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Gruppo Riva: l’ascesa del leader della siderurgia italiana

L’evoluzione di Gruppo Riva è caratterizzata dalla costante ricerca di innovazione. Dalla sua nascita nel Dopoguerra, l’azienda ha saputo rispondere alle sfide del mercato, investendo in tecnologie all’avanguardia e ampliando la propria rete di produzione a livello internazionale. Nel 2023 acquisisce diversi impianti di raccolta, selezione e frantumazione di rottami metallici, facendo emergere con chiarezza il suo impegno in termini di circolarità e sostenibilità.

Gruppo Riva

La nascita e l’evoluzione di Gruppo Riva

Le radici di Gruppo Riva affondano negli anni ’50, quando Emilio Riva e suo fratello Adriano decisero di dare seguito a una loro intuizione. In un’Italia devastata dalla Seconda Guerra Mondiale, i fratelli Riva colsero l’opportunità di investire nella siderurgia, un settore cruciale per la ricostruzione del Paese e la successiva crescita economica che avrebbe caratterizzato il periodo del cosiddetto “miracolo economico”. Da un modesto commercio di rottami ferrosi, l’azienda si espanse rapidamente, conquistando una posizione di rilievo nel panorama siderurgico europeo attraverso acquisizioni strategiche in Paesi come Germania, Francia, Belgio e Spagna. Tuttavia, la metà degli anni ’60 portò con sé una crescente concorrenza internazionale, in gran parte dovuta all’emergere delle miniacciaierie e della nuova tecnologia del forno elettrico ad arco. Per assicurare una maggiore competitività, Gruppo Riva decise di investire in innovazione, introducendo per primo in Italia la colata continua curva a tre linee. Questo passaggio segnò una vera e propria rivoluzione nel processo produttivo, aumentando l’efficienza e riducendo i costi, oltre a consentire una migliore qualità del prodotto finale. La nuova tecnologia, sviluppata grazie alla collaborazione tra Emilio Riva, il progettista Renzo Colombo e il costruttore Luigi Danieli, rappresentò un punto di svolta fondamentale. Con l’attivazione della prima colata continua curva a tre linee nel 1964, il Gruppo non solo migliorò la propria capacità produttiva ma arrivò anche a posizionarsi come leader nell’innovazione tecnologica del settore. La presenza di una concorrenza sempre più agguerrita, spinse la società a intraprendere un percorso di espansione internazionale. La crescita fu esponenziale: dalla produzione di 300.000 tonnellate d’acciaio alla fine degli anni ’60, il Gruppo raggiunse oltre 1,1 milioni di tonnellate nel 1980. A questo punto, Gruppo Riva si era già affermato come uno dei principali attori del settore a livello internazionale.

L’espansione di Gruppo Riva nel mercato globale e il focus sulla sostenibilità

Gli anni ’70 rappresentarono per il Gruppo un periodo di grandi sfide e grandi opportunità. Nonostante la crisi petrolifera e la concorrenza dei produttori a basso costo provenienti da Paesi come la Corea del Sud e il Brasile, Gruppo Riva continuò a investire in tecnologie innovative e ad espandersi all’estero. L’acquisizione di nuovi impianti in Spagna e la fondazione di una filiale in Canada nel 1974 dimostrarono la determinazione della società nell’internazionalizzazione. Il Gruppo riuscì ad affermarsi pure nel mercato francese e, nel 1978, diventò il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina, un traguardo importante in un mercato fino ad allora dominato dal Giappone. Negli anni successivi, il Gruppo continuò ad espandersi, rilevando impianti in Belgio e Germania e aumentando ancora la propria capacità produttiva. Oggi, Gruppo Riva si distingue anche per il suo impegno verso la sostenibilità, oltre che per la sua leadership nel settore. Nel 2023, l’acquisizione di siti di raccolta, selezione e frantumazione di rottami metallici, rappresenta un evento simbolico del percorso di sostenibilità intrapreso dal Gruppo, sempre più impegnato nella creazione di un futuro sostenibile.

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Gruppo Riva: dal commercio di rottami a leader europeo nel settore siderurgico

Gruppo Riva emerse negli anni ’50, nel contesto del miracolo economico italiano, rispondendo alla domanda di acciaio per la ricostruzione del Paese. Sotto la guida di Emilio Riva, l’azienda si espanse in Europa, diventando leader del settore. Oggi punta alla sostenibilità, investendo nel riciclo e nella gestione autonoma dei rottami.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: dalla rinascita dell’Italia alla svolta green della siderurgia

Gruppo Riva nacque a inizio anni ’50, nel pieno boom economico del secondo dopoguerra. Emilio Riva e il fratello Adriano captarono le grandi prospettive di sviluppo che il settore dell’acciaio avrebbe avuto in un’Italia bisognosa di essere ricostruita. In questa fase, il Paese si trovò ad entrare di colpo nella modernità industriale con una tale rapidità e intensità che prese il nome di “miracolo economico”. In questo contesto, l’intuizione di Emilio Riva si rivelò vincente. L’azienda che fondò accompagnò la ripresa italiana e, in poco tempo, riuscì ad espandersi anche all’estero attraverso acquisizioni mirate di importanti realtà produttive europee. Con sedi in Germania, Francia, Belgio e Spagna, Gruppo Riva si trasformò nel giro di qualche anno da una semplice attività di commercio di rottami ferrosi a uno dei primi gruppi siderurgici del Vecchio Continente. Un primato che detiene tutt’oggi, mentre è impegnato nella continua valorizzazione di uno dei suoi valori fondamentali: la sostenibilità. A testimoniarlo sono le acquisizioni, risalenti a gennaio 2023, di alcuni siti di raccolta, selezione e frantumazione di rottami metallici con cui il Gruppo punta all’autonomia nella catena del riciclo dell’acciaio.

Gruppo Riva: l’introduzione della prima colata continua curva a tre linee

Negli anni ’60, l’industria siderurgica italiana si trovava ad affrontare un periodo difficile dovuto alla sempre più forte concorrenza internazionale, favorita dallo sviluppo di miniacciaierie rese competitive dalla tecnologia del forno elettrico ad arco. Diverse imprese furono costrette a chiudere i battenti. Emilio Riva, che appena dieci anni prima ebbe la lungimiranza di dare vita a Gruppo Riva in un momento particolarmente favorevole, intuì che fosse necessario investire in innovazione e ricerca per stare al passo con i grandi produttori. Decise così di rivolgersi a Luigi Danieli e a Renzo Colombo per realizzare una nuova tecnologia: la colata continua curva a tre linee. Prima ad essere installata in Italia, il 2 giugno 1964 questa entrò in funzione per la prima volta presso lo stabilimento di Caronno Pertusella. Si trattò di un risultato significativo, sia per l’industria dell’acciaio italiana che per Gruppo Riva, che poté abbandonare i lingotti di dimensioni ridotte e realizzare le billette direttamente dall’acciaio liquido, con una migliore resa del ciclo produttivo e una notevole riduzione dei costi.

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Storia di un’eccellenza italiana: il successo di Gruppo Riva

L’imprenditorialità e l’intuito di Emilio Riva hanno guidato Gruppo Riva verso uno straordinario processo di evoluzione, trasformandolo da una piccola società attiva nella raccolta dei rottami in una delle principali realtà siderurgiche europee.

Gruppo Riva

La visione di Emilio Riva e la nascita di Gruppo Riva

Fondata nel 1954 dai fratelli Emilio e Adriano Riva, Riva & C. s.a.s. inizia la sua attività specializzandosi nella raccolta e rivendita di rottami metallici, un settore in espansione nell’Italia del Dopoguerra, ancora impegnata nella Ricostruzione. Emilio Riva aveva però una visione più ampia: secondo l’imprenditore, la produzione diretta di acciaio avrebbe potuto generare guadagni più significativi rispetto alla semplice raccolta e vendita. Venne così realizzato il primo impianto siderurgico di Gruppo Riva a Caronno Pertusella, dotato di forni elettrici all’avanguardia, ponendo le basi per una successiva espansione.

Resilienza e innovazione: come Gruppo Riva ha affrontato la crisi degli anni ‘60

Negli anni ‘60, mentre il settore siderurgico italiano affrontava una crisi profonda a causa della crescente concorrenza internazionale, Gruppo Riva dimostrò una notevole capacità di adattamento e resilienza. Grazie a importanti investimenti in innovazione tecnologica, venne introdotta la colata continua curva a tre linee, un metodo già applicato con successo in Austria ma praticamente sconosciuto in Italia. Per realizzare questo ambizioso progetto, l’azienda si avvalse della collaborazione di esperti come Luigi Danieli e Renzo Colombo. L’implementazione della colata continua consentì al Gruppo di produrre billette direttamente dall’acciaio liquido, aumentando significativamente la capacità produttiva e gettando le basi per la futura leadership internazionale nel settore siderurgico. Gruppo Riva continua oggi a mantenere un forte focus sulla ricerca e sviluppo. Stabilimenti come quello di Lesegno fungono da veri e propri laboratori, nei quali tecnologie avanzate, come il Gleeble 3800, permettono di testare le proprietà dell’acciaio durante l’intero ciclo di lavorazione.

