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Tastiere e pianoforti, per veterani e novelli.

Tastiere è il primo portale online completamente dedicato al mondo delle tastiere. E’ spesso difficile orientarsi nei vari siti web quando si è alla ricerca di una tastiera adatta alle nostre esigenze. Questo portale ci viene in aiuto in tutto ciò fornendoci un vasto catalogo online con tante offerte vantaggiose e sempre aggiornate. Ci permette cosi di risparmiare tempo e di fare l’acquisto azzeccato e di non perderci in ricerche noiose e difficili nel web.

Tanti articoli molto curiosi sono presenti nel portale come quelli che trattano il pianoforte digitale ed i sintetizzatori.

Vi sono inoltre diverse sezioni molto interessanti come quella della directory che che raccoglie gli operatori del settore alla quale iscriverti e tanti collegamenti ai siti di case produttrici.

Molto completa la raccolta di recensioni delle tastiere più famose e conosciute del mercato che ci da una mano nella scelta della tastiera che fa per noi. Queste recensioni sono state redatte da tastieristi che conoscono il prodotto in maniera molto approfondita ed hanno avuto modo di testarlo nel tempo. Troviamo infatti recensioni delle tastiere di marche molto conosciute come Yamaha, Roland, Korg e moltissime altre.

Potremo trovare una sezione, ancora in fase di costruzione all’interno del portale, che racchiuderà tutte le biografie dei tastieristi più famosi della scena musicale mondiale.

Ma la parte più originale e curiosa è la newsletter dove, inserendo il tuo indirizzo email potrai ricevere in maniera completamente gratuita tutte le offerte, news e recensioni dal mondo delle tastiere.

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La musica elettronica dal XIX secolo ai giorni nostri

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  • 16 Giugno 2010

La musica elettronica è ormai molto diffusa e ha “contaminato” molti altri generi, ma la sua origine è più antica di quanto si possa immaginare.

Al giorno d’oggi termini quali sintetizzatore, drum machine, M-Audio Audiophile 2496 sono diventati di uso comune quando si parla di musica, e non solo di musica elettronica, ma anche se tali termini si sono diffusi in epoca abbastanza recente, non tutti sanno che le prime sperimentazioni con l’elettronica in campo musicale sono avvenute molti anni fa. Il primo strumento elettronico risale addirittura al 1897, anno in cui Thaddeus Cahill, un avvocato e imprenditore americano, brevettò il telharmonium, un colosso di 200 tonnellate che, nell’intento del suo inventore, avrebbe dovuto trasmettere la musica tramite le linee telefoniche. Il progetto di Cahill non ebbe un grande successo, e venne anzi archiviato nel 1908. L’americano rimane comunque nella storia come uno dei precursori dell’elettronica applicata alla musica.

Qualche anno più tardi, più precisamente nel 1917, vide la luce uno strumento elettronico che viene tuttora utilizzato, ossia il theremin. Inventato da Leon Termen, lo strumento era dotato di due antenne che servivano per controllare l’altezza e il volume del suono. Un altro strumento entrato nella storia, ossia l’organo Hammond, fece la sua comparsa nel 1935. Lo strumento, che prese il nome dal suo inventore, Laurens Hammond, ottenne un clamoroso successo, e ancora oggi Hammond è considerato come l’organo per antonomasia. Sono questi i primi germi della musica elettronica, i progenitori che hanno dato vita ad una discendenza che comprende ormai diversi tipi di strumenti, dai campionatori alle M-Audio Keyrig 25.

Facciamo ora un piccolo salto in avanti, verso gli anni Sessanta. È questo il decennio dei sintetizzatori analogici, come il Moog (che prende il nome dal suo inventore, Robert Moog), che venne realizzato nel 1964. Il sintetizzatore Moog giocò un ruolo fondamentale nella produzione di uno dei primi dischi di musica elettronica di successo, Switched on Bach di Wendy Carlos. L’evoluzione dei sintetizzatori continuò anche nel decennio successivo: negli anni Settanta nacquero infatti i primi sintetizzatori digitali, come per esempio il Synclavier (1977). Qualche anno più tardi la versione aggiornata del Synclavier avrebbe ottenuto un notevole successo anche nel mondo del cinema e in quello della produzione di musica pop.

