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A scuola di efficienza energetica con Edison e Legambiente

La scuola, specialmente quella dell’obbligo dovrebbe essere un luogo in cui si imparano comportamenti fondamentali utili tutta la vita e capaci addirittura di migliorarla. Fortunatamente qualcuno ha pensato ad un progetto volto a migliorare l’efficienza ed il risparmio energetico degli edifici scolastici.

È l’iniziativa di Legambiente, in collaborazione con Edison, chiamata Ecogeneration, scuola amica del clima.

Questo progetto, in una prima fase, ha preso in considerazione l’efficienza energetica degli istituti scolastici pilota dove è emersa la necessità di intervento volto a risparmiare tra il 50 e il 70% del consumo energetico attuale.

Le anomalie più frequentemente riscontrate che impediscono una migliore efficienza energetica e non permettono di risparmiare sulla bolletta sono tra le altre, la poca qualità degli infissi e quindi le conseguenti infiltrazioni e in generale fonti di dispersione del calore derivanti da errori di progettazione o da cattiva cura degli edifici che ospitano le scuole prese in considerazione.

Il progetto si sviluppa poi in varie fasi, tra le quali ci sono i laboratori per i ragazzi delle scuole pilota che passando attraverso giochi, rappresentazioni teatrali e varie attività specifiche rispetto al grado dell’istituto scolastico ed all’età dei partecipanti, arriveranno a stilare  un Decalogo della scuola sostenibile che servirà da strumento per la riqualificazione energetica del proprio edificio scolastico.

Prima delle fonti rinnovabili, quando si parla di risparmio energetico, anche dal punto di vista della bolletta, è necessario fare i conti con la cosiddetta efficienza energetica, non può esserci risparmio senza una buona progettazione sia degli edifici pubblici sia delle case che ci ospitano, se entra aria dagli infissi non si potrà mai risparmiare.

La parola d’ordine è quindi, prima di affidarsi ad un fornitore di energia con tariffe convenienti, efficienza; l’edificio che intendiamo riscaldare deve essere predisposto perché disperda il meno possibile (o non disperda affatto, se è un edificio nuovo) il calore generato dal riscaldamento.

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Come sbiancare i denti, miti e leggende sul web.

Quando andiamo al cinema o vediamo la televisione, gli attori dei film, soprattutto se sono i buoni, hanno sempre un sorriso smagliante, di un bianco candito.

Purtroppo nella vita di tutti giorni non tutti possono vantare una dentatura bianca, soprattutto a causa di quello che beviamo e mangiamo.

Infatti il caffè, il the e soprattutto il fumo di sigari e sigarette, macchiano i nostri denti, rendendoli più opachi e giallini, creando un effetto antiestetico.

Come sbiancare i denti, togliendo quel colore che li rende così disarmonici con il nostro viso?

In internet si trovano tantissime soluzioni, da quelle più consuete, come una seduta dal dentista per lo sbiancamento denti, realizzato con paste ad-hoc e da mani professionali, alle soluzioni più strane e stravaganti.

Tra le soluzioni strane, che possono anche essere chiamate più semplicemente rimedi della nonna, troviamo la pulizia dei denti utilizzando bicarbonato e succo di limone, ma anche foglie di menta e salvia, che, da quello che si legge, passandole su i denti li sbiancano in pochi minuti.

Il problema di queste ultime soluzioni fai da te è quello di essere molto dannose per lo smalto, perché, ad esempio, la soluzione bicarbonato ed aceto, ha un effetto sbiancante grazie alla formazione di molecole corrosive, che vanno quindi ad intaccare seriamente i tessuti dentali.

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16° Enosimposio Sicilia, un’analisi dei vini bianchi e rossi Siciliani

Si è concluso da qualche giorno il sedicesimo Enosimposio sullo stato di salute dei vini Siciliani.

Il congresso si è tenuto nella Sicilia orientale, precisamente ai Giardini Naxos, in provincia di Messina, una tre giorni completamente dedicata ai vini bianchi e rossi siciliani.

L’evento enologico, che è stato fortemente voluto da tutti i viticoltori siciliani, ha permesso di fare un esame approfondito dello stato di salute di questo mercato.

Oltre i produttori locali, l’Enosimposio è stato supportato dalle pubbliche amministrazioni, quali assessorato regionale agricoltura e foreste, Università di Palermo, l’istituto tecnico agrario della città di Marsala e l’istituto regionale della vite e del vino.

In questi tre giorni si sono susseguiti sul palco della manifestazione moltissimi professionisti del settore, che hanno ben evidenziato, nelle loro relazioni, lo stato attuale della produzione, proponendo soluzioni e novità.

