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Babila Spagnolo: leadership globale nel make-up italiano

Babila Spagnolo ha rivoluzionato il panorama cosmetico con idee all’avanguardia e un approccio familiare. Nata a Milano, ha coltivato le radici del suo brand con passione, puntando su qualità artigianale e innovazione. Oggi, il suo percorso ispira manager e professionisti.

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Babila Spagnolo: una storia milanese di leadership nel beauty

Nel settore del make-up italiano, Babila Spagnolo ha avviato il suo cammino partendo dal magazzino e dimostrando sin da subito una forte vocazione all’innovazione. Cresciuta in una famiglia dedita a prodotti per la cura e la bellezza, ha sviluppato un approccio che unisce artigianalità e nuove tendenze, nel solco di un marchio la cui storia risale al 1936. Dopo aver frequentato una scuola internazionale a Milano e aver tentato la strada universitaria in un altro ambito, ha scelto di perfezionare le sue competenze nell’industria cosmetica di famiglia. Il suo percorso professionale si è distinto per l’impegno in diversi ruoli, dal coordinamento della produzione al marketing, fino a diventare product manager. In quegli anni ha viaggiato a lungo, affinando la capacità di intercettare i bisogni di consumatori globali e le opportunità di mercato.

All’interno dell’azienda di famiglia, ha portato avanti il passaggio generazionale dopo la scomparsa della madre, interpretando al meglio la tradizione e il rinnovamento del brand. In questa fase, Babila Spagnolo ritiene che l’idea alla base di un progetto nasca sempre da un’esigenza o da un sogno personale, ma sottolinea anche come la parte più complessa riguardi la concretizzazione di tale idea. Consapevole dell’importanza di lasciare un’impronta in un mercato così competitivo, ha consolidato la reputazione del marchio puntando su formule cosmetiche all’avanguardia. Grazie alla lunga gavetta, alla conoscenza approfondita del settore e all’instancabile dedizione, ha costruito una solida base di competenze che le ha consentito di emergere come leader.

Babila Spagnolo e la crescita di un marchio storico italiano

Negli ultimi anni, Babila Spagnolo ha accelerato il processo di trasformazione del brand, abbracciando una visione più originale e dirompente in materia di comunicazione, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulla qualità del prodotto. Questo cambio di prospettiva è stato concepito per mettere in luce anche il background storico e i valori profondi dell’azienda.

Oggi, in qualità di ceo dell’azienda, Babila opera anche come Presidente del Gruppo Cosmetici per l’Estetica, dimostrando un costante impegno nei confronti della filiera professionale. Il suo talento manageriale è stato riconosciuto da prestigiose testate che la annoverano tra i migliori dirigenti italiani del settore. Nominata da Forbes tra i Top Manager capaci di proiettare le imprese verso un futuro sostenibile e innovativo, Babila Spagnolo incarna la volontà di unire tradizione e rinnovamento. In questo modo, la sua figura rafforza ulteriormente il valore simbolico di una realtà aziendale che, da quasi un secolo, continua a evolversi grazie alla passione di una famiglia interamente dedicata al mondo della bellezza.

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Giuseppe Marotta: l’arte di vincere nel calcio italiano

Pochi dirigenti nel calcio italiano possono vantare una carriera brillante come quella di Giuseppe Marotta. Da Varese a Venezia, da Sampdoria a Juventus, fino a diventare Presidente dell’Inter, Marotta ha lasciato un segno indelebile in ogni squadra che ha guidato.

Giuseppe Beppe Marotta

Calcio e management, chi è Giuseppe Marotta

Giuseppe Marotta, conosciuto da tutti come Beppe, è una figura iconica del calcio italiano, capace di trasformare ogni club in cui ha lavorato in un modello di successo. Nato a Varese il 25 marzo 1957, Marotta ha saputo coniugare la passione per il calcio con una visione manageriale lungimirante, raggiungendo il culmine della sua carriera nel 2024, quando è stato nominato Presidente dell’Inter. Dopo aver già guidato il club come Amministratore Delegato dell’area sportiva, ha contribuito alla conquista del secondo scudetto sotto la guida di Simone Inzaghi e a consolidare l’Inter come una delle squadre più competitive d’Europa. Celebre per operazioni di mercato audaci, come l’acquisto record di Romelu Lukaku nel 2019, Marotta si distingue da sempre per la sua capacità di bilanciare strategia finanziaria e ambizione sportiva. Oltre al lavoro nei club, ricopre ruoli di rilievo nelle istituzioni calcistiche, che confermano il suo impegno per il progresso del calcio italiano.

