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One Sotheby’s Immobili di Lusso a Miami: un 2010 di grandi Successi

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  • 4 Gennaio 2011

Molte lingue. Un solo obiettivo. Daniela Bonetti e Darryl Fox, agenti immobiliari Top Producer di Miami Beach hanno unito le proprie forze con ONE Sotheby’s International Realty, leader internazionale nell’immobiliare di lusso. Un vasto assortimento di immobili che va dai molti condomini sul lungomare di Miami Beach alle dimore storiche di Coral Gables e tutto il resto. Lo skyline a Downtown Miami offre un sapore internazionale: uno stile di vita e di lavoro unico e incomparabile.

ONE Sotheby’s International Realty è il leader nel Sud della Florida per gli immobili di prestigio ed il 2010 è stato un momento fantastico per ONE Sotheby’s International Realty. Tanti traguardi sono stati raggiunti con vendite prestigiose: dai condomini di lusso alle magnifiche case e palazzi a cinque stelle, ecco uno sguardo sulle vendite più significative dell’anno. Prospect Sud a Miami è staeto venduto a 14,1 milioni di dollari. South Mashta Drive a Key Biscayne è stato venduto 10,4 milioni di dollari: questa era la ex casa della superstar Cher. Un super attico a West South Beach è passato di mano invece per 6,2 milioni di dollari.

Potremmo continuare con l’elenco delle proprietà vendute a Miami ancora a lungo, come quelle acquistate nella stupenda zona di Pine Tree Drive oppure di Pinecrest. Siamo lieti di aver saputo offrire il meglio alla nostra stimatissima clientela e continuiamo ad offrire le case più importanti e lussuose del sud della Florida anche nel 2011, garantendo sempre il più alto livello professionale nel settore dei servizi immobiliari grazie ala nostra ultradecennale esperienza maturata sul territorio.

Daniela Bonetti tel. +1.305.582.1639
[email protected]

Darryl Fox tel +1.305.788.3699
[email protected]

www.miamimmobili.it

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Obesità: Quando la Liposuzione Può Ridare la Gioia di Vivere

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  • 3 Gennaio 2011

Una giovane mamma di 26 anni aveva tentato più metodi e possibilità per tentare di riacquistare la linea, affrontando i vari sistemi di dimagrimento, ma tutti con esito negativo. Aveva anche giustamente deciso di contattare uno psicologo per sottoporsi a sedute terapeutiche che l’aiutassero almeno ad accettarsi così com’era; ma anche questo tentativo aveva dato esito negativo.
Dopo vari tentativi, è stata visitata dal dr. Roberto Ruggero che ha potuto tranquillizzarla con la promessa che sarebbe tornata com’era una volta. A questo punto i suoi occhi tristi hanno cominciato a sorridere di nuovo. Dopo qualche tempo si è sottoposta a una serie di esami clinici per affrontare i quattro interventi chirurgici necessari per ottenere i risultati prospettati:

1° intervento: liposuzione completa della gamba e fianco di destra. La paziente il giorno dopo è ritornata al lavoro senza problemi.

2° intervento: dopo 10 giorni dal primo intervento e previ accertamenti con esami clinici dello stato di salute della paziente, è stata eseguita una liposuzione completa della gamba e fianco di sinistra. Anche stavolta la paziente il giorno dopo è ritornata al lavoro senza problemi.

3° intervento: dopo 10 giorni dal secondo intervento e previ accertamenti con esami clinici dello stato di salute è stata eseguita liposuzione completa dello stomaco, addome, e fondo schiena. Ritorno al lavoro dopo 2 giorni.

4° intervento: dopo 15 giorni dal terzo intervento, è stata eseguita una liposuzione completa delle braccia, e un’addominoplastica. La paziente dopo 15 giorni è ritornata alla sua vita normale (quella che conduceva prima di avere i figli) con grande gioia e tanta voglia di vivere.

Dopo circa un mese dall’ultimo intervento, le è stata prescritta una dieta basata esclusivamente sul controllo dell’alimentazione e senza nessun farmaco. In conclusione si è ottenuto di riportare il peso a 65 kg, il tutto nel giro di 4 mesi e senza grande sofferenze. Ora la graziosa mamma va anche in discoteca!

Dott. Roberto Ruggero
Chirurgo Estetico
Venezia Padova
Tel. 327.686.1222
www.chirurgiaesteticaruggero.it

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Agopuntura Contro i Fibromi dell’Utero

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  • 7 Dicembre 2010

L’agopuntura per ridurre il volume dei fibromi dell’utero e i sintomi a carico delle pazienti. E’ la proposta di studio avanzata da un gruppo di medici del Servizio di Agopuntura in Ginecologia ed Ostetricia del Dipartimento discipline ginecologiche dell’Università di Torino.

I fibromi uterini costituiscono la patologia ginecologica di maggior frequenza nelle donne d’età compresa tra i 35 e i 50 anni, con percentuali d’incidenza del 20-30 per cento.

In merito alla cause, la comparsa durante il periodo di vita riproduttiva e la tendenza alla regressione dopo la menopausa hanno suggerito che nella patogenesi dei fibromi un ruolo importante sia svolto dagli steroidi ovarici.

Tali osservazioni, affiancate ai dati che dimostrano l’aumento della velocità di crescita dei miomi in condizioni di aumentata secrezione endogena di estrogeni, suggeriscono che un aumento dello stimolo estrogenico sul miometrio possa contribuire in maniera decisiva all’etiopatogenesi dei fibromi.

L’ipotesi di studio dei medici torinese nasce dall’osservazione di sei pazienti di età compresa tra i 30 e i 50 anni, portatrici di fibromi uterini, cui è stata consegnata una scheda di monitoraggio del ciclo e del flusso mestruale da compilare a casa per valutarne la durata, la presenza di dolore e le perdite durante il mese.

Prima dell’inizio del trattamento sono stati effettuati i principali esami ematochimici e una ecografia pelvica per una precisa valutazione delle dimensioni e della localizzazione del fibroma e dei suoi rapporti con l’endometrio.

Queste valutazioni strumentali sono state eseguite ogni tre mesi con un follow up condotto fino a 12 mesi. Il trattamento agopunturale prevedeva una seduta settimanale per 16 settimane di terapia; in tutte le pazienti sono stati utilizzati gli stessi punti ed è stata utilizzata l’elettrostimolazione a bassa frequenza (2-4 Hz) su alcuni punti.

I dati preliminari hanno evidenziato che in nessuna delle pazienti trattate si è rilevato un aumento volumetrico nei controlli ecografici trimestrali. In tutte le pazienti è stato però riscontrato un miglioramento dei sintomi associati con regolarizzazione del ciclo, diminuzione del dolore e delle perdite ematiche durante il mese, con conseguente miglioramento dei parametri ematochimici e della qualità di vita.

Dunque, se la terapia dei miomi, fibromi e fibromiomi uterini rimane fondamentalmente chirurgica, l’agopuntura potrebbe dimostrare la sua efficacia terapeutica nel controllare il volume dei fibromi e i sintomi, senza effetti collaterali e senza limitazioni di durata.

Dott. Pietro Martinelli

Medicina Estetica Preventiva Antiageing
viale Italia 4, 25126 Brescia
tel: +39.030.48275
www.martinellimedicinaestetica.it

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I Way Point Commerciali

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  • 2 Dicembre 2010

Dal momento in cui un Cliente entra da un concessionario per l’acquisto di una nuova vettura, a quello in cui tornerà (il così detto ciclo di rimpiazzo che normalmente può durare dai 24 ai 48 mesi) entrano in gioco i cosi detti Way Point della relazione commerciale. I Way Point possono essere individuati nei momenti qui di seguito descritti:

definiamo Tzero, il momento nel quale il Cliente entra in concessionaria per chiedere informazioni e conseguentemente stabiliremo con apposita procedura che a 3 giorni dalla sua visita effettueremo una telefonata di recall sull’offerta che chiameremo T1, da questo momento passeremo (se saremo stati bravi, accoglienti, gentili, preparati tecnicamente, etc.) al momento T2, la firma del contratto.

Il successivo contatto T3 di customer satisfaction relativo al processo di vendita e consegna della nuova vettura, ci consentirà di rilanciare il successivo aggancio al futuro contatto T4, ad esempio sensibilizzazione su di un ceck up stagionale gratuito, etc. Il punto di arrivo naturale della sequenza relazionale dovrà tendere quindi alla conclusione del ciclo di servizio… la sostituzione della vettura.

Come fare per poter controllare, verificare e gestire in tempo reale, un processo di marketing relazionale che deve vedere protagonista la forza vendita che magari è distribuita in diverse realtà (concessionarie di zona) distanti dalla sede centrale e che aprono e chiudono diverse pratiche di vendita quotidianamente ( e quindi aprono diverse attività di relazione alle quali dovranno dar seguito in futuro)?

Proprio per poter far fronte a queste esigenze, Indacodirect, ha sviluppato un’architettura e servizi web based che consente ai nostri Clienti il monitoraggio e la gestione in tempo reale di tutte le istanze che nascono e che devono essere gestite in un’azienda che abbia deciso di operare in modo moderno ed efficiente sul mercato.

Ecco che oggi, grazie all’esperienza maturata in oltre 20 anni di attività nel settore automotive, Indacodirect sta lavorando per molte realtà italiane ed internazionali, avendo attivi progetti di Customer Satisfaction, CRM, Agenda Appuntamenti per i responsabili Flotte (con performances che in alcuni casi hanno significato incrementi significativi di fatturato).

Il continuo confronto con il mercato e con i Clienti, porta la nostra azienda al costante affinamento degli strumenti messi a disposizione dei Committenti, esplorando nuove soluzioni che consentano modalità comunicative e di gestione delle informazioni sempre in linea con lo sviluppo delle tecnologie web based disponibili.