Tutti gli interventi che si sono susseguiti sul palco sono stati estremamente interessanti, tra quelli più seguiti troviamo, l’analisi della valorizzazione dei vitigni autoctoni, tenuto dal Direttore Tecnico Vito Falco, la filiera vitivinicola in Sicilia ed ancora un’approfondita analisi sulla maturazione e conservazione dei vini rossi Siciliani, naturalmente gli interventi non hanno tralasciato i vini bianchi e i vini dolci, primo tra tutti il Passito di Pantelleria.

Un grande evento che ha permesso di comprendere a 360 gradi lo stato di salute della produzione siciliana del vino e della sua filiera produttiva, e che ha cercato di fornire nuove idee e spunti per il suo miglioramento.

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Bambini e “mal da movimento”: cosa fare?

Cinetosi: quando viaggiare fa male ai nostri bambini.
Stiamo parlando della cosiddetta “malattia da movimento”, un disturbo molto frequente nei bambini durante spostamenti in auto, treno, nave o aereo.
Quando il corpo è sottoposto a sollecitazioni rapide avviene un’eccessiva stimolazione delle strutture dell’equilibrio che si trovano nell’orecchio e sopraggiunge il malessere.

La cinetosi si manifesta con pallore, sudorazione fredda e un senso generale di malessere e a questi sintomi seguono nausea e vomito.

Per affrontare serenamente i prossimi viaggi con i nostri bambini a bordo basterà seguire qualche semplice regola di prevenzione:

  • Sistemare il bambino nella zona più stabile dell’abitacolo, in caso di viaggio in automobile sistemarlo nell’apposito seggiolino omologato e tentare di tenerlo con lo sguardo rivolto avanti a sé, limitando i movimenti della testa e del corpo che possono portare a un peggioramento dei sintomi.
  • Distrarre il bambino con un giocattolo, facendo però attenzione che il gioco non gli impegni troppo la vista – sono da evitare ad esempio i videogiochi – e per lo stesso motivo non farlo leggere o sfogliare libri illustrati.
  • Mantenere possibilmente areato l’abitacolo evitando il fumo e aprendo di tanto in tanto il finestrino per creare un ricambio d’aria. Prevedere anche una serie di soste se il viaggio è particolarmente lungo.
  • Prima di partire fargli fare un pasto leggero preferendo alimenti solidi ed evitando grassi, fritti, bevande gassate, latte e succhi di frutta. Durante il viaggio prevedere spuntini di crackers o grissini per evitare che lo stomaco rimanga vuoto.
  • Anche se bere può accentuare i sintomi del mal da movimento dobbiamo assicurare all’organismo del bambino il giusto rifornimento di liquidi. Andranno bene acqua o tè deteinato, ma in quantità moderate e a temperatura ambiente. Un rimedio da provare è quello di dare al bimbo un ghiacciolo da succhiare durante il viaggio.

Una soluzione valida per tutti probabilmente non esiste e se questi consigli non dovessero bastare a prevenire i sintomi del mal da movimento si deve ricorrere ai farmaci anticinetosici che vanno assunti per tempo prima di iniziare il viaggio.

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Iphone 4, per la Class Action si utilizzano le traduzioni legali

Apple non pensava che presentando il suo ultimo gioiellino potesse alzare un polverone così grande, delle critiche così pesanti, eppure è accaduto.

iPhone 4 non è uscito come i suoi precedenti fratelli, ma da quello che si legge e da quello che molte persone dicono un grave difetto di fabbrica, ovvero impugnando il telefono, soprattutto con la mano sinistra, il segnale tende a scemare ed alcune volte provoca proprio l’impossibilità di utilizzo.

Il problema è dato dalla presenza in quel punto dell’antenna GSM, che viene in parte coperta dal palmo della mano, cosa questa che riduce l’efficienza di ricezione.

In molti dopo aver acquistato il telefono, solo in America ne sono stati venduti 1 milione di esemplari il primo giorno di commercio, hanno cominciato a lamentarsi a causa di questo annoso problema.

Dopo le prime, e diciamolo, un po’ maldestre giustificazioni che riportavano un errore nel software, molti clienti hanno minacciato una Class Action.

Ma per chi è appassionato e vive in Italia ed ha avuto la fortuna/sfortuna di acquistarlo, cosa può fare?

La migliore cosa è affidarsi ad un professionista, che grazie a traduzioni legali precise e professionali, vi permetterà di seguire in tutta tranquillità quello che andrà ad accadere.

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Ottimi risultati con poca fatica, email marketing e social network

L’email marketing è la più classica, forse, tra le tecniche di marketing per il web. Potremmo dire, in chiave positiva, che è la tecnica della quale abbiamo più dati storici e se guardiamo effettivamente i dati c’è di che essere contenti.

