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Pier Silvio Berlusconi: “Bloomberg” riporta indiscrezioni su possibili piani per ProSiebenSat.1

Secondo le informazioni riportate da “Bloomberg”, citando fonti informate sul tema, Pier Silvio Berlusconi starebbe prendendo in considerazione l’ipotesi di incrementare la partecipazione in ProSiebenSat.1. Il passo potrebbe essere seguito da un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria se i risultati del terzo trimestre non dovessero evidenziare progressi significativi per l’emittente tedesca.

Pier Silvio Berlusconi

“Bloomberg”: Pier Silvio Berlusconi e MFE valutano sviluppi su ProSiebenSat.1

Valutazioni in merito alle opzioni in campo sulla partecipazione in ProSiebenSat.1, tra cui un possibile aumento dell’attuale quota che si attesta a circa il 30%. È quanto riportato da “Bloomberg”, citando fonti a conoscenza della questione, su eventuali azioni che il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi potrebbe intraprendere nel caso in cui i risultati del terzo trimestre di ProSiebenSat.1 non dovessero mostrare progressi sufficienti verso gli obiettivi. Fonti vicine alla vicenda hanno inoltre riferito che, se ciò dovesse verificarsi, MFE – MEDIAFOREUROPE potrebbe aumentare la propria partecipazione nell’emittente tedesca e procedere successivamente con un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria. La partecipazione in ProsiebienSat1 si colloca nel più ampio progetto del CEO Pier Silvio Berlusconi per costruire un polo mediatico paneuropeo, come dimostrato anche dalla completa acquisizione di Mediaset España avvenuta lo scorso anno.

Pier Silvio Berlusconi: MFE attende miglioramento nei risultati di ProSiebenSat.1

MFE – MEDIAFOREUROPE aveva già espresso aspettative per ProSiebenSat.1 nel corso del 2024, sia in termini di risultati economici che finanziari. La nota diffusa il 19 settembre, in occasione della pubblicazione dei risultati semestrali 2024, confermava tali attese evidenziando l’obiettivo per ProSiebenSat.1 di un incremento dell’utile netto reported, della generazione di cassa e della riduzione dell’indebitamento rispetto al 2023, in linea con quanto comunicato dal management della tv tedesca alla presentazione del primo semestre. Dal 2019 il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi ha aumentato progressivamente la propria partecipazione in ProSiebenSat.1 fino a diventarne il principale azionista. “Bloomberg” ha inoltre sottolineato come Pier Silvio Berlusconi, supportato anche da Amber Capital (tra i primi 15 azionisti di ProSiebenSat.1 con circa l’1%), abbia richiesto più volte un cambiamento di strategia per rilanciare l’emittente. Lo aveva ribadito, ad esempio, durante la presentazione dei palinsesti lo scorso luglio: “Ci aspettiamo i fatti, come abbassare il debito e cedere, certo al meglio, alcune delle attività non core”, auspicando dunque un miglioramento della situazione economico-finanziaria.

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Il percorso professionale di Diana Bracco, Presidente e AD del Gruppo Bracco

Originaria di Milano, Diana Bracco è una delle figure di spicco nel panorama imprenditoriale e scientifico italiano. Attualmente Presidente e AD del Gruppo Bracco, multinazionale attiva nel settore della diagnostica per immagini, ha consolidato la propria leadership in un’azienda che, sotto la sua guida, ha raggiunto un fatturato superiore a 1,8 miliardi di euro, impiegando circa 3.700 dipendenti e vantando un portafoglio di oltre 2.000 brevetti.

Diana Bracco

Diana Bracco: formazione e incarichi professionali

Dopo il diploma al liceo Parini di Milano, Diana Bracco ha arricchito la sua formazione presso l’Università di Pavia dove si è laureata in Chimica. Entrata nel 1966 nell’azienda di famiglia, fondata dal padre Fulvio, ha percorso un cammino che l’ha portata nel 1977 a diventare Direttore Generale e nel 1999 a ricoprire il ruolo di Presidente e AD. Tale percorso riflette la visione strategica dell’imprenditrice e la sua dedizione verso la continua innovazione in Life Sciences. La manager ha ricoperto incarichi di rilievo anche in ambito associativo, divenendo la prima donna Presidente di Federchimica nel 2003 e di Assolombarda nel 2005, carica mantenuta fino al 2009. Ha inoltre contribuito allo sviluppo della ricerca industriale e dell’innovazione in qualità di Vicepresidente di Confindustria, con delega specifica a Ricerca & Innovazione. Uno dei momenti più rilevanti nella carriera di Diana Bracco è stato il suo contributo all’Expo 2015 di Milano. Come Presidente di Expo 2015 S.p.A. e Commissario Generale per il Padiglione Italia, ha svolto un ruolo chiave nella promozione dell’evento a livello globale, dedicando particolare attenzione all’iniziativa Women for Expo, volta a valorizzare il contributo femminile verso il progresso sociale ed economico.

Diana Bracco: promozione culturale, impegno filantropico e riconoscimenti

La dedizione di Diana Bracco non si ferma al solo mondo imprenditoriale. Attraverso la Fondazione Bracco, da lei istituita, sostiene progetti in ambito culturale, scientifico e sociale, con un focus particolare sulle donne e i giovani. La sua passione per l’arte l’ha portata a ricoprire il ruolo di Vicepresidente della Fondazione Accademia Teatro alla Scala e a far parte del Trustee’s Council della National Gallery of Art di Washington. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Tra questi, il titolo di Cavaliere del Lavoro, la laurea honoris causa in Farmacia dall’Università di Pavia e quella in Medicina dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. In aggiunta, l’Università degli Studi di Messina le ha conferito un Dottorato di Ricerca Honoris Causa in Biologia Applicata e Medicina Sperimentale. Diana Bracco ha inoltre ricevuto onorificenze di prestigio, come la Medaglia d’oro del Comune di Milano e il titolo di Cavaliere di Gran Croce “Al merito della Repubblica”.

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Tecnicaer, Fabio Inzani: 20 anni di progettazione integrata al servizio delle comunità

Nel contesto del G7, l’Osservatorio sul Merito ha pubblicato un articolo che evidenzia il ruolo di spicco di Tecnicaer Engineering nel panorama della progettazione integrata in Italia. Fondata nel 2004 da Fabio Inzani e Stefano Bonfante ad Aosta, l’azienda si è rapidamente affermata come una delle realtà di punta nella progettazione di infrastrutture complesse, grazie all’impegno e alla visione dei suoi fondatori.

Fabio Inzani

Fabio Inzani: la filosofia di Tecnicaer Engineering

Fabio Inzani, ingegnere con una forte specializzazione nella progettazione ospedaliera, ha dato vita a Tecnicaer insieme a Stefano Bonfante, ingegnere elettrico, con l’obiettivo di coniugare competenze diverse per offrire soluzioni innovative e multidisciplinari. La filosofia alla base dell’azienda è semplice ma ambiziosa: creare opere che mettano al centro le esigenze delle persone e delle comunità, integrando le migliori tecnologie e garantendo il rispetto dell’ambiente. Nel corso dei suoi 20 anni di attività, l’azienda è cresciuta esponenzialmente, espandendosi su tutto il territorio nazionale con sedi a Torino, Milano e Firenze, e diventando un punto di riferimento per progetti in settori strategici come la sanità, l’istruzione e le grandi opere pubbliche. Uno degli elementi distintivi dell’azienda, e che emerge chiaramente dalle parole di Fabio Inzani, è la capacità di integrare varie discipline per affrontare progetti complessi. La gestione olistica del processo, dall’urbanistica al design, dall’ingegneria clinica alle strutture, permette all’azienda di rispondere con precisione e competenza alle richieste dei committenti, sempre nel rispetto dei tempi e dei budget pianificati.

Fabio Inzani: precisione, innovazione e sostenibilità per infrastrutture del futuro

Siamo in grado di operare con precisione e con strumenti innovativi, sia nel processo progettuale che di realizzazione dell’opera, sviluppando ogni ambito disciplinare, dall’inserimento nel territorio all’urbanistica, dal design alle tecnologie impiantistiche, dagli aspetti energetici alle strutture e all’ingegneria clinica, con particolare efficacia nei progetti complessi in cui l’attenzione coordinata a tutti gli aspetti del processo è fondamentale per raggiungere l’eccellenza nei risultati”, ha evidenziato Fabio Inzani. “Ognuno dei nostri professionisti – ha aggiunto – condivide con il team la propria unicità, umana e professionale, con l’obiettivo di una progettualità che trova il miglior equilibrio fra ingegnerizzazione, estetica e benessere”. Tra i progetti che meglio rappresentano l’impatto di Tecnicaer spiccano il Parco della Salute di Torino e l’Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini. Il primo è destinato a trasformare profondamente il quartiere del Lingotto, integrando una struttura ospedaliera all’avanguardia. L’Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini, invece, rappresenta un esempio di progettazione sostenibile e accogliente. Nel 2024 l’azienda celebra il suo 20esimo anniversario, un traguardo importante che segna non solo i successi passati, ma anche una rinnovata ambizione verso il futuro. Grazie alla guida di Fabio Inzani, l’azienda continua a crescere, con l’obiettivo di consolidarsi come leader della progettazione integrata e di contribuire allo sviluppo di infrastrutture sempre più moderne e sostenibili.

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Carlo Messina: Intesa Sanpaolo, la forza delle “nostre persone” per la leadership in Europa

Carlo Messina miglior CEO tra le banche europee: c’è anche l’impegno “di tutte le nostre persone, cui va il mio sentito ringraziamento” alla base dell’apprezzamento da parte di investitori e analisti finanziari. Il riconoscimento conferma la leadership in Europa del Gruppo.