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Gruppo Riva: un modello di gestione ambientale efficace nel settore siderurgico

Gruppo Riva si attiene scrupolosamente alle politiche ambientali che prescrivono l’utilizzo delle tecniche più moderne al fine di abbattere le emissioni inquinanti dell’attività siderurgica.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: le strategie ambientali

Gruppo Riva è fortemente impegnato nella gestione sostenibile delle proprie attività industriali, riconoscendo l’importanza di coniugare la produzione con il rispetto dell’ambiente. Fin dal 2007, tutti gli impianti produttivi della società sono conformi alle “migliori tecniche disponibili” (BAT), stabilite a livello europeo e internazionale. Il rispetto delle normative ambientali è confermato dall’ottenimento delle Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) e delle Autorizzazioni Uniche Ambientali (AUA), rilasciate dalle autorità competenti dopo attentissimi controlli. Queste certificazioni prevedono precisi programmi di monitoraggio delle fonti emissive, permettendo al Gruppo Riva di valutare attentamente e ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività. Tutti gli stabilimenti della società sono certificati secondo la norma UNI EN ISO 14001.

La filosofia della sostenibilità di Gruppo Riva

In Gruppo Riva la responsabilità sociale non si limita alla gestione interna delle attività produttive, ma coinvolge anche il rapporto con gli stakeholder, inclusi i cittadini, le autorità e le parti interessate. La sostenibilità ambientale, infatti, viene considerata dalla società siderurgica come un obiettivo in continuo divenire, da perseguire attraverso collaborazioni tra pubblico e privato e un confronto aperto e trasparente con le autorità locali. Il Gruppo promuove attivamente un approccio multidisciplinare alla sostenibilità industriale, incoraggiando lo sviluppo di studi originali e la diffusione delle competenze più avanzate a livello internazionale. Punta, inoltre, a sensibilizzare e coinvolgere attivamente i propri dipendenti attraverso specifiche pratiche di formazione.

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Gruppo Riva: innovazione e leadership nell’industria siderurgica europea

Gruppo Riva, fondato nei primi anni ‘50 da Emilio Riva insieme al fratello Adriano, è un esempio emblematico di visione imprenditoriale e capacità di adattamento. Nata come un’attività di commercio di rottami ferrosi, l’azienda è poi diventata uno dei principali operatori siderurgici in Europa, grazie alla sua strategia di innovazione, espansione internazionale e acquisizioni mirate.

Gruppo Riva

Dal dopoguerra alla leadership europea: la crescita di Gruppo Riva

La storia di Gruppo Riva inizia nel contesto dell’Italia del Dopoguerra, un Paese in piena ricostruzione e avviato verso il “miracolo economico”. In questo periodo, Emilio Riva intuisce le potenzialità del settore siderurgico e avvia un’attività di commercio di rottami ferrosi che ben presto evolve in una vera e propria industria. Negli anni ‘60, con l’adozione della colata continua curva a tre linee, l’azienda introduce in Italia una tecnologia all’avanguardia che rivoluziona il processo produttivo, rendendolo più efficiente e competitivo. Negli anni ‘70 e ‘80, mentre l’Europa affronta crisi economiche e la concorrenza di Paesi emergenti, il Gruppo si distingue per la sua espansione internazionale e l’investimento in nuove tecnologie. Acquisizioni strategiche in Spagna, Canada, Francia e altri Paesi europei permettono all’azienda di diversificare la propria produzione e rafforzare la presenza sui mercati esteri.

Innovazione e sostenibilità: la strategia di Gruppo Riva

Nel nuovo millennio, attraverso la costituzione di Riva Forni Elettrici, si consolida ulteriormente nella fabbricazione di acciaio di qualità destinato ai prodotti lunghi. Nel 2023, il Gruppo compie un ulteriore passo verso la sostenibilità con l’acquisizione di nuovi siti di raccolta e frantumazione di rottami metallici, raggruppati sotto la società TRENTETROIS. Questa mossa rafforza l’impegno aziendale verso l’autonomia nella catena del riciclo dell’acciaio, riaffermando la sostenibilità come un valore fondamentale. Gruppo Riva continua a rappresentare oggi un pilastro dell’industria siderurgica italiana ed europea, con una storia di successo che coniuga tradizione e innovazione. La capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato e di affrontare le sfide globali gli ha permesso di mantenere una posizione di leadership nel settore, garantendo al contempo un impegno costante verso la sostenibilità e l’innovazione.

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Gruppo Riva tra passato, presente e futuro della siderurgia

Protagonista indiscusso della storia della siderurgia italiana, Gruppo Riva continua ad avere un ruolo centrale nello scenario nazionale ed internazionale del settore siderurgico, con un focus sempre maggiore sulla sostenibilità ambientale. Un valore fondamentale per il Presidente Claudio Riva.

Claudio Riva

L’ascesa di Gruppo Riva: pioneer della siderurgia italiana

Gruppo Riva affonda le sue radici nei primi anni ’50, quando Emilio Riva, insieme al fratello Adriano, avviò un’attività dedicata al commercio di rottami ferrosi. L’iniziativa si trasformò rapidamente in un’impresa di rilievo nel settore siderurgico, coincidente con il periodo di grande sviluppo economico del Paese, noto come “miracolo economico”. Negli anni successivi, Gruppo Riva si espanse anche all’estero, affermandosi come uno dei principali gruppi siderurgici in Europa. Tuttavia, la vera innovazione arrivò a metà degli anni ’60, quando l’azienda si trovò ad affrontare la sfida della crescente concorrenza internazionale. Emilio Riva comprese l’importanza di investire in tecnologie moderne per mantenere la competitività e, così, introdusse la colata continua curva a tre linee, una tecnologia particolarmente innovativa per l’epoca. Un approccio che non solo permise al Gruppo oggi guidato da Claudio Riva di adattarsi ai cambiamenti del mercato, ma che segnò anche un punto di svolta per l’intera industria siderurgica italiana, che poté abbandonare definitivamente i tradizionali lingotti in favore delle più moderne billette. La collaborazione con esperti del settore, come il tecnico Luigi Danieli e il progettista Renzo Colombo, portò all’inaugurazione della prima colata continua presso lo stabilimento di Caronno il 2 giugno 1964, un evento che incise profondamente sul futuro di tutto il comparto.

L’espansione internazionale e la vision dell’attuale Presidente Claudio Riva

Negli anni ’70, in un contesto segnato dalla crisi petrolifera e dalle sfide per la siderurgia europea, Gruppo Riva avviò un processo di espansione internazionale, acquisendo aziende in Spagna, Francia e Canada. Questo percorso consentì di aumentare la produzione di acciaio e laminati e di affermare ulteriormente la posizione di leadership del Gruppo nel panorama europeo. Nel corso degli anni, la strategia di espansione ha visto Gruppo Riva interessato anche a Paesi come Belgio e Germania, con l’obiettivo incrementare la produzione e consolidare la propria presenza. Inoltre, un’importante iniziativa nel 2005 ha portato alla riconversione dell’impianto di Cornigliano a Genova, un esempio di sinergia tra esigenze industriali e sostenibilità ambientale. Con lo sguardo rivolto al futuro, nel 2022 l’azienda ha acquisito siti di raccolta e frantumazione di rottami metallici, un passo importante verso l’autosufficienza nella catena del riciclo dell’acciaio. Uno sviluppo che riafferma l’impegno del Gruppo per una crescita responsabile e sostenibile. La figura di Emilio Riva, fondatore del Gruppo, è stata fondamentale per il suo successo. Il figlio Claudio Riva oggi continua a guidare l’azienda, mantenendo un focus sulla modernizzazione e sull’innovazione.

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Gruppo Riva: nascita ed evoluzione del leader siderurgico

La storia di Gruppo Riva prende avvio negli anni ’50, quando Emilio Riva la fondò portando a concretizzazione la sua personale visione dell’azienda. Oggi il leader siderurgico è sempre più impegnato sul fronte della sostenibilità: di recente ha acquisito impianti per la raccolta e la selezione di rottami con lo scopo di raggiungere l’autonomia nella catena del riciclo dell’acciaio.

Gruppo Riva

La nascita e l’espansione di Gruppo Riva

Gruppo Riva nasce negli anni ’50 grazie alla lungimiranza imprenditoriale di Emilio Riva, che intuisce le grandi prospettive di sviluppo del settore siderurgico nell’Italia del dopoguerra. Il Gruppo si espande rapidamente anche all’estero, attraverso l’acquisizione di importanti realtà produttive in vari Paesi europei. Nel 1964, introduce in Italia la colata continua a tre linee, una tecnologia che rivoluziona il processo produttivo, aumentando la competitività. Negli anni successivi, continua a crescere con acquisizioni mirate in Italia e all’estero. Nel 1995, Gruppo Riva consolida ulteriormente la propria posizione, guadagnando il ruolo di secondo operatore siderurgico d’Europa. Negli anni successivi, il Gruppo prosegue la crescita assorbendo nuove aziende in Italia, Francia, Spagna e Belgio e ampliando le proprie attività nel settore armatoriale.

La storia più recente di Gruppo Riva

Nel 2005, Gruppo Riva sigla un accordo per la riconversione dello stabilimento Ilva di Cornigliano, fornendo un importante esempio di società industriale privata e redditizia che accetta di modificare la propria impostazione produttiva a favore di una riqualificazione ambientale. Dopo la scomparsa di Emilio Riva nel 2014, le redini dell’azienda passano a Claudio Riva, il quale per diverso tempo non aveva più esercitato ruoli operativi nel Gruppo dedicandosi a un’attività imprenditoriale autonoma. Il manager guida l’azienda con un focus sempre maggiore sulla sostenibilità ambientale. Con l’acquisizione, avvenuta a gennaio 2023, di quattro siti di raccolta e quattro siti di selezione e frantumazione di rottami, raggruppati poi sotto la società Trentetrois, il Gruppo adesso punta a ottenere autonomia nella catena del riciclo dell’acciaio, confermando ancora una volta il proprio impegno a sostegno di una crescita sostenibile nel settore siderurgico.