Tralasciando il dato iniziale, cioè il numero di persone che oggi hanno un’email (o anche più di una), si fa presto a rendersi conto della quantità di persone a cui un determinato messaggio potrebbe arrivare.

Soffermiamoci sul target e la possibilità di rifinire i destinatari di un determinato messaggio promozionale.

Le email sono reperite, nella maggior parte dei casi, attraverso l’iscrizione volontaria del futuro destinatario del messaggio promozionale che appunto sottoscrive un servizio di newsletter acconsentendo a ricevere messaggi pubblicitari inerenti con l’oggetto dell’iscrizione. Ad esempio, mi iscrivo alla newsletter di un sito che parla di tecnologia, al momento dell’iscrizione mi vengono richieste una serie di informazioni che serviranno a tracciare il mio profilo, in primo luogo, dal punto di vista anagrafico e di genere e in secondo luogo, su base regionale e dal punto di vista dei miei specifici gusti e preferenze in quel determinato settore.

Oggi, con il successo dei social network, cioè i siti in cui è possibile condividere tutto, dalle foto ad appunto i link dei siti e le proprie preferenze. La semplice aggiunta, all’interno dell’email promozionale, del pulsante condividi su facebook o seguici su twitter potrebbe avere un ritorno in termini di visibilità enormemente superiore rispetto all’investimento fatto per inviare l’email ad uno specifico target di persone.

In più c’è da dire che questo è un servizio che può essere gestito da società specializzate nell’invio di email pubblicitarie, le agenzie di email marketing, molto diffuse anche nel nostro Paese.

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Il necessario apporto calorico del latte per bambini prematuri

La nascita di un bambino è una delle cose più belle che possa capitare ad una coppia. Forse è la cosa più bella e il periodo dell’allattamento, in cui ci si prende cura del proprio neonato e si comincia ad instaurare quel rapporto di complicità e di amore che durerà per l’intera vita, è tra i momenti più importanti per la salute e la crescita del proprio bambino.

Alcune volte può succedere che il bambino nasca prematuro, normalmente la gravidanza dura circa 40 settimane se il parto avviene entro la 37° settimana si definisce prematuro ed è necessario fornire al neonato l’apporto nutrizionale che lo sostenga con lo stesso ritmo dello sviluppo del feto nel terzo trimestre di gravidanza.

Esistono appunto diversi tipi di latte per neonati prematuri che sono fatti apposta per contribuire ad un veloce recupero di peso. Si chiamano proprio latti per prematuri e sono contraddistinti, nella numerazione standard, con il numero 0 (zero).

Per i nati prematuri è possibile che si renda necessario anche un periodo di alimentazione parentale, cioè tramite flebo nei primi giorni di vita per poi, dopo un periodo di transizione, passare definitivamente ad un alimentazione enterale.

Il latte per prematuri è appositamente studiato perché sia tollerato dal neonato che, in alcuni casi, potrebbe avere l’apparato digerente e gastrointestinale non completamente sviluppato per ricevere il nutrimento. Un esempio di composizione di un latte per bambini prematuri è il seguente:

  • Proteine: questo tipo di latte è ad elevato contenuto proteico e spesso le proteine sono idrolizzate per facilitare la digestione del neonato
  • Carboidrati: addizionati lattosio e destrine a basso peso molecolare
  • Sali minerali, di cui il neonato prematuro ha maggiore bisogno.
  • Energia, che garantisce un accrescimento simile, come detto a quello del terzo trimestre di gravidanza.

Ci sono tipi di latte per neonati prematuri che sono alimenti a fini medici, che servono per contribuire alla crescita del bambino perché recuperi il proprio peso ai ritmi del terzo trimestre di gravidanza.

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Amministrare un condominio: indispensabile un applicativo gestionale per professionisti

L’amministratore di condominio: cosa fa e quali sono gli strumenti che possono supportarlo nel suo lavoro?
Per diventare amministratore di condominio sono necessarie competenze amministrative e conoscenze di contabilità, è quindi una professione adatta a geometri o a chi ha un diploma in discipline contabili. Caratteristiche immancabili sono capacità gestionali, organizzative, di analisi e una propensione al rapporto con le persone. Tornerà utile anche una minima conoscenza degli impianti idraulici ed elettrici.

L’amministratore viene eletto da un’assemblea dei condomini e il suo ruolo è sostanzialmente quello di gestire il funzionamento del condominio, organizzare spese e pagamenti e supervisionare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dello stabile. Tra i suoi compiti ci sono quelli di controllare che venga rispettato il regolamento condominiale, eseguire le deliberazioni dell’assemblea e riscuotere i pagamenti delle spese condominiali facendo da intermediario tra i condomini e gli rogatori di servizi.

