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dalila.sansoni

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Agenzia immobiliare Roma: cosa guardare in un immobile

Nella mentalità italiana esiste uno spiccato senso estetico che abbiamo fin dalla nascita, questo riguarda ogni possibile acquisto che decidiamo di fare. Comprare uno smartphone, acquistare una macchina o magari comprare una casa da sempre sono legati all’emozione del momento.

Un errore nella maggior parte dei casi, infatti comprare una casa magari nel capoluogo rivolgendosi a un’agenzia immobiliare a Roma deve sempre essere fatto in maniera riflessiva e ponderata. Certo cercare una casa che concili esigenze tra di loro diverse non è mai facile, alla base c’è sempre un fattore economico.

Spesso quello che vogliamo non è sempre alla portata del budget che abbiamo a disposizione e questo può fortemente limitare il nostro modo di valutare e prendere una decisione. Proprio per questo motivo bisogna lasciare per un attimo da parte le emozioni del momento e fare una valutazione più razionale.

Magari recandoci con il nostro agente immobiliare di fiducia troviamo una casa che ci piace tanto e esteticamente rispecchia in pieno quello che stavamo cercando. L’emozione del momento deve lasciare il posto a una serie di riflessioni molto importanti, meglio farle sempre prima per non avere poi dei ripensamenti.

La prima valutazione da fare è legata al prezzo rispetto alla qualità della casa che vogliamo acquistare, non sempre una casa che costa tanto corrisponde a un prodotto di qualità, dobbiamo quindi fare delle ricerche approfondite in tal senso.

L’agenzia immobiliare a Roma che abbiamo scelto deve essere in grado di fornirci delle informazioni più che dettagliate sul capitolato della casa. Quali sono le finiture di pregio che rendono il nostro immobile di qualità sono informazioni che ci devono essere fornite.

Un buon parametro di scelta per il nostro agente di fiducia è proprio questo, capire quante informazioni ha in possesso sull’appartamento che andiamo a visitare è per noi molto importante.

Un secondo dettaglio che non va trascurato è la possibilità di avere uno sconto sul prezzo finale dell’immobile in presenza di difetti evidenti. Dobbiamo conoscere lo stato dell’immobile e capire se non ha mai avuto ristrutturazioni o magari ne è stata fatta una recentemente.

La cosa migliore se conosciamo magari un geometra o in ogni caso un esperto del settore è quello di chiedergli la cortesia di accompagnarci a visitare l’immobile. Non sarà per lui difficile capire lo stato effettivo della casa con i suoi pregi e difetti e capire quanto effettivamente sia conveniente l’acquisto.

In caso contrario sarà sicuramente in grado di consigliarci per il meglio evitando di farci cadere nel classico errore dell’acquisto emotivo.

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Scuola di restauro: come riconoscere quelle valide

In questi giorni sono state annunciate delle ottime novità per uno dei luoghi storici e archeologici più importanti del mondo. Stiamo parlando di Pompei, dove fra qualche mese (purtroppo non si conosce la data esatta) verrà aperta una scuola di restauro a livello nazionale che ospiterà – con una severa selezione – dai dieci ai quindici neolaureati provenienti da tutto il mondo. Quello che già si sa è che il piano formativo sarà preparato dal consiglio di amministrazione e dal consiglio scientifico della Scuola di Atene, un’istituzione letteralmente storica del settore, fondata nel 1909.

