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Vittorio Sgarbi curatore della mostra fotografica di grande successo “Da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi” esposta al Museo Casa Natale Gabriele D’Annunzio a Pescara

Si è svolto in data Venerdì 6 Febbraio dinanzi ad un nutrito pubblico, attento e partecipe, il vernissage della mostra fotografica intitolata “Da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi” curata dal critico Vittorio Sgarbi e allestita presso il pregiato contesto museale del Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio a Pescara, che resterà in loco fino al 4 marzo 2015 con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione Spoleto Arte.

La doppia personale vede l’esposizione dei magnifici scatti inediti realizzati dal maestro fotografo Roberto Villa al celebre regista Pasolini sul set cinematografico delle riprese del famoso film “Il fiore delle mille e una notte”, nonché le suggestive immagini d’autore create dalla Severi, sperimentando una tecnica innovativa, molto originale e di sorprendente effetto coreografico d’impatto visivo.

La casa dove nacque D’Annunzio è stata proclamata monumento nazionale nel 1927, per tutelarla come edificio di notevole interesse storico e per commemorare la madre del poeta, Lucia De Benedictis, che visse lì fino al 1917. D’Annunzio ha mantenuto sempre un legame radicato e inscindibile per la sua abitazione e la concepiva come un “santuario”. Attualmente la struttura, d’impianto settecentesco, ospita al primo piano, che fu di proprietà della famiglia D’Annunzio, uno splendido museo, mentre al secondo piano si trovano gli uffici della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo, presieduti dalla Soprintendente Lucia Arbace. Il contesto istituzionale è spesso sede di importanti iniziative artistiche, visite guidate, mostre d’arte, conferenze ed eventi culturali di forte risonanza mediatica.

Sgarbi nel commentare l’illustre figura di D’Annunzio dice “D’Annunzio rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la cultura italiana e non solo. Ha vissuto buona parte del secolo più vivo, ha influenzato persone distantissime da lui, come Eugenio Montale e persino Claude Debussy, ha abbracciato il comportamentismo, l’estetica e il teatro fondendoli in una vita sola. Insomma un grande, come tutti i grandi non adeguatamente celebrato dal suo Paese”.

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Quest’anno alla fiera Arte Padova la storica Milano Art Gallery ospiterà gli scatti di Pier Paolo Pasolini

Occasione imperdibile nel contesto della rinomata Fiera Arte Padova edizione 2014, prevista dal 14 al 17 Novembre, dove all’interno dello stand n. 74, padiglione 7, della storica galleria milanese “Milano Art Gallery” che ha sede in via Alessi 11 a due passi dalla zona del Duomo e del centro cittadino, sarà possibile visionare una corposa serie di immagini fotografiche, dedicate all’illustre Pier Paolo Pasolini. L’esposizione è organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes.

Gli scatti d’autore sono frutto dell’esperto lavoro compiuto dal noto maestro Roberto Villa, che ha seguito Pasolini sul set durante le riprese del celebre capolavoro cinematografico “Il fiore delle mille e una notte”. Al riguardo Villa spiega “Una delle caratteristiche peculiari di questi scatti emerge nel fatto, che chi è guardato guarda a sua volta e si pone a una distanza, che appartiene ad altri secoli, ad altra cultura, ad altra religione, a un universo di codici, elementi, segni, che non ci sono mai stati famigliari generando un intreccio spazio-temporale e una commistione simbologica di intensa armonia emozionale”.

In riferimento al film Pasolini dichiarò in un’intervista rilasciata nel 1974 “Il fiore delle mille e una notte è un lungo viaggio e l’eroe o gli eroi, sia pure molto passivamente hanno il passo eroico di chi si sottopone a una grande prova. Con questo film finisce una trilogia, il mio più ambizioso esperimento, il mio tentativo più ambizioso, che mi è costato più attenzione formale e impegno stilistico. È facile il film politico-ideologico, assai più difficile è fare il film puro, ricercare la pura affabulazione come nei classici, tenendosi fuori dalle ideologie, ma evitando al tempo stesso di cedere all’evasione. Più di un elemento ideologico è nascosto in questo film, il principale è la nostalgia di quel passato, che ho cercato di ricreare sulle schermo”.