Carlo Messina

Carlo Messina: i punti di forza che hanno reso Intesa Sanpaolo leader in Europa

Per il settimo anno consecutivo Carlo Messina, Amministratore Delegato di Intesa Sanpaolo, è stato designato miglior Chief Executive Officer delle banche europee sulla base dei voti di circa 1.800 investitori istituzionali e analisti finanziari che Extel, società di ricerca specializzata, ha intervistato per stilare la classifica 2024. Il riconoscimento, a conferma della leadership in Europa di Intesa Sanpaolo, arriva in un anno di profonda trasformazione per il Gruppo. Lo scorso 2 aprile è diventata effettiva la nuova organizzazione di Intesa Sanpaolo basata sui “punti di forza che hanno reso la banca leader europeo e sulla capacità di innovare l’assetto di Gruppo”: come aveva sottolineato anche il CEO Carlo Messina, è stata concepita proprio con l’obiettivo di affrontare sempre più efficacemente le sfide del settore in Europa attraverso i migliori nuovi talenti manageriali. Risorse interne, valorizzate in una prospettiva di lungo termine, che con il supporto di professionisti di grande esperienza, per anni in ruoli di elevata responsabilità all’interno del Gruppo, potranno rispondere al meglio alle sfide future e rafforzare ulteriormente la leadership in Europa di Intesa Sanpaolo.

Carlo Messina: il forte apprezzamento da parte di investitori e analisti finanziari merito “di tutte le nostre persone”

La nuova organizzazione, aveva spiegato il CEO Carlo Messina, “unisce giovani in ruoli chiave e manager con una solida esperienza alle spalle. La capacità di generare nuovi talenti manageriali consentirà alla Banca di rimanere leader in una prospettiva ultradecennale”. Il nuovo piano di ricambio generazionale e di competenze nasce anche nell’ottica di accompagnare il programma di sviluppo digitale e supportare in via anticipatoria l’avvio del nuovo Piano d’Impresa: l’obiettivo inoltre è di continuare a sostenere le persone che lavorano per la crescita del Gruppo riqualificando diverse mansioni e rendendole più tech. Sul valore dei professionisti di Intesa Sanpaolo si è espresso in diverse occasioni il CEO Carlo Messina: anche recentemente, nel commentare il posizionamento all’interno della classifica Extel, ha rimarcato come il forte apprezzamento da parte di investitori e analisti finanziari sia merito dell’impegno “di tutte le nostre persone, cui va il mio sentito ringraziamento” unitamente “a un management team preparato e coeso, a un modello di business unico, ben diversificato e resiliente e a elevati investimenti in tecnologia”.

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Sostenibilità e benessere: le iniziative di Serenissima Ristorazione nel 2023

Serenissima Ristorazione, leader nel settore della ristorazione collettiva, ha presentato il suo secondo Bilancio di Sostenibilità, un documento che delinea le azioni e gli investimenti focalizzati per un futuro sempre più inclusivo e sostenibile. Analizzando i dati del biennio 2022-2023, il report esplora in dettaglio l’impatto ambientale e sociale dell’azienda, nonché le misure intraprese per migliorarne l’efficacia.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: sostenibilità e inclusione al centro delle iniziative aziendali

L’impegno per la sostenibilità orienta le nostre scelte d’impresa e le visioni aziendali per il presente e per il futuro”, ha rimarcato Maria Leida Putin, responsabile dell’Area Tecnica di Serenissima Ristorazione. “In questi due anni abbiamo migliorato la nostra efficienza energetica, proseguendo verso una crescita responsabile e sostenibile, che non è solo un obbligo morale, ma una concreta opportunità per innovare e creare valore condiviso”. Il report traccia le linee guida per le future iniziative aziendali, mirate a ridurre ulteriormente l’impatto ambientale e a contribuire attivamente al benessere sociale. Tra le novità, spicca la collaborazione con Animenta, un’associazione no profit che si occupa di disturbi alimentari, che ha portato alla donazione di terapie e all’organizzazione di incontri nelle scuole per aumentare la consapevolezza sul tema. Serenissima Ristorazione è attivamente coinvolta in progetti di inclusione sociale, collaborando con organizzazioni come Caritas e Legambiente e partecipando al “Progetto 739”, dedicato all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. All’interno dell’azienda è stata creata nel 2023 la Serenissima Corporate Academy, un’iniziativa per potenziare le competenze di un team proveniente nazioni diverse.

Serenissima Ristorazione: investimenti e iniziative

L’azienda continua a combattere lo spreco alimentare, recuperando cibo integro non somministrato e devolvendolo a enti benefici come il Banco Alimentare. Ha inoltre avviato partnership con realtà come Too Good To Go, promuovendo un uso consapevole delle risorse. Nel 2023, oltre 14mila kg di rifiuti alimentari sono stati trasformati in materiale utile nel campo del compostaggio. Nel corso dell’ultimo anno, Serenissima Ristorazione ha investito oltre 30 milioni di euro in tecnologia e riduzione dell’impatto ambientale. Tra le sue iniziative, un impianto fotovoltaico da 10 kWh è stato installato presso il Centro di Cottura di Mogliano Veneto, riducendo significativamente le emissioni di CO2. Per il 2024 l’azienda ha previsto ulteriori investimenti per 60 milioni di euro. Con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della comunità locale, Serenissima Ristorazione sostiene filiere a km 0 e privilegia fornitori italiani, che rappresentano il 99% della sua catena di approvvigionamento. Questo approccio riduce le emissioni dovute ai trasporti e favorisce l’uso di mezzi elettrici e carburanti green. Un riconoscimento significativo per il suo impegno nella lotta al cambiamento climatico è la pergamena “Green”, ricevuta a giugno 2024 durante il Premio Industria Felix, che ha premiato l’azienda come “Miglior impresa del settore ristorazione per performance gestionale e affidabilità finanziaria” con sede legale nella regione Veneto.

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Health Italia: ricavi in crescita e miglioramento della posizione finanziaria

Health Italia, società leader nel settore della sanità integrativa, ha chiuso il primo semestre del 2024 con risultati economici positivi, registrando una crescita significativa di ricavi e margini, grazie a una strategia di ottimizzazione delle risorse e rafforzamento delle attività core.

Health Italia

Health Italia cresce nel 2024: ricavi e margini in aumento

Health Italia, realtà di riferimento nel mercato della sanità integrativa, ha chiuso il primo semestre del 2024 con risultati particolarmente positivi. La società, quotata su Euronext Growth Milan, ha registrato ricavi netti pari a 19,3 milioni di euro, con una crescita dell’8,4% rispetto ai 17,8 milioni dell’anno precedente. Tale incremento è stato trainato dai principali segmenti aziendali, con i Servizi Healthcare e Sanitari in crescita dell’8% YoY e il Support Healthcare che ha visto un aumento del 13% YoY. L’EBITDA dell’azienda ha raggiunto i 4,1 milioni di euro, segnando un incremento del 26,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Questo ha portato l’EBITDA Margin al 21,4% dei ricavi netti, in crescita di 3 punti percentuali rispetto al 2023. Il miglioramento delle performance economiche è stato possibile grazie a un aumento della marginalità nelle attività core e all’adozione di una strategia di saving ben pianificata. L’AD Livia Foglia ha sottolineato: “Siamo soddisfatti dei risultati conseguiti nel primo semestre del 2024, che hanno visto una crescita significativa dei principali indicatori economici e finanziari rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente“.

Strategie vincenti e prospettive per il futuro di Health Italia

L’efficace pianificazione strategica messa in atto da Health Italia ha permesso non solo un incremento dei ricavi, ma anche un netto miglioramento della Posizione Finanziaria Netta, scesa a 3,9 milioni di euro rispetto ai 6,4 milioni registrati al 31 dicembre 2023, evidenziando una riduzione di 2,5 milioni di euro. Questo risultato dimostra l’efficacia delle strategie di ottimizzazione implementate dall’azienda, mirate alla razionalizzazione delle risorse e al consolidamento delle attività principali. Secondo quanto affermato dall’AD Livia Foglia: “Questo successo è il risultato di una strategia ben pianificata, focalizzata sull’ottimizzazione delle risorse e sul rafforzamento delle nostre attività principali“. Inoltre, il contesto di espansione del mercato della sanità integrativa e del welfare ha offerto ulteriori opportunità di crescita che Health Italia ha saputo cogliere prontamente, confermando la propria leadership nel settore.

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Euroristorazione, esempio di eccellenza nella ristorazione collettiva

Fondata nel 1996 a Vicenza, Euroristorazione è un’azienda attiva nel comparto della ristorazione collettiva. Grazie alla lunga esperienza e alla costante attenzione alla qualità, è diventata negli anni un punto di riferimento per enti pubblici e privati come scuole, aziende, ospedali e comunità religiose.

Euroristorazione

Euroristorazione: pasti equilibrati e attenzione alla stagionalità

Realtà consolidata nel settore, Euroristorazione è impegnata per una ristorazione collettiva attenta alla qualità e all’innovazione, con soluzioni alimentari su misura che rispettano le esigenze alimentari. L’azienda crea infatti menu personalizzati in linea con gli indirizzi nutrizionali nazionali e locali, garantendo pasti sani, bilanciati e ispirati alla dieta mediterranea. Gli elementi centrali nelle sue attività includono la scelta di fornitori locali e l’attenzione alla stagionalità del cibo, veri e propri pilastri della filosofia aziendale. Euroristorazione risponde, inoltre, alle specifiche esigenze alimentari negli ambienti di cura come gli ospedali o come nel caso dell’assistenza domiciliare. In ambito privato opera anche per aziende prive di cucina interna, occupandosi parallelamente di attività quali la progettazione e la riqualificazione degli spazi e delle cucine. Nel corso degli anni, l’offerta è stata integrata con servizi di mensa automatica e facility management.

