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Le differenze tra uomo e donna secondo Vivigeek

Quando si parla di tecnologia e motori puntualmente non si pensa mai ad una donna. E’ quello che tutti pensano quando si va alla ricerca di notizie hi tech navigando tra le risorse geek. E’ vero, sicuramente che le predisposizioni sono diversi. Si tratta proprio di com’è fatto il cervello. Non è un caso se un detto popolare sostiene appunto che donne e motori non vanno d’accordo. Non vuole essere una discriminazione ma un dato di fatto che nella maggioranza dei casi potrebbe confermarsi oppure no. E’ anche vero che lo stesso discorso si fa spesso anche riferito alla tecnologia e all’informatica. Probabilmente perché secondo alcune ricerche svolte un po in tutto il mondo il cervello dell’uomo e quello della donna non sono fatti in maniera uguale. Come anche per altri organi anche se la maggioranza sono simili. Il cervello del maschio è un cervello più predisposto vuoi per conformazione vuoi per peso a svolgere pensieri tecnici e matematici, al contrario di quello femminile che è più predisposto per l’emotività e per l’organizzazione. Bisognerebbe provare a vedere come se la cava infatti un uomo a passare un’intera giornata nei panni di una donna, provando ad incastrare le mille cose da fare sia se si tratta di lavori fuori casa che se si tratta di lavare stirare cucinare. Per non parlare di tutto quello che le donne riescono a ricordare e che si da il caso che il cervello maschile sia poco pratico. Questo dato potrebbe scatenare dissapori, magari discussioni, invece noi vogliamo vedere il lato positivo. Non sarà certo un caso se donne e uomini non sono uguale. E’ probabilmente proprio per questo, grazie a questa differenza che le tue metà si compensano a vicenda. Le singole caratteristiche positive sommate alle caratteristiche negative magari non fanno nulla, ma compensate delle caratteristiche positive e negative nell’altro può certo fare la differenza.

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Facebook aiuta con i regali di Natale

Come possiamo ricevere tutte le novità che ci interessano dal mondo dei blog informatica e della tecnologia? Ecco le ultime novità del mondo dalle risorse geek dei social network dal blog di ViviGeek. Per coloro che si chiedevano se chattare direttamente dal browser era possibile vi aggiorniamo che si può. Aprendo una pagina Firefox, sulla finestra del browser si può visualizzare direttamente l’icona Facebook che, se cliccata, darà accesso diretto ai Messaggi Facebook. La nuova collaborazione tra questi 2 mondi non è che l’ inizio di una sere di implementazioni che vogliono fare di Firefox che a oggi è il browser più favorevole all’utilizzo dei social network.

Ma cosa bisogna fare per avere questo servizio? Basta installare l’ultima versione di Firefox per potere visualizzare l’icona Facebook, che va attivata comunque direttamente dal social network. Una volta installata e visualizzata, attraverso quella icona sarà possibile accedere alla funzione Messenger e usare la chat così come siamo abituati a fare sul nostro profilo. Così da avere la possibilità di vedere quali sono i nostri amici online ma non solo: ogni commento ai nostri post, like, e  foto in cui siamo taggati ci apparirà come notifica direttamente da questa feature.

Lo scopo è quello di rendere Firefox e Facebook connessi in una sorta di rete mediatica, in cui l’ uno si avvantaggia del favore che l’ altro gli fa. Firefox si lancia direttamente sulla scia del boom Facebook, e la creatura di Zuckerberg si assicura di essere accessibile direttamente dal browser, senza dovere richiedere una finestra aperta a parte. Questo mostra una maggiore maneggevolezza per l’utente, che non dovrà tenere aperte troppe finestre e che può invece avere sempre uno sguardo su ciò che succede nel mondo sociale (e virtuale).

