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Gravina FIGC, Respinte le richieste del numero uno del Coni

Respinte le richieste del numero uno del Coni dopo l’incontro avuto con Gabriele Gravina, Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi. Poi l’attacco a Tavecchio: “Disconosce le regole”.

ROMA – Il Coni chiede il rinvio delle elezioni per la presidenza alla Figc, ma i tre candidati dicono no. E’ l’esito dell’incontro avuto tra il numero uno dello sport italiano, Giovanni Malagò, e i candidati Gravina, Sibilia e Tommasi.

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“Malagò ci ha chiesto di rinviare l’assemblea elettiva di lunedì per aspettare l’evolversi della situazione presso la Lega di Serie A. Questa proposta non è stata accettata da nessuno dei tre candidati, l’assemblea ormai è incardinata e si terrà regolarmente”. Lo ha detto Gabriele Gravina, numero 1 di Lega Pro, uscendo dall’incontro. “Poi c’è anche un altro passaggio fondamentale: io e Tommasi (quest’ultimo non fa passi indietro, ndr) dobbiamo incontrare la Lega di A e quella di B e quindi faremo anche una verifica con le altre componenti – aggiunge Gravina -. L’assemblea comunque è incardinata e ci sarà, diventa complicata annullarla, non è nelle nostre disponibilità. Lì i candidati assumeranno una propria responsabilità di fronte a quello che Malagò ci indicherà sabato mattina. Decidere di fare un passo indietro lunedì? Lo valuteremo e decideremo, ma per il momento non è una ipotesi percorribile. I delegati potrebbero indicare o meno la strada da percorrere”.

Sulle stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni di Cosimo Sibilia: “Malagò ci ha chiesto di riflettere su un eventuale rinvio delle elezioni Figc, ci sono delle difficoltà procedurali. Per quanto riguarda la Lnd abbiamo preso atto di questa richiesta ma crediamo sia un percorso complicato quello del rinvio, non so se ci sono le condizioni tecniche”.

“E’ stato ipotizzato un rinvio delle elezioni su cui ci siamo riservati di fare una riflessione e di risentirci prima dell’assemblea. Personalmente non so se sia rinviabile l’assemblea della Figc, dobbiamo approfondire e poi vedremo”. Sono le parole del presidente dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi. “Non sapevo di questa ulteriore diffida decisa in Giunta, non so se sia possibile rinviare una volta convocata l’assemblea. Devo capire se questo vuol dire riavviare l’intero procedimento elettorale”.

MALAGO’: “TAVECCHIO SU SERIE A DISCONOSCE LE REGOLE” –  “Alla lettera che abbiamo inviato lo scorso 5 gennaio non c’è stata una risposta formale da parte della Figc: questo vi fa capire lo stato dell’arte e noi siamo dispiaciuti. In Lega di A al momento c’è un commissario straordinario (Carlo Tavecchio, ndr) che dovrebbe ottemperare a delle regole che per primo sta assolutamente disconoscendo”, è il duro commento di Giovanni Malagò. “Tavecchio doveva rendere pubblica la lettera del 5 ma nessun candidato ne era a conoscenza – ha osservato Malagò -. La Figc sta permettendo da moltissimi mesi che la Lega di A disconosca le regole del nostro mondo e in particolare della federazione stessa: la persona che dovrebbe adoperarsi per risolvere questo problema e non lo ha mai fatto, e neanche mai posto, è il presidente dimissionario e commissario straordinario Tavecchio.
È un problemino, anzi un problemone, che non è stato preso in considerazione e sistematicamente disatteso”.