Umberto Lardieri
INDACO snc
CRM | Marketing database | Formazione
Via Cervino, 75 10155 Torino
tel. (+39) 011.2475065
fax (+39) 011.2472249
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PRP Gel Piastrinico per Biorivitalizzare e Ringiovanire il Viso

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  • 29 Novembre 2010

Detto anche plasma ricco di piastrine, la PRP (Platelet Rich Plasma) è un gel biologico ottenuto dalla combinazione di due componenti del sangue: il plasma ricco di piastrine, contenente numerosi ed importanti fattori di crescita, e trombina, quale reagente. Le piastrine attivate elaborano, immagazzinano e rilasciano vari fattori di crescita (PDGF, TGFalfa e beta, IGF I e II, EGF, VEGF), che promuovono la neoangiogenesi, cioè la comparsa di nuovi vasi, la chemiotassi cioè la migrazione dei macrofagi e dei fibroblasti e la loro proliferazione, la sintesi di collagene ed acido ialuronico.
In sostanza, i fattori di crescita liberati dalle piastrine sono in grado di stimolare ed accelerare i processi di guarigione e rigenerazione dei tessuti. Il gel piastrinico è utilizzato già da anni in chirurgia ortopedica, chirurgia maxillo-facciale, odontostomatologica, oculistica e nella terapia delle ulcere cutanee croniche. Recentemente la ricerca ne ha esteso l’impiego anche in medicina estetica per la biorivitalizzazione e il ringiovanimento cutaneo, anche in associazione con altre metodiche di medicina estetica, come il laser resurfacing, il fotoringiovanimento con IPL (luce pulsata), la biostimolazione con il Sistema Intraceuticals® all’ossigeno iperbarico, la tossina botulinica, i fillers.

La biostimolazione con il gel piastrinico può essere indicata sia nelle pelli giovani a partire dai 28-30 anni come prevenzione, sia nelle pelli mature come trattamento dell’invecchiamento cutaneo. Questa procedura può essere effettuata, a seconda dei casi, a livello di volto, collo, décolleté, dorso delle mani, addome, parte interna delle braccia e delle cosce. Si preleva dal Paziente un piccolo quantitativo di sangue venoso, che viene poi opportunamente centrifugato, in modo da ottenerne la separazione nella frazione contenente i globuli rossi, che viene scartata, e quella contenente plasma e piastrine, che viene invece recuperata e trattata con un attivatore piastrinico.

Il gel piastrinico così ottenuto viene quindi subito reiniettato nel derma dello stesso Paziente da cui è stato prelevato. La tecnica iniettiva è simile a quella della biostimolazione classica con acido ialuronico, poiché viene eseguita con un ago sottilissimo (30G) e con tecnica a micropomfi. Il trattamento non richiede alcuna anestesia poiché non è doloroso, ma provoca solo un leggero fastidio assolutamente sopportabile.

Le sedute andrebbero ripetute 1 volta ogni 3 mesi per 3-6 volte in totale, in base alle caratteristiche e al grado di foto- e crono-aging della pelle. Si consiglia in seguito di seguire un mantenimento con 1 seduta ogni 6 mesi. I primi risultati sono visibili sin dal giorno dopo: la pelle appare sensibilmente più idratata e turgida, grazie alla componente plasmatica del gel piastrinico, che conferisce subito una maggiore idratazione.

Dopo un paio di settimane si iniziano a vedere gli effetti legati alla stimolazione da parte dei fattori di crescita della rigenerazione tissutale: la pelle diventa a poco a poco più luminosa, compatta, elastica, e si attenuano anche alcune rughette. Questo tipo di risultato a lungo termine si consoliderà e stabilizzerà ulteriormente nel corso del mese successivo. Il miglioramento determinato da ogni seduta si sommerà in modo sinergico ai risultati prodotti dalle sedute precedenti.

D.ssa Ginevra Migliori
Chirurgo Plastico Ricostruttivo Estetico
Massa – tel. 0585.45110
Milano – tel. 02.36684785
www.ginevramigliori.com

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Laser Frazionato: Alternativa Sicura al Peeling Chimico Intervista al Dr. Dario Tartaglini

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  • 22 Novembre 2010

Dott. Tartaglini, quali sono gli inestetismi cutanei del viso che più frequentemente riscontra tra i suoi pazienti? “Possiamo distinguere due tipi di problematìche: quelle del derma e degli strati più profondi dovute essenzialmente a cedimento e svuotamento, e quelle superficiali. Le prime vengono trattate con acido ialuronico e rivitalizzanti, le seconde sono invece spesso più complesse nel trattamento: in precedenza si utilizzavano peeling chimici di diversa tipologia e concentrazione, oggi una tecnica innovativa è senza dubbio il laser frazionato.”

Ci parli più dettagliatamente di questo laser, quali problematiche può risolvere o migliorare? “I problemi che più frequentemente si riscontrano sulla pelle del viso sono: macchie e discromie in genere (dovute a esposizione solare, gravidanza o terapie ormonali), piccole rughe del contorno della bocca o degli occhi, cicatrici da esiti di acne o da interventi chirurgici, pelle genericamente dall’aspetto opaco, spento, con i pori dilatati, con ispessimenti e irregolarità.”

Come si svolge la seduta? ” Si applica inizialmente uno strato di crema anestetica per attenuare la sensazione di calore, successivamente si passa il manipolo del laser su tutta la zona da trattare. Se necessario, si effettuano più passaggi. A seconda dell’area da trattare la seduta dura dai 20 ai 45 minuti. Successivamente si applica una maschera lenitiva, dopo di che il paziente può tornare alle sue normali attività quotidiane avendo cura di mantenere la pelle sempre ben idratata con apposite creme.”

Quante sedute sono necessarie? “A seconda della problematica da trattare sono necessarie da 1 a 3 sedute, secondo la mia esperienza clinica circa il 70% delle pazienti è già soddisfatta dopo il primo trattamento. Nel caso di problematiche più importanti, come cicatrici acneiche o rughe periorali, può rendersi necessario ripetere il trattamento dopo 2-3 mesi.”

Quali sono i vantaggi di questa nuova tecnica rispetto ai sistemi finora usati? “Di solito queste problematiche venivano affrontate con i peeling chimici: sono un’ottima alternativa ma richiedono una grande esperienza da parte dell’operatore poiché la reazione è spesso molto diversa da soggetto a soggetto. Spesso un trattamento con peeling chimico, se non eseguito correttamente, può addirittura aggravare la problematica stessa. Il laser è facilmente utilizzabile, ha potenze dosabili in base alla tipologia di pelle del paziente e consente di intervenire anche in aree limitate o particolarmente delicate, senza rischi.”

Ci può dare un’idea dei costi? “Il prezzo di una seduta può variare da 350 a 600 euro a seconda della zona da trattare e dall’estensione della stessa.”

BETAR MEDICAL srl
Direttore Sanitario: Dott. Dario Tartaglini
via Melzi d’Eril, 26 – 20154 Milano
tel: 02 36684785
fax: 02 36684787
www.betarmedical.it

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Biorivitalizzazione come Terapia Preventiva dell’Invecchiamento Cutaneo

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  • 9 Novembre 2010

Dopo aver sottoposto la nostra pelle allo stress estivo abbiamo a disposizione l’autunno e l’inverno per sottoporci ad una serie di trattamenti tonificanti e rigeneranti per curare la nostra pelle. La biorivitalizzazione è una terapia anche preventiva dell’invecchiamento: ha lo scopo di ottimizzare la fisiologia cutanea e incrementare il tono, l’elasticità e l’idratazione profonda della cute.

Si può agire sui diversi distretti corporei: viso, collo, decolleté, interno braccia, interno cosce, addome, mani e gomiti. In cosa consiste?

Si utilizzano varie sostanze per il trattamento di pelle avvizzita, rilassata, disidratata che sono iniettate con inoculazioni multiple e diffuse localizzate al derma superficiale sull’insieme del viso e del collo e delle altre aree da trattare.

Si corregge così la diminuita capacità cellulare di produrre nuovo acido jaluronico e fibre elastiche e la perdita, con l’avanzare dell’età, delle capacità dell’acido jaluronico stesso a legare acqua, con conseguente danno tissutale per disidratazione e conseguente formazione delle rughe.

Il derma è composto da fibre di collagene e molecole di acido jaluronico che fissano l’acqua e generano volume. L’acido jaluronico dona elasticità e tonicità alla cute. L’utilizzo in abbinamento con filler ci garantisce correzione e biorivitalizzazione delle pelle nella sua totalità.

Il medico che si occupa di medicina estetica può proporre oggi al proprio paziente una vasta gamma di molecole che validamente si integrano in un programma di biorivitalizzazione della cute.

Questi prodotti, oltre a svolgere un’azione ristrutturante e intensamente idratante sono dotati di bio-interattività nei confronti dei fibroblasti: li stimola a produrre collagene, elastina e ulteriore acido ialuronico endogeno, proteggendoli contemporaneamente dall’azione dannosa dei radicali liberi che si formano continuamente, in particolare durante l’esposizione solare. Esistono due metodiche di biorivitalizzazione cutanea:

la prima metodica, usata nella prevenzione e cura dell’invecchiamento cutaneo, consiste nell’esecuzione di infiltrazioni intradermiche lineari in senso verticale e orizzontale su aree estese del volto e del collo (utile in particolare a livello delle guance e delle regioni perioculari, le più danneggiate dalla perdita di elasticità e di idratazione che porta a quell’antiestetico aspetto “corrugato”); prevede sedute distanziate di una settimana con sedute di mantenimento poi mensili.

La seconda metodica è più utile in persone giovani che vogliono prevenire e contrastare l’invecchiamento cutaneo dovuto all’esposizione solare o a lampade abbronzanti: si effettuano numerose microiniezioni, molto superficiali, praticamente indolori, distanziate di un centimetro l’una dall’altra sul volto, sul collo e decolleté ed, eventualmente, anche sulle mani: la sostanza poi si distribuisce uniformemente nel derma superficiale legando acqua ed aumentando visibilmente l’idratazione e il turgore cutaneo.

E’ consigliabile effettuare 2 sedute settimanali prima dell’esposizione solare: in questo caso si attua una prevenzione attiva del fotoinvecchiamento sfruttando in pieno l’azione di protezione anti-radicali liberi dell’acido ialuronico; le eventuali sedute di mantenimento ogni 2 mesi. Ottimi sono i risultati ottenibili sul collo, che frequentemente le pazienti chiedono di correggere, perchè è una zona che può presentare molto precocemente i segni dell’età a causa di un’accentuato rilassamento muscolare.

