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Nastri trasportatori: funzioni, origine e campi di applicazione

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  • 23 Aprile 2012

I nastri trasportatori, usati in moltissimi ambiti diversi, sono tra i mezzi di movimentazione più diffusi e vantaggiosi.

Quando si parla di movimentazione di merci (ma anche di essere viventi), non si può non parlare dei nastri trasportatori, che da oltre un secolo rappresentano una delle soluzioni ottimali in questo settore. Realizzati da aziende specializzate anche nella realizzazione di particolari a disegno e utilizzati per movimentare diversi tipi di merci, i nastri trasportatori sono particolarmente diffusi e apprezzati per delle loro caratteristiche intrinseche che li rendono preferibili ad altri tipi di dispositivi. Tra i vantaggi più significativi dei nastri trasportatori spiccano il basso consumo di energia che richiedono, il costo di sorveglianza non altissimo e la possibilità di trasportare grandi portate.

Anche se la massiccia diffusione di questi dispositivi si ebbe nel 1913, quando Henry Ford introdusse nella sua azienda, la Ford Motor Company, i nastri trasportatori per un utilizzo su scala industriale, la loro comparsa risale ad un’epoca ancora più remota. Gli antenati dei nastri trasportatori erano diffusi infatti già nel XIX secolo, e la loro tecnica venne perfezionata nel 1901, quando la ditta svedese Sandvik introdusse dei nuovi modelli caratterizzati da componenti in acciaio.

Più di un secolo è dunque passato da quando i primi nastri trasportatori fecero la propria comparsa nelle aziende, e il fatto che dopo cento anni siano ancora tra i dispositivi più impiegati ci dà sicuramente la misura del loro successo. Ma qual è la tecnica che sta dietro al loro funzionamento? Innanzitutto il nastro, chiamato anche tappeto e realizzato solitamente in gomma, viene trainato da rulli o pignoni. La sua superficie interna è a contatto con il tamburo motore, che fa sì che il nastro possa muoversi e che si trova nella parte anteriore, mentre nella parte posteriore troviamo il cilindro di rinvio. Del dispositivo fanno parte anche altri accessori per nastri ed elementi fondamentali, quali i rulli portanti e di sostegno, che servono per mantenere la giusta tensione del nastro, delle sponde laterali che impediscono la fuoriuscita del materiale trasportato, e delle lamiere metalliche che stabilizzano il movimento e la posizione. Come detto, il motore produce il movimento, che viene trasmesso al nastro tramite una catena di trasmissione, una cinghia o degli ingranaggi.

La logica dei nastri trasportatori si adatta a molti tipi di merci diverse, e non è un caso che questi dispositivi vengano impiegati in vari ambiti. La prima cosa che la maggior parte delle persone pensa, quando si parla di questo dispositivo, è probabilmente il trasportatore a nastro degli aeroporti, su cui vengono trasportate le valigie e i bagagli in arrivo, o i marciapiedi e le scale mobili, che sfruttano la stessa logica, ma i nastri trasportatori sono impiegati in molti altri settori; a seconda del settore in cui vengono impiegati e del tipo di materiale che devono trasportare, i nastri trasportatori possono presentare delle caratteristiche specifiche, o essere realizzati con materiali diversi. Nel settore alimentare, per esempio, si prediligono solitamente dei nastri in PVC che siano conformi alle norme igieniche, mentre i nastri usati nelle cave devono essere particolarmente resistenti all’attrito, al taglio e all’abrasione.

In ogni caso, qualsiasi sia il campo di applicazione, i nastri trasportatori rimangono dei dispositivi di origine antica ma sempre attuali.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – motori di ricerca stranieri

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Una sempre maggiore internazionalizzazione nel futuro di Ipack-Ima

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  • 17 Aprile 2012

La fiera Ipack-Ima, conclusasi il mese scorso, ha registrato un ottimo successo in termini di visitatori e di risultati raggiunti.

A qualche settimana dalla conclusione di Ipack-Ima (la fiera si è svolta tra il 28 febbraio e il 3 marzo 2012), è tempo di valutare i dati e di trarre le conclusioni sui risultati raggiunti.

La mostra triennale di macchine, tecnologie e materiali per il processo, il confezionamento, il packaging e la logistica ha ottenuto dei buonissimi risultati anche quest’anno e si è confermata come evento di riferimento del settore in Europa. A dare la misura del successo dell’evento, i dati relativi ai visitatori italiani e soprattutto stranieri. In particolare, la ventiduesima edizione di Ipack-Ima ha registrato il 60% di visitatori europei interessati ai nastri in PVC e agli altri prodotti presenti alla fiera, e un considerevole aumento di buyer altamente profilati, dall’elevato potere d’acquisto e provenienti dai paesi emergenti.