Tra le novità anche per quanto riguarda i regali di natale nelle scorse settimane se ne era parlato molto, ora però è ufficiale: Facebook ha infatti lanciato una nuova applicazione che permette agli utenti di inviare regali ai propri amici. Regali veri però, e non le solite, seppur simpatiche, cartoline virtuali.

Per lanciare al meglio il progetto, Facebook ha deciso di appoggiarsi a servizi di commercio come eBay ed Amazon. Oltre a questo però, c’è anche la possibilità che i negozi virtuali propongano regali di gruppo o regali per aziende.

Inviare un regalo sarà molto semplice: come prima cosa bisogna decidere il destinatario; una volta scelto, bisognerà premere il tasto “gift” che troviamo nella pagina “amici” affianco alle notifiche dei compleanni. Dopo di che, verremo mandati all’interno di un negozio online ricchissimo di articoli. Dopo aver acquistato la startup Karma per 80 milioni di dollari, Facebook è pronto per una nuova avventura.

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In che modo usare la tecnologia

Oggi trattiamo il tema del HI-TECH ovvero  “Alta tecnologia”. Cercando in giro un po’ di notizie hi-tech scovando tra i blog delle risorse geek  abbiamo scoperto molte cose interessanti: icon il termine hi-tech si indica la tecnologia al momento più avanzata e appare per la prima volta nel 1957, in un articolo del New York Times che riguardava l’evoluzione dell’energia in Europa. L’articolo dimostrava come la concorrenza stava inducendo le imprese alla ricerca e all‘introduzione di metodi per migliorare la produzione e poter incrementare le proprie attività di mercato, o conseguire profitti superiori rispetto a prima. Questa possibilità di produrre meglio e di più fa nascere lo studio dello sviluppo dell‘innovazione . Iniziarono così gli investimenti e studi che analizzavano la crescita sviluppando teorie sui nuovi metodi di produzione. Un contributo importante può venire dalle riflessioni teoriche e dalle ricerche empiriche sviluppate nel settore di studio denominato Science and Technology Studies (Studi Sociali della Scienza e della Tecnologia). Infatti in questo campo esistono una serie di idee che possono tornare molto utili per evitare di cadere nel noioso quanto inutile dilemma se sia la società a influenzare la tecnologia o la tecnologia a influenzare la società. Il termine tecnologia è una parola composta letteralmente vuol dire “discorso (o ragionamento) sull’arte”, dove con arte si intendeva il saper fare, quello che oggi indichiamo con la tecnica. Se come tutti sappiamo la tecnica riguarda il saper fare, la manualità, il ragionamento diventa la comprensione dei risultati raggiunti attraverso l’azione concreta: in questo modo la tecnologia diventa il progetto della tecnica. I due termini dialettici del fare e del sapere hanno interagito nel corso del tempo, spesso scambiandosi di ruolo nel promuovere l’evoluzione della tecnologia. La vittoria dell’uno o dell’altro termine ha fatto nascere gli approcci: euristico, quando si procede sperimentalmente con prove ed errori per cercare soluzioni ad un problema sconosciuto; algoritmico, quando si applicano soluzioni già conosciute ad un problema per gran parte simile ad altri affrontati in precedenza.

