezionata serie di artisti contemporanei di alto livello, tra cui il poliedrico pittore Giuseppe Oliva, che è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione “Spoleto Arte“. L’esposizione verrà allestita dal 9 Maggio al 2 Giugno 2015 e sarà inaugurata con la presenza d’eccezione del critico Vittorio Sgarbi in data 9 Maggio alle ore 18.00.

Nei quadri di Oliva predominano i colori accesi, radiosi, lucenti, mescolati e amalgamati tra loro senza un ordine apparente. È una pittura di gesto, raffinata e dal forte impatto scenico, ispirata dall’espressionismo astratto. Nel commentarne le peculiari connotazioni distintive è stato evidenziato “All’effetto visivo l’insieme appare come una sorta di corposo e inarrestabile magma, che discende direttamente dal pathos emotivo e dalla sfera interiore dell’artista, guidato dal moto dell’anima. La miscela cromatica e alchemica delle sfumature è densa di poesia e suggestione emozionale, producendo una suadente sinfonia narrativa di contrappunti tonali e di tensioni vibranti, ritmate da una cadenza proveniente da un’armonia arcaica scaturita dalla memoria dei ricordi. Chi osserva le opere diventa parte integrante e attiva dell’opera stessa. Ne viene coinvolto grazie al dinamico flusso coloristico e alla forza propulsiva della trama strutturale, entra direttamente nella visione onirica e fantastica di un altro uomo”.

Per Oliva l’arte non è più soltanto una semplice rievocazione, ma una vera e propria formula comunicativa, la cui metafora diventa chiave di lettura della realtà e di un linguaggio codificato, da diffondere e condividere con il fruitore. La spatola, oppostamente al pennello, agisce rapida e incisiva e gli fornisce la proiezione immediata di ciò che vuole esternare ed imprimere sulle tele.

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Vendesi – Palazzo Doria D’Angri a Napoli: secoli di tradizione artistica lo rendono meta imperdibile di pregevole fascino architettonico

Lo storico Palazzo Doria D’Angri è considerato una tappa artistico-culturale imperdibile racchiuso nel cuore di Napoli e situato nella zona urbana nevralgica di Piazza Sette Settembre, adiacente a Palazzo Reale, al Teatro San Carlo, alla Chiesa di Santa Chiara, alla piazza del Gesù e al secolare bar Gambrinus. È facilmente raggiungibile e ben visitabile con i suoi 1100 metri quadrati di superficie estesa, di possente e nobile sontuosità. Attualmente si presta per essere adibito a prestigiosi eventi e manifestazioni di carattere pubblico e privato come conferenze, riunioni, meeting, congressi, convention, esposizioni d’arte, allestimenti museali e cerimonie. Inoltre, è perfettamente organizzato per ospitare sedi accademiche e universitarie, caffè letterario con annessa biblioteca ed istituiti scolastici. Al suo interno sono disponibili nove ampie stanze con bagno attiguo, che offrono il massimo confort lussuoso per un alloggio all’insegna della funzionale versatilità.

Il palazzo è un simbolo ed emblema per la storia d’Italia poiché dal balcone principale del salone degli specchi, il mitico Giuseppe Garibaldi si è affacciato per proclamare l’annessione del Regno borbonico delle due Sicilie al novello Stato italiano, tracciando le fondamenta portanti della successiva evoluzione territoriale del nostro Paese. Correva il 7 Settembre 1860 e ancora oggi in questo luogo suggestivo sembrano riecheggiare tra le poderose mura le significative parole pronunciate dall’eroe dei due mondi. L’incantevole cornice è rimasta intatta nel suo folgorante scenario di magnifici affreschi e ornamenti ben conservati. Tra essi spiccano “L’allegoria dell’aurora” posta nel salone degli specchi sulla volta del boudoir in ornati di stucco d’oro zecchino, “L’allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia” al primo piano nobile e le coreografiche cariatidi di stucco.

La costruzione di aristocratico lignaggio risale al Settecento, sulla base del progetto ideativo e decorativo di nomi importanti dell’epoca del calibro di Luigi e Carlo Vanvitelli, Alessandro e Fedele Fischetti, Costantino Desiderio, Gennaro Fiore, Girolamo Starace, Francesco Longhetti, Giacinto Diano, Angelo Viva, che hanno fornito il loro esperto e autorevole contributo e sono stati coinvolti anche nella realizzazione della Reggia di Caserta, altro edificio di notevole rilevanza nel patrimonio nazionale.

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Presenza d’eccezione del prof. Vittorio Sgarbi alla mostra del rinomato pittore Luciano Berruti alla Milano Art Gallery

Si è svolta Domenica 15 Febbraio con ampia affluenza di pubblico l’inaugurazione della mostra pittorica dal titolo “L’essenza del colore” del maestro Luciano Berruti, con la presenza straordinaria del professor Vittorio Sgarbi durante il vernissage, allestita presso lo storico contesto della galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11. L’esposizione, organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, resterà in loco fino 2 Marzo 2015 ed è visitabile con ingresso libero.