Non tutti conoscono le metodologie e le tecniche che vengono insegnate nelle scuole di restauro, si potrebbe facilmente immaginare che si tratti di ritoccare antichi affreschi o ricostruire delicatissimi monumenti, in realtà c’è molto di più. Dal punto di vista tecnologico c’è un continuo progresso tecnologico, necessario non solo per facilitare l’arduo compito dei restauratori, ma anche per la stessa salvaguardia delle opere da restaurare. Per esempio si può citare l’impiego di batteri utilizzati per ripulire le pitture dal nerofumo e questo è possibile perché lo zolfo viene mangiato appunto dai batteri. Oppure si può parlare dell’uso degli ultrasuoni, un salto in avanti dal punto di vista tecnologico, grazie a questa tecnica si può ottenere una ripulitura nemmeno immaginabile prima. Chiunque fosse interessato a frequentare dei corsi di restauro, o approfondire e migliorare il proprio percorso di studi, di certo non avrà difficoltà a trovare la propria scuola di restauro. Se ne possono trovare di ottime lungo tutto lo stivale italiano. Due cose importanti: i corsi devono essere improntati sull’aspetto pratico più che su quello teorico. Laboratori interni e cantieri scuola, sono i luoghi ideali per mettere mano direttamente sulle opere e fare un’esperienza gratificante e soprattutto utile sul campo. Il secondo punto importante è che i corsi siano riconosciuti nel suolo italiano e dai paesi della comunità europea.


Un’altra iniziativa a favore della cultura e dell’arte del restauro si sta concretizzando a Matera dove aprirà l’Istituto Superiore per la conservazione e il restauro. Si tratta di un progetto in gestazione dal 2006 nel grembo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. L’iscrizione alla scuola avviene attraverso un concorso pubblico che ammetterà 25 allievi che dovranno soddisfare determinati requisiti come un diploma quinquennale o quadriennale più un anno integrativo di istruzione secondaria superiore, di base possono partecipare solo cittadini italiani o di un altro stato europeo, ma anche studenti extracomunitari a patto che siano dotati di un titolo di studio equivalente.

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Agenzia immobiliare Roma: trovare la soluzione giusta

Uno dei valori nei quali gli italiani ancora fortemente credono è quello della casa, un bene da sempre ritenuto importante e per il quale siamo disposti a spendere molti dei nostri risparmi. Le coppie giovani per coronare il loro sogno d’amore la prima cosa che fanno è quella di cercare una casa.

Un piccolo spazio nel quale condividere attimi importanti della nostra giornata e nel quale costruire un futuro insieme. Se abitate nel Lazio e il vostro problema è quello di cercare un’agenzia immobiliare a Roma che ci possa aiutare in questa ricerca dovete sapere alcune cose.

La professionalità si dimostra per prima cosa nel modo di porsi nei riguardi del proprio cliente, rappresentare al meglio la realtà nella quale la giovane coppia cerca la casa è la cosa più importante. Un’agenzia immobiliare a Roma che si rispetti deve per prima cosa avere una buona capacità di ascolto.

Trovare la soluzione più giusta per la giovane coppia vuol dire per prima cosa comprendere quali sono le reali possibilità economiche e in quale zona la coppietta vorrebbe idealmente vivere. L’agente immobiliare si metterà all’opera per cercare la soluzione più adeguata che medi tra esigenze tra di loro molto differenti.

Una buona agenzia deve avere nel proprio codice comportamentale la voglia di trovare la soluzione più adeguata per il cliente. Il senso dei dettagli e passione per il proprio lavoro completano il profilo dell’agente ideale.

Il cliente dal canto suo deve avere le idee chiare, avere subito in mente quali sono le priorità secondo le quali cerca la propria casa ideale. Il primo fattore è quello economico, sapere quali sono le nostre reali possibilità aiuta a restringere il campo di azione.

Il secondo elemento importante è la location dove vogliamo cercare la nostra abitazione ideale? Siamo persone con un indole più da cittadini e amiamo le comodità che solo le zone centrali sanno dare? Allora dovremo subito manifestare questa esigenza al nostro agente immobiliare.

Il prezzo e la location rispecchiano esattamente quello che vogliamo? Le richieste che andremo a porre all’agenzia immobiliare sono effettivamente realizzabili o stiamo semplicemente sognando la nostra casa ideale?

