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Mutui: dagli under 30 solo il 10% di domande e il 6,5% delle erogazioni

Lasciare i sogni nel cassetto sembra, per i giovani italiani, un obbligo a cui è impossibile sottrarsi. Anche quando parliamo di comprare casa. I portali Mutui.it e Facile.it (http://www.facile.it/mutui.html) hanno analizzato tanto le richieste di finanziamento casa compilate, quanto le erogazioni ottenute dagli italiani nei sei mesi da marzo ad agosto 2015, scoprendo che la percentuale di cittadini di età inferiore a 30 anni che hanno richiesto un mutuo si è ridotta drasticamente, passando dal 17% al 9,7% in poco più di un anno. Se addirittura nelle rilevazioni del 2012 quasi un preventivo su 4 arrivava da under 30 – a dimostrazione di come, pure in periodi difficili, la voglia di comprare casa, facendo progetti di vita “adulta”, restava alta – adesso la precarietà diffusa e le difficoltà economiche sembrano aver persino tolto la voglia di provarci.

Questo generale scoraggiamento mostrato da parte dei più giovani appare in controtendenza rispetto ad alcuni dati positivi che emergono dallo studio dei due portali. Analizzando infatti le erogazioni di finanziamento registrate nello stesso lasso di tempo, i mutui ottenuti dai più giovani hanno raccolto una percentuale più elevata che in passato: siamo al 6,5% del totale, contro il 5% registrato in maniera stabile negli scorsi anni.

Il mutuo in cifre: la domanda

Passando in esame il campione di circa diecimila domande di mutuo, si nota come la richiesta tipo fatta dai giovani aspiranti mutuatari sia finalizzata in larghissima parte all’acquisto della prima casa: è l’obiettivo del 74% del campione. Se, infatti, isoliamo solo le domande di mutuo prima casa, quelle degli under 30 rappresentano il 17,5% del totale.

In termini di importo si punta ad ottenere cifre molto vicine alla media dei finanziamenti richiesti in Italia (114.000 euro), con cui coprire il 67% del valore dell’immobile da acquistare. Il tasso preferito è quello fisso (56%) – segno di una buona consapevolezza delle interessanti opportunità presenti sul mercato – mentre il tasso variabile, pur ai minimi storici, raccoglie solo il 36% delle domande.

Guardando le differenze che emergono a livello regionale, le regioni più attive sul fronte “mutui giovani” sono quelle in cui sognare casa è un po’ più semplice: prezzi medi degli immobili più bassi oppure maggiori opportunità di ottenere un lavoro stabile spingono gli under 30 di Veneto, Emilia Romagna e Sicilia a provare a comprar casa con più convinzione dei loro coetanei che vivono nelle altre regioni italiane. Di contro, i più restii a fare domanda si trovano in Sardegna e Lazio. Le regioni da cui provengono le domande più ingenti sono: Lazio (133.000 euro), Trentino Alto Adige (130.000 euro), Toscana (125.000 euro) e Lombardia (119.000 euro).

Il mutuo in cifre: le erogazioni

Questo il quadro della domanda, ma cosa succede in fase di erogazione? Quando si sottoscrive, il mutuo si fa più piccolo: diminuisce sia l’importo erogato (si scende a 107.000 euro), sia il loan to value (63%), dati che rivelano come gli immobili acquistati siano di valore medio-basso. Si conferma la predilezione per il tasso fisso, scelto dal 61% dei mutuatari; significativo, infine, che ben il 29% dei finanziamenti erogati sia una surroga.

«Visti i tassi ben più vantaggiosi di quelli offerti ai mutuatari anche solo qualche anno fa – dichiara Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it è evidente l’interesse dei più giovani a vagliare e quindi scegliere opportunità migliori; segno, questo, di una generale maturità finanziaria di una buona fetta dei sottoscrittori più giovani. Il peso delle richieste da parte degli under 30, calato fortemente rispetto al passato, tuttavia, è sintomo di una generale demotivazione di questa fascia, che pure, al momento, è vista dal mercato come clientela interessante, a cui riservare offerte particolarmente convenienti.»

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La rete agenti di Findomestic compie 5 anni e supera quota 100 punti vendita

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  • 28 Febbraio 2012

Più di 100 punti vendita (104) e 65 agenti. Sono questi i numeri raggiunti dalla rete agenti di Findomestic Banca spa, che in questi giorni festeggia i suoi primi 5 anni. Aggiungendo la rete delle filiali storiche di Findomestic, società primaria nel credito al consumo, parte del gruppo BNP Paribas, il territorio nazionale risulta essere coperto complessivamente da 170 sportelli.

La rete agenti, guidata dal responsabile Marcello Ciulla, è formata da imprenditori monomandatari, dotati di negozi fronte strada con insegna Findomestic. Nata agli inizi del 2007, la rete ha generato nell’arco di 5 anni volumi rilevanti nell’erogazione di Prestiti Personali, Cessione del Quinto, Finanziamenti presso i negozi, Leasing Auto e Carte di Credito.

La gamma di prodotti si sta ulteriormente arricchendo grazie alle sinergie con le società del gruppo BNP Paribas, che consente agli agenti di poter stipulare i mutui di BNL, ed erogare prodotti assicurativi di Cardif e in futuro di sviluppare noleggi auto a lungo termine in sinergia con Arval oltre ad aprire conti correnti in collaborazione con BNL.

Le prospettive di crescita della rete agenti Findomestic, prevedono anche per il 2012 un ulteriore sviluppo sul territorio in complementarietà con le filiali per far crescere la capillarità e la prossimità del marchio Findomestic ai clienti di tutto il territorio italiano.

Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

http://www.adhoccommunication.it;    www.findomestic.it

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Osservatorio Findomestic di febbraio 2012: la fiducia del Paese torna ai minimi storici

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  • 13 Febbraio 2012

L’Osservatorio Findomestic, società attiva nel settore dei prestiti, segnala che la fiducia del Paese nei confronti della situazione economica, politica e sociale torna ai minimi storici. Il dato rilevato in gennaio è pari a 3,5 punti, su una scala che va da 1 a 10 e che ha in 7 la soglia positiva minima.

