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Jole Caleffi Verzani insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti esporrà in occasione di Spoleto Arte

Dal 27 giugno al 24 luglio si svolgeranno le rinomate mostre di “Spoleto Arte” organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes nel coreografico contesto di Palazzo Leti Sansi a Spoleto, in Piazza del Mercato. La curatela è affidata al noto critico Vittorio Sgarbi. Nel nutrito gruppo degli artisti di spicco, partecipanti al prestigioso evento s’inserisce la pittrice modenese Jole Caleffi Verzani, che esporrà alcune delle sue creazioni più rappresentative, per delinearne l’interessante percorso di ricerca sperimentale. 

Nella struttura compositiva si coglie una lettura intimistica: la magia dei colori e delle geometrie sono un conforto psicologico al senso della precarietà e dell’incertezza dell’esistenza. A questo si aggiunge la manifestazione di un radicato sentimento religioso verso il mondo, un sentimento fatto di silenzi e di ascolto delle “atmosfere celesti” per ritrovare nella dimensione dell’Universo cosmico una musicalità primordiale, dove l’uomo è realtà spirituale e testimone eterno del tempo della vita.

Sul concetto di arte la Caleffi dice “L’arte è la sublimazione del vissuto e per vissuto intendo tutte le esperienze“. E aggiunge “Io dipingo per cicli, cioè quando sento dentro di me molto forte la necessità di comunicare, di esprimermi. I messaggi sono tanti, esaurito un discorso ne inizio un altro. Il filo conduttore è il colore“.

Parlando del rapporto tra arte e bellezza spiega “Il rapporto tra arte e bellezza è molto vario, spazia all’infinito. Per me la bellezza nell’arte è l’armonia delle forme, tenendo presente, che forma e contenuto s’identificano unitamente al mezzo tecnico, necessario per dare vita ad una determinata espressione artistica. Fare entrare il concetto di arte anziché l’arte nel concetto. Nel movimento espressionista ad esempio, quando si è fatto entrare il cosiddetto -Brutto nell’arte- sono state create opere stupende, sia per forma che per contenuto“.

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Spoleto Arte esporrà Gianmaria Bonà insieme ad rinomato di gruppo artisti

Le sontuose mura dello storico Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, sono pronte per accogliere le imminenti mostre di “Spoleto Arte” curate dal critico Vittorio Sgarbi, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, che si svolgeranno dal 27 Giugno al 24 Luglio. 

All’interno del nutrito gruppo di personaggi rinomati in esposizione, partecipa anche Gian Mario Bonanomi, alias Gianmaria Bonà, nome di calibro nel panorama pittorico e scultoreo attuale. Da sempre coltiva la passione per l’arte, che lo spinge a introdursi e frequentare gli ambienti milanesi e lombardi più selezionati nel settore e a conoscere personalità molto affermate, artisti, architetti, stilisti, esperti e geniali menti creative.

Nel 1982 allestisce la sua prima personale, con lusinghiero successo. Incontra il maestro figurativo Felice Bossone instaurando una positiva amicizia e diventando abitudinario del suo studio, per prendere lezioni e apprendere gli insegnamenti primari per sviluppare la sua personale impronta stilistica. La ricerca è influenzata dall’espressionismo, dall’astrattismo lirico informale, eseguiti prevalentemente con tecnica mista. Le sue opere sono annoverate in importanti collezioni pubbliche e private, conservate in Italia e all’estero.

Nel comparto della scultura, l’uso di materiali non “Sofisticati” come i metalli, che abbina alla rappresentazione di elementi naturali e appartenenti alla visione quotidiana, offre al fruitore un linguaggio comunicativo di spontaneo approccio e immediata comprensione. Il suo messaggio è un richiamo di incipit verso il recupero della naturalità, delle concezioni più genuine, dei sentimenti e del patos emozionale, che lo guidano nelle idee ispiratrici.

Acquista particolare rilievo il rapporto con la natura, con gli esseri viventi, che la popolano e sono inseriti nell’ambiente circostante, come una forma di esortazione simbolica verso l’uomo al rispetto e alla tutela del mondo circostante. Il suo è un ritorno alla concezione esistenziale di matrice naturale, un viaggio alle origini, che ci appartengono e non vanno dimenticate. I soggetti proposti contribuiscono a dare una nuova formulazione alla dimensione figurativa più tradizionale, perché le sue opere, proiettate a tutto tondo in prospettiva tridimensionale, trasformano la percezione della realtà senza modificarla e intaccarne i principi costitutivi basilari, interagendo in un rapporto sinergico con la globalità spaziale, che funge da immaginaria cornice di contorno per delimitare i volumi delle fluttuanti e dinamiche creazioni.

Colpiscono la cura formale e l’attenzione al dettaglio più minuzioso, frutto di una lunga e calibrata preparazione professionale e di un arricchente patrimonio di esperienze, vissute con profonda intensità anche a livello personale, che Bonà confluisce nella fase esecutiva. Ne emerge un plus valore aggiunto, che scavalca la barriera razionale e fornisce un contenuto percettivo e sensoriale di elevata consistenza, da condividere con l’osservatore, generato dalla stretta simbiosi di relazione tra “Contenuto” e “Contenitore”.

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Alessandra Turolli espone le sue opere in occasione di Spoleto Arte

La talentuosa Alessandra Turolli sarà presente con le sue suggestive creazioni pittoriche all’interno della pregiata esposizione allestita in occasione delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014, nell’elegante contesto del Palazzo Leti Sansi, situato in una delle principali piazze di Spoleto. L’inaugurazione dell’importante evento artistico, organizzato dal manager Salvo Nugnes di Promoter Arte, è prevista per Venerdì 27 Giugno, alle ore 18.30.