Il modello Euroristorazione: gestione efficiente e impegno ecologico

Tra i valori centrali di Euroristorazione anche quelli dell’innovazione e della tutela ambientale. Nel primo caso, l’azienda utilizza software gestionali avanzati e piattaforme digitali per un servizio sempre efficiente e trasparente. Per quanto concerne l’attenzione alla sostenibilità, Euroristorazione è impegnata con pratiche virtuose come la riduzione degli sprechi alimentari – anche in questo caso con avanzati software di pianificazione e previsione dei pasti – e la donazione delle eccedenze alle organizzazioni benefiche. Favorisce, inoltre, l’uso degli imballaggi biodegradabili o riciclabili e le piattaforme logistiche che evitano i mezzi pesanti, oltre a utilizzare detergenti certificati Ecolabel ed energia pulita proveniente da impianti fotovoltaici presenti in alcuni dei centri cottura. Un impegno su diversi fronti, dunque, che è valso a Euroristorazione anche diversi riconoscimenti: tra questi il Premio Industria Felix 2023 come “Miglior impresa del settore ristorazione per performance gestionale, affidabilità finanziaria Cerved e sostenibilità con sede legale nella Regione Veneto” e l’inclusione tra le “1.000 imprese best performer 2023 – Vicenza”.

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Luca de Meo (Renault Group): “Auto elettriche? Dureranno più dei veicoli a combustione”

Le vetture elettriche non solo sono più ecologiche, ma anche più durature grazie ad una meccanica meno complessa e a batterie sempre più performanti. A confermarlo è Luca De Meo, CEO di Renault Group, intervistato in occasione dell’accordo siglato con SUEZ, realtà specializzata nel recupero dei materiali.

Luca de Meo

Più efficienza e affidabilità: Luca de Meo sul futuro delle auto elettriche

Le batterie delle auto elettriche stanno dimostrando una durata sorprendentemente superiore a quanto inizialmente previsto, un aspetto che conferma il loro potenziale di lunga vita sul mercato. Luca de Meo, CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA, ha recentemente ribadito il concetto, sottolineando come, rispetto a quelle alimentate a benzina o diesel, le vetture elettriche si distinguano anche per una resistenza maggiore. L’occasione è stata l’evento dedicato al consolidamento della storica partnership tra Renault Group e SUEZ, leader nel riciclo delle batterie. Intervistato a latere dell’evento, il manager ha spiegato che la principale differenza tra un’auto con motore a combustione e un veicolo elettrico è la minore complessità meccanica di quest’ultimo. “Le auto elettriche – ha affermato Luca de Meodureranno più a lungo rispetto ai veicoli con motore a combustione interna, perché contengono meno componenti mobili”.

Luca de Meo: “Batterie auto più resistenti di quanto pensiamo”

Solo qualche anno fa, il timore principale riguardava la durata delle batterie, con l’idea che potessero esaurirsi dopo poche migliaia di chilometri, rendendo necessarie sostituzioni frequenti e costose. Tuttavia, i test recenti hanno dimostrato che una batteria può tranquillamente percorrere fino a 300-400mila chilometri, molto più della media dei chilometri percorsi da un’auto tradizionale prima che venga sostituita. “Contrariamente a ciò che si credeva in passato, le batterie hanno una durata molto superiore a quanto stimato inizialmente“, ha sottolineato Luca De Meo. Una notizia incoraggiante per il mercato delle auto elettriche e per la stessa Renault, che dal 21 maggio scorso ha aperto anche in Italia gli ordini per la nuova R5. Al momento, è disponibile la versione con la batteria da 52k Wh ed un’autonomia di oltre 400 km (in ciclo WLTP) mentre, il prossimo anno, sarà lanciata la versione con la batteria da 40kWh, che sarà proposta a circa 25.000 euro. Quest’ultima, soprattutto, potrebbe rendere, in Italia, le auto elettriche più accessibili al grande pubblico.

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Alessandro Puliti (Saipem): il percorso professionale su WikiCeo

Alessandro Puliti ricopre attualmente il ruolo di AD e DG di Saipem. Nel corso della sua carriera ha guidato progetti complessi in Europa, Africa e Medio Oriente con ruoli di leadership nella gestione di giacimenti e tecnologie innovative. Diversi i traguardi raggiunti tra cui il riconoscimento “Spotlight on New Technology 2024”, ricevuto da Offshore Technology Conference (OTC) per la sua tecnologia di monitoraggio digitale delle condotte sottomarine (Integrated Acoustic Unit).

WikiCeo

WikiCeo: la carriera di Alessandro Puliti

Nato a Firenze nel 1963, Alessandro Puliti è laureato con lode in Scienze Geologiche presso l’Università degli Studi di Milano. Nel 1995 consegue il Master Medea in Management e Economia dell’Energia e dell’Ambiente presso la Scuola Mattei. È autore di articoli per congressi internazionali sia nel campo dei giacimenti che della perforazione. Dopo gli esordi presso uno studio geotecnico, entra in Agip nel 1990 come Geologo nel Dipartimento Giacimenti, occupandosi dell’analisi di giacimenti in Africa e in Italia. Nel 1998 si trasferisce ad Aberdeen e avvia il suo percorso internazionale: nello specifico è Assistant Operated Asset Manager presso Agip UK. Nel 2002 è di nuovo in Italia in virtù della nomina a Responsabile di giacimento nel progetto Eni “Area Pozzo e sviluppo Val D’Agri”. Il profilo su WikiCeo riporta che Alessandro Puliti ha fatto successivamente ingresso in IEOC Production e Petrobel (Belayiem petroleum company), realtà operante in Egitto che lo nomina Development and Operations Manager. In seguito ricopre posizioni dirigenziali a maggiore responsabilità quali General Manager e Managing Director di Petrobel, nonché General Manager di IEOC.

Alessandro Puliti: gli incarichi internazionali e il presente in Saipem

Nel 2009 Alessandro Puliti è nuovamente in Italia: nello specifico, dalla sede milanese di Eni, coordina la gestione delle aree del Nord Europa e della Russia nel ruolo di Vicepresidente regionale. Trasferitosi in Norvegia l’anno seguente, diventa Managing Director di Eni Norge, sussidiaria norvegese del gruppo. Nel 2012 è nominato Senior Vice President Petroleum Engineering, Production and Maintenance presso la Direzione Operations di Eni, successivamente è Senior Vice President Drilling and Completion e Deputy Operations. Nel 2015 è incaricato Executive VP Direzione Reservoir & Development Projects, per poi diventare Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni. La carriera di Alessandro Puliti prosegue nel gruppo come Chief Upstream Officer nel 2019 e Direttore Generale Natural Resources nel 2020. Il suo attuale incarico in Saipem inizia nel 2022, quando è nominato Direttore Generale e in seguito anche Amministratore Delegato. Tra le iniziative realizzate, nel 2024 dà impulso a un progetto eolico offshore a Courseulles-sur-Mer, in Normandia, e avvia anche trattative per due progetti in Africa. I suoi incarichi correnti includono quelli di membro nel CdA di diverse aziende, tra cui United Gas Derivatives Company, Petrobel Belayim Petroleum Co., North Bardawil Petroleum Company, Icoc S.p.A., Eni UK Limited e Var Energi ASA. È altresì Presidente e AD di Ieoc Exploration BV ed Eni Norge AS.

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Amica Chips, la società leader nel settore degli snack con un impegno green

Qualità, sostenibilità e attenzione per il cliente: queste sono le caratteristiche che hanno consentito ad Amica Chips di emergere tra i leader del settore patatine e snack.

Amica Chips

Amica Chips: la nascita, l’espansione e le acquisizioni strategiche

Società italiana leader nel settore patatine e snack, Amica Chips è nata il 22 maggio 1990 a Castiglione delle Stiviere. Fin dalla sua fondazione, l’azienda ha basato il proprio successo sull’alta qualità dei suoi prodotti e sull’innovazione continua, elementi che l’hanno portata a diventare un punto di riferimento nell’industria alimentare. Negli anni ’90, Amica Chips ha attraversato una fase di forte espansione, iniziando a rifornire la grande distribuzione e ampliando la propria gamma di prodotti. Una delle tappe più significative è stata l’acquisizione di Dorita nel 1996, un marchio di snack locale che ha permesso al Gruppo di consolidare la sua presenza nel mercato italiano. A questi primi successi hanno fatto seguito ulteriori acquisizioni strategiche, come quella di Pandal nel 1998, specializzata nella produzione di chips, e quella di Mia nel 2004, operazioni che hanno portato la società a gestire una superficie operativa che si estende in circa 80.000 metri quadri.

Amica Chips: sostenibilità nel settore degli snack

Oltre ai successi commerciali, Amica Chips si distingue per l’attenzione verso l’ambiente. Il Gruppo ha adottato diverse misure volte a ridurre l’impatto ambientale della produzione, come l’introduzione di packaging realizzati con plastica riciclata al 30%. Nel 2023, Amica Chips ha collaborato con la start-up Treebu per la creazione di una foresta di 500 alberi di pawlonia in Italia, contribuendo attivamente alla riduzione delle emissioni di CO2. Inoltre, i ricavi della linea di patatine “Eldorada” sono stati destinati alla piantumazione di nuovi alberi, rafforzando così il legame tra innovazione di prodotto e responsabilità ambientale. Con una presenza consolidata in oltre 22 Paesi e un fatturato che supera i 140 milioni di euro, la società prosegue il suo percorso verso la conquista dei mercati globali.

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Innovazione sostenibile: Marco Nicola Domizio e il futuro dei rifiuti organici

Marco Domizio, Fondatore di Ares Ambiente, ha indirizzato l’azienda verso nuove soluzioni sostenibili per la gestione dei rifiuti organici, contribuendo alla rigenerazione dei suoli agricoli e all’economia circolare. Grazie a tecnologie avanzate, Ares Ambiente sta ridefinendo gli standard di sostenibilità nel settore ambientale.