Il 70% degli intervistati si dichiara insoddisfatto della situazione generale. In particolare, a preoccupare più di tutto le famiglie italiane è il dato pesantissimo sulla disoccupazione giovanile, che tocca quota 31%. I più sfiduciati sono gli abitanti del Nord-Est. Sud e Isole e Centro, invece, riportano un sentiment meno negativo, anche se ben inferiore ai 4 punti.

E l’approccio non cambia di fronte al tema che più di tutti in queste settimane ha tenuto banco: l’evasione fiscale. Nonostante l’attenzione dell’opinione pubblica sia ai massimi livelli e nonostante tre italiani su quattro abbiano la consapevolezza che si tratta di un problema molto grave della nostra economia. Infatti, il 21% degli intervistati dichiara di non richiedere mai lo scontrino quando l’esercente non lo fornisce (con un dato che nella fascia compresa tra i 18 e i 34 anni tocca il 26%, e che nel Nordest e al Centro Italia raggiunge il 25%). E il 30% afferma che, negli ultimi 12 mesi, quando si è rivolto ad un professionista, non si è visto rilasciare la fattura (con un picco del 41% al Sud e nelle Isole).

Può essere dettato da tutte queste ragioni l’aumento della propensione al risparmio a 12 mesi. Il 10% degli intervistati si è detto pronto ad incrementare il denaro che vuole mettere da parte. A dicembre questo dato era inferiore di 3 punti percentuali.

In termini generali, i problemi occupazionali e la caduta del potere d’acquisto delle famiglie evidenziano che in Italia c’è anche un rilevante problema di domanda interna, senza la soluzione del quale è difficile ipotizzare una ripresa in tempi brevi.

Previsioni di acquisto a tre mesi

Da gennaio 2012 l’Osservatorio Findomestic è realizzato con la collaborazione di IPSOS.

Si suggerisce di tenere conto, nella lettura dei trend di questo mese, dell’allargamento della fascia di età del campione (da 25-54 a 18-64 anni) e di un nuovo metodo di rilevazione (da telefonico a web) che influiscono sulla confrontabilità con i mesi precedenti.

Elettrodomestici: aumentano sia per i bruni che per i bianchi e i piccoli. E cresce anche l’importo medio.

Salgono al 19% quanti si dicono pronti, nei prossimi tre mesi, a comperare un piccolo elettrodomestico. E arrivano rispettivamente al 9 e al 10% del totale del campione coloro che si preparano ad acquistare un elettrodomestico bruno ed uno bianco. A dicembre, questi dati erano inferiori in media di un buon 20%. In termini di spesa media prevista, per i bruni la cifra di riferimento è di 730 €; 654 € e 175 €, invece, per i bianchi e per i piccoli. Non si tratta dei dati più elevati degli ultimi 12 mesi, l’inversione di tendenza rispetto a dicembre è netta.

Elettronica di consumo: propensione all’acquisto in crescita per tv, telefonini e articoli informatici.

Il 13% degli Italiani si dicono pronti, di qui a tre mesi, ad acquistare un prodotto elettronico, come una tv, un pc o uno smartphone. A dicembre, la quota di quanti si dichiaravano propensi ad un acquisto di questo genere era inferiore al 10%. Cresce pure la spesa media prevista. Per un computer si è passati dai 372 € medi preventivati alla fine del 2011 agli attuali 560.

Auto e moto: lieve miglioramento per il comparto, anche se le rilevazioni restano ai minimi.

Dopo aver toccato i livelli più bassi di sempre alla fine dello scorso anno, la propensione all’acquisto di auto e moto in gennaio sono risalite, seppure mantenendosi su riscontri molto bassi. Rispettivamente, ogni 100 consumatori, mediamente non più di 3, di 2 e di 1,5, si dicono interessati a comprare un’auto nuova, anche ricorrendo ad un prestito auto, una usata o una moto\scooter.

Casa e arredamento: risalgono le previsioni per l’acquisto di mobili e complementi d’arredo. Ma il mercato immobiliare resta stabile

Tra dicembre e gennaio passano dal 2,5 a più del 10% coloro i quali si dicono pronti, nel giro di tre mesi, a comprare mobili e complementi d’arredo. Le previsioni di acquisto di abitazioni nuove risalgono anch’esse, seppure non più del 5% degli Italiani si dicano intenzionati a fare un investimento del genere, con un effetto negativo sulla domanda di mutui casa.

Tempo libero: cresce la voglia di vacanze. E aumentano anche gli acquisti di abbigliamento sportivo.

Risale oltre 20%, dopo la flessione dell’ultimo trimestre 2011, la quota di quanti sono pronti, nei prossimi tre mesi, a partire per una vacanza. Segno più anche per il numero di quanti si preparano a comprare abbigliamento od attrezzature sportive e prodotti per il fai-da-te.
Il presente comunicato, i precedenti e la versione integrale dell’Osservatorio sono disponibili sul sito

www.findomestic.it oppure sul sito www.ahca.it

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Osservatorio Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Lombardia nel 2011

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  • 1 Febbraio 2012

Sono questi i principali risultati della diciottesima edizione dell’Osservatorio Findomestic Banca, società leader nei prestiti e finanziamenti, sul consumo di beni durevoli in Lombardia, presentato oggi a Milano, allo Spazio Chiossetto.

Nel 2011 la spesa complessiva per l’acquisto di beni durevoli è stata pari a 11.535 milioni di € (-6,0% rispetto ai 12.133 milioni del 2010). La contrazione risulta superiore a quella media nazionale, che si è arrestata al -6,1% nonostante la possibilità di ricorrere al credito al consumo.

I settori di spesa

Auto e moto: il comparto ha fatto segnare risultati migliori rispetto alla media nazionale. La spesa per l’acquisto di vetture nuove è stata di 3.698 milioni di €, in calo di 11,1 punti percentuali sull’anno precedente (mentre a livello nazionale la flessione è stata di 13,7 punti). I volumi delle vendite di auto usate sono cresciuti di 4,2 punti (dai 2.659 milioni di € del 2010 si è passati a 2.772 milioni nel 2011), mentre le moto hanno subito un calo del 4,1%, per una spesa complessiva di 358 milioni.