Gli inizi della carriera

La carriera di Marotta è una storia di determinazione e successi, iniziata nel 1977 come Direttore Generale del Varese Calcio. La sua crescita professionale lo ha portato a Monza, Como e Venezia, dove ha ottenuto una storica promozione in Serie A. Alla Sampdoria, Marotta ha ristrutturato il club e raggiunto i preliminari di Champions League, consolidando la sua reputazione come dirigente di talento. Il passaggio alla Juventus nel 2010 ha segnato un decennio di trionfi: cinque scudetti, tre Supercoppe italiane e due Coppe Italia. Con il suo ingresso nella Hall of Fame del Calcio Italiano e il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il manager ha dimostrato che la sua carriera è il risultato di una visione chiara, dedizione e un instancabile lavoro per l’eccellenza sportiva.

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Su WikiCeo la carriera di Diego Nepi Molineris, AD di Sport e Salute

Diego Nepi Molineris è un dirigente italiano con ampia esperienza in ambito sportivo. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di primo piano in diverse aziende, sia italiane che internazionali, svolgendo ruoli importanti anche nell’organizzazione di manifestazioni sportive per il CONI e per Sport e Salute.

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WikiCeo esplora la vita professionale di Diego Nepi Molineris

Nato a Siena nel 1971, Diego Nepi Molineris è laureato in Scienze Politiche presso l’Università della sua città. Nel corso della sua carriera ha svolto esperienze di docenza in master e corsi di specializzazione presso diverse istituzioni, tra cui Scuola dello Sport CONI, Luiss Creative Business Center e Campus University MBA. WikiCeo, portale specializzato sul mondo manageriale italiano, evidenzia come il percorso professionale del manager sia iniziato nel 1995 presso la società inglese Matthews & Goodman, dove Diego Nepi Molineris si occupa di trattative immobiliari con istituzioni bancarie e investitori. L’anno seguente si trasferisce in Australia per lavorare nella multinazionale Larry Smith presso l’aeroporto di Sydney: qui gestisce attività legate alla finanza e al retail, acquisendo ruoli di crescente responsabilità. Nel 2000 torna in Italia come Retail Development Manager per la filiale italiana di Larry Smith. Nello stesso anno avvia una nuova tappa della carriera entrando in Aeroporti di Roma come Business Development Manager. Nel 2001 è nominato Responsabile dello Sviluppo e della Gestione presso Grandi Stazioni.

Diego Nepi Molineris: le esperienze nel settore sportivo

Nel 2005 la carriera di Diego Nepi Molineris prosegue nel CONI assumendo il ruolo di Direttore degli Impianti Sportivi e del Parco del Foro Italico: tra le altre cose si dedica all’ottimizzazione degli asset sportivi e di altra tipologia. Nel 2014 è nominato Direttore Marketing & Business Development, contribuendo all’organizzazione dei principali eventi sportivi globali in collaborazione con le Federazioni Sportive Nazionali. Nel 2017 è protagonista della creazione della strategia per l’Italia Team, unendo milioni di fan attorno ai valori dello sport. Dal 2008 al 2020, invece, in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino, Londra, Rio de Janeiro e Tokyo, Diego Nepi Molineris partecipa alla missione italiana come Responsabile dell’Organizzazione e del Funzionamento di Casa Italia. Nel 2021 è nominato Direttore Generale di Sport e Salute e nel 2023 ne diventa Amministratore Delegato. Come riportato sul profilo WikiCeo, nel 2018 ha ricevuto il “Premio Celli” istituito in onore del giornalista senese Giovanni Celli.