Marco Domizio

Marco Nicola Domizio: soluzioni sostenibili per la gestione dei rifiuti

Marco Domizio continua a essere una figura chiave nella promozione di soluzioni innovative e sostenibili per la gestione delle biomasse. L’impianto di compostaggio di Ares Ambiente si distingue per la capacità di trasformare rifiuti organici in compost di alta qualità, supportando

così tecniche di coltivazione sostenibili e contribuendo al ciclo produttivo del riuso. L’azienda ha infatti implementato sistemi tecnologici avanzati che permettono di trattare fino a 40.000 tonnellate di rifiuti organici all’anno, dimostrando come una gestione efficiente dei rifiuti possa generare valore e offrire soluzioni tangibili per il futuro dell’agricoltura e dell’ambiente.

Marco Domizio: Ares Ambiente verso un futuro a impatto zero

Fondata da Marco Nicola Domizio, Ares Ambiente ha ridefinito gli standard di sostenibilità nel settore della gestione dei rifiuti. Le soluzioni adottate dall’azienda riflettono un impegno costante per creare un modello di economia del riciclo dove ogni scarto diventa una risorsa preziosa per il domani. La tecnologia di Ares Ambiente, applicata agli avanzi organici, è un esempio tangibile di come una gestione attenta degli scarti organici possa fornire nuove soluzioni avanzate che possano avere un impatto positivo e duraturo sull’ambiente, con l’obiettivo di costruire un futuro a impatto zero per le comunità.

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Mediaset: il CEO Pier Silvio Berlusconi commenta i sorprendenti dati della semestrale

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della semestrale con dati superiori alla media europea, il CEO Pier Silvio Berlusconi ha commentato i risultati raggiunti da Mediaset in un’intervista al TG5: “Visto che le cose stanno andando bene e pensando di fare il miglior investimento per il futuro, abbiamo lanciato questo programma di nuove assunzioni concentrato su under 30 e donne”.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: Mediaset leader anche in Spagna, ma parte tutto dall’Italia

Siamo riusciti a diventare leader anche in Spagna e abbiamo un’importante presenza in Germania, ma tutto parte dall’Italia”. Così Pier Silvio Berlusconi, nell’intervista rilasciata di recente al TG5, ha parlato del “caso abbastanza unico” della sua azienda, che continua ad andare benissimo nonostante le grandi sfide del settore. “Durante le varie crisi – ha spiegato il CEO – il mercato della pubblicità è passato da 10 miliardi di euro a 6 miliardi, una perdita del 40%. Ora, buona parte di questi investimenti sono stati recuperati, ma c’è tantissima concorrenza, anche da parte del web. Nonostante questo, noi siamo riusciti a continuare a investire e anche a crescere“. Con la sua ricca offerta, il prodotto di Mediaset continua infatti a tenere testa a quello delle grandi multinazionali. “Abbiamo tenuto molto alta l’asticella per quantità e qualità di prodotto in cui offriamo intrattenimento, informazione e fiction – ha proseguito Pier Silvio Berlusconiin maniera totalmente gratuita, senza canone, senza abbonamenti, e anche questo è un dato importante”.

I dati della crescita del Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi

Nei primi sei mesi dell’anno, Mediaset ha registrato dei numeri davvero sorprendenti. “Abbiamo tutti i fondamentali in crescita – ha sottolineato il CEO al TG5 – Ricavi in crescita, risultato operativo in crescita, utile in crescita, posizione finanziaria netta migliorata dalla fine dell’anno scorso di 240 milioni. Ultimissimo, il nostro titolo cresce di più della media di tutti i broadcaster in Europa”. Ma quali sono precisamente i numeri che rendono il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi una realtà solida tra i media europei? L’utile netto è in crescita a 104,7 milioni di euro (+20,2%), l’EBIT è positivo per 136,3 milioni di euro (+12,7%) e i ricavi netti consolidati salgono a 1.476,5 milioni di euro (+7,8%). Questi risultati, come ha dichiarato lo stesso CEO, consentono inoltre all’azienda di proseguire quel piano di assunzioni già avviato che punta a integrare soprattutto giovani e donne. “Visto che le cose stanno andando bene e pensando di fare il miglior investimento per il futuro – ha infine dichiarato Pier Silvio Berlusconi – abbiamo lanciato questo programma di nuove assunzioni concentrato su under 30 e donne, e ci stiamo riuscendo. Posso dire che il bilancio attesta che il nostro organico non è in discesa ma è in crescita, cioè Mediaset sta creando nuova occupazione“.

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Luca Dal Fabbro: l’acqua è un’opportunità per il futuro. Iren pronta a investire 3 miliardi

Lo ha ribadito più volte il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro: l’acqua non è solo un bisogno, ma un’opportunità per costruire un futuro sostenibile. Nel piano strategico al 2030 della multiutility 3 miliardi di euro di investimenti per far fronte al tema dell’acqua.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: investire sull’acqua per preservare il futuro

L’acqua è tra le risorse più importanti che abbiamo a disposizione, ma ad oggi il suo utilizzo e la sua gestione sono tutt’altro che ottimali. In Italia una delle aziende che si sta adoperando per salvaguardare questo prezioso elemento è Iren. È stato il Presidente della multiutility Luca Dal Fabbro a spiegare che “i tubi italiani perdono anche oltre il 60% dell’acqua che depuriamo”, una situazione che potrebbe essere risolta “rattoppando i tubi, trovando le perdite e creando una pipeline di acqua molto più resistente”. Ma questo non basta. Come riportato anche dal manager, il 90% delle gocce d’acqua che cascano sul territorio vengono disperse, quando invece occorrerebbe raccoglierle. “C’è da fare un grosso progetto nazionale di invasi, del quale, come Iren, siamo grandi sostenitori”, sottolinea Luca Dal Fabbro, secondo il quale persino le acque utilizzate in agricoltura, o le cosiddette acque reflue, andrebbero valorizzate. “Se noi raccogliessimo tutta l’acqua reflua dalle coltivazioni e dall’industria e la depurassimo avremmo il 30% dell’acqua per l’agricoltura che oggi, invece, dobbiamo depurare e non riutilizziamo“, aveva fatto notare in un’intervista rilasciata a margine della presentazione del Blue Book 2024.

Luca Dal Fabbro: l’acqua è un’opportunità non divisiva

L’acqua, come sottolineato più volte da Luca Dal Fabbro, è più di un semplice bisogno: è un’opportunità per il futuro che può portare beneficio a tutti. Per il Presidente di Iren, si tratta di “un’opportunità non divisiva, perché serve a tutti”. Affrontare queste problematiche richiederà investimenti significativi, ma si tratta di un passo necessario per garantire un futuro sostenibile alle prossime generazioni. Ecco perché il manager lo definisce “un grandissimo investimento per i nostri figli e i nostri nipoti”. Mentre Iren sta investendo quasi 3 miliardi di euro nel suo piano strategico per fronteggiare il tema dell’acqua, Luca Dal Fabbro ha invitato il Governo a considerare l’ipotesi di implementare un PNRR o addirittura un piano Marshall dedicato all’acqua che porti ad azioni concrete per migliorare la situazione.

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L’eccellenza del vino italiano: Botter nel settore vitivinicolo

Botter ha costruito dal 1928 un percorso di successo grazie a una solida strategia lungimirante, affermandosi come protagonista nella produzione e distribuzione di vino. Tra i prodotti di punta spiccano alcune delle tipologie italiane più richieste a livello globale, tra cui Prosecco, Primitivo e Pinot Grigio.

Botter S.p.A.

Botter, marchio italiano che conquista i mercati globali

Fondata a Fossalta di Piave (VE) nel 1928 su iniziativa di Carlo Botter, l’azienda Botter avviò le proprie attività come piccola realtà dedicata alla vendita al dettaglio di vino in fusti e damigiane. Negli anni è cresciuta fino a diventare uno dei maggiori esportatori di vino italiano nel mondo. Botter è oggi parte integrante, insieme a Mondodelvino e Cantina Zaccagnini, del Gruppo Argea, operatore privato leader nel settore vitivinicolo italiano nato su impulso del Fondo Clessidra. Tornando alle origini, l’azienda è sempre stata in grado di combinare tradizione e innovazione: risale agli anni ‘50, ad esempio, l’avvio della commercializzazione di vini imbottigliati, inizialmente concentrata sul mercato interno per poi estendere gli orizzonti anche all’estero. Il successo raggiunto si traduce oggi nell’elevata specializzazione per la produzione e commercializzazione di diverse tipologie di vino, sia fermo che frizzante, con particolare attenzione ad alcune delle tipologie di vino italiano più apprezzate a livello internazionale: tra queste, Prosecco, Primitivo e Pinot Grigio.

Botter: la crescita sostenibile del vino italiano

Botter è riuscita così a conquistare un ruolo di rilievo nei mercati più importanti per l’export del vino, anche attraverso un’ampia offerta di etichette e denominazioni di alta qualità. La presenza internazionale e il posizionamento competitivo hanno reso l’azienda il fulcro di un progetto che punta a riunire le eccellenze vinicole italiane in un tragitto di crescita comune. L’obiettivo è preservare le identità delle varie realtà produttive esaltandone la tradizione e, contemporaneamente, aumentarne l’influenza a livello globale. Botter è inoltre impegnata in un percorso connesso alla sfera della sostenibilità: l’azienda supporta infatti la transizione ecologica della filiera promuovendo pratiche sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Tale vision si traduce in un approccio responsabile, senza compromettere la qualità e la tradizione che hanno reso Botter uno dei maggiori esportatori di vino italiano nel mondo.