Berruti, ha fatto parte dell’esclusivo novero degli artisti selezionati per la grande mostra collettiva veneziana “Spoleto incontra Venezia” curata da Sgarbi e di recente è stato protagonista di una prestigiosa personale ad Asti, la sua città, inaugurata dal noto critico, che ha riscosso grande successo. In riferimento al titolo della mostra spiega “Il titolo ‘L’essenza del colore’ rispecchia perfettamente la peculiare connotazione distintiva del mio modo di dipingere, nella sua essenza primaria sostanziale. Per me il colore è fondamentale e quindi mi serve per tutto il quadro. È essenziale l’uso del colore per dipingere per me, che non uso un tratto, ma esprimo le cose attraverso altri mezzi. L’unico mezzo per me è il colore. I colori sono tutti belli, basta combinarli assieme, lasciarli giocare: loro si divertono! Naturalmente, ci sono colori, che esprimono meglio dei particolari stati d’animo, ma sono egualmente tutti interessanti”.

Nel commentarne l’estro creativo Sgarbi ha dichiarato “Lirico, emotivo e neosimbolista appare Luciano Berruti, pittore di trasfigurazione della realtà in sogno. Molto lontano dal mondo e da una realtà traditrice, Berruti dipinge con nuance cromatiche, che sfocano la definizione delle cose, delle persone, dei paesaggi. Non visionario, ma emozionato davanti al reale, Berruti raffigura in un sogno ad occhi aperti”.

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Il manager produttore Salvo Nugnes esprime un’importante testimonianza sulla mostra omaggiata a Raffaello al Museo di Santa Giulia

L’esimio Maestro Raffaello è il nuovo protagonista del ciclo Rinascimento con la mostra dal titolo “Raffaello. Opera prima”, dopo Giorgione, Savoldo e Fra Bartolomeo. Con il celebre pittore urbinate si completa il grande progetto espositivo organizzato presso il Museo di Santa Giulia a Brescia.

Il manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes ha espresso un’importante testimonianza a seguito della visita presso la prestigiosa area museale affermando: “È un’esposizione di forte richiamo ed interesse, poiché nasce con l’obiettivo primario di riunire i frammenti, che costituivano la Pala Baronci considerata come l’opera prima di Raffaello, che vi lavorò a soli 17 anni, con il supporto del pittore Evangelista da Pian di Meleto.  Attraverso questa mostra i quattro frammenti finora riemersi sono stati ricongiunti insieme. Questo offre l’opportunità di avviare nuovi studi, indagini, approfondimenti riguardo la formazione, l’attività e lo stile del giovane Raffaello. Inoltre, è possibile approfondire le informazioni in merito alle vicende del dipinto e al gusto collezionistico della Brescia della prima metà dell’Ottocento”.

Nugnes ha poi sottolineato l’importante presenza accanto alla Pala Baronci del disegno preparatorio, realizzato da Raffaello e concesso in prestito per l’occasione dal Palais des Beaux Arts de Lille, e definendolo un documento fondamentale per poter ricostruire con precisione l’esatta fisionomia dell’opera. Apprezzata anche l’interessante copia parziale della Pala Baronci, elaborata dall’artista Ermenegildo Costantini nel 1791, che è stata fornita in prestito da città di Castello e allestita in loco.

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Secondo il manager Salvo Nugnes, Albano e Romina restano una coppia artistica impeccabile e un grande esempio per tutti

La brillante performance canora di Albano e Romina Power sul coreografico palcoscenico dell’Ariston, è stata acclamata con entusiastico consenso da parte del pubblico in sala e di quello televisivo con una vera e propria standing ovation popolare per l’attesissimo ritorno dei due famosi artisti nel contesto del festival sanremese, che li ha visti protagonisti per parecchi anni con brani rimasti nella storia della musica. Il manager Salvo Nugnes, che da molti anni li conosce personalmente è stato interpellato per commentare la performance di questo duetto speciale, che ha mantenuto intatto nel tempo il grande carisma, dimostrato anche in occasione del concerto svoltosi in Russia lo scorso anno con trionfale successo. Al riguardo Nugnes ha dichiarato “È davvero ammirevole questa esibizione. La forza e l’energia dimostrate da Albano e Romina sono sorprendenti. Restano una coppia inossidabile e impeccabile dal punto di vista artistico. Hanno conservato uno stile canoro molto coinvolgente, capace di conquistare un pubblico vastissimo e di ottenere il consenso unanime dell’opinione pubblica”.

E ha rimarcato “Inoltre, considero significativo anche il loro atteggiamento di grande equilibrio e lungimirante saggezza, perché nonostante la grave tragedia che li ha colpiti sull’amatissima figlia scomparsa nel nulla, sono riusciti a trovare il coraggio per andare avanti e sono un esempio a modello di profondo valore esistenziale”.

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L’azienda di onoranze funebri Illuxit, presentata sulla formula franchising, in espansione verso il mercato internazionale

L’azienda di onoranze funebri Illuxit può essere a buon conto annoverata tra le storiche realtà nazionale leader del settore, che attualmente sta procedendo con ottimi riscontri nella sua diffusione con la formula dell’affiliazione in franchising e sta progettando un’importante proiezione anche sui mercati esteri, con una distribuzione crescente e capillare sul territorio.