L’attività dell’amministratore è svolta generalmente in ufficio o presso gli astabili che amministra.
Per svolgere quest’attività è necessario un pc con programmi di videoscrittura e di calcolo, ma soprattutto è indispensabile un software che lo aiuti nel gestire le numerosissime informazioni e scadenze di cui deve tener conto. In questi casi ci si avvale di software gestionali per aziende e professionisti che sono pensati ad hoc per i professionisti di vari settori.

Un applicativo gestionale per l’amministrazione immobiliare è uno strumento necessario per un amministratore di condominio poiché automatizza il lavoro quotidiano semplificando la gestione di una realtà complessa e variegata come quella condominiale.

Ecco alcune delle attività che questi software per professionisti gestiscono:

  • Gestione del condominio in tre modalità: ordinaria, straordinaria e riscaldamento.
  • Gestione di dati organizzati per: anagrafica, periodo, anno.
  • Gestione fiscale dei servizi e delle spese condominiali, elenco dei fornitori di servizi.
  • Gestione dei lavori di manutenzione, adeguamento e ristrutturazione.
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Anziani e salute, una soluzione è la fisiokinesiterapia

La fisiokinesiterapia, chiamata anche Chinesi Terapia è uno dei più importanti rami della medicina riabilitativa e si utilizza per la cura della maggioranza delle patologie muscolo-scheletriche dovute a diversi tipi di trauma, da un incidente all’artrosi molto frequente in pazienti anziani.

L’importanza di tale terapia è dimostrata dal fatto che oggi, per aprire un ambulatorio di fisioterapia, è necessario avere un locale adibito a palestra.

La fisiokinesiterapia si utilizza per il recupero delle funzioni motorie perse per varie cause:

  • un evento traumatico (frattura o lesione muscolare)
  • una patologia ortopedica (artorsi)
  • una patologia neurologica (ictus, sclerosi multipla)
  • reumatologica (artrite reumatoide)
  • cardiovascolare (malattie coronariche)
  • respiratoria (ipovalidità da immobilizzazione)

ed è molto utilizzata anche per la riabilitazione e la cura delle cosiddette malattie dell’età, artrosi ed artriti, dolori reumatici che colpiscono gli anziani posso essere curati con la fisiokinesiterapia attraverso tecniche e metodologie che consentono di recuperare le funzioni motorie perse e di facilitare la riabilitazione dopo un evento operatorio o post-traumatico.

È molto utilizzata anche per quegli anziani che sono stati colpiti da ictus o ischemie celebrali e, con molte sedute di fisiokinesiterapia (ovviamente con le dovute differenze ed eccezioni riguardo alla gravità della malattia intercorsa) si possono produrre risultati positivi anche per pazienti che hanno subito traumi molto gravi.

Nel nostro paese ci sono centri specialistici di fisiokinesiterapia dove è molto utilizzata per la riabilitazione attraverso sia la pratica di massaggi sia di sedute ed esercizi di rieducazione cardiologica, respiratoria e motoria.

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Laurea magistrale e Studenti stranieri in Italia, un vademecum sull’equipollenza dei titoli

La laurea è un traguardo importante per la vita dello studente che si appresta a diventare un professionista, a fare i primi passi nel mondo del lavoro, anche se oggi il conseguimento della laurea triennale non è l’ultimo traguardo; c’è la possibilità della laurea magistrale e il momento della scelta su quale percorso di studi specialistico è migliore per le proprie ambizioni professionali non è sempre facile. Ci si ritrova così un po’ spaesati già al momento delle prime ricerche.

Oggi, nell’epoca del telematico, si inizia sicuramente a cercare il proprio corso di laurea a partire dal sito dell’Università. Molto spesso si incontrano termini che in poche altre occasioni si sono sentiti come, corso di laurea di primo livello, laurea specialistica, dipartimento di, master post laurea di primo livello e così via che, se non si è molto determinati, si rischia di chiudere e rinunciare immediatamente.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza se non altro sui termini: laurea magistrale è la vecchia laurea specialistica, quella a cui è possibile accedere solo una volta concluso il percorso di primo livello, ovvero appunto una volta conseguita la laurea di primo livello. La laurea magistrale, come dicevamo, è accessibile a chiunque abbia conseguito una laurea di primo livello o a chi sia in possesso di un titolo equipollente conseguito all’estero. Ed ecco un altro termine poco utilizzato nel linguaggio di tutti i giorni che significa appunto essere in possesso di un titolo equivalente conseguito all’estero. Ogni studente che volesse iscriversi ad un corso di laurea magistrale in un’Università italiana deve farsi riconoscere la sua laurea, conseguita in un’altra Università all’estero, da un ente universitario italiano. La procedura è tutt’altro che semplice. La prima cosa da fare è presentare domanda al Rettore dell’Università che ha, nel proprio ordinamento di studi, un corso di laurea simile a quello conseguito dal richiedente.

