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Milano Art Gallery: a Venezia fino al 4 giugno noti artisti espongono per “Pro Biennale”, fra questi Roberto Giacco

Esito alquanto positivo quello riscosso all’evento inaugurale della mostra veneziana “Pro Biennale”, tenutosi nella sede di Calle dei Cerchieri 1270 della “Milano Art Gallery”, in zona Dorsoduro e Campo San Barnaba. L’esclusiva iniziativa è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes e ha visto come ospite d’onore della serata il rinomato Prof. Vittorio Sgarbi, che proprio lo stesso venerdì 8 maggio ha festeggiato, insieme agli ospiti e agli artisti, il suo compleanno.

Tra tutte le opere esposte alla mostra, troviamo anche quelle del noto artista contemporaneo Roberto Giacco.

«Il suo percorso di lavoro creativo – spiega la Dott.ssa Elena Gollini – si snoda e si innesta in uno speciale processo pittorico di tipo “metamorfico” basato sulla continua e costante trasformazione sperimentale, derivante da una ricerca analitica, doviziosa e meticolosa sulla materia e sugli elementi cromatici. Il corpo costituisce il soggetto preferenziale protagonista delle sue raffigurazioni, con un figurativo tendenzialmente stilizzato e un tratto segnico minimale ed “essenzializzato”, che si pone tra il formale e l’informale, delineando uno stile espressivo, che si contraddistingue in quanto esclusivo e sui generis. La pittura diventa il campo applicativo di innumerevoli e molteplici indagini, che partono dalla sfera intima e interiore e si propagano all’esterno, declinandosi nella suggestiva formulazione plastica delle immagini. Il corpo appare e scompare senza volto, possiede tratti fisionomici non ben definiti e viene avvolto da una dimensione magmatica densamente materica. […] Il lavoro dell’artista – prosegue la curatrice Gollini – vuole evidenziare quell’idea e quel concetto di evoluzione, trasformazione ed espressione del microcosmo, che ognuno di noi rappresenta e incarna in quanto essere vivente: gli archetipi del femminile e del maschile, le passioni e i fermenti del moto dell’anima si spandono tra sogni arcaici e pennellate decise, tra origine e mito, tra dimensione reale e irreale, tra realtà e fantasia. Corpo, anima, mito, passione si intrecciano in alchimia prendendo forma sulle tele, scaturiti dall’elemento cromatico spesso e consistente e dal magma materico corposo».

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Materia: memoria e metafore

in occasione della Notte Europea dei Musei 2015

sabato 16 maggio, ore 21.00

inaugurazione mostra

Ariela Böhm

Materia: memoria e metafore

Museo Ebraico di Bologna

16 maggio – 26 luglio 2015

intervengono

Franco Bonilauri, storico dell’arte, già Università di Parma e già Direttore MEB

Gino Fienga, Direttore rivista con-fine Arte&Cultura

 

con il patrocinio di Adei Wizo Bologna

 

seguirà brindisi con l’artista

 

Sabato 16 maggio 2015, alle ore 21, al Museo Ebraico di Bologna – via Valdonica 1/5 – Guido Ottolenghi, presidente MEB e Vincenza Maugeri, direttore MEB, invitano all’inaugurazione della mostra ARIELA BÖHM Materia: memoria e metafore.

La mostra si inserisce nell’XI° edizione della Notte europea dei Musei, evento che intende valorizzare la cultura presso i popoli dell’Unione e che ha ricevuto il patrocinio del Consiglio d’Europa, dell’Unesco e dell’ICOM.

 

La scelta di Ariela Böhm per questa mostra al MEB ha sicuramente un profondo significato, in quanto è tra le poche artiste che da sempre lavora, con forte impegno, intorno al tema della propria appartenenza religiosa e culturale. Gran parte del suo lavoro orbita intorno alla scrittura e al desiderio di renderle omaggio.

 

La metodologia di ricerca espressiva di Ariela Böhm narra la storia, l’evoluzione umana nel suo farsi cultura e nella storia del sé, nei percorsi personali, intrecciati, indistinguibili e al tempo stesso unici. Dal generale al particolare e poi di nuovo all’indietro, tracciando piste polisemantiche di conoscenza, percorse da chi, interpretando, trasforma e trasformando ricrea.

L’invenzione dell’alfabeto e la nascita della scrittura vengono interpretati dall’artista come urgenza e discrimine dell’umanità, come perimetro e contatto con il mondo interiore, come distanza dall’indistinto e dal primordiale dell’infanzia della specie e dell’individuo. I testi biblici in ebraico, emergendo da una matrice naturale, creano un dialogo che ne rispetta le leggi e i meccanismi; dal loro dialogo nasce la metafora che descrive il paesaggio interiore.

Come ci dice l’artista stessa : “All’alba della scrittura è un omaggio all’invenzione che ci ha traghettato dalla preistoria alla storia; in particolare all’invenzione dell’alfabeto che, circa 3600 anni fa, ha prodotto il simbolo per eccellenza, il suono che si fa forma, la forma che disegna il pensiero, il pensiero libero dal suo pensatore…Questi “reperti” che sembrano raggiungerci da un remoto passato sono pagine metaforiche, pagine di terra, di fuoco e di luce che ci vogliono rammentare l’armonia dei primi passi di un “metodo” che, sebbene ci possa apparire scontato, ha cambiato la storia del mondo”.

 

Il supporto materico di questa produzione artistica è costituito da terracotta a tecnica Raku che, con la luminosità corrusca di frammenti emersi da un passato remoto, si propongono quali elementi provanti, in fissazione seriale, di una singolare vicenda umana sub specie scripturae. La tecnica ceramista adottata da Ariela è un’antica arte d’importazione cinese o coreana, affermatasi in Giappone fra il 1570 e il 1590 ad opera della celebrata dinastia dei Raku.

Nel Raku, Ariela Böhm trova il materiale e la tecnica che meglio si prestano ad esprimere la sua visione complessa e al contempo essenziale, evidentemente segnata dalla conoscenza profonda del materiale biologico. Questa predilezione non le preclude comunque la continua ricerca e lo studio di nuove tecniche.

Sicuramente la scelta di un materiale plasmabile come la ceramica, che nasce morbido, diventa fragile e consente un’alta definizione, racconta il desiderio di traducibilità dei sistemi complessi. Ariela, inoltre, ricostruisce tavole nelle quali trova congeniale inserisce frammenti testuali in ebraico presi dai libri sacri della sua tradizione religiosa.

 

Le opere in mostra al Meb sono rappresentative di alcuni filoni seguiti dall’artista nel corso degli anni: “Recisione impossibile”, “Pagine Oscure” e “All’alba della scrittura”.

Saranno esposte anche alcune formelle da “Che la memoria di ciò che è stato si fonda con la materia che ospita il nostro pensiero”, opera sulla Shoah, che sta alla base dello studio per il monumento agli ebrei deportati realizzato a Bolzano nel 2004.

 

Il percorso della mostra si completa con la proiezione di tre video;

– “Rachamim. Le lacrime delle madri creano la compassione nel mondo” – 2013: in quest’opera l’acqua è la materia prima, l’alfabeto con cui l’artista ha deciso di raccontare questa storia.

– “Terzo Giorno” – 2014: il video prende spunto dallo sviluppo israeliano della tecnica della coltivazione goccia a goccia, che ha permesso letteralmente di trasformare il deserto in terra coltivabile azzerando lo spreco dell’acqua.

– “Addensamenti” – 2010: un progetto nasce da una riflessione su quel midrash che, interpretando le prime parole della Torah narra che il Signore prima creò l’alfabeto e con esso creò poi il mondo.

 

Ariela Böhm nasce a Roma e, dopo la laurea in Scienze Biologiche, lavora per qualche anno, in qualità di borsista, sotto la direzione della professoressa Rita Levi Montalcini all’Istituto di Biologia Cellulare del CNR a Roma.

Negli anni del liceo intraprende il suo percorso artistico privilegiando come mezzo espressivo le tecniche della ceramica. Studia in seguito tornitura, tecnica Raku, decorazione, teoria degli smalti, vetrate artistiche, glass fusing e incisione. Frequenta il corso di scultura tenuto dal prof. Mongelli all’Accademia di Belle Arti di Roma. Frequenta la fonderia Anselmi presso la quale realizza un monumento in bronzo.

L’evoluzione della sua opera si dipana nell’uso combinato di materiali di diversa natura, in cui il dialogo fra gli elementi esprime il significato dell’opera stessa. L’incessante sperimentazione dei materiali più adatti all’opera che vuole realizzare la porta ad utilizzare il silicone per il ciclo di opere sul moto ondoso e, nel 2004, ad ideare, con il collega Rino Regoli, la tecnica delle “Ombre di luce”.

L’uso di un materiale trasparente, deposto sulla superficie interna di una lastra di vetro, permette, concentrando la luce che lo attraversa, di proiettare sulla superficie sottostante, un’”ombra” paradossalmente più luminosa del fondo su cui è proiettata. Da qui la scelta dell’ossimorico nome “ombre di luce” per questa tecnica che permette effettivamente di dipingere con la luce.