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L’evoluzione di Gruppo Riva: dalla fondazione allo sviluppo internazionale

Negli ultimi decenni, Gruppo Riva si è affermato come il primo produttore siderurgico italiano e tra i principali gruppi europei nel settore dell’acciaio. Fondata nel 1954 da Emilio Riva, figura di rilievo nella storia post-bellica dell’industria siderurgica italiana, l’azienda ha continuato a crescere e innovare, mantenendo una posizione di leadership internazionale.

Gruppo Riva, stabilimento di Lesegno

Gruppo Riva: un pilastro dell’industria siderurgica italiana e globale

Sotto la guida di Claudio Riva dal 2014, l’azienda impiega oltre 5.400 dipendenti, operando con successo in diversi Paesi europei e in Canada. I siti produttivi di Gruppo Riva, dislocati in Francia, Germania, Italia, Belgio, Spagna e Canada, servono una vasta gamma di settori merceologici, tra cui meccanica, automotive e movimento terra, con standard qualitativi elevati. In Italia, gli stabilimenti di Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Malegno (BS), Cerveno (BS) e Sellero (BS) rappresentano il cuore dell’attività produttiva del Gruppo. Lo stabilimento di Caronno Pertusella è il punto di partenza dell’avventura imprenditoriale di Emilio Riva, che nel 1957 ha inaugurato una nuova era per l’azienda. Negli anni successivi, l’introduzione di innovazioni come la colata continua curva a tre linee ha rivoluzionato l’industria siderurgica italiana.

Gruppo Riva: gli stabilimenti italiani

Lesegno, con il suo simulatore meccanico Gleeble 3800, è diventato il centro tecnologico per eccellenza di Gruppo Riva, collaborando con prestigiosi istituti accademici per l’avanzamento della ricerca e dello sviluppo nel settore. Il sito di Malegno, invece, il più antico dei tre stabilimenti nella Valle Camonica, ha una lunga storia legata alla tradizione metallurgica. Acquisito da Riva Acciaio negli anni ‘60, continua a produrre acciai di alta qualità per diverse applicazioni industriali. La fabbrica di Cerveno, acquisita nel 1983, ha visto una notevole espansione grazie agli investimenti nel settore dei laminati lunghi di alta qualità. Il suo laminatoio all’avanguardia, con un forno di riscaldo da 85 tonnellate/ora, è il cuore pulsante dello stabilimento. Sellero, entrato a far parte del Gruppo nel 1996, completa infine la triade di stabilimenti nella Valle Camonica, contribuendo alla continua crescita e successo di Gruppo Riva nel settore siderurgico.

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Il successo di Riva Acciaio tra siti produttivi, qualità e innovazione

Riva Acciaio, fondata nel 1954 e parte del Gruppo Riva, si è affermata come il principale produttore italiano di acciai di qualità. Con una produzione destinata al mercato italiano ed estero, le sue attività si svolgono negli stabilimenti di Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero, Malegno e Cerveno nella Valle Camonica (BS).

Riva Acciaio

Riva Acciaio: oltre 60 anni di esperienza nel settore siderurgico

Con un’esperienza di oltre 60 anni nella realizzazione di prodotti lunghi e acciai di alta qualità, Riva Acciaio guarda al futuro con l’obiettivo di rimanere competitiva e allineata alle sfide ambientali del settore siderurgico. L’azienda si distingue per il suo laboratorio all’avanguardia presso Lesegno che, dotato del simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”, collabora con istituzioni accademiche di prestigio come l’Università di Pisa, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano. Gli stabilimenti di Cerveno, Malegno, Caronno e Lesegno sono certificati secondo la norma IATF 16949, il che consente al Gruppo di rifornire il mercato dell’automotive con prodotti di alta qualità. Nel frattempo, lo stabilimento di Sellero è certificato secondo la norma UNI ES ISO 9001, garantendo alti standard qualitativi. Riva Acciaio si impegna costantemente nel monitoraggio dei suoi processi produttivi al fine di mantenere gli stakeholder al centro delle politiche aziendali. Tale impegno a lungo termine è un segno tangibile della sua attenzione alla qualità e alla soddisfazione del cliente. Un elemento chiave dell’approccio aziendale è il riguardo costante verso l’innovazione e la sostenibilità.

Riva Acciaio: l’eccellenza dello stabilimento di Lesegno

Nell’ambito delle attività di Riva Acciaio, lo stabilimento di Lesegno emerge come una punta di diamante. Tale impianto, avviato nei primi anni ‘60, è rapidamente diventato un protagonista di primo piano nel settore siderurgico italiano. La sua reputazione si estende oltre i confini nazionali, confermando la sua rilevanza a livello internazionale. Le tecnologie avanzate che caratterizzano le attività del Gruppo sono garanzia di qualità del prodotto. In particolare, lo stabilimento di Lesegno si è distinto grazie all’avvio di due importanti progetti nel 2018 e nel 2020. Tali iniziative hanno ulteriormente consolidato la sua posizione di rilievo nel panorama europeo, dimostrando la capacità di Riva Acciaio di rimanere competitiva e all’avanguardia nel settore.

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Progresso e sostenibilità nell’industria siderurgica: le qualità dell’acciaio secondo Gruppo Riva

L’acciaio è un materiale versatile, resistente e anche “green”: quali sono i principali vantaggi del suo utilizzo secondo Gruppo Riva.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: l’acciaio guida il progresso della civiltà

Impiegato in quasi tutti i principali settori produttivi e tecnologici, l’acciaio costituisce da secoli una preziosa risorsa nello sviluppo della civiltà. La sua capacità di resistere alle pressioni, alle temperature, agli agenti atmosferici e alla corrosione, e la sua particolare flessibilità e duttilità hanno fatto sì che l’acciaio venisse utilizzato nei campi più disparati, con un ventaglio di applicazioni davvero molto ampio, favorendo di fatto il progresso. È stato anche grazie all’adozione, da parte delle industrie siderurgiche moderne come Gruppo Riva, di elementi innovativi negli assetti produttivi, organizzativi e finanziari. Le nuove tecnologie hanno infatti permesso di garantire livelli di produttività sempre maggiori, ma anche migliori condizioni di sicurezza e una più attenta tutela ambientale. Tutto ciò ha contribuito a rendere l’acciaio un materiale particolarmente all’avanguardia.

Gruppo Riva: l’acciaio è riciclabile all’infinito

Oggi la produzione di acciaio tramite il ciclo elettrosiderurgico rientra tra i cicli industriali più vicini all’idea di economia circolare e quindi in linea con i requisiti di uno sviluppo sostenibile. I prodotti contenenti acciaio possono essere infatti riutilizzati alla fine del loro ciclo di vita per un numero infinito di volte, senza mai perdere le proprie caratteristiche. Per questo motivo, l’acciaio prodotto a forno elettrico può essere considerato un prodotto “verde”. Anche qui, il ruolo delle aziende siderurgiche ha assunto particolare rilevanza. I crescenti investimenti nei forni elettrici hanno di fatto contribuito a far aumentare progressivamente la produzione di acciaio verde. Gruppo Riva abbraccia appieno tale filosofia produttiva, realizzando all’interno dei suoi stabilimenti esclusivamente acciaio da forno elettrico.

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Gruppo Riva: l’esemplare percorso di crescita del leader siderurgico

Il leader siderurgico Gruppo Riva opera nel settore dagli anni ’50, da quando il pioniere della siderurgia italiana Emilio Riva la fondò, insieme al fratello Adriano, nel 1954. Oggi è una realtà internazionale, primo Gruppo siderurgico italiano e tra i principali in Europa.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: le prime tappe della storia

Nato in pieno dopoguerra, Gruppo Riva guida quello che è passato alla storia come “miracolo economico”, accompagnando la sua crescita alla ripresa del Paese, per poi espandersi oltre confine con l’acquisizione di importanti realtà produttive nei principali Paesi europei. Negli anni ’60 inizia ad investire in maniera cospicua in ricerca e innovazione per mantenere la competitività con la concorrenza straniera. Il Gruppo introduce così la colata continua curva a tre linee in Italia ed avvia una campagna di acquisizioni mirate. Rilevate le Acciaierie di Lesegno e diventato socio di minoranza nella SEII – Società Esercizi Impianti Industriali di Malegno, il Gruppo arriva a produrre 300mila tonnellate d’acciaio l’anno. Negli anni ’70 Gruppo Riva inizia ad effettuare i primi grandi investimenti a livello internazionale, dapprima in Spagna, poi in Canada e in Francia. Nel 1980 il Gruppo produce 1,1 milioni di tonnellate di acciaio e nel 1988 acquisisce l’Italsider di Genova. Tra il 1989 e il 1992, il leader siderurgico si espande anche in Belgio e in Germania. Con una produzione di 5,8 milioni di tonnellate d’acciaio e 5 milioni di tonnellate di laminati, nel 1994 la società è ormai una realtà consolidata, nonché protagonista nel panorama europeo.

Gli ultimi 20 anni di Gruppo Riva

Alla soglia del nuovo millennio, Gruppo Riva continua il suo percorso di crescita, acquisendo lo stabilimento di Sellero nel 1996, la maggioranza della greca Hellenic Steel e l’ex Italsider. Nel corso del 2000 rileva il Gruppo francese SAM con i suoi 8 stabilimenti produttivi e 1.500 dipendenti. Successivamente, attraverso la scissione dalla holding di controllo del Gruppo Riva Fire, viene costituita la società Riva Forni Elettrici, a cui fanno capo le produzioni da forno elettrico. Nell’aprile del 2014 si spegne il fondatore e Presidente del Gruppo Emilio Riva, e nel giugno dello stesso anno Claudio Riva, da tempo lontano dai ruoli operativi nel Gruppo, viene nominato Presidente di Riva Forni Elettrici, realtà che rappresenta tutt’oggi il principale operatore siderurgico italiano.