L’amministratore delegato, il Dottor Gaetano Carbonara, nell’illustrare l’origine della struttura in franchising spiega “L’idea è nata dal fatto che molte imprese del periodo assoldavano procacciatori per recuperare servizi, a mio avviso non sempre agendo in modo trasparente e adeguato al particolare ambito operativo. Così, ho pensato che per poter incrementare i fatturati era necessario intervenire creando un’apposita rete commerciale qualificata di venditori professionisti. Da qui è scaturita la prima idea delle rete di onoranze funebri, che si sviluppa e si evolve in un vero e proprio moderno progetto in franchising. Negli ultimi 10 anni abbiamo realizzato i centri servizi Illuxit su tutto il territorio nazionale. Abbiamo avvicinato i potenziali investitori eliminando i pregiudizi. Importante evidenziare, che grazie al nostro progetto non è indispensabile entrare in contatto con la salma. Successivamente abbiamo anche abbattuto i costi, fornendo direttamente i servizi funebri all’affiliato, così che non debba affrontare la spesa ingente per l’acquisto del carro funebre o assumere del personale preposto al servizio, lasciandogli soltanto il discorso relativo alla gestione della parte di tipo commerciale”.

In riferimento alla prossima fase di espansione, che toccherà paesi esteri, Carbonara dice “La Spagna è un paese, che riteniamo di particolare interesse per lo sviluppo di piccole-medie imprese e rientra nei nostri progetti di espansione da attuare nel 2015. Poi ci rivolgeremo anche ad altri paesi, sempre valutando e ponderando attentamente le migliori prospettive. Offerte per strutturare al meglio il comparto di gestione aziendale”.

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Anniversario celebrativo dei 40 anni del FAI: il manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes parla della mostra fotografica dedicata al Fondo Ambiente Italiano(FAI)

Nel rinomato contesto di “La Cavallerizza” di Milano presso la sede operativa del FAI (Fondo Ambiente Italiano) si è aperta l’importante mostra fotografica intitolata “Conoscere e amare l’Italia: Le trasformazioni del paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni” un’esposizione realizzata in occasione dell’anniversario celebrativo dei 40 anni del Fai.

Interpellato per un’intervista, a seguito della recente visita alla mostra, il manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes ha espresso le sue considerazioni in merito spiegando “Questa mostra, composta da circa 300 immagini, porta sulla scena gli scatti dell’architetto milanese Bazzoni, padre simbolico e fondatore dell’organizzazione e ripercorre le tappe principali del suo fervido impegno civile per la tutela dell’inestimabile patrimonio culturale italiano a partire dagli anni Cinquanta. Bazzoni ha progettato edifici industriali e alberghieri, abitazioni e ospedali, ma la sua passione più forte è stata da sempre orientata verso l’architettura rurale, che lo ha portato in viaggio in giro per l’Italia, alla ricerca di testimonianze di un mondo che andava scomparendo. In questo percorso ‘Nell’Italia minore’ Bazzoni si è affidato alla sua macchina fotografica per registrare, descrivere e interpretare le grandi trasformazioni del paese, quando da agricolo è diventato industriale e postindustriale”.

E aggiunge “A completamento integrativo della mostra è interessante anche visionare i due dossier di documenti riguardanti l’attività professionale svolta da Bazzoni e l’impegno nelle associazioni da lui presiedute, delle quali è stato fondatore e dirigente, Italia Nostra e FAI. La mostra si presta ad essere visitata da un target molto vasto ed eterogeneo di pubblico e rappresenta l’Italia che emoziona, l’Italia che gli italiani amano, che piace, ma anche l’Italia che rattrista perché’ dimenticata e umiliata. La mostra si fa portavoce di un messaggio sociale simbolico di stimolo a combattere contro il degrado e a riconoscere l’importanza della bellezza e del suo valore da salvaguardare al meglio”.

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Museo Gipsoteca Canova: grandi apprezzamenti per l’arte pittorica di Cristina Madeyski

Nell’ambito della corposa mostra collettiva dal titolo “Riflessioni Contemporanee” allestita nello storico contesto istituzionale del Museo Gipsoteca Canova a Possagno e inaugurata dal Professor Vittorio Sgarbi il 17 gennaio scorso, sta ottenendo positivi apprezzamenti la pittrice Cristina Madeyski, che rientra nel selezionato novero degli artisti di spicco partecipanti alla prestigiosa iniziativa. L’esposizione organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes rimarrà in loco fino al 10 febbraio 2015 ed è visitabile con ingresso libero al pubblico.

Per la Madeyski la materia pittorica funge da riempitivo e le permette di convogliare la sua ricerca evolutiva in un’avvincente sperimentazione, che si snoda, mediante il flusso di movimento dinamico, in un gioco ad intreccio tra spazio e materia, presenza e assenza, alternando nella costruzione narrativa delle suggestive sovrapposizioni figurali, che creano un’unità sinergica in armonioso equilibrio, avvicinando e accorpando gli elementi compositivi in un coreografico mosaico ad incastro, che scaturisce da una volontà di assoluta perfezione elaborativa. Nella sua arte d’impronta filosofica e surrealista vuole esternare messaggi subliminali, che lo sguardo attento e sensibile dell’osservatore deve saper cogliere e introiettare.