Vive e lavora a Roma. www.arielabohm.it

In occasione della Notte Europea dei Musei, sarà possibile visitare anche la sezione permanente del museo ebraico, dalle ore 21 alle 23, con ingresso libero

Orari: da domenica a giovedì 10.00-18.00 | venerdì 10.00-16.00 | sabato e festività chiuso

 

Per informazioni: Museo Ebraico di Bologna Via Valdonica 1/5 tel. 051 2911280 [email protected]

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Milano Art Gallery: grande accoglienza a Venezia per Vittorio Sgarbi ospite d’onore al vernissage di “Pro Biennale”

Il Professor Vittorio Sgarbi ha presenziato all’esclusivo vernissage della mostra collettiva “Pro Biennale”, che si è tenuto con notevole affluenza di pubblico all’interno della “Milano Art Gallery” situata nell’incantevole cornice veneziana, in Calle dei Cerchieri 1270, zona Dorsoduro. L’esposizione è organizzata dal manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes. L’allestimento coinvolge un gruppo di rinomati artisti contemporanei, italiani e stranieri, e resterà nel rinomato contesto fino al 4 giugno 2015.

 

Il Professor Luigino Rossi, presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia, nel commentare la positiva iniziativa artistica, ha evidenziato: “I miei apprezzamenti alla mostra collettiva -Pro Biennale- che prende avvio in occasione della Biennale e all’organizzatore Salvo Nugnes, che si avvale dell’esperta -longa manus- del Professor Vittorio Sgarbi, con la sua autorevole competenza e valente preparazione in materia. Da presidente dell’Accademia delle Belle Arti non posso che essere compiaciuto e favorevole verso tutte quelle iniziative, che avvicinano anche i giovani e le nuove generazioni al mondo dell’arte e della cultura, stimolando un approccio positivo e costruttivo“.

 

L’organizzatore Salvo Nugnes, spiegando il filo conduttore simbolico della mostra, ha dichiarato: “Venezia è un contesto assolutamente speciale e unico nel suo genere, che tutto il mondo ci invidia con meraviglia e stupore. L’idea di convogliare un gruppo selezionato di nomi di spicco del panorama artistico attuale, si basa sull’intento di innescare un simbolico rapporto di connubio sinergico e di stretta coesione con la Biennale, che ha aperto i battenti proprio in concomitanza con l’inaugurazione della nostra mostra“.

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Venezia, Milano Art Gallery: il noto critico Vittorio Sgarbi ospite straordinario al vernissage di “Pro Biennale”

In concomitanza con l’inizio della Biennale, si è svolta con ottimi consensi, in data venerdì 8 maggio, l’inaugurazione della mostra collettiva “Pro Biennale” in presenza del critico Vittorio Sgarbi, intervenuto per l’occasione all’evento di prestigio in qualità di autorevole ospite d’eccezione. L’iniziativa, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, è stata accolta presso l’elegante sede veneziana della “Milano Art Gallery” in Calle dei Cerchieri 1270, zona Dorsoduro, e resterà in loco fino al 4 giugno 2015, coinvolgendo un selezionato parterre di talentuosi artisti appartenenti al panorama contemporaneo, con una ricca ed eterogenea carrellata di opere. L’esposizione è visitabile con ingresso libero al pubblico.

 

Nel commentare la prestigiosa mostra l’organizzatore Salvo Nugnes ha dichiarato: “Il titolo scelto è già di per sé molto eloquente, per esprimere la volontà di creare un positivo sodalizio con l’importante evento veneziano della Biennale, allo scopo di valorizzare al meglio il comparto dell’arte in generale e divulgare un efficace messaggio a favore del suo potente linguaggio comunicativo, capace di intercettare e conquistare ogni target di fruitori, senza distinzione di provenienza sociale, età anagrafica, formazione culturale, generando aggregazione collettiva e scambi sociali interessanti“.

 

E ha proseguito rimarcando: “In parallelo, si vuole individuare un ponte di collegamento e connessione con l’Expo, inaugurato ufficialmente il 1° maggio, in virtù della presenza straordinaria durante il vernissage dell’esperto critico Vittorio Sgarbi, nominato ambasciatore dell’Expo e portavoce ufficiale della grande esposizione universale milanese”.

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Milano Art Gallery di Venezia:  Maria Stefania Fuso insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti esporrà in occasione della mostra collettiva “Pro Biennale”

La pittrice Maria Stefania Fuso è stata selezionata tra i nomi di spicco per partecipare alla mostra collettiva “Pro Biennale” ambientata all’interno della “Milano Art Gallery” in Calle dei Cerchieri 1270, zona Dorsoduro, nel cuore della meravigliosa città lagunare. L’organizzazione dell’iniziativa, che si tiene dall’8 maggio al 4 giugno 2015, è del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione “Spoleto Arte“. Durante l’inaugurazione, fissata per venerdì 8 maggio alle ore 18.00, è confermato l’intervento eccezionale dell’esperto critico Vittorio Sgarbi, che verrà anche festeggiato per il suo 63° compleanno, che cade proprio in quella data.

Nello spiegare le connotazioni, che contraddistinguono l’estro creativo della Fuso, la dottoressa Elena Gollini ha scritto: “Nella sua arte si ritrovano le immagini, le situazioni, ciò che incontra e conosce nel suo percorso variegato di donna e artista dal piglio acuto e dal pensiero moderno, ciò che la colpisce, la impressiona, la emoziona. La sua missione di pittrice è quella di attribuire e conferire all’arte -un’immagine permanente e credibile- di profonda e radicata umanità“.

Inoltre, ha evidenziato come “La stesura armoniosa delle cromie e i giochi di luci e ombre danno vita a coreografie di immediato coinvolgimento e acquistano la valenza di ordinata e sequenziale raffigurazione, aderendo a un’impronta tradizionalmente figurativa di limpida adesione alla realtà, senza bisogno di compiere grandi stravolgimenti e drastiche trasformazioni, ma rientrando nei binari di una pittura di aggraziata e discreta fattezza. È una pittura, che delinea una figurazione ben congegnata e calibrata, dotata di un’efficace orchestrazione cromatica, nel bisogno di esternare e dipingere le proprie emozioni, i sentimenti, gli stati d’animo, le pulsioni del cuore, gli umori dalle mille e molteplici sfumature e sfaccettature intuitive, assegnando però sempre la giusta rilevanza alla visione di matrice realistica“.

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Milano Art Gallery: il rinomato professore Vittorio Sgarbi onora la memoria del celebre maestro Gino De Dominicis

Si è svolto con successo in data 30 aprile il vernissage della mostra commemorativa per celebrare il grande maestro Gino De Dominicis, intitolata “D’Io” e allestita presso l’esclusivo spazio della “Milano Art Gallery”, in via Alessi 11 a Milano, con la curatela del critico Vittorio Sgarbi e la gestione organizzativa del manager della cultura Salvo Nugnes. L’esposizione resterà in loco fino al 29 maggio 2015 ed è visitabile con ingresso libero.

Nel commentare lo stile peculiare e inconfondibile di De Dominicis, Sgarbi ha espresso delle riflessioni molto significative e l’ha ricordato con affettuosa amicizia, essendo stato legato a lui anche da una solida amicizia di vecchia data, oltre che da una sincera stima e ammirazione. In particolare, il professore, spiegando davanti al nutrito pubblico presente durante l’evento inaugurale, ha dichiarato: “Gino è l’artista più antico e contemporaneo, che io abbia mai conosciuto. Nessuno può inserirlo in una corrente, in un gruppo, in una tendenza, secondo le ripartizioni che hanno contraddistinto, dai futuristi all’arte povera, l’intero Novecento. Gino fu ed è beffardo e indipendente, superbo e individualista. Attraversò, infilò con la sua lancia d’oro, avanguardisti, poveristi, e transavanguardisti. Li mortificò con la sua calamita cosmica“.

E proseguendo ha sottolineato: “Lui fu classico e ricco, allegro e malinconico, senza crisi e disagi, senza tormenti e turbamenti, luminoso e notturno, nero e oro; e nero e nero; e oro e oro. Oggi riappare, presente e sfuggente, benché fosse più sfuggente quando era presente. E invece, ora e sempre, hic et nunc, è. Nel suo tempo. In tutti i tempi. Fuori del tempo“.

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Claudia Carducci e la sua linea di gioielli “My Angel”, come madrina Dalila Di Lazzaro

Claudia Carducci da sempre si dedica all’arte in tutte le sue forme e la considera espressione di individualità e creatività. Già pittrice, scrittrice, coach professionista e counselor a fianco delle persone alla ricerca delle proprie potenzialità, recentemente ha rivolto le proprie doti artistiche nella creazione di una sua linea di gioielli che ha chiamato “My Angel”, vista l’importanza fondamentale che assume la figura dell’angelo nelle sue creazioni, come afferma la stessa artista: “…i miei gioielli sono la concretizzazione del bisogno di ricordare ad ognuno l’esistenza di queste figure determinanti ma spesso dimenticate che invece sono con noi dal momento della nostra nascita fino alla fine e ci accompagnano sempre nel nostro cammino di vita”.