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Daniela Daverio: leader nell’innovazione delle telecomunicazioni

Daniela Daverio, manager di lunga esperienza nel settore delle telecomunicazioni, ha ricoperto ruoli chiave in Eolo Spa, fino a diventare CEO della divisione Service. Con una solida formazione in Informatica ed Economia, ha contribuito alla crescita e all’innovazione dell’azienda, ottenendo riconoscimenti da Forbes Italia.

Daniela Daverio su Wikiceo

Daniela Daverio: una carriera di successo nel settore delle telecomunicazioni

Daniela Daverio è una figura di spicco nel panorama delle telecomunicazioni italiane. Con una solida formazione in Informatica ed Economia, ha iniziato la sua carriera presso I.NET S.p.A., dove ha ricoperto ruoli importanti nel settore dei servizi e delle consulenze IT. Tuttavia, è in Eolo Spa, leader nelle telecomunicazioni e nella banda ultra-larga, che ha fatto il salto decisivo verso posizioni di vertice. Entrata nell’azienda nel 2003 nell’area marketing e vendite, la manager ha assunto crescenti responsabilità, fino a ricoprire ruoli chiave come Direttore Generale nel 2010 e Chief Financial Officer nel 2013.

Nel corso della sua carriera, la Daverio ha sviluppato una profonda comprensione del mercato e delle dinamiche aziendali, diventando un punto di riferimento per l’innovazione e la trasformazione digitale. Nel 2020, è stata nominata Chief Operating Officer, con la responsabilità di coordinare tutte le attività operative dell’azienda e assicurare che fossero allineate con la strategia globale. Nel 2022, è stata promossa a CEO della divisione Service, con il compito di rafforzare la presenza di Eolo nei mercati consumer, business e wholesale.

Daniela Daverio e l’impegno verso la sostenibilità e l’innovazione

Uno degli aspetti più distintivi della leadership di Daniela Daverio è l’impegno verso la sostenibilità. Grazie alla sua guida, Eolo è diventata la prima azienda nel settore telecomunicazioni in Italia ad ottenere la certificazione Benefit Corporation. Questo riconoscimento attesta l’attenzione dell’azienda per l’impatto positivo che genera sulle comunità e sul territorio.

Nel corso del 2022, la Executive Advisor di Eolo SpA è stata inserita da Forbes Italia nella classifica dei 100 Top Manager, un riconoscimento che premia i leader aziendali più innovativi e attenti alle sfide future. Oltre al suo ruolo in Eolo, ha ricoperto posizioni di prestigio come Consigliere per la Fondazione ITS INCOM. Da ottobre 2023, ha deciso di lasciare le responsabilità operative per diventare Executive Advisor all’interno dell’azienda, portando la sua esperienza e visione strategica a supporto dei nuovi leader.

Il percorso di Daniela Daverio rappresenta un esempio per i dirigenti d’azienda italiani, che possono trovare ispirazione nel suo impegno verso l’innovazione e la sostenibilità.

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Alessandro Puliti (Saipem): il percorso professionale su WikiCeo

Alessandro Puliti ricopre attualmente il ruolo di AD e DG di Saipem. Nel corso della sua carriera ha guidato progetti complessi in Europa, Africa e Medio Oriente con ruoli di leadership nella gestione di giacimenti e tecnologie innovative. Diversi i traguardi raggiunti tra cui il riconoscimento “Spotlight on New Technology 2024”, ricevuto da Offshore Technology Conference (OTC) per la sua tecnologia di monitoraggio digitale delle condotte sottomarine (Integrated Acoustic Unit).

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WikiCeo: la carriera di Alessandro Puliti

Nato a Firenze nel 1963, Alessandro Puliti è laureato con lode in Scienze Geologiche presso l’Università degli Studi di Milano. Nel 1995 consegue il Master Medea in Management e Economia dell’Energia e dell’Ambiente presso la Scuola Mattei. È autore di articoli per congressi internazionali sia nel campo dei giacimenti che della perforazione. Dopo gli esordi presso uno studio geotecnico, entra in Agip nel 1990 come Geologo nel Dipartimento Giacimenti, occupandosi dell’analisi di giacimenti in Africa e in Italia. Nel 1998 si trasferisce ad Aberdeen e avvia il suo percorso internazionale: nello specifico è Assistant Operated Asset Manager presso Agip UK. Nel 2002 è di nuovo in Italia in virtù della nomina a Responsabile di giacimento nel progetto Eni “Area Pozzo e sviluppo Val D’Agri”. Il profilo su WikiCeo riporta che Alessandro Puliti ha fatto successivamente ingresso in IEOC Production e Petrobel (Belayiem petroleum company), realtà operante in Egitto che lo nomina Development and Operations Manager. In seguito ricopre posizioni dirigenziali a maggiore responsabilità quali General Manager e Managing Director di Petrobel, nonché General Manager di IEOC.

