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Le Corbusier: il grande Maestro

Le Corbusier (pseudonimo scelto in onore dello zio materno da Charles Edouard Jeanneret Gris) è ritenuto uno dei più influenti esponenti del movimento Moderno nell’architettura: un architetto e designer ritenuto dai suoi contemporanei un “rivoluzionario” per le sue scelte stilistiche e le sue idee.

 

Le Corbusier nasce in Svizzera nel 1887 (anche se poi sarà naturalizzato cittadino francese) e nel suo paese di nascita compie i primi studi, compresa la scuola d’arte. Ma saranno i diversi viaggi compiuti in Europa da Le Corbusier negli anni successivi a influenzare la sua visione dell’architettura e a creare il suo stile.

Infatti Le  Corbusier viaggiò attraverso l’Italia (in cui raccolse diverse schizzi e disegni visitando le città più importanti), Vienna e soprattutto Berlino: proprio soggiornando nella capitale tedesca Le Corbusier  conosce e lavora con Mies van der Rohe e viene in contatto con i movimento Bauhaus.

 

Dopo questi viaggi in Europa Le Corbusier si stabilisce definitivamente a Parigi e comincia la sua vera e propria carriera nell’archiettura.

 

L’attività di Le Corbusier si divide fra l’architettura vera e propria, con la progettazione e realizzazione di diversi edifici (fra cui si possono ricordare il Dormitorio Svizzero della Città degli Studi a Parigi e il Ministero della Educazione in Brasile) e una serie di importanti opere in cui Le Corbusier pone le basi teoriche di un’architettura e soprattutto di un’urbanistica studiate a misura delle esigenze delle persone.

 

Proprio questo era il concetto cardine che aveva ispirato infatti l’intera opera di Le Corbusier: case, edifici e città devono essere studiate sì per essere belle a vedersi, ma soprattutto perché siano in grado di soddisfare le esigenze di coloro che le abitano.

 

E questa concezione si riflette anche sull’importante produzione come designer di Le Corbusier: infatti le poltrone e le sedie progettate e sviluppate da Le Corbusier presentano linee pulite ed eleganti, grazie anche all’utilizzo dell’acciaio, ma si concentrano soprattutto sulla comodità della seduta.

 

Infatti per Le Corbusier poltrone e divani (fra cui si possono ricordare i modelli LC1, LC2 e LC3) dovevano in primo luogo offrire la massima comodità possibile a chi ci si sedeva: la forma dell’oggetto dipendeva dalla funzione principale di esso.

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Designer’s Days 2011: i tabouret di Le Corbusier ed altre opere di design

Certi oggetti sono entrati nella memoria collettiva. Appartengono a un patrimonio comune ed esprimono “un non so che” attraverso un dialogo universale con l’immaginario. Le collezioni Cassina I Maestri e Cassina I Contemporanei sono costituite da questi pezzi unici, prodotti secondo una profonda attitudine per l’autenticità.

In occasione della nuova edizione di Designer’s Days intitolata “Conversazioni”, Cassina invita lo studio POOL a realizzare una scenografia per mettere in mostra il dialogo affettivo che ci lega a questi mobili. Prendendo alcuni di questi oggetti, per farne moduli di opere monumentali: l’oggetto icona entra nella grammatica di un meta-oggetto, mimetizzandosi. Uno a uno “totemizzato”, “accumulato” o “atmosferizzato”; una volta astratto dall’uso comune, l’oggetto rivela il suo valore simbolico. Il progetto è stato sostenuto dalla testimonianza di celebrità del mondo dell’arte e della letteratura che esprimono in tono confidenziale il loro legame personale a ciascuno di questi oggetti. Vanessa Bruno, Guillaume Durand, Pierre Gagnaire, Jean Gabriel Mitterand, parlano rispettivamente dei tabouret LCl4 di Le Corbusier, dei tavoli Petalo di Charlotte Perriand, della sedia Zig Zag di Gerrit Thomas Rietveld e della Superleggera di Gio Ponti. Le loro voci provengono da ciascuna delle sculture che caratterizzano l’installazione come risonanze sensibili della creazione dell”essere: la conversazione che ciascuno di noi intrattiene con gli oggetti. Una conversazione possibile grazie all’impegno di Cassina che conserva tutta l’unicità di questi oggetti. Mano nella mano con i designers o i loro legittimi eredi, Cassina si avvicina a ciascun nuovo progetto per divulgare il carattere autentico di un progetto originale.

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I falsi Le Corbusier e la tutela del diritto d’autore

16 Marzo, Svizzera, dogana di Ginevra. L’AFD (Amministrazione Federale delle dogane) trattiene ai controlli un container sospetto proveniente dalla Cina e con destinazione una non nota società ginevrina. Al suo interno la Sezione antifrode doganale rinviene ben 24 pezzi, tra poltrone e divani, firmati da icone del design contemporaneo del calibro di Le Corbusier, dell’urbanista e suo collaboratore Pierre Jeanneret e della francese Charlotte Perriand. 24 pezzi, 13 poltrone relax, 9 poltrone e 2 divani, il cui valore commerciale sul mercato svizzero si aggira intorno ai 100.000 franchi. Durante i controlli, l’AFD rileva delle anomalie di contraffazione nelle merci e avvisa, come è protocollo, la società Cassina Spa di Meda, detentrice dei marchi di produzione e azienda operante nel settore dell’ arredamento di design. Gianluca Armento, brand manager di Cassina (Gruppo Poltrona Frau) l’11 maggio vola a Ginevra per sovrintendere alla distruzione dei prodotti contraffatti rinvenuti alla frontiera, il tutto alla presenza di giornalisti e mass-media e godendo, quindi, della più ampia copertura radiofonica e televisiva. Destruction de contrefacons, allora, e plauso al Sistema e agli integerrimi doganieri di Ginevra: il diritto d’autore, in Svizzera, è salvo.

5 Maggio, Italia. Viene approvato al Consiglio dei Ministri il Decreto Sviluppo 2011: semplificazioni fiscali per le imprese, crediti d’imposta per ricerca e innovazione, assunzioni agevolate al Sud. Alcuni giorni dopo, le aziende del Design italiano, a voce di Paolo Zegna, vicepresidente di Confidustria, insorgono contro il Decreto. Ad essere contestata è la sanatoria contenuta nello stesso Decreto Sviluppo, che cancella la tutela alla proprietà industriale per tutte le opere antecedenti il 19 Aprile 2001, opere di pubblico dominio perché mai registrate come modelli in Italia. Una brusca e incomprensibile marcia indietro nei confronti della legge precedente di riforma del diritto della proprietà industriale, che aveva finalmente adeguato l’Italia agli altri Paesi della Ue. L’ articolo 8 è una “norma che protegge chi copia a danno di chi legittimamente ha creato l’opera o ne ha acquisito i diritti d’autore” dichiara il vicepresidente di Confindustria, e da questo momento in poi, infatti, tutti i prodotti (o copie), “realizzati in conformità con le opere del disegno industriale allora in pubblico dominio perché mai registrate come modelli in Italia, non rispondono più della violazione del diritto d’autore”. Lotta alla contraffazione? Tutela della creatività? Due Paesi, due misure. Il vanto dell’efficienza nazionale e del sistema norma: il diritto d’autore, in Italia, non è più salvo.

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