È stata inaugurata il 5 settembre, con la presentazione di Vittorio Sgarbi, la grande mostra della Biennale Milano, che durerà fino all’1 ottobre 2015 in due sedi milanesi distinte: lo Spazio Tadini, in via Niccolò Jommelli, 24 e la Milano Art Gallery, in via Alessi, 11. La direzione dell’evento è del manager della cultura Salvo Nugnes. In esposizione anche l’arte scultorea di Matteo D’Errico.
Lo stile di D’Errico cerca radice nell’impronta moderna e futurista e si avvale di un linguaggio dinamico, aperto, elastico, il cui “cuore pulsante” esprime una felicità creativa esaltata dalla ricerca sperimentale innovativa, attenta ad ogni minimo dettaglio e particolare compositivo. L’occhio dello spettatore si addentra negli itinerari proposti con spirito ricettivo e libero da impalcature mentali e costrizioni ideologiche.
Sul suo fare viene scritto: “Mente e cuore sembra essere il binomio inscindibile della filosofia artistica di D’Errico, sempre attento ai contenuti e alla progettualità ragionata e calibrata, a cui si accosta l’emozione forte di uno spirito di uomo-artista appassionato e sensibile, pronto a -scommettere su se stesso e mettersi in gioco – lanciandosi in esperienze sui generis, innovative e non convenzionali”.
“Spoleto incontra Venezia”: Il futurismo di Matteo D’Errico ottiene particolari consensi elogiativi
Si è conclusa di recente con forte risonanza mediatica la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura del Professor Vittorio Sgarbi, allestita dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, nel contesto veneziano di due affascinanti edifici secolari, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. Nel selezionato parterre di artisti partecipanti lo scultore di matrice futurista Matteo D’Errico ha ricevuto significativi riconoscimenti di apprezzamento.
Sulla sua peculiare espressione stilistica di originale sperimentazione è stato commentato “Nel rispetto dell’essenza dei componenti utilizzati, squisitamente tecnica, quali l’alluminio, il rame, la bachelite, i materiali plastici e altre misteriose leghe isolanti, le opere non mostrano integrazioni cromatiche, esibite invece negli sgargianti cavi elettrici. Si tratta di arte generata dal riciclo di materiali, che rimanda ad una concezione sociale per nulla ludica, anzi contraddittoria di una società dei consumi, che produce scorie inutilizzabili e inquinanti. Arte, che si attesta come momento di denuncia, ma che ritrova in se stessa una funzione comunicativa, rinascendo a nuova vita. Archeologia e modernità, geometria e visione idealistica dell’architettura urbana convivono con esercizi di pura fantasia. È artefice di una ricerca artistica con connotati sociali, in cui lo spettatore viene chiamato in causa con la possibilità di inventare ed interpretare a sua volta la realtà immaginata”.
D’Errico considera tra i principi ispiratori del suo eclettico modo di fare e concepire l’arte, il Minimalismo, lo Spazialismo, il Realismo e il Serialismo, dai cui trae spunti per rivisitare, riassemblare e trasformare con innata arguzia ideativa e progettuale oggetti, elementi e componenti di svariata tipologia creando delle vere e proprie “molecole d’arte” avveniristiche e innovative.
Le grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia”: Vittorio Sgarbi presenta lo scultore futurista Matteo D’Errico
“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: MATTEO D’ERRICO IN MOSTRA CON LE SUE ECLETTICHE SCULTURE FUTURISTE
“Spoleto incontra Venezia” la grande mostra curata da Vittorio Sgarbi con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes accoglie nella magnifica cornice secolare veneziana di Palazzo Rota-Ivancich le originali creazioni scultoree di matrice futurista del talentuoso Matteo D’Errico, accanto a personalità del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. L’allestimento resterà in loco, e anche presso lo storico Palazzo Falier sul Canal Grande, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 ed è visitabile con ingresso libero al pubblico.
D’Errico considera tra i principi ispiratori del suo poliedrico modo di fare arte e concepire l’arte, il minimalismo, lo spazialismo, il realismo e il serialismo, utilizzando oggetti, elementi e strutture di derivazione industriale rivisitate, riassemblate e trasformate con innata arguzia ideativa e progettuale in vere e proprie “molecole d’arte” avveniristiche e innovative.
Su di lui è stato scritto “I suoi lavori sono frutto di un’approfondita riflessione progettuale, di un’arguta e sagace strategia esecutiva. Niente viene impostato con improvvisata casualità all’interno della piattaforma ideativa. Dai materiali utilizzati alla tipologia di procedura strumentale, la scelta si basa su uno schema preciso studiato a monte, ben ponderato e calibrato. La cornice compositiva scaturisce dall’impeccabile sincronia degli elementi, in perfetta alchimia e fusione. Gli spunti di aderenza alla realtà sono rivisitati e tradotti in chiave di avveniristica simbologia metaforica, arricchita da riferimenti storico-geografici, modulati e incanalati attraverso una riproposizione fantastica. Il risultato ottenuto è un intreccio di moderna arte cosmopolita e di linguaggio narrativo antico in un itinerario di viaggio avvincente, generato dalla sfera dell’immaginario, che suscita nell’osservatore curiosa e animata partecipazione”.
A “Spoleto Arte” nel Palazzo Leti Sansi le installazioni futuriste di Matteo D’Errico
Dal 27 giugno al 24 luglio lo splendido Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, accoglie le prestigiose mostre di “Spoleto Arte” con la curatela del critico Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. All’imminente evento partecipa anche Matteo D’Errico, con le sue istallazioni futuriste di matrice scultorea.
Il talento autodidatta di D’Errico viene attirato dapprima dalla scultura più tradizionale, per poi rivolgersi ad un ambito di moderno trasformismo di stampo avveniristico, dove può esternare liberamente le sue originali visioni di tecnologica invenzione e creare un ponte virtuale di congiunzione tra regole strumentali, appartenenti alla tradizione ed elementi di innovativa progettazione.
Nelle opere si diletta ad utilizzare anche prodotti di recupero, provenienti dal riciclo o dal comune uso domestico. Non stupisce dunque trovare nella multiforme produzione un ferro da stiro, un vecchio pc con relativa tastiera, una serie di piattaforme tipiche dei congegni e degli apparati elettrici ed elettronici. Questi prodotti vengono rivisitati e rigenerati in forma di dinamiche strutture artistiche davvero geniali nella loro coreografica nuova “dimensione vitale” di rinascita.
Il fruitore, conquistato e incuriosito dall’appassionata sfida sperimentale intrapresa da D’Errico, viene spronato a cogliere un linguaggio di significati e messaggi simbolici da decodificare e decifrare, che si cela oltre l’impatto materico delle rappresentazioni e deriva dalla spiccata sensibilità introspettiva dell’artista. Emerge l’arguta metafora, in cui il cerchio della vita è collocato all’interno di un punto d’inizio, l’origine e di un traguardo conclusivo finale, che ne chiude simbolicamente i confini e li delimita. Il ruolo dell’uomo è proprio quello di scandire virtualmente questo decorso cronologico, che si identifica con le tappe esistenziali più salienti, intrecciandosi con l’habitat ambientale e architettonico circostante.