Alessandro Puliti: gli incarichi internazionali e il presente in Saipem

Nel 2009 Alessandro Puliti è nuovamente in Italia: nello specifico, dalla sede milanese di Eni, coordina la gestione delle aree del Nord Europa e della Russia nel ruolo di Vicepresidente regionale. Trasferitosi in Norvegia l’anno seguente, diventa Managing Director di Eni Norge, sussidiaria norvegese del gruppo. Nel 2012 è nominato Senior Vice President Petroleum Engineering, Production and Maintenance presso la Direzione Operations di Eni, successivamente è Senior Vice President Drilling and Completion e Deputy Operations. Nel 2015 è incaricato Executive VP Direzione Reservoir & Development Projects, per poi diventare Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni. La carriera di Alessandro Puliti prosegue nel gruppo come Chief Upstream Officer nel 2019 e Direttore Generale Natural Resources nel 2020. Il suo attuale incarico in Saipem inizia nel 2022, quando è nominato Direttore Generale e in seguito anche Amministratore Delegato. Tra le iniziative realizzate, nel 2024 dà impulso a un progetto eolico offshore a Courseulles-sur-Mer, in Normandia, e avvia anche trattative per due progetti in Africa. I suoi incarichi correnti includono quelli di membro nel CdA di diverse aziende, tra cui United Gas Derivatives Company, Petrobel Belayim Petroleum Co., North Bardawil Petroleum Company, Icoc S.p.A., Eni UK Limited e Var Energi ASA. È altresì Presidente e AD di Ieoc Exploration BV ed Eni Norge AS.

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Christophe Rabatel: leadership che ridefinisce il retail in Italia

Da Deloitte a Carrefour, Christophe Rabatel ha costruito una carriera che riflette il suo impegno per l’innovazione e la sostenibilità. Oggi, come CEO di Carrefour Italia, sta plasmando il futuro dell’azienda e del settore retail, a dimostrazione che la leadership può essere sinonimo di responsabilità sociale e ambientale

Wikiceo, il portale dei manager

Gli studi e l’esperienza in Deloitte

Nativo di Grenoble, Christophe Rabatel ha intrapreso un viaggio professionale che lo ha portato a diventare CEO di Carrefour Italia. La sua carriera, caratterizzata da ruoli di responsabilità crescente, lo ha reso un leader riconosciuto nel settore retail. Dopo aver conseguito la laurea presso l’ICN Business School di Nancy nel 1993 e un MBA all’Indiana University of Pennsylvania nel 1994, Rabatel avvia il suo percorso professionale nel 1995 presso Deloitte. Qui lavora come consulente aziendale tra le sedi di Parigi e Montreal, fino a diventare Senior Manager. Nel 2004, entra nel gruppo Carrefour, dove rapidamente assume ruoli di crescente responsabilità. La sua carriera in Carrefour lo porta a ricoprire posizioni chiave, tra cui Direttore Finanziario in Turchia nel 2006 e Business Controller in Francia nel 2009. Nel 2015, viene nominato Direttore Esecutivo, gestendo le operazioni regionali, prima di trasferirsi a Varsavia nel 2018 come Direttore Esecutivo per Carrefour Polonia.