Salvo Nugnes commenta “In questa mostra ci saranno immagini di profonda suggestione, avvolte in una toccante cornice rievocativa, che mette in luce e ricostruisce i momenti più salienti delle riprese di un film, che segna una tappa fondamentale nel percorso cinematografico del grande Pasolini e permette di coglierne una visione diversa, davvero molto interessante”.

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D’ago Cravatte: Grande sodalizio come partner della mostra “Spoleto incontra Venezia” a cura del professore più noto d’Italia, Vittorio Sgarbi

 

“D’ago Cravatte” che produce cravatte sartoriali di alta qualità, autentiche eccellenze manifatturiere del Made in Italy, ha stretto un sinergico sodalizio commerciale come partner della grande mostra “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, allestita dal 27 settembre al 24 ottobre 2014 all’interno di due magnifiche strutture secolari veneziane, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. Nel contesto espositivo è possibile ammirare opere di personalità illustri come Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì, Pier Paolo Pasolini.

 

“D’ago Cravatte” è un brand creato da Giuliana D’Agostino, che spiega: “Dopo un’esperienza di 30 anni nel settore della cravatta confezionata a mano e dopo tantissimi anni di lavoro dedicati a soddisfare le esigenze di numerose e importanti aziende, come Zegna, Gucci, Tom Ford, Brioni, ho deciso di mettere a disposizione la mia esperienza lavorativa per una selezionata fascia di clientela, desiderosa di avere un prodotto personalizzato e su misura di alta qualità“. Inizia così l’avventura della “D’ago Cravatte” un marchio, che riflette un gusto espressamente italiano e punta a soddisfare l’uomo di classe, che ama la raffinata eleganza del prodotto sartoriale.

 

La D’Agostino sottolinea: “Le Cravatte D’ago nascono dall’esigenza di avere come obiettivo primario un prodotto di qualità sia nei particolari sia nella manodopera. I tessuti e i materiali utilizzati sono scelti con estrema cura e testimoniano un’attenta ricerca alla classicità e all’esigenza di attualità unite in perfetto connubio nel prezioso manufatto realizzato“.

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“Spoleto incontra Venezia”: un’inedita retrospettiva fotografica in omaggio a Pier Paolo Pasolini in una mostra curata da Sgarbi presso il nobile Palazzo Rota Ivancich

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” sta per aprire ufficialmente nell’incantevole contesto di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, dal 28 settembre al 24 ottobre 2014. Il pregiato Palazzo Rota Ivancich, secolare dimora nel centro cittadino, nelle vicinanze di San Marco, accoglierà nell’occasione un’inedita retrospettiva fotografica in omaggio a Pier Paolo Pasolini. Scatti d’autore di rara bellezza e autentica suggestione realizzati dal maestro fotografo Roberto Villa durante le riprese sul set del famoso film “Il fiore delle mille e una notte” di cui Pasolini fu regista all’epoca, nei tre mesi di durata della lavorazione cinematografica.

Attraverso questa carrellata di immagini rievocative di forte intensità è possibile ripercorrere e addentrarsi nell’avvincente viaggio del film, osservando l’universo figurativo e antropologico scelto da Pasolini e la realtà di corpi e luoghi yemeniti e persiani, dove il poeta-regista ha strutturato e ambientato una parte del proprio scenario in chiave onirica. Il fascino coinvolgente delle visioni immortalate risiede nell’aver carpito e delineato i dettagli del mosaico antropologico e ambientale, alimentato dalle luci speciali, dai cromatismi e dalla fisicità stessa degli abitanti divenuti comparse recitanti. Si evince la componente di spontanea ed immediata espressività e la storia raccontata nei gesti abituali, nelle posture, negli sguardi accesi o spenti, nelle pieghe delle labbra incuriosite, abbandonate o stanche.

Una delle caratteristiche peculiari più significativa, emerge nell’istante in cui chi è guardato guarda a sua volta, e si pone a una distanza che appartiene ad altri secoli, ad altra cultura, ad altra religione, a un universo di codici, elementi e segni, che non ci sono mai stati familiari, generando un intreccio spazio-temporale e una commistione simbologica di stupefacente armonia emozionale.