Al contrario dei riempitivi che in questa zona non hanno mai dato ottimi risultati, l’acido jaluronico in forma naturale ci permette di ottenere una buona distensione ripristinando turgore, elasticità e compattezza alla cute. In genere sul collo sono necessari almeno cinque/sei trattamenti a due settimane di distanza uno dall’altro e di un sucessivo mantenimento personalizzato.

Dott. Pietro Martinelli
Medicina Estetica Preventiva Antiageing
viale Italia 4, 25126 Brescia
tel: +39.030.48275
www.martinellimedicinaestetica.it

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Guance più Piene: Radiesse™Dermal Filler Consente di ripristinare i Volumi del Viso

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  • 2 Novembre 2010

Nel corso del 12° Congresso Internazionale di Medicina Estetica di Agorà Società di Medicina ad Indirizzo Estetico, durante il Workshop Merz sono state evidenziate le caratteristiche del Radiesse, filler a base di idrossiapatite definito dall’azienda “volumizzante immediato e naturale”.

Il Radiesse è un filler approvato negli Stati Uniti dalla F.D.A. (Food and Drug Administration, l’Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali) per la correzione delle pieghe facciali e delle rughe di grado moderato e severo, incluse le pieghe nasolabiali.

In Europa il Radiesse è certificato CE per la chirurgia plastica e ricostruttiva, compreso l’aumento del tessuto morbido intradermico e sottocutaneo dell’area facciale. E’ composto per il 30% da microsfere sintetiche di CaHA idrossiapatite di calcio sospese in soluzione acquosa di gel (70%). Le microsfere di idrossiapatite di calcio hanno una dimensione tra i 25 e i 45 micron e sono composte di ioni calcio e fosfato che si trovano anche nel tessuto epidermico.

E’ un prodotto al 100% biocompatibile e quindi non è necessario nessun test allergologico prima di sottoporsi al trattamento. L’azione del prodotto è immediata e ha una funzione di stimolo del collagene naturale. Durante l’iniezione, il gel in cui sono immerse le microsfere di CaHA opera una immediata azione correttiva e riempitiva. Dopo l’iniezione il Radiesse ha un’azione di stimolo alla produzione di collagene naturale: i macrofagi degradano il medium gelatinoso che scompare in pochi mesi e i fibroblasti formano nuovo collagene naturale che darà un volume maggiore e una pelle più liscia.

Per le caratteristiche specifiche del prodotto è necessario un utilizzo minore di materiale rispetto ad un trattamento con acido ialuronico: si arriva ad un risparmio del 25-30% per trattamento ottenendo un effetto più duraturo rispetto ad altri filler. Il prodotto non è permanente ma completamente biodegradabile dall’organismo umano, per cui il Radiesse è progressivamente metabolizzato dai macrofagi con il meccanismo della fagocitosi ed eliminato totalmente dal corpo. Grazie alla maggiore durata l’effetto del Radiesse arriva ad un anno e sono stati descritti periodi anche più lunghi.

La procedura è semplice, comoda e indolore in quanto nel prodotto è presente un anestetico (lidocaina 2%). Le indicazioni terapeutiche sono per il trattamento delle rughe periorbitali, delle guance, delle pieghe nasolabiali, dell linee della Marionetta, per un aumento labiale cutaneo e un aumento di volume della zona del naso.

Prof. Giuseppe Sito
chirurgo estetico
Torino 011.566.0399
Milano 02.860.321
Napoli 081.402.042
[email protected]
www.giuseppesito.it

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Miopia Astigmatismo Ipermetropia Elevati: Correggerli con le Lenti Fachiche

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  • 29 Ottobre 2010

Le lenti intraoculari di ultima generazione correggono i vizi di refrazione. Quelle che noi proponiamo sono le lenti fachiche che sono inserite all’interno del bulbo oculare senza togliere il cristallino naturale: questo permette il grande vantaggio di mantenere l’accomodazione cioè la messa a fuoco da vicino.

In commercio esistono numerosi modelli di lenti fachiche e sin dagli anni 80 gli oculisti hanno tentato con questa tecnica di correggere i vizi di refrazione ma è solo con gli ultimi modelli di lenti da camera posteriore che possiamo correggere anche l’astigmatismo: con le lenti cosiddette toriche, abbiamo raggiunto lo stato dell’arte di quello che è la correzione dei vizi di refrazione elevati, non correggibili con il laser. Questo tipo di approccio consente soprattutto di avere un recupero funzionale pressochè immediato.

Le lenti che noi proponiamo sono inserite nel bulbo oculare in anestesia locale o topica e permettono il recupero funzionale della vista nell’arco di alcune ore e correggono molto bene gli astigmatismi, correggono molto bene le miopie e naturalmente le ipermetropie elevate.

Possono essere inserite anche quando è stato eseguito un trapianto di cornea, quindi sono ottime per la correzione dei vizi di refrazione post-traumatici, post-trapianti di cornea o tutte quelle correzioni chirurgiche del vizio di refrazione elevato in cui non si possa toccare la cornea o la cornea abbia delle controindicazioni ad essere operata con le tecniche tradizionali.

Dott. Alberto Bellone
medico oculista
Torino | Milano | Busto Arsizio
Tel. (+39) 011.318.6318
[email protected]
www.albertobellone.it

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Liposuzione Liposcultura 3D Ultima Generazione: Foto Prima e Dopo

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  • 28 Ottobre 2010

La liposuzione è una conosciuta tecnica chirurgica che con l’uso di cannule aspiranti, permette il rimodellamento di parti del corpo. E’ uno degli interventi più eseguiti e nel corso di 10 anni la metodica è stata progressivamente migliorata.

Grazie all’ideazione di una nuova tecnica di liposuzione superficiale che consente, in mani capaci, una vera e propria liposcultura, si ottiene un rimodellamento corporeo globale tridimensionale di tutte le disarmonie del corpo legate ad accumuli di grasso, ottenendo dei risultati decisamente superiori rispetto alla liposuzione convenzionale.

La liposuzione superficiale permette di sgrassare il tessuto sottocutaneo in superficie, sfruttando al massimo la capacità di retrazione della pelle che pertanto si adatta alle nuove dimensioni corporee senza rilasciarsi con gli inestetismi che derivano dalla liposuzione classica.

Un intervento di liposuzione prevede una valutazione del corpo nel suo insieme: la bellezza femminile è un sinuoso alternarsi di concavità e convessità che vanno ricreate o valorizzate, pertanto per alcune pazienti occorrerà soltanto rimuovere il grasso laddove è in eccesso, per altre sarà opportuno anche reintrodurlo mediante apposite siringhe laddove è carente, ad esempio nella regione glutea per aumentarne la proiezione o a livello dei fianchi dove talvolta, soprattutto nelle pazienti magre, sono presenti antiestetiche aree depresse o infine, a colmare dei buchi di cellulite particolarmente visibili.

Dott. Luca Cravero
Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Via Freidour, 1 – 10139 Torino
Tel. 011.7719077
Cell. 339.2867797
www.chirurgiaplastica.us

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ONE Sotheby’s International Realty e Miami Immobili: Il Lusso è solo a un Click di Distanza

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  • 26 Ottobre 2010

Daniela Bonetti e Darryl Fox leader nel settore immobiliare a Miami Beach e Top Producer da oltre 13 anni, hanno stretto un accordo strategico con ONE Sotheby’s International Realty per offrire i migliori immobili e ville nella zona di Miami Florida.

ONE Sotheby’s International Realty ha una solida reputazione per l’esperienza acquisita nel corso degli anni presso i propri clienti. Con un ampio network di affiliati in più di 500 uffici in 35 nazioni diverse offre tutta la competenza e autorevolezza per un acquisto sicuro.

Nata come casa d’aste nel 1744, il nome Sotheby’s® è riconosciuto in tutto il mondo come venditore delle collezioni d’arte più prestigiose, antichità, gioielli.

Sotheby’s International Realty® è un marchio che è subito diventato conosciuto nel mondo per la qualità dei prodotti che offre: i migliori immobili per la clientela più prestigiosa.

L’abilità di collegare in tutto il mondo compratori e venditori permette di soddisfare qualsiasi richiesta in breve tempo. Vi invitiamo a visitare il nostro sito in italiano www.miamimmobili.it per conoscere tutte le offerte o scriverci e telefonarci direttamente per maggiori informazioni.

I clienti Sotheby’s® includono:
71 delle 100 persone più ricche della classifica Forbes
253 dei 400 americani più ricchi
78 dei 100 americani più ricchi.

Darryl Fox
tel +1.305.788.3699
[email protected]

Daniela Bonetti
tel. +1.305.582.1639
[email protected]
ONE Sotheby’s International Realty

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Extension Capelli ExtensionHairService.com è il Sito per chi Ama le Extension

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  • 22 Ottobre 2010

Le extension sono delle integrazioni artificiali dei capelli umani, ma a differenza delle parrucche non hanno la funzione di creare una acconciatura fittizia sulla testa, ma di rinfoltire o di allungare i capelli già presenti. «Mi sono appassionata in particolar modo alla tecnica dell’extension perché permette di valorizzare velocemente, con risultati strabilianti, qualsiasi testa». Lady D. Zaja è una grande esperta di estension e vuole che tutti possano utilizzarle con semplicità.

«Sono hair stylist e da anni mi interesso di bellezza e cura dei capelli, sia in ambito cinematografico che teatrale, dove le esigenze di rapidità, flessibilità e qualità sono sempre in primo piano». E’ noto che molte attrici, cantanti e personaggi dello spettacolo fanno uso di extension da anni. Naomi Campbell, per esempio, ha sempre utilizzato extension per ricreare l’effetto di una chioma lunga e liscia, dato che i suoi capelli sarebbero naturalmente afro.

