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Vacanze in Polinesia: meta ideale dei subacquei

Una meta paradisiaca, che è nella classifica dei viaggi da sogno più ambiti da tutti i turisti del mondo. Mare cristallino, spiagge incontaminate, accoglienza calorosa e i resort più belli del mondo, le vacanze in Polinesia sono senza dubbio la migliore scelta per un viaggio di nozze, ma anche per festeggiare la pensione o un perfetto regalo di laurea.

Ma qual è il periodo migliore per andare in Polinesia: il clima di queste zone è temperato durante tutto l’arco dell’anno. Le temperature scendono raramente sotto i venti gradi, e non sono mai superiori ai trenta. Anche l’acqua è piuttosto calda, anche per questo motivo è la meta prediletta di chi ama gli sport acquatici. Tuttavia nei mesi che vanno da novembre a marzo sono quelli dove si concentra il maggior numero di precipitazioni, per questo il periodo ideale per le vacanze in Polinesia è quello che va da aprile a ottobre inoltrato.

Ma quali isole scegliere per una vacanza da sogno? Sicuramente le Isole marchesi, l’Isola di Pasqua, Tahiti, Hawaii e Cook sono le più celebri. Alle Hawaii il turismo è sviluppato da molti anni e lo sfruttamento del territorio a questo fine, piuttosto intensivo, per questi motivi è la meta ideale per chi ama le comodità e la vita notturna, troverà infatti su questa isola strutture moderne e organizzazione efficiente.

Per gli amanti della tranquillità invece le Isole Marchesi o le Cook sono certamente la meta ideale: a bassissimo sfruttamento turistico, sono perfette per un soggiorno rilassante e ristoratore fuori dalla confusine del tran tran quotidiano.

Pianifica la tue vacanze in Polinesia per godere di una delle esperienze più belle ed indimenticabili che potrai vivere.

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Mare, immersioni e divertimento nella culla incantata di Tahiti

Mentre qui in Italia manca davvero poco alla stagione del freddo e delle piogge autunnali, forse troppo poco per malinconici mesi da sciarpe e guanti di lana, per gli acquisti di cappotti e trapunte di piuma d’oca, in tanti altri angoli del mondo le temperature sono ancora gradevoli, se non tropicali, e chiunque può compiacersi, ancora, di onde e di mare, di raggi solari, di pelle abbronzata. Tahiti è uno di quei paradisi del Pacifico meridionale dove è estate tutto l’anno, dove non esistono appuntamenti stagionali e il clima dell’isola è stabilmente intorno ai 25° e i 28°, per il piacere e la delizia di visitatori e turisti.

Per chi abbia ancora voglia di vacanze, per chi forse di vacanze quest’anno non ne ha ancora sentito parlare, per chi attendeva le offerte vantaggiose dei periodi di bassa stagione, Tahiti potrebbe essere una meta realmente accattivante. Bellezze naturali, distese di spiagge rosate, barriere coralline e fitta vegetazione, Tahiti, la più grande e popolata isola della Polinesia Francese, è una delle poche dell’arcipelago, ad offrire paesaggi realmente incantevoli, le immersioni di Tahiti regalano uno spettacolo naturalistico di flora e fauna dalle tinte e colorazioni più disparate, scenari meravigliosi e panorami unici che si mostrano allo sguardo di chi percorre l’isola, di chi visita i suoi fondali. Ma Tahiti non è solo natura incantata, è anche meta privilegiata per gli amanti dell’attività sportiva e dell’esercizio fisico, imperdibile culla di surf, paradiso indiscutibile di diving, numerose strutture e impianti moderni per tentarsi provetto sub in Polinesia, per combinare al meglio, bellezza del mare, benessere sportivo e tanto tanto divertimento.

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Per la Polinesia, a volte, non basta solo il pensiero.

Chi non ha desiderato, almeno una volta, di staccare la spina, di lasciar perdere tutto e godere, finalmente, di una vacanza, poter immergersi in acque cristalline, abbandonarsi a paesaggi incantevoli, terre antiche, misteriose, di ineguagliabile bellezza; con il pensiero siamo quasi sempre lì, lontano da tutto e da tutti, lontano da impegni e preoccupazioni, da ansie e doveri quotidiani. Chi torna dalla Polinesia ci racconta di pace, di riposo totale, di relax assoluto in un’ atmosfera di incanto e magia, tra spiagge bianche e palme di cocco, vegetazioni suggestive, forme, specie e colori di una natura viva, radicata, rigogliosa. Racconta di acque tiepide e scenari meravigliosi, di tinte e sfumature di una fauna marina singolare, unica; racconta di isole e sabbie rosate, di arcipelaghi e terre in continuo divenire, racconta di vacanza perfetta e rigenerazione.

La Polinesia francese è, senza dubbio, uno dei patrimoni geografici più suggestivi dell’Oceano Pacifico, cinque arcipelaghi a proteggere fascino e seduzione di più di 100 isole, a preservare tradizione, arte e cultura di una terra antica, di un angolo di paradiso che rispetta, oggi, natura e creazione. Tahiti, la più grande delle isole, ne è la porta d’ingresso principale, è l’avvicendarsi del turismo moderno nella realtà privata della Polinesia, la sua finestra al mondo, estensione e superficie di primaria bellezza paesaggistica e ricezione turistica. Gli hotel Tahiti sono il simbolo ed emblema di questa apertura, del volersi comunque scoprire, svelare, strutture d’accoglienza realizzate allo scopo di rendere maggiormente confortevole il soggiorno del visitatore, e, allo stesso tempo, di non stravolgere atmosfera e incanto del luogo.