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Pietro Labriola: TIM sulla strada giusta con TIM Brasil

L’AD di TIM Pietro Labriola ha firmato un articolo pubblicato su “Repubblica” in cui parla delle motivazioni che hanno spinto il Gruppo a puntare sul mercato brasiliano e vendere la rete fissa, evidenziando come questa si sia rivelata la scelta aziendale più giusta.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: l’enorme potenziale del mercato brasiliano

Sotto la guida dell’AD Pietro Labriola, TIM ha intrapreso un importante percorso di crescita. La vendita dell’infrastruttura di rete fissa ha però generato un dibattito, sollevando interrogativi sul perché non si sia optato per la vendita di TIM Brasil. È proprio il numero uno di TIM a fornire la risposta con un articolo da lui firmato e pubblicato su “Repubblica”. Partendo da un confronto con gli altri grandi operatori europei, le cui attività internazionali contribuiscono in modo sostanziale alla loro capitalizzazione, l’Amministratore Delegato evidenzia il potenziale di TIM Brasil che rappresenta il 67% del valore del Gruppo nonostante generi solo il 30% dei ricavi. Da qui l’importanza strategica di mantenere la presenza di TIM nel mercato brasiliano. Quest’ultimo “sta vivendo profonde trasformazioni, con una crescita importante che beneficia di diversi fattori chiave”, spiega Pietro Labriola, “c’è un grande potenziale di crescita, soprattutto perché il consumo di dati è ancora relativamente basso e le offerte attuali non includono una quantità di giga ‘abnorme’”. A questo si aggiunge che “l’asta per le frequenze del 5G è stata orientata maggiormente ad obiettivi di digitalizzazione e modernizzazione del Paese piuttosto che a un incasso immediato, rendendo il Paese uno dei leader mondiali per l’ampiezza e modernità della rete”. “Se in Italia – prosegue il manager – lo Stato ha incassato 6,5 miliardi di euro per le frequenze, il Brasile ha seguito una strada diversa, incassando dall’asta circa 1,1 miliardi di euro al cambio del 2021 ma stimando investimenti da parte degli operatori per oltre 6 miliardi”. Uno scenario che “fa del Brasile uno dei mercati più promettenti per le telecomunicazioni”.

Pietro Labriola: TIM è sulla strada giusta

Della possibile vendita di TIM Brasil se ne parlò per la prima volta nel 2014, ma poi il Gruppo decise diversamente. “Con il senno di poi – afferma Pietro Labriolala decisione di investire nel rilancio del Brasile si è rivelata giusta, poiché da TIM Brasil oggi arriva il 50% del margine del Gruppo e supporterà la crescita dei prossimi anni, grazie a un’esposizione a un mercato sano e in espansione, generando le risorse necessarie”. Se poi si considera che “dal 2022, anno in cui è partito il processo di vendita della rete di oggi, il titolo è salito del 50% passando da 29 miliardi di reais di capitalizzazione a oltre 44 miliardi di reais, creando valore per tutti gli azionisti”, emerge chiaramente che quella intrapresa da TIM è la strada giusta. “TIM – continua l’AD – è oggi un’azienda diversificata, e non solo geograficamente: è presente anche in diversi segmenti tecnologici (fisso, mobile e servizi IT) e di clientela (retail, piccole e medie imprese, grandi aziende e pubbliche amministrazioni), ed è un insieme di business e mix di attività in fasi differenti del loro ciclo di vita, con prospettive di crescita, e conseguentemente di rischio, differenti, ma che garantiscono la sostenibilità del Gruppo. TIM, quindi, non sarà sostenibile domani, lo è già oggi”.

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Gruppo Riva: un modello di gestione ambientale efficace nel settore siderurgico

Gruppo Riva si attiene scrupolosamente alle politiche ambientali che prescrivono l’utilizzo delle tecniche più moderne al fine di abbattere le emissioni inquinanti dell’attività siderurgica.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: le strategie ambientali

Gruppo Riva è fortemente impegnato nella gestione sostenibile delle proprie attività industriali, riconoscendo l’importanza di coniugare la produzione con il rispetto dell’ambiente. Fin dal 2007, tutti gli impianti produttivi della società sono conformi alle “migliori tecniche disponibili” (BAT), stabilite a livello europeo e internazionale. Il rispetto delle normative ambientali è confermato dall’ottenimento delle Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) e delle Autorizzazioni Uniche Ambientali (AUA), rilasciate dalle autorità competenti dopo attentissimi controlli. Queste certificazioni prevedono precisi programmi di monitoraggio delle fonti emissive, permettendo al Gruppo Riva di valutare attentamente e ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività. Tutti gli stabilimenti della società sono certificati secondo la norma UNI EN ISO 14001.

La filosofia della sostenibilità di Gruppo Riva

In Gruppo Riva la responsabilità sociale non si limita alla gestione interna delle attività produttive, ma coinvolge anche il rapporto con gli stakeholder, inclusi i cittadini, le autorità e le parti interessate. La sostenibilità ambientale, infatti, viene considerata dalla società siderurgica come un obiettivo in continuo divenire, da perseguire attraverso collaborazioni tra pubblico e privato e un confronto aperto e trasparente con le autorità locali. Il Gruppo promuove attivamente un approccio multidisciplinare alla sostenibilità industriale, incoraggiando lo sviluppo di studi originali e la diffusione delle competenze più avanzate a livello internazionale. Punta, inoltre, a sensibilizzare e coinvolgere attivamente i propri dipendenti attraverso specifiche pratiche di formazione.

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Champions League 2024/25, Marzio Perrelli: l’offerta senza precedenti di Sky Sport

La Champions League 2024/25 sarà rivoluzionaria: le dichiarazioni dell’Executive Vice President Marzio Perrelli sulla nuova edizione della più prestigiosa competizione calcistica continentale, trasmessa su Sky Sport con una copertura “unica in Europa”.

Marzio Perrelli

Champions League, Marzio Perrelli: le novità della stagione 2024/25

La nuova edizione della Champions League rappresenterà una svolta storica per il calcio europeo, come sottolineato dall’Executive Vice President Sport di Sky Italia nel corso della presentazione della copertura della stagione appena iniziata. “Una stagione rivoluzionaria”: sono state queste le parole di Marzio Perrelli, che ha spiegato come, con l’introduzione di tre classifiche, il format della competizione si avvicini a quello dei campionati nazionali, diventando così ancora più interessante per gli appassionati. Con otto squadre italiane in gara, l’entusiasmo per le partite è davvero alto. “Questo ci riempie di soddisfazione. Come dice la nostra campagna, è il più grande spettacolo del mondo – ha affermato l’Executive Vice President di Sky Sport – Non esiste una competizione calcistica globale a questo livello: avremo i giocatori più forti, le squadre migliori, gli stadi più spettacolari e il tifo più appassionato”. Per rendere la visione dei match ancora più accattivante, ha poi dichiarato Marzio Perrelli, Sky Sport si impegnerà “a valorizzare tutto questo con il nostro Sky Touch, trattandolo con la massima attenzione e cura, come se fosse un bambino piccolo”.

Marzio Perrelli: una copertura senza pari, l’offerta di Sky Sport unica in Europa

Il nostro palinsesto è unico: in Europa, non esiste nulla di simile”, così Marzio Perrelli ha evidenziato la straordinarietà del palinsesto di Sky Sport. Con 13.000 ore di eventi live e oltre 22 discipline diverse, la rete offre una programmazione di circa 35 ore di dirette quotidiane. “Se qualcuno volesse passare 24 ore della propria giornata solo su Sky Sport, troverebbe sempre qualcosa da vedere”, ha detto il manager, ricordando la possibilità offerta da Sky Go per gli abbonati di registrare da remoto così da “fruire di tutti i contenuti quando e dove lo desiderano”.  All’inizio della stagione, Sky Sport ha trasmesso in esclusiva le partite di due grandi club italiani, Juventus e Milan, con match che fino all’anno scorso erano considerati materiali da finalissima, come Milan-Liverpool. Con un piano editoriale ben definito, che prevede 51 serate UEFA e oltre 500 partite in totale, Sky Sport si prepara a offrire una copertura senza precedenti e ricca di emozioni.

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MFE fuori dalla media europea, Pier Silvio Berlusconi: cresciamo ancora, presto nuove assunzioni

In un’intervista rilasciata al TG5, il CEO Pier Silvio Berlusconi descrive MFE come un “caso unico”. Nonostante la competizione delle multinazionali e il trend generale del mercato, il Gruppo da lui guidato continua a investire e crescere: “Il nostro titolo cresce di più della media di tutti i broadcaster in Europa”.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: risultati oltre le attese

Utile netto a 104,7 milioni (in crescita del 20,2%), risultato operativo a 136,3 milioni (+12,7%) e ricavi netti consolidati che si attestano a 1.476,5 milioni di euro (+7,8%): sono questi i numeri della crescita del Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi. “Un caso abbastanza unico” quello di MFE, come sottolineato dallo stesso Amministratore Delegato nel corso di un’intervista rilasciata al TG5. Nonostante le enormi sfide che presenta attualmente il settore dei media e la concorrenza delle multinazionali, la società ha conquistato la leadership in Spagna e ha affermato la propria presenza in Germania. “Durante le varie crisi il mercato della pubblicità è passato da 10 miliardi di euro a 6 miliardi, una perdita del 40%. Ora, buona parte di questi investimenti sono stati recuperati, ma c’è tantissima concorrenza, anche da parte del web. Nonostante questo, noi abbiamo continuato a investire e anche a crescere“, ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi.

Pier Silvio Berlusconi: crescita superiore rispetto alla media di tutti i broadcaster in Europa

Con “tutti i fondamentali in crescita” e un titolo che “cresce di più delle media di tutti i broadcaster in Europa”, MFE può permettersi di guardare al futuro e investire nel reclutamento di nuove risorse, portando avanti il piano di assunzioni. “Visto che le cose stanno andando bene e pensando di fare il miglior investimento per il futuro, abbiamo lanciato questo programma di nuove assunzioni concentrato su under 30 e donne, e ci stiamo riuscendo. Posso dire che il bilancio attesta che il nostro organico non è in discesa ma è in crescita, cioè Mediaset sta creando nuova occupazione“, ha affermato Pier Silvio Berlusconi. A contribuire agli ottimi risultati è stata anche la scelta di mantenere “molto alta l’asticella per quantità e qualità di prodotto”, offrendo “intrattenimento, informazione e fiction in maniera totalmente gratuita, senza canone, senza abbonamenti”.