Mobili: il settore ha chiuso l’anno con vendite totali per 3.059 milioni di €, in flessione dello 0,8% sull’anno precedente. Anche in questo caso, la flessione riscontrata a livello nazionale è maggiore: -1,3%.

Elettrodomestici:  per ciò che concerne gli elettrodomestici bianchi, le vendite registrate nel 2011 sono state pari a 668 milioni (-5,1% rispetto al 2011). Sul fronte degli elettrodomestici bruni, invece, la spesa regionale totale è stata di 708 milioni (-28,4%). In quest’ultimo caso, quella riscontrata è stata una flessione ben più marcata di quella media nazionale, che si è arrestata a -15,1 punti percentuali.

Prodotti informatici: nel 2011 la spesa delle famiglie lombarde per questo settore è stata di 272 milioni, in calo dell’8,4% sul 2010. Si tratta di un arretramento del volume di vendita in linea con quello riportato dalla media nazionale (-8,2%).

Le province

Il reddito pro capite lombardo si è attestato ad un valore medio di 20.463 €, in crescita del 2% sull’anno precedente. Un dato, quest’ultimo, identico all’incremento registrato a livello nazionale. Tra le diverse province si riscontra una differenza anche molto marcata dei diversi redditi pro capite. Infatti, si va dai 26.202 € di Milano ai 14.614 di Lodi, passando per i 16.788 € di Varese, che si colloca in posizione mediana. Al secondo posto, tra le province, c’è Sondrio (con 19.062 €), mentre al terzo si trova Cremona (17.700 €), esattamente come avveniva nel 2011.

Le vendite di autoveicoli nuovi hanno fatto segnare una flessione di 11,1 punti percentuali sull’anno precedente, attestandosi ad un valore totale di 3.698 milioni di €. Milano, dove sono stati conclusi acquisiti per complessivi 1.438 milioni, ha fatto segnare la seconda maggiore flessione di vendite fra tutte le province lombarde (-13,0%), mentre Como, dove sono stati spesi 246 milioni di € per l’acquisto di auto nuove, ha riportato la contrazione più contenuta: -6,9%. Seguono Varese, con -8,0% (a 355 milioni), Lecco, con -8,2% (a 131 milioni), e Lodi, con -8,4% (a 94 milioni). Sul fronte delle auto usate, i volumi totali tra 2010 e 2011 sono aumentati dello 4,2%, salendo a 2.772 milioni €. Più di un terzo degli acquisti totali sono stati espressi da Milano (con 1138 milioni di €). Seguono Brescia (con 368 milioni), Bergamo (270 milioni), Varese (260 milioni) e Pavia (161 milioni). Per ciò che riguarda il mercato delle moto, la flessione delle vendite è risultata essere di fatto la metà di quella media nazionale (-7,8% contro -15,8%), per un totale di 358 milioni. Da segnalare che nelle province di Varese e Cremona i volumi di acquisti sono aumentati, rispettivamente del 2,2 e dello 0,7%.

Per il segmento dei mobili, le vendite totali nel 2011 sono state pari a 3.059 milioni di €. Milano ha guidato gli acquisti con 1.242 milioni di €. Brescia e Bergamo seguono, ben distanziate, rispettivamente con 379 (-0,7%) e 325 milioni (-1,0%). Como e Lecco, rispettivamente con 193 e 108 milioni di €, sono le uniche due province che fanno segnare un incremento dei volumi (la prima di 0,6 punti, la seconda di 0,1).

Per ciò che concerne gli elettrodomestici bianchi e piccoli, Milano ha espresso 271 dei 668 milioni di acquisti totali della regione. Nel capoluogo regionale la flessione delle vendite è stata del 5,1%, in linea con quella media regionale. La contrazione minore si è registrata a Como: -3,8% (a 41 milioni). Flessioni inferiori a quella media regionale sono anche quelle registrate a Lodi (-4,0%, a 15 milioni), Lecco (-4,6%, a 23 milioni), Bergamo (-4,7%, a 73 milioni), Varese (-5,0%, a 60 milioni). Quanto agli elettrodomestici bruni, tutte le province della Lombardia hanno riportato flessioni ben superiori a quella media nazionale, che è stata del 15,1%. Lodi, la provincia dove il calo del volume di vendite è stato minore, ha fatto segnare -26,4% (a 16 milioni), mentre Milano ha perso 28,8 punti, con le vendite che sono scese a 286 milioni, contro i 402 del 2010. Brescia è passata da 125 a 92 milioni, Bergamo da 107 a 76, e Varese da 89 a 64.

Il comparto informatica vede Milano riportare più del 40% del totale dei consumi della regione, con 110 milioni di € (-8,5% sull’anno precedente), pur esprimendo una spesa media per famiglia tra le più basse, pari a 60 €, superiore solo a quella di Pavia (58 €). Seguono, nell’ordine dei volumi di acquisti, Brescia, Bergamo e Varese, rispettivamente con 34, 30 e 24 milioni. All’estremo opposto della classifica, invece, si situano Sondrio, Lodi e Lecco, con 5, 6 e 9 milioni.

Tendenze nazionali che si riscontrano anche nell’Italia Nord – occidentale

Gli intervistati vivono uno stato d’animo di sfiducia e incertezza, dominato dalla sensazione di impossibilità alla programmazione. Molti si sentono infatti impotenti e “paralizzati” e, sollecitati a immaginare il futuro, mostrano di avere più “speranza” che “voglia di lottare”.

Nel Nord ovest, l’80% degli intervistati dall’indagine Findomestic – Ipsos ha la percezione che la situazione economica generale si sia aggravata rispetto al 2010. Il dato è migliore di 3 punti rispetto a quello medio nazionale.

Per quanto riguarda la propria situazione economica personale, nell’Italia Nord-occidentale la percezione di un peggioramento è meno elevata rispetto alla media – Paese: 60%, contro il 64% della media italiana. In materia di risparmio, il Nord ovest si mantiene sopra la media italiana, con il 46% della popolazione che negli ultimi 12 mesi ha dichiarato di essere riuscita a preservare una parte del proprio reddito (il dato italiano è inferiore di oltre 10 punti, e si ferma al 35%), mentre il 29% (contro il 26% del dato – Paese) si dice in grado di accantonare ulteriori risorse nel 2012. Di fronte alla crescente disoccupazione, alla riduzione del potere d’acquisto e ad un clima sociale d’incertezza, la maggioranza ha modificato il proprio stile di vita rispetto al passato.