L’artista ha intrapreso questo nuovo percorso qualche anno fa: “Accadde in una freddissima sera di novembre del 2010 in chiusura di una serata conviviale con amici in cui si parlava d’arte. Ad un tratto il critico Alberto D’Atanasio, improvvisamente ebbe un’idea e ci propose di recarci in un luogo ‘magico’ da lui conosciuto dove si diceva si incontrassero gli angeli. Arrivati in quel luogo così evocativo ci siamo raccolti in noi stessi e nel momento in cui abbiamo lasciato quel posto ho sentito il bisogno di prendere da terra una manciata di sassi e di portarli con me. Da quel momento la mia vita è cambiata. Gli angeli sono apparsi più volte nella mia vita in molti modi, in sogno, in intuizioni e percezioni e hanno guidato il mio cammino fino a farmi sentire il bisogno di saperne sempre di più, così per due anni sono andata molte volte in Germania per formarmi sull’argomento e sono diventata una Postgraduate Master Angel Life Coach certificata da Isabelle Von Fallois, una delle maggiori esperte mondiali sul tema”.

I gioielli “My Angel” sono prodotti artigianalmente in Italia e sono ricavati dall’acciaio e da pietre naturali diverse l’una dall’altra, cosa che li rende unici ed eleganti allo stesso tempo. Inoltre, la collezione è realizzata con scopi umanitari, in quanto sostiene i Maktub Angel, i volontari per l’aiuto dei bambini Makogeni del Kenya, e vede in qualità di madrina d’eccezione l’attrice e scrittrice popolare Dalila Di Lazzaro, a cui la Carducci ha donato una collana “My Angel” in occasione dell’esposizione delle sue opere presso la sede milanese delle gallerie Milano Art Gallery.

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Bruno Vandyke in esposizione nella collettiva “Impressioni d’artista” organizzata dal rinomato manager Salvo Nugnes presso alla Milano Art Gallery

Sabato 7 Marzo alle ore 18.00, sarà inaugurata la mostra collettiva intitolata “Impressioni d’artista” allestita nella “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, che avrà durata dal 7 al 20 Marzo 2015, con la direzione organizzativa del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte”. L’esclusivo vernissage inaugurale, farà da emblema artistico a un’interessante conferenza su “Il dolore e la speranza” con interprete la carismatica attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro. In quest’occasione esporrà anche il talentuoso artista Bruno Vandyke.

Dalle installazioni ai dipinti, dalle opere di pittura e scultura, Vandyke dà ragione di questo slancio vitale, che gli ottiene attraverso lavorazioni rastremate e dinamiche. Il canto e il ruggito percorrono ogni suo lavoro, suadente e terrifico, punto d’incontro tra misteri della vita. Sembrano esserci degli slittamenti semantici, una visione laterale, nella riproposizione dei temi e nell’impiego stesso della materia” scrive Rita Siragusa e continua “Egli sente il bisogno di uno scostamento e quindi la sua riproposizione è differente: la metamorfosi viene ripresa non come spiegazione magica della pulsione del rapimento, ma come omaggio alla bontà della pulsione, alla sua pervasività, al desiderio di liberazione dai legacci troppo stretti del sistema psichico di autocontrollo. Il linguaggio non è aulico bensì ironico, talvolta ammiccante come deve essere una riproposizione inattuale di credenze intorno al cosmo che non appartengono più alla nostra civiltà, o forse no, se rimangono celate nel nostro inconscio, come la psicologia del profondo ha teorizzato”.

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Milano Art Gallery: Associazione Culturale Argonauti partner della mostra collettiva con Dalila Di Lazzaro

L’Associazione Argonauti sr&l – Speranze, Rabbie e Libertà, partner di alcuni rinomati artisti come John Harper Sanders, Davide Foppa, Mauro Bordini, Stefano Bettini e Masì, partecipanti della mostra collettiva “Impressioni D’Artista”, che sarà allestita nel prestigioso spazio artistico espositivo della “Milano Art Gallery” e che avrà durata dal 7 al 20 Marzo. Quest’associazione ha l’intento di proporre eventi e attività culturali, quali workshop, laboratori di espressività, seminari, collaborazioni con artisti e esperti in attività formativa, mostre d’arte, concerti, tavole rotonde, corsi, ma anche visite culturali ai più importanti musei italiani e iniziative per valorizzare giovani talenti dell’arte e della letteratura ed, inoltre, Argonauti sr&l svolge anche un servizio di assistenza psicologica e psichiatrica con personale medico altamente specializzato ed interventi di arte terapia applicata.

 

Argonauti sr&l è un’Associazione Culturale ONLUS con sede a Spoleto, in provincia di Perugia. L’appellativo scelto è stato ripreso dal termine “argonauta”, risalente a una delle più affascinanti narrazioni appartenenti alla mitologia greca, che riconvoca l’immagine del navigatore avventuroso. Gli associati spiegano: “la nostra nave ‘Argo’ è la conoscenza, ciò che ci fa viaggiare e ampliare gli orizzonti ed esplorare mondi sconosciuti, mentre le nostre vele, che permettono di salpare, sono le arti in tutte le loro forme. Così come della narrazione greca, Orfeo, il poeta tracio, è colui che con la sua ira placa gli animi, rendendo possibile l’avventura che rischiava di essere compromessa, ed è colui che nel corso del viaggio salva i compagni dal pericolo, così è per noi la funzione dell’arte e della cultura e lo spirito del nostro operato”.

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Milano Art Gallery: L’artista Mauro Bordini in esposizione nella collettiva “Impressioni d’artista” organizzata dal rinomato manager Salvo Nugnes

Dal 7 al 20 Marzo 2015, con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte“, sarà predisposta nell’esclusivo spazio della “Milano Art Gallery, in via Alessi 11 a Milano, la tanto attesa mostra collettiva “Impressioni d’artista”. La cerimonia d’apertura avrà data Sabato 7 Marzo alle ore 18.00 con la partecipazione eccezionale della celebre attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro, protagonista di un’interessante conferenza sulla tematica “Il dolore e la speranza”. Tra i partecipanti anche l’artista spoletino Mauro Bordini.

Di lui, il professor Alberto D’Atanasio scrive : “C’è un fare arte che viene catalogato come “primitivismo” col quale la letteratura specifica tratta essenzialmente due filoni, il primo è quello in cui gli artisti fuggono dal progresso del XIX secolo per rifugiarsi in paradisi naturali, vergini isole lontane, in cui il cosmo dei nativi non era stato ancora contaminato dagli echi progressisti della vecchia Europa. È il caso, ad esempio, di Paul Gauguin che trova rifugio nelle isole Marchesi. Il secondo filone è quello in cui gli artisti si misurarono con i reperti che provenivano dalle nuove esplorazioni nei territori d’Africa. Le maschere guerriere e sciamaniche, le statue tribali esili e minimaliste. L’artista che più si evidenzia in questa seconda branca, è certamente Pablo Picasso. Il fare arte di Mauro Bordini è sintesi mirabile di questi due filoni; romantico il primo, analitico e, per certi versi, più riflessivo il secondo. Per questo motivo posso affermare che c’è una sorta di misticismo nella ricerca estetica di Mauro Bordini.[…]Formidabile è infatti la sua capacità di armonizzare linea, colore e forma. Sembra quasi che dipinga con la stessa ricerca dell’architetto e la sapienza dell’ingegnere per cui ogni figura è in perfetta armonia con il fondo e le zone trattate con le cromie. Sia nei monocromi che nei dipinti, in cui il colore è armonizzato al segno nero rimando evidente al cloisonné, notevole è la genialità con cui struttura lo spazio e distribuisce i toni giustapponendo i colori in modo che l’occhio possa simultaneamente leggere armonia di segno e di tonalità. Non serve che ci sia la perfezione geometrica vitruviana ciò che per Bordini conta è dar figura ai sentimenti, alle speranze, alla voglia di libertà, all’urlo come al canto. L’occhio dapprima riconosce le linee e identifica la forma poi si perde nelle sfumature tonali e finalmente l’icona si rivela. Ecco come si spiega il misticismo e il fare arte di Mauro Bordini. La sua pittura è come il canto dei bardi o dei menestrelli di rinascimentale memoria, l’osservatore guarda le figure e nell’immaginazione che esse evocano riscopre l’origine della propria anima”.

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Milano Art Gallery: Mauro Bordini propone la sua raffinata arte pittorica in mostra collettiva “Impressioni d’artista” organizzata dal manager Salvo Nugnes

Dal 7 al 20 Marzo 2015, con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte“, sarà predisposta nell’esclusivo spazio della “Milano Art Gallery, in via Alessi 11 a Milano, la tanto attesa mostra collettiva “Impressioni d’artista”. La cerimonia d’apertura avrà data Sabato 7 Marzo alle ore 18.00 con la partecipazione eccezionale della celebre attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro, protagonista di un’interessante conferenza sulla tematica “Il dolore e la speranza”. Tra i partecipanti anche l’artista spoletino Mauro Bordini.