Su di lei è stato commentato “È il motore esistenzialista, che cattura e conquista la sua attenzione, così come lo studio accurato e l’analisi meticolosa della psiche e dell’animo umano in tutte le sue articolate e complesse sfaccettature più nascoste e celate. In lei si riscontra l’amore appassionato di Francis Bacon per la gestualità di poetico e sentimentale lirismo l’interesse verso l’Espressionismo tedesco, caratterizzato dalla dedizione per la concezione emozionale dell’arte e per la tensione al conseguimento di una propria soddisfazione, al raggiungimento di un compiacimento personale attraverso l’occhio, l’espressione interiore e psicologica, che fungono da motore trainante e da volano propulsore per la poliedrica propensione progettuale e creativa”.

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Vittorio Sgarbi curatore della mostra fotografica di grande successo “Da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi” esposta al Museo Casa Natale Gabriele D’Annunzio a Pescara

Si è svolto in data Venerdì 6 Febbraio dinanzi ad un nutrito pubblico, attento e partecipe, il vernissage della mostra fotografica intitolata “Da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi” curata dal critico Vittorio Sgarbi e allestita presso il pregiato contesto museale del Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio a Pescara, che resterà in loco fino al 4 marzo 2015 con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione Spoleto Arte.

La doppia personale vede l’esposizione dei magnifici scatti inediti realizzati dal maestro fotografo Roberto Villa al celebre regista Pasolini sul set cinematografico delle riprese del famoso film “Il fiore delle mille e una notte”, nonché le suggestive immagini d’autore create dalla Severi, sperimentando una tecnica innovativa, molto originale e di sorprendente effetto coreografico d’impatto visivo.

La casa dove nacque D’Annunzio è stata proclamata monumento nazionale nel 1927, per tutelarla come edificio di notevole interesse storico e per commemorare la madre del poeta, Lucia De Benedictis, che visse lì fino al 1917. D’Annunzio ha mantenuto sempre un legame radicato e inscindibile per la sua abitazione e la concepiva come un “santuario”. Attualmente la struttura, d’impianto settecentesco, ospita al primo piano, che fu di proprietà della famiglia D’Annunzio, uno splendido museo, mentre al secondo piano si trovano gli uffici della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo, presieduti dalla Soprintendente Lucia Arbace. Il contesto istituzionale è spesso sede di importanti iniziative artistiche, visite guidate, mostre d’arte, conferenze ed eventi culturali di forte risonanza mediatica.

Sgarbi nel commentare l’illustre figura di D’Annunzio dice “D’Annunzio rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la cultura italiana e non solo. Ha vissuto buona parte del secolo più vivo, ha influenzato persone distantissime da lui, come Eugenio Montale e persino Claude Debussy, ha abbracciato il comportamentismo, l’estetica e il teatro fondendoli in una vita sola. Insomma un grande, come tutti i grandi non adeguatamente celebrato dal suo Paese”.

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Milano Art Gallery: Vittorio Sgarbi inaugura la prestigiosa mostra pittorica di Luciano Berruti

Presenza d’eccezione quella del noto critico Vittorio Sgarbi, che sarà curatore e presenzierà durante l’inaugurazione della mostra personale dell’affermato pittore astigiano Luciano Berruti dal titolo “L’essenza del colore”, che si terrà nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano in data Domenica 15 Febbraio alle ore 18.00. L’esposizione è organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes e resterà allestita in loco fino al 2 Marzo 2015 con ingresso libero al pubblico per le visite.

Nell’illustrare le componenti distintive della sua espressione stilistica è stato scritto da Paolo Levi “Nell’attuale pittura italiana è un caso del tutto inedito: la creatività di Berruti si fonda sull’intuizione magica del gesto creativo, che allude a spazi vuoti e pieni, mettendosi al servizio della bellezza artigianale del gesto pittorico. Immettendo una soffusa malinconia in ogni suo quadro, si muove con una sorta di distaccata immediatezza per cui ogni composizione rappresenta un’esperienza rinnovata lungo il suo percorso di artista. Poi, nel momento cruciale della scelta tematica la tavolozza si riduce all’essenziale, per restituire vaghezza alla formulazione di un pensiero altrimenti inafferrabile e per dare forma al sogno, prima che svanisca nella nebbia del primo mattino”.

In occasione della recente partecipazione del maestro Berruti alla grande mostra collettiva internazionale di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Sgarbi, il professore ha definito Berruti come “Lirico, emotivo e neo-simbolista, pittore di trasfigurazione della realtà in sogno. Molto lontano dal mondo e da una realtà traditrice, dipinge con nuance cromatiche, che sfocano la definizione delle cose, delle persone, dei paesaggi. Non visionario, ma emozionato davanti al reale, raffigura in un sogno ad occhi aperti”.