Nella ricerca di una casa avere le idee chiare è il primo elemento molto importante, partendo dal presupposto che la bravura di chi cerca casa per noi è proprio in questo. Se la soluzione trovata dall’agente rispecchia nel miglior modo costo e zona dove vogliamo vivere, abbiamo trovato il professionista ideale.

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Agenzia immobiliare Roma: i nuovi valori catastali del centro

L’associazione nazionale degli agenti immobiliari negli USA rivela che il 90% dei potenziali compratori di case, iniziano la loro ricerca attraverso internet, come ormai accade per buona parte in ogni settore lavorativo. Forse queste percentuali sono più adatte al mercato immobiliare americano, ma fatto sta che c’è un lieve miglioramento nella compravendita di case e immobili in Italia e nelle grandi città come Roma. Tale incremento viene quasi sempre erroneamente interpretato come una drastica ripresa del mondo immobiliare, ma la realtà è alquanto diversa. Se negli ultimi anni qualcuno prende la decisione finale di comprare una casa, è a causa del fatto che il prezzo delle case è diminuito rispetto alla media di diversi anni fa. Ecco perché non è possibile parlare di una vera ripresa immobiliare nel vero senso del termine. Un evento però potrebbe rimescolare nuovamente le carte in tavola, ovvero stiamo parlando della recente revisione delle classi catastali che ha fornito ai singoli comuni, la possibilità di chiedere l’intervento dell’Agenzia delle Entrate o di condurre in totale autonomia le proprie indagini, in fatto di valore catastale e reale valore di mercato degli immobili. Alla fine di quest’indagine durata ben tre anni, si è venuto a capo di un dato abbastanza prevedibile: buona parte dei proprietari di immobili nel centro città, vivono in abitazioni la cui rendita catastale non è assolutamente congrua con il reale valore di mercato. E questo difetto ha permesso loro di pagare – durante tutti questi anni – tasse decisamente inferiori rispetto ad altri cittadini che vivono magari in quartieri di periferia dove gli immobili sono notoriamente etichettati come di scarso valore, rispetto ad altre zone più centrali, come può essere il centro di Roma. Questo fatto darà un bel po’ da fare agli agenti immobiliari di tutte le città, che siano grandi o meno, per esempio un’agenzia immobiliare di Roma che ha a che fare con Piazza di Spagna dovrà tenere in conto che il 33% delle case in quel quartiere erano accatastati come “case popolari” e di queste solo il 2% era considerato “abitazione di lusso”, un vero paradosso.

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Dove frequentare corsi di restauro qualificati

Per chi fosse alla ricerca di corsi di
restauro sia a pagamento che gratuiti, non ha che l'imbarazzo
della scelta. Ad esempio durante il Luglio di quest'anno si ha la
possibilità di partecipare a titolo gratuito, ad un corso
di restauro a carattere pratico e che affronterà a tutto
tondo in generale il restauro di manufatti derivanti da scavi
archeologici a Sora. Quindi più nello specifico si tratterà il
recupero e la messa in sicurezza del manufatto, come anche del
consolidamento, la pulitura ed infine il lavoro di restauro vero e
proprio.

Il lavoro del restauratore è indubbiamente un
lavoro da certosini, il perfetto connubio fra tecnica pura e arte nel
senso più stretto del termine. Per padroneggiare le tecniche e le
procedure di restauro è perentorio frequentare un o o più corsi
di restauro. In questo senso la scelta è ampia lungo tutto lo
stivale italiano, ma come in ogni campo bisogna distinguere i corsi
seri da quelli che invece sono solo specchi per allodole.