Di lui, il professor Alberto D’Atanasio scrive : “C’è un fare arte che viene catalogato come “primitivismo” col quale la letteratura specifica tratta essenzialmente due filoni, il primo è quello in cui gli artisti fuggono dal progresso del XIX secolo per rifugiarsi in paradisi naturali, vergini isole lontane, in cui il cosmo dei nativi non era stato ancora contaminato dagli echi progressisti della vecchia Europa. È il caso, ad esempio, di Paul Gauguin che trova rifugio nelle isole Marchesi. Il secondo filone è quello in cui gli artisti si misurarono con i reperti che provenivano dalle nuove esplorazioni nei territori d’Africa. Le maschere guerriere e sciamaniche, le statue tribali esili e minimaliste. L’artista che più si evidenzia in questa seconda branca, è certamente Pablo Picasso. Il fare arte di Mauro Bordini è sintesi mirabile di questi due filoni; romantico il primo, analitico e, per certi versi, più riflessivo il secondo. Per questo motivo posso affermare che c’è una sorta di misticismo nella ricerca estetica di Mauro Bordini.[…]Formidabile è infatti la sua capacità di armonizzare linea, colore e forma. Sembra quasi che dipinga con la stessa ricerca dell’architetto e la sapienza dell’ingegnere per cui ogni figura è in perfetta armonia con il fondo e le zone trattate con le cromie. Sia nei monocromi che nei dipinti, in cui il colore è armonizzato al segno nero rimando evidente al cloisonné, notevole è la genialità con cui struttura lo spazio e distribuisce i toni giustapponendo i colori in modo che l’occhio possa simultaneamente leggere armonia di segno e di tonalità. Non serve che ci sia la perfezione geometrica vitruviana ciò che per Bordini conta è dar figura ai sentimenti, alle speranze, alla voglia di libertà, all’urlo come al canto. L’occhio dapprima riconosce le linee e identifica la forma poi si perde nelle sfumature tonali e finalmente l’icona si rivela. Ecco come si spiega il misticismo e il fare arte di Mauro Bordini. La sua pittura è come il canto dei bardi o dei menestrelli di rinascimentale memoria, l’osservatore guarda le figure e nell’immaginazione che esse evocano riscopre l’origine della propria anima”.

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Milano Art Gallery: Stefano Bettini e le originali opere dal singolare stile inconfondibile in esposizione per la mostra collettiva “Impressioni D’Artista”

Dal 7 al 20 Marzo 2015, con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte“, sarà allestita nell’esclusivo spazio della “Milano Art Gallery, in via Alessi 11 a Milano, l’attesissima mostra collettiva “Impressioni d’artista”. L’inaugurazione si svolgerà in data Sabato 7 Marzo alle ore 18.00 con la partecipazione straordinaria della rinomata attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro, protagonista di un’interessante conferenza sulla tematica “Il dolore e la speranza”. Tra i partecipanti anche il talentuoso Stefano Bettini, spesso presente in rassegne artistiche nazionali ed internazionali, che negli anni ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti.

Stefano Bettini, poeta e pittore con particolare estro e dallo stile inconfondibile, si è avvicinato alla pittura da alcuni anni per un bisogno interiore di dover mettere su tela i suoi sentimenti e le sue sensazioni. Con le sue originali opere, Bettini crea un’interessante operazione estetica, infatti sembra che tutto venga messo in discussione: i temi, le tecniche e i materiali, perfino l’esito finale, fino alla fine il risultato è incerto. Queste realizzazioni coniugano poesia e disegni molto semplici.

Il Prof. Alberto D’Atanasio dice di lui: “Stefano Bettini possiede la rara capacità di riassumere un animo da poeta e uno da eterno ragazzo, un talento evidente che lo ha portato a unelaborazione scientifico empirica sulle mescole delle tinte e le teorie di Johannes Itten. Le sue opere hanno la freschezza dell’estemporaneità, ma in effetti, Stefano dosa ogni elemento e struttura limmagine in modo che la matita spezzata, il quadrato aggettante, lo spruzzo di colore, e la siluette elegante, femminile di una caviglia che si libera da una scarpa con il tacco, diano all’osservatore lessenza stessa delarmonia. Ogni sua opera offre le stesse emozioni di un brano musicale che comincia o di uno che finisce. Si percepisce che qualcosa è accaduto e qualcos’altro sta accadendo. In ogni suo quadro si rispecchia lanimo di un uomo che ha intrapreso un viaggio e che ad ogni tappa invece di riposare guarda altri orizzonti e altre mete da raggiungere. Un vero esploratore Stefano Bettini, larte per lui è solo un espediente per non rimanere in panne e sentire che il viaggio è terminato”.

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Milano Art Gallery: la sperimentazione di Maty Galafate alla mostra collettiva “Impressioni D’Artista”

Grande prospettiva per la mostra collettiva “Impressioni d’artista” che avrà luogo nell’esclusivo spazio espositivo della “Milano Art Gallery” dal 7 al 20 Marzo 2015, con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte“. La cerimonia d’apertura si svolgerà Sabato 7 Marzo alle ore 18.00 e durante il vernissage è previsto l’intervento eccezionale della nota attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro, protagonista di un’interessante conferenza sul tema “Il dolore e la speranza”.

Tra gli artisti partecipanti troviamo Maty Galafate, artista poliedrica e curiosa di sperimentare i vari “materiali artistici” ha esteso la sua ricerca operando attraverso linguaggi avanzati di progettualità e design. Ha partecipato a varie mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Attualmente si occupa di fotografia digitale ed elaborazione multimediale computerizzata ovvero video con particolari animati. L’artista focalizza la sua attenzione su contenuti interiori dell’umano vivere, scavando in profondità psicologiche e sociali, evidenziando i tormenti interiori del quotidiano e dell’universale anche attraverso i miti che sono le nostre rappresentazioni interiori.

Maurizio Cesarini scrive sull’artista “Maty Galafate lavora sull’immagine del visibile naturale, accentuando però ciò che la natura non sa mostrare, perché questa dispiega semplicemente il suo esserci, ma l’arte individua là negli interstizi del reale, le possibilità visive che il naturale ignora. Per questo ella adotta il mezzo fotografico, usato non come semplice duplicazione meccanica del percepire, ma come possibilità del vedere oltre le cose. Così l’artista lavora su sovrapposizioni significative, su moltiplicazioni visive adottando l’immagine come una sorta di palinsesto le cui stratificazioni visuali, producono un nuovo vedere, attraverso trasparenze sapientemente equilibrate che elidono e alludono determinando così una nuova visione del reale”. Mentre Alberto D’Atanasio commenta “Nelle immagini di Maty si evidenzia piuttosto il voler costruire un linguaggio che sia voce per quell’universo composto da emozioni, sensazioni e sentimenti che altrimenti resterebbe soffocato dalla banalità delle immagini vacue di questo nuovo millennio……la ricerca che ora compie con la fotografia digitale e la fotocomposizione, è il sapersi stupire davanti a ciò che attraverso la creatività diviene documento dell’anima. Maty come i miti antichi ci rivela significati senza tempo, propone delle visioni che sono come maschere che invece di coprire rivelano il nostro vero volto”.

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La giovane talentuosa artista Chiara Plebani partecipa alla mostra collettiva “Impressioni d’Artista” esibite presso Milano Art Gallery

Sabato 7 Marzo inaugurerà, presso la storica galleria milanese “Milano Art Gallery”, la mostra collettiva intitolata “Impressioni d’artista” con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. Durante il vernissage, la nota attrice Dalila Di Lazzaro terrà una suggestiva conferenza sul tema “Il dolore e la speranza”. La mostra, allestita fino al 20 Marzo, accoglierà, tra le altre, l’opera della talentuosa e giovane artista Chiara Plebani.

Chiara Plebani nasce nel 1993 a Calcinate. Frequenta il liceo Scientifico Federici di Trescore, dopodiché decide di dedicarsi all’arte, iscrivendosi nel 2012 all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. Qui, inizia un percorso di ricerca personale che trova l’ispirazione nel surrealismo di Salvador Dalì e nell’iperrealismo di Very Aptiano. L’anno successivo svolge un corso di fotografia in Santa Giulia dove scopre la sua meraviglia nel catturare un attimo perfetto. Nell’estate 2014 fa un viaggio in missione per tre settimane in Malawi, Africa, dove si lascia coinvolgere emotivamente dalla povertà e dallo stile di vita che incontra.

Alberto D’Atanasio, Professore in storia dell’Arte ed Estetica dei linguaggi visivi, su di lei scrive: “Le sue immagini sono estrapolate da reportage che lei ha compiuto come volontaria nei luoghi dove la solidarietà diventa esperienza di vita per chi si dona e per chi riceve, è un’esperienza ovviamente coinvolgente, ma soprattutto cangiante dei colori della libertà e della verità” e continua “Ogni sua immagine è urlo e denuncia, ogni suo quadro è riflessione e meditazione. Mirabile è il suo talento che le permette un fare arte raffinato ed espressivo, come interessante è questa simbiosi tra soggetto e supporto”.

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Presenza d’eccezione del prof. Vittorio Sgarbi alla mostra del rinomato pittore Luciano Berruti alla Milano Art Gallery

Si è svolta Domenica 15 Febbraio con ampia affluenza di pubblico l’inaugurazione della mostra pittorica dal titolo “L’essenza del colore” del maestro Luciano Berruti, con la presenza straordinaria del professor Vittorio Sgarbi durante il vernissage, allestita presso lo storico contesto della galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11. L’esposizione, organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, resterà in loco fino 2 Marzo 2015 ed è visitabile con ingresso libero.