La ciclicità nell’arte della Turolli simboleggia il continuo ed ininterrotto movimento dinamico dell’essere e dell’esistere dell’uomo e della natura circostante, nel processo dei corsi e ricorsi della storia universale. L’espressione artistica diventa veicolo e strumento di divulgazione e trasposizione in riferimento a tematiche connesse all’insieme dei mutamenti ciclici, che hanno coinvolto, stanno coinvolgendo e coinvolgeranno le evoluzioni del mondo e della vita sulla terra.

Questi fenomeni sono protagonisti di una peculiare rielaborazione da parte dell’artista e vengono impressi sulle tele con un procedimento dettato dalla pura irrazionalità, con l’istinto guidato dal moto dell’anima e dalle emozioni scaturite spontaneamente, quasi generate da irruenta ed incontrollata gestualità. Questa stessa proiezione si osserva nella ciclicità della natura e degli accadimenti naturali ad essa correlati. E’ dunque una ricerca stilistica ispirata dalla percezione consapevole dell’inarrestabile fluire di quanto circonda l’uomo e costituisce anche il fondamento di stimolo per importanti riflessioni, fungendo da motore trainante propulsore di profondi messaggi, legati alla tutela, al rispetto e all’amore verso l’ambiente e l’habitat in cui viviamo.

La Turolli spiega “La natura deve seguire il suo corso e rimanere nei suoi binari evolutivi di ciclicità senza, che l’uomo intervenga a travolgere e stravolgere questo armonioso ordine preconfigurato. Soltanto così l’arte potrà rievocare quell’equilibrio di eccelsa perfezione, che risiede nel sommo progetto ispiratore della genesi divina”.

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Le suggestive opere pittoriche di Alessandra Turolli nell’illustre contesto delle mostre di “Spoleto Arte”

La talentuosa Alessandra Turolli sarà presente con le sue suggestive creazioni pittoriche all’interno della pregiata esposizione allestita in occasione delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014, nell’elegante contesto del Palazzo Leti Sansi, situato in una delle principali piazze di Spoleto. L’inaugurazione dell’importante evento artistico, organizzato dal manager Salvo Nugnes di Promoter Arte, è prevista per Venerdì 27 Giugno, alle ore 18.30. 

La ciclicità nell’arte della Turolli simboleggia il continuo ed ininterrotto movimento dinamico dell’essere e dell’esistere dell’uomo e della natura circostante, nel processo dei corsi e ricorsi della storia universale. L’espressione artistica diventa veicolo e strumento di divulgazione e trasposizione in riferimento a tematiche connesse all’insieme dei mutamenti ciclici, che hanno coinvolto, stanno coinvolgendo e coinvolgeranno le evoluzioni del mondo e della vita sulla terra.

Questi fenomeni sono protagonisti di una peculiare rielaborazione da parte dell’artista e vengono impressi sulle tele con un procedimento dettato dalla pura irrazionalità, con l’istinto guidato dal moto dell’anima e dalle emozioni scaturite spontaneamente, quasi generate da irruenta ed incontrollata gestualità. Questa stessa proiezione si osserva nella ciclicità della natura e degli accadimenti naturali ad essa correlati. E’ dunque una ricerca stilistica ispirata dalla percezione consapevole dell’inarrestabile fluire di quanto circonda l’uomo e costituisce anche il fondamento di stimolo per importanti riflessioni, fungendo da motore trainante propulsore di profondi messaggi, legati alla tutela, al rispetto e all’amore verso l’ambiente e l’habitat in cui viviamo.

La Turolli spiega “La natura deve seguire il suo corso e rimanere nei suoi binari evolutivi di ciclicità senza, che l’uomo intervenga a travolgere e stravolgere questo armonioso ordine preconfigurato. Soltanto così l’arte potrà rievocare quell’equilibrio di eccelsa perfezione, che risiede nel sommo progetto ispiratore della genesi divina”.

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Nino Perrone insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti esporrà in occasione delle mostre di Spoleto Arte

Il maestro Nino Perrone partecipa alle imminenti mostre di “Spoleto Arte” che si svolgeranno dal 27 Giugno al 24 Luglio, con la curatela del professor Vittorio Sgarbi. La cornice ospitante scelta per l’evento, organizzato dal manager Salvo Nugnes, è quella del magnifico scenario di Palazzo Leti Sansi, che si trova nella centralissima Piazza del Mercato, a Spoleto. 

Perrone vanta al suo attivo una formazione artistica ad alto livello. Ha esposto in numerosi contesti ricevendo premi e riconoscimenti di prestigio, con ampio consenso da parte della critica di settore. Si cimenta con positivo successo, sia nell’ambito del realismo figurativo sia nello stile astratto informale, di matrice espressionista e concettuale. Elemento dominante della sua certosina e doviziosa ricerca, sempre in crescente evoluzione sperimentale, è il colore, nelle sue molteplici declinazioni di toni e sfumature. La tavolozza cromatica è ricca e corposa e viene concepita come prezioso strumento comunicativo, che gli consente di imprimere sulle tele quell’intenso corollario di sentimenti ed emozioni, che prendono forma e si materializzano virtualmente attraverso le opere.

L’artista sottolinea “Lo studio approfondito del colore, la fusione e l’intreccio delle eterogenee sfumature, sempre ben dosate e calibrate, costituisce un punto nevralgico primario, sul quale focalizzo grande cura e precisa metodologia elaborativa, senza mai lasciare nulla alla casuale improvvisazione. Per questo i tempi realizzativi dei miei dipinti variano e si dilatano cronologicamente, con una certa ampiezza”.