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Dai rottami ferrosi alla leadership nel settore siderurgico: i traguardi di Gruppo Riva

Considerato tra gli industriali europei più innovativi e lungimiranti degli ultimi 50 anni, Emilio Riva ha saputo creare un’azienda all’avanguardia: i traguardi di Gruppo Riva.

Gruppo Riva

Gruppo Riva, dal commercio di rottami alla leadership nel settore siderurgico

Specializzato inizialmente nel commercio di rottami ferrosi nell’Italia dei primi anni ’50, Gruppo Riva ha saputo cogliere ben presto le prospettive di sviluppo del settore siderurgico italiano. Grazie anche a una politica espansionistica volta all’acquisizione di importanti realtà produttive europee, il Gruppo è diventato, nell’arco di alcuni decenni, una delle prime realtà siderurgiche del Vecchio Continente. Gli investimenti destinati alla ricerca e all’innovazione hanno sempre avuto un ruolo di primo piano nella strategia aziendale: l’introduzione della colata continua curva a tre linee – per la prima volta in Italia nello stabilimento di Caronno Pertusella – è stata la prima di una serie di importanti novità tecnologiche che hanno consentito all’azienda di raggiungere traguardi significativi. Lo stabilimento di Lesegno, considerato il cuore tecnologico di Gruppo Riva, è inoltre l’unico laboratorio in Italia a essere dotato del simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”, impiegato per la simulazione, su provini appositamente realizzati, dell’intero ciclo di lavorazione dell’acciaio.

La visione strategica di Emilio Riva, fondatore di Gruppo Riva

Lungimiranza e visione strategica di ampio respiro: questi i principali elementi distintivi che per anni hanno guidato le scelte di Emilio Riva. Considerato il pioniere della siderurgia italiana nel dopoguerra, nei primi anni ’50 avvia, insieme al fratello Adriano, la propria attività imprenditoriale. Nasce così Gruppo Riva, tra i principali leader nel settore siderurgico. Riva ha avuto un ruolo centrale nella fase di privatizzazione dell’acciaio non solo in Italia, ma anche in Germania, Francia e Belgio, dove oggi il Gruppo possiede un totale di 21 stabilimenti. Per l’influenza avuta nella ristrutturazione della siderurgia in Europa, contribuendo inoltre alla tutela di numerosi posti di lavoro, gli sono state conferite significative onorificenze: Gran Croce al Merito dal Re del Belgio (2000), Cavaliere dell’Ordine al Merito dalla Repubblica federale tedesca (2002) e Legion d’onore francese (2005). Grazie alle importanti novità introdotte nel ciclo di produzione dell’acciaio, il fondatore di Gruppo Riva è considerato tra gli industriali europei più innovativi e lungimiranti degli ultimi 50 anni.

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Gruppo Riva: dall’avvio del primo stabilimento alle acquisizioni estere

Dalla sua nascita nel 1954, Gruppo Riva ha saputo consolidare una posizione di primo piano anche a livello internazionale. Dall’avvio del primo stabilimento italiano alle acquisizioni estere.

Gruppo Riva

La storia di Gruppo Riva: le principali tappe

Per ripercorrere le principali tappe della storia di Gruppo Riva è necessario tornare al 1954. Consapevole del grande potenziale del settore siderurgico nel secondo Dopoguerra, Emilio Riva decide, insieme al fratello Adriano, di dare vita a quello che oggi è il primo operatore siderurgico italiano e uno dei principali a livello europeo. Gli anni ’50 portano quindi alla nascita del primo stabilimento del Gruppo in provincia di Varese, nel comune di Caronno Pertusella. L’impianto era dotato di un forno elettrico ad arco con un volume piuttosto inconsueto per l’epoca: la capacità massima raggiungeva infatti le 25 tonnellate, portata maggiore rispetto alle 15 dei forni classici di quel periodo. Poco dopo arriva un ulteriore importante traguardo: negli anni ’60 Gruppo Riva introduce per la prima volta la tecnica della colata continua. I continui investimenti ed i conseguenti miglioramenti degli impianti consentono al Gruppo di intraprendere un grande processo di espansione e di avviare ulteriori stabilimenti sul territorio nazionale.

Le acquisizioni di Gruppo Riva in Italia e all’estero

È il 1966 quando Gruppo Riva rileva le Acciaierie e Ferriere di Lesegno, in provincia di Cuneo: hanno così inizio le prime acquisizioni degli anni ’60 nel settore siderurgico. All’epoca, la produzione annuale del Gruppo era in grado di raggiungere la considerevole cifra di circa 300mila tonnellate di acciaio. Il Gruppo decide quindi di orientare gli investimenti oltre i confini nazionali, consolidando una posizione di primo piano anche grazie al particolare riguardo nei confronti delle nuove tecnologie, dell’automazione del processo di colata e degli impianti computerizzati. La Siderúrgica Sevillana, in Spagna, è la prima acquisizione europea, seguita da quella dell’acciaieria francese di Iton Seine. Il 1978 segna un’importante partnership commerciale con la Cina che fino ad allora acquistava acciaio esclusivamente dal Giappone. Gruppo Riva prosegue poi con ulteriori acquisizioni: a quella delle Officine e Fonderie Galtarossa di Verona, si aggiungono lo stabilimento di Alpa in Francia il Consorzio Genovese Acciaio (COGEA), il laminatoio belga di Charleroi, due impianti nell’ex Germania Est e gli Stabilimenti del Gruppo Sam ancora in Francia.

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L’impegno di Gruppo Riva per una siderurgia sostenibile

Gruppo Riva opera dagli anni ’70 sui principali mercati internazionali, consolidando la propria leadership grazie allo sviluppo di prodotti costantemente all’avanguardia. Particolare attenzione è posta nei confronti del rispetto ambientale.

Gruppo Riva

Rispetto ambientale: per Gruppo Riva un obiettivo aziendale primario e irrinunciabile

La sostenibilità ambientale è oggi un impegno condiviso dalla maggior parte delle realtà imprenditoriali. Tra queste anche Gruppo Riva, che da anni sostiene un modello di economia circolare e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Una rigorosa politica in materia ecologica, orientata al pieno rispetto della sostenibilità ambientale delle attività produttive, dei prodotti e dei servizi, viene applicata a tutti gli stabilimenti del Gruppo che sono infatti dotati di moderni sistemi di gestione ambientale. Le diverse strategie messe in atto sono perfettamente in linea con il processo di transizione energetica e con i valori di economica circolare, non solo, sono inoltre orientati al conseguimento degli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La produzione dell’acciaio rappresenta uno dei cicli industriali più vicini all’economia circolare: grazie alle sue caratteristiche, l’acciaio è a tutti gli effetti considerato un prodotto green. Le proprietà del materiale, unite all’utilizzo di forni elettrici, consentono a Gruppo Riva di vantare prodotti in grado di contribuire allo sviluppo di un modello economico basato sulla limitazione delle emissioni e sul riciclo dei materiali.

I valori di Gruppo Riva e la strategia di investimenti

I valori alla base della politica aziendale di Gruppo Riva, quali innovazione, qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale, uniti a una continua strategia di crescita, consentono di mantenere alti gli standard qualitativi dei prodotti, dei servizi e dei processi. Specializzato nella realizzazione di prodotti lunghi per l’edilizia, l’automotive, la meccanica e la cantieristica, il Gruppo ha capitale interamente privato e impiega oltre 5.300 dipendenti, con una presenza sempre più qualificata di diplomati e giovani laureati. I 21 siti produttivi sono dislocati in Italia e all’estero tra Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. L’azienda “mantiene un’importante quota di mercato nei prodotti “lunghi” – oltre il 10% a livello europeo (UE a 27) – che ne conferma la posizione di leadership in questo importante segmento di mercato”. Il piano di investimenti portato avanti da Gruppo Riva nel corso degli anni consente di gestire impianti a norma e perfettamente integrati nell’ambiente circostante.

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Cerveno: il contributo di Gruppo Riva per il restauro della Via Crucis

Un contributo di 20mila euro per il restauro della Via Crucis del borgo di Cerveno: Gruppo Riva è sempre più legato alla Valle Camonica, località che ospita tre dei suoi cinque stabilimenti italiani.

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Gruppo Riva: la donazione alla parrocchia di Cerveno

Un accordo che prevede un contributo di 20mila euro per il restauro del capolavoro artistico di Beniamino Simoni: Gruppo Riva conferma la sua attenzione al patrimonio artistico della Valle Camonica donando questa cifra alla parrocchia di Cerveno. Già tre anni fa l’operatore siderurgico aveva destinato lo stesso importo, avvalorando l’attenzione al territorio che da sempre ne contraddistingue il modus operandi. Soddisfatti il Presidente del CdA del Gruppo, Valerio Bisio, il Consigliere Delegato Andrea Martinelli e il parroco don Giuseppe Franzoni, promotore degli interventi di restauro. Bisio si è congratulato con il sacerdote per la “magnificenza dell’opera cervenese e per il clima di condivisione attorno a un bene così caro alla cittadinanza locale e di inestimabile valore storico, artistico e religioso”. Il parroco ha, a sua volta, espresso la sua gratitudine al Gruppo Riva per il contributo al restauro e per il sostegno offerto ai bisogni della comunità e del territorio in generale.