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“Impressioni d’arte”: appuntamento d’arte con la prestigiosa mostra collettiva allestita alla Milano Art Gallery e con la presenza straordinaria della nota artista e scrittrice Dalila Di Lazzaro

Si preannuncia un appuntamento artistico di ampia portata e forte risonanza mediatica, la grande mostra collettiva dal titolo “Impressioni d’arte” ambientata tra le storiche mura della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, dal 7 al 20 Marzo 2015. L’evento, organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes, verrà inaugurato in data Sabato 7 Marzo alle ore 18.00 e vedrà la presenza della nota artista e scrittrice Dalila Di Lazzaro che nell’occasione terrà un’interessante conferenza.

In esposizione si potrà visionare una ricca carrellata di opere appartenenti a un esclusivo novero di artisti contemporanei, affermati e dal vivace talento espressivo, che presenteranno le loro eclettiche e poliedriche creazioni all’interno della rinomata location milanese per avvalorare l’importante messaggio dell’arte, concepita come ponte virtuale di connessione e aggregazione collettiva, come simbolico strumento universale di trait d’union, fornendo un concreto moto di stimolo divulgativo attraverso la partecipazione a questa pregevole iniziativa e offrendo il loro personale contributo artistico, anche in previsione dell’imminente Expo.

L’organizzatore Salvo Nugnes commenta “Abbiamo individuato un periodo ben mirato e strategico per lo svolgimento di questa collettiva, che si avvicina alla fase cruciale di inizio dell’Expo, proprio per veicolare in modo ancora più forte e diretto un messaggio universale di slancio propulsivo a favore della diffusione dell’arte e della cultura in generale, tramite gli artisti espositori e le loro originali creazioni“.

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Milano: Il noto manager e produttore Salvo Nugnes dichiara la mostra su Strehler “un meritato omaggio di riconoscimento dalla sua città d’adozione”

Sta riscuotendo ottimi consensi la mostra milanese allestita in onore del grande Giorgio Strehler dal titolo “Giorgio Strehler: un uomo per Milano, un teatro per l’Europa” allestita attualmente presso gli spazi del CDI.

 

Tra i numerosi visitatori, abbiamo chiesto al manager produttore di grandi eventi di esprimere il suo competente parere in merito all’importante iniziativa. Nugnes dichiarando il suo apprezzamento dice “Questa mostra mette in luce la preziosa eredità che il regista triestino ha lasciato al teatro italiano e a Milano in particolare, la sua città d’adozione, che grazie a lui ha ricevuto una caratura di portata europea e internazionale. È un omaggio simbolico molto significativo in concomitanza con l’anniversario dei 17 anni dalla scomparsa dell’illustre maestro. L’allestimento con un percorso in stile iconografico rende al meglio l’opera e la personalità di questo grande personaggio della nostra cultura, che ha dato lustro all’Italia in tutto il mondo”.

 

E aggiunge “Ho trovato molto interessante anche il catalogo dedicato all’esposizione, contenente tanti contributi critici di rilievo e testimonianze inedite di coloro, che nei lunghi anni di trionfale carriera hanno avuto il privilegio di poter lavorare con lui e nell’occasione hanno voluto manifestare il loro ricordo commemorativo”.

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Le creazioni di Cristina Madeyski in mostra per la collettiva “Riflessioni Contemporanee”, inaugurata con la presenza del critico Vittorio Sgarbi

Particolarmente apprezzata la mostra “Riflessioni Contemporanee” allestita all’interno del Museo Gipsoteca Canova a Possagno inaugurata con la presenza del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi il 17 Gennaio 2015. Straordinarie le creazioni di Cristina Madeyski che si distinguono per bellezza ed originalità. Organizzata dal manager Salvo Nugnes, la mostra resterà in loco fino al 10 febbraio 2015

 

La Madeyski nasce a Trieste nel 1945 e si interessa alla fotografia fin da giovane, nel 1980. Si dedica in particolare alla macrofotografia, una tecnica fotografica che permette di ottenere immagini di soggetti molto piccoli tramite forti rapporti di ingrandimento, per poi passare ad altri soggetti con l’avvento delle moderne macchine digitali e per approdare, infine, alla pittura. L’artista lascia giocare forme e colori in espressioni di libertà che offrono le visioni più straordinarie dei soggetti. Partecipa a numerose mostre in Italia e all’estero e vince molti concorsi nazionali e internazionali. Espone in diversi contesti internazionali in Australia, in Austria, in Florida e a New York (Stati Uniti), a Mosca (Russia), a Malta, a Berlino (Germania), a Kiev (Ucraina) e ancora in ambiti nazionali a Ferrara, Treviso, Vercelli, Pistoia, Longarone (BL). Nel 2009 a Sarasota, in Florida, vince il I° Premio Internazionale, ottenendo anche la cittadinanza onoraria per motivi artistici.

 

Su di lei è stato scritto: “La materia pittorica funge da riempitivo e le permette di convogliare la sua ricerca evolutiva in un’avvincente sperimentazione che si snoda, mediante il flusso di movimento dinamico, in un gioco ad intreccio tra spazio e materia, presenza e assenza, alternando nella costruzione narrativa delle suggestive sovrapposizioni figurali, che creano un’unità sinergica in armonioso equilibrio, avvicinando e accorpando gli elementi compositivi in un coreografico mosaico ad incastro, che scaturisce da una volontà di assoluta perfezione elaborativa”.