Sgarbi ha dichiarato “si vede il racconto di un viaggio intorno a Pasolini nelle fotografie di Roberto Villa, che accompagnando il regista sul set del film nello Yemen, in Eritrea, in Etiopia ha fatto come un viaggio iniziatico”.

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Da Spoleto Arte a Venezia ospiterà grandi mostre curate dal Prof. Vittorio Sgarbi con illustri ospiti Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì, Max Laudadio, Pier Paolo Pasolini

Le pregiate mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, saranno presto trasferite nella meravigliosa città lagunare, per creare un sinergico ponte simbolico di collegamento tra Spoleto e Venezia, due eccellenti centri nevralgici internazionali per l’arte e la cultura. Attualmente è possibile visitare l’esposizione spoletina, allestita fino al 24 Luglio, all’interno del nobile Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato. 

Il 27 Settembre è previsto l’esclusivo vernissage d’inaugurazione nel capoluogo veneto, dove convoglieranno le opere degli illustri personaggi presenti a Spoleto, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì, Max Laudadio, Pier Paolo Pasolini immortalato in toccanti immagini fotografiche inedite sul set del famoso film “Il fiore delle mille e una notte” insieme ad altri nomi altisonanti del panorama attuale. L’iniziativa, che sta già suscitando forte risonanza mediatica, è stata volutamente denominata “Spoleto incontra Venezia” proprio per dare il massimo risalto al significativo legame esistente tra questi poli strategici e si svolgerà in concomitanza con la Biennale e le manifestazioni ad essa correlate.

L’organizzatore Salvo Nugnes spiega “La scelta mirata di portare le mostre spoletine a Venezia vuole offrire un’occasione unica nel suo genere, per valorizzare e impreziosire ulteriormente il vasto bacino, che funge da importante osservatorio sull’arte contemporanea, voluto a Spoleto, che trova una naturale fonte di coesione, trasferendosi nell’incantevole laguna veneta con la sua secolare tradizione culturale”.

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“Spoleto Arte” espone gli scatti di Roberto Villa dedicate al Maestro Pier Paolo Pasolini

Grande risonanza e attenzione mediatica per le attesissime mostre di “Spoleto Arte”, con la curatela del Professor Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, che si svolgeranno dal 27 giugno al 24 luglio presso lo storico Palazzo Leti Sansi, a Spoleto, in Piazza del Mercato, cuore pulsante della città.

 

In esposizione straordinaria una nutrita carrellata d’immagini fotografiche inedite, realizzate dal maestro Roberto Villa, in omaggio all’illustre Pier Paolo Pasolini, ispirate dal set delle riprese del famoso film “Il fiore delle mille e una notte”, un capolavoro cinematografico risalente al 1974. Attraverso questi scatti d’autore di forte intensità espressiva è possibile ripercorre e addentrarsi nel viaggio del film, osservando l’universo figurativo e antropologico, scelto da Pasolini e la realtà di corpi e luoghi yemeniti e persiani, dove il poeta-regista ha strutturato e ambientato una parte del proprio sogno.

 

Il fascino coinvolgente delle raffigurazioni risiede nell’aver carpito e delineato i dettagli del mosaico descrittivo d’insieme, alimentato dalle luci speciali, dai cromatismi e dalla fisicità stessa degli abitanti, diventati per l’occasione delle comparse recitanti. Si evince la componente d’immediata e genuina spontaneità interpretativa, con una narrazione raccontata attraverso i gesti abituali, le posture, gli sguardi accesi o spenti, le pieghe delle labbra incuriosite, abbandonate o stanche.

 

Pasolini dichiarò in un’intervista rilasciata nel 1974 “Il mio film -Il fiore delle mille e una notte- è un lungo viaggio e l’eroe o gli eroi, sia pure molto passivamente, hanno il passo eroico di chi si sottopone a una grande prova. Con questo film finisce una trilogia, il mio più ambizioso esperimento, che mi è costato più attenzione formale e impegno stilistico. E’ facile il film politico-ideologico. Assai più difficile è fare il film puro, ricercare la pura affabulazione come nei classici, tenendosi fuori dalle ideologie, ma evitando al tempo stesso di cedere all’evasione. Più di un elemento ideologico è nascosto in questo film, il principale è la nostalgia di quel passato, che ho cercato di ricreare sullo schermo“.