Nella sferzante energia vitale dell’arcobaleno cromatico da lui proposto, emerge un interessante riferimento di connessione al concetto di cromoterapia, che offre ai fruitori l’opportunità stimolante di carpire una chiave interpretativa, che va oltre l’impatto visivo dell’immagine riprodotta e si spinge in una dimensione sensoriale dinamica di benefica recettività quasi terapeutica, da poter condividere insieme. Tale connotazione avvalora i profondi contenuti dei messaggi e dei significati racchiusi nei quadri e risulta un tassello di fondamentale comprensione nell’approccio alla suggestiva arte pittorica di Perrone.

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Alle mostre di Spoleto Arte le incantevoli creazioni di Vanessa Grant

Nell’esclusivo e selezionato entourage di artisti presenti alle rinomate mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi, si annovera anche Vanessa Grant con la sua raffinata arte di astrattismo paesaggistico, di matrice figurativa. “Spoleto Arte” sarà allestito nel prestigioso Palazzo Leti Sansi, nel cuore di Spoleto, in Piazza del Mercato, dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. 

Dal 2000 la Grant coltiva in modo accorato l’interesse e la passione per la cultura, sotto l’influenza della nonna materna, una donna giapponese emigrata alla Hawaii. Di lei ricorda “Mia nonna studiava qualsiasi cosa riguardasse l’arte, dal Canaletto al Cubismo e produsse opere di natura astratta, eseguendo anche ritratti di amici e familiari. Seguendo le sue orme ho sviluppato un mio stile personale. Non ho mai conosciuto mia nonna di persona, ma ancora oggi risento la sua influenza nelle mie creazioni”.

La Grant spiega “L’intento propulsore, che mi guida è scoprire il mio mondo e poi con tutta l’anima dargli me stessa. Ho bisogno di cercare dentro la sfera dell’interiorità per tentare di riversare sulla tela l’essenza della natura e delinearne la sorgente d’origine, sapendo sempre, che entrambe sono parte di un -unico- omnicomprensivo. Il risultato che ottengo può variare ogni volta ed essere di tipo spirituale, gratificante e rigenerante”. E aggiunge “I paesaggi astratti hanno da definizione caratteristiche sia dei paesaggi sia degli astratti. Questo metodo di pittura può coinvolgere una consistente fantasia creativa, che si manifesta mediante l’alterazione di uno scenario riconfigurato già esistente oppure individuando un ambiente immaginario, abbracciando i principi espressionisti”.

I suoi quadri possono offrire una ricca e variegata tavolozza di colori e tonalità e suscitano nelle spettatore un diversa visione dell’ambiente e delle strutture architettoniche circostanti, esprimendo l’energia della vita e della natura. Lo stile comunica una multiforme percezione di emozioni e sentimenti. Secondo la pittrice “La parola -astratto- significa allontanarsi dalla realtà, ma questo allontanamento può talvolta essere molto lieve e aprire un mondo di possibilità all’estro fantasioso e allo spirito d’inventiva”.

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“Spoleto Arte” accoglie l’astrattismo paesaggistico della pittrice Vanessa Grant

Nell’esclusivo e selezionato entourage di artisti presenti alle rinomate mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi, si annovera anche Vanessa Grant con la sua raffinata arte di astrattismo paesaggistico, di matrice figurativa. “Spoleto Arte” sarà allestito nel prestigioso Palazzo Leti Sansi, nel cuore di Spoleto, in Piazza del Mercato, dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes.

Dal 2000 la Grant coltiva in modo accorato l’interesse e la passione per la cultura, sotto l’influenza della nonna materna, una donna giapponese emigrata alla Hawaii. Di lei ricorda “Mia nonna studiava qualsiasi cosa riguardasse l’arte, dal Canaletto al Cubismo e produsse opere di natura astratta, eseguendo anche ritratti di amici e familiari. Seguendo le sue orme ho sviluppato un mio stile personale. Non ho mai conosciuto mia nonna di persona, ma ancora oggi risento la sua influenza nelle mie creazioni”.

La Grant spiega “L’intento propulsore, che mi guida è scoprire il mio mondo e poi con tutta l’anima dargli me stessa. Ho bisogno di cercare dentro la sfera dell’interiorità per tentare di riversare sulla tela l’essenza della natura e delinearne la sorgente d’origine, sapendo sempre, che entrambe sono parte di un -unico- omnicomprensivo. Il risultato che ottengo può variare ogni volta ed essere di tipo spirituale, gratificante e rigenerante”. E aggiunge “I paesaggi astratti hanno da definizione caratteristiche sia dei paesaggi sia degli astratti. Questo metodo di pittura può coinvolgere una consistente fantasia creativa, che si manifesta mediante l’alterazione di uno scenario riconfigurato già esistente oppure individuando un ambiente immaginario, abbracciando i principi espressionisti”.

I suoi quadri possono offrire una ricca e variegata tavolozza di colori e tonalità e suscitano nelle spettatore un diversa visione dell’ambiente e delle strutture architettoniche circostanti, esprimendo l’energia della vita e della natura. Lo stile comunica una multiforme percezione di emozioni e sentimenti. Secondo la pittrice “La parola -astratto- significa allontanarsi dalla realtà, ma questo allontanamento può talvolta essere molto lieve e aprire un mondo di possibilità all’estro fantasioso e allo spirito d’inventiva”.

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Vanessa Grant insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti esporrà in occasione delle mostre di Spoleto Arte

Nell’esclusivo e selezionato entourage di artisti presenti alle rinomate mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi, si annovera anche Vanessa Grant con la sua raffinata arte di astrattismo paesaggistico, di matrice figurativa. “Spoleto Arte” sarà allestito nel prestigioso Palazzo Leti Sansi, nel cuore di Spoleto, in Piazza del Mercato, dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. 