Carrefour: innovazione e sostenibilità i pilastri della gestione Christophe Rabatel

Nel 2020 viene nominato CEO di Carrefour Italia, dove sviluppa una strategia fondata su franchising, riposizionamento dei prezzi e ristrutturazione dei punti vendita. Sotto la sua leadership, Carrefour Italia non solo ha innovato, ma ha anche ricevuto riconoscimenti significativi nel settore. Nel 2022, Christophe Rabatel entra nella lista dei 100 Top Manager stilata da Forbes Italia, riconoscendo il suo impegno per l’innovazione e l’ambiente. L’anno successivo, riceve il premio ai CeoforLife Awards come eccellenze della sostenibilità. Membro del consiglio esecutivo dell’intero Gruppo Carrefour, il manager continua a dimostrarsi un leader visionario, capace di guidare l’azienda verso le sfide future, con un occhio sempre attento alla responsabilità sociale e ambientale.

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Marco Tripi: innovazione e leadership nel panorama italiano dell’ICT

Dal 2005, Marco Tripi è l’Amministratore Delegato del Gruppo Almaviva, un’azienda che ha trasformato in un leader della trasformazione digitale. La sua carriera, iniziata nel marketing di BNL Multiservizi, è un esempio di successo imprenditoriale e innovazione nel settore ICT.

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Gli incarichi attuali

Marco Tripi, dal 2005 Amministratore Delegato del Gruppo Almaviva, è un imprenditore e dirigente d’azienda italiano con una vasta esperienza nel settore ICT. Sotto la sua guida, Almaviva è diventata un leader nella trasformazione digitale, con un fatturato che ha superato il miliardo di euro nel 2022 e una presenza globale con oltre 40.000 dipendenti. Tripi ha anche fondato Almawave, un’azienda specializzata in tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e l’analisi del linguaggio naturale, che è stata quotata in borsa nel 2021. La sua visione imprenditoriale continua a spingere Almaviva verso nuove frontiere tecnologiche, con investimenti in fintech, trasporti e altre aree innovative.

Marco Tipi: studi e prime esperienze professionali

Nato a Roma nel 1969, Marco Tripi ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. La sua carriera è iniziata nel 1997 presso BNL Multiservizi, dove ha lavorato nella Direzione Marketing. Nel 1999 è entrato nel Gruppo Cos, fondato dal padre Alberto, e nel 2001 è stato nominato Amministratore Delegato. Durante il suo mandato, ha guidato l’acquisizione di Finsiel da Telecom Italia, integrando le attività del Gruppo Cos e Finsiel per formare il Gruppo Almaviva. Oltre ai suoi ruoli aziendali, Tripi ha ricoperto vari incarichi in associazioni di categoria e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’inclusione nella classifica “Ceo Awards 2022” di Forbes Italia.

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Pionieri italiani della digitalizzazione: la storia di Roberto Giacchi

Roberto Giacchi è un nome che abbraccia finanza, telecomunicazioni e digitalizzazione. Dalle sue prime esperienze in KPMG fino alla leadership in Italiaonline, il manager ha dimostrato una capacità unica di guidare trasformazioni aziendali di successo.

Roberto Giacchi

Gli studi e i primi incarichi professionali

Nasce a Torino il 17 gennaio 1968 Roberto Giacchi, professionista esperto in economia e telecomunicazioni, protagonista di un percorso professionale di grande rilievo nel panorama aziendale italiano. Dopo aver conseguito la laurea in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma e ottenuto una specializzazione in Corporate Finance e Financial Investments alla Harvard University, verso la fine degli anni ’90 dà il via alla sua carriera in KPMG, dedicandosi a ruoli di consulenza nelle divisioni auditing e financial. Successivamente, nel 1998, si è unito al gruppo TIM, dove ha svolto un ruolo cruciale nelle attività di M&A per l’espansione internazionale del gruppo in America Latina ed Europa. La sua capacità di coniugare strategia e operatività lo ha portato nel 1999 a Bain & Company, dove ha seguito progetti di rilevanza strategica in settori chiave come telecomunicazioni, tecnologia e private equity, e nel 2005 è stato promosso al ruolo di Partner, riconoscimento del suo contributo alla crescita aziendale.