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ALLE MOSTRE DI “SPOLETO ARTE” L’OMAGGIO AD UN MITO DA PARTE DI ROBERTO VILLA: PIER PAOLO PASOLINI.

Grande risonanza e attenzione mediatica per le attesissime mostre di “Spoleto Arte”, con la curatela del Professor Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, che si svolgeranno dal 27 giugno al 24 luglio presso lo storico Palazzo Leti Sansi, a Spoleto, in Piazza del Mercato, cuore pulsante della città.

 

In esposizione straordinaria una nutrita carrellata d’immagini fotografiche inedite, realizzate dal maestro Roberto Villa, in omaggio all’illustre Pier Paolo Pasolini, ispirate dal set delle riprese del famoso film “Il fiore delle mille e una notte”, un capolavoro cinematografico risalente al 1974. Attraverso questi scatti d’autore di forte intensità espressiva è possibile ripercorre e addentrarsi nel viaggio del film, osservando l’universo figurativo e antropologico, scelto da Pasolini e la realtà di corpi e luoghi yemeniti e persiani, dove il poeta-regista ha strutturato e ambientato una parte del proprio sogno.

 

Il fascino coinvolgente delle raffigurazioni risiede nell’aver carpito e delineato i dettagli del mosaico descrittivo d’insieme, alimentato dalle luci speciali, dai cromatismi e dalla fisicità stessa degli abitanti, diventati per l’occasione delle comparse recitanti. Si evince la componente d’immediata e genuina spontaneità interpretativa, con una narrazione raccontata attraverso i gesti abituali, le posture, gli sguardi accesi o spenti, le pieghe delle labbra incuriosite, abbandonate o stanche.

 

Pasolini dichiarò in un’intervista rilasciata nel 1974 “Il mio film -Il fiore delle mille e una notte- è un lungo viaggio e l’eroe o gli eroi, sia pure molto passivamente, hanno il passo eroico di chi si sottopone a una grande prova. Con questo film finisce una trilogia, il mio più ambizioso esperimento, che mi è costato più attenzione formale e impegno stilistico. E’ facile il film politico-ideologico. Assai più difficile è fare il film puro, ricercare la pura affabulazione come nei classici, tenendosi fuori dalle ideologie, ma evitando al tempo stesso di cedere all’evasione. Più di un elemento ideologico è nascosto in questo film, il principale è la nostalgia di quel passato, che ho cercato di ricreare sullo schermo”.

 

 

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Palazzo Ducale dopo la Milano Art Gallery diretta dal manager Salvo Nugnes espone le opere di Roberto Villa

Continua la scia dell’acclarato successo ottenuto dalla mostra fotografica “Il fiore delle mille e una notte” dedicata a Pier Paolo Pasolini, che dalla storica ” Milano Art Gallery ” in via Alessi 11 a Milano, dove è stata esposta di recente con l’organizzazione del manager, produttore di grandi eventi Salvo Nugnes, si è spostata nel rinomato contesto del Palazzo Ducale a Genova, dove resterà allestita dal 3 al 21 Maggio 2014.

 

In esposizione i suggestivi scatti d’autore, realizzati dal maestro Roberto Villa sul set del celebre film “Il fiore delle mille e una notte” che parlando di quell’esperienza così speciale racconta “il mio lavoro fotografico consisteva nel muovermi all’interno e all’esterno del set per catturare le immagini del -coro- e dei singoli attori, per descrivere i posti e le persone, per cogliere volti ed espressioni”.

 

E prosegue spiegando: “Cercavo la luce della pittura fiamminga. Usavo il 24 mm, con un’ampiezza d’angolo di quasi 100° e le figure erano vicine. Non lavoravo solo con il teleobiettivo. Usavo tutta la gamma degli obiettivi, dal grandangolare al 200-400, calibrandola sulle esigenze volta per volta. Fotografavo molto anche l’esistente, l’umanità circostante. Ho sempre rifiutato l’uso del flash per la sua illuminazione artificiale e non lo usavo. La luce-ambiente può essere -altamente pittorica-. Ero affascinato dalla fisicità dei volti”.