Una volta appreso il mestiere si potranno
mettere le mani su manufatti e luoghi pregni di storia e ridare loro
vita e prestigio di un tempo. Basti pensare al senso di stupore e
incanto che si ha di fronte agli affreschi restaurati nella Cappella
Sistina. Anche solo da qui, si può comprendere il valore e
l'importanza del mestiere di un restauratore abile e capace. Ci
vogliono estrema abilità e tenacia per restaurare luoghi
importantissimi dal punto di vista storico come possono il
celeberrimo Colosseo o le rovine di Pompei. La responsabilità del
restauro di siti del genere richiede abilità pratiche e teoriche di
altissimo livello, poiché ogni errore potrebbe essere irreversibile,
trattandosi di patrimoni culturali inestimabili. Da qui, l'importanza
di frequentare e studiare presso corsi di restauro qualificati
e di comprovata serietà.
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Come riconoscere un SEO Specialist bravo

Chiunque voglia migliorare le performance SEO del proprio sito web, deve necessariamente affrontare questioni tecniche che riguardano l’HTML, il CSS e altri tecnicismi prettamente informatici. In più deve redarre contenuti testuali utili e non le solite frasi fatte come il classico “siamo leader del settore”, che ormai non ci crede più nessuno. E tutti questi sforzi per cosa? Per un buon posizionamento su Google? Certo anche quello conta, ma non è il fine ultimo, ma è solo un mezzo per raggiungere un altro scopo e quale sarebbe? Il vendere i propri prodotti, generare contatti, o ricevere richieste di preventivo. Quindi diffidate di chi vi fa promesse come “ti faccio arrivare primo nella SERP di Google, Yahoo e Bing”. Primo, perchè in Italia comanda Google, gli altri motori di ricerca hanno delle percentuali ridicole di mercato su Internet. Solo in altri paesi come negli USA, Bing ha un certo ruolo importante.

Ma come si fa ad ottenere tutte queste cose? Ci sono due strade, ogni sera, ad ogni momento di libertà quindi anche nei weekend si prendono dei libri specifici sul tema SEO e Web Marketing e si studia. Dopo che si è studiato, si applica. Perchè se non si applica, non si si comprende realmente. E questo bisogna farlo per un bel po’ di tempo, e sto parlando almeno di mesi, scremando anche le stupidaggini che si trovano in rete, come la famosa percentuale di keyword nel testo. Sono stupidaggini. Google lo capisce se stai distribuendo keyword nel testo come fosse sale sulla pasta. E’ meglio che concentri i tuoi sforzi nello scrivere un testo decente, che contiene informazioni utili all’utente, che soddisfi la sua voglia di sapere e/o di capire.

L’altra strada è quella di prendere un SEO Specialist che – lo dice appunto il nome – è specializzato in questo genere di cose e se è un vero professionista, le fa anche bene. Certo, anche qui devi stare attento, perchè come in molti altri settori, trovi molti cialtroni che si spacciano per SEO, ma in realtà hanno solo letto qualche regoletta in rete e hanno fatto un po’ di copywriting. Allora come fare a capire se si sta ingaggianco un consulente SEO bravo? Beh, se lo hai trovato su Google, cercando cose come “SEO Specialist” o “consulenza SEO”, qualcosa vorrà dire no?

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I grandi vantaggi di un ristorante cinese a domicilio

In un mondo spietato come quello della ristorazione, è logico aspettarsi un alto livello di competitività. Molte infatti, sono le strategie adottate dai proprietari delle osterie, per aggiudicarsi la fetta di mercato che gli spetta. Forse il servizio fornito, che più di tutti ha rivoluzionato il modo di approcciarsi al cliente, è quello del cibo consegnato a casa, pratica resa famosa anche dai film del grande schermo, in cui sovente si vedono i protagonisti, farsi consegnare pizze fumanti o gustose scatolette di cartone, piene di cibo cinese. Al giorno d’oggi, è più che mera finzione: quasi ogni ristorante, ha fatto delle consegne casa per casa, una ottima fetta di introiti, ed esattamente come nel mondo di celluloide, sono i ristoranti dagli occhi a mandorla a farla da padroni. Non ci sono dubbi riguardo ai vantaggi di un ristorante cinese a domicilio. Poter deliziare il proprio palato con delle pietanze esotiche nel proprio salotto, è di certo una magnifica opportunità, resa possibile da vari espedienti. L’idea di base, è ottenere maggior visibilità: stampare volantini e biglietti da visita col numero di telefono riportato, ormai non basta più: seppur un metodo piuttosto efficace, richiede spese aggiuntive, e un dispendio costante di risorse, che a lungo andare, finisce per incidere molto sulle entrate. Per questo, un numero sempre maggiore di ristoranti, si avvale anche dell’aiuto di internet, riuscendo ad aumentare esponenzialmente il numero di clienti. Possedere un sito