Valle Camonica e Gruppo Riva: uno storico legame

Gruppo Riva ha messo al centro del suo operato aziendale l’attenzione nei confronti dei territori in cui possiede degli stabilimenti, sia in Italia che all’estero. In particolare, si è sviluppato un legame sempre più profondo con la Valle Camonica, considerata negli anni un vero e proprio “distretto industriale siderurgico”, grazie alla presenza di ben tre stabilimenti. A Malegno Gruppo Riva ha avviato il più antico degli stabilimenti in terra bresciana, realizzato negli anni ’30. Oggi sono 70 i dipendenti operativi all’interno del complesso, che garantisce un’alta qualità del prodotto, un’attenta integrazione ambientale e un’applicazione certosina della tutela alla sicurezza e alla salute dei lavoratori. Del 1983 è invece lo stabilimento di Cerveno, conosciuto prevalentemente per il suo laminatoio. Quello di Sellero è arrivato, invece, nel 1995: la fabbrica è costituita da un laminatoio e da un’avanzata torneria cilindri. Da circa 40 anni il legame tra Gruppo Riva e la Valle Camonica si rafforza, anche attraverso l’attenzione al territorio e alle iniziative culturali e artistiche che lo contraddistinguono.

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Il 1° maggio di Gruppo Riva tra riconoscimento dei traguardi raggiunti e sfide future

Nel giorno della Festa dei Lavoratori il Vescovo ha tenuto la Santa Messa presso lo stabilimento di Malegno, uno dei siti produttivi appartenenti a Gruppo Riva. Per l’occasione è stato anche intervistato Valerio Bisio, Presidente del CdA del Gruppo.

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Il Presidente del CdA Valerio Bisio sul legame che unisce Gruppo Riva alla Valle Camonica

Oltre ad essere il primo operatore siderurgico in Italia, Gruppo Riva è ormai una realtà di fama internazionale. Ciononostante l’azienda ha scelto di mantenere intatto quel profondo legame che la unisce con la Valle Camonica, luogo che ospita ben tre dei suoi stabilimenti: Malegno, Sellero e Cerveno. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Valerio Bisio ha spiegato che sebbene il Gruppo sia “presente in Italia ma anche in diversi Paesi europei e americani (Spagna, Francia, Germania, Belgio e Canada)”, è ovunque riuscito “ad avere con il territorio un legame stretto”. Partendo dall’esempio del sito produttivo di Lesegno (CN), il quale sorge in una “località dove attività come l’agricoltura e l’allevamento del bestiame sono preponderanti” e nella quale “non si hanno tradizioni importanti e millenarie nella produzione e nella trasformazione dell’acciaio”, Bisio afferma che ciò che si è andato ad instaurare nel corso degli anni è un “rapporto di reciproco rispetto con il territorio”, testimoniato pure dalle numerose richieste che giungono da parte di genitori che chiedono di far assumere i propri figli nelle fabbriche del Gruppo.

Gruppo Riva: questo è un periodo difficile per la siderurgia ma qualità e sicurezza restano la priorità

In una giornata in cui si celebrano i lavoratori, è impossibile non volgere un pensiero a tutti coloro che operano nell’ambito della siderurgia, la quale sta attraversando un periodo alquanto difficile. “Effettivamente il momento non è dei migliori”, ammette Valerio Bisio, “noi che lavoriamo in siderurgia dobbiamo affrontare le difficoltà economiche che non si prevedono di corta durata”. Tra l’aumento dei costi energetici e gli altri effetti della guerra in Ucraina il settore non sta certo vivendo una delle sue migliori stagioni. Il Presidente del CdA assicura però che, nonostante le innegabili difficoltà, Gruppo Riva continua a mettere al primo posto la qualità e la sicurezza sul lavoro. “Proprio negli stabilimenti della Valla Camonica abbiamo sperimentato un corso tenuto in collaborazione con l’Università Cattolica di Brescia sulla consapevolezza nei confronti della propria sicurezza e di quella dei colleghi di lavoro che, visti i risultati e i riconoscimenti ottenuti, verrà esportato in tutte le nostre altre fabbriche”.

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Gruppo Riva: profilo dell’azienda e stabilimenti in Italia

In oltre 60 anni di attività, Gruppo Riva è riuscito a conquistare una posizione di leadership riconosciuta a livello mondiale e raggiunta grazie agli elevati standard produttivi e a una costante strategia di crescita.

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Gruppo Riva: il profilo aziendale

Gruppo Riva è oggi il primo operatore siderurgico italiano ed è tra i principali gruppi sul panorama europeo nel settore dell’acciaio. Il suo fondatore è Emilio Riva, un pioniere della siderurgia italiana che nel 1954, in pieno dopoguerra, diede vita al Gruppo che si è poi specializzato nella realizzazione di prodotti lunghi tramite acciaierie ad arco elettrico. I mercati di riferimento dell’azienda comprendono diversi comparti merceologici, tra i quali quelli della meccanica, dell’automotive e del movimento terra, che esigono tra l’altro standard qualitativi particolarmente elevati. Nei suoi stabilimenti, dislocati tra Italia, Germania, Francia, Belgio, Spagna e Canada, vengono prodotti anche trafilati, pelati e rettificati a seguito dell’ulteriore lavorazione a freddo dei laminati. Il Gruppo, inoltre, ogni anno realizza un importante programma di investimenti con lo scopo di migliorare costantemente la qualità dei prodotti e dei processi, le condizioni di sicurezza negli stabilimenti e la compatibilità ambientale della produzione.

Gli stabilimenti italiani di Gruppo Riva

L’operatore siderurgico conta in tutto 21 siti produttivi, di cui cinque sono in Italia. Gli stabilimenti sorgono a Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Malegno (BS), Cerveno (BS) e Sellero (BS). Quello di Caronno Pertusella è lo stabilimento storico di Gruppo Riva, inaugurato nel marzo del 1957 e luogo dove è stata introdotta per la prima volta la colata continua curva a tre linee. Qui oggi si producono esclusivamente acciai speciali destinati alla produzione delle macchine movimento terra e ai settori minerario, produzione energia e automobilistico. Nello stabilimento di Lesegno che è invece il cuore tecnologico del Gruppo dove sorge un innovativo laboratorio di ricerca e sviluppo dotato di apparecchiature all’avanguardia, si producono e si laminano solo acciai di qualità. Nel sito produttivo di Malegno vengono prodotti prevalentemente tondi, piatti e quadri a spigolo vivo trafilati e pelati e tondi rettificati. Il sito di Cerveno è specializzato nei laminati lunghi di qualità, che vengono utilizzati soprattutto come materiale per stampaggio, trafilatura, pelatura e rettifica, oltre che per l’industria trattoristica e il settore automobilistico. Nella fabbrica di Sellero, infine, si producono laminati a caldo in acciaio di qualità di grandi dimensioni.

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Gruppo Riva tra le aziende siderurgiche sostenibili

Nel corso degli anni, il leader siderurgico Gruppo Riva si è impegnato per diventare un modello di economia circolare all’interno del settore.

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Cosa significa sostenibilità ambientale per Gruppo Riva?

Conciliare il settore elettro-siderurgico, per antonomasia tra i grandi consumatori di energia elettrica e di gas naturale, con il concetto di sostenibilità ambientale sembrerebbe qualcosa di altamente improbabile. Eppure, grandi realtà come Gruppo Riva sono riuscite a venire a capo della complicata questione, pensando a delle strategie ad hoc da poter applicare al proprio processo produttivo per renderlo quanto più sostenibile possibile. Da tempo ormai, il Gruppo, tramite investimenti tecnologicamente avanzati, ha fatto del miglioramento dell’impatto sull’ambiente una delle priorità aziendali, incentrando i propri modelli di business sulla sostenibilità e adattandoli alle linee guida presenti nel documento promulgato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente sulla materia, intitolato “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”. Ad oggi, Gruppo Riva rientra tra le aziende siderurgiche green e si impegna a far raggiungere all’Italia i target prefissati a livello europeo e internazionale in tema di economia circolare.

L’economia circolare all’interno di Gruppo Riva

Il principio dell’economia circolare è quello di indirizzarsi verso un tipo di economia che mantenga più a lungo possibile il valore di prodotti, materiali e risorse e riduca al minimo la produzione di rifiuti. All’interno dei propri stabilimenti, Gruppo Riva applica questo modello principalmente in due modi: da un lato utilizzando rottami end of waste che trasforma in prodotti durante il proprio ciclo produttivo e che verranno utilizzati in tutti i settori dell’industria meccanica, dall’altro inviando i propri rifiuti ad impianti esterni che li riutilizzano, trasformandoli a loro volta in nuovi prodotti. In questo modo si cerca di sviluppare sempre meglio il concetto di economia circolare.

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Siderurgia: Lesegno guarda al futuro. Gruppo Riva riattiverà il ciclo continuo

Gruppo Riva: la ripartenza post pandemia prevede, entro la fine dell’anno, la riattivazione del ciclo continuo nello stabilimento di Lesegno. Le prospettive future.

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Lesegno: il 50% della produzione totale di Gruppo Riva

Con 348 addetti, lo stabilimento di Lesegno, che rappresenta il 50% della produzione italiana di Gruppo Riva, tornerà a funzionare con il ciclo continuo entro la fine dell’anno. Nel polo produttivo vengono realizzate tutte le tipologie degli acciai di qualità che, prima di essere consegnate ai clienti, vengono laminate e ulteriormente trattate con lavorazioni successive. Il grande forno fusorio ad arco elettrico è in grado di produrre una colata in meno di 60 minuti, la produzione annua può di conseguenza superare le 500.000 tonnellate. Nello specifico, l’acciaio liquido viene portato alla temperatura voluta e inizia quindi la fase di “spillaggio”: l’acciaio viene versato in una “siviera” che viene trasferita con un carroponte al forno siviera per la successiva fase di affinazione. Dopodiché, l’acciaio è trasportato all’impianto di “degasaggio” e quindi, una volta raggiunte le caratteristiche metallurgiche desiderate, la siviera contenente l’acciaio ancora liquido viene trasferita sulla macchina di colaggio che consente di produrre direttamente attraverso la solidificazione dall’acciaio liquido le cosiddette “billette”. Il semilavorato prodotto è un parallelepipedo di 160 mm di lato e con una lunghezza variabile fino a un massimo di 8.000 mm.