Dal 2000 la Grant coltiva in modo accorato l’interesse e la passione per la cultura, sotto l’influenza della nonna materna, una donna giapponese emigrata alla Hawaii. Di lei ricorda “Mia nonna studiava qualsiasi cosa riguardasse l’arte, dal Canaletto al Cubismo e produsse opere di natura astratta, eseguendo anche ritratti di amici e familiari. Seguendo le sue orme ho sviluppato un mio stile personale. Non ho mai conosciuto mia nonna di persona, ma ancora oggi risento la sua influenza nelle mie creazioni”.

La Grant spiega “L’intento propulsore, che mi guida è scoprire il mio mondo e poi con tutta l’anima dargli me stessa. Ho bisogno di cercare dentro la sfera dell’interiorità per tentare di riversare sulla tela l’essenza della natura e delinearne la sorgente d’origine, sapendo sempre, che entrambe sono parte di un -unico- omnicomprensivo. Il risultato che ottengo può variare ogni volta ed essere di tipo spirituale, gratificante e rigenerante”. E aggiunge “I paesaggi astratti hanno da definizione caratteristiche sia dei paesaggi sia degli astratti. Questo metodo di pittura può coinvolgere una consistente fantasia creativa, che si manifesta mediante l’alterazione di uno scenario riconfigurato già esistente oppure individuando un ambiente immaginario, abbracciando i principi espressionisti”.

I suoi quadri possono offrire una ricca e variegata tavolozza di colori e tonalità e suscitano nelle spettatore un diversa visione dell’ambiente e delle strutture architettoniche circostanti, esprimendo l’energia della vita e della natura. Lo stile comunica una multiforme percezione di emozioni e sentimenti. Secondo la pittrice “La parola -astratto- significa allontanarsi dalla realtà, ma questo allontanamento può talvolta essere molto lieve e aprire un mondo di possibilità all’estro fantasioso e allo spirito d’inventiva”.

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Aida Abdullaeva espone le sue opere in occasione di Spoleto Arte

Le sontuose mura di Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, saranno presto la cornice ospitante delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014. Nel novero degli artisti in esposizione ci sarà anche Aida Abdullaeva, pittrice cosmopolita di origine russa-uzbeca, che dal 1998 si è trasferita a vivere in Italia, sviluppando una ricerca con interessanti spunti d’ispirazione e significative tematiche trainanti.

Dapprima la sua attenzione si rivolge al mondo della ceramica artistica, nel cui ambito scopre anche l’innato talento pittorico. Conosce e frequenta i grandi maestri ceramisti della policromia, che le inculcano le basi fondamentali e le tecniche strumentali da applicare nella sua appassionata ricerca stilistica. Aida si avvicina al realismo figurativo, di matrice classica con una formula nuova e personalizzata di rivisitazione. Si concentra sulla sfera dell’universo femminile, che le permette di esprimere pienamente quella dimensione di sentimentale romanticismo congiunta all’accattivante sensualità, in un intreccio di misterioso intrigo. Le sue ammalianti creature femminili si stagliano sulle tela con prorompente vitalità e soave eleganza, per catturare l’occhio dell’osservatore e offrire visioni di coinvolgente atmosfera.

Tradizione e modernità sono un binomio vincente e Aida dimostra di saper miscelare con esperta cognizione gli aspetti e gli elementi caratteristici di entrambe le sfere, riproducendo immagini integrate da componenti originali per renderle uniche ed esclusive, mai banali, mai frutto di un pedissequo metodo copiativo. Inserisce e imprime sulle tele le confessioni più intime e gli stati d’animo più reconditi, in una alfabeto narrativo, che si basa sull’armonia dell’equilibrio rivelato dall’approfondita indagine spaziale e prospettica delle raffigurazioni.

Nella raffinatezza dei soggetti suggerisce all’osservatore un nuovo modo di ascoltare la propria voce interiore e di analizzare le passioni e i turbamenti. Nei dipinti l’emozione visiva, che prescinde dal fattore razionale, parla e comunica direttamente con l’istinto. Aida vuole prescindere dall’interpretazione letterale del narrato per trasportarci in un mondo dove estro creativo e fantasia dialogano vivacemente con lo spettatore, su un palcoscenico posto tra finzione e realtà.

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Il moderno classicismo figurativo di Aida Abdullaeva in esposizione alle mostre di “Spoleto Arte”

Le sontuose mura di Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, saranno presto la cornice ospitante delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014. Nel novero degli artisti in esposizione ci sarà anche Aida Abdullaeva, pittrice cosmopolita di origine russa-uzbeca, che dal 1998 si è trasferita a vivere in Italia, sviluppando una ricerca con interessanti spunti d’ispirazione e significative tematiche trainanti. 

Dapprima la sua attenzione si rivolge al mondo della ceramica artistica, nel cui ambito scopre anche l’innato talento pittorico. Conosce e frequenta i grandi maestri ceramisti della policromia, che le inculcano le basi fondamentali e le tecniche strumentali da applicare nella sua appassionata ricerca stilistica. Aida si avvicina al realismo figurativo, di matrice classica con una formula nuova e personalizzata di rivisitazione. Si concentra sulla sfera dell’universo femminile, che le permette di esprimere pienamente quella dimensione di sentimentale romanticismo congiunta all’accattivante sensualità, in un intreccio di misterioso intrigo. Le sue ammalianti creature femminili si stagliano sulle tela con prorompente vitalità e soave eleganza, per catturare l’occhio dell’osservatore e offrire visioni di coinvolgente atmosfera.