Berruti, ha fatto parte dell’esclusivo novero degli artisti selezionati per la grande mostra collettiva veneziana “Spoleto incontra Venezia” curata da Sgarbi e di recente è stato protagonista di una prestigiosa personale ad Asti, la sua città, inaugurata dal noto critico, che ha riscosso grande successo. In riferimento al titolo della mostra spiega “Il titolo ‘L’essenza del colore’ rispecchia perfettamente la peculiare connotazione distintiva del mio modo di dipingere, nella sua essenza primaria sostanziale. Per me il colore è fondamentale e quindi mi serve per tutto il quadro. È essenziale l’uso del colore per dipingere per me, che non uso un tratto, ma esprimo le cose attraverso altri mezzi. L’unico mezzo per me è il colore. I colori sono tutti belli, basta combinarli assieme, lasciarli giocare: loro si divertono! Naturalmente, ci sono colori, che esprimono meglio dei particolari stati d’animo, ma sono egualmente tutti interessanti”.

Nel commentarne l’estro creativo Sgarbi ha dichiarato “Lirico, emotivo e neosimbolista appare Luciano Berruti, pittore di trasfigurazione della realtà in sogno. Molto lontano dal mondo e da una realtà traditrice, Berruti dipinge con nuance cromatiche, che sfocano la definizione delle cose, delle persone, dei paesaggi. Non visionario, ma emozionato davanti al reale, Berruti raffigura in un sogno ad occhi aperti”.

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Milano Art Gallery: Vittorio Sgarbi inaugura la prestigiosa mostra pittorica di Luciano Berruti

Presenza d’eccezione quella del noto critico Vittorio Sgarbi, che sarà curatore e presenzierà durante l’inaugurazione della mostra personale dell’affermato pittore astigiano Luciano Berruti dal titolo “L’essenza del colore”, che si terrà nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano in data Domenica 15 Febbraio alle ore 18.00. L’esposizione è organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes e resterà allestita in loco fino al 2 Marzo 2015 con ingresso libero al pubblico per le visite.

Nell’illustrare le componenti distintive della sua espressione stilistica è stato scritto da Paolo Levi “Nell’attuale pittura italiana è un caso del tutto inedito: la creatività di Berruti si fonda sull’intuizione magica del gesto creativo, che allude a spazi vuoti e pieni, mettendosi al servizio della bellezza artigianale del gesto pittorico. Immettendo una soffusa malinconia in ogni suo quadro, si muove con una sorta di distaccata immediatezza per cui ogni composizione rappresenta un’esperienza rinnovata lungo il suo percorso di artista. Poi, nel momento cruciale della scelta tematica la tavolozza si riduce all’essenziale, per restituire vaghezza alla formulazione di un pensiero altrimenti inafferrabile e per dare forma al sogno, prima che svanisca nella nebbia del primo mattino”.

In occasione della recente partecipazione del maestro Berruti alla grande mostra collettiva internazionale di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Sgarbi, il professore ha definito Berruti come “Lirico, emotivo e neo-simbolista, pittore di trasfigurazione della realtà in sogno. Molto lontano dal mondo e da una realtà traditrice, dipinge con nuance cromatiche, che sfocano la definizione delle cose, delle persone, dei paesaggi. Non visionario, ma emozionato davanti al reale, raffigura in un sogno ad occhi aperti”.

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“Impressioni d’arte”: appuntamento d’arte con la prestigiosa mostra collettiva allestita alla Milano Art Gallery e con la presenza straordinaria della nota artista e scrittrice Dalila Di Lazzaro

Si preannuncia un appuntamento artistico di ampia portata e forte risonanza mediatica, la grande mostra collettiva dal titolo “Impressioni d’arte” ambientata tra le storiche mura della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, dal 7 al 20 Marzo 2015. L’evento, organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes, verrà inaugurato in data Sabato 7 Marzo alle ore 18.00 e vedrà la presenza della nota artista e scrittrice Dalila Di Lazzaro che nell’occasione terrà un’interessante conferenza.

In esposizione si potrà visionare una ricca carrellata di opere appartenenti a un esclusivo novero di artisti contemporanei, affermati e dal vivace talento espressivo, che presenteranno le loro eclettiche e poliedriche creazioni all’interno della rinomata location milanese per avvalorare l’importante messaggio dell’arte, concepita come ponte virtuale di connessione e aggregazione collettiva, come simbolico strumento universale di trait d’union, fornendo un concreto moto di stimolo divulgativo attraverso la partecipazione a questa pregevole iniziativa e offrendo il loro personale contributo artistico, anche in previsione dell’imminente Expo.

L’organizzatore Salvo Nugnes commenta “Abbiamo individuato un periodo ben mirato e strategico per lo svolgimento di questa collettiva, che si avvicina alla fase cruciale di inizio dell’Expo, proprio per veicolare in modo ancora più forte e diretto un messaggio universale di slancio propulsivo a favore della diffusione dell’arte e della cultura in generale, tramite gli artisti espositori e le loro originali creazioni“.

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Milano Art Gallery: Il pittore Domenico Mancuso espone alla collettiva internazionale con la presenza d’eccezione di Giorgio Forattini

La mostra collettiva “International Art Expo” raduna un gruppo nutrito di nomi importanti del mondo dell’arte contemporanea italiani e stranieri e si svolgerà dal 24 gennaio al 13 febbraio 2015 presso la storica Milano Art Gallery, in via Alessi 11 a Milano, con inaugurazione fissata per sabato 24 gennaio alle ore 18.00, in presenza del popolare fumettista Giorgio Forattini. All’evento espositivo organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes prende parte anche il pittore Domenico Mancuso conosciuto con lo pseudonimo d’arte di Tieffegorgo.

Parlando della sua espressione pittorica Mancuso spiega “La mia pittura guarda all’oggettività della figura, dove il soggetto/oggetto trova equilibri inquieti, spesso monumentali dovuti ai miei studi. Lo spunto è ciò che vedo, ciò che vivo, senza il piglio di attingere alle mode volute dal mercato. La sintesi è un’armonia di colore, particolari che mi permettono di sottolineare uno stato d’animo, un incontro, un malessere, richiami cromatici, che mi riconducono all’amore iniziale della creazione dei figurini di moda, che ho disegnato per importanti realtà aziendali, tra cui Publitalia. Non amo dare un titolo ai miei quadri, credo sia indispensabile non condizionare chi osserva”.

In riferimento alle componenti peculiari della sua pittura è stato scritto “Dalla sua pittura emerge un’umanità disorientata, in cerca di certezze, persa in questo mondo -liquido- che non offre più appigli sicuri. Le donne e gli uomini sono senza volto e comunque se lo hanno lo nascondono, quasi provassero vergogna o cercassero riparo dagli sguardi altrui. È l’incomunicabilità, la perdita di una lingua comune con la quale dialogare. Donne e uomini soli, persi nella loro disperante solitudine. Donne e uomini abbandonati dalla società spersonalizzante, da comunità divorate dal cancro della diffidenza e della paura. Una pittura in cui vi è poesia, la ricerca di un sentimento autentico. Una pittura esistenziale, che cerca di riflettere sulla condizione umana per capire gli errori dell’uomo. Ma in essa non vi è nichilismo: la speranza, almeno il barlume, si affaccia nelle opere sotto forma di macchie coloratissime, gioiose, quasi carnevalesche. Esse avvolgono le figure tristi, affrante e impaurite dell’umanità dipinta dall’artista. Se solo queste donne e questi uomini aprissero gli occhi potrebbero vedere un mondo meraviglioso, pieno di colori, di prospettive, di bellezza”.

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Milano Art Gallery: Giorgio Forattini, maestro del disegno fumettista, ospite al vernissage della grande mostra collettiva “International Art Expo”

Presenza illustre quella del grande Giorgio Forattini, il maestro per antonomasia del disegno fumettista, durante il vernissage della grande mostra collettiva “International Art Expo”, che si terrà in data Sabato 24 Gennaio alle ore 18.00 all’interno della rinomata “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, vicinissima al centro storico e al Duomo. L’iniziativa organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes resterà allestita in loco fino al 13 Febbraio 2015 ed è visitabile con ingresso libero al pubblico. 

Saranno presenti artisti di consolidata fama internazionale con una ricca serie di opere, che raccontano il loro interessante e variegato cammino nel mondo dell’arte. Si preannuncia dunque una vetrina artistica di poliedrica impostazione, dove confluiranno una carrellata opere di matrice ideativa e realizzativa molto varia e diversificata, per offrire al pubblico dei visitatori una visione artistica a tutto tondo, estesa ad ampio raggio di proiezione comunicativa. Questa mostra vuole fare da ponte di collegamento simbolico anche con l’imminente Expo, che si svolgerà proprio nel capoluogo lombardo, per valorizzare e divulgare al meglio il linguaggio universale trasmesso attraverso l’arte e le sue molteplici e multiformi applicazioni distintive.

La Milano Art Gallery è conosciuta come sede di prestigiose iniziative artistiche, tra cui le personali di Dario Fo e Amanda Lear, l’antologica dedicata al famoso decano della critica ultracentenario Gillo Dorfles e l’esposizione fotografica di scatti d’autore inediti su Pier Paolo Pasolini. Inoltre, accoglie il vasto calendario di appuntamenti di “Cultura Milano” il Festival Artistico Letterario, che vuole rendere la cultura accessibili a tutti con incontri che coinvolgono personalità di spicco del calibro di Corrado Augias, Bruno Vespa, Francesco Alberoni, Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio, Katia Ricciarelli, Mario Luzzatto Fegiz, Umberto Veronesi, Mogol, Silvana Giacobini, Paolo Crepet, Claudio Brachino e molti altri.