La nomina come CEO di Italiaonline

Nel 2007, Roberto Giacchi è stato chiamato a guidare il lancio di PosteMobile, il nuovo operatore di rete virtuale di Poste Italiane, conducendo l’azienda verso un rapido successo nel mercato delle telecomunicazioni italiano. Il suo approccio innovativo, basato su una proposta di marketing distintiva e l’integrazione di servizi fintech, ha portato PosteMobile a superare i 3 milioni di clienti già nel 2013. La sua esperienza è poi proseguita in Poste Italiane, dove dal 2014 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, contribuendo al processo di trasformazione del gruppo e alla sua IPO del 2015. Nel 2018, Giacchi è stato nominato Amministratore Delegato di Italiaonline, dove ha guidato un’importante ristrutturazione e ha puntato al consolidamento nei servizi digitali e all’espansione attraverso acquisizioni strategiche. Oltre ai successi aziendali, ha ricevuto vari riconoscimenti per il suo contributo all’innovazione e alla leadership, tra cui il premio di Amministratore Delegato dell’Anno nel 2020.

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Dagli studi all’estero alla guida di Capgemini: la carriera di Monia Ferrari

Durante tutto il suo percorso Monia Ferrari ha avuto un impatto significativo nel mondo della tecnologia e dei servizi finanziari. Come Managing Director di Capgemini Italia, guida l’azienda verso un futuro più sostenibile e innovativo, grazie anche alla vasta esperienza acquisita in diverse aziende e settori.

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Gli studi e le esperienze all’estero

Attuale Managing Director di Capgemini Italia, leader nella consulenza per la trasformazione tecnologica e di business delle aziende, Monia Ferrari è oggi una delle figure più influenti nel mondo della tecnologia e dei servizi finanziari. Cresciuta negli anni ’70 in Italia, Monia ha intrapreso un percorso formativo che l’ha portata a conseguire una laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Parma, seguita da master in e-business Management e marketing internazionale. La sua carriera internazionale è decollata a New York, dove ha lavorato nel campo della digitalizzazione dei prodotti di consumo. Tornata in Italia nel 2001, ha avviato la sua carriera nel settore IT-bancario, dimostrando rapidamente le sue competenze e capacità.

L’ingresso in Zucchetti e il passaggio a Capgemini

Nel 2004, Monia Ferrari è entrata nel Gruppo Zucchetti, dove ha svolto ruoli chiave nel settore IT, specializzandosi in software per banche e assicurazioni. Successivamente, ha lavorato nel Gruppo AIVE come Responsabile Commerciale per l’area Banking. Con l’acquisizione di AIVE da parte di Capgemini nel 2011, Ferrari è entrata a far parte del team di Capgemini, inizialmente come Responsabile Commerciale del settore Banche. La sua carriera ha subito una rapida ascesa, e nel 2014 è diventata Responsabile della divisione Banking. Dal 2019, guida l’area Financial Services, distinguendosi per la sua visione strategica e le sue capacità di leadership. Dal 2023, Monia Ferrari è alla guida di Capgemini Italia come Managing Director, impegnandosi a guidare l’azienda verso un futuro innovativo e sostenibile, sfruttando la tecnologia per migliorare l’efficienza e l’inclusività dei servizi finanziari. La sua leadership è riconosciuta anche a livello internazionale, come testimoniato anche dalla sua inclusione nella classifica MPW Italia di Fortune del 2023.

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Bernardo Caprotti e il successo di Esselunga: innovazione e crescita

Bernardo Caprotti, figura iconica dell’imprenditoria italiana, è stato il fondatore e il motore di Esselunga, una delle principali catene di supermercati del Paese. Nato ad Albiate il 7 ottobre 1925 da una famiglia con profonde radici industriali nel settore tessile, ha seguito le orme paterne laureandosi in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano. Il destino, però, lo ha successivamente guidato verso un’audace avventura nel mondo della grande distribuzione: la storia raccontata sul portale WikiCeo.

