Monthly Archives

Gennaio 2026

Comunicati

Euro? No grazie. La Polonia raccoglie i frutti della sua scelta lungimirante

  • By
  • 28 Gennaio 2026

La narrazione europeista considera che il punto di arrivo quasi naturale per tutti coloro che decidono di entrare nell’Unione sia abbracciare l’euro come valuta. Ma questo scenario riceve l’ennesima smentita dalla Polonia, che pare non sia fatto intenzionata a rinunciare alla propria valuta, visti i risultati che sta avendo.

L’intervista del ministro polacco sull’euro

zloty poloniaNel corso di un’intervista rilasciata al Financial Times, il Ministro delle finanze polacco Andrzej Domanski ha bollato come “controproducente” per l’economia nazionale l’eventuale adozione dell’euro. Semplicemente perché un passo del genere finirebbe per rallentare la buona performance economica della Polonia. Altro che fattore di forza, l’euro viene trattato come elemento di debolezza. E i numeri, come vedremo, gli danno ragione.

Ulta-Europeista… ma non “eurista”

L’importanza di questo messaggio (in senso negativo per l’Unione Europea) è che giunge da un Paese guidato da un premier ultra-europeista come Donald Tusk. Nel corso del suo primo mandato era un grande sostenitore dell’ingresso dell’euro, ma oggi ha cambiato totalmente opinione. A conti fatti non gli si può dar torto, visto che la scelta di conservare lo Zloty – fatta anni fa e difesa dalle feroci critiche piovute dai vertici UE – adesso si sta rivelando estremamente saggia e lungimirante.

Come ha potuto agire le banca centrale della Polonia

Grazie al fatto di aver mantenuto la propria sovranità monetaria, negli ultimi due decenni la Polonia è riuscita ad ammortizzare bene gli shock esterni. Ci è stato possibile proprio perché ha potuto agire in modo flessibile, visto che non era ingabbiata dai rigidi schemi imposti dall’Europa e dalla Banca Centrale Europea BCE (ossessionata dall’inflazione). La Banca centrale della Polonia ha potuto muovere i tassi di interesse in relazione alle esigenze del ciclo economico interno. A questo privilegio hanno invece rinunciato i Paesi dell’Eurozona, che hanno subito le decisioni prese dalla BCE per tutti.
Di fronte agli shock esterni la Banca Centrale polacca ha potuto innescare una svalutazione temporanea per sostenere la competitività delle esportazioni polacche, mentre altri paesi hanno dovuto tagliare i salari o adottare politiche di austerità. La conseguenza è che l’economia polacca ha registrato delle performance nettamente superiori alla maggior parte dei membri storici della Eurozona.

Le performance economiche della Polonia

Tutto questo ha permesso alla Polonia, che ha appena due anni fa si sentiva relegata nel gruppo dei paesi minori d’Europa, di essere sulla corsia di sorpasso rispetto a molte altre economie del vecchio continente. Lo dimostra sia la forza della sua valuta, visto che negli ultimi due anni lo Zloty si è costantemente apprezzato rispetto all’Euro (si vedano i dati su Pocket Option Italia) grazie alla forte fiducia dei mercati, e lo dimostra il fatto che il PIL lo scorso anno ha superato il trilione di dollari, rendendo la Polonia la ventesima economia mondiale.

No Comments
Comunicati

Le Città del Miele: anniversario d’argento e nuovo presidente

Jean-Claude Daudry, sindaco di Châtillon (AO), è il nuovo presidente de Le Città del Miele: la nomina avviene nell’anno in cui si celebra il venticinquesimo anniversario dell’associazione, fondata nel 2001 con l’obiettivo di promuovere la conoscenza dei territori italiani votati al miele, collaborando a livello regionale e locale con il mondo dell’apicoltura.

La più piccola regione italiana per superficie vanta un’importante tradizione nella produzione del miele e di prodotti derivati: il nettare degli dei valdostano è, infatti, riconosciuto per bontà e sapori intensi e per essere prodotto nel particolare rispetto dell’ambiente e della biodiversità del territorio.

Attualmente la Valle d’Aosta conta su quasi 600 apicoltori per un totale di circa 9.000 alveari. Nella regione si producono diversi tipi di miele, tra questi quello di Millefiori di Montagna e di Rododendro – chiamato anche miele dei ghiacci da alcuni produttori perché si produce ad alta quota – che sono tipici delle regioni alpine. A questi si aggiungono il miele di Acacia, Castagno, Tarassaco e Tiglio.

Ogni anno Châtillon (dal 2007 nell’associazione) organizza la Sagra del Miele alla fine di ottobre, con un mercatino dedicato ai prodotti del territorio che si snoda tra le vie cittadine, durante il quale vengono premiati anche i vincitori del concorso regionale Mieli della Valle d’Aosta.

La Sagra del Miele di Châtillon è uno dei numerosi eventi de “Andar per Miele”, l’agenda di sagre, feste, appuntamenti ed eventi che si svolgono nelle regioni italiane che ospitano Le Città del Miele e promosse in collaborazione con le Città associate. Tante opportunità non solo per conoscere le numerose tipologie di mieli, alcuni dei quali unici proprio in virtù del territorio regionale d’origine, ma anche per vivere un fine settimana o una gita fuori porta alla scoperta di piccoli borghi ricchi di arte, cultura, tradizioni e spesso circondati da boschi, vigneti e paesaggi di grande suggestione.

Nei suoi 25 anni di attività, grazie alle iniziative de Le Città del Miele, si stima che siano oltre 5 milioni e mezzo i consumatori che hanno avuto l’opportunità di conoscere, degustare e scoprire la qualità e la diversità dei mieli italiani. Non a caso, l’Italia detiene il record mondiale per varietà di miele – oltre 60 tipologie – e si classifica al quarto posto tra i paesi della UE per numero di alveari – oltre un milione e mezzo – presenti sul tutto il territorio nazionale, con quasi 238 mila tonnellate di miele prodotto nel nostro Paese.

Maggiori informazioni sul sito Le Città del Miele

GALLERIA FOTOGRAFICA

No Comments