«Gli effetti delle extension sono di simulare un tipo di capelli che normalmente non potrebbe essere realizzato con i propri capelli naturali. – spiega Lady D. Zaja – Grazie alle extension possiamo allungare, ma anche solo infoltire una chioma, mantenendone l’aspetto naturale. L’importante è usare sempre prodotti naturali, cioè capelli veri e non prodotti sintetici. La durata è notevole, fino a sei mesi e ci si può sbizzarrire anche con i crazy colors».

Ma perchè un sito web dedicato? «Con extensionhairservice.com voglio ogni mese mettere a disposizione informazioni e materiali che
riguardano il mondo delle extension. Vedo troppa improvvisazione in giro e l’utilizzo a volte di prodotti non di qualità. Desidero quindi mettermi al servizio di tutte quelle persone, privati, ma anche parrucchieri e truccatori che sentano la necessità di avere un partner professionale per un servizio di consulting affidabile e puntuale.

Lady D. Zaja – Profilo professionale. Preparazione tecnica in Italia (Milano), a Londra e negli Stati Uniti (San Diego) per quanto riguarda l’acquisizione delle tecniche di applicazione dell’extension. Aggiornamenti per il makeup studio a Milano
nel corso degli anni. Stylist per la bellezza e cura dei capelli e per l’estetica del viso in generale.

Lady D. Zaja
EXTENSION CAPELLI | CIGLIA | TAGLIO MODA
[email protected]
Linea diretta +39.347.7303923
www.extensionhairservice.com

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Aumentare le Labbra e Ridurre le Rughe del Viso con i Filler

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  • 21 Ottobre 2010

Il segni del tempo sul viso possono essere attenuati con l’uso dei filler a base di acido ialuronico o idrossiapatite di calcio. Il ricorso al lifting chirurgico si cerca di procrastinarlo grazie anche ai nuovi prodotti che la ricerca scientifica mette a disposizione del medico estetico.

Una zona particolarmente importante del viso su cui intervenire è la parte inferiore (terzo inferiore) quindi la zona che comprende i solchi naso labiali, le piccole rughe che si formano attorno alla bocca, il labbro superiore e il labbro inferiore.
I solchi più profondi del viso si correggono effettuando delle iniezioni a tunnel tangenziali alla direzione della ruga e facendo fuoriuscire il materiale uscendo dal tunnel, per via retrograda. Si tratta si una zona importante da correggere perchè spesso incupisce l’espressione del viso.

Per l’aumento volumetrico delle labbra si agisce solitamente lungo il bordo, il cosiddetto vermiglio del labbro, dove procedendo tangenzialmente, prima dalla parte mediale e poi dalla parte laterale, si fa fuoriuscire il materiale mentre si arretra con l’ago; infine si procede trattando la parte laterale sempre tangenziale al vermiglio.

La quantità di volume di prodotto dipende dalla richiesta della paziente e gli aumenti leggerei sono i più richiesti per donare un aspetto sempre estremamente naturale al labbro.

Una volta ottenuto il risultato desiderato è importante massaggiare la zona: infatti nei primi minuti il materiale può essere rimodellato e il massaggio evita le irregolarità o le formazioni nodulari che la paziente potrebbe avvertire all’interno della mucosa. Il massaggio deve essere delicato e finalizzato a modellare la parte trattata..
Sul sito è disponibile un video che illustra il trattamento con filler riassorbibile.


BETAR MEDICAL srl

Direttore Sanitario: Dott. Dario Tartaglini
via Melzi d’Eril, 26 – 20154 Milano
tel: 02 36684785
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www.betarmedical.it

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Soft Lifting per un Viso pià Giovane e Fresco: l’Importanza delle Guance

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  • 19 Ottobre 2010

L’intervento più richiesto per una veloce rinfrescata è l’innesto di filler all’acido ialuronico. E oggi, grazie all’ausilio di una “nano-cannula” hi-tech, del calibro di un ago tradizionale ma più lunga, flessibile e con la punta arrotondata, siamo di fronte a una rivoluzione copernicana rispetto alla correzione estetica tradizionale.

Ci riferiamo alla Soft Restoration, tecnica di ringiovanimento mini invasiva e senza dolore che attenua le rughe, ma soprattutto rimodella e restituisce ai tratti del viso grazia e armonia.

I vantaggi di questa metodica sono molti: al posto di dozzine di punture sul viso, che non tutti sopportano, basta un solo forellino d’ago per parte se la zona da trattare è circoscritta, ad esempio all’area zigomatica o altro, e due forellini d’ingresso per parte se si deve trattare tutto il viso.

La grande flessibilità e l’ottima scorrevolezza dello strumento all’interno dei tessuti permette di distribuire il gel di acido ialuronico uniformemente sulla zona interessata, quasi “spalmandolo”, cosa che nessun ago rigido potrebbe mai fare.

La Soft Restoration, inoltre, consente anche di utilizzare nella stessa seduta tipi di gel NASHA diversi: il risultato è una sorta di soft lifting tridimensionale, che cancella le zone d’ombra ed esalta i punti luce del viso.

Altri vantaggi: il volume finale corrisponde esattamente al quantitativo di acido ialuronico introdotto e non si rischia l’effetto guance paffute che talvolta rimane per un po’, invece, dopo un lipofilling (innesto di grasso autologo).

Con la Soft Restoration basta un’unica seduta per trattare tutto il viso e il decorso post intervento è rapido: eventuali lievi gonfiori si riassorbono nell’arco di una giornata. L’effetto dura circa 12-18 mesi, dopo va ripetuto.

Prof. Giuseppe Sito
chirurgo estetico
Torino 011.566.0399
Milano 02.860.321
Napoli 081.402.042
[email protected]
www.giuseppesito.it

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Filler Iniettabili Riassorbibili: una Scelta Sicura nel Trattamento delle Rughe e Solchi del Viso

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  • 15 Ottobre 2010

I filler iniettabili sono una vera e propria rivoluzione nel mondo della medicina estetica. Le aziende produttrici hanno messo a punto nel corso degli anni prodotti che consentono delle correzioni sempre più precise, facili e naturali e soprattutto sicure, lasciando da parte i prodotti non riassorbibili che sono più insidiosi perchè non consentono di ritornare ad una condizione iniziale.

I filler riassorbibili a base di acido ialuronico o di idrossiapatite di calcio come il Radiesse (TM) sono da preferirsi e in grado di dare degli ottimi risultati sia in termini estetici che di buona durata.

I filler hanno di fatto reso alcune manovre chirurgiche non più necessarie a tutto vantaggio del paziente che gradisce l’immediatezza del risultato, la minore cruenza e il costo più basso.

Il vero segreto per ottenere un buon risultato è l’estrema chiarezza tra paziente e medico prima del trattamento. Gli eccessi di un tempo sono oggi banditi: la moderazione è fondamentale per ottenere dei risultati naturali che possano definirsi veramente un miglioramento estetico.

Linee del volto ben disegnate e l’effetto ringiovanente del filler possono dare grande soddisfazione al paziente, senza per questo essere trasformato in una maschera inespressiva. Si può ottenere un ottimo effetto estetico diminuendo la profondità di alcuni solchi nasogenieni  togliendo così l’effetto stanco e spento.

D.ssa Renata Migliardi
Corso Galileo Ferraris 120g Torino
Tel. 011.501.234
[email protected]
www.esteticaoculare.it

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Mastoplastica Additiva: Sottoghiandolare o Sottomuscolare?

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  • 13 Ottobre 2010

La mastoplastica additiva è l’intervento chirurgico estetico più popolare. L’incisione chirurgica comunemente viene eseguita nel solco sottomammario ed è lunga circa 4.5 cm. Questa tecnica di incisione rispetta l’integrità mammaria in quanto non ci sono lesioni interne della ghiandola con conseguente minimo rischio di alterazioni della sensibilità e dell’erettibilità del complesso areola/capezzolo così come nella capacità di allattamento.

La mammella viene poi disconnessa in blocco dal muscolo pettorale (nella tecnica sottoghiandolare) o con questo dalla parete toracica (nella tecnica sottomuscolare) per l’inserimento dell’impianto mammario. Personalmente non effettuo l’incisione attraverso l’areola in quanto questo comporta il taglio del tessuto mammario e quindi maggiore compromissione dell’integrità mammaria. L’incisione dall’ascella è effettuato in particolari situazioni e richiede differenti tipi di impianti e strumentario endoscopico.

La posizione sottoghiandolare o sottofasciale è indicata per mammelle di taglia seconda o terza, con una quantità di tessuto mammario che possa garantire una buona copertura dell’impianto. L’intervento non necessita di drenaggi, darà poco dolore post-operatorio ed un rapido recupero nelle attività quotidiane in una settimana. Lo svantaggio è una prematura visibilità dell’impianto (rippling), ptosi (cedimento dei tessuti con abbassamento della mammella) e contrazione capsulare (indurimento della mammella).

La posizione sotto muscolare è indicata per mammelle più piccole (taglia prima e seconda) che non avendo una sufficiente quantità di tessuto mammario per coprire l’impianto, necessita di utilizzo del muscolo pettorale. Solitamente richiede drenaggi post-operatori, ed un recupero delle normali attività in 2 settimane. I vantaggi sono il minore rischio di rippling, contrazione capsulare e ptosi. Per ottenere un risultato estetico naturale è necessario l’utilizzo di protesi anatomiche per mammelle di taglia pre-operatoria prima e seconda, mentre per mammelle di taglie maggiori si possono utilizzare impianti rotondi.

D.ssa Ginevra Migliori
Chirurgo Plastico Ricostruttivo Estetico
Massa – tel. 0585.45110
Milano – tel. 02.36684785
www.ginevramigliori.com

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Bellezza degli occhi: sopracciglia rialzate per uno sguardo più aperto e luminoso

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  • 29 Settembre 2010

Comunicare senza usare le parole, solo con lo sguardo: i nostri occhi ci consentono di fare anche questo. La forza della muscolatura mimica ed un cedimento dei tessuti cutanei e sottocutanei possono ripercuotersi sulla bellezza degli occhi portando alla formazione di rughe, borse e gonfiori e rendendo meno tesa la pelle delle palpebre, dell’incavo degli occhi stessi e delle sopracciglia. Per mantenerli belli sono indispensabili cure quotidiane, mentre per risolvere problemi estetici più evidenti esistono soluzioni specifiche, cosiddette soft, non chirurgiche, del tutto indolori ed estremamente efficaci.