La tecnologia da sempre e oggi in particolare ha influenzato in modo decisivo la vita e il vivere bene degli individui e delle società, nonché la capacità di tutte le specie animali di controllare e adattarsi al proprio ambiente naturale. L’utilizzo da parte dell’uomo della tecnologia ha avuto inizio con la conversione delle risorse naturali in strumenti semplici. Un po’ come è successo tanti anni fa con la preistorica scoperta o e il successivo controllo del fuoco che ha aumentato le fonti disponibili di cibo e l’ invenzione della ruota che ha aiutato l’ uomo a viaggiare in uno spazio sempre più ampio. I recenti sviluppi dei media (come la stampa o il telefono e Internet), hanno decisamente abbassato le barriere fisiche della comunicazione e ha permesso agli esseri umani di interagire facilmente a livello globale. Nonostante ciò, non tutta la tecnologia è stata usata a scopi pacifici; ricordiamo infatti lo sviluppo delle armi e la sempre crescente potenza distruttiva che è avanzata nel corso della storia, dal bastone alla bomba atomica. Il luogo comune maggiormente diffuso vede come rivali la natura e l’artificio, l’ambiente originario e le trasformazioni prodotte dalla tecnologia. In questo scenario colorito però l’uomo non inserisce nella natura qualcosa che già non esista. Tutti i processi di umanizzazione possono essere dimostrati come riproduzione di meccanismi naturali per il raggiungimento di un obiettivo individuale o collettivo, là ddove in natura la maggior parte delle volte questi stessi processi esistono e vanno avanti in modo casuale. Questo dimostra che la rivalità tra naturale e artificiale non è di tipo qualitativo  vale a dire un tipo di trasformazione, fattori implicati ma più che altro di tipo quantitativo e cioè riconducibile alla intensità nel consumo di risorse rinnovabili e non rinnovabili.

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A cosa servirà la funzione Reply su Facebook?

Facendo le solite ricerche su internet per quanto riguarda il mondo delle risorse Geek , ho avuto modo di scoprire che il mondo degli amanti dell’informatica sta spopolando non solo sul web ma anche con tanti testi e libri che spiegano meglio la funzione dei Geek e operano una diffusione vera e propria delle informazioni e delle novità del web . Il sito che vi proponiamo oggi è il nostro blog di informatica geek preferito ViviGeek.it che propone alcune notizie importanti come quelle relativi a Facebook. Il mondo di Facebook non termina mai di regalare sorprese, e buone notizie potrebbero arrivare per tutti gli utenti che – qualche mese fa – non hanno apprezzato le modifiche grafiche apportate dai gestori del social network con l’adozione del nuovo Diario. Secondo indiscrezioni provenienti da fonti molto attendibili, come riportato anche dal celebre blog statunitense Mashable, il sito sarebbe infatti oggetto di numerosi tentativi di restyling grafico, e a breve potremo dunque visualizzare i nostri profili con un’interfaccia completamente diversa rispetto a quella attuale. Le voci che sostengono questa tesi non sono poche, e tutte convergono sul fatto che per il social network ritornerà la visualizzazione dei post su una colonna, anziché su due. La colonna “prescelta” sarà con ogni probabilità la sinistra, mentre sulla parte destra dello schermo più rilevanza sarà data agli aggiornamenti degli amici, alle applicazioni e, chissà, forse anche alle pubblicità. Il cambiamento, che riavvicinerà il futuro Facebook a quella che era la grafica del passato, potrebbe accontentare molti utenti che hanno mal tollerato le nuove “imposizioni” grafiche del social network, ma non è detto che non si abbia nuovamente un rigetto da parte di molti: queste modifiche, si sa, richiedono un po’ di tempo per far riadattare tutti, e non è detto che la nuova soluzione piacerà più della precedente. Coloro che utilizzano il social netwotk per eccellenza , Facebook , sanno bene di come il portale di Zuckerberg sia sempre in continua evoluzione : sono tanti infatti i cambiamenti grafici e strutturali a cui siamo stati abituati nel tempo, anche se il processo di rinnovamento sembra proprio non voler prendere pace . Secondo Digital Trends infatti , il social network in blu sarebbe pronto a subire ulteriori modifiche dopo quelle apportate al layout del poco amato diario . Questa volta , gli oggetti del cambiamento sono i post e le notifiche . In particolare , per quanto concerne il capitolo dei post , il team di lavoro di Facebook vuole risolvere il problema che coinvolge i tag nei post e nei commenti ( una questione riscontrata per lo più in pagine e gruppi particolarmente affollati ) : in molti casi si riscontra che la notifica del tag non sempre riesce ad arrivare al destinatario , probabilmente proprio perché c’è troppo affollamento .  Le modifiche vogliono quindi far sì che nel rispondere a un utente scompaia la possibilità di taggarlo , e venga di conseguenza integrata la funzione Reply che permetta di rispondere direttamente alla persona interessata. Per quanto riguarda invece le notifiche , Facebook è intenzionato ad introdurre un’ aggiunta che alla maggior parte risulterà piuttosto fastidiosa . Si tratta di un avvertimento sonoro che segnalerà all’utente ogni qualvolta è in arrivo per lui una nuova notifica. Intanto significative notizie si hanno per Facebook anche sul piano economico: mentre prosegue stabile il suo cammino in Borsa dopo il quasi dimezzamento del suo valore seguito al suo ingresso in questo mondo, fa scalpore l’indiscrezione che fa trapelare come il direttore operativo del sito, Sheryl Sandberg, abbia venduto una parte importante delle sue azioni per un valore complessivo di 7,44 mln di dollari. Perché mai vendere se – come fa capire l’azienda – vi sono grandi margini di crescita? Il mistero è bello e pronto, amanti del giallo, divertitevi!