 

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IL SALOTTO DELLE 6 A SORIANO – 7 marzo/4 aprile 2014. Tutti gli appuntamenti da “il caso Manca” aI finale con Ingroia

Dopo 12 anni di attività continuativa e più di 20 edizioni ambientate a Viterbo, Il Salotto delle 6 va on the road, raggiungendo per cinque appuntamenti su “il lato oscuro del Belpaese” la Sala Consiliare “Falcone e Borsellino” del Comune di Soriano nel Cimino, dal 7 marzo al 4 aprile. “Siamo molto contenti di ospitare una rassegna letteraria nazionale nota come Il Salotto delle 6 – dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Soriano Alessandro Troili – e tantopiù quando la discussione si accende sui tanti misteri irrisolti e sulle tante verità mai svelate della vita nazionale. E’ un discorso culturale coraggioso e utile che mi sta particolarmente a cuore e che mi auguro possa vedere Soriano e il Salotto continuare a collaborare in futuro”. “Il saggio d’inchiesta, il giornalismo d’inchiesta” – gli fa eco la storica “anima” della Biblioteca di Soriano, Gabriella Evangelistella – era un mio obiettivo da tempo, è bene che si tenga sempre viva l’attenzione sui “tanti buchi neri” della storia repubblicana e che non venga mai a mancare un documentato approfondimento ed un dibattito anche vivace, ma oggettivo sui tanti casi della nostra storia rimasti nei decenni solo un doloroso ed inquietante enigma”.
Il Salotto delle 6 on the road a Soriano nel Cimino si aprirà venerdì 7 marzo con “La strana morte di Attilio Manca, professione urologo”: al centro dell’incontro le tesi enunciate dal giornalista siciliano Luciano Mirone nel suo recentissimo e appassionato “Suicidio di mafia” (Castelvecchi) che riconduce con una ricostruzione articolata e aggiornatissima la tragica fine del professionista isolano ad una vera esecuzione di mafia voluta da Bernando Provenzano. All’appuntamento parteciperà il fratello della vittima, Gianluca Manca.

Venerdì 14 marzo invece al centro del dibattito 70 anni di delitti e misteri ne “Il libro nero della Capitale”, il lato meno edificante e da “cronaca nera” della “città eterna” raccontato dai due giornalisti saggisti Aldo Musci e Marco Minicangeli nel volume “Roma assassina , Roma criminale” appena pubblicato da Stampa Alternativa. All’evento prenderà parte come atteso ospite l’ex poliziotto ed ora criminologo Nicola Longo, storico esponente delle forze del’ordine che ben conosce tantissime vicende discusse e misteriose sia capitoline che nazionali.
Venerdì 21 marzo sarà invece il turno de “Il delitto Coco, il primo magistrato ucciso dalle Br”; gli anni di piombo ed un feroce assassinio plurimo rivissuti dal figlio del giudice, Massimo , che non perderà occasione con efficace vis polemica di estendere il discorso all'”uso mediatico della memoria” (“Ricordare stanca” il volume pubblicato da Sperling & Kupfer all’origine dell’incontro).

La settimana dopo, il 28 marzo, a tenere banco sarà l’angosciante interrogativo “Chi ha ucciso Pier Paolo Pasolini?” che verrà affrontato dalla critica letteraria Carla Benedetti e dall’editore scrittore Giovanni Giovannetti, autori del discusso e provocatorio “Frocio e basta” (Effigie).

A concludere la rassegna sarà il 4 aprile l’avvocato e Commissario Straordinario della Provincia di Trapani Antonio Ingroia, che ricostruirà per l’evento i suoi “20 anni di lotta alla mafia” (titolo del saggio scritto a quattro mani con Giancarlo Caselli ed edito da Laterza).

“Il Salotto delle 6 – conclude il direttore artistico della rassegna Pasquale Bottone – è sempre più incamminato su una strada che lo porta a dare spazio prevalentemente al saggio d’impegno civile e al giornalismo investigativo. E’ la linea editoriale che ci appassiona di più e che in questo preciso momento storico ci fornisce maggiori spunti e motivazioni”.