La miglior strategia per mantenere inalterata la bellezza dei nostri occhi è ovviamente la prevenzione. Semplici regole quotidiane: ricordarsi di struccare sempre ciglia, sopracciglia e palpebre, uso di adeguata protezione solare ed occhiali da sole, ed applicazione costante di prodotti cosmetici per il mantenimento del tono e della freschezza cutanea (tra questi ricordiamo l’Aloe Vera, la caffeina, l’acido ialuronico oltre a numerosi altri principi attivi). Questi prodotti, che devono essere applicati con costanza, hanno anche la capacità di prevenire gonfiori ed attenuare la formazione di borse sottopalpebrali.

La medicina estetica grazie a prodotti sempre più tecnologicamente avanzati e sicuri e a nuove modalità nel loro uso e nella loro applicazione è in grado di cancellare questi inestetismi, riportando luminosità e bellezza allo sguardo.

L’acido ialuronico è ormai il più conosciuto ed utilizzato materiale riassorbibile utilizzato in medicina estetica per riempire gli avvallamenti creati dalle rughe e per ricreare volumi. Nella regione perioculare esso, nelle sue varie e nuove formulazioni, viene impiegato per ridurre la visibilità delle zampe di gallina, ma anche per eliminare quel fastidioso aspetto ad occhio scavato provocato da una perdita di tessuto di sostegno al di sotto della palpebra inferiore, nella cosiddetta valle delle lacrime. La tossina botulinica, grazie alla sua capacità di determinare una temporanea riduzione della capacità di contrazione di determinati muscoli a livello dei quali viene iniettata con estrema precisione, ci permette di eliminare le sottili rughe perioculari.

Una piccola discesa del sopracciglio, anch’essa legata ad una perdita di tessuto di sostegno o ad una mimica frontale molto spiccata, è invece in grado di rendere lo sguardo più triste. Oggi esiste una soluzione tecnica non chirurgica per risolvere il problema e dare nuova luminosità ai nostri occhi. Infatti, con un sapiente e preciso uso del botulino in corrispondenza dell’angolo del sopracciglio combinato con l’infiltrazione a tale livello, mediante una particolare tecnica infiltrativa, di acido ialuronico è in grado di distendere le palpebre ed allargare lo sguardo rivolumizzando la regione sovraorbitaria esterna, accentuando così, in maniera soft e quasi inapparente, la bellezza dell’intera regione del terzo superiore del viso.

Dott. Giuseppe Serpieri
Flebologia & Estetica
Torino Milano Roma
tel. 335.679.1027
[email protected]
www.flebologia.it

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Il CRM Customer Relationship Management secondo Indaco

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  • 28 Settembre 2010

Il CRM è una strategia di business personalizzata che permette di trasformare l’azienda  in un’organizzazione orientata verso il cliente. Per ottenere il massimo profitto da ogni cliente e la sua totale fidelizzazione, il CRM analizza i comportamenti di ciascuno, ne comprende le esigenze specifiche, per sviluppare strategie di business personalizzate.

Nell’acronimo CRM la parola più importante è certamente “Management”, cioè la “gestione delle relazioni con il cliente” che può guidare l’azienda verso l’incremento della redditività  di clienti acquisiti e potenziali. I processi si costruiscono e possono essere gestiti in tempo reale, al fine di consentire alle aziende il controllo delle loro attività verso la clientela e, grazie alla possibilità  di controllo e verifica in tempo reale,  possono decidere di confermare o modificare la rotta verso gli obiettivi.

Cos’è più importante per un’azienda?
Sicuramente mantenere uno stretto rapporto con il cliente acquisito: ci sta a cuore la sua soddisfazione, ci sprona a fare sempre meglio la sua fedeltà  ma è altrettanto importante ampliare il nostro mercato, trovare nuovi clienti… e la strategia per realizzare queste esigenze è  il CRM, una strategia in grado di soddisfare il cliente!

Il data base aziendale
Il presupposto per l’implementazione di un sistema di CRM è l’esistenza di un database di marketing focalizzato sui clienti, cioè un database informatizzato contenente un complesso di dati e di informazioni. Con un customer database accurato e aggiornato è possibile attuare azioni di marketing molto efficaci, oltre che a costi contenuti.

Le strategie di CRM permettono di registrare in un unico database tutti i dati e le informazioni relative ad ogni singolo cliente. In questo modo l’ azienda può avere un’ analisi e visione personalizzata di ciascun profilo e grazie a queste informazioni potranno essere prese decisioni in tempo reale ed essere avviate soluzioni di marketing personalizzato, servizi mirati di assistenza o di supporto alla vendita.

il CRM è una filosofia di business aziendale che non si limita solo alle attività  di vendita e servizio clienti, ma si integra con tutto il sistema aziendale, ne coinvolge i processi di business, le strategie decisionali, le strutture organizzative, le risorse umane e tutte le relazioni interne ed esterne.

INDACO snc
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Mastopessi: Quando è Necessario rialzare le Mammelle

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  • 27 Settembre 2010

La mastopessi è l’intervento finalizzato a rialzare le mammelle e riposizionare il complesso areola-capezzolo nella sede opportuna. La ptosi mammaria, cioè la caduta della ghiandola mammaria è una condizione che può essere del tutto fisiologica in quanto correlata all’avanzare dell’età ed al volume mammario.

Altre cause, quali ad esempio una gravidanza, una importante perdita di peso, una pelle particolarmente sottile ed anelastica possono accelerare tale caduta rendendo la ptosi evidente già in giovane età.

La mastopessi, se è modesta, può essere corretta con un’incisione periareolare completa, rimozione dell’eccesso cutaneo, modellamento della ghiandola residua, posizionamento di una protesi per aumentare la proiezione e sutura a borsa di tabacco (la cosiddetta sutura round block). La cicatrice risultante sarà intorno all’areola mammaria.

Se la mastopessi è importante, è necessario effettuare anche l’incisione verticale sotto l’areola per poter togliere un maggiore quantitativo di cute e modellare meglio la ghiandola residua. L’intervento di mastopessi può essere effettuato senza protesi mammarie o con l’ausilio di protesi. Nel primo caso noi utilizziamo una tecnica che prevede l’allestimento di una autoprotesi, cioè modelliamo la ghiandola mammaria ptosica come una protesi che riposizioniamo nella sede corretta.

La mammella assume fin dalle prime settimane dopo l’intervento un aspetto naturale. Utilizziamo invece le protesi se vogliamo dare un riempimento importante del polo superiore. L’operazione richiede dalle due alle tre ore, viene generalmente effettuata in narcosi ed in regime di day-hospital. Al termine dell’intervento possono essere posizionati due drenaggi che verranno generalmente rimossi dopo 24 ore.

Dott. Luca Cravero
Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Via Freidour, 1 – 10139 Torino
Tel. 011 7719077
Cell. 339.2867797
www.chirurgiaplastica.us

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Oculoplastica: come riconoscere un oculista oculoplastico in Italia

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  • 23 Settembre 2010

L’oculoplastica è una branca dell’oculistica che si occupa delle malattie delle palpebre e dell’orbita. Rappresenta un livello di competenza successivo alla specializzazione in oculistica: si può conseguire una fellowship della durata che va dai 6 mesi a 2 anni, durante i quali il medico oculista specialista approfondisce le propri conoscenze in questo specifico settore sotto la guida di un chirurgo la cui esperienza ed idoneità allo scopo siano ufficialmente riconosciute. Possiamo definirlo un Master per oculisti, una superspecializzazione.

Le palpebre, i cosiddetti annessi oculari, proteggono l’occhio e ne sono direttamente in contatto: a causa di questo intimo rapporto, le loro alterazioni spesso hanno conseguenze sugli occhi. L’orbita è una cavità ossea che contiene l’occhio, i muscoli extraoculari, i vasi ed i nervi oculari, la ghiandola lacrimale: ogni patologia di queste strutture ha inevitabili conseguenze sulla funzione visiva così come le eventuali complicanze della chirurgia delle palpebre e dell’orbita. La loro gestione richiede la competenza di un oculista. Non tutti gli Oculisti comunque, come spiegavo prima, si dedicano in maniera specifica ed approfondita a questo settore della materia.

Come può il paziente riconoscere un oculista Oculoplastico?
La fellowship rappresenta un importantissimo strumento per la crescita professionale del medico-chirurgo, a vantaggio del paziente. L’Italia non ha previsto l’istituzione di strutture presso cui conseguirlo, mentre all’estero (Francia, Inghilterra, Olanda, Stati Uniti) esistono delle sedi a cui, fortunatamente, anche i chirurghi italiani possono accedere. Non esistendo quindi in Italia per carenza legislativa il titolo accademico di Oculoplastica, nessuno può fregiarsene sulla targa esposta fuori dallo studio: non è da lì che si vede.

Si possono richiedere informazioni riguardo all’appartenenza alla SICOP (Società Italiana di Chirurgia OculoPlastica) oppure semplicemente affidarsi al consiglio del proprio Oculista (fra di noi sappiamo chi si occupa di oculoplastica, chi di retina ecc). Talora è la stessa ULSS che rende semplice la scelta dando un riconoscimento pubblico alle competenze specifiche di un singolo medico con il conferimento della cosiddetta “Alta Specializzazione”, una sorta di fellowship ottenuta sul campo, in relazione alla qualità dell’attività svolta.

Quando rivolgersi al Chirurgo Oculoplastico?
Per tutti i problemi in relazione alle anomalie di posizione delle palpebre e dell’occhio e per le alterazioni della lacrimazione.