Questa domanda include, tra gli altri, una serie di documenti:

la copia originale del titolo, valido per l’ammissione all’università del paese estero, della scuola superiore frequentata e la sua traduzione ufficiale in italiano. La dichiarazione di valore del titolo di scuola superiore rilasciata dal Consolato Italiano del paese di provenienza. Il titolo accademico ottenuto presso l’Università estera e la sua traduzione in italiano, il certificato con l’elenco dei corsi frequentati per conseguire il titolo di cui si richiede l’equipollenza e da ultimo, il programma di studi su carta intestata dell’università nella quale si è conseguito il titolo.

Una volta completato questo iter e presentata tutta la documentazione necessaria il Rettore, con un decreto, dichiara l’equipollenza del titolo riconoscendo ufficialmente la laurea conseguita all’estero come avente valore per l’ordinamento italiano.

A questo punto è possibile, se si volesse continuare il proprio percorso di studi in Italia, iscriversi ad un corso di laurea magistrale scegliendo tra le varie proposte possibili in Italia.

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I medicinali che possono salvare la tua vacanza

Che la meta delle tanto attese ferie sia mare, montagna o città, è importante portare con sé i medicinali che possono tornare utili per eventuali ferite o malanni anche se il luogo di destinazione è attrezzato, ma diventa indispensabile quando si parte per mete esotiche o isolate dove non è facile trovare una farmacia in caso di necessità. Quasi tutti gli italiani che partono per le vacanze (ben l’80% secondo l’Anifa – Associazione nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione) tengono in valigia il kit farmaceutico salva-vacanza.

Vediamo quali sono i farmaci che è bene mettere in valigia:

  • Alcuni farmaci per curare disturbi generici come febbre, mal di denti, mal di testa o dolori muscolari sono d’obbligo: non dimentichiamoci quindi di portare antidolorifici, antinfiammatori e antipiretici. Quelli per uso orale vanno sempre assunti a stomaco pieno mentre dopo l’uso di creme o pomate va fatta molta attenzione ad evitare l’esposizione al sole.
  • Farmaci per combattere mal d’auto o mal d’aereo. Nel caso di lunghi viaggi in aereo sono utili melatonina e valeriana per combattere i disturbi da jet lag.
  • Per le scottature e gli eritemi solari ci sono diverse pomate antistaminiche (utili in generale per le irritazioni cutanee) o a basso dosaggio di cortisone
  • Antistaminici contro allergie e punture d’insetti o meduse. Sempre meglio prevenire con gel o spray protettivi se si va in campagna dove le punture d’insetto sono molto frequenti.
    Nel caso si venga morsi da una vipera, bisogna recarsi immediatamente in un centro di primo soccorso, poiché il siero antivipera non è più disponibile nelle farmacie.
  • Disinfettanti in caso di mal di gola se il viaggio prevede spostamenti frequenti tra ambienti interni climatizzati ed esterni.
  • Quando le non corrette norme igieniche del posto o la qualità troppo speziata dei cibi portano disturbi come diarrea e mal di stomaco sono necessari farmaci antiacidi e antidiarroici, ma la prima indicazione è di bere solo acqua minerale, evitare frutta e verdura crudi e il ghiaccio nelle bibite. Per consumare frutta e verdura con la sicurezza che siano davvero pulite, si può portare una confezione d’igienizzante per alimenti.
  • Kit di pronto soccorso per le ferite: garze sterili, cerotti, disinfettanti (come acqua ossigenata o mercurocromo) e pomate per gli ematomi.

Non dimenticare mai che ricorrere all’automedicazione non significa assumere farmaci in maniera superficiale ed è giusto solo per disturbi lievi, quando il malessere persiste bisogna sempre farsi visitare da un medico.

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Concorso di estetica floreale a Vallebona

E’ una manifestazione che si tiene oramai da quattro anni, ed ogni anno il pubblico che accorre per la festa aumenta, grazie alle molte e simpatiche attività che vengono organizzate durante la giornata.

I festeggiamenti si sono tenuti a Vallebona, un piccolo comune nella provincia di Imperia, che conta poco più di mille e duecento abitanti.

Quest’anno la manifestazione si è tenuta l’undici luglio, riportando come previsto migliaia di visitatori, che sono accorsi dalle città limitrofe per ammirare il concorso di estetica floreale tenuto dalle piccole api piaggio.

Infatti la festa si concentra sul modo in cui le piccole api, da sempre molto diffuse ed utilizzate nel paesino, vengono addobbate con fiori o qualunque altra cosa, per la festa.