Tradizione e modernità sono un binomio vincente e Aida dimostra di saper miscelare con esperta cognizione gli aspetti e gli elementi caratteristici di entrambe le sfere, riproducendo immagini integrate da componenti originali per renderle uniche ed esclusive, mai banali, mai frutto di un pedissequo metodo copiativo. Inserisce e imprime sulle tele le confessioni più intime e gli stati d’animo più reconditi, in una alfabeto narrativo, che si basa sull’armonia dell’equilibrio rivelato dall’approfondita indagine spaziale e prospettica delle raffigurazioni.

Nella raffinatezza dei soggetti suggerisce all’osservatore un nuovo modo di ascoltare la propria voce interiore e di analizzare le passioni e i turbamenti. Nei dipinti l’emozione visiva, che prescinde dal fattore razionale, parla e comunica direttamente con l’istinto. Aida vuole prescindere dall’interpretazione letterale del narrato per trasportarci in un mondo dove estro creativo e fantasia dialogano vivacemente con lo spettatore, su un palcoscenico posto tra finzione e realtà.

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L’arte cosmopolita di Clara Fantini in esposizione nel prestigioso contesto di “Spoleto Arte” con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes

Dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014 le storiche mura di Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, accolgono le illustri mostre di “Spoleto Arte” con la curatela di Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. Nell’occasione saranno esposte le creazioni di stile cosmopolita di Clara Fantini. 

La Fantini, genovese di nascita si è formata artisticamente a Roma, dove fin dal primo anno di scuola liceale dimostra particolare inclinazione e predisposizione per la pittura e il disegno. Dal 1985 vive e lavora in Grecia, a Kavala e dal 1992 ha esposto i suoi lavori in Italia e all’estero, ricevendo grandi consensi di pubblico e critica di settore.

Di lei racconta “L’amore e la passione per la pittura, riproposta con il prezioso supporto della mia famiglia, mi consente di superare tutte le difficoltà. Dipingo quando riesco a trovare un po’ di tempo libero, ma soprattutto di notte. Utilizzo in prevalenza oli, pastelli, carboncini, colori acrilici, in connubio con materiali naturali come il legno, il ferro e la canapa. Il mio impegno è costante sia a livello famigliare sia a livello artistico. Ho un’inesauribile propensione nella ricerca persistente di nuove idee e innovativi elementi d’ispirazione”. E aggiunge “L’incontro con i pittori di Kavala è stata la chiave di svolta per entrare nello scenario greco ed approfondirne i contenuti e le modalità espressive più caratteristiche”.

E’ stata insignita di un premio speciale per l’opera dal titolo “Insieme” attualmente conservata presso la casa del governo a Kabala. E’ un progetto ad ampia portata internazionale, che esprime uno specifico significato semantico e rappresenta i valori universali primari da tutelare e salvaguardare. La Fantini dichiara “-Insieme- assume una profonda valenza di significato etico-morale. Illustra il percorso umano verso il futuro. Un viaggio difficile e irto di ostacoli, come il periodo storico-sociale, che stiamo attraversando. Io raffiguro metaforicamente gli ombrelli come simboli di protezione e difesa dei valori umani di solidarietà, giustizia, amore, onestà”.

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La raffinata artista Grazia Massa esporrà i suoi quadri cromatici nelle sale dello storico Palazzo Leti Sansi, in occasione delle prestigiose mostre di Spoleto Arte

È prossimo l’inizio delle straordinarie mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes, previste dal 27 giugno al 24 luglio, all’interno dello storico palazzo Leti Sansi, situato in Piazza del Mercato, nel cuore di Spoleto. In esposizione anche le cromatiche geometrie pittoriche di Grazia Massa.

 

La Massa, fin da giovane età ha sentito l’esigenza di esprimere i suoi sentimenti attraverso l’arte. Le tematiche affrontate negli anni di formazione sono varie: paesaggi en plein air, nature morte, figurative con una particolare attenzione alla figura umana. Le tecniche usate sono varie: acquerello, olio, tempere, pigmenti vinilici, a fresco, gouaches, smalti. Successivamente passa all’astratto di matrice concettuale, dove esterna emozioni e sensazioni tramite il colore, dipingendo forme semplici, segni ed elementi della geometria, linee pulite ed essenziali.

 

Nei quadri si individuano percorsi, che si intrecciano, si fondono, si interrompono, cercano di uscire dagli spazi predefiniti, lasciando stupito e quasi attonito l’osservatore, che nel contempo è invogliato a cogliere nell’intricata tortuosità il proprio cammino esistenziale, talvolta bruscamente bloccato da forzature e costrizioni esterne. Queste rappresentazioni riconducono ad un piano di profonda realtà interiore, lasciando trapelare significati e messaggi rivolti al fruitore.

 

Connotazione qualitativa molto rilevante, delineabile nelle opere astratte, è la non ripetitività di se stessa, poiché l’artista rinnova ogni volta le componenti segniche e materiche delle sfumature e tonalità utilizzate con fantasiosa capacità di rigenerazione. Ogni raffigurazione non è un discorso finito e concluso a se’ stante, ma si ricongiunge ad una visione ampia e aperta, seppur contenuta in una concezione di unicità ed esclusività elaborativa e progettuale.

 

La pittrice commenta “le opere della mia ricerca artistica sono un transito, un passaggio. Ogni fruitore può cercare di scoprire il proprio percorso di vita, avvicinarsi ai quadri e attraverso un’osservazione partecipe e consapevole, può individuare il suo percorso più congeniale, sintonizzandosi sui pensieri e con lo sguardo seguendo la strada, sulla sequenza virtuale immaginaria, che risulta più vicina e affine al suo modo di essere, all’ego introspettivo più intimo. In sintesi, questo è il processo, che mi ha stimolato nell’approccio all’astrattismo e che desidero condividere”.