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MAIRE, commessa da 1.1 miliardi per il Gruppo presieduto da Fabrizio Di Amato

La commessa miliardaria con l’algerina Sonatrach non è solo un contratto, ma un passo significativo verso il consolidamento dei rapporti strategici con il Paese nordafricano. Sotto la guida di Fabrizio Di Amato, MAIRE e la controllata Tecnimont dimostrano che l’Italia può competere globalmente nel settore petrolchimico.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: i dettagli della commessa

Il Made in Italy è da sempre sinonimo di eccellenza e stile. Ingegneria e innovazione sono due ambiti che non fanno eccezione. Lo dimostra la recente commessa siglata da Tecnimont, controllata del Gruppo MAIRE, e Sonatrach, azienda di stato algerina tra le principali realtà petrolifere al mondo. Un contratto di Engineering, Procurement, Construction and Commissioning dal valore di 1,1 miliardi di dollari. Per Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE, si tratta di un altro grande risultato per la tecnologia e l’ingegneria italiana. Il manager ha poi sottolineato l’importanza strategica di questa collaborazione. “Per far fronte alle sfide del futuro, dobbiamo puntare sulla formazione delle competenze e lo faremo a partire dal Mezzogiorno italiano, investendo nella crescita dei talenti e nella creazione di una nuova generazione di esperti”. Tra le principali sfide la transizione, ha aggiunto, che necessita di una “nuova gradualità”. Non è certo la prima volta che MAIRE si distingue a livello internazionale: lo scorso ottobre il Gruppo ha infatti siglato un maxi-contratto negli Emirati Arabi da 8,7 miliardi per sviluppare soluzioni digitali innovative finalizzate alla riduzione delle emissioni e all’ottimizzazione dei consumi energetici.

Il percorso imprenditoriale di Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato è un manager e imprenditore che opera nel settore della trasformazione delle risorse naturali. Oltre a ricoprire il ruolo di Presidente di MAIRE, ne è anche il fondatore e azionista di riferimento. Classe 1963, ha avviato la sua carriera a soli 19 anni dando vita a una società attiva nell’impiantistica. Dopo essersi laureato in Scienze Politiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma, ha portato avanti la sua azienda con successo, arrivando ad acquisire prima la Fiat Engineering e poi Tecnimont. Nel 2007 la quotazione in borsa del Gruppo. Oggi MAIRE è leader indiscusso in diversi ambiti, dalla tecnologia all’ingegneria fino alla costruzione nel downstream oil&gas e da ultimo alla transizione energetica. Nel 2021 ha costituito la Fondazione Evolve, attiva nel recupero del patrimonio ingegneristico e industriale, di cui è Presidente. È inoltre membro del Consiglio Generale di Unindustria e del Consiglio Generale di Assolombarda, nonché del Consiglio Direttivo di Assonime. Per l’impegno nel settore e per i risultati conseguiti alla guida di MAIRE, nel 2016 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.

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Amplifon accelera la crescita, Enrico Vita: nuove acquisizioni in Francia e Spagna

Amplifon continua a rafforzare la sua posizione nel mercato dell’hearing care con una serie di nuove acquisizioni in Francia e Spagna, avvicinandosi all’obiettivo di raggiungere quota 10.000 negozi a livello globale. Come dichiarato dal CEO Enrico Vita, “le acquisizioni, insieme alla crescita organica, sono un pilastro della nostra strategia di sviluppo internazionale”.

Enrico Vita

Enrico Vita: nuove acquisizioni di Amplifon in Francia e Spagna

Nel primo semestre del 2024 Amplifon ha già acquisito circa 290 negozi, principalmente negli Stati Uniti, in Europa e in Cina. Il Gruppo ha completato di recente l’acquisizione del Groupe Françoise in Francia, che aggiunge 15 punti vendita nella regione Centro-Valle della Loira alla sua rete. Questo passo segue l’acquisto di Pastel Audition, un’altra catena francese, che ha contribuito a consolidare la presenza di Amplifon in uno dei principali mercati globali della cura dell’udito. In Spagna, Amplifon ha rilevato OirT, un gruppo con circa 30 negozi, in gran parte situati in Andalusia, ma con punti vendita anche a Tenerife e Minorca. Questo mercato ha visto Amplifon realizzare nel 2018 la sua più significativa acquisizione, quella di Gaes, per un valore di circa mezzo miliardo di euro. Sebbene la realtà guidata da Enrico Vita fosse già ben posizionata in Spagna, l’ultima acquisizione è stata vista come un’opportunità strategica per espandere ulteriormente la propria rete.

Enrico Vita: Amplifon, Stati Uniti nel mirino

Il focus primario di Amplifon rimane il mercato statunitense, dove il Gruppo ha acquisito circa 100 franchisee di Miracle-Ear, portando la rete di negozi diretti a 400 unità, aggiungendosi ai 1.200 punti vendita in franchising. Come confermato da Enrico Vita, le acquisizioni dovrebbero contribuire ad almeno due punti percentuali di crescita dei ricavi per l’intero 2024, mentre il primo semestre si è chiuso con ricavi pari a 1,2 miliardi di euro, in aumento dell’8%. L’innovazione continua a essere un altro pilastro fondamentale per Amplifon. Il Gruppo ha infatti stretto un accordo con Plug & Play, piattaforma di open innovation, per promuovere la collaborazione tra la divisione di ricerca e sviluppo AmplifonX e startup del settore health care. Con una rete commerciale in espansione e un impegno costante nell’innovazione, Amplifon, sotto la guida di Enrico Vita, si avvicina sempre di più al traguardo dei 10.000 negozi, consolidando così la sua posizione di leadership nel mercato globale dell’hearing care.

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Sostenibilità e tradizione: il successo di Botter

Fondata nel 1928 a Fossalta di Piave da Carlo Botter come piccola attività di vendita di vino in fusti e damigiane, Botter si è evoluta in uno dei maggiori esportatori di vino, diventando simbolo dell’eccellenza vinicola italiana nel mondo.

Botter

Botter: tradizione e innovazione

Parte del Gruppo Argea, il più importante operatore privato nel settore vitivinicolo italiano, insieme a Mondodelvino e Cantina Zaccagnini, Botter continua a promuovere il vino italiano attraverso un vasto assortimento di etichette apprezzate nei mercati globali. Già dagli anni ‘50, l’azienda ha investito nella commercializzazione di vini in bottiglia, avviando la propria espansione internazionale con prodotti iconici come il Prosecco, il Primitivo e il Pinot Grigio. La capacità di adattarsi alle richieste dei mercati esteri ha reso possibile un’espansione che unisce qualità e tradizione, garantendo una presenza stabile nei principali mercati di esportazione. Botter si distingue per un approccio strategico che integra la tradizione con l’innovazione. Il progetto di aggregazione del Gruppo Argea mira a unire le eccellenze enologiche italiane per aumentarne la presenza a livello internazionale, valorizzandone le identità regionali e promuovendole come espressioni autentiche della cultura italiana.

Botter: l’impegno verso la sostenibilità

In linea con le sfide attuali del settore vitivinicolo, Botter ha posto la sostenibilità al centro della propria strategia. L’azienda promuove pratiche che rispettano l’ambiente e garantiscono uno sviluppo etico della filiera, dalle metodologie di coltivazione fino alla produzione e distribuzione. Questo impegno si traduce in azioni concrete per ridurre l’impatto ambientale e sostenere l’ecosistema locale, rispondendo alla crescente domanda di prodotti sostenibili da parte dei consumatori globali. Grazie a un’esperienza consolidata nella produzione di vini DOC e DOCG e all’orientamento verso una crescita sostenibile, Botter si conferma come protagonista di una nuova era del vino italiano: una fusione di autenticità, rispetto per l’ambiente e una visione globale che guarda al futuro.

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Alessandro Benetton: 21 Invest punta sul potenziale delle imprese italiane, il focus

21 Invest, il Presidente Alessandro Benetton: “I nostri investimenti testimoniano la fiducia nel potenziale delle imprese italiane e il nostro impegno per creare valore, non solo a livello finanziario, ma anche in termini di crescita occupazionale e sviluppo sostenibile”.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: gli investimenti di 21 Invest testimoniano la fiducia nel potenziale delle imprese italiane

21 Invest continua il suo percorso di valorizzazione delle eccellenze italiane” scrive su LinkedIn Alessandro Benetton, fondatore e oggi Presidente, in merito a quanto annunciato recentemente da In&Out. Dal 2021 nel portafoglio di 21 Invest, la realtà leader nella produzione di zanzariere, tapparelle e accessori per il foro finestra ha acquisito il Gruppo Pinto, attivo nel settore degli avvolgibili in alluminio e PVC, rafforzando ulteriormente la propria leadership di mercato. Quella di In&Out è solo una delle storie di successo che 21 Invest, con la guida di Alessandro Benetton, ha contribuito a scrivere. “I nostri investimenti testimoniano la fiducia nel potenziale delle imprese italiane e il nostro impegno per creare valore, non solo a livello finanziario, ma anche in termini di crescita occupazionale e sviluppo sostenibile”.

Alessandro Benetton: non perdiamo mai di vista i mercati internazionali

È solo “quando lasciamo un’impresa e l’ecosistema in cui è immersa meglio di come li abbiamo trovati” che 21 Invest sa “di avere avuto successo”. E come ha ribadito in diverse occasioni il Presidente Alessandro Benetton “per riuscirci è necessario adottare una prospettiva di medio-lungo termine, che permette sì di sostenere l’azienda nel diventare più competitiva e resiliente, oltre che un luogo in cui sia piacevole lavorare, ma anche di renderla sostenibile e di favorire ricadute positive su tutto l’ambiente circostante: il tessuto imprenditoriale, il territorio, la comunità locale”. La storia di In&Out si identifica efficacemente nel percorso di 21 Invest: nata a Grottaglie (TA), l’azienda ha ampliato gradualmente il proprio portafoglio prodotti e oggi annovera 14 stabilimenti in tutta Italia. Con l’ingresso di 21 Invest, il percorso di crescita di In&Out ha subito una decisa accelerazione: il Gruppo si posiziona oggi come leader a livello nazionale anche a seguito di una serie di acquisizioni mirate e, con l’integrazione di Pinto, prevede di raggiungere nel 2024 un fatturato di circa 270 milioni di euro, con una crescita di oltre tre volte rispetto al momento dell’ingresso di 21 Invest e un incremento dell’occupazione di circa il 190%. “Spingiamo le imprese locali a diventare leader nei loro settori. E non perdiamo mai di vista i mercati internazionali”, ha evidenziato Alessandro Benetton.