Un consumatore su quattro delle regioni nord occidentali ha dichiarato di non aver ridotto le proprie spese nel corso del 2011, a fronte di un 64% che invece ha affermato di averlo fatto (a livello nazionale, il dato è rispettivamente del 21 e del 67%). Per quanto concerne il 2012, sostanzialmente in linea con quanto emerge dalla media nazionale (47%), il 46% afferma che ridurrà le proprie spese. Sollecitati circa un’eventuale uscita dalla crisi, ben il 46% di quanti hanno risposto ritiene che la situazione comunque non tornerà quella di prima: gli intervistati modificheranno il proprio modus vivendi, evitando gli sprechi e ponderando maggiormente le spese. Il 40% degli intervistati, invece, dichiara di mantenere la speranza di superare la crisi ed afferma che in futuro si tornerà a fare acquisti come prima. La ricerca evidenzia come i più abbienti continuino ad acquistare prodotti di fascia alta, riducendo eventualmente la frequenza e la quantità degli acquisti, mentre i meno abbienti, oltre ad acquistare meno e meno spesso, sono costretti a ripiegare su prodotti di fascia più bassa.
Il presente comunicato, i precedenti e la versione integrale dell’Osservatorio sono disponibili sul sito

www.findomestic.it oppure sul sito www.ahca.it

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Osservatorio Findomestic di gennaio 2012: inversione di tendenza in positivo anche a dicembre

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  • 10 Gennaio 2012

Primo appuntamento dell’anno con l’Osservatorio mensile di Findomestic, banca che offre servizi come prestiti e carte di credito.

Il valore positivo del grado di fiducia degli Italiani, che aveva fatto seguito all’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Monti, registra una conferma anche a dicembre; rimane comunque su valori bassi. La quota rilevata dall’Osservatorio mensile Findomestic, più nel dettaglio, passa da 3,54 a 3,64 punti, lungo una scala che va da 0 a 10 e che ha in 7 la sua soglia positiva. A trainare questo recupero è la fascia di popolazione più istruita, che fa segnare un valore di riferimento di 4,42 punti. A livello territoriale il quadro non è molto omogeneo. Infatti, a fronte di un incremento del Centro (che presenta il grado di soddisfazione più elevato), a Nord-Est si registra un calo.

La propensione al risparmio fa segnare il terzo dato meno elevato dell’anno, con non più del 6,6% degli intervistati che si dice in grado di aumentare la quota di risorse accantonate di qui ai prossimi 12 mesi (il mese scorso il dato era pari al 10,7%, il più alto riportato nel corso del 2011). Infine, in merito alla situazione italiana, la previsione a 12 mesi continua a mantenersi vicina alla soglia di stabilità, seppure in leggero calo sul mese precedente.

Previsioni di acquisto a tre mesi

Elettrodomestici: stabili i piccoli, calano i bianchi; segno meno anche per quelli bruni

A dicembre 12,4 Italiani su 100 hanno ipotizzato di acquistare nei prossimi 90 giorni un piccolo elettrodomestico: un dato in linea sostanzialmente con il 12,1% rilevato lo scorso mese. Perdono terreno, e non poco, le previsioni di acquisto per gli elettrodomestici bianchi: 3,8 consumatori contro gli 8,1 che si dicevano intenzionati a fare un acquisto nei prossimi tre mesi registrati a novembre. Calo anche sul versante degli elettrodomestici bruni (TV video e Hi-Fi). I consumatori intenzionati ad acquistarne uno di qui al prossimo marzo passano da 6,4 su 100 a 4,5.

Elettronica di consumo: scendono le previsioni per PC e accessori; calo più contenuto nella telefonia

Tra novembre e dicembre passano da 11,8 a 7,2 i consumatori che, ogni 100, prevedono di acquistare un personal computer o altro materiale informatico nei prossimi tre mesi. Scendono a quota 6, ogni 100, quanti sono intenzionati ad acquistare prodotti di telefonia, contro i 7,8 di novembre. Per i primi le previsioni massime di spesa sono di 372,00 euro; per i secondi, si attestano a 204,00 euro.

Auto e moto: scendono le previsioni di acquisto di auto sia nuove sia usate

Tornano a scendere le previsioni di acquisto per le auto, usate e nuove, dopo l’incremento del mese scorso. Secondo la rilevazione, non più di un consumatore ogni 100 conta di acquistare una vettura nuova nei prossimi 90 giorni (erano 2,9 un mese fa), per un importo massimo di spesa di 18.125,00 euro; per quanto riguarda l’usato, sono 2,6 i consumatori che – sempre ogni 100 – si dicono sicuri di comperare un auto entro il prossimo mese di marzo. Inferiore all’1%, invece, la quota di quanti sono interessati ad un mezzo a due ruote.

Casa e arredamento: in calo le previsioni di acquisto di case, mobili e complementi d’arredo

Non più di 1,1 consumatori ogni 100 si dicono interessati a comprare casa nei prossimi tre mesi, nonostante le opportunità offerte per i mutui casa. Trenta giorni fa erano 3,5 ogni 100. Crollano anche coloro che intendono acquistare mobili e complementi d’arredo, dagli 8,9 di novembre ai 2,7 dell’ultimo mese dell’anno. È il dato peggiore non solo dell’anno ma degli ultimi tre. La spesa massima ipotizzata per il comparto mobili è di 3.173,00 euro; erano 5.138,00 una mese fa (dato l’esiguo campione degli intenzionati il dato non è affidabile).

Tempo libero: diminuisce l’intenzione di acquistare viaggi e vacanze e lo stesso vale per l’attrezzatura e abbigliamento sportivo e per il fai da te

Il trend negativo del settore di ottobre e novembre si conferma anche a dicembre. Scendono al 14,9% gli italiani che si dicono pronti ad acquistare un pacchetto-vacanza nei prossimi tre mesi (erano il 18,7% un mese fa). Scendono di circa un punto e mezzo (dal 20,4 al 19,0) quanti, invece, sono propensi a comperare attrezzature ed abbigliamento sportivi.