Una vera a propria fiera della natura, che unisce tutto il paese sia durante la preparazione, perché non solo vengono preparate le piccole api, ma anche tutto le vie e le piazze del paese, così da accogliere al meglio i visitatori che arriveranno da fuori, e che avranno così l’opportunità di immergersi in un’atmosfera emozionante e particolare.

Dopo la sfilata delle Api si è aperta, come previsto, la festa, anche questa con l’ausilio dei piccoli veicoli a tre ruote, partita alle ore 19.00 con l’APEritivo, dove due api prepareranno i cocktail e precisamente Ape_rolspritz e l’Ape_mojito e seguita con musica dai ritmi afro cubani.

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Gravidanza: gli alimenti giusti e quelli da evitare

Quando si diventa mamme una delle prime preoccupazioni che si hanno è quella di provvedere ad un’alimentazione attenta e sana per il proprio bambino scegliendo i migliori omogeneizzati e prodotti alimentari, ma si sa che questa cura nel selezionare gli alimenti adatti a lui avviene molto prima: dai primi mesi di gravidanza.
Tutto ciò che una donna incinta mangia o beve diventa anche l’alimentazione del bimbo che sta crescendo dentro di lei, ecco allora qualche utile indicazione per un’alimentazione sana ed equilibrata da seguire in gravidanza.
Le mamme che soffrono di particolari disturbi o patologie (anemie, diabete, ecc.) seguiranno una dieta appropriata alle proprie condizioni con l’aiuto del proprio medico o di un nutrizionista.
Come è ormai risaputo è buona norma fare diversi pasti leggeri durante la giornata, almeno cinque. Tre sono i pasti principali ai quali andiamo ad aggiungere uno spuntino a metà mattina e uno il pomeriggio. Bisogna mangiare lentamente per aiutare la digestione del cibo già dalla fase della masticazione e per evitare ingestione di aria che può dare un senso di pesantezza e gonfiore addominale. Consumare cibi preferibilmente a temperature medie.

Durante i primi mesi di gravidanza è facile essere soggette a nausea, un utile accorgimento è quello di mangiare cibi secchi la mattina (ad esempio biscotti o fette biscottate), evitando di ingerire troppi liquidi.
In generale vanno consumati alimenti facilmente digeribili privilegiando frutta, verdura e carboidrati. Bisogna assumere le giuste quantità di acido folico (utile per la prevenzione di malformazioni neonatali) che è presente in ortaggi a foglia verde, arance, ceci, piselli e fagioli secchi, ma vista la facilità con la quale viene distrutto durante la cottura va valutata un’integrazione. L’apporto di acqua e liquidi è fondamentale per il corretto flusso sanguigno e il trasporto dei nutrimenti al feto attraverso il sangue.

Nel secondo trimestre solitamente si attenua il senso di nausea e torna l’appetito, quindi attenzione a non esagerare!
Consumare molta frutta che aiuta ad attenuare la fame e assumere nutrienti come iodio, acidi grassi essenziali e vitamina D, quindi sì al pesce, al latte e ai latticini.

Nel terzo trimestre è importante l’assunzione di acidi grassi omega 3 (che troviamo nella frutta secca e in alcuni pesci come il salmone e lo sgombro) e vitamine K e B12.

Alimenti da evitare sono sicuramente alcolici, bevande nervine (caffè, tè e cioccolata), salumi, carne cruda e molluschi, dolcificanti sintetici e cibi piccanti o affumicati.

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Veicoli commerciali con motore elettrico? C’è già chi ci pensa

Emissioni zero per Francia e Giappone che, almeno a sentire gli accordi delle loro case automobilistiche, sembrano essere avanti anni luce rispetto anche al resto d’Europa.

Infatti sembra che Mitsubishi e il gruppo PSA (quello di Peugeot – Citroen per intenderci) abbiano siglato un accordo per lo sviluppo e la produzione di un nuovo propulsore elettrico sul quale sono già stati avviati studi di fattibilità.

La particolarità di questa collaborazione franco – nipponica sta nel fatto che questo nuovo propulsore sarà impiegato su veicoli commerciali. Dopo la riuscita collaborazione per quanto riguarda l’auto elettrica la piccola i-Miev, di Mitsubishi che sarà tra poco commercializzata in Italia e nel resto d’Europa sotto i marchi francesi, le case automobilistiche continuano la loro collaborazione con attenzione particolare ai motori elettrici. Innovazione ed ecologia da un lato e ricerca di nuovi impieghi per i motori elettrici dall’altro sono le caratteristiche di queste collaborazioni destinate a portare novità che difficilmente potranno rimanere in secondo piano.