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Come si entra nella mentalità dei Geek?

Ultimamente i nostri articolo sono volti alla spiegazione e alla ricerca di tutto quello che ci incuriosisce navigando su internet . Sapevate per esempio che i Geek hanno un linguaggio tutto loro ? Non sapete chi sono i geek ? Allora dovete informarvi ! I geek, questi geni assoluti della tecnologia e di tutto quello che riguarda l’informatica, amanti spietati di tutto quello che rientra nella modernità delle applicazioni, dei software e cose del genere hanno addirittura un loro linguaggio in codice personale : il geek code . Vediamo di cosa si tratta . Il geek code è un vero e proprio codice sintetico formato da lettere e simboli usato dai geek per descrivere la loro personalità, il loro aspetto, gli interessi, alcune opinioni generali .

Il geek code, tra le risorse geek, ha ben quasi 20 anni, è stato infatti inventato nel 1993 da Robert A. Hayden e chiunque voglia vere maggiori informazioni o vuole imparare a “usarlo” esiste anche un sito che lo definisce e spiega tutte le tecniche e i segreti .

Il concetto che sta alla base di questo codice presuppone che qualunque cosa faccia di un geek, un individuo unico, possa essere scritto in questa forma sintetica e comunicata agli altri infatti in seguito, altri geek possono leggere il codice e avere un’idea della persona descritta .

Inizialmente il codice dei geek era usato abbastanza quotidianamente nelle firme dei messaggi su Internet, ma questa usanza si è man mano spenta proprio come una moda passeggera, come uno dei tanti progetti non più aggiornati nel campo in costante movimento delle tecnologie informatiche in generale e del World Wide Web in particolare . Il codice può essere usato ovunque: all’interno delle e-mail, sui siti internet, sui newsgroup, ma anche nell’arte, all’interno dei commenti di un software e addirittura sulle magliette. Ma guardando un po nel web penso che il luogo più comune dove trovare questo codice di comunicazione sono i siti internet .  Ho provato un po a capire come decifrare questo codice e devo dire che non è che ci ho capito molto . Wikipedia per far capire porta un esempio che fa più o meno così:

—–BEGIN GEEK CODE BLOCK—–

Version: 3.1

GED/J d– s:++>: a–

C++(++++) ULU++ P+ L++

E—-  W+(-) N+++ o+ K+++ w— O-

M+  V–

PS++>$ PE++>$

Y++ PGP++  t-

5+++ X++ R+++>$

tv+ b+ DI+++ D+++ G+++++ e++ h r–

y++**

——END GEEK CODE BLOCK——

Provando ad analizzare possiamo notare come all’inizio e alla fine del codice, del messaggio che è stato comunicato ci siano delle parole standard che appunto fanno capire quando inizia e quando finisce il messaggio.  Andando avanti poi si incontra l’occupazione del geek definita dalla prima parte del codice: è anche possibile specificare più di una occupazione, tra cui medicina, scrittura tecnica, musica, e molti altri (in totale 24). Ma ci sono anche altri indicatori speciali per specificare meglio il tipo di occupazione, dopodiché ci sono le varie lettere che definiscono una categoria riferita a quello che i geek ritengono importante. Ogni categoria può poi cambiare di significato o mostrare la volontà a farlo (usando il segno »).