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Il pensiero del Dottor Gaetano Carbonara sul come soddisfare al meglio ogni bisogno del cliente

L’azienda di Onoranze Funebri Illuxit in franchising ha ampiamente consolidato la sua posizione sul mercato di settore, con una serie di servizi di particolare utilizzo, che fornisce in modo esclusivo per poter soddisfare al meglio ogni specifica richiesta ed esigenza clientelare.

 

Il titolare dell’azienda, Dottor Gaetano Carbonara, nell’illustrare le componenti distintive dei vari servizi spiega “A fronte della forte crescita in merito alla richiesta riguardante il funerale di animali domestici, abbiamo previsto un apposito servizio in tal senso. Essendo per legge severamente vietato e proibito nelle città seppellire gli animali a terra con le relative sanzioni e ammende comminate, la richiesta è maggiore nei contesti urbani. Le razze più trattate sono cani e gatti e possiamo intervenire anche su animali di grossa taglia, avvalendoci dell’appoggio di ditte specializzate e qualificate, che ci supportano”.  E proseguendo nell’evidenziare il vasto comparto messo a disposizione dice “Il servizio offerto come assistenza psicologica e terapeutica per coloro, che hanno perso un proprio caro è molto innovativo. Consiste nell’inviare un medico competente, senza alcun preavviso, alla famiglia come se fosse un conoscente, che si reca sul luogo a trovare il defunto. Sarà poi la sua esperta professionalità a far sì che la famiglia ne richieda espressamente il servizio. In questo modo non viene dunque esercitata nessuna forma di forzatura vincolante, ma il contatto d’approccio si instaura in modo assolutamente naturale e spontaneo e soltanto su esplicito richiesta della famiglia il medico potrà poi intervenire in loro sostegno”.

 

Nel commentare l’esponenziale aumento sulle richieste di cremazione, afferma “La cremazione sta avendo un aumento di percentuale rilevante, dato dal fatto che i vari comuni hanno forti difficoltà ad espandere i cimiteri e che il “credo religioso” sta subendo un consistente mutamento rispetto al passato. Per quanto concerne la cerimonia, non si discosta molto da quella abituale e più tradizionale anche se i servizi si protraggono per più giorni, in quanto i forni crematori disponibili stanno diminuendo come quantità numerica”.

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Intervista a Luca Maris, famoso cantante campano, in occasione dell’imminente Festival di Sanremo

Sta per iniziare il Festival della canzone italiana, arrivato alla sua 65° edizione. Per l’occasione è stato intervistato il noto cantautore napoletano Luca Maris, per dare la sua opinione sul famosissimo Festival di Sanremo, che si terrà dal 10 al 14 Febbraio 2015.

 

D: Da esponente del mondo canoro e musicale, un suo commento di riflessione sull’imminente Festival di Sanremo e sulla sua storica tradizione;

R: Penso che anche quest’anno, come negli ultimi anni, ci attenderanno poche novità sul palco dell’Ariston e sicuramente i brani in gara confermeranno il trend degli ultimi anni, in tre parole, originalità in fuga.

 

D: Di solito segue con attenzione tutte le varie serate di svolgimento del Festival?

R: Di solito seguo le varie serate, anche se trovo che il Festival di Sanremo negli ultimi anni non sia più il Festival di una volta. Secondo il mio punto di vista non ci sono più così tante belle canzoni come un tempo, che si canticchiavano già al primo ascolto.

 

D: Ritiene, che la presenza di Carlo Conti alla conduzione sia congeniale come scelta? E l’idea di affiancargli due giovani cantanti di successo come Arisa ed Emma le piace?

R: Da spettatore mi sarebbe piaciuta la presenza alla conduzione di un presentatore o di una presentatrice che non sia sempre in televisione, altrimenti si perde già in partenza un po’ il gusto di vedere facce e proposte nuove nel piccolo schermo. Identica cosa la penso per le co-conduttrici, stessa cosa per i cantanti in gara. È da qualche anno che, più o meno, ci sono gli stessi nomi presenti, molti già visti anche nei vari talent show, come anche quest’anno, e questo non fa parte di una proposta musicale diversa per i telespettatori, fatta di gusti e mondi nuovi. Così facendo, nel tempo, ne risentirà ancora di più tutto il progetto del Festival di Sanremo non creando nuova curiosità.

 

D: Tra i cantanti big, che si esibiscono in questa edizione, ha delle particolari preferenze? Vuole provare a fare un pronostico ipotetico di vittoria designando i primi tre premiati?

R: Non ho nessuna preferenza tra i big che si esibiscono in questa edizione 2015 del Festival di Sanremo. Il mio pronostico ipotetico di vittoria designando i primi tre premiati è: Malika Ayane (Sugar Music) – Chiara Galiazzo (Sony Music) – Nina Zilli (Universal Music).

 

D: Se potesse di sua iniziativa consegnare un simbolico premio della critica e uno per la carriera a chi li darebbe?