Insomma sembra che la strada verso automobili (e ora anche veicoli commerciali) a propulsione elettrica si stia delineando. Ci si potrebbe attendere, se il mercato reagirà bene all’impatto innovativo e se la soluzione adottata sia in linea con gli standard di autonomia e manutenzione delle automobili a benzina e diesel, un aumento vertiginoso sulle nostre strade di macchine elettriche che la sera basterà solo ricaricare alla presa della corrente. Chissà se un giorno ci si potrà spostare in automobile senza bisogno della benzina o di combustibili simili così che si potranno utilizzare le macchine senza inquinare ancora di più il nostro pianeta.

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Una scienza per l’ambiente: il risk management nel settore navale

In molti campi industriali e da qualche tempo anche aziendali si parla del risk management ossia della gestione del rischio. Un processo attraverso il quale vengono identificati i rischi connessi ad un’operazione finanziaria oppure ad un installazione industriale o ad una nuova costruzione e così via.

La valutazione del rischio prima e la sua gestione poi sono fondamentali per quanto riguarda la prevenzione di disastri ambientali, una valutazione sbagliata può causare i danni di cui in questi periodi si sente parlare nel Golfo del Messico e di cui, purtroppo spesso si è sentito parlare diverse volte anche in precedenza.

Soprattutto in campo navale molti sono gli studi e gli approfondimenti fatti riguardo la valutazione e gestione del rischio ma vediamo nel dettaglio le fasi di questo processo.

La prima cosa da tenere in considerazione quando si parla di risk management è la priorità; viene cioè assegnato un peso ad ogni rischio rispetto alla perdita che potrebbe causare ed alla probabilità che ha di accadere. Ad esempio rischi con una bassa priorità che accadano ma che potrebbero causare una grande perdita oppure altri che causerebbero una piccola perdita ma con elevate probabilità che accadano possono essere mal gestiti e quindi generare danni economici ma anche politici, ambientali ecc.

I passi per una corretta implementazione di un processo di gestione del rischio sono sostanzialmente cinque: si stabilisce il contesto, si identificano i rischi e si analizzano, viene poi la valutazione del rischio e il controllo. L’ultima fase può essere divisa in due fasi, una di preparazione ed approvazione del piano di controllo del rischio ed un’altra di esecuzione, controllo e modifica del piano.

Moltissimi sono i campi di applicazione delle tecniche e metodologie di risk management anche in campo industriale e navale tanto che una delle più autorevoli organizzazioni di classificazione e certificazione navale ha creato un magazine ad hoc.

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Bere e mangiare frutta e verdura per mantenersi in salute

L’idratazione dell’organismo è importantissima per la nostra salute: l’acqua è un nutriente fondamentale per tutte le funzioni vitali del nostro corpo, dall’attività cardiaca alla capacità di resistenza fisica.
Per farsi un’idea di quanto sia importante introdurre acqua nel nostro organismo basta riflettere sul fatto che un essere umano può sopravvivere senza cibo addirittura per alcune settimane, mentre senza acqua solo qualche giorno.

Mantenere un giusto bilancio idrico è molto importante: è necessario trovare l’equilibrio tra i liquidi in entrata e quelli in uscita dall’organismo. A regolare tale equilibrio sono il centro ipotalamico della sete e un ormone antidiuretico che gestisce il riassorbimento di acqua dal rene.

Durante l’estate il rischio di disidratazione aumenta a causa delle alte temperature e della conseguente sudorazione che, oltre alla funzione di eliminare sostanze non utili al nostro organismo serve per ottenere una “termoregolazione” del corpo, cioè il mantenimento di una corretta temperatura.
Il nostro fisico è soggetto a una sudorazione continua quasi impercettibile (perspiratio insensibilis) che produce circa mezzo litro di sudore al giorno, se aggiungiamo fattori come l’obesità, il caldo o l’attività fisica, aumenta il livello di sudorazione e la conseguente necessità di reintegrare di acqua e liquidi il nostro organismo. In media occorrerebbe ingerire tra i 2 e i 3 litri di liquidi al giorno, considerando anche quelli che sono contenuti in frutta e verdura.

Se si considera poi che il sudore è composto oltre che da acqua anche da minerali utili come il sodio e il potassio, può essere utile abbinare a una dieta ricca di liquidi anche degli integratori di vitamine e minerali che si trovano in farmacia.

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Software gestionale per impresa tutto nell’iPad

In molti hanno provato a creare un tablet pc, che riuscisse a fare breccia nel mercato mondiale, ma fino ad ora nessuno c’era ancora riuscito.

La problematica dei tablet stava nel loro scarso utilizzo, troppo lontani da un pc normale, quindi con l’impossibilità di sostituire le sue funzioni a casa ed in ufficio e troppo grandi per diventare dei telefoni.

In molti ci hanno provato da HP, Microsoft e molte altre case, ma fino ad ora nessuna c’era riuscita realmente, forse Apple, con una delle sue ultime creazioni, sta facendo breccia nel mercato grazie ad iPad, un piccolo tablet.