WikiCeo

WikiCeo: l’innovazione di Bernardo Caprotti nella grande distribuzione italiana

Dopo un periodo di studi negli Stati Uniti, dove ha approfondito le tecniche moderne dell’industria tessile e le dinamiche della borsa dei cotoni, Bernardo Caprotti fa ritorno in Italia nel 1952. La sua vita prende una svolta inaspettata quando, nel 1957, ha l’opportunità di partecipare alla fondazione di Supermarkets Italiani, la prima società di supermercati nel Paese, grazie all’iniziativa dell’americano Nelson Rockefeller. L’imprenditore italiano non solo partecipa all’avventura, ma investe i profitti dell’azienda tessile, acquistando le quote di controllo della società che, nel 1961, prende il nome di Esselunga. Sotto una guida determinata, Esselunga cresce rapidamente, aprendo i primi punti vendita a Milano e Firenze. Bernardo Caprotti non si limita a replicare il modello dei supermercati americani, ma introduce una serie di innovazioni che hanno ridefinito il concetto di shopping alimentare in Italia. Dai reparti specializzati ai prodotti biologici, dall’e-commerce ai programmi fedeltà, anticipa le esigenze dei consumatori e trasforma il Gruppo in un punto di riferimento nel panorama della distribuzione italiana.

Bernardo Caprotti: l’uomo, l’arte e l’eredità di Esselunga

Oltre alla sua passione per il business, Bernardo Caprotti era noto per il suo amore per le arti. A Milano, dove visse gran parte della sua vita, accumulò infatti una preziosa collezione di opere d’arte dimostrando un interesse profondo per l’architettura, la pittura e la grafica. Nonostante la sua riservatezza e l’immagine apparentemente distante, era un uomo di poche parole ma con una determinazione inossidabile quando si trattava dei suoi progetti e della sua amata Esselunga. Ha lasciato un segno indelebile nel panorama imprenditoriale italiano, non solo per il successo commerciale di Esselunga, ma anche per il suo carattere intraprendente e la sua visione lungimirante. Alla sua morte, avvenuta il 30 settembre 2016 all’età di 90 anni, è stato ricordato non solo come un uomo d’affari di successo, ma anche come un visionario che ha saputo unire tradizione e innovazione, cultura e impegno imprenditoriale. Come evidenziato sul portale WikiCeo, Bernardo Caprotti viene definito “cosmopolita” e “poliglotta” dalla “figura umana all’apparenza incerta ed esile, ma che in realtà ha la struttura della pietra e il culto del fare e far bene”.

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Wikiceo: tutto quello che devi sapere sul management in Italia

Se vuoi sapere chi sono i manager italiani più influenti, quali sono i settori industriali più importanti in Italia e come si è evoluta l’economia e l’industria del nostro Paese, c’è un sito che fa al caso tuo: Wikiceo è un portale di approfondimento dedicato al mondo manageriale italiano, che offre contenuti interessanti e affidabili su biografie, settori e storia.

Wikiceo, il portale dedicato ai top manager italiani

La mission di Wikiceo

Chi sono i manager italiani che hanno fatto la differenza nel loro settore? Come si è sviluppato il management in Italia nel tempo? Quali sono i settori industriali che caratterizzano il sistema economico italiano? A queste e altre domande risponde Wikiceo, il nuovo portale dedicato alla scoperta del mondo manageriale italiano. Contenuti interessanti e affidabili sulle esperienze formative e professionali dei principali Ceo italiani. La sigla “Ceo” sta per Chief Executive Officer, l’equivalente in Italia dell’Amministratore Delegato. Sul sito è possibile trovare le biografie aggiornate di imprenditori e top manager italiani, così come informazioni sui settori industriali che più di tutti rappresentano la forza propulsiva del Paese, dall’energia fino al settore aerospaziale.

Wikiceo, utile e facile da consultare

Wikiceo è un sito utile e facile da consultare per chi vuole approfondire le tematiche legate al management in Italia. Il portalee offre infatti una ricerca semplice e veloce delle biografie dei manager italiani, divisi per nome, cognome, azienda o settore. Basato sul software libero “MediaWiki”, sviluppato da Wikimedia Foundation per Wikipedia e adottato anche da portali come Wikihow, Wikiceo nasce con l’obiettivo di offrire ai suoi visitatori un’informazione di qualità. Il sito vuole raccontare le storie, le esperienze e le competenze dei manager italiani che hanno contribuito o contribuiscono allo sviluppo economico e industriale del nostro Paese. Dai “Top Manager di sempre” come Gianni Agnelli e Adriano Olivetti ai volti meno noti ma che oggi sono alla guida delle principali realtà del Paese.

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