Gruppo Riva: le prospettive future di Lesegno

“Gli acciai prodotti a Lesegno sono destinati a tutti i settori”, hanno spiegato Valerio Bisio, Presidente del CdA di Riva Acciaio, e l’attuale Direttore Giangiacomo Olimpo. Nello specifico, la produzione è rivolta all’automotive e alle macchine movimento terra, al settore dell’oil and gas e a quello delle costruzioni. Tra marzo e aprile dello scorso anno Gruppo Riva ha sospeso le attività di produzione a causa dell’emergenza sanitaria e, nonostante la ripresa sia stata lenta e difficile, dai primi mesi del 2021 gli ordini di acquisto sono aumentati. Al crescere delle richieste, si è però incrementata anche la difficoltà nel reperire le materie prime come il rottame e le ferro-leghe. Il problema è tuttavia stato percepito soltanto in parte grazie alla presenza del Gruppo in altri Paesi europei. Lo stabilimento di Lesegno, continuano i due ingegneri, “è l’unico a livello nazionale a disporre, nel laboratorio di ricerca, di un simulatore termomeccanico come il Gleeble 3800”: il macchinario consente di simulare l’intero ciclo di produzione, risparmiando tonnellate di acciaio. Il Gruppo mira quindi al miglioramento costante della qualità del prodotto finito e degli standard richiesti dalle normative. Gruppo Riva prevede di attivare nuovamente, entro la fine dell’anno, il ciclo continuo: le quattro squadre, ruotando sui relativi turni, saranno in grado di produrre 152 ore alla settimana.

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Gruppo Riva: statale 28, necessario intervento di messa in sicurezza

Lo stabilimento di Gruppo Riva sorge sulla statale 28 di Lesegno dove ogni giorno centinaia di mezzi effettuano manovre compromettendo di fatto la sicurezza di cittadini e lavoratori. L’azienda e le Amministrazioni dei due Comuni interessati chiedono quindi un intervento di messa in sicurezza.

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Gruppo Riva: più sicurezza sulla statale 28

Incrementare il livello di sicurezza sulla statale 28: è il contenuto della richiesta presentata da Gruppo Riva, il primo operatore siderurgico italiano. Lo stabilimento del Gruppo sorge esattamente sulla statale tra Lesegno e il Comune di San Michele Mondovì, dove un elevato numero di mezzi esegue quotidianamente manovre: è esattamente in quel tratto di strada che quasi 200 veicoli effettuano manovre di ingresso e di uscita coinvolgendo di conseguenza circa 400 volte la superficie della statale 28. La sicurezza dei lavoratori è quindi strettamente connessa alla necessità di intervento sollecitato ai relativi Sindaci. Intanto, le Amministrazioni di Lesegno e San Michele Mondovì hanno chiesto di trasformare la zona circostante in centro abitato, aumentando il numero di possibili accessi lungo la statale.

Gruppo Riva: l’incontro in Regione

Domenico Michelotti, Sindaco di San Michele Mondovì, ribadisce la necessità di intervenire rapidamente: “L’urgenza di trasformare la zona in centro abitato diventa prioritaria alla luce dell’imminente apertura di un baby parking”. L’Amministrazione di Lesegno ha suggerito la realizzazione di una rotonda al fine di far defluire il transito dei mezzi pesanti in un punto nevralgico della strada. Di conseguenza, un intervento sulla statale 28 sarebbe vantaggioso non solo per Gruppo Riva, ma anche per i due Comuni limitrofi, i quali hanno chiesto un incontro alla regione Piemonte. Il meeting si è tenuto a Torino e ha coinvolto il Vicepresidente del Consiglio Regionale Franco Graglia, l’Assessore Marco Gabusi e i funzionari dell’ANAS. La sicurezza, sottolinea Franco Graglia, “è il tema sollevato dall’azienda e dalle due Amministrazioni che chiedono, su quel tratto di statale, più possibilità di accessi. Prevista solo se un’area diventa centro abitato”.

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Strategie di economia circolare nel settore siderurgico: Gruppo Riva

Il primo operatore siderurgico italiano, Gruppo Riva, ha messo al centro della propria politica aziendale la sostenibilità ambientale, adottando strategie di economia circolare.

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La storia di Gruppo Riva

Gruppo Riva oggi gode del primato di principale operatore siderurgico in Italia ed è anche tra i primi in Europa. Fondato nel 1954 da Emilio Riva, sorge in un momento molto propizio per il settore siderurgico, nell’Italia del dopoguerra. La sua crescita ha accompagnato la ripresa italiana e ha pian piano portato l’azienda ad espandersi anche all’estero attraverso l’acquisizione di grandi realtà produttive in alcuni dei principali Paesi europei: Francia, Spagna, Belgio e Germania. Gruppo Riva è specializzato nei prodotti lunghi e acciai di qualità, realizzati con le acciaierie ad arco elettrico. All’azienda si riconosce anche il fatto di aver introdotto in Italia la prima colata continua curva a tre linee, messa in funzione per la prima volta nel giugno del 1964.

Gruppo Riva: il contributo all’economia circolare

Da anni Gruppo Riva ha fatto della sostenibilità ambientale uno dei punti cardine della propria strategia. Per questo motivo l’azienda ha iniziato un percorso volto a promuovere l’economia circolare, in linea con le richieste del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente. Il contributo di Gruppo Riva alla transizione ecologica è da ritrovare nei modelli adottati nei suoi impianti, ovvero l’utilizzo di polimeri nella produzione dell’acciaio ed il recupero delle scorie in un nuovo ciclo produttivo. Per quanto riguarda quest’ultimo procedimento, ad esempio, le scorie che vengono prodotte dagli scarti dello stabilimento vengono inviate ad impianti che la trasformano in conglomerati cementizi e bituminosi.

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Gruppo Riva è pronto a cogliere le sfide della ripresa economica avviata nei primi mesi del 2021

Aumento della produzione e conseguente incremento del fatturato: gli investimenti da 88 milioni di euro hanno permesso a Gruppo Riva di avviare la ripartenza economica già nei primi mesi del 2021.

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Gruppo Riva: le problematiche del 2020

Nonostante la ripresa economica abbia ormai preso il via in pressocché tutti i settori, la diffusione del virus e il conseguente stato di emergenza hanno causato un arresto generale dell’economia mondiale. Numerose realtà hanno dovuto affrontare gli effetti causati dalla pandemia da Covid-19: tra queste Gruppo Riva, il primo operatore siderurgico italiano specializzato da oltre 60 anni nella realizzazione di prodotti lunghi per l’edilizia, l’automotive, la meccanica e la cantieristica. I risultati in termini di bilancio economico raggiunti nel 2020 non sono paragonabili a quelli ottenuti nel 2019, lo scorso anno il Gruppo ha infatti registrato una diminuzione della produzione nonché un calo del fatturato. Gruppo Riva dispone di 5 stabilimenti produttivi sul territorio italiano e 16 distribuiti tra Francia, Canada, Spagna, Belgio e Germania: circa l’89% del fatturato totale viene prodotto dalle controllate europee, circa l’11% dalle società italiane, mentre il profitto proveniente dai Paesi non europei è minimo. L’operatore siderurgico è ora concentrato sulla ripartenza già avviata all’inizio del 2021.

Gruppo Riva: la ripartenza del 2021

L’incremento della domanda e il rilancio dei prezzi sul mercato hanno permesso a Gruppo Riva di aumentare del 18% la produzione: il Gruppo è passato da 1.407 milioni di tonnellate di acciaio prodotto nei primi mesi del 2020 a 1.666 milioni di tonnellate prodotte nello stesso periodo del 2021, confermando la ripresa economica. Con un investimento del valore di 88 milioni di euro, “il gruppo si è posto nelle condizioni di essere pronto a cogliere quella ripresa che si sta registrando nei primi mesi di quest’anno, puntando a mantenere nel medio e lungo termine la propria leadership nel segmento di riferimento a livello europeo”. Il fatturato dell’attività è aumentato del 21% raggiungendo un valore che tocca 881 milioni. “In assenza di eventuali e ulteriori interventi governativi limitativi delle attività produttive è ragionevole presumere per il Gruppo Rfe un risultato in deciso miglioramento rispetto all’esercizio appena concluso”, hanno dichiarato i responsabili di Gruppo Riva, fiduciosi per i risultati che si potranno raggiungere in futuro.

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Gruppo Riva, il profilo e la storia di un’eccellenza italiana nel mondo

La storia e il profilo di Gruppo Riva: da oltre cinquanta anni specializzato nel settore siderurgico, è divenuto il primo player italiano nonché uno dei maggiori a livello europeo.

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Gruppo Riva: la nascita e l’affermazione in Italia

Primo operatore siderurgico italiano e tra i principali attori europei nel settore, Gruppo Riva nasce nel 1954 su iniziativa di Emilio Riva che, insieme al fratello Adriano, intuisce con estrema lungimiranza l’enorme potenzialità di crescita del mercato siderurgico nell’Italia del dopoguerra, pronta ad essere ricostruita e a rinascere nel “miracolo economico”. Il primo stabilimento viene inaugurato nel marzo del 1957 a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, dopo la decisione di Riva di passare alla produzione diretta dell’acciaio. L’impianto era dotato di un forno elettrico ad arco della capacità di 25 tonnellate, nettamente superiore a quella dei maggiori forni dell’epoca in Italia. Negli anni Sessanta un successo importante per Gruppo Riva: la colata continua, una nuova tecnica produttiva che segnerà inesorabilmente la crescita del settore siderurgico nel corso del decennio.