Ipad è un tablet computer di grandezza non superiore a quella di una normale rivista, con una struttura comparabile a quella di un iPhone.

Il suo successo è dato, prima di tutto dalla “magia” che ogni oggetto della mela morsicata possiede, ma anche all’infinito bacino di applicazioni che si possono usare con questo terminale.

Sono soprattutto quest’ultime a giocare un ruolo fondamentale, perché permettono di trasformare l’iPad anche in un centro per la gestione dell’azienda, grazie all’installazione delle giuste applicazioni, che danno la possibilità a questo piccolo computer di sostituire almeno in parte il software gestionale di un’azienda.

Certo l’iPad non potrà sostituire gli applicativi per imprese esistenti, ma permetterà di gestire i processi più elementari, semplicemente muovendo le dita sul suo schermo.

Una rivoluzione importante, che ancora si deve affermare, ma che siamo sicuri non tarderà ad arrivare in tutto il mondo.

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Protesi dentarie, anche loro vanno in vacanza tranquille con il numero dell’ANDI

Si avvicinano le vacanze, molti hanno già prenotato la propria vacanza, i più ritardatari, proprio in questi giorni stanno prenotando qualche last minutes.

Quindi a breve tutti ai nastri di partenza, si faranno le valigie, si prepareranno i biglietti per il check-in, si controllano se i documenti sono pronti, ma se abbiamo bisogno di trovare un dentista?

Se magari una delle protesi dentarie che abbiamo fatto decide di farci un brutto scherzo proprio pochi giorni prima della partenza, oppure una carie si fa sentire?

Negli anni precedenti era difficile trovare un dentista a Roma, Milano, Torino o qualsiasi altra città, infatti le statistiche ci dicevano che quattro dentisti su cinque chiudevano durante le ferie estive.

Quest’anno, grazie all’iniziativa dell’ANDI, Associazione Nazionale Dentisti Italiani, si potrà telefonare al numero gratuito aperto 800.911.202, per sapere il dentista più vicino a dove ci si trova.

Se non si ricorda il numero, Associazione Nazionale Dentisti Italiani, ha pensato anche a questo, inserendo tutti i nominativi dei dentisti aderenti all’iniziativa, all’interno del sito www.obiettivosorriso.it.

Comunque la cosa migliore è la prevenzione, quindi pianificare almeno una visita durante l’anno, così da evitare di incorrere in problemi più gravi magari tralasciati per troppo tempo.

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Comunicati

La ricetta per emergere nella professione. Giovani Avvocati e Corsi di Formazione Legale

L’Osservatorio permanente Giovani Avvocati su iniziativa del Consiglio Nazionale Forense e LexExpo ha effettuato una ricerca rivelando, per i Giovani del settore forense, dei tratti interessanti per una delle professioni da sempre considerate tra le più corporative e protette.

Il primo dato è che i giovani avvocati continuano la tradizione familiare, cioè fanno lo stesso mestiere dei genitori o dei parenti.

Contrariamente a quanto sentito sopra e all’immaginario collettivo invece i giovani avvocati considerano corsi giuridici e master legali post-lauream indicatori di successo maggiori rispetto al guadagno vorrebbero una concorrenza più corretta da parte dei loro colleghi senior e un utilizzo migliore delle tecnologie informatiche.

Proprio su questo punto la rilevazione dell’Osservatorio permanente restituisce dati molto poco positivi. Infatti solo il 22% utilizza un software gestionale per l’amministrazione delle pratiche dello studio e, dato ancora meno positivo, solo il 4% dei clienti viene reperito online. Insomma, il settore legale è uno dei pochi settori in cui ancora il marketing tradizionale prevale su quello online ed in cui la tecnologia continua ad essere utilizzata solo a livello personale (vedi i profili sui social network) e non per il proprio lavoro, la maggior parte dei clienti viene reperita infatti tramite passaparola o referenze di un parente che è già stato cliente.

L’e-learning poi, fenomeno che non poco ha facilitato le iniziative di formazione permanente per gli ordini professionali, è una pratica ancora pressoché sconosciuta per gli avvocati o i professionisti legali in genere.

Insomma quello degli avvocati sembra ancora essere un settore appannaggio delle generazioni più anziane in cui gli spazi per i giovani sono pochi e difficoltosi da raggiungere. Nonostante questo però molti sono i giovani professionisti, magari appena laureati, che fanno della specializzazione la propria carta vincente frequentando corsi giuridici su materie ed ambiti di specializzazione innovativi, che possono aprire nuovi orizzonti (e nuovi mercati) a chi, da poco divenuto avvocato, sceglie la via della formazione e si specializza in settori particolari del diritto.

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