Tahiti Tourisme seleziona le migliori offerte per la Polinesia francese dei più affermati Tour Operator nazionali, fornisce le coordinate necessarie al viaggio, consigli e indicazioni utili su formalità d’ingresso, su complessi alberghieri e resort, su clima e collegamenti tra le isole, suggerisce le visite da non poter perdere, le usanze da condividere, le tradizioni da rispettare. Tahiti Tourisme aiuta a soddisfare il nostro bisogno di viaggio, di vacanza, a realizzare il sogno ricorrente, il desiderio, di tutti, di visitare Tahiti non solo col pensiero.

 

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Il mistero irrisolto dell’Isola di Pasqua

 Uno dei misteri più grandi sulla terra è la presenza delle grandi statue di roccia che si levano in piedi sull’isola di Pasqua. L’isola di Pasqua è una delle isole più distanti dalla terra ferma, essa infatti è in pieno oceano pacifico del sud, 3.700 Km ad ovest del litorale del Cile e 4.022 Km a sud-est della Tahiti. L’isola più vicina è a 2.252 Km di distanza ed è disabitata. Già questa distanza rende l’isola molto particolare. Tanto famosa quanto piccola, l’Isola di Pasqua è lunga solamente 24 Km e larga 16 Km. Tuttavia, l’isola di Pasqua, che era quasi deserta quando è stata scoperta il giorno di Pasqua del 1722 da un capitano olandese, è ricoperta da centinaia monoliti, ognuno dei quali pesa diverse tonnellate e possono arrivano fino a 9 metri di altezza. Chi ha costruito queste statue giganti e perchè? Nessuno conosce la risposta sicura ma molti, da sempre, stanno cercando di capirlo. E’ stato Persino suggerito che gli extraterrestri possano aver svolto un ruolo fondamentale per quanto riguarda l’origine di queste statue giganti e della civiltà che le ha costruite e molte sono le teorie che emergono. Una teoria suggerisce che l’isola di Pasqua è stata abitata dai marinai Polinesiani giunti sin li attraverso un viaggio lungo migliaia di miglia per mezzo delle loro canoe, guidati dalle stelle, dai ritmi dell’oceano, dal colore del cielo e del sole, dalle figure delle nubi, se non persino dalla direzione di volo degli uccelli in migrazione. I Polinesiani sarebbero così giunti sull’isola nel 400 d.C. Tuttavia, le correnti dell’oceano che li hanno condotti sin là non gli avrebbero permesso di tornare indietro. Bloccati sull’isola, si impiantarono lì originando una nuova civiltà con le sue proprie usanze e credenze. Sembra che tra la popolazione esistessero due ranghi sociali diversi, quello caratterizzato dagli orecchi lunghi, più importanti e quelli dagli orecchi corti, gli operai. Potrebbe essere per questo motivo che la maggior parte delle famose statue dell’isola  hanno le orecchie lunghe.

Ci sono 887 statue che sono state ritrovate sull’isola. Tuttavia, soltanto alcune statue sono giunte alla loro destinazione finale. Il resto è stato abbandonato lungo il tragitto. Le statue sono rocciose e sembra che siano state intagliate dal bordo superiore delle pareti rocciose del vulcano sull’isola. Una volta che la statua fosse stata intagliata, veniva presumibilmente trascinata verso la base del vulcano così da poter esser legata da corde e posta in piedi. Per mezzo del sistema della puleggia, la statua veniva infine condotta alla relativa destinazione.

Le statue furono poste tutte allineate tra loro, con lo sguardo volto verso l’isola. Poiché un opera del genere richiedeva la cooperazione dell’intera popolazione, la gente doveva esser convinta che tale opera fosse voluta dalle loro divinità.

Il decadimento della civiltà fu probabilmente dovuto all’esaurirsi delle risorse sull’isola, ormai troppo piccola per 11000 abitanti. Il lavoro sulle statue si fermò e le statue in costruzione furono abbandonate e quando i primi Europei giunsero sull’isola, trovarono un numero molto esiguo di abitanti. Questa storia rappresenta solo una delle tante ipotesi plausibili eppure non considera e non chiarisce tanti misteri rimasti ancora irrisolti: gli abitanti dell’isola avevano un proprio sistema di scrittura, differente da qualsiasi altro nel mondo. Nessun altro abitante del pacifico ha saputo scrivere come loro, neanche gli indiani americani. Chi ha insegnato loro a scrivere? Hanno forse sviluppato un sistema proprio? Inoltre gli abitanti dell’isola di Pasqua hanno vissuto lontani dalle patate dolci che hanno coltivato. Queste patate dolci si trovavano in America. Come le hanno ottenute? Ancora più assurdo sembra che qualcuno possa aver viaggiato per 2300 miglia in assenza di mezzi opportuni. Eppure l’arrivo dei cileni attraverso questo lungo percorso è la teoria di base per il libro ed il film Kon-Tiki. E’ stato fatto uno studio sul DNA prelevato da campioni ritrovati in tombe appositamente scavate che hanno dimostrato il collegamento filogenetico con i polinesiani. Dunque i polinesiani hanno vissuto sul mare ed hanno saputo come viaggiare attraverso le loro piccole canoe migliaia di miglia. Sapevano dove stavano andando. Gli indiani americani non hanno mai saputo come riuscirci.

Come potete vedere, allo stato odierno, ci sono parecchie teorie per quanto riguarda l’isola di Pasqua e le statue che vi risiedono. Altre teorie hanno persino suggerito l’intervento degli alieni per spiegare simili eventi. L’isola di Pasqua continua ad essere uno dei misteri irrisolti più grandi del mondo.

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