Scendono da 10,8 a 8,2 su 100, anche coloro che si dichiarano interessati all’acquisto di attrezzature per il fai da te.
Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

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Mutui Casa: il giusto metodo per una scelta importante

Acquistare la propria abitazione è forse uno dei passi più rilevanti della propria vita e farlo con lucidità e oculatezza è fondamentale nella programmazione di budget di un nucleo familiare. Capire e conoscere  non solo il mercato mobiliare ma soprattutto il sistema bancario e l’istituto a cui ci si rivolge per ottenere mutui casa è il primo passo per godere della gioia della propria casa senza doversi sobbarcare le preoccupazioni connesse alle potenziali difficoltà a cui si può andare incontro poiché non si tiene conto delle insidie e dei tranelli di forme di finanziamento non esattamente vantaggiose. E’ per questo che la scelta di affidarsi ad un istituto di credito serio ed affidabile permette di oltrepassare poi una difficile fase nel momento subito successivo al fatidico acquisto. Ci sono alcune semplici elementi da tenere a mente nella decisione di accendere un mutuo casa. La parola trasparenza è la prima nozione da considerare . Soprattutto sapere che il tasso d’interesse non possa salire e superare un certo limite, conoscere in anticipo l’importo massimo che ogni singola rata possa raggiungere sono sole alcune delle semplici regole nel prendere un mutuo casa. L’idea poi guida nei primi passi nel rivolgersi ad un istituto di credito è quella di scegliere un mutuo con un tasso d’interesse che non oscilli in  modo da non essere influenzati dai possibili cicli negativi dei mercati. Inoltre il buonsenso deve guidare il cittadino nel non fare passi più lunghi delle proprie gambe, per così dire, e intraprendere così un mutuo con un tasso di interesse che non sia possibile poi sostenere.

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Osservatorio Findomestic annuale del 2011

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  • 6 Dicembre 2011

Questi sono i principali risultati della diciottesima edizione dell’Osservatorio annuale di Findomestic Banca, società leader nei prestiti e finanziamenti, presentato oggi a Milano presso lo STARHOTELS ROSA GRAND  di Piazza Fontana.

Secondo lo studio, condotto congiuntamente con Ipsos, gli italiani vivono uno stato d’animo di sfiducia e incertezza, dominato dalla sensazione di impossibilità alla programmazione. Molti si sentono infatti impotenti e “paralizzati” e, sollecitati a immaginare il futuro, mostrano di avere più “speranza” che “voglia di lottare”.

Il 53% degli italiani tra i 24 e i 59 anni è pessimista circa la situazione economica personale: il 31% prevede peggioramenti nei prossimi 3 anni e il 22% ha rilevato peggioramenti negli ultimi 12 mesi e ritiene che la situazione non cambierà nel futuro prossimo. Questo stato di cose influenza le aspettative e i desideri degli intervistati: ben il 78% si augura una vita tranquilla, senza serie preoccupazioni.

Solo il 37% degli intervistati tra i 24 e i 59 anni è riuscito a risparmiare parte del reddito negli ultimi 12 mesi; la situazione peggiora tra i 45-59enni, poiché in questa fascia di età solo il 27% ha risparmiato, a conferma del fatto che la situazione critica dei giovani si ripercuote sulle abitudini della generazione precedente. Sono infatti i genitori i principali finanziatori dei figli.

Di fronte alla crescente disoccupazione, alla riduzione del potere d’acquisto e a un clima sociale d’incertezza, la maggioranza ha modificato il proprio stile di vita rispetto al passato.

Considerando sia gli ultimi 12 mesi, sia il prossimo anno, si rileva che ben il 76% degli intervistati ha contratto o contrarrà i consumi, mentre solo l’8% ha accresciuto o accrescerà gli acquisti. Sollecitati circa un’eventuale uscita dalla crisi, ben il 46% degli intervistati ritiene che la situazione comunque non tornerà quella di prima: gli italiani modificheranno il proprio modus vivendi, evitando gli sprechi e ponderando maggiormente le spese. Il 40% degli italiani, invece, dichiara di mantenere la speranza di superare la crisi ed afferma che in futuro torneremo a fare acquisti come facevamo prima. La ricerca evidenzia come i più abbienti continuino ad acquistare prodotti di fascia alta, riducendo eventualmente la frequenza e la quantità degli acquisti, mentre i meno abbienti, oltre ad acquistare meno e meno spesso, sono costretti a ripiegare su prodotti di fascia più bassa. Stando alle dichiarazioni degli italiani, i tagli e le rinunce sono ricaduti soprattutto all’interno delle voci “ristoranti e bar,  “tempo libero” e “abbigliamento”.

Gli italiani tra i 24 e i 59 anni hanno ridotto la netta maggioranza delle spese per le principali categorie merceologiche negli ultimi 12 mesi: molti acquisti sono stati rimandati nel tempo, ad altri si è rinunciato definitivamente; gli acquisti congelati – ossia quelli per i quali si è deciso di aspettare un momento più propizio per l’acquisto – sono relativi in primis alla sfera della tecnologia (tablet, e-book, robot domestici, hi fi) e della casa (immobili, anche tramite mutui).

Stimolati a immaginare uno scenario futuro ipotetico senza le banche, da molti additate come la causa scatenante la crisi, gli intervistati descrivono visioni catastrofiche con il  rischio di una perdita del sistema delle regole e di una proliferazione di usurai e della diminuzione delle vendite di beni costosi.

Riflettendo poi sul ruolo futuro del denaro, gli italiani si immaginano una progressiva perdita del suo valore. Di fronte al variare del prezzo di un bene a seconda del canale di vendita, di fronte all’inflazione e ai giochi della finanza con capitali che lievitano o si svalutano dal giorno alla notte, si fa largo l’opinione che non esista più un valore intrinseco, autonomo ed assoluto delle cose ma un valore condizionato, relativo e quindi inaffidabile. Si spiega così la perdita di realtà del denaro e la conseguente crescita di scambi di beni e servizi con il baratto per il quale il web gioca un ruolo fondamentale

I mercati

L’evoluzione del contesto economico osservata nel 2011 e le conseguenti difficoltà che le famiglie italiane si sono trovate ad affrontare continuano a penalizzare la spesa per veicoli. Gli acquisti calano in tutti i comparti e tiene solo il comparto dell’auto usata. Senza agevolazioni governative cresce la quota di auto diesel sul totale delle immatricolazioni, mentre frena la domanda di auto ad alimentazione alternativa. La quota del GPL è in forte caduta e cresce quella delle auto elettriche, unico segmento ad evidenziare volumi in aumento nel 2011.

