Dall’ 8 al 17 ottobre 2010, lusso e design si sono incontrati al Molino Stucky Hilton Venice, l’Hotel a 5 stelle recuperato all’interno di un complesso di archeologia industriale dal Gruppo Acqua Marcia , in occasione della Venice Design Week – rassegna veneziana dedicata al design, patrocinata dal comune di Venezia e dall’assessorato alla cultura – con l’obbiettivo di mettere in luce la creatività di designer emergenti coinvolgendo la città e stuzzicando la fantasia dei visitatori.
L’esposizione “ALTRO FRAGILE”, con le opere dell’artista Barbara Scalzotto e gli oggetti della collezione Waste Not Danese, presso la Lobby Lounge “Campiello” del Molino Stucky, ha costituito un viaggio tra gli oggetti e la loro essenza, da percorrere con gli occhi o in punta di piedi, per rileggere l’eternità dimenticata di quella indissolubile affinità che lega forma e funzione, oggetto e uomo.
In “ALTRO FRAGILE”, la fragilità, se generalmente è percepita come un aspetto deprecabile che si tende ad esorcizzare, è stata vista come un valore intrinseco negli oggetti che ci circondano. Essi, progettati per essere caduchi e non durare nel tempo, coprono la solidità della forma dettata dalla funzione con la fragilità della forma impartita dall’estetica. La solidità diventa come struttura scheletrica, nascosta nel profondo degli oggetti. Per cui un divano non è più solo seduta ma anche colore, forgia, materiale e forma estetica: abito che riveste la struttura funzionale.
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