 

Prosegue sottolineando “quali e quanti percorsi riusciamo a compiere nella nostra esistenza? Quante volte abbiamo sbagliato strada o direzione e abbiamo dovuto cambiare direzione e orientamento, per poterci ritrovare in pace con noi stessi? Non c’è vita, che non sia tortuosamente vissuta e, che non abbia dato l’opportunità di creare occasioni e tappe -nodali- che hanno segnato per sempre il nostro cammino. Con i miei lavori desidero focalizzare l’essenza primaria del nostro vivere, affinchè ne comprendiamo l’importanza e l’incidenza sostanziale, con sensibile e ispirata propensione”.

 

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Graziella Paolini Parlagreco espone le sue opere in occasione di Spoleto Arte organizzato dal noto manager Salvo Nugnes

Nel prestigioso “contenitore artistico” delle mostre di Spoleto Arte, si inserisce la nota pittrice Graziella Paolini Parlagreco, con il suo delicato lirismo poetico. “Spoleto Arte” con la curatela di Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes, si terrà dal 27 Giugno al 24 Luglio nello splendido Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato, cuore pulsante del centro storico Spoletino. 

La Paolini Parlagreco è amante delle arti figurative, della poesia, del teatro, della danza, della filosofia, della ricerca esoterica e di tutto ciò, che riguarda la bellezza e il mistero della vita in genere. Amante della pittura e della calcografia, ha sperimentato con grande successo e soddisfazione anche la tecnica dell’incisione.

L’ampia produzione comprende nature morte, marine e una ricca galleria di quadri dedicati a soggetti femminili. La tensione creativa si percepisce in ogni opera, unitamente all’estro raffinato e ricercato e alla virtuosa maestria elaborativa. La scelta a cui si ispira genera interazione tra pittura e realtà, da cui proviene un linguaggio figurativo, che alterna rappresentazioni realistiche a tematiche surreali. Il tutto è sottolineato da un comune denominatore: la sintesi come essenza delle cose.

Le raffigurazioni sono collocate in spazi fantastici e luoghi della memoria, testimoni di un tempo passato, di un ambiente particolare, di una positiva energia culturale. Spesso viene inserito l’elemento simbolico, per dare un plus valore ai significativi messaggi impressi sulla tela. Emerge la prevalenza assoluta del segno e la precisa scelta delle luci e delle sfumature cromatiche declinate in suadenti tonalità. Spicca il rosso, nella sua pura lucentezza e intrigante passionalità, che si riverbera e offre alle immagini un allure di coinvolgente sensualità. La Paolini Parlagreco si rivela convinta estimatrice ed interprete del culto del bello e di quel concetto di bellezza, che per il filosofo Platone coincide con il bene universale.

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Maria Pia Severi espone le sue fotografie artistiche in occasione di Spoleto Arte organizzato dal manager Salvo Nugnes

La talentuosa modenese Maria Pia Severi con le sue incantevoli fotografie artistiche, spicca nell’eterogeneo gruppo di rinomati artisti scelti per esporre durante le prestigiose mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi, dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014, tra le storiche mura dell’elegante Palazzo Leti Sansi, ubicato tra Piazza del Mercato e l’Arco di Druso, a Spoleto, in posizione centrale e di grande passaggio. L’inaugurazione dell’importante evento artistico, organizzato dal manager Salvo Nugnes di Promoter Arte, è prevista per Venerdì 27 Giugno, alle ore 18.30. 

Le immagini rievocate dalla Severi sono frutto di una vivace fantasia creativa e di un’innata sensibilità espressiva, che le hanno permesso di acquisire delle capacità rielaborativi davvero originali, uniche nel loro genere e di strepitoso impatto visivo. Le sue foto d’autore sono assolutamente spettacolari, coreografiche e coinvolgenti per l’occhio dell’osservatore, che ne resta colpito e conquistato nel profondo.

Il Professor Sgarbi commentando le creazioni della Severi ha dichiarato “Non i luoghi, ma la percezioni dei luoghi, la memoria indefinita non delle situazioni e dei particolari, ma delle sensazioni, come ciò, che resta di un sogno. Le fotografie della Severi sono una sfida alla memoria, il tentativo di fotografare i ricordi, la natura anche imprecisa, ma decisiva”.

E aggiunge evidenziando come “La sua tecnica appare impressionistica e divisionistica come la trascrizione di un sogno. Presenze costanti sono le donne, sfuggenti, assorte e affascinanti negli scatti, che suggeriscono la velocità dei loro passi e dei loro pensieri, ma anche l’immobilità di un momento, in cui fermarsi e sorridere. Contro la distanza dei luoghi impone la perdita del fuoco, rinunciando alla nitidezza, che è propria della riproduzione fotografica. Ed è questa la originale ricerca, che ne caratterizza l’opera coerente”.