Per quanto riguarda le cilindrate il segmento che si riduce maggiormente nel 2011 è quello tra i 1.300 e i 1.550 cc, lo stesso che ha beneficiato degli incentivi negli anni scorsi.

Se la domanda delle famiglie mostra una forte contrazione, il segmento business, che aveva registrato una netta flessione dei volumi nel 2009, continua a recuperare quanto perso con la crisi.

Anche il mercato dei motoveicoli evidenzia nel 2011 una nuova marcata flessione, sia in termini di fatturato che di vendite, posizionandosi su volumi sempre più modesti, quasi dimezzati rispetto agli anni che hanno preceduto la crisi. Pesano sull’andamento negativo del comparto l’assenza di incentivi, la contrazione dei redditi delle famiglie e la situazione problematica dei giovani, sempre più vittime della crescente disoccupazione. La flessione interessa sia i ciclomotori, che il comparto del targato. Il segmento degli scooter continua a contrarsi in maniera più significativa rispetto al totale delle moto, con riduzioni molto forti soprattutto tra i 126 e i 250 cc di cilindrata.

L’unico segmento che tiene nel 2011 è quello delle moto da “turismo” di alta cilindrata destinate ad un target di popolazione meno colpito dalla crisi dei redditi e dell’occupazione.

La crisi economica e il persistente clima di incertezza inducono le famiglie a rinviare l’acquisto di beni non strettamente necessari pur in presenza di prezzi calanti. A farne le spese sono tutti i comparti dei beni per la casa, compresi quelli sostenuti dall’innovazione tecnologica che avevano trainato le vendite negli anni passati.

Per il settore dei mobili si assiste ad una nuova caduta dei consumi nel 2011 dopo il recupero accennato l’anno scorso.

Anche per quanto riguarda gli elettrodomestici bianchi la domanda dei consumatori evidenzia una flessione consistente, nonostante la dinamica cedente dei prezzi che interessa il mercato nel 2011.

All’andamento negativo del mercato dei beni per la casa non fanno eccezione i piccoli elettrodomestici anche se con performance differenziate al proprio interno: al dinamismo dei piccoli elettrodomestici per la cucina fa da contraltare il calo nel comparto dei beni per cura della persona e per la pulizia per la casa.

Il comparto degli elettrodomestici bruni, registra, per la prima volta nell’ultimo decennio, una contrazione dei volumi e una marcata flessione del fatturato.  All’interno di questo panorama negativo, si salvano il segmento dei televisori LED e la nuova tecnologia 3D che, a distanza di poco più di un anno dalla sua introduzione sul mercato, costituisce già il 20% del fatturato Tv. Si confermano in trend negativo i prodotti audio.

Nel 2011, anche il settore della fotografia registra una flessione delle vendite e del fatturato.  Positivo ancora una volta l’andamento delle fotocamere Reflex a conferma di una tendenza dei consumatori ad acquistare prodotti tecnologicamente più avanzati e capaci di garantire una resa qualitativa maggiore. In calo invece le vendite delle macchine compatte che, ad oggi, costituiscono oltre il 60% del valore complessivo del mercato.

Unico segmento tra i beni durevoli per la casa a resistere alla congiuntura economica negativa, la telefonia evidenzia nel 2011 un andamento positivo sia in termini di volumi che di fatturato, soprattutto grazie  al segmento degli smartphone.

Continua invece il trend negativo delle vendite e del fatturato del mercato dell’informatica che, nonostante una sostanziale tenuta della spesa delle famiglie, risente ancora una volta della riduzione della domanda da parte delle aziende.

Le scelte dei consumatori premiano soprattutto i prodotti portabili come i “tablet computer” senza tuttavia cannibalizzare netbook e notebook, prodotti sempre più interessati dalle offerte promozionali della distribuzione.

L’Osservatorio si basa su dati e analisi che Findomestic effettua e raccoglie ogni anno sui consumi di beni  durevoli, forte del suo posizionamento nel settore del credito al consumo che la colloca tra i primi player in Italia nel fornire credito alle famiglie, tramite prestiti personali, con finanziamenti erogati nel 2010 per 4,3 miliardi di euro, 10,42 miliardi di impieghi  e un utile netto di 39,3 milioni di euro. Findomestic che ha 2,1 milioni di clienti attivi fa parte del Gruppo BNP Paribas, leader europeo nel settore dei servizi bancari e finanziari, prima banca per depositi nella Zona Euro e una delle 6 più solide del mondo secondo la valutazione di S&P’s. Il Gruppo è presente in oltre 80 paesi, con più di 200.000 collaboratori, di cui 160.000 in Europa.

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Osservatorio Findomestic di dicembre 2011: la fiducia degli italiani risale

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  • 29 Novembre 2011

I sommovimenti che hanno interessato la scena politica nazionale e l’arrivo di Mario Monti a Palazzo Chigi fanno risalire la fiducia degli italiani, dopo più di cinque mesi di progressivo, e apparentemente inarrestabile, calo. La quota rilevata dall’Osservatorio mensile Findomestic, società leader nel settore dei prestiti personali e dei mutui casa, resta comunque molto bassa: 3,54 punti, su una scala che va da 0 a 10 e che ha in 7 la soglia positiva. Tuttavia, dopo essere precipitata lo scorso mese a 3,42, la discesa libera pare essersi arrestata. Il vero cambio di passo però si riscontra nella fascia di popolazione a istruzione più elevata, che fa segnare 4,07 punti. A livello territoriale, invece, primeggia per ottimismo il Nord-Ovest, seguito dal Nord-Est, dal Centro, dal Sud e dalle Isole.