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Amica Chips: leader italiano nelle patatine e snack

Amica Chips, fondata nel 1990, è un’azienda italiana leader nel settore delle patatine e degli snack, con un forte focus su innovazione e qualità. Cresciuta attraverso acquisizioni strategiche e un’espansione internazionale, oggi esporta in tutto il mondo. L’azienda si distingue per il suo impegno verso la sostenibilità, utilizzando packaging con materiali riciclati.

Amica Chips

Amica Chips

Amica Chips: una storia di qualità e crescita continua

Fondata a Castiglione delle Stiviere, Amica Chips ha puntato su qualità e innovazione, con l’obiettivo di conquistare il mercato italiano. L’azienda sottolinea come le patatine siano paragonabili agli amici: non sono mai abbastanza, evidenziando il desiderio di creare prodotti che evocano emozioni positive e momenti di convivialità. Nel 1991 Amica Chips diventa fornitore di Esselunga, ampliando rapidamente la propria presenza nelle principali catene di distribuzione italiane. Tra il 1994 e il 2000 acquisisce diverse piccole aziende, integrando la produzione nello stabilimento di Castiglione delle Stiviere, che nel 2010 raggiunge i 40.000 m². Tra i marchi acquisiti ci sono Dorita, Pandal e Mia. Grazie a queste operazioni, l’azienda vede una crescita significativa, registrando nel 2010 un fatturato di 70 milioni di euro, fino a superare i 100 milioni nel 2022.

Espansione internazionale e impegno sostenibile di Amica Chips

Amica Chips ha continuato negli anni a crescere attraverso acquisizioni strategiche e innovazioni. Il marchio ha ampliato la propria gamma di prodotti, introducendo nuovi snack e migliorando continuamente la qualità dei suoi articoli. Grazie a un mix di tradizione e sperimentazione, l’azienda ha raggiunto una presenza internazionale, esportando in più di 22 Paesi. Oltre all’attenzione per il prodotto, la società ha implementato una strategia sostenibile, utilizzando imballaggi realizzati con il 30% di plastica riciclata, contribuendo alla tutela ambientale.

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Christophe Rabatel: leadership che ridefinisce il retail in Italia

Da Deloitte a Carrefour, Christophe Rabatel ha costruito una carriera che riflette il suo impegno per l’innovazione e la sostenibilità. Oggi, come CEO di Carrefour Italia, sta plasmando il futuro dell’azienda e del settore retail, a dimostrazione che la leadership può essere sinonimo di responsabilità sociale e ambientale

Wikiceo, il portale dei manager

Gli studi e l’esperienza in Deloitte

Nativo di Grenoble, Christophe Rabatel ha intrapreso un viaggio professionale che lo ha portato a diventare CEO di Carrefour Italia. La sua carriera, caratterizzata da ruoli di responsabilità crescente, lo ha reso un leader riconosciuto nel settore retail. Dopo aver conseguito la laurea presso l’ICN Business School di Nancy nel 1993 e un MBA all’Indiana University of Pennsylvania nel 1994, Rabatel avvia il suo percorso professionale nel 1995 presso Deloitte. Qui lavora come consulente aziendale tra le sedi di Parigi e Montreal, fino a diventare Senior Manager. Nel 2004, entra nel gruppo Carrefour, dove rapidamente assume ruoli di crescente responsabilità. La sua carriera in Carrefour lo porta a ricoprire posizioni chiave, tra cui Direttore Finanziario in Turchia nel 2006 e Business Controller in Francia nel 2009. Nel 2015, viene nominato Direttore Esecutivo, gestendo le operazioni regionali, prima di trasferirsi a Varsavia nel 2018 come Direttore Esecutivo per Carrefour Polonia.

Carrefour: innovazione e sostenibilità i pilastri della gestione Christophe Rabatel

Nel 2020 viene nominato CEO di Carrefour Italia, dove sviluppa una strategia fondata su franchising, riposizionamento dei prezzi e ristrutturazione dei punti vendita. Sotto la sua leadership, Carrefour Italia non solo ha innovato, ma ha anche ricevuto riconoscimenti significativi nel settore. Nel 2022, Christophe Rabatel entra nella lista dei 100 Top Manager stilata da Forbes Italia, riconoscendo il suo impegno per l’innovazione e l’ambiente. L’anno successivo, riceve il premio ai CeoforLife Awards come eccellenze della sostenibilità. Membro del consiglio esecutivo dell’intero Gruppo Carrefour, il manager continua a dimostrarsi un leader visionario, capace di guidare l’azienda verso le sfide future, con un occhio sempre attento alla responsabilità sociale e ambientale.

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Star Italia: innovazione e tradizione nella ristrutturazione dei bagni

Fondata nel 2016 a Ferrara, Star Italia, attiva nel settore della ristrutturazione completa di bagni e nella conversione di vasche in docce, ha saputo coniugare tradizione e innovazione. Con oltre tre generazioni di esperienza, si è affermata come un punto di riferimento nel panorama delle costruzioni in Italia, estendendo i suoi servizi su tutto il territorio nazionale.

Star Italia

La mission di Star Italia

La mission di Star Italia è ampliare il proprio approccio progettuale integrando competenze tecnologiche e di design per offrire ristrutturazioni specializzate. L’azienda si impegna a creare ambienti sicuri e accessibili, garantendo la libertà di movimento senza rischi. Ogni progetto viene gestito con la massima cura, seguendo i clienti in tutte le fasi della ristrutturazione: dalla documentazione alla selezione dei materiali, dall’esecuzione fino all’assistenza post-vendita. La qualità dei materiali utilizzati, la personalizzazione dei servizi e l’assistenza dedicata sono i valori che contraddistinguono il suo operato. Con una rete di 150 agenti e circa 70 dipendenti, Star Italia è particolarmente orgogliosa della sua struttura interna: il 50% dei lavoratori ha meno di 30 anni e l’85% sono donne, segno di un forte impegno verso la diversità e l’inclusione.

Star Italia: responsabilità sociale e ambientale

Star Italia non si limita a offrire servizi di ristrutturazione, ma è anche fortemente impegnata in pratiche di sostenibilità ambientale. Tra le iniziative attuate, utilizza auto elettriche per il trasporto interno, impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia e promuove la raccolta differenziata in tutti i suoi uffici. Nella sua nuova sede operativa a Comacchio ha riqualificato un’area di circa 20.000 metri quadrati, dotandola di edifici alimentati da energia verde e stazioni di ricarica. L’azienda è inoltre attivamente coinvolta in programmi di welfare, collaborando con il FAI – Fondo per l’ambiente italiano ETS e sostenendo il progetto “Star con te”, a favore delle persone in difficoltà. La qualità dei servizi e dei prodotti offerti ha portato Star Italia a ricevere numerosi riconoscimenti, tra cui “Le Fonti Awards” 2023 per “Eccellenza dell’Anno – Innovazione & Leadership nella Ristrutturazione di Bagni” e il Premio “100 Top Products and Services” assegnato nel 2024 da Class Editori.

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Federico Motta Editore: come si arriva alla nascita di una Commissione europea

In occasione delle nomine per le istituzioni comunitarie che si sono tenute nei mesi scorsi, Federico Motta Editore ha pubblicato un articolo sul ruolo della Commissione europea nell’UE, fornendo un quadro del contesto storico in cui tale organo si è venuto a creare. A fare da supporto al contenuto, il saggio di Eugenio Capozzi pubblicato sull’Età Moderna.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: le funzioni e l’attività della Commissione Europea

Nel focus di Federico Motta Editore sulla Commissione Europea, l’Editore spiega come questa rappresenti un organismo fondamentale all’interno delle istituzioni europee, svolgendo funzioni cruciali e complesse. Si configura come un ente internazionale che opera tra Stati sovrani e si assume il compito di garantire l’applicazione delle leggi in tutti i Paesi membri. La Commissione ha il potere di presentare proposte legislative, gestire il bilancio dell’Unione e negoziare accordi internazionali che riguardano la UE. La sua azione è quindi essenziale per il funzionamento stesso dell’Unione Europea. La sua sede principale si trova a Bruxelles, ma l’agenzia ha anche uffici a Lussemburgo e rappresentanti in tutti gli Stati membri, compresi uffici a Roma e Milano. La Commissione ha inoltre la responsabilità di assistere nella realizzazione degli obiettivi europei, promuovendo politiche che rispondano alle esigenze dei cittadini europei e garantendo che gli Stati membri rispettino le norme comuni. 

Federico Motta Editore: quando e come nasce l’idea di una comunità europea

Come indicato nel saggio dedicato alla nascita dell’Unione Europea di Eugenio Capozzi e pubblicato sull’Età Moderna di Federico Motta Editore, le origini storiche della Commissione Europea risalgono a un periodo di profonda riflessione sull’unità del continente europeo. Le prime teorie su un’Europa unita emergono inizialmente come ideologie utopistiche, ma assumono un significato più concreto dopo le devastazioni causate dalle due guerre mondiali. Nella formulazione di una visione federale per l’Europa svolgono un ruolo cruciale gli antifascisti e socialisti Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, i quali, durante il loro confino sull’isola di Ventotene nel 1941, redassero il noto “Manifesto di Ventotene” che esprimeva il desiderio di “un’Europa libera e unita”. Fu proprio questo manifesto a gettare le basi per una cooperazione tra le nazioni europee, culminando nella creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) nel 1951 e successivamente nella Comunità Economica Europea (CEE) con i trattati di Roma nel 1957. È in tale contesto storico che si viene a formare anche la Commissione Europea, un’istituzione destinata a svolgere un ruolo centrale nella governance dell’Unione Europea.