R: Il mio premio simbolico della critica e uno per la carriera lo darei a Tony Esposito. Un artista con la A maiuscola. Colui che ha inventato uno strumento unico come il Tamborder, suono onomatopeico di uno dei suoi più famosi brani come “Kalimba de luna”. Uno dei pochi musicisti italiani che ha collaborato con diversi grandi musicisti internazionali tra i quali: Gilberto Gil, Nanà Vasconcelos, Moncada, Paul Buckmaster, Don Cherry, Don Moye, Gato Barbieri, Eumir Deodato, Brian Auger, Eddie Blackwell, Billy Cobham, Gema Quadro, Seydon Kienou e molti altri ancora. Tony Esposito è l’unico musicista italiano che si è esibito al “Festival della gioventù” de L’Avana, a Cuba. E’ l’unico musicista italiano che si è esibito al “Rock in Rio”, a Rio De Janeiro insieme al mitico Gilberto Gil. E’ l’unico musicista italiano che è stato ospite al Sambodromo di Rio de Janeiro, nella serata finale del carnevale più importante al mondo. Alcune hit che adoro di Tony Esposito esportate all’estero e che hanno scalato le classifiche e vendendo oltre 10 milioni di copie in giro per il mondo sono: Kalimba de luna, Sinuè, As tu as, Papa Chico.

 

D: Cosa pensa dell’attesissima presenza di Al Bano e Romina Power, di nuovo insieme ad esibirsi sul mitico palcoscenico dell’Ariston?

R: Al Bano e Romina Power sono due artisti che fanno parte della storia della musica italiana e sicuramente sarà un piacere rivederli cantare insieme al Festival di Sanremo come ospiti. Questo contribuirà all’interesse maggiore del pubblico.

 

D: C’è una canzone di Sanremo che le è rimasta nel cuore? C’è una canzone sanremese che avrebbe voluto scrivere?

R: La canzone del Festival che mi è rimasta nel cuore è quella cantata da Mino Reitano nel 1988 dal titolo “Italia” scritta testo e musica da Umberto Balsamo. La canzone sanremese che avrei voluto scrivere è stata cantata da Toto Cotugno nel 1983 dal titolo “L’Italiano”, con il testo della canzone scritto da Cristiano Minellono e la musica composta da Toto Cotugno.

 

D: Se le proponessero un duetto sanremese con una cantante donna, con chi vorrebbe esibirsi?

R: Se mi proponessero un duetto sanremese con una cantante donna mi piacerebbe esibirmi con la straordinaria cantante e attrice Napoletana Angela Luce.

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Luca Maris e la visione della musica come ruolo benefico e terapeutico

Il noto cantautore musicista Luca Maris, da autorevole esponente di settore, è stato contattato per rilasciare un’intervista sulla funzione della musica intesa come musicoterapia e ha spiegato le sue riflessioni e anche la sua significativa esperienza diretta in tale ambito applicativo, verso il quale rivolge particolare interesse.

In particolare Maris ha sottolineato “Il ruolo terapeutico della musica concepita come musicoterapia ha dimostrato la sua concreta efficacia su diverse patologie, dove tramite la musica si è potuto intervenire migliorando e favorendo all’individuo trattato con la musicoterapia, la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione e altri obiettivi terapeutici per soddisfare le necessità fisiche, mentali, sociali e cognitive delle persone e della loro qualità di vita”. E prosegue spiegando “Parlando della mia esperienza personale inerente al coma, essendo stato all’età di 3 anni per sei mesi tra la vita e la morte, mi ricordo ancora quando mia madre metteva la musica di sottofondo per provare a farmi risvegliare, che poi era la stessa musica che mi faceva ascoltare a casa. La musica in quell’occasione non è sta la causa del mio risveglio dal coma, ma la ricordo perché comunque riuscivo a sentirla e mi dava un senso di benessere, quindi nella situazione in cui ero mi ha aiutato. Gli esperti di settore, tra i quali il maestro Tony Esposito, che da parecchi anni si occupa attivamente di musicoterapia, ritengono che ascoltando la mia musica si sprigionino degli effetti benefici, stimolando un senso di appagamento e pace interiore”.

Riferendosi poi alla musica lirica e al rap afferma “La musica lirica, è un genere diverso dal mio, che però è ampiamente utilizzata come terapia e consigliata di frequente per uso terapeutico. Infatti, il paziente esprime i suoi stati d’animo e di benessere all’ascolto di questo tipo di musica. Il rap è una musica che mi interessa approfondire, perché mi permette l’utilizzo di un linguaggio più ampio e diretto e si possono toccare anche più facilmente delle tematiche sociali di importante attualità. Anche il rap può diventare un valido strumento terapeutico, selezionando bene il brano però, perché non tutti a mio avviso si prestano a tale fruizione specifica”. E aggiunge “Colgo l’occasione per dire che ho già scritto un brano interessante destinato a un rapper italiano molto popolare e conosciuto, con cui ho stretto anche un rapporto di amicizia e di reciproca stima e ammirazione professionale. Stiamo sviluppando un sinergico progetto di collaborazione e presto mi vedrete duettare insieme a lui e presentare un pezzo da me composto davanti al grande pubblico”.