Uno dei risultati più importanti, sui quali va sicuramente posto l’accento, è dato dall’abbondante flusso di visitatori stranieri: sui 54.000 visitatori totali, il 25% proveniva infatti dall’estero, e i continenti più rappresentati sono stati l’Asia, l’Africa e le Americhe. Le numerose presenze estere sono andate oltre le più rosee aspettative anche degli espositori presenti, che hanno potuto quindi godere di un palcoscenico ancora più vasto e internazionale del previsto. Anche Guido Corbella, amministratore delegato di Ipack-Ima Spa, ha voluto sottolineare questo dato significativo, e ha posto l’accento sull’importanza che la fiera ha assunto per gli espositori in termini di investimenti e possibilità di avviare delle interessanti trattative.

La vocazione sempre più internazionale dell’evento è evidente anche dall’accordo stipulato con Expo 2015 Spa: il tema portante dell’esposizione universale “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” sarà infatti promosso, nell’ambito di diverse fiere internazionali, proprio da Ipack-Ima. Un legame stretto quello che legherà, nel 2015, l’esposizione universale ad Ipack-Ima, e non a caso la prossima edizione della fiera, che si svolgerà fra tre anni, si terrà nel mese di maggio, quindi più tardi rispetto al consueto, proprio per far sì che si svolga in contemporanea con l’Expo, importantissimo evento per cui sono attesi milioni di persone a Milano. Da qui al 2015 l’organizzazione di Ipack-Ima lavorerà a pieno regime, dato che, come sottolineato da Corbella, l’evento non è solo un’occasione per le aziende per esporre i propri prodotti e servizi (dai nastri trasportatori ai sistemi di giunzione) in una manciata di giorni, ma è la sintesi di un percorso che dura tre anni, nell’arco di tempo che intercorre tra un’edizione e l’altra.

Altro importante punto messo a segno da Ipack-Ima, in ottica internazionale, riguarda l’accordo raggiunto con l’Orgnizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO) ed East African Community per mettere in piedi, nel 2014, la prima fiera del packaging e del processo agroalimentare nell’Africa dell’Est. Un evento importantissimo e necessario, se si considera che ad oggi l’Africa è il continente con le maggiori potenzialità di sviluppo in campo agricolo, data la sua posizione di spicco nella produzione agroalimentare, cui si aggiungono un’altissima percentuale di terreni non ancora coltivati e il basso inquinamento. Per massimizzare le potenzialità del continente africano è però necessaria un’interazione con il management e le tecnologie occidentali (dalle lastre per alimenti ai trasportatori a rulli), e il merito di Ipack-Ima è anche quello di aver saputo intercettare questa esigenza.

Calato il sipario su Ipack-Ima 2012, le prospettive per le edizioni future sono quindi beneauguranti.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – indicizzazione motori ricerca

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Tutti gli ultimi prodotti di Pr Rubino

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  • 16 Febbraio 2012

Presentati sul sito internet di Pr Rubino gli ultimi prodotti offerti dall’azienda.
Pr Rubino, azienda di Anzola dell’Emilia (Bologna) specializzata nella lavorazione dei nastri per trasportatori, offre un catalogo prodotti sempre ampio e aggiornato. Visitando il sito internet è possibile conoscere tutte le novità riguardanti i prodotti dell’azienda.

In primo piano, in questo periodo, ci sono vari prodotti, tra i quali Easyopen, le giunzioni in nylon per piccoli diametri che trovano ampie applicazioni soprattutto nel settore alimentare e in quello farmaceutico. Questo tipo di giunzione è conforme alle normative FDA ed è quindi adatto per trasportare materiale di tipo alimentare sia imballato che sfuso.

Pr Rubino ha inoltre ampliato il suo catalogo prodotti con Bleterfood, i nastri alimentari antibatterici caratterizzati da un trattamento particolare chiamato “heavy back coating”. Si tratta di un’impregnazione pesante di poliuretano fatta allo scopo di isolare le tele dalla proliferazione dei batteri. Tali nastri sono conformi alle normative NSF e HACCP e sono particolarmente adatti al settore farmaceutico e alimentare.

Sempre restando nel settore alimentare, non si possono non citare le lastre eterdect poliuretano rilevabile da metal detector. Nella produzione di prodotti alimentari vengono utilizzate delle lastre, e se da queste lastre si distacca del materiale, nel caso in cui vengano utilizzate delle lastre eterdect questo materiale disperso è rilevabile da metal detector fino a frammenti piccolissimi.

Tra gli ultimi prodotti presentati da PR Rubino vengono annoverate anche Easywhale, le guide antisbandamento per piccoli diametri che permettono di tenere in guida i nastri per trasportatori anche al di sotto dei 30 mm di diametro. Queste guide sono particolarmente utili nel mercato delle macchine automatiche.

Concludiamo la carrellata degli ultimi prodotti presentati da Pr Rubino con Sharkdrive, le guide per trasporti sincronizzati che permettono di sincronizzare i trasporti oltre la larghezza di 150 mm della cinghia dentata.

Sul sito internet di Pr Rubino si possono trovare maggiori informazioni su questi e sugli altri prodotti offerti dall’azienda.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – notizie internet

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