Bisogna però aspettare gli anni Ottanta per assistere ad un successo anche commerciale della musica elettronica e degli strumenti utilizzati per comporla. E fu proprio a causa della massiccia diffusione di questo genere di strumentazione che, negli anni Ottanta, si rese necessario un accordo tra i vari produttori per trovare un linguaggio standard. Da questa esigenza nacque l’interfaccia MIDI (letteralmente Musical Instrument Digital Interface, ossia interfaccia musicale per strumenti digitali), il protocollo standard per l’interazione degli strumenti musicali elettronici prodotti anche da diverse aziende, che viene ancora oggi utilizzato nella produzione di musica digitale e per la realizzazione di strumenti e accessori quali l’M-Audio Midisport.

I veloci e continui sviluppi tecnologici che si sono avuti negli anni successivi, e che continuano a caratterizzare l’epoca in cui viviamo, non hanno fatto che incoraggiare ulteriormente l’evoluzione e la diffusione degli strumenti elettronici, rendendoli accessibili anche ad un pubblico più vasto, e ampliando il loro campo di applicazione alle più diverse forme di arte audiovisiva.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – posizionamento sui motori ricerca

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Quando la tecnologia incontra la musica

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  • 10 Giugno 2010

A sentirlo sembra un ossimoro, invece è un genere musicale ormai diffusissimo, che dimostra come mondi apparentemente distanti possano unirsi dando vita ad una nuova forma d’arte.

Stiamo parlando della musica elettronica, il terreno d’incontro tra musica e strumenti informatici e tecnologici, un connubio che ormai ha invaso quasi tutti gli altri generi musicali. Gli strumenti elettronici, come i software musicali e le tastiere elettroniche come l’M-Audio Oxygen 49, sono ormai utilizzati da band e musicisti appartenenti ai generi più disparati, ma si parla di musica elettronica per riferirsi a quei musicisti che fanno di sintetizzatori e software i propri principali strumenti.

Di sicuro l’avvento dell’elettronica ha cambiato il nostro modo di pensare alla musica, spazzando via l’immagine tradizionale che avevamo di una band, con chitarrista, bassista, batterista, tastierista e cantante, e anzi molti sono coloro che ancora storcono il naso di fronte a chi definisce i suoni prodotti tramite strumenti informatici come musica, o addirittura arte. Sicuramente non è possibile risolvere in poche righe la diatriba tra i puristi della musica tradizionale e coloro che invece sono a favore della tecnologia applicata al mondo dell’arte e della musica, ma fedeli all’adagio secondo il quale la verità sta nel mezzo, possiamo dire che anche gli strumenti elettronici e i software musicali come l’M-Audio Latigo Software, all’apparenza quanto di più disumano e freddo possa esistere al mondo, se diretti con umanità e creatività, possono incontrare l’universo dell’arte e della musica, due delle più ovvie espressioni dell’animo umano. Non serve andare molto lontani, né essere degli esperti di questo genere musicale per avere delle dimostrazioni di come a volte anche le canzoni scritte tramite l’ausilio del computer possano suonare come un’appendice dell’anima e del cuore di un musicista: prendete ad esempio uno degli album più famosi e acclamati degli anni Novanta, quell’OK Computer dei Radiohead che già nel titolo presentava una vera e propria dichiarazione di intenti, e con cui si accettava la possibilità di suonare anche con strumenti diversi dalla classica chitarra. Pochi sono i dischi che riescono a suonare ugualmente intensi alle orecchie degli ascoltatori, colpendoli nel profondo e arrivando a commuoverli. Ma gli esempi potrebbero essere veramente molti, da Bjork, che nei suoi dischi, è riuscita a coniugare suoni di arpa, violini e strumenti a fiato con l’elettronica, raggiungendo dei risultati strepitosi, ai Prodigy, che propongono un mix di elettronica, dance e techno dando il loro meglio durante le esibizioni live, degli energici spettacoli che riescono a coinvolgere ogni singolo spettatore.

Certo non si può fare di tutta l’erba un fascio, e bisogna dire che i più moderni strumenti, pur avendo reso possibile la creazione di musica anche a chi di musica non sa nulla, non ha mai tenuto una chitarra in mano o non ha mai posato le proprie dita sulla tastiera di un pianoforte, da soli non possono sicuramente fare arte. Non basta un M-Audio Profire 2626 a fare di uno smanettone un musicista, dietro ci deve essere innanzitutto un essere umano, dotato di creatività, sensibilità e talento, tutte cose che nessuno strumento informatico riuscirà mai a riprodurre. Del resto, una fender stratocaster suonata da un incapace potrebbe mai produrre i suoni creati da Jimi Hendrix? A voi la risposta…

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – posizionamento motori

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