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Ares Ambiente: etica e sostenibilità al centro della responsabilità sociale

Ares Ambiente ha consolidato la sua reputazione attraverso un approccio improntato al miglioramento continuo delle performance, sottoponendosi regolarmente a verifiche da parte di enti terzi. Questo non solo assicura la conformità alle normative, ma garantisce ai clienti e agli stakeholder la qualità e affidabilità dei servizi offerti, rafforzando il legame di fiducia che l’azienda ha costruito nel corso degli anni.

Ares Ambiente

Ares Ambiente: trasparenza e sostenibilità

Un pilastro fondamentale della responsabilità sociale d’impresa (CSR) di Ares Ambiente è l’adozione del Bilancio SA8000, un documento che rappresenta uno strumento di trasparenza. Questo standard internazionale attesta l’impegno dell’azienda nel rispettare i diritti dei lavoratori e promuovere condizioni di lavoro sicure, etiche e rispettose. L’adozione di tale standard dimostra la volontà del Gruppo di andare oltre il profitto e investire nel benessere delle proprie risorse umane, ritenute una componente essenziale per il successo aziendale. A livello ambientale, l’azienda ha redatto la Dichiarazione Ambientale in conformità al Regolamento EMAS (CE n.1221/2009), un altro segnale tangibile del suo impegno per la sostenibilità. Questo documento non è solo una formalità, ma uno strumento di comunicazione trasparente che mette a disposizione della comunità locale e degli stakeholder un quadro chiaro delle attività, dei programmi e degli obiettivi ambientali. Ares Ambiente promuove così la consapevolezza riguardo al proprio impatto ambientale, integrando la sostenibilità come elemento cardine della propria visione aziendale.

Ares Ambiente: qualità, sicurezza e collaborazione per una crescita sostenibile

La politica interna dell’azienda è inoltre strutturata in modo da garantire qualità e sicurezza attraverso un’organizzazione rigorosa dei compiti e delle responsabilità. Ares Ambiente ha sviluppato protocolli operativi e procedure che mirano a garantire elevati standard qualitativi, mentre la formazione continua dei collaboratori assicura l’adozione di pratiche all’avanguardia in ambito ambientale e di sicurezza. L’impegno del Gruppo non è circoscritto all’interno dell’organizzazione, ma si estende anche verso i fornitori e i clienti, promuovendo un approccio collaborativo e responsabile nei confronti della sostenibilità. L’obiettivo di Ares Ambiente è quello di creare una rete di partner e clienti capaci di condividere i valori di rispetto ambientale ed etico, favorendo così una crescita armoniosa e sostenibile.

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L’AD di Mercitalia Logistics Sabrina De Filippis: l’80% del piano da 3 miliardi per il rinnovo delle locomotive

Presente a Innotrans 2024, l’AD di Mercitalia Logistics Sabrina De Filippis ha parlato del piano investimenti da 3 miliardi di euro che la società intende concretizzare nei prossimi anni e ha ribadito la centralità dell’intermodalità nel settore della logistica.

Sabrina De Filippis

Sabrina De Filippis: Mercitalia Logistics lavora a un piano da 3 miliardi di euro

Mercitalia Logistics, società del Polo Logistica di Ferrovie dello Stato Italiane, sta lavorando a un ambizioso piano investimenti da 3 miliardi di euro, da concretizzare nei prossimi 5-7 anni. A riportarlo è stata l’AD Sabrina De Filippis durante la presentazione delle locomotive da manovra Dual Shunter 2000, che si è tenuta in occasione di Innotrans. L’80% dei fondi, ha precisato la manager, sarà “dedicato al rinnovo di locomotive e carri di prima generazione”. Si tratta di investimenti che si allineano con l’obiettivo di modernizzare la flotta e ridurre l’impatto ambientale del trasporto merci su rotaia. Nel caso delle locomotive Dual Shunter 2000, “il combustibile diesel di ultima generazione Hvo green consentirà di ridurre le emissioni di CO2 fino al 90%”. Sabrina De Filippis ha anche però messo in guardia sugli ostacoli che potrebbero essere riscontrati in quest’ambito, come la preferenza, da parte di alcuni clienti, per il gommato, che potrebbe “generare un momento di difficoltà nel settore”.

Sabrina De Filippis: l’intermodalità per un’Europa connessa

Un tema centrale nella strategia di Mercitalia Logistics è la necessità di intercettare i nuovi bisogni della logistica, puntando sull’intermodalità. “Senza intermodalità nelle merci non riusciamo a portare a casa i risultati che l’Europa ci chiede – ha dichiarato l’AD Sabrina De FilippisOggi in Italia siamo all’11% del trasporto merci su ferro, in Europa al 17% e in Svizzera al 70%. L’obiettivo è quello di arrivare al 2050 al 50%”. Per questo motivo, la società sta siglando una serie di partnership volte a sviluppare il primo e l’ultimo miglio. Orientata verso un mercato europeo, Mercitalia Logistics punta all’obiettivo di avere locomotive interoperabili che attraversino i confini. Dopo aver acquistato il 25% del terminal di Duisburg, adesso guarda con interesse ai mercati di Francia e Spagna.

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Stefano Venier: policrisi e Net Zero, l’editoriale dell’AD di Snam su “Energia”

Il ruolo del gas come vettore di transizione, la leva trasversale dell’innovazione, il valore di un approccio ampio, olistico, alla sostenibilità: l’editoriale dell’AD di Snam Stefano Venier sulla multifattorialità delle policrisi.

Stefano Venier

Il sentiero stretto tra policrisi e Net Zero: l’editoriale di Stefano Venier

Indaga la multifattorialità della policrisi in corso l’AD di Snam Stefano Venier in un editoriale pubblicato su “Energia”, il trimestrale scientifico-divulgativo su tematiche legate all’ambiente e al mondo dell’energia. Nell’articolo, l’AD di Snam ripercorre il percorso compiuto dall’Italia da quando è esplosa l’emergenza energetica nel 2022 sottolineando anche il ruolo di Snam: “Pur senza cullarsi sugli allori e continuando a lavorare nella giusta direzione, possiamo essere orgogliosi di quanto fatto finora”. Il passato, il presente ma anche il futuro: nell’editoriale, l’AD di Snam Stefano Venier ha provato a tratteggiare anche la strada su cui continuare a lavorare nonostante un contesto internazionale che resta fragile e frammentato. “Possibili vie d’uscita, che rispondano alla complessità nel segno dell’integrazione”, si legge nel post su LinkedIn in cui rilancia l’editoriale.

Stefano Venier: rispondere alla complessità nel segno dell’integrazione, l’impegno di Snam

Nell’editoriale, l’AD Stefano Venier invita innanzitutto a “leggere e comprendere la radicale multifattorialità della situazione e delle sfide in cui siamo globalmente e localmente presi, con effetti che il mercato energetico, a sua volta, subisce e produce di continuo”. È fondamentale per riuscire a proseguire in questo percorso e individuare le soluzioni più funzionali a partire dall’integrazione “delle tecnologie, dei vettori energetici e degli obiettivi da perseguire”. Una vision che per Snam si traduce nell’impegno di sviluppare e portare avanti una politica infrastrutturale, con sguardo a lungo termine, allineando più obiettivi in un’unica traiettoria: al centro, come spiega l’AD di Snam Stefano Venier nell’editoriale, il ruolo strategico del gas quale vettore di transizione, la leva trasversale dell’innovazione e un approccio ampio, olistico, alla sostenibilità, che confermi la lotta alle emissioni climalteranti ma guardi anche agli altri planetary boundaries, biodiversità inclusa.

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Risultati 2023: Luca Dal Fabbro annuncia un dividendo in crescita dell’8% per il Gruppo Iren

Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, ha commentato i risultati finanziari del 2023, approvati dal Consiglio di Amministrazione, evidenziando il solido modello di business adottato dal Gruppo.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: Ebitda in crescita del 14% e utile netto del 13%

L’Ebitda del Gruppo ha registrato un incremento del 14%, mentre l’utile netto è cresciuto del 13%. Questi dati, secondo Luca Dal Fabbro, dimostrano la capacità di Iren di adattarsi con successo alle sfide macroeconomiche, climatiche ed energetiche, garantendo al contempo servizi di elevata qualità ai cittadini. La crescita sostenuta permette al Gruppo di proporre un dividendo in aumento dell’8%, con un pay-out del 60%, confermando la validità delle strategie messe in atto. Nonostante i consistenti investimenti nel potenziamento della capacità rinnovabile, raggiungendo 800 MW, e l’avvio di nuovi impianti per l’economia circolare, Iren ha mantenuto un rapporto Ifn/Ebitda pari a 3,3x grazie a una gestione efficace del capitale circolante.

Luca Dal Fabbro: Iren promuove transizione energetica e tutela idrica

Luca Dal Fabbro ha inoltre sottolineato il ruolo chiave di Iren nella transizione energetica e nella creazione di valore per le comunità locali e gli azionisti. Il Gruppo ha concluso l’anno con oltre 11mila dipendenti, in aumento di 420 unità rispetto al 2022, confermando un profondo impegno nella crescita occupazionale. Iren ha inoltre confermato la sua attenzione verso il settore idrico, partecipando come sponsor all’ottava edizione del Festival dell’Acqua a Firenze, dove il Presidente Luca Dal Fabbro è intervenuto in qualità di Vicepresidente Vicario di Utilitalia, sottolineando l’importanza della tutela delle risorse idriche e della digitalizzazione del servizio idrico integrato.

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