Dott. Dario Surace
Direttore Unità Operativa di Oculistica
Ospedale S.Maria del Carmine di Rovereto (TN)
Tel. n. verde 848.816.816
[email protected]
www.dariosurace.it

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Il Mediterraneo nel Cuore: come la Dieta fa Stare Bene il nostro Cuore

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  • 22 Settembre 2010

La ricerca del modello alimentare ideale è oggigiorno una priorità soprattutto per prevenire malattie particolarmente pericolose per l’uomo, la cui incidenza purtroppo è in continuo aumento nella società attuale. E mentre le nostre conoscenze scientifiche vanno aumentando e affinandosi sempre più, risultano evidenti i legami esistenti fra alimentazione e manifestazione patologica.

Addirittura alcuni nutrienti possono impedire o viceversa favorire l’aterosclerosi da cui poi derivano manifestazioni patologiche ancora più gravi come ictus o infarto, come pure possono rivestire un ruolo fondamentale nel favorire oppure nell’arrestare la formazione di alcuni tipi di tumori.

Le malattie per le quali si riconosce una forte dipendenza dall’alimentazione sono numerose e purtroppo sempre più in aumento: ricordiamo innanzitutto le cardiopatie ischemiche, l’aterosclerosi, l’infarto, l’ictus, alcuni tipi di tumore, il diabete mellito di tipo 2, l’obesità, le malattie cerebrovascolari, il gozzo, le calcolosi, la carie dentaria, l’osteoporosi e alcune forme di anemia.

Medici, nutrizionisti, ricercatori sono tutti concordi nell’affermare che la maggior parte delle malattie cronico-degenerative, sempre più diffuse nel mondo Occidentale, sono correlate soprattutto ad un’alimentazione non corretta oltre naturalmente ad altri fattori che possono essere di origine genetica, ambientale e in modo particolare lo stile di vita.

Per anni si è parlato di dieta come regime restrittivo con il solo scopo di fare perdere peso, tanto e in poco tempo, e ne sono state create, inventate e formulate di tutti i tipi senza conoscere e considerare i danni spesso arrecati alla salute da un  regime alimentare non equilibrato!

Con le conoscenze scientifiche attuali e le ricerche a disposizione finalmente si dà il vero significato alla parola dieta ossia stile di vita e in particolare si parla sempre più spesso di DIETA MEDITERRANEA (DM) come esempio ottimale da seguire per prevenire e ridurre non solo la maggior parte delle malattie cronico-degenerative sopramenzionate, ma sopratutto l’invecchiamento a cui tutti noi siamo fisiologicamente destinati e che comunque ci spaventa.

La durata della vita è aumentata statisticamente in modo considerevole negli ultimi decenni ma non ugualmente l’intervallo di tempo nel quale si gode anche di buona salute, pertanto a che serve vivere a lungo se la qualità della vita è mediocre o addirittura tormentata da malattie!
Star bene, con la prospettiva di arrivare a 100 e più anni (il nostro organismo è stato programmato per vivere 120 anni!) in perfetta armonia col proprio corpo è l’obiettivo principale per tutti e a tale proposito l’alimentazione e in modo particolare la DM può apportare notevoli contributi.

La fama a livello internazionale della DM e del suo benefico effetto per la salute in generale, si diffonde intorno agli anni ’90 ma già un medico nutrizionista americano di nome Ancel Keys aveva condotto negli anni ‘70 uno studio epidemiologico e pubblicato un libro dal titolo “EAT WELL AND STAY WELL, THE MEDITERRANEAN WAY”.

Costui stabilitosi a Pioppi, un piccolo borgo di pescatori nel Cilento dove ha scoperto la cucina e i prodotti tipici della zona (l’olio, la pasta, il pesce, il vino, la frutta) è vissuto fino a 100 anni sostenendo la validità del modello nutrizionale presente nei paesi del Bacino Mediterraneo soprattutto Italia, Spagna, Portogallo e Grecia.

Questa sua intuizione si basava sull’osservazione che i popoli mediterranei pur consumando un’elevata quantità di grassi presentavano un tasso inferiore di malattie cardiovascolari rispetto alle popolazioni degli Stati Uniti dove i livelli di grassi nell’alimentazione erano similari.

Il motivo è la peculiarità della DM, dove è presente un alto consumo di acidi grassi essenziali di cui sono ricchi l’olio di oliva e il pesce, alimenti molto diffusi nell’alimentazione di queste popolazioni. Prendendo in esame i principi fondamentali su cui si basa la DM  si può affermare che:

in essa prevalgono le sostanze nutritive che contrastano i meccanismi determinanti le malattie croniche-degenerative e l’invecchiamento.
In poche parole racchiude nella sua essenza l’elisir di lunga vita. Siamo privilegiati rispetto ad altre popolazioni, dobbiamo esserne consapevoli e sfruttare le preziose risorse alimentari che ci offre il nostro territorio per mantenerci in salute a lungo,  divulgando la nostra cultura mediterranea della buona tavola!

Dott. Guidalberto Guidi
Clinica Fornaca di Sessant
Centro Specialistico Cardiologico Vascolare
Corso Vittorio Emanuele II° n. 91
10128 Torino – Italia
tel. 011.557.4280
tel. 331.622.750.80
www.cardioexpert.it

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Il Cheratocono si può Curare con gli Anelli di Ferrara | Video

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  • 20 Settembre 2010

Il cheratocono è una patologia sempre più frequente perchè sono diventati sempre più precisi i nostri metodi di indagine che ci permettono di fare diagnosi anche in quelle forme di cheratocono leggere o fruste.

Si tratta di una malattia che colpisce 1 persona ogni mille in Italia, con una certa prevalenza per il sesso maschile. La causa non è ad oggi nota anche se sembra vi sia una predisposizione ereditaria (10% dei casi). La cornea, che è la lente più potente dell’occhio, perde progressivamente la propria funzione elastica e contenitiva nel contrastare la pressione intraoculare.

La cornea affetta da cheratocono si incurva, si assottiglia e si sfonda in avanti. Il paziente che subisce tale processo presenta sintomi quali vizi di refrazione, come la miopia e l’astigmatismo e aberrazioni di ordine superiore, come aloni intorno alle luci.

Una soluzione relativamente nuova che noi proponiamo è quella della correzione chirurgica senza arrivare al trapianto di cornea: gli Anelli di Ferrara che noi proponiamo sono degli anellini di plastica che sono inseriti in anestesia topica, quindi senza bloccare il bulbo oculare.

E’ necessaria una certa collaborazione da parte del paziente durante l’inserimento: possono essere posizionati sia manualmente che tramite l’utilizzo del laser a femtosecondi che permette di creare una tasca nello spessore corneale.
La riabilitazione visiva è pressochè immediata e il dolore post-opertorio praticamente assente. Presentano numerosi vantaggi rispetto al trapianto di cornea: il loro costo sociale è più basso, non si trapianta niente, ma si inserisce soltanto una protesi all’interno di quella che è la nostra cornea danneggiata dal trauma o dal cheratocono.

Dott. Alberto Bellone
medico oculista
Torino | Milano | Busto Arsizio
Tel. (+39) 011.318.6318
[email protected]
www.albertobellone.it

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Needling e Acido Ialuronico nella Terapia delle Cicatrici

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  • 17 Settembre 2010

Gli esiti cicatriziali, in particolare secondari ad acne, ma anche da varicella o da trauma, soprattutto quando sono localizzati al volto, rappresentano un problema non solo estetico, ma anche psicologico per il paziente che ne è affetto. Il tessuto cicatriziale è particolarmente carente di fasci di collagene ed elastina, problema che si presenta anche quando la pelle invecchia e si impoverisce di queste sostanze che sono essenziali per mantenere elasticità e tono.

Il needling o microperforazione multipla della cute, è una tecnica innovativa che consente di stimolare a livello dermico la produzione di collagene ed elastina. Il trattamento consiste nel trattare la pelle con un rullo sterile e monouso sul quale sono posizionati, in file parallele, microaghi di acciaio chirurgico.

La cute reagisce al trauma ripetuto delle microperforazioni attivando i naturali meccanismi di riparazione, con un incremento di fibre collageniche a distanza di sei-otto settimane dall’intervento. Inoltre iniettando nella cicatrice dell’acido ialuronico si riesce ad ottenere una stimolazione molto efficace delle cellule (i fibroblasti) che produrranno una maggiore quantità di collagene ed elastina.

Per questo motivo, in considerazione della particolare carenza di collagene ed elastina a livello delle cicatrici, il miglioramento estetico risulta molto evidente.

Questo trattamento risulta efficace non solo sulle cicatrici da acne, ma anche nel trattamento degli inestetismi dovuti al normale invecchiamento o da eccessiva esposizione al sole. E’ possibile trattare con succcesso anche le rughe peribuccali e perioculari, delle smagliature ed è ideale per chi desidera avere un risultato duraturo nel tempo, infatti dopo il ciclo iniziale di trattamento è sufficiente una seduta ogni anno per il mantenimento. E’ indicato per entrambi i sessi.


D.ssa Patrizia Piersini

medico estetico
Via Pastrengo 20
Tel 011.566.0399
www.patriziapiersini.com

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Aumento del seno: la mastoplastica additiva in parole semplici.

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  • 6 Settembre 2010

La mastoplastica additiva (aumento del seno) è l’intervento che mira a ridonare volume e una bella forma al seno.Questo tipo di intervento prevede un posizionamento di protesi. Grazie alle tecniche sempre più sofisticate e alle protesi mammarie più evolute, è possibile soddisfare le richieste  di un maggior numero di donne.

E’ una procedura richiesta da donne che hanno il seno poco sviluppato (detta ipotrofia mammaria) e da donne che, dopo l’allattamento o un dimagrimento, hanno il seno svuotato o leggermente cadente.

Sul mercato esistono due tipi diprotesi: le protesi a profilo anatomico e le protesi a profilo tondo: laqualità protesica è la medesima, mentre cambia la forma che va scelta a seconda del gusto della paziente e dei consigli del chirurgo.
L’intervento di mastoplastica additiva si esegue solitamente in anestesia generale e le protesi sono posizionate sotto il muscolo pettorale in quello che viene chiamato tecnicamente un dual plane. Per posizionare le protesi è necessario creare una via di accesso che consiste in un taglietto di 4 centimetri che può essere eseguito a livello del solco sottomammario, a livello periareolare o in alcuni casi a livello ascellare.