web adeguatamente impostato, al fine da risultare fra i primi risultati dei motori di ricerca come Google o Bing, è un vantaggio indiscutibile. Significa massima visualizzazione, con il minimo sforzo, risultando essere il miglior amico per ogni cinese a domicilio che si rispetti: una semplice mail, o un modulo online da compilare, e tutte le informazioni che servono a un ristoratore, sono a portata di mano, per un servizio rapido ed efficiente.

 

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Paintball Roma: divertirsi sparando vernice agli amici

Lo sport del paintball è piuttosto famoso nel mondo, tanto che esistono leghe composte da professionisti, come la National Professional Paintball League negli Stati Uniti, oppure la IPBS, la Italian Paintball Series.

Come si gioca a paintball: Essenzialmente ci si muove con in mano un fucile che spara palline di vernice, in gergo si chiamano marcatori. Lo scopo è colpire i giocatori avversari con le paintballs.

Paintball Roma: un paio di settimane fa sono andato a giocare a paintball con un gruppo di amici, il numero minimo ideale è di otto persone, in modo da poter fare un quattro contro quattro. Siamo stati un paio d’ore a spararci di vernice, correndo di qua e di la. Per non farsi colpire facilmente ci si deve nascondere dietro dei gonfiabili giganti, insomma ci vuole strategia per giocare e vincere. La cosa più stupida che puoi fare è correre e sparare agli avversari come fossi Rambo. Ci siamo divertiti veramente tanto e torneremo sicuramente a giocare a paintball.

La mia fidanzata aveva paura che mi facessi male giocando a sparare palline di vernice, ma in realtà è uno sport come un’altro, anzi forse anche più sicuro di altri sport più famosi in Italia. Questo perchè quando si è dentro al campo, si devono seguire delle regole ferree di sicurezza, come ad esempio tenere sempre indossato il casco protettivo all’interno del campo, in qualsiasi circostanza.
Oltre al casco che protegge ovviamente la testa e il viso, ci hanno fatto indossare anche un corpetto protettivo, una specie di giubbotto anti proiettili, solo che in questo caso era anti pallina di vernice. Un’ulteriore protezione è data anche dal para collo, in modo da evitare ematomi sulla zona, in caso dovessimo essere colpiti lì.

Non che mi interessi molto la cosa, però ho letto di recente che anche la popstar Madonna, di recente ha giocato a paintball con l’attuale compagno e i figli, durante la loro vacanza in Francia. Quindi voglio dire, se ci hanno giocato dei bambini e una signora di 54 anni, questo sport è davvero accessibile a tutti, basta avere un po’ di fiato per correre e del sale in zucca.

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Sushi e sashimi a prezzi contenuti con Daruma Sushi

In un mondo altamente competitivo, come quello della ristorazione, bisogna avere una buona

lungimiranza, delle spiccate capacità imprenditoriali, e perché no: un pizzico di fortuna.

Ma ciò che fa davvero la differenza e può portare a toccare le vette del successo, è indubbiamente la passione e la dedizione, che si cela dietro una buona idea. E’ il caso di 3 giovani fratelli romani: Alessio, Daniele, e Dennis Tesciuba, i quali partendo da un vago pensiero, concepito su un boulevard di Parigi, hanno fondato una delle catene di ristoranti giapponesi più prolifiche nell’ultima decade nella Capitale: Daruma Sushi.