Gruppo Riva: la crescita all’estero e i traguardi attuali

È il 1966 quando Gruppo Riva conclude la sua prima storica acquisizione, quella delle Acciaierie e Ferriere di Lesegno, in provincia di Cuneo. Alla fine del decennio la produzione si attesta intorno alle 300 mila tonnellate di acciaio all’anno: l’efficacia di un approccio improntato su valori quali flessibilità e alta specializzazione unitamente a una struttura “orizzontale” all’interno dell’azienda contribuiscono al raggiungimento di tale risultato. I numeri proiettano Gruppo Riva in Europa: risalgono a questo periodo i primi importanti investimenti oltreconfine. Negli anni Ottanta le acquisizioni di Officine e Fonderie Galtarossa di Verona, prima società produttrice di vergella, e di COGEA: il consorzio diventa a tutti gli effetti una S.p.A. e viene denominata “Acciaierie di Cornigliano”. Intanto prosegue anche la crescita all’estero con l’apertura di nuovi stabilimenti in Francia, Germania e Belgio. Divenuto oggi sinonimo di eccellenza nel campo siderurgico, annovera ventuno siti produttivi dislocati in Italia, Germania, Francia, Spagna, Belgio e Canada.

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Italia leader europea per sostenibilità: il modello di Gruppo Riva

Secondo il Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2021, il nostro Paese mette in pratica strategie di successo nel campo del riciclo e della produzione sostenibile. Gruppo Riva è fiore all’occhiello in questo senso, grazie al riutilizzo virtuoso di acciaio e rottami ferrosi.

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Gruppo Riva: Italia esempio di economia circolare

L’Italia si riconferma leader europea per sostenibilità per il terzo anno consecutivo: lo si evince dal Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2021, che ha elogiato l’adozione di strategie ottimali in termini di riciclo dei rifiuti, produzione e tasso di uso circolare dei materiali da parte delle realtà di primo piano che costituiscono il cuore pulsante della produzione Made in Italy. Gruppo Riva, primo operatore siderurgico italiano, rientra pienamente in questa categoria, fiore all’occhiello del settore per innovazione e politiche ecosostenibili. Da anni infatti Gruppo Riva persegue una produzione “green” che, grazie all’innovazione, sfrutta le risorse rinnovabili per ridurre sprechi e inquinamento. Le acciaierie infatti in passato erano considerate tra le principali responsabili dell’inquinamento atmosferico, ma ora il settore sta cambiando e guarda al futuro con nuove politiche incentrate sulla transizione energetica.

Gruppo Riva: acciaio e materiali ferrosi al centro della transizione sostenibile

Gruppo Riva punta su modelli di business fortemente incentrati sulla sostenibilità. Così è diventato un esempio nel settore per l’efficacia delle politiche attuate in ottica di economia circolare. L’azienda fa la sua parte per agevolare il raggiungimento da parte dell’Italia dei target di transizione ecologica prefissati a livello europeo e internazionale. Gruppo Riva condivide a pieno gli obiettivi promulgati dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente, in particolare appoggiandosi al documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”. La prospettiva della circular economy applicata al settore siderurgico è fondamentale, soprattutto perché ben si sposa con l’acciaio, materiale completamente riciclabile e in grado di essere riutilizzato all’infinito. I rottami ferrosi vengono inoltre riutilizzati dal Gruppo per l’alimentazione dei forni elettrici: si tratta di un altro passo importante per la conversione del settore siderurgico alla produzione sostenibile.

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Acciaio green: l’impegno di Gruppo Riva

Il Rapporto 2021 di Circular Economy Network, il documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”: Gruppo Riva, tra i principali produttori siderurgici a livello europeo, appoggia pienamente queste nuove linee guida per la sostenibilità e la transizione ecologica.

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Gruppo Riva: gli sforzi in materia di economia circolare

Il Rapporto 2021 di Circular Economy Network ha evidenziato come, grazie all’economia circolare, si possa ridurre il consumo di materiali e tagliare le emissioni di gas serra in modo significativo. L’Italia è molto attenta a queste nuove tematiche riguardanti la sostenibilità e ricopre un ruolo primario nel contesto europeo grazie alle politiche attuate in materia di riciclo, produzione e tasso di utilizzo circolare di materiali. Il Rapporto ha sottolineato come sia necessario procedere sempre più seguendo questa strada, in armonia con le iniziative di istituzioni, imprese e società civili in ottica di una collaborazione globale. Gruppo Riva, leader in Italia e tra i primari operatori europei dell’acciaio, rappresenta una realtà imprenditoriale al centro di tali politiche. Il Gruppo ha abbracciato in toto questi sistemi di produzione sostenibile, sfruttando le proprietà green dell’acciaio. I rottami ferrosi, classificati come “end of waste” secondo il Regolamento Europeo 333/2011, sono impiegati infatti per alimentare i forni elettrici, rendendo così la produzione siderurgica ancor più sostenibile.

“Verso un modello di economia circolare per l’Italia”: il contributo di Gruppo Riva

Il documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia” è stato predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente. Gruppo Riva lo abbraccia a pieno, seguendone le linee guida per cambiare i paradigmi dei sistemi produttivi in ottica sostenibile. L’economia circolare in questo senso è definita come “una risposta economica, sociale e culturale allo spreco di risorse in via d’esaurimento”. È di fatto il motore del cambiamento e “chiave di competitività sui mercati”. Tali obiettivi sono condivisi da Gruppo Riva, che già da tempo si impegna a incrementare i propri sforzi per favorire il raggiungimento dei target necessari a livello europeo e globale per il successo della transizione ecologica.

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Riva Acciaio (Gruppo Riva): le peculiarità dello stabilimento di Lesegno

“Nel laboratorio, integrato nello stabilimento e che collabora con varie Università e centri di ricerca come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa, vengono realizzate le attività di ricerca e sviluppo del Gruppo Riva Forni Elettrici, di cui Riva Acciaio fa parte”: così Valerio Bisio commenta le peculiarità dello stabilimento di Lesegno.

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Gruppo Riva: il “Gleeble 3800”

Il fiore all’occhiello di Riva Acciaio (Gruppo Riva): così è stato definito il laboratorio di Lesegno in un recente articolo pubblicato online da “Provincia Granda”. L’approfondimento si concentra sul laboratorio integrato di Lesegno, unico in Italia ad essersi dotato del “Gleeble 3800”, il simulatore termomeccanico fabbricato dalla società americana DSI. Il simulatore è in grado di effettuare diverse sofisticate operazioni utili in ambito siderurgico. Gruppo Riva ha acquistato questo innovativo macchinario nel 2003: nello stabilimento quindi è possibile riprodurre tutte le fasi di fabbricazione dell’acciaio e di ogni tipo di lega. Il Gleeble è uno strumento di particolare valore nell’ambito della ricerca e dello sviluppo, una risorsa importante e da sfruttare ampiamente nel settore siderurgico italiano.

Gruppo Riva: gli altri stabilimenti e il valore dell’acciaio

“Provincia Granda” ha riportato nel suo articolo le parole dell’ing. Valerio Bisio, Presidente del CdA di Riva Acciaio ed ex Direttore dello Stabilimento di Lesegno: “Nel laboratorio, integrato nello stabilimento e che collabora con varie Università e centri di ricerca come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa, vengono realizzate le attività di ricerca e sviluppo del Gruppo Riva Forni Elettrici, di cui Riva Acciaio fa parte”. Gruppo Riva , oltre che a sfruttare le peculiarità del laboratorio di Lesegno, opera a Caronno Pertusella (Va), Sellero, Malegno e Cerveno (BS). È inoltre presente a livello internazionale in Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. Lesegno è un punto di riferimento per la fusione di rottami di acciaio, preparati secondo la direttiva europea 333 del 2011. In questo senso, Gruppo Riva si pone come interlocutore di primo piano per quanto riguarda le politiche legate alla circular economy: l’acciaio infatti è il materiale metallico più diffuso al mondo, e in grado di essere riciclato al 100% praticamente all’infinito.

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Siderurgia: le proposte di Gruppo Riva per un acciaio green

Certificazioni, sistemi di gestione della qualità e costante applicazione delle migliori tecnologie disponibili: il percorso sostenibile di Gruppo Riva.

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Gruppo Riva: il successo dei rottami

Gruppo Riva, primo operatore siderurgico italiano e tra i principali gruppi europei nel settore dell’acciaio, possiede 21 stabilimenti dislocati in 6 diversi Paesi, ha all’attivo quasi 5.400 dipendenti e vanta miliardi di euro di fatturato. Un successo che parte da lontano. E soprattutto ha inizio da un qualcosa che l’idea comune associa all’inservibilità: i rottami. Prima di inaugurare il primo stabilimento di produzione dell’acciaio, che nascerà a Caronno Pertusella nella prima metà degli anni ’50, i due fratelli Riva, Emilio e Adriano, avevano fondato la “Riva & C.”, che si occupava appunto di commercio di rottami. Prevedendo gli effetti della crescita economica di quel periodo, i Riva decidono di investire sulla produzione diretta e in pochi anni, grazie anche alla continua sperimentazione di nuove tecnologie, riescono a imporsi sul mercato internazionale dominato dai colossi esteri. Adesso, dopo quasi settant’anni, Gruppo Riva continua a servirsi di rottami ferrosi, ma con un fine diverso: promuovere i principi dell’economia circolare e rendere la elettrosiderurgia sempre più sostenibile.