Questo tio di intervento richiede normalmente un ricovero di 24 ore: al termine dell’intervento la paziente indossa un reggiseno elasticizzato che va portato per circa 7-10 giorni, anche la notte. Per i primi 7-10 giorni è bene evitare sforzi con le braccia, ma a distanza di un mese il risultato si può considerare assestato e definitivo. La ripresa dell’attività sportiva è solitamente consigliata dopo circa 2 mesi dall’esecuzione dell’intervento di mastoplastica.

Dott. Alessandro Gennai
chirurgo plastico ed estetico
via delle Lame 98 – Bologna
tel. 051.649.4945
[email protected]
www.gennaichirurgia.it

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Radiofrequenza per Combattere le Rughe del Viso e del Collo in Parole Semplici (video)

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  • 3 Settembre 2010

Il trattamento a radiofrequenza basa la propria efficacia sul passaggio di onde elettromagnetiche a livello dei primi strati dermici. Ciò ci consente di aumentare la temperatura dei primi strati cutanei e di provocarne un rassodamento e un compattamento.

L’innalzamento della temperatura provoca due fenomeni: il primo è una compattazione e una retrazione del collagene, il quale avendo una struttura ad elica si retrae e consente di far compattare e rassodare i tessuti cutanei; il secondo effetto, più di lungo termine, si basa sull’attivazione dei fibroblasti.

I fibroblasti sono cellule che sintetizzano il collagene e sappiamo che se stimolate da calore producono, nelle settimane successive al trattamento, nuove fibre di collagene.

Il trattamento prevede un utilizzo di gel a base acquosa sulla pelle e il passaggio di un manipolo in senso rotatorio.

Il passaggio del manipolo provoca un innalzamento della temperatura cutanea. Soprattutto nei primi strati questa temperatura raggiunge il valore di 40-41°C che è la temperatura che a noi serve per andare a stimolare la produzione di nuovo collagene.

L’effetto immediato è quello di una retrazione del tessuto e quindi otteniamo una migliore compattezza della pelle.

Le zone da trattare sono essenzialmente le zone periorali dove si formano le rughe periferiche e la zona perioculare, ma è possibile trattare tutto il viso, grazie all’apparecchio che consente un trattamento assolutamente indolore e ben tollerato da tutti.

BETAR MEDICAL srl

Direttore Sanitario: Dott. Dario Tartaglini
via Melzi d’Eril, 26 – 20154 Milano
tel: 02 36684785
fax: 02 36684787
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Oxy-Regeneration: Ossigeno Puro per Rigenerare la Tua Pelle dopo Sole e Mare

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  • 2 Settembre 2010

Rigenerare il nostro tessuto epidermico dopo l’aggressione dei raggi solari, del vento e del sale è possibile con la combinazione tra ossigeno puro, massaggio connettivale e tachipercussione.

E’ importante che la struttura alla quale ci si affida abbia personale preparato e qualificato e utilizzi un macchinario in grado di garantire i risultati promessi. Molti apparecchi non sono in grado di erogare l’ossigeno alla giusta pressione e quindi non possono sortire alcun effetto benefico per la nostra pelle.

La nostra Oxy Megastation, premiata con il Prix Pierantoni de l’Innovation 2005 al congresso Les Nouvelles Esthétiques di Parigi, che in esclusiva utilizziamo a Torino, è in grado di far arrivare l’ossigeno dove serve.

Gli effetti benefici dell’ossigeno sono ampiamente conosciuti tra cui la riduzione di irritazioni, l’attività anti-infiammatoria e antibatterica, l’effetto rinvigorente e compattante, la capacità di accelerare i processi di guarigione.

Grazie alla tachipercussione prodotta da palline di vetro che rapidamente picchiettano la cute provvedendo a un delicato massaggio, l’ossigeno è infuso attraverso la superficie della pelle dove può generare la propria azione anti-age e stimolare il metabolismo cellulare.

Con l’ossigeno è possibile infondere negli spazi tra le cellule anche dei principi attivi che sostituiscono il trattamento della mesoterapia e potenziarne i benefici effetti

Clamys Beauty Clinic
c.so Re Umberto n. 79 – 10129 Torino
Telefono +39.011.568.19.25
Fax +39.011.508.76.16
e-mail: [email protected]
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Trasporto per mare e Logistica: una storia lunga 120 anni per la Francesco Baittiner srl

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  • 30 Luglio 2010

Francesco Baittiner e figli s.r.l.: una storia lunga 4 generazioni che nasce alla fine del 1800. Nata da Francesco Baittiner l’attività si sviluppò incentrandosi sulle spedizioni dal porto di Napoli verso i paesi del Nord Europa ed in particolare l’Inghilterra. Un’attività che nel corso degli anni è divenuta via via più articolata e complessa sotto la spinta dell’incremento dei traffici commerciali a livello mondiale.

<<La nostra nuovissima sede ristrutturata rimane sempre negli uffici storici che sorgono nel cuore della city portuale di Napoli – spiega Gabriella Baittiner, amministratore delegato della Società – In questi uffici da piccola io e i miei fratelli venivamo con nostro padre e ancora oggi siamo qui a impegnarci in questa attività stimolante.>>

Gli uffici sono vicinissimi al porto commerciale, alla Dogana, alla Guardia di Finanzia, a 10 minuti dall’aeroporto di Capodichino e a 20 minuti dall’Interporto di Nola dove risiedono i magazzini. Gli uffici non chiudono mai: tutto l’anno sempre in contatto con i propri corrispondenti internazionali e nazionali, presso i porti di Genova, Salerno, Livorno e nelle città di Roma, Milano, Hong Kong e Shanghai.

<<La nostra attività ci permette di seguire il cliente sotto tutti gli aspetti logistici del trasporto, che non si limita solo alla movimentazione della merce, ma si occupa dell’intera filiera: presa in consegna del carico, del trasporto, del magazzinaggio e della consegna a domicilio. Con la crescita dell’e-business e alla presenza di un maggior numero di aziende che lavorano sul web, dobbiamo farci carico di ogni aspetto della gestione di un ordine, fino alla fatturazione. Ecco perché offriamo un servizio integrato fatto di assistenza, controllo, verifica e personalizzazione dell’attività a seconda delle esigenze del cliente.>>

<<La normativa europea in materia è complessa: noi grazie ad una rete preferenziale di collegamenti con il Ministero siamo sempre aggiornati e offriamo un servizio di consulenza puntuale ed efficace su tutte le problematiche legate allo sdoganamento delle merci in Italia e alla produzione della documentazione necessaria per licenze, documenti di vigilanza e altre pratiche burocratiche.>>

Francesco Baittiner & Figli srl
Via Miguel de Cervantes 55/14
80133 Napoli Italia
Tel. + 39.081.5514311
Fax +39.081.5513684
www.francescobaittiner.it

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Cheratocono Miopia Astigmatismo. Gli anelli di Ferrara sono efficaci nella correzione della superficie corneale.

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  • 28 Luglio 2010

Gli anelli di Ferrara intracorneali sono degli impianti di alta precisione utilizzati per correggere le irregolarità della superficie corneale e ridurre gli errori refrattivi associati al cheratocono e ad altre ectasie corneali.

Possono correggere sia i gradi moderati che elevati di miopia e astigmatismo. I Ferrara rings sono utilizzati da molti anni in tutto il mondo: abbiamo a disposizione il follow up di oltre 150.000 impianti eseguiti nel corso di 18 anni e vari studi indipendenti hanno dimostrato che gli anelli di Ferrara sono sicuri ed efficaci.

E’ importante sottolineare che questo tipo di impianto può essere rimosso in qualsiasi momento, permettendo alla cornea di tornare alla sua forma originaria. Si tratta quindi di una procedura reversibile.

Inoltre i Ferrara rings possono essere utilizzati in combinazione con altre tecniche come il crosslinking corneale, la PRK e l’impianto di lenti fachiche e non interferiscono con la normale esecuzione della cheratoplastica lamellare.

Questi tipo di impianti sono disponibili in oltre 40 differenti combinazioni, in cui varia sia l’arco di curvatura che lo spessore per adattarsi perfettamente alla situazione corneale del paziente.

E’ anche possibile riposizionare o sostituire questo tipo di impianti per adattarsi ai risultati della topografia corneale.

Si tratta quindi di una tecnica chirurgica che affidata a mani esperte può dare dei notevoli miglioramenti alla qualità della vita dei pazienti.

Ricordiamo qui di seguito le peculiarità di questo tipo di protesi impiantabili:

– rimodellamento della cornea con mantenimento dell’integrità corneale;
– regolarizzazione della topografia corneale e correzione refrattiva con la conservazione del profilo naturale, riduzione delle aberrazioni ottiche e miglioramento dell’acuità visiva e della tolleranza alle lenti a contatto
– spostamento dell’apice corneale verso il centro della pupilla
– stabilizzazione della cornea, con consegunete ritardo o eliminazione della necessità di operare un trapianto di cornea.

Dott. Alberto Bellone
Torino | Milano | Busto Arsizio
Tel. (+39) 011.318.6318
[email protected]
www.albertobellone.it

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Presbiopia un Problema Comune che le Moderne Tecnologie Cercano di Risolvere senza l’Utilizzo degli Occhiali

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  • 21 Luglio 2010

La presbiopia, dal greco presbys (πρέσβυς) che significa vecchio è un fenomeno naturale che si manifesta intorno ai 40 anni. Tutti gli individui di entrambi i sessi dopo questa età diventano presbiti. Questo fenomeno si presenta più precocemente nei soggetti ipermetropi e negli astigmatici e in modo meno evidente, nei miopi.

Nell’occhio si trova una lente chiamata cristallino. Nel bambino e nel giovane in assenza di malattie questa lente permette di vedere chiaramente sia da lontano che da vicino in quanto l’accomodazione, meccanismo di messa a fuoco naturale, permette una precisa messa a fuoco delle immagini sulla retina. Attorno ai 40 anni la presbiopia inizia poco alla volta a presentarsi rendendo gradualmente più difficile la lettura a distanza ravvicinata.