L’organizzatore Salvo Nugnes sottolinea come “questa collettiva vuole fungere da tramite per evidenziare il primario contributo fornito dall’arte e dalle sue eterogenee espressioni anche in previsione dell’Expo, dove sarà in posizione di primissimo piano. Il maestro Forattini ci farà l’onore della sua partecipazione all’inaugurazione e visiterà con accurata attenzione la mostra. Inoltre, ci saranno altre autorevoli presenze al vernissage, che si prospetta un appuntamento cultural mondano davvero imperdibile”.

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Intervistato il pittore Luciano Berruti in occasione della sua mostra presso il Museo Diocesano San Giovanni a Asti e alla Milano Art Gallery

Il noto pittore Luciano Berruti inaugurerà a breve due importanti personali presentate dal Prof. Vittorio Sgarbi. Dal 17 al 30 Dicembre 2014 si terrà la mostra presso il Museo Diocesano San Giovanni ad Asti (via Natta 36), mentre dal 15 Febbraio al 2 Marzo 2015 si svolgerà l’esposizione presso la storica Milano Art Gallery, a Milano (via G. Alessi 11).

Di seguito l’interessante intervista all’artista:

D: A breve si inaugureranno due sue personali in due località d’eccezione come il Museo Diocesano “San Giovanni” di Asti e la Milano Art Gallery a Milano: come si sta preparando a questi eventi?

R: Mi sento impegnato affinché le due manifestazioni possano essere all’altezza, in quanto ad impatto visivo ed emozionale, ai due locali che le ospiteranno e questo soprattutto per poter verificare la corrispondenza del pensiero del Prof. Vittorio Sgarbi con la mia pittura.

D: Infatti entrambe le personali vedono la partecipazione del professore in veste di curatore: come si sente a riguardo?

R: Con l’ansia per una verifica molto importante dopo tanti anni di lavoro.

D: Recentemente è stato uno dei protagonisti della mostra “Spoleto incontra Venezia”, un grande successo nella città lagunare. Com’è stato partecipare a questo evento?

R: Ho aderito e ho partecipato con entusiasmo alla manifestazione. È stato gradevole l’incontro con il Prof. Sgarbi. Mi ha emozionato il suo approccio “caldo” alla mia pittura e il suo intimo e piacevole accostamento all’uomo Berruti, al di là e oltre la pittura.

D: Come descrive la sua ricerca artistica?

R: Francamente non riesco ad esprimere un giudizio sulla mia ricerca artistica. Mi aspetto un giudizio dall’esterno.

D: A cosa sta lavorando attualmente?

R: A nulla, essendo impegnato all’allestimento di tre mostre, le due sopra citate e una terza in Francia, a Bonne Val.

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Museo Diocesano San Giovanni e alla Milano Art Gallery: intervista al pittore Luciano Berruti in occasione dell’evento

Il noto pittore Luciano Berruti inaugurerà a breve due importanti personali presentate dal Prof. Vittorio Sgarbi. Dal 17 al 30 Dicembre 2014 si terrà la mostra presso il Museo Diocesano San Giovanni ad Asti (via Natta 36), mentre dal 15 Febbraio al 2 Marzo 2015 si svolgerà l’esposizione presso la storica Milano Art Gallery, a Milano (via G. Alessi 11).

Di seguito l’interessante intervista all’artista:

D: A breve si inaugureranno due sue personali in due località d’eccezione come il Museo Diocesano “San Giovanni” di Asti e la Milano Art Gallery a Milano: come si sta preparando a questi eventi?

R: Mi sento impegnato affinché le due manifestazioni possano essere all’altezza, in quanto ad impatto visivo ed emozionale, ai due locali che le ospiteranno e questo soprattutto per poter verificare la corrispondenza del pensiero del Prof. Vittorio Sgarbi con la mia pittura.

D: Infatti entrambe le personali vedono la partecipazione del professore in veste di curatore: come si sente a riguardo?

R: Con l’ansia per una verifica molto importante dopo tanti anni di lavoro.

D: Recentemente è stato uno dei protagonisti della mostra “Spoleto incontra Venezia”, un grande successo nella città lagunare. Com’è stato partecipare a questo evento?

R: Ho aderito e ho partecipato con entusiasmo alla manifestazione. È stato gradevole l’incontro con il Prof. Sgarbi. Mi ha emozionato il suo approccio “caldo” alla mia pittura e il suo intimo e piacevole accostamento all’uomo Berruti, al di là e oltre la pittura.

D: Come descrive la sua ricerca artistica?

R: Francamente non riesco ad esprimere un giudizio sulla mia ricerca artistica. Mi aspetto un giudizio dall’esterno.

D: A cosa sta lavorando attualmente?

R: A nulla, essendo impegnato all’allestimento di tre mostre, le due sopra citate e una terza in Francia, a Bonne Val.

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Collettiva alla Milano Art Gallery: Rolando Rovati espone le sue originali opere

È ormai imminente l’inizio della prestigiosa mostra collettiva, che aprirà i battenti il 20 Dicembre 2014 presso la prestigiosa “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 nel cuore di Milano, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes e resterà allestita fino al 9 Gennaio 2015 con l’esposizione di un selezionato novero di rinomati artisti, tra cui il talentuoso pittore Rolando Rovati, con una corposa serie di quadri d’ispirazione astratta con variopinti cromatismi geometrici dalle vivaci tonalità. 

Rovati, tramite la speciale tecnica dei “papier colle” e l’uso della tavolozza colorata crea misteriosi alfabeti della memoria, che toccano le corde dell’animo ed è artefice di un linguaggio carico di forza ed energia comunicativa, che ne testimonia il senso di assoluta libertà e fantasia espressiva, che sono il filo conduttore portante della sua ricerca stilistica. Nel descriverne le componenti fondamentali della sua arte viene sottolineato come il colore acquista la valenza primaria di materia viva e vitale, che si libera nella dimensione spaziale e viaggia nel tempo, tra gioie e dolori, passioni e ferite. Si evince una sintesi narrativa che contiene pagine e racconti di vita, tracce di un passato trascorso con lo sguardo proiettato sul futuro. Ogni opera compone un collage di un immenso diario, che dà spazio ai sogni e alle visioni fantastiche e tramite la variegata alchimia e mescolanza del cromatismo rappresenta i fogli dove le parole, sostituite da linee ed elementi segnici simbolici, si prefiggono di descrivere visivamente il percorso esistenziale oscillante tra luci e ombre, certezze e contrasti, realtà condivise e desideri inespressi in un impeto spontaneo, che rivela le riflessioni più intime saldamente ancorate in un angolo profondo della sfera introspettiva. L’armonia e il movimento delle forme alimentato dal connubio ‘colore-segno-materia’ genera un mondo artistico all’insegna di una personale progettualità e creatività.

Su di lui è stato commentato “Rovati crea delle nuove strutture architettoniche, veri e propri labirinti in cui il colore dialoga con la potenza del simbolo, che si fa di volta in volta sempre più incisivo. Le sue forme astratte sembrano quasi danzare sulla tavola colorata a smalto, che conferisce al narrato una grande lucentezza. Questa ricerca a metà tra introspezione e astrazione  parte da una rigida sperimentazione , per poi risolversi in una sintesi segnica di grande originalità. Crea così un’iconografia che svela i misteri della mente, in cui i segni si dipanano come nel labirinto del Minotauro, da cui è possibile venire fuori grazie alla soluzione suggerita dallo stesso artista”.

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Il re del noir Andrea Pinketts e le vedute metafisiche di Maria Franca Grisolia alla Milano Art Gallery

Maria Franca Grisolia rientra nel selezionato gruppo di artisti che esporranno in collettiva all’interno della rinomata galleria milanese “Milano Art Gallery“, in via Alessi 11, nel cuore della città a due passi dal Duomo. L’evento è organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes dal 20 dicembre 2014 al 9 gennaio 2015. Al vernissage inaugurale,in data sabato 20 dicembre alle ore 18.00, è prevista la partecipazione straordinaria di Andrea Pinketts, noto scrittore e personaggio televisivo.

Le basi culturali domenicane di Maria Franca Grisolia si fondono con la formazione e l’attività artistica sviluppata in Italia. La sua variegata produzione spazia dalla pittura ad olio, al disegno, alla china. Dipinge per esprimere idee e concetti, frutto di profonde riflessioni interiori, e propone una ricerca sull’universo femminile, sull’identità e la rappresentazione della donna in un mondo in cui sessualità, fantasia e sentimento si congiungono ad intreccio. Forma e colori sono utilizzati come strumento per esternare uno stato interiore attraverso il superamento dell’improvvisazione. La rappresentazione pacata ed austera, con la sua umanità dignitosa, è la celebrazione dell’essere umano con le sue debolezze e le sue diversità. Nei suoi lavori c’è una costante analisi, che alimenta la tradizione figurativa classica, nella consapevolezza che la conoscenza dell’arte antica è presupposto fondamentale per conoscere ed amare quella moderna.