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DIEGO ANTOLINI INTERVIENE DALLA WEBTV PLANETARIA DI ASSISI FOR PEACE TV

Diego Antolini ha recentemente parlato dalla WebTV Planetaria del sito di Assisi for Peace TV circa la miniserie
“La Missione di Francesco” che ha scritto per il circuito di internet e per quello televisivo.
La distribuzione del documentario, ha sottolineato Diego, e’ cruciale per la realizzazione di un progetto piu’ ampio,
che coinvolge lo sviluppo dell’Area Francescana in Umbria, e la creazione del primo Giardino di Pace nel mondo.
Il Sentiero Francescano, che si esende lungo il territorio Umbro da Spoleto (citta’ dove Francesco fu per la prima
volta toccato dalla sua missione spirituale) fino al Monte Verna (luogo della sua ultima visione, quella del Serafino),
passando per Assisi, Valfabbrica, e Gubbio.
E’ a Valfabbrica, un paese che sorge sulla cresta di dolci colline, che Francesco fuggi’ dopo aver abbandonato la sua
famiglia e le sue ricchezze; e sara’ a Valfabbrica che sorgera’ il primo Giardino di Pace del mondo.
Charlene Imperatrice, la donna che e’ dietro il concetto dei Giardini, ha incontrato Diego pochi mesi fa nel Nevada,
e i due hanno trovato un’immediata affinita’ nella loro visione di Pace, di dialogo tra le Nazioni, e dello sviluppo
di una cultura di rispetto e comprensione per le culture e le religioni del mondo.
Queste sono le fondamenta del progetto che Diego ha introdotto dalla WebTV Planetaria, un sistema di network
comunicativo per divulgare i principi chiave di una rinascita della coscienza spirituale e sociale dell’uomo voluta
per iniziativa del Presidente Onorario di Assisi for Peace TV, dott. Gianmario Gubbiotti.
Diego Sta lavorando in parallelo con il regista Stefano Torrese per preparare le riprese de “La Missione di Francesco”,
e con Charlene per rendere la sua visione dei Giardini di Pace una realta’ tangibile.
In un secondo intervento, Diego ha precisato che sono con una collaborazione di piu’ persone, unite da una stessa visione
del messaggio di pace e del dialogo aperto, si puo’ realizzare un tale progetto con successo.
In particolare, sono stati chiamate in causa le comunita’ Italo-Americane di San Francisco, Santa Barbara, New York,
e Chicago, con un appello a dare qualsiasi tipo di supporto, da un’ideale collaborazione a un concreto aiuto economico.
“In questi tempi oscuri – ha detto Diego – ci sono persone che portano la luce. Abbiamo bisogno loro, abbiamo bisogno di
voi, per rendere la nostra visione vera e concreta, e cambiare il mondo”
Si attendono altri interventi sulla WebTV Planetaria di assisiforpeacetv.com

Diego Antolini ha recentemente parlato dalla WebTV Planetaria del sito di Assisi for Peace TV circa la miniserie”La Missione di Francesco” che ha scritto per il circuito di internet e per quello televisivo.La distribuzione del documentario, ha sottolineato Diego, e’ cruciale per la realizzazione di un progetto piu’ ampio, che coinvolge lo sviluppo dell’Area Francescana in Umbria, e la creazione del primo Giardino di Pace nel mondo.
Il Sentiero Francescano, che si esende lungo il territorio Umbro da Spoleto (citta’ dove Francesco fu per la primavolta toccato dalla sua missione spirituale) fino al Monte Verna (luogo della sua ultima visione, quella del Serafino), passando per Assisi, Valfabbrica, e Gubbio.E’ a Valfabbrica, un paese che sorge sulla cresta di dolci colline, che Francesco fuggi’ dopo aver abbandonato la suafamiglia e le sue ricchezze; e sara’ a Valfabbrica che sorgera’ il primo Giardino di Pace del mondo.
Charlene Imperatrice, la donna che e’ dietro il concetto dei Giardini, ha incontrato Diego pochi mesi fa nel Nevada,e i due hanno trovato un’immediata affinita’ nella loro visione di Pace, di dialogo tra le Nazioni, e dello sviluppodi una cultura di rispetto e comprensione per le culture e le religioni del mondo.Queste sono le fondamenta del progetto che Diego ha introdotto dalla WebTV Planetaria, un sistema di networkcomunicativo per divulgare i principi chiave di una rinascita della coscienza spirituale e sociale dell’uomo voluta per iniziativa del Presidente Onorario di Assisi for Peace TV, dott. Gianmario Gubbiotti.
Diego Sta lavorando in parallelo con il regista Stefano Torrese per preparare le riprese de “La Missione di Francesco”, e con Charlene per rendere la sua visione dei Giardini di Pace una realta’ tangibile.
In un secondo intervento, Diego ha precisato che sono con una collaborazione di piu’ persone, unite da una stessa visionedel messaggio di pace e del dialogo aperto, si puo’ realizzare un tale progetto con successo.In particolare, sono stati chiamate in causa le comunita’ Italo-Americane di San Francisco, Santa Barbara, New York, e Chicago, con un appello a dare qualsiasi tipo di supporto, da un’ideale collaborazione a un concreto aiuto economico.
“In questi tempi oscuri – ha detto Diego – ci sono persone che portano la luce. Abbiamo bisogno loro, abbiamo bisogno divoi, per rendere la nostra visione vera e concreta, e cambiare il mondo”
Si attendono altri interventi sulla WebTV Planetaria di assisiforpeacetv.com

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Il Fascino della Città di Spoleto

Cogli l’occasione di visitare i monumenti di Spoleto.

Spoleto è una deliziosa centro abitato umbra, che sorge in provincia di Perugia, nei luoghi meridionali della regione.

La cittadina si presenta come una delle mete di maggiore interesse nel territorio umbro e nell’Italia centrale, presentandosi come un luogo meritevole di essere ammirato, per il passato, i costruzioni e l’incanto della ambiente circostante.

Le origini della cittadina di Spoleto risalgono al periodo romano, nello specifico in epoca antecedente al V secolo, nel corso dei secoli poi, il paesino ebbe ruoli estremamente rilevanti.

Innegabilmente interessanti sono i edifici che si trovano nella incantevole centro abitato di Spoleto, in particolare citiamo : Teatro Caio Melisso, Teatro Nuovo e Museo Archeologico.