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Che cosa vuol dire essere Geek?

Ultimamente, navigando da un sito all’altro, facendo zapping sul web tra le risorse geek , inoltrandomi nel folto bosco della tecnologia e dell’informatica, addentrandomi nei meandri più oscuri di internet e dei suoi blog informatica e dei social network noto che di parole, diciamo così, nuove ce ne sono veramente tantissime, quasi troppe ! Dalla lingua inglese, dalla lingua americano, da quella tedesco e così via, ormai la globalizzazione ha fatto si che alcuni termini, specie nella terra immensa e navigata del web, non siano traducibili nella nostra amata lingua madre, o il tradurlo implicherebbe la rimozione o l’aggiunta che modificherebbero il significato … Quasi come se la nostra amata lingua, così antica, così romantica, così poetica non sia in grado di essere alla moda, “moderna” e tecnologicamente avanzata ! Ma proviamo a vedere insieme se è davvero così, se davvero la nostra lingua ad un certo punto dovrò bloccarsi e a furia di inserire parole “nuove” perderà della sua identità, integrità !

Nel mondo di internet di parole nuove ce ne sono a bizzeffe e in tutti i campi ormai, da internet all’arredamento, dalla pubblicità, alla comunicazione, dal commercio all’economia, alla politica all’alimentazione, dalla ricerca alla scienza, dalla scuola fino a tutte le aree di professionalità lavorative … Ma davvero non è possibile tradurre queste nuove parole o semplicemente fa più chic ? O magari è una questione di tempo, in italiano le parole diventano più lunghe mentre in inglese o in francese sono più dirette . Proviamo ad analizzare una di queste nuove parole, cercando di capirne la fonte e il significato e vediamo insieme se davvero in italiano non possono essere tradotte o se il significato cambia nella traduzione . Ieri andando un po alla ricerca di un regalo per il mio nipotino pensando un po mi è venuto in mente di cercare qualche idea che riguardasse l’ambito tecnologico, giochi interattivi, cose del genere e entrando in vari siti mi sono imbattuta in una parola nuova : Geek ! Ma chi sono ? Cosa sono ? Che fanno ? Bene, mi sono un po documentata, ho fatto le mie ricerche, ho letto un po in giro, ho spulciato qualche sito e sono arrivata a formarmi una specie di pensiero mio personale su questa parola . Beh, come si può notare dalle mie ricerche questa parola nasconde un mondo !

Il Geek è una persona particolarmente  interessata alla tecnologia, specialmente all’informatica e ai nuovi media .  Quindi è una persona con una specie di vocazione verso qualcosa in un modo che quasi la fa sembrare fuori dal comune . E ciò è dovuto all’intensità, alla profondità o al soggetto del suo interesse . Fin qui nulla di strano, soprattutto se penso che in effetti non avevo mai pensato a come potessero essere chiamati gli “amanti della tecnologia” .

Provando ad analizzare la parola nella sua radice etimologica “Geek” è un termine che ha la sua origine nel mondo anglosassone e il suo significato non ha niente a che vedere con il significato moderno . La parola geek viene fatta risalire al termine dialettale inglese geck ( che vuol dire sciocco), e possiamo ritrovarla anche nel basso tedesco Geck e nel nederlandese gek, assumendo il significato di “pazzo”.  Un paio di secoli fa però questo termine indicava una persona che inghiottiva animali vivi, insetti, etc., come forma di spettacolo nell’ambito di fiere e feste. Lo sapevate? To be continued …

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