In tema di propensione al risparmio, per la prima volta dall’inizio dell’anno, risale oltre la soglia del 10% (10,7, per la precisione) l’incidenza di coloro i quali contano di incrementare i propri accantonamenti finanziari di qui a 12 mesi. A ottobre questo dato non andava oltre il 6,2% del campione. Infine, a riguardo della situazione italiana, la previsione a 12 mesi mai come a novembre si avvicina alla soglia di stabilità. Non accadeva dal settembre dello scorso anno, quando risultò leggermente superiore.

Previsioni di acquisto a tre mesi

Elettrodomestici: migliorano piccoli e bianchi; in leggero calo quelli bruni

A novembre 12,1 Italiani su 100 hanno ipotizzato di acquistare nei prossimi 90 giorni un piccolo elettrodomestico, contro i 9,7 rilevati lo scorso mese. Migliorano anche – e sensibilmente – le previsioni di acquisto dei bianchi: 8,1 consumatori contro i 4,2 del mese precedente. Va peggio sul versante degli elettrodomestici bruni (TV video e Hi-Fi). I consumatori intenzionati di qui al prossimo febbraio passano da 7 su 100 a 6,4 (sempre ogni 100).

Elettronica di consumo: crescono le previsioni per PC e accessori; stabili quelle della telefonia

Tra ottobre e novembre passano da 9.9 a 11,8 i consumatori che, ogni 100, prevedono di acquistare un personal computer o altro materiale informatico nei prossimi tre mesi. Restano stabili attorno a quota 8, ogni 100, quanti sono intenzionati ad acquistare prodotti di telefonia. Per i primi le previsioni massime di spesa sono di 603,00 euro (+ 25,00); per i secondi, si attestano a 140,00 euro (- 80,00).

Auto e moto: crescono le previsioni di acquisto di auto sia nuove sia usate. Nessuno, invece, prevede di comprare veicoli a due ruote.

Ripartono le previsioni di acquisto per le auto, usate e nuove. Le seconde, in particolare, fanno risalire a 2,9 il numero medio di consumatori ogni 100 che ipotizza di recarsi ad un concessionario. Per le auto usate l’incidenza dei possibili acquirenti è di 3,4 ogni 100, contro gli 1,3 del mese precedente. Le previsioni massime di spesa però si contraggono: per le auto nuove non si va oltre una media di 16.206,00 euro, in calo di oltre 6.600,00 euro sul mese precedente. Minimo storico per le intenzioni d’acquisto di moto e scooter che raggiungono il limite dello zero.

Casa e arredamento: in crescita le previsioni di acquisto di case, mobili e complementi d’arredo.

Migliorano, anche rispetto ad un anno fa, le previsioni di acquisto di abitazioni e mobili. Per questi ultimi, la previsione massima di spesa è di 5.138,00 euro (in crescita di quasi 500,00 euro sul mese precedente). Stando ai dati rilevati, sono 3,5 ogni cento i potenziali acquirenti (ad ottobre non andavano oltre quota 0.9). Sul fronte delle ristrutturazioni immobiliari, invece, il dato registrato è il più basso dall’inizio della rilevazione.

Tempo libero: diminuisce l’intenzione di acquistare viaggi, vacanze, attrezzatura e abbigliamento sportivo.

Dopo un mese di ripresa tornano a calare le previsioni di acquisto di pacchetti vacanza, con i potenziali acquirenti che passano da 19.9 (ogni 100) rilevati lo scorso ottobre, ai 18,7 di novembre. Un dato inferiore anche a quello fatto segnare un anno fa. La flessione della domanda ha prodotto una riduzione dei prezzi soprattutto nelle grandi città: Venezia (-44%), Roma (-31%), Firenze (-30%).
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Mutui casa: la flessibilità del finanziamento

I mutui casa, tra le loro varie caratteristiche, per essere “appetibili” dai possibili contraenti devono avere una caratteristica fondamentale: la flessibilità del finanziamento. Infatti nella scelta dei mutui casa più adatti, le formule di finanziamento variabili (che coprano fino all’80% del costo dell’immobile) sono sicuramente preferibili. Sempre in tema di flessibilità, i mutui casa devono avere anche una durata non fissa ma stabilita in relazione alle esigenze del contraente; al cliente deve esser data la possibilità di scegliere tra durata e importo, e tra il finanziamento a tasso fisso e quello a tasso variabile.

Ma al fine di valutare correttamente e scegliere i migliori mutui casa, ci sono anche altri aspetti da tenere in considerazione sempre e costantemente: del resto chiedere un mutuo è una scelta importante che va ponderata con estrema attenzione.

I migliori mutui casa seguono alla lettera il cosiddetto Codice di condotta europeo. Si tratta di un codice che assicura al cliente alcuni indubbi vantaggi mentre sta cercando la formula di finanziamento più adatta alle sue esigenze: il mutuo deve avere tassi chiari e l’ente finanziatore deve assicurare la massima trasparenza al momento della firma. E queste sono delle necessità di prim’ordine per chi decide di richiedere un prestito per comprare una casa o, in generale, un immobile.

Inoltre i mutui casa devono fornire sempre varie soluzioni: il cliente deve poter scegliere tra il tasso fisso e il tasso variabile per il pagamento delle rate del prestito, e anche la durata del finanziamento deve essere variabile. I muti casa devono essere comodi da pagare, conveniente per il cliente e allo stesso tempo stipulabili in maniera semplice.

Un ultimo aspetto da tenere sempre presente nella valutazione dei mutui casa è la professionalità degli operatori: un istituto di credito che segue passo passo il cliente nella stipula del mutuo è sicuramente preferibile a un altro operatore finanziario che invece non lo fa.

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Mutui a rata costante: cosa sono e come funzionano

Proprio in questi giorni sono stati diffusi moltissimi dati circa l’andamento dei finanziamenti per l’acquisto della casa rivelando non poche sorprese. Ad esempio i mutui a rata costante stanno facendo registrare un calo molto evidente delle richieste. Parliamo di un calo nell’ordine del 20% negli ultimi anni.

Ad originare questo calo della domanda è stata, con ogni probabilità, la crisi economica che ha fatto scattare nei consumatori la voglia di sicurezza portandoli a spostare le proprie preferenze sui prodotti a tasso fisso.

Ma come funzionano esattamente i mutui a rata costante?

