Inverno, tempo di malanni stagionali. Ci si stanca presto delle giornate passate a letto con raffreddore, influenza e tosse!
Il rimedio più facile per guarire dalla malattia sembra allora essere l’antibiotico, preso senza aver effettuato una precisa diagnosi.
L’Antibiotico non è una cura per tutto e troppo spesso si assume con la leggerezza con cui si prende un’aspirina e senza prescrizione medica.
Un farmaco usato male può non curare e può ancor peggio nuocere all’organismo.
L’errore in cui si incorre più comunemente è dare l’antibiotico a chi è colpito da influenza (29 % della popolazione) o raffreddore (14 %); patologie virali contro le quali come noto l’antibiotico non può nulla; per prevenire un aggravamento dei sintomi.
E il 60 % degli italiani, forse rendendosi conto “in corsa” dell’inappropriatezza del farmaco, non termina la cura.
Proprio qui sta la differenza tra un uso appropriato, sotto controllo medico, e uno indiscriminato: il medico riconosce il momento in cui l’infezione batterica è stata debellata e si può quindi interrompere la somministrazione dei farmaci. L’antibiotico, infatti, deve essere utilizzato fino a quando non è riuscito a sterminare i batteri che combatte: se lascia dei “sopravvissuti” sul terreno, questi sviluppano resistenza al farmaco.
Riportiamo alcuni consigli per l’uso degli Antibiotici:
– Non usarli in caso di raffreddore e influenza: raffreddore e influenza sono malattie virali e gli antibiotici curano solo le infezioni batteriche.
– Assumerli solo dietro prescrizione medica: solo il tuo medico può prescrivere, in base ai sintomi presenti e alla sua esperienza, l’antibiotico giusto.
– Prenderli per il tempo e nelle dosi indicate dal medico: questo contribuisce anche a minimizzare il rischio di effetti collaterali e dell’insorgenza di antibiotico-resistenza.
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