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La curatrice Elena Gollini parla della prestigiose mostre della storica “Milano Art Gallery” da Gillo Dorfles ad Amanda Lear a Pier Paolo Pasolini

La dottoressa Elena Gollini curatrice di mostre nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, commenta alcune delle principali esposizioni di pregio, organizzate dal noto manager Salvo Nugnes agente di nomi di spicco dell’ambito culturale.

 

La dottoressa Gollini dice “L’esclusivo spazio della -Milano Art Gallery- in zona centralissima a due passi dal Duomo e adiacente alla zona dei Navigli, tradizionale fulcro nevralgico dell’arte, grazie alla sua funzionale versatilità si presta ad accogliere mostre corpose ed eterogenee. Abbiamo allestito numerose esposizioni con artisti di acclarato talento ricevendo ottimi riscontri di consenso dal pubblico e dagli addetti di settore. I media, le tv e le radio hanno speso commenti positivi con articoli e recensioni assai favorevoli, che hanno testimoniato il successo di queste iniziative anche a livello internazionale“.

 

E spiega “Nel novero degli artisti ospiti abbiamo avuto l’esimio professor Gillo Dorfles, mentore dell’arte, pittore, scultore, ceramista e decano ultracentenario della critica, la vulcanica e poliedrica Amanda Lear, fantasiosa pittrice e personaggio di fama mondiale nonché musa prediletta di Salvador Dalì. Non da ultima la mostra di scatti fotografici inediti dedicata al maestro Pier Paolo Pasolini, realizzati da Roberto Villa, che lo ritraggono sul set del famoso film -Il fiore delle mille e una notte-. Si sono succeduti tanti appuntamenti artistico culturali di grande portata e abbiamo in serbo progetti futuri altrettanto altisonanti. Il nostro intento è poter offrire ai fruitori l’occasione di visitare mostre e assistere ad eventi ad ingresso libero, per renderli accessibili a tutti. Direi sia un’opportunità davvero interessante da cogliere“.

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Milano Art Gallery: dal Corriere alla Repubblica acclamata mostra su Pasolini, soddisfazione per la curatrice Elena Gollini

La “Milano Art Gallery” storica galleria milanese sita in via Alessi 11 a due passi dal Duomo, ospita una ricca esposizione di immagini fotografiche inedite dedicata a Pier Paolo Pasolini, realizzate dal maestro Roberto Villa durante le riprese del celebre film “Il fiore delle mille e una notte”. La mostra, che resterà aperta al pubblico con ingresso libero fino al 28 Gennaio, è organizzata dal manager Salvo Nugnes agente di illustri personalità della cultura e dello spettacolo, con la curatela della dottoressa Elena Gollini.

La dottoressa Gollini, commentando il grande successo dell’iniziativa dice “Hanno parlato di noi con grandi elogi importanti quotidiani, dal Corriere della Sera alla Repubblica, al Fatto Quotidiano. Sono compiaciuta degli ottimi consensi ricevuti, in virtù dei quali abbiamo anche deciso di prolungare la durata della mostra. È un appuntamento di forte interesse artistico e notevole risonanza culturale, un’opportunità preziosa di arricchimento e riflessione. La figura altisonante del maestro Pasolini viene rievocata attraverso questi scatti inediti di rara bellezza e intensa suggestione. Al fruitore viene offerta un’occasione imperdibile: ripercorrere simbolicamente l’itinerario della memoria, il viaggio virtuale compiuto durante il percorso di lavorazione di uno dei film più rappresentativi della poliedrica esperienza cinematografica di Pasolini giunta al culmine con questo capolavoro di elevato spessore, che chiude e completa una trilogia per lui molto significativa“.

Su Pasolini la curatrice afferma “Il contributo di Pasolini nei molteplici ambiti in cui si è cimentato è imponente, la sua inesauribile genialità creativa ci ha lasciato in eredità un patrimonio di valore inestimabile. Le sue opere sono e restano sempre attuali, oltre il tempo e fuori dal tempo“.

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