Per la precisione questi finanziamenti hanno lo scopo di integrare i vantaggi dei mutui a tasso fisso con quelli a tasso variabile. In pratica si tratta di mutui con tasso variabile ma la cui rata rimane costante per l’intera durata del finanziamento. A variare sarà la durata stessa che potrà aumentare o diminuire a seconda dell’andamento dei tassi di interesse.

Ma perchè è calata la domanda in misura così marcata?

Come dicevamo la soluzione è da ricercare nella crisi economica che ha reso le famiglie finanziariamente più fragili. La preoccupazione che il proprio mutuo possa aumentare di 2 o 3 anni porta a scegliere un tasso fisso che permette di conoscere in anticipo importo esatto della rata e durata per l’intero periodo di vita del mutuo.

Insomma gli italiani, a ragione, stanno riscoprendo la necessità di una maggiore sicurezza finanziaria.

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Osservatorio Findomestic di novembre 2011: Il calo della fiducia degli Italiani è ormai inarrestabile

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  • 3 Novembre 2011

Ad ottobre il grado di fiducia degli Italiani tocca il fondo. Mai così male da tre anni a questa parte; cioè, da quando sono iniziate le rilevazioni dell’Osservatorio mensile Findomestic, società che opera nell’ambito dei prestiti personali. Il difficilissimo momento congiunturale, che ha il suo epicentro attuale in Europa, di questa situazione. Un po’ a sorpresa, a livello regionale, il grado di fiducia in assoluto peggiore è quello del Nordovest, che tocca addirittura il valore record di 3,14, contro una media nazionale di 3,42 (la soglia positiva della scala che va da 1 a 10 è fissato a 7).

Per quanto riguarda la propensione al risparmio, il quadro è leggermente migliore. Tra ottobre e novembre, infatti, passa dal 4,6 al 6,2% la quota di Italiani che si dicono sicuri di poter aumentare di qui a 12 mesi il monte dei loro risparmi. Tuttavia, giusto per avere un termine di paragone, a fine 2009, ovvero due anni fa, la loro incidenza era pari al 26%. Ossia quattro volte superiore a quella attuale.

Previsioni di acquisto a tre mesi:

Elettrodomestici: lieve calo rispetto ad ottobre; restano ancora molto lontane le previsioni di spesa degli anni precedenti.

La previsione di acquisto di elettrodomestici, siano essi bianchi, bruni o piccoli, fa segnare una contrazione contenuta sul mese precedente. Rispettivamente, le previsioni massime di spesa sono pari a 1.155,00, 467,00 e 215,00 euro. Per gli elettrodomestici bianchi, non più del 4,2% dei consumatori si dice intenzionato ad acquistarne uno nei prossimi tre mesi.

Elettronica di consumo: segnali positivi da telefonini ed informatica

Bene sia la telefonia sia l’informatica, con previsioni d’acquisto in crescita, seppure il confronto con i rilevamenti degli anni precedenti resti negativo. Rispettivamente, le previsioni massime di spesa salgono a 578,00 euro per pc ed accessori (+ 90,00 euro su settembre) e a 219,00 euro (+ 90,00, anche in questo caso).

Auto e moto: male per le prime; le seconde, invece, tengono.

Mai così male la previsione di acquisto di auto anche mediante prestiti. Solo lo 0,9% del campione intervistato si dice intenzionato, di qui a tre mesi, ad acquistare una vettura nuova (il mese scorso erano l’1,4%). Per le vetture usate, chi si dice intenzionato all’acquisto è pari all’1,3% del totale, contro il 3,1% di trenta giorni fa. Si tratta dei valori in assoluto più bassi mai rilevati da Findomestic.

Casa e arredamento: calano le previsioni di acquisto di case e complementi d’arredo.

Come per le auto, anche per le previsioni di acquisto della casa e di conseguenza le richieste di mutui casa, ottobre risulta il peggiore mese in assoluto, da quando vengono raccolti i dati. Meno dell’1% del campione di intervistati ritiene di comprare casa nei prossimi 90 giorni. Sono il 6,3%, invece, quanti ritengono “sicuramente” o “probabilmente” di procedere ad una ristrutturazione della propria abitazione.

Tempo libero: cresce la previsione di spesa per vacanze e attrezzature sportive.

La previsione di acquisto di vacanze e pacchetti soggiorno è in linea con i valori di ottobre 2010, mentre, per quanto riguarda materiali ed attrezzature sportive, il raffronto con l’anno precedente è positivo. Il 20% degli intervistati anticipa di essere intenzionato ad acquistare un viaggio o una vacanza di qui a 3 mesi. Il mese scorso, questa quota non superava il 14,3%.
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Le offerte sul web dei mutui per la casa online

L’offerta di mutui di banche e finanziarie, e’ sempre piu’ variegata e costruita su misura per le singole esigenze del cliente. Per imparare a distinguere le proposte vantaggiose da quelle meramente promozionali, su internet sono disponibili apposite guide che aiutano a scegliere il migliori mutui online per la casa.

L’investimento nel mattone e’ sempre stata, soprattutto per gli italiani la forma di investimento preferita e gli istituti di credito prestano una particolare attenzione nel proporre alla clientela mutui per la casa a condizioni sempre più vantaggiose sia dal punto di vista degli interessi che delle condizioni di rimborso.

E’ necessario pero’ essere informati su quelle che sono le caratteristiche dei mutui in modo da poterne comprendere perfettamente le condizioni contrattuali e valutarne al meglio i possibili vantaggi.
Tra gli elementi da tenere in considerazione ci sono i tassi di interesse che possono essere fissi o variabili, ovvero costanti per l’intera durata del mutuo oppure variabili in base a determinati indici bancari.

La domanda più frequente che ci si pone quando si cercano informazioni sui finanziamenti per la casa e’: “Per un mutuo, come si calcola la rata mensile e i relativi interessi?”
Grazie ad internet e’ possibile farlo in modo semplicissimo con gli appositi tool presenti sugli stessi siti web delle banche e delle finanziarie attraverso i quali e’ possibile conoscere le offerte relative ai mutui online per la prima casa oppure per un investimento immobiliare o per una ristrutturazione.
Si tratta di strumenti semplici da utilizzare ed essenziali per informarsi e individuare il mutuo su misura per le proprie esigenze.

Jusy Accetta – mutuosulweb.com

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