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Il riconoscimento ocr nelle pistole laser dei supermercati

Il riconoscimento OCR potrebbe sembrare una tecnologia relativamente recente, invece non lo è, poiché già nella seconda metà degli anni ’60 si utilizzava la lettura OCR per lo smistamento delle missive negli uffici postali americani. Da allora è stato un crescendo e la tecnologia si è ovviamente evoluta.

Tutti i giorni vediamo dei chiari esempi di dispositivi OCR, come le macchinette che leggono i codici a barre dei prodotti che compriamo al supermercato. Stiamo parlando di una tecnologia degli anni ’70, fu infatti esattamente nel 1974 che il primo prodotto dotato di codice a barre venne letto da un dispositivo OCR. Questo avveniva negli Stati Uniti, tale tecnologia arrivò in Italia una dozzina di anni dopo e non a caso all’epoca, solo il 30% dei prodotti commercializzati portava stampato un codice a barre, il classico marchio composto da una sequenza di righe e linee verticali, accompagnate da numeri e talvolta caratteri alfanumerici.
Per l’introduzione a livello commerciale, dei lettori OCR di codici a barre ci vollero una decina di anni, da quando fu registrato il brevetto. Poiché c’erano dei problemi logistici che nel 1952 non potevano ancora essere risolti, nel frattempo il brevetto venne ceduto da una delle più grandi multinazionali, per una cifra irrisoria e pochi anni dopo la lettura OCR dei codici a barre diventò uno standard nei supermercati e negli esercizi commerciali.

Oggi invece questa tecnologia è a portata di chiunque, la possiamo trovare in programmi gratuiti liberamente installabili sul computer di casa, in piccole applicazioni progettate per l’utilizzo con gli smartphone e altri dispositivi che fino a 30 anni fa erano impensabili, come una penna dotata di funzioni di lettura che riescono a riconoscere lettere e numeri.

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Il riconoscimento OCR nel sistema postale americano

Il riconoscimento ottico dei caratteri esiste da diverso tempo, già nel 1965 l’organizzazione postale americana faceva uso di un tipo di riconoscimento OCR, naturalmente ancora primitivo, che serviva a velocizzare e smistare in modo automatico le buste delle lettere verso la città di destinazione. Ovviamente lungo il tempo la tecnologia OCR si è evoluta e la si può trovare in molti dispositivi di uso giornaliero, come può essere per esempio il lettore di codice a barre del supermercato, che usiamo per verificare quanto costa un determinato articolo.

Ma lo troviamo anche nelle nostre case, se abbiamo una stampante abbastanza recente, probabilmente questa sarà dotata anche di scanner, che con i dovuti software OCR da installare, può essere utile nella scansione di documenti, libri e fotocopie per convertirli in digitale.
La tecnologia come si sa avanza e oggi troviamo anche delle penne costruite appositamente per leggere e convertire in digitale le frasi e le parole che evidenziamo sotto la sua luce. Il dispositivo riconosce anche un grande numero di lingue il che lo rende molto versatile in molteplici situazioni.

Lo stesso vale per gli smartphone il cui numero di applicazioni cresce sempre più e fra questi si trovano anche programmi con riconoscimento OCR che trasformano il telefono in un lettore OCR a tutti gli effetti. Un utilizzo intelligente di applicazioni del genere può essere l’acquisire in modo automatizzato i dati scritti su un biglietto da visita come un numero telefonico, un indirizzo fisico o un indirizzo e-mail.
Per l’ufficio invece troviamo anche un mouse scanner, che rende la scannerizzazione di documenti veloce e comoda con un semplice gesto oramai familiare a chiunque utilizzi abitualmente un computer.
Infine il riconoscimento OCR è alla base del processo di digitalizzazione dei documenti richiesti alla Pubblica Amministrazione in Italia.

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Conservazione sostitutiva in azienda, archiviazione digitale di documenti

Dal 2004 per le aziende c’è la possibilità garantita dalla legge di conservare i documenti su supporti digitali mantenendo la stessa validità formale dell’originale cartaceo. Questa pratica è chiamata conservazione sostitutiva. Sostanzialmente viene introdotta una nuova modalità di archiviazione che avviene però in digitale invece che fisicamente.

L’archiviazione dei documenti avviene cioè su supporti informatici (hard disk, cd, dvd ecc) dove vengono acquisiti, salvati (in diversi formati) e quindi archiviati per poter poi essere consultati e conservati adempiendo comunque agli obblighi di legge.

L’acquisizione dei documenti da cartaceo a digitale può avvenire in due modi:

–          Il Riconoscimento OCR (Optical Character Recognition): cioè utilizzando un particolare software che riconosce i caratteri mediante scanner e li restituisce sotto forma di documento elettronico poi archiviabile e consultabile in formato digitale

–          Il Riconoscimento OMR (Optical Mark Recognition): ovvero il riconoscimento ottico delle marcature, opera attraverso un lettore ottico in grado di reperire le informazioni  estrapolate tramite scanner da un documento. Un sistema in grado di lavorare in doppia modalità.

Successivamente all’acquisizione del documento avviene l’archiviazione su supporto digitale magnetico e la catalogazione per mese ed anno e secondo la tipologia di documento e la durata di conservazione imposta dalle normative, tutto fatto tramite software e da aziende specializzate.

Quanto descritto sopra è, in grandi linee, un processo di conservazione sostitutiva, metodologia che permette alle aziende di risparmiare spazio fisico e di consumare una quantità minore di carta adempiendo sempre alle normative vigenti riguardanti la conservazione dei documenti.

Inoltre, ogni azienda che metta in atto un processo di conservazione sostitutiva deve nominare un responsabile che sarà colui il quale dovrà fornire il documento in caso di controlli o richieste da parte delle autorità o di altre figure aziendali.

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