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Festival di Sanremo: il punto di vista del manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes sull’attesissima kermesse musicale sanremese

Sta per prendere avvio sul famoso palcoscenico del Teatro Ariston l’edizione 2015 del mitico Festival di Sanremo, che compie ben 65 anni, dimostrando il suo inossidabile valore. In una recente intervista fatta al manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes gli è stato chiesto di esprimere un suo autorevole commento di riflessione sull’imminente kermesse musicale sanremese.

Nugnes spiega “Il Festival di Sanremo nella sua esclusiva unicità gode di un’incredibile risonanza mediatica sempre in crescendo e riesce a catalizzare l’attenzione e a far parlare l’opinione pubblica prima, durante e dopo il suo svolgimento, catturandone e conquistandone nel tempo il positivo apprezzamento”.

E prosegue nel sottolineare come “Non bisogna poi dimenticare il prezioso contributo del Festival per la valorizzazione del mercato commerciale dell’industria discografica, che risentendo della crisi economica e della concorrenza sleale esercitata dalle varie forme di pirateria, viene intaccato e danneggiato fortemente e sta attraversando una fase critica molto delicata. Tramite il Festival viene trasmesso un efficace e concreto stimolo a livello popolare, che incentiva l’acquisto dei cd e tutela i canali ufficiali di vendita e distribuzione”.

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Il rinomato manager produttore Salvo Nugnes parla delle stimate opere di Vincent Van Gogh esposte al Palazzo Reale a Milano

In occasione della recente visita alla mostra di prestigio dal titolo “Van Gogh, l’uomo e la terra” in omaggio al famoso pittore Vincent Van Gogh, allestita tra le sontuose mura di Palazzo Reale a Milano, è stato chiesto al manager produttore Salvo Nugnes, di esprimere un autorevole commento in merito, da conoscitore ed esperto d’arte.

Nugnes ha spiegato “Una mostra davvero interessante e coinvolgente, che inquadra le opere di Van Gogh con una chiave di lettura interpretativa originale inedita, focalizzandosi sulle tematiche connesse all’Expo, quasi a voler creare un simbolico preludio all’imminente esposizione universale: la terra e i suoi frutti, l’uomo al centro del mondo reale, la vita rurale e agreste strettamente legata al ciclo della stagioni”.

E aggiunge evidenziando “Van Gogh nella sua epoca in cui gli artisti si orientavano verso il paesaggio urbano per celebrare il processo di industrializzazione, ha invece spostato l’attenzione verso il paesaggio rurale e il mondo contadino. Ha raffigurato la vita e le mansioni tipiche della tradizione agreste e ha considerato come soggetti protagonisti i lavoratori della terra e gli agricoltori, concepiti come figure eroiche e gloriose. Inoltre, ha manifestato la propria affinità verso gli umili, immedesimandosi con loro e rappresentando il loro dignitoso contegno. La vera grandezza della sua pittura è stata riconosciuta solo dopo la morte e oggi Van Gogh è considerato a buon conto tra i geni dell’arte di tutti i tempi“.

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Museo D’Annunzio: imminente l’esposizione fotografica curata da Vittorio Sgarbi “Da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi”

Grande attesa per l’imminente mostra fotografica dal titolo “da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi” curata dal professor Vittorio Sgarbi e allestita nel pregiato contesto istituzionale del Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio a Pescara, in corso Manthonè 116, che si svolgerà dal 6 Febbraio al 4 Marzo 2015, con esclusivo vernissage inaugurale previsto in data venerdì 6 Febbraio alle ore 18.00. L’evento espositivo è organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes.

Il museo casa natale di D’Annunzio è un luogo di forte risonanza nazionale e internazionale, che in questi anni ha ottenuto un crescendo di consensi da parte dell’opinione pubblica, anche in virtù della positiva gestione da parte della Dottoressa Lucia Arbace, che ha acquisito con intensa passione e dedizione l’incarico di soprintendente per i beni storici, artistici ed etnoantropologici della regione Abruzzo e si è occupata del suo rilancio. L’ambiente museale conserva perfettamente l’atmosfera ottocentesca, con eleganti decorazioni alle pareti e raffinati arredi d’epoca. In esso è possibile riscoprire i ricordi legati all’infanzia, che il sommo maestro ha molto spesso riportato nelle sue opere.

L’esposizione di suggestive immagini fotografiche è dedicata a Pasolini, attraverso gli inediti scatti d’autore realizzati da Roberto Villa durante le riprese sul set del celebre film “Il fiore delle mille e una notte”, che ha consacrato Pasolini come regista di impeccabile talento e alle originali raffigurazioni immortalate dall’obiettivo di Maria Pia Severi, che rievocano soggetti e situazioni viste durante le sue visite perlustrative a città che le sono poi rimaste nel cuore. Le donne e le figure femminili sono spesso protagoniste, avvolte da una magica cornice sospesa tra realtà e visione onirica. Sarà dunque un variegato e interessante percorso di opere ad intreccio, che permetterà allo spettatore di immergersi in atmosfere di intenso coinvolgimento emozionale

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