E’ un’azienda italiana all’avanguardia nella produzione, distribuzione e vendita di sushi fresco di giornata. Fu fondata nel 2003 con il primo laboratorio Daruma, in un piccolo locale di poco più di 50mq nella periferia di Roma. La filosofia che governa questa compagnia, è quella di produrre la specialità giapponese più conosciuta e apprezzata al mondo, il sushi, con ingredienti di altissima qualità riuscendo comunque a mantenere il prodotto a prezzi contenuti. Alimento che non ha bisogno assolutamente di presentazioni, il sushi, è una pietanza giapponese a base di pesce, che ha conquistato le tavole di tutto il mondo, grazie alle sue proprietà dietetiche, e al suo sapore inconfondibile.

Inizialmente confinato dietro le mura dei soli ristoranti giapponesi, dal 2004 a oggi, grazie al primo storico take away in Via di Panico di fronte a Castel Sant’Angelo, è possibile portarsi un pezzo di Giappone a casa, in qualunque momento. Da quella fatidica data, i successi si sono susseguiti con regolarità: nel 2005, la Daruma Sushi è la prima azienda italiana a ricevere il bollo di certificazione dell’Unione Europea per la produzione di sushi, Nel 2006, viene aperta un’altro punto vendita, in Via di Ponte Milvio, luogo noto per la sua attività notturna, e frequentato regolarmente da tanti giovani. E’ in questo periodo che la domanda di questo prodotto, vede una crescita esponenziale della domanda. Fra il 2007 e il 2009, il laboratorio originale di Saxa Rubra viene ulteriormente ampliato e munito delle ultime tecnologie per il controllo ed il perfezionamento della produzione, e si assiste all’apertura con grande successo, del primo Daruma Restaurant all’Eur che verrà seguito da altri due nuovi ristoranti a Piazza Bologna e Piazza Cavour. In questi ultimi anni, Daruma Sushi, sta attuando un progetto di uno sviluppo a livello nazionale, il quale sarà in grado di espandere la cultura del sushi, in tutto lo stivale, e per tutti i portafogli.

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Involtini primavera: tutto, su l’antipasto più gustoso della Cina

I ristoranti cinesi, è risaputo, sono diffusissimi nel territorio italiano. Molti sono i piatti che sono rimasti impressi come cibi simbolo di quella determinata area geografica, come il riso alla cantonese, o le nuvole di gambero. Ma la pietanza che detiene il primato di riconoscibilità, può essere tranquillamente assegnato agli involtini primavera.

E’ un piatto tipico della cucina cinese, consumato notoriamente come antipasto e, in alcuni

paesi, viene fritto o a scelta, consumato fresco. Le dimensioni variano in base al metodo scelto: quelli fritti sono spesso più piccoli, per facilitarne la cottura, mentre quelli freschi sono più grandi, e spesso più salati, con il ripieno composto d ingredienti già cotti. Oltre che nella cucina cinese, questi fragranti fagotti si consumano nelle cucine asiatiche di Vietnam, Indonesia e Cambogia, si evince da ciò, che esistono se vogliamo, diverse scuole di cucina.

Nella cucina cinese, gli involtini primavera si differenziano dai simili involtini all’uovo, e a seconda del ripieno, possono essere anche come dolci di fine pasto, oltre che salati. Nelle regioni nel nord o a est della Cina, come ad esempio lo Zhejiang, gli involtini sono dolci, e ripieni di pasta di fagioli rossi. Quest’ultimi vengono generalmente consumati durante la festa di primavera, da qui infatti, ne deriva il loro nome. Sempre dalla Cina, va fatto menzione anche di altre varianti, come quella di Taiwan, dove gli ingredienti vengono insaporiti da erbe culinarie, e polvere di noccioline, il tutto condito con la salsa di soia, oppure della usanza di Hong Kong del Dim Sum, ovvero servire gli involtini primavera, e altri piatti leggeri, da accompagnare con il thé, come occasione per ritrovarsi in famiglia, o per festeggiare un avvenimento con i propri cari.