Gruppo Riva: connubio tra acciaio e sostenibilità

Oggi non si parla più di semplici rottami, ma di rottami riciclati definiti “end of waste” secondo il Regolamento Europeo 333/2011. Gruppo Riva li utilizza per alimentare i suoi forni elettrici, installati all’interno di tutti gli stabilimenti al posto dei classici altoforni. L’azienda sfrutta a pieno la riciclabilità dell’acciaio, che oggi può essere definito un prodotto green grazie alle sue caratteristiche che lo rendono riutilizzabile praticamente all’infinito. Un modello di produzione sostenibile in linea con la politica ambientale adottata dal Gruppo. Tutti i siti produttivi sono in possesso delle autorizzazioni ambientali (in Italia AIA e AUA) e della certificazione ISO 14001, oltre ad applicare le BAT (Best Available Techniques; migliori tecniche disponibili) per ridurre l’impatto sull’ambiente. Risultati possibili grazie anche all’impegno di Gruppo Riva su Ricerca e Sviluppo, attività svolte dal laboratorio nato nello stabilimento di Lesegno. Un Centro oggi riconosciuto a livello europeo, capace di ottenere collaborazioni con le più importanti università italiane e di partecipare a progetti di ricerca internazionali.

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Siderurgia italiana: il primato in Ricerca e Sviluppo di Gruppo Riva

In provincia di Cuneo il cuore tecnologico di Gruppo Riva, punto di riferimento del settore siderurgico italiano.

Gruppo Riva accaio

Gruppo Riva: l’importanza della ricerca nella produzione dell’acciaio

L’acciaio è una risorsa indispensabile nella vita degli esseri umani: si tratta infatti di uno dei materiali più utilizzati e diffusi. Automobili, elettrodomestici, infrastrutture: bastano pochi esempi per comprendere quanto l’acciaio sia presente nella nostra quotidianità. Per questo fin dalla sua fondazione Gruppo Riva, leader nazionale nel settore siderurgico, ha dedicato risorse ed energie alla ricerca di soluzioni innovative e migliorie da implementare nei propri stabilimenti di produzione. Uno sforzo che negli anni ’90 ha portato alla nascita del laboratorio di Ricerca e Sviluppo nell’impianto di Lesegno. Un laboratorio, come ha spiegato in una recente intervista Renzo Valentini, docente di Metallurgia dell’Università di Pisa, che si distingue, oltre che per le strumentazioni, per il modo in cui riesce a coniugare attività di ricerca e formazione del personale e allo stesso tempo a rimanere saldamente attaccato alla “vita effettiva della fabbrica”. Ma il fiore all’occhiello di Gruppo Riva è andato oltre. Grazie al laboratorio il primo gruppo siderurgico italiano ha potuto avviare fruttuose collaborazioni con le università italiane più importanti, collaborazioni che hanno consentito all’azienda di partecipare a progetti di ricerca anche di livello europeo.

Gruppo Riva: il ruolo dell’acciaio nella transizione green

L’importanza dell’acciaio come risorsa cresce considerevolmente se si guarda al futuro. Molti infatti non sanno che si tratta di uno dei materiali più riciclati al mondo: le sue proprietà lo rendono riutilizzabile all’infinito. Una caratteristica che si incastra alla perfezione con i nuovi modelli di produzione incentrati sulla sostenibilità. Gruppo Riva è all’avanguardia anche su questo tema. Attualmente negli stabilimenti dell’azienda sono presenti esclusivamente forni elettrici, che vengono alimentati con rottami riciclati (cosiddetti “end of waste”). Negli anni è stata portata avanti con successo una politica rigorosa in materia di sostenibilità ambientale, individuando le Best Available Techniques (BAT) per limitare al massimo la produzione di emissioni nocive. Infine, grazie al lavoro di ricerca e agli strumenti di simulazione presenti nel laboratorio di Lesegno, Gruppo Riva ha la possibilità di prevedere i consumi delle diverse fasi di produzione, con il vantaggio di poter ricercare in anticipo il modo migliore per ottimizzarli.

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Impegno ambientale e qualità: i fattori di successo di Gruppo Riva nel settore siderurgico

Gruppo Riva è tra i leader del settore siderurgico internazionale: fondato nel 1954 grazie all’intuizione di Emilio e Adriano Riva, ha raggiunto una posizione primaria grazie allo sviluppo di prodotti e servizi all’avanguardia e incentrati nell’ottica della sostenibilità.

Gruppo Riva

L’acciaio sostenibile: il riciclo nella produzione di Gruppo Riva

Tra i settori che maggiormente consentono di riciclare le materie prime nei processi produttivi, quello siderurgico costituisce un comparto in cui l’innovazione va sempre più di pari passo con lo sviluppo sostenibile. E proprio su questo fronte l’Italia gioca un ruolo da protagonista per l’economia circolare: secondo i dati diffusi ultimamente da Federacciai, il Belpaese è infatti al primo posto in Europa per il riciclo dell’acciaio. Tale risultato vede in prima linea uno dei colossi internazionali che operano nel comparto: Gruppo Riva, storica azienda italiana che vanta un percorso imprenditoriale di successo a partire dai primi anni del secondo dopoguerra. Nel corso dei decenni l’azienda ha portato avanti un susseguirsi di attività incentrate sul fattore dell’innovazione, proseguendo tuttora in questo percorso e dedicando un’attenzione particolare alla produzione sostenibile. Verso tale direzione è orientata la realizzazione di prodotti in acciaio utilizzando esclusivamente forni elettrici alimentati con rottami riciclati, un processo end of waste in conformità con il Regolamento Europeo 333/2011. In tal modo la strategia sostenibile di Gruppo Riva permette di promuovere al massimo la riciclabilità dell’acciaio, favorendo al contempo l’economia circolare.

La storia di Gruppo Riva: nascita, traguardi e innovazioni

Pioniere a livello europeo nella produzione siderurgica, Gruppo Riva ha raggiunto numerosi primati nel settore in oltre
60 anni di attività. La sua nascita risale al 1954 su iniziativa di Emilio Riva che, supportato dal fratello Adriano, intuì l’enorme potenziale che di lì a poco il settore siderurgico avrebbe espresso in Italia dopo il secondo conflitto mondiale. In seguito all’apertura del primo impianto a Caronno Pertusella (VA) nel 1957, il Gruppo proseguì con l’avviamento di numerosi stabilimenti dislocati sul territorio italiano. Lo stesso periodo vide Gruppo Riva impegnato nell’introduzione dell’utilizzo del forno elettrico ad arco dalla capacità di 25 tonnellate, un’innovazione che si rivelò rivoluzionaria nel settore siderurgico dell’epoca. Tale spirito pionieristico proseguì con un’ulteriore introduzione, quella della tecnica della colata continua, sviluppata nel 1964. Nei decenni a venire l’azienda consolidò la presenza a livello nazionale ed estese le proprie attività anche in Europa, giungendo agli attuali 21 siti produttivi tra Francia, Germania, Italia, Belgio, Spagna e Canada. Tra i primati del Gruppo, anche quello di essere stato nel 1978 la prima realtà europea a intraprendere un fitto rapporto commerciale con la Cina.

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Il 2019 di Gruppo Riva è stato un anno internazionale, con l’85% del fatturato realizzato all’estero

+9,5% di investimenti, che salgono a 150 milioni, posizione finanziaria netta migliorata e un Ebitda di 136,8 milioni: sono i numeri di Gruppo Riva, che nel 2019 ha mantenuto la sua posizione tra i principali attori del panorama siderurgico europeo.

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Gruppo Riva: i risultati del 2019

Gruppo Riva, primo operatore siderurgico italiano e tra i principali a livello Europeo, chiude il 2019 con un fatturato di 3,2 miliardi di euro, di cui l’85% realizzato all’estero. Riva Forni Elettrici, con una quota del 10% del mercato continentale dei prodotti “lunghi” (tondo, vergella e barre per edilizia), ha fatturato principalmente nei suoi 16 siti in Germania, Francia, Belgio, Spagna e Canada. Il Gruppo guidato da Claudio Riva impiega circa 5.400 addetti e ha prodotto 6,3 milioni di tonnellate di acciaio, 714mila in Italia. Questa attività ha generato un Ebitda di 136,8 milioni, con un risultato finale di 15,2 milioni. Gruppo Riva ha intensificato gli investimenti (+9,5%) che sono saliti a 150 milioni, migliorando anche la posizione finanziaria netta. In seguito alla pandemia da Covid-19, l’azienda è stata costretta allo stop delle attività in Italia, riprendendo durante i primi giorni di maggio. Provvedimenti similari sono stati presi anche all’estero, per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro.

Gruppo Riva: la storia e la mission aziendale

La storia di Gruppo Riva inizia nel 1954 quando Emilio Riva, supportato dal fratello Adriano, intuisce il grande potenziale di sviluppo del settore siderurgico nell’Italia del dopoguerra. Nell’estate 1956 Emilio Riva decide di passare alla produzione diretta dell’acciaio, facendo entrare in funzione il primo stabilimento a Caronno Pertusella l’anno successivo. Gli anni Sessanta rappresentano la svolta fondamentale per lo sviluppo del settore e sono segnati dalla nuova tecnica produttiva della colata continua, innovazione che rappresenta un importante successo per Gruppo Riva. Nel 1966 arriva anche la prima acquisizione, con leAcciaierie e Ferriere di Lesegno. Negli stessi anni inizia l’espansione sulla scena europea: l’azienda si fa così pioniera del diffondersi delle miniacciaierie nel mondo. Fortemente basato sull’innovazione e sulla digitalizzazione, il Gruppo punta anche alla formazione delle sue professionalità, per garantire la qualità del prodotto. Oggi l’azienda opera in 21 siti produttivi dislocati in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada.

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