Va subito detto che la presbiopia non è una malattia, ma è la fisiologica e naturale evoluzione dell’occhio nel corso degli anni: con la perdita di elasticità del cristallino la lettura è più difficoltosa ed è consueto il gesto di allungare le braccia per riuscire a distinguere chiaramente le parole scritte. Interessando moltissime persone, da molti anni si sta cercando di ovviare al problema degli occhiali da lettura. Chi fa certi tipi di lavori e professioni mal sopporta l’utilizzo degli occhiali da lettura. Inoltre la lenta progressività del fenomeno rende necessario dopo un certo numero di anni l’aumento della potenza degli occhiali per vicino, anche se, attorno ai 65 anni si ha una stabilizzazione del fenomeno.

Sintomo principale della presbiopia è la difficoltà di lettura alla quale sono associati altri disturbi come l’affaticamento visivo nella lettura prolungata, lo sdoppiamento delle lettere, arrossamento agli occhi, lievi bruciori e anche mal di testa.

Possiamo avvalerci di diversi tipi di trattamento come gli occhiali, le lenti a contatto, la chirurgia, il laser e la radiofrequenza, i cristallini artificiali, la monovisione. Oltre ai ben conosciuti occhiali da lettura, le lenti a contatto multifocali per la presbiopia non sono così largamente impiegate come avviene invece per la miopia: ciò è dovuto al grado di qualità visiva offerta che non è spesso ottimale, associato alla scarsa praticità e alla manutenzione che è laboriosa.

Per quanto riguarda il capitolo chirurgia, sono diversi i tipi di intervento chirurgico che sono stati utilizzati ed altri sono in via di perfezionamento per curare la presbiopia. Gli inserti sclerali utilizzano  un impianto di piccoli tasselli di materiale plastico nella sclera in prossimità del muscolo ciliare dell’accomodazione per costringerlo a mantenere una maggiore capacità nella messa a fuoco. E’ un intervento che non è più utilizzato a causa della procedura macchinosa e per i possibili fastidi che possono manifestarsi dopo l’intervento.

Le incisioni radiali sulla sclera si eseguono con il bisturi o con il laser sulla sclera ottenendo una discreta correzione della presbiopia, ma con diversi inconvenienti per cui si utilizza raramente.

IL laser e la radiofrequenza (REFRATEC) rientrano nelle tecniche termiche che sono approvate all’ente americano FDA e utilizzano il calore per modificare la curvatura della cornea e correggere la presbiopia o una leggera ipermetropia. La tecnica è di semplice utilizzo ed è a basso rischio. Ha una durata limitata nel tempo (circa 3-6 anni) per cui è necessario ripeterla periodicamente. Ciò non è da considerarsi negativamente in quanto la presbiopia evolve gradatamente nel tempo per cui una nuova correzione si renderebbe comunque necessaria. E’ una tecnica utilizzata soprattutto nella monovisione.

Sono anche allo studio varie tecniche multifocali con i laser di superficie quale il laser ad eccimeri. E’ necessario ancora un perfezionamento di queste tecniche per ottenere una qualità della vista soddisfacente sia per lontano che per vicino.
Queste tecniche possono comportare vari tipi di disturbi funzionali come un calo visivo per lontano, uno sdoppiamento delle immagini, una difficoltà di visione notturna).

Queste tecniche sono utilizzabili specie in soggetti che hanno una moderata ipermetropia e richiedono una grande precisione nell’esecuzione e di apparecchiature laser appropriate. Bisogna anche considerare che il trattamento multifocale della cornea con il laser può essere fatto solo una volta, per cui non può risolvere la presbiopia che essendo un processo evolutivo, si ripresenterà dopo alcuni anni.

Ci sono poi i cristallini artificiali e cristallini fachici  che consistono in lentine che vengono inserite all’interno dell’occhio (senza rimuovere il cristallino naturale) con un breve e rapido intervento ambulatoriale, eseguibile con un’anestesia di superficie con collirio. La lentina è inserita nell’occhio davanti all’iride e rimane centrata in corrispondenza della pupilla. Non sempre forniscono una buona qualità di vista, sia  per vicino che per lontano per cui sono raramente utilizzate per la presbiopia, mentre sono adatte per correggere la miopia.

Invece i cristallini Pseudofachici multifocali e accomodativi si basano su lentine che sono inserite all’interno dell’occhio in sostituzione del cristallino con un meccanismo simile con cui si sostituisce la cataratta con un cristallino artificiale, per consentire una buona visione sia per lontano sia per vicino senza la necessità di utilizzare occhiali. Sono state realizzate delle lentine di tipo multifocale che sono composte da diversi sottili anelli concentrici con diverso potere proprio per sfruttare al meglio la visione contemporanea da lontano e da vicino.

Le lentine accomodative sono state realizzate invece per riprodurre il meccanismo fisiologico meccanismo della messa a fuoco del cristallino umano. La lentina subisce dei minuscoli movimenti in avanti e indietro che le consentono di mettere correttamente a fuoco le immagini, come se fosse un cristallino naturale.

Questi tipi di lente, multifocali o accomodative, possono in qualche caso comportare una moderata riduzione della sensibilità al contrasto (capacità di differenziare gli oggetti) con possibile difficoltà di guida notturna e possono presentare qualche difficoltà di visione al computer. Tali problemi, quando si presentano, si riducono nel tempo e nella maggioranza dei casi trattati scompaiono nel giro di qualche mese.

Sono lenti che forniscono un risultato ottimale, ma è necessaria molta precisione nel calcolo e nella procedura d’impianto; cosa non sempre possibile. Nel caso non si ottenga ciò può essere necessaria o la sostituzione del cristallino o un ritocco con il laser per correggere un eventuale difetto visivo residuo oppure l’uso saltuario di occhiali.

Le tecniche con cristallino multifocale sono ormai ben collaudate, ma richiedono un’attenta selezione del paziente per il loro impiego e una preparazione di alto livello del chirurgo, oltre che una disponibilità del paziente ad accettare qualche piccolo inconveniente per raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione totale dell’occhiale.

La monovisione è invece una articolata modalità per correggere parzialmente il problema della presbiopia e consiste nel dare al paziente la monovisione. Si fa in modo che l’occhio dominante sia usato per vedere da lontano e quello non dominante usato per la visione da vicino. (Ogni individuo ha un occhio che viene utilizzato più dell’altro ed è chiamato dominante).

Prima di sottoporsi a questo tipo di trattamento è importante valutare attentamente le necessità visive e lavorative del soggetto, infatti qualche individuo potrebbe avere difficoltà ad adattarsi alla monovisione. E’ possibile fare delle simulazioni del risultato finale con l’utilizzo di lenti a contatto, così che ci si può rendere conto di come sarebbe la propria vista in monovisione.

La monovisione si ottiene rendendo l’occhio dominante leggermente miope: ciò è possibile con l’utilizzo di tecniche come gli occhiali, le lenti a contatto, il laser ad eccimeri, il laser ad olmio (LTK), la radiofrequenza, le lenti intracorneali, le IOL fachiche, le IOL pseudofachiche. Sono necessarie normalmente da due a quattro settimane perché ci si adatti alla nuova situazione: il cervello impara a sopprimere ad ogni distanza l’immagine sfuocata, usando solo l’immagine a fuoco di uno dei due occhi.

Dott. Andrea Valli
medico oculista
www.andreavalli.it

Dott. Luigi Fusi

medico oculista
www.luigifusi.it

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L’evoluzione della Flebologia in Chiave Estetica con le Nuove Procedure di Cura e Prevenzione

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  • 20 Luglio 2010

La flebologia è da tempo considerata una disciplina anche ad indirizzo estetico in quanto molti dei suoi disturbi ad impatto prevalentemente estetico, in realtà sono legati alla sottostante presenza di una alterazione della circolazione venosa superficiale periferica o linfatica. Teleangectasie, vene varicose, cellulite e gamba gonfia rappresentano disturbi molto diffusi e sentiti.

Le soluzioni più recenti prevedono la messa in atto di differenti tipi di trattamento i quali non devono essere considerati come delle alternative o in contrapposizione tra loro, ma al contrario vanno intesi come metodi complementari per ottenere un miglior risultato finale.

I cosiddetti capillari sono caratteristicamente localizzati sulla faccia esterna delle cosce o nella parte interna delle ginocchia, ed essi stessi rappresentano non solo un problema considerato estetico, ma sono la manifestazione superficiale di un verosimile disturbo circolatorio un po’ più profondo.

Per altro risultano nella maggior parte dei casi associati ad altre situazioni quali in particolare accumuli adiposi localizzati che si vengono a trovare nelle stesse zone di localizzazione dei capillari, faccia esterna delle cosce e regione interna delle ginocchia oppure gonfiori che caratteristicamente interessano la parte più distale delle gambe e le caviglie.

Questi tre elementi patologici e cioè alterazione circolatoria, accumulo adiposo, ristagno di liquido, tendono ad auto-alimentarsi e ad auto-mantenersi nel tempo portando ad un lento ma costante e progressivo peggioramento della situazione.

Si è quindi andata delineando nel tempo la necessità di un approccio di tipo più globale, cosiddetto olistico, nella gestione di questo genere di problema, con un assetto terapeutico che abbia la funzione di portare ad un miglioramento generale grazie ad un naturale ripristino della funzione biologica dei vari tessuti.

Gli approcci terapeutici più avanzati per questo quadro clinico prevedono l’uso combinato di terapie mirate all’eliminazione della malattia venosa, scleroterapia ed eventuale utilizzo contemporaneo di tecniche di microcoaugulazione laser introvenosa, unitamente alla intradermoterapia localizzata, la quale mediante l’introduzione di farmaci o comunque prodotti ad azione migliorativa sul circolo venoso, linfodrenante, lipolitica e di stimolazione dei tessuti interstiziali, porteranno al miglioramento più generale con l’ottenimento dell’effetto desiderato.

Dott. Giuseppe Serpieri
tel. 335.679.1027
[email protected]
www.flebologia.it

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