Una visita alla splendida cittadina umbra rappresenterà indubbiamente l’occasione ideale per vivere un’esperienza singolare a scoprine tutti i dettagli.

La cittadina di Spoleto si presenta certamente come una delle principali mete turistiche dell’Italia centrale, un borgo ricco di attrazioni e motivi di interesse, sicuramente capace di affascinare per la ricchezza di architetture e per la sua storia antica.

Spoleto offrirà la possibilità di scoprire monumenti di rara bellezza e fascino, l’opportunità di vivere una vacanza indimenticabile e rilassante, veramente unica nel suo genere, l’occasione ideale per scoprire la vera cultura della regione Umbria.

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Il Ferrone e la promozione Cotto “Artigiani a Mano”

In fase di ultimazione i preparativi per il lancio della promozione Cotto “Artigiani a mano” che ha come protagonista il prestigioso marchio Il Ferrone. Poche le indiscrezioni rilasciate in merito ma di sicuro si tratterà di un’occasione da non perdere, nel corso dei primi mesi del 2011, affinché le porte delle case di molti italiani si aprano al vero “cotto imprunetino”.

Un nome, Il Ferrone, che è da 40 anni sinonimo di qualità e pregio nel panorama del cotto non solo italiano ma internazionale, una promozione che vede i riflettori puntati su un articolo molto particolare che sa coniugare l’estetica e la bellezza delle lavorazioni artigianali, con le esigenze di posa che solo i prodotti industriali riescono a dare.

“Artigiani a mano” è un cotto che nulla cede in termini di pregio, eleganza e gusto estetico, evocatore di atmosfere da sogno ma al contempo estremamente durevole e solido. Un cotto che mantiene inalterata tutta la raffinatezza ed il pregio di un prodotto naturale che trae la sua forza dalla terra, dall’acqua e dal fuoco, gli elementi da cui è ancora oggi forgiato. Il suo stile si esprime anche attraverso i colori delle varianti disponibili che evidenziano ancora di più la sua versatilità e adattabilità ad ogni ambiente: colorazione rosso imprunetino per Corte Antica, rosata per Terre Chiare, Colorazione base rosso imprunetino con venature sparse tendenti al tabacco per Recupero e ocra tenue per Spoleto.

La molteplicità di formati e misure commercializzati consentono di soddisfare tutte le esigenze estetiche e di design sia degli interni che degli esterni, inoltre Il Ferrone mette a disposizione della sua clientela un formato speciale dallo spessore di soli 13mm che rende ancora più facile la posa su pavimenti già esistenti, mantenendo inalterate le sue qualità di resistenza.

A breve Il Ferrone comunicherà tutti i dettagli inerenti la promozione Cotto “Artigiani a Mano”, un’iniziativa che è in realtà un’occasione per entrare in contatto con un materiale, con una storia secolare, dalle caratteristiche tecniche e dai contenuti estetici che ne confermano validità e attualità.

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DinaMiti & OrchiDee, mostra di pittura a Spoleto


Presso la suggestiva Residenza d’Epoca “Eremo delle Grazie” di Monteluco, a Spoleto, da Domenica 13 Dicembre 2009 fino a Giovedì 14 Gennaio 2010, si tiene la mostra di pittura “DinaMiti & OrchiDee“. Punto fondante e irrinunciabile del processo del lavoro artistico è il rapporto che esso instaura con il luogo che lo ospita.  Accogliendo tale constatazione, diventa necessario mirare accuratamente la ricerca di un  luogo che sia insieme sorgente e foce del lavoro. Qualora, dunque, un gruppo di ambiziosi artisti decida di porre l’aura e la sacralità dell’immagine fra i cardini del proprio lavoro, quale ambiente, più della chiesa di un antichissimo eremo, disperso nel verde cupo del bosco, in passato importante meta spirituale di anacoresi, e meditazione, può dare luogo a questo tipo di lavoro? “DinaMiti & OrchiDee” vuole tenere insieme l’urgenza e la necessità umana della rappresentazione del sacro e dell’archetipico, con i profani esperimenti, rocamboleschi e impossibili, che si mettono in opera nel susseguirsi dei tentativi artistici; tenere insieme, in una perpetua quanto incestuosa ambiguità, l’icona e l’immagine superstiziosa da essa generata. L’allestimento consta del lavoro di tre giovani artisti: Tommaso Faraci, Paolo Romani e Michele Santi, tutti nati a Spoleto tra il 1984 e il 1985. Ideatori e realizzatori del progetto, i tre artisti puntano a fare del confronto fra di essi e fra di essi ed il luogo non una mera giustapposizione dei lavori, quanto piuttosto una trasformazione chimica che sappia farli reagire insieme, concorrendo alla formazione di un senso ulteriore. La mostra si inserisce all’interno della programmazione degli “Eventi di fine anno 2009 -2010” organizzata dal Comune di Spoleto.
 

Opere in esposizione:
 
Tommaso Faraci: Luoghi Primi
Paolo Romani: Innesti
Michele Santi: Aeroliti


Orari di Visita: dal Mercoledì alla Domenica, ore 10.30 / 13.00 – 15.00 / 17.30; chiusure infrasettimanali: Lunedì e Martedì
A cura di: Tommaso Faraci, Paolo Romani, Michele Santi
Collaboratori: Residenza d’Epoca “Eremo delle Grazie” e Istituzione Sociale “Cesare e Mina Micheli”
Patrocinio: Assessorato alla Cultura del Comune di Spoleto
 
Info:
Comune di Spoleto
IAT (Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica)
Piazza della Libertà, 7 – 06049 Spoleto
Tel. 0743-21.86.20 / 21.86.21 / 21.86.11
Fax 0743 – 21.86.41
E-mail:
[email protected]

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