Sullo stile peculiare che la contraddistingue è stato scritto “Nelle opere si aprono architetture di contorno fantastiche; scene e prospettive di vedute metafisiche e surreali, esaltate e valorizzate dalla luce e dai sapienti effetti tonali chiaroscurali. Lo spettatore viene indirizzato verso la memoria, alimentando la connessione con immagini acquisite dalla coscienza in una scrittura narrativa luminosa, che sorregge l’articolazione spaziale in una visione emotiva, che attinge suggestioni dall’inconscio. Lo spazio lascia filtrare nuove gamme cromatiche annunciate da luci colorate, che si inseriscono e si insinuano nei piani della figurazione, conferendo all’insieme forte impatto. Il colore mette in gioco emozioni che la mente non riesce sempre a porre sotto il suo controllo. Le figure si fanno metafore attraverso il segno, le cromie e la matericità densa e corposa. La costruzione nella quale la coscienza sfugge al suo stesso inganno visionario, si affida alla referenzialità tattile della materia ,senza però estraniarsi dall’elemento onirico e porgendo attenzione a un’analisi che accoglie e lascia affiorare un dettato intimista, frutto di una pittura intesa non soltanto come ‘lente d’ingrandimento’ con cui vedere il mondo, ma come arguto approccio conoscitivo verso l’altro da sé”.

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Milano Art Gallery: L’originale arte di Annalisa Picchioni in esposizione nella nuova collettiva, con la presenza di Andrea Pinketts

Si prospetta un evento di altissimo livello artistico la mostra collettiva che si svolgerà dal 20 dicembre 2014 al 9 gennaio 2015, organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, nell’elegante contesto milanese della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, vicinissima al Duomo e alle zone nevralgiche della città. L’inaugurazione della mostra “Evoluzioni artistiche” è fissata per sabato 20 dicembre alle ore 18.00, con la presenza d’eccezione del noto scrittore e personaggio televisivo Andrea Pinketts. Nel selezionato novero dei partecipanti, Annalisa Picchioni propone opere frutto di un’originale ricerca basata sull’informalismo pittorico, rivisitato con una formula di proiezione tridimensionale di coinvolgente impatto.

Del suo percorso di evoluzione stilistica la Picchioni racconta: “Ho approfondito la tecnica dell’incisione grazie al metodo Hayter, con la stampa simultanea a colori. Negli anni è aumentata la passione per la fotografia e ho proseguito il costante esercizio di sperimentazione inserendo nei quadri delle particolari lastre di plexiglass, che ne accentuano la visione in proiezione tridimensionale. Attraverso le mie opere voglio fare emergere quel mondo interiore ricco di sogni e magie e metterlo in contrapposizione con quello ‘costruito’, che è ben visibile e alla luce di tutti”.

Nel commentare le peculiari caratteristiche della sua produzione è stato scritto “Il virtuosismo, frutto del geniale spirito d’inventiva e di rielaborazione, si contrappone alla banale ricerca copiativa producendo un vivace e variegato scenario fantastico. Attraverso un linguaggio narrativo elegante, articolato, armonico e coerente, si indulge verso moduli d’espressione nei quali la pittrice immette in metafora una sintesi magmatica esistenziale del proprio vissuto, assemblandone ogni singolo frammento, che entra a far parte di un racconto omogeneo e unitario impresso nei dipinti. Si inseriscono una serie di rimandi incrociati tra i dati percepiti e i contenuti sostanziali, sedimentati ai ricordi di vita, congiunti agli echi profondi dell’inconscio introspettivo, che lascia emergere fantasie e sogni in un avvincente ‘gioco onirico’ da condividere con il fruitore. Dimostra un’acquisita maturità espressiva tra sperimentazione e memoria supportata dalla sfera sensoriale soggettiva, in una doviziosa ricerca, fatta direttamente all’interno della pittura e dei suoi elementi costitutivi primari, finalizzata a evidenziare tramite l’innata forza energetica delle immagini rievocate, la meraviglia di uno spettacolo visionario nel quale l’amore, la poesia, il sentimento, l’emozione si sono ‘magicamente’ dati appuntamento tutti insieme”.

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Alla Milano Art Gallery Alessandro Testa espone le sue originali opere con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes e la presenza di Andrea Pinketts di Italia Uno

In occasione della prestigiosa esposizione collettiva “Evoluzioni Artistiche” che si terrà nella storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, a due passi dal centro cittadino e dal Duomo, il pittore Alessandro Testa presenterà una corposa serie di dipinti caratterizzati dal vivace e multiforme cromatismo della materia astratta. L’evento, organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes, sarà inaugurato con la presenza d’eccezione del noto scrittore noir e popolare volto televisivo Mediaset Andrea Pinketts. L’esclusivo vernissage è previsto in data Sabato 20 Dicembre 2014 alle ore 18.00. L’allestimento resterà in loco fino al 9 Gennaio 2015, con ingresso libero per le visite. 

Di recente l’artista spoletino ha partecipato con successo alla grandi mostre di “Spoleto Arte” e “Spoleto incontra Venezia” con l’autorevole curatela del professor Vittorio Sgarbi, che nel commentarne le connotazioni stilistiche distintive ha dichiarato Al gusto di Tancredi si ispira Alessandro Testa. Nei quadri gesti incisivi e nervosi graffiano la superficie limacciosa innaffiata da macchie zafferano e nere”.

Sul suo percorso artistico Testa spiega Essendo un autodidatta non ho tecniche particolari, seguo l’istinto. Uso colori acrilici e smalti, senza l’uso dei pennelli. Pittoricamente parlando, mi sento severamente sotto esame davanti a ogni tela, sfido sempre me stesso e non mi accontento quasi mai. Solo dai battiti del cuore capisco se la mia opera è riuscita, per la straordinaria emozione, che mi infonde. Vorrei essere ricordato come un pittore, forse anomalo, ma liberissimo, che non ha mai accettato costrizioni e condizionamenti”.

La sua evoluzione di ricerca stilistica è incentrata e focalizzata sulla sperimentazione delle cromie e sfumature tonali. Il colore nel suo utilizzo più vario ed eterogeneo, diventa il protagonista principale sulle tele e viene distribuito quasi con gestualità impulsiva, per trasmettere intensi messaggi, che lo spettatore deve saper cogliere e interpretare in modo soggettivo e personalizzato. Il suo campo d’applicazione è l’informalismo e l’astrattismo materico, con un linguaggio espressivo scaturito e guidato dal moto dell’anima più spontaneo e dall’istinto di pura irrazionalità. L’impatto visivo delle creazioni è di immediato coinvolgimento emozionale. Fin dal primo sguardo l’osservatore rimane quasi ipnotizzato e viene conquistato dalla dirompente irruenza impressa, recependone la vibrante enfasi ideativa.

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Direttamente da Mistero – Italia 1, Andrea Pinketts ospite alla collettiva di Milano Art Gallery, tra gli artisti Alessio Serpetti

Grande attesa per la mostra collettiva presso l’esclusivo spazio della galleria milanese “Milano Art Gallery” ,sita in via Alessi 11, vicino al Duomo e al cuore del centro urbano, dove saranno esposte opere di talentuosi artisti contemporanei ,con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes. L’interessante iniziativa, intitolata “Evoluzioni Artistiche”, sarà inaugurata Sabato 20 Dicembre 2014 alle ore 18.00 e rimarrà in loco fino al 9 Gennaio 2015. Durante il vernissage è previsto l’intervento, in qualità di super ospite, di Andrea Pinketts, noto scrittore noir nonché affermato volto televisivo della popolare trasmissione Mediaset “Mistero”. All’interno della corposa mostra si potranno apprezzare anche le originali opere d’ispirazione mistico-allegorica del pittore figurativo Alessio Serpetti.

In riferimento alla ricerca stilistica di Serpetti, viene evidenziato come “Nel suo lavoro il ricorso al colore è minimo; prevale piuttosto un elegante uso della monocromia, che lascia al segno il compito di svolgere una pregnante funzione narrativa. I contorni si fanno lievi, dando vita ad ambientazioni tratteggiate con minuzia e alla declinazione di figure femminili di sconcertante bellezza”.

Nel descrivere le fondamenta portanti del suo percorso artistico è stato scritto “Nei quadri le figure femminili sono spesso protagoniste dello scenario; al contempo sensuali, attraenti, enigmatiche, intriganti, inquietanti e sono avvolte da simboli esoterici arcaici appartenenti alla terra e alla notte. Serpetti propone una pittura densa di significati e messaggi subliminali di matrice allegorica, innervati da profonde radici storiche, che si presenta come una volontà di recupero anacronistico di visioni, le cui fonti provengono da molto lontano; dai manieristi del Cinquecento fino al Surrealismo più recente. Tali visioni vengono integrate e arricchite da una serie corposa di allegorie, metafore, simbologie reinterpretate, con vivace spirito d’inventiva, in chiave personalizzata. Ogni scena di derivazione classica, serve a Serpetti per rievocare e rappresentare su tela una sorta di scenario teatrale, come se la superficie pittorica fungesse da coreografico palcoscenico. Egli mette in scena uno spettacolo, nel quale si impegna a evidenziare la gestualità delle figure riprodotte, gli effetti suggestivi di controluce, gli anfratti fiabeschi e leggendari della narrazione, il mistero avvincente con cui il suo pennello riesce a ritrarre le sembianze femminili in una magica allure, ottenendo il massimo risalto d’effetto”.