In Vietnam, vi è una variante a volte definita involtini estate fatte di vermicelli di riso, aglio fresco, lattuga erbette fresche, e maiale bollito: il tutto avvolto da una sfoglia di carta di riso inumidita.

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Cucina cinese: menu variopinti, per una varietà unica

Sono molti gli esercizi ristorativi etnici che hanno avviato una lucrativa attività sul territorio italiano. Sapori incredibili, ed estremamente diversificati ci accompagnano nella vita di tutti i giorni, fornendoci angoli culinari di mondo praticamente dietro l’angolo, dalla cucina messicana, passando per i sfiziosi kebab turchi. Fra i sempre in testa delle osterie etniche però, restano saldi ai primi posti i paesi dell’estremo oriente, come i ristoranti indiani, che hanno portato il piccante del curry nelle nostre tavole, quelli giapponesi, con l’immancabile presenza estetica e deliziosa del sushi, e naturalmente, la regina dei ristoranti di cibo d’asporto: quella della Cina. Vediamo insieme alcuni punti che hanno fatto di questa esotica scuola di cucina, così appetibile per tanti palati:

 

Cucina cinese menu ricchi e variegati:

 

menu sempre in costante evoluzione, in grado di soddisfare a pieno i palati di molti clienti, e strategie di marketing vincenti, sono la chiave di successo di questa particolarissima scuola di cucina. L’utilizzo costante di ingredienti freschi come verdure di stagione, e carni di ottima scelta, mantengono a buoni livelli la qualità del cibo, e attraverso l’utilizzo di grandi quantità di queste ultime, unite a menu all you can eat, è facile immaginare come sia possibile mantenere i prezzi bassi per ogni portafogli.

 

Cina: paese ricco di storia e modi di cucinare:

 

E’ bene ricordare però, che ciò che mangiamo nei ristoranti in Italia, è il risultato di una attenta selezione da parte dei ristoratori cinesi, perciò è lecito affermare che quella che mangiamo, seppur di ottima qualità, i menu di cucina cinese sono statiuniformati attraverso una attenta selezione di piatti provenienti da diversi angoli della Cina, infatti, sono stati adattai per andare incontro ai gusti dei clienti occidentali, in quanto alcune delle pietanze più tradizionali, potrebbero far storcere il naso al cliente medio, poco avvezzo a cibi decisamente desueti. In realtà, esistono diverse scuole di cucina cinese, in quanto il territorio è notevolmente esteso, e la flora e la fauna non sono ovviamente le stesse in tutto il paese, rendendo possibile una varietà esorbitante di pietanze completamente differenti fra loro.

 

Le quattro principali scuole di cucina cinese:

 

Le scuole sono divise secondo i punti cardinali, ciò ne consegue che ne esistono quattro, a partire dalla cucina del nord, influenzata dalla cultura mongola, la quale presenta poche somiglianze con l’idea classica di cucina cinese: menu a base di carne, per lo più montone e capra, e un minor utilizzo di riso, sono ciò che contraddistingue questa scuola, anche la famosa anatra laccata, viene da questa particolare area geografica. La cucina del sud è quella che più assomiglia a quella servita sulle nostre tavole: ricca di riso verdure, pesce, salse, e carni di maiale e pollo, preparate prevalentemente a vapore, e con un minor utilizzo della frittura. La cucina dell’est ha come cavallo di battaglia, il riso alla cantonese, da molto risalto alla carne e al pesce, e fa largo uso di salsa di soia. la cucina dell’ovest è nota per l’alto uso di spezie, e per il metodo di affumicatura per mezzo di foglie di thé, o legno di canfora. Una breve e sommaria descrizione che poco riesce a rappresentare la varietà culinaria che questo paese riesce a raggiungere.

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