Per lui la crescita e la maturazione di ciascun individuo, avvengono dentro il fitto tessuto connettivo secolare delle relazioni e dei rapporti sociali. Si proiettano a rivelarne i meccanismi e la casualità che li innescano tramite i “luoghi della pittura e della sua immaginazione“, concepiti come tracce testimoniali dell’adesione e dell’appartenenza a una civiltà millenaria, che rimane sempre e comunque presente, anche quando viene collocata all’ombra della modernità.

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Alla Milano Art Gallery Giuseppe Oliva espone le sue originali opere con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes

Nel rinomato contesto della galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, in zona corso Genova, sta per aprire i battenti un’importante mostra collettiva, in titolata “Evoluzioni artistiche” organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, che si svolgerà dal 20 Dicembre 2014 al 9 Gennaio 2015. Il vernissage avrà luogo in data Sabato 20 Dicembre alle ore 18.00, con la presenza di autorevoli nomi di spicco e in particolare del carismatico scrittore noir e personaggio tv Andrea Pinketts, che sarà l’ospite d’eccezione durante l’evento inaugurale. Tra i talentuosi artisti selezionati per l’interessante iniziativa c’è il pittore Giuseppe Oliva, con l’esposizione di quadri dal suggestivo informalismo materico di sorprendente impatto visivo. 

Oliva, nell’illustrare la tecnica pittorica da lui preferita spiega “Tutti i miei dipinti sono realizzati con colori a olio, spalmati con spatolate rapide, continue ed irregolari. Lavorare a spatola è sicuramente esaltante, perché ti permette di dare risalto al movimento attraverso dei tocchi di intensità, profondità e spessore diversi, a seconda cioè dell’effetto che in quel momento si vuole rendere sulla tela” e prosegue sottolineando come “Il movimento della spatolata e l’abbondanza della quantità della materia mi permettono di mettere a fuoco il particolare come parte del tutto, nel tentativo di addentrarmi in modo sempre più forte ed incisivo nella realtà circostante, come fonte di geometrie cromatiche emozionali. La sovrapposizione dei colori, senza confonderli e mischiarli, permette di ottenere una superficie omogenea su cui poi, scavando con dei passaggi di spatola, si possono ricavare delle sensazioni di movimento e di profondità e ciò mi attira in particolare modo in questa forma di pittura”.

Oliva di recente ha preso parte a due prestigiose mostre curate dal critico Vittorio Sgarbi, ricevendo positivi apprezzamenti sull’originale stile espressivo. Nel parlare del suo sentirsi artista contemporaneo, inserito nel panorama attuale, dice “Potrei considerarmi un ‘artista informale’ che attraverso il colore e l’intensità delle spatolate cerca di trasferire allo spettatore le proprie emozioni, scorci della propria vita, che emergono in modo netto ed inequivoco dalla contrapposizione tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande. Dicotomia in cui l’infinitamente piccolo, che è parte integrante del tutto, rappresenta il mezzo attraverso il quale capire ed apprezzare sempre di più la realtà che ti circonda, che è ciò che fondamentalmente da’ origine alle nostre emozioni, bagaglio del passato per vivere il presente ed affrontare più forti in nostro futuro”.

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Milano Art Gallery: Patrick di Striscia La Notizia in visita alla mostra di Gianluigi Cannella

Patrick Ray Pugliese, popolare volto e personaggio televisivo, da Striscia La Notizia al Grande Fratello e ad altre trasmissioni di successo, ha visitato di recente la mostra fotografica “Istanti di vita” di Gianluigi Cannella, allestita dal 20 Novembre al 5 Dicembre 2014 nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. Nell’occasione Patrick ha espresso positivi apprezzamenti verso l’artista per il vivace estro creativo.

Patrick ha commentato: “Queste fotografie sono davvero coinvolgenti. Cannella è riuscito a cogliere al meglio le caratteristiche distintive e salienti dei soggetti e delle immagini rappresentate, dimostrando spiccata sensibilità e consolidata competenza. Ha giocato abilmente sull’ imprimere il massimo risalto anche ai colori, come faccio anche io nei quadri di mia creazione, dove l’elemento cromatico assume fondamentale rilevanza, poiché rafforza e valorizza ulteriormente le raffigurazioni riprodotte, dando un’intensa valenza simbolica all’insieme compositivo, così come riscontro in questi emozionanti scatti d’autore”.

Nel commentare il suo variegato percorso nel mondo dell’arte fotografica, coltivato fin dalla tenera età, Cannella dice:“Essendo molto appassionato anche di poesia, mi piace unirla in sinergica commistione alla fotografia. Penso che una poesia e una fotografia non abbiano bisogno di spiegazioni, perché bisognerebbe riuscire a trasmettere delle emozioni comunque attraverso una fotografia e un testo poetico. Il mio intento primario è quello di poter trasmettere emozioni stimolanti, spontanee e istintive nell’osservatore, condividendo quelle che ho provato io durante i miei reportage, realizzati in viaggio e facendo esperienze particolari e molto interessanti da immortalare con l’obiettivo”.

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Nomi illustri impressi nella terracotta, da Beckam a Sting, da Fiorello a Papa Ratzinger, nella nuova mostra della Milano Art Gallery‎

La rinomata galleria spazio culturale “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, vicinissima al Duomo e al centro storico cittadino, si prepara ad accogliere un’esposizione di sorprendente originalità, composta da una serie di tavolette in argilla, con impresse le firme autografe di esponenti di spicco e di personalità illustri del panorama attuale. Queste creazioni appartengono alla più grande collezione mondiale esistente di questo genere. Nel novero dei nomi che fanno parte della raccolta rientrano Papa Benedetto XVI, il presidente Giorgio Napolitano, il presidente Barack Obama, Rita Levi Montalcini, Sting, Fiorello, David Beckham, Claudio Baglioni, Catherine Spaak, Al Bano, Gianni Morandi, Claudia Cardinale, Zucchero e molti altri. La mostra, intitolata “Autografi d’arte”, è organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes e si svolgerà dal 6 al 19 Dicembre 2014, con inaugurazione prevista in data Sabato 6 Dicembre 2014 alle ore 18.00. Saranno allestite, come cornice di contorno, delle immagini fotografiche inedite, che immortalano i momenti salienti delle firme vip d’autore.

L’organizzatore Salvo Nugnes spiega: “Le tavolette sono state realizzate dall’artista Gianni De Girardi, che ha scelto l’argilla per rendere indelebili e incancellabili nel tempo, i prestigiosi autografi dei vip e dei personaggi, che si sono prestati a incidere le proprie firme sulla superficie argillosa. Ogni tavoletta è racchiusa e conservata in appositi cofanetti di legno, per sigillarne e valorizzarne l’autenticità, come pregiati tesori di suggestiva espressione artistica”. E prosegue, sottolineando l’arguto spirito d’inventiva di De Girardi, considerato un po’ come un moderno scriba: “Per realizzare la raccolta, ha individuato una tecnica con una procedura di lavorazione davvero particolare ed esclusiva. Per ottenere gli autografi, vengono utilizzate delle stanghette di occhiali, che fungono da penna, sull’argilla umida. Poi le tavolette vengono infornate per 36 ore e riposte nei cofanetti, mantenendone l’assoluta integrità. Le tavolette hanno tutte la dimensione standard di 30cmx20cm e garantiscono la perfetta e fedele riproduzione delle firme autografate”.

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Gianluigi Cannella: prestigiosa inaugurazione della mostra “istanti di vita” esposta alla Milano Art Gallery

Ha ottenuto notevoli apprezzamenti l’artista Gianluigi Cannella durante il vernissage inaugurale della sua mostra dal titolo “Istanti di vita” svoltosi in data 20 Novembre nel rinomato contesto della galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11. L’esposizione organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes resterà in loco fino al 5 Dicembre 2014 con ingresso libero al pubblico per le visite. Di recente Cannella ha esposto anche nel prestigioso parterre della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” con la curatela del critico Vittorio Sgarbi.

Le immagini fotografiche proposte in questa sua personale presentano una ricca e variegata versatilità tematica, spaziando dalle situazioni catturate con l’obiettivo durante i suoi emozionanti viaggi a Mumbai e in Perù a momenti di magica atmosfera colti in performance teatrali e danzanti. Il tutto rivisitato e proposto in chiave personalizzata, attraverso la spiccata sensibilità e l’esperta conoscenza acquisita in materia da parte dell’autore, che fin dall’infanzia ha coltivato con intensa passione l’amore per la fotografia, mettendo sempre al centro l’uomo e gli istanti di vita quotidiana come fulcro nevralgico da cui ricavare la fonte primaria per la ispirazione creativa.

Su di lui è stato dichiarato “Gli scatti d’autore di Cannella rispecchiano attimi e istanti di vita rendendoli speciali e trasmettendo in essi la magia e l’energia della suggestione poetica, come un simbolico viaggio iniziatico alla scoperta delle emozioni più profonde e dei sentimenti interiori, da condividere con lo spettatore”.

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