La Lega di A è “in una situazione illegittima, non ha rispettato il suo dovere come hanno fatto le altre leghe. Per una questione di quieto vivere e di buonsenso, e per non far vedere soprattutto in un momento in cui tutto il mondo si ferma e non litiga e cerca di fare la pace, e il mio riferimento vale perché il Coni si sta per trasferire a PyeongChang per le Olimpiadi invernali, è stato deciso di dare 30 giorni alla federazione per sistemare questa vicenda” ha aggiunto  parlando della situazione della Lega di A, senza rappresentanti da quasi un anno. “Molti membri di Giunta già ieri a Firenze volevano procedere al commissariamento senza aspettare questo tempo, ma ritengo sarebbe stato un errore perché non è possibile impedire l’assemblea alla Lega di A, il Coni non ha questo tipo di potere giuridico. Siamo tutti in partenza per Olimpiadi, c’è una tregua sancita in tutto il pianeta, detto questo io vi do una mano per uscire dalle sabbie mobili, ma voi tirate su la vostra mano per farvi tirare fuori. Ho fatto presente ai tre candidati che se la storia della Lega di A, che non dipende da loro, non si sistema c’è il rischio che vengano commissariati una volta eletti. Il Coni da questa storia non torna indietro come è giusto che sia perché sennò perdiamo credibilità perché è un nostro dovere come ente vigilante”.

LA NOTA UFFICIALE DEL CONI –  ”In caso di inadempienza da parte della Lega Serie A della mancata elezione del Presidente e dei due rappresentanti in Consiglio Federale entro 30 giorni a partire da oggi, il Coni non potrà esimersi dall’assumere nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio i necessari provvedimenti previsti dal vigente contesto normativo, anche in presenza di un presidente regolarmente eletto nell’Assemblea del 29 gennaio prossimo”. Lo si legge in una nota del Coni dopo l’incontro avvenuto oggi con i candidati Figc. “Il Presidente del CONI ha incontrato questo pomeriggio al Foro Italico i 3 candidati alle elezioni della FIGC, Gabriele Gravina, Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi che erano stati invitati ieri e avevano aderito con grande disponibilità. All’incontro erano presenti il Vice Presidente Vicario del CONI, Franco Chimenti, il Segretario Generale, Roberto Fabbricini, e il Vice Segretario, Carlo Mornati – continua la nota –  E’ stato convenuto da tutti che l’obiettivo comune è sempre stato quello di trovare un accordo per ottenere il consenso più ampio possibile per il futuro governo federale”.

“Il Presidente Malagò ha messo a conoscenza dei 3 candidati della nuova lettera di diffida inviata oggi alla Figc, così come approvata ieri all’unanimità nella Giunta Nazionale del CONI a Firenze, nella quale si richiama la FIGC ad ottemperare all’adeguamento dello Statuto della Lega di Serie A in base ai principi informatori approvati dal Consiglio Federale il 26 ottobre 2017, non avendo ricevuto alcun riscontro dall’analoga lettera inviata alla Figc lo scorso 5 gennaio”.

FONTERepubblica.it

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Pesi Elettorali FIGC: Gabriele Gravina 17%, Damiano Tommasi 20%, Cosimo Sibilia 34%.

Il prossimo 29 gennaio si svolgerà la nuova assemblea elettorale della FIGC, che dovrebbe portare all’individuazione del nuovo presidente federale (Carlo Tavecchio è quello uscente).

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Sono iscritti ufficialmente tre candidati: Damiano Tommasi, presidente dell’AIC, Cosimo Sibilia n.1 della LND e Gabriele Gravina per la Lega Pro (nella foto in primo piano).

Diventerà presidente chi conquisterà, al termine delle votazioni (possibile un ballottaggio finale dopo le prima due votazioni), il 50% più uno. Abbiamo deciso di illustrare i pesi percentuali delle sette diverse componenti sedute in Consiglio Federale: serie A, serie B, Lega Pro, LND, AIA (arbitri), AIAC (AssoAllenatori) e AIC (Assocalciatori).

Queste sette componenti non hanno però lo stesso peso specifico: si parte dal 2% degli Arbitri per arrivare al 34% della LND, in mezzo cinque componenti tutte con pesi diversi tra loro. Vediamoli insieme:

  • AIA: (Nicchi) 2%;
  • Lega B: (Balata) 5%;
  • AIAC (Ulivieri): 10%;
  • Serie A (commissario straordinario Tavecchio): 12%;
  • Lega Pro (Gabriele Gravina): 17%;
  • AIC (Damiano Tommasi): 20%;
  • LND (sen. Cosimo Sibilia): 34%.

Non è un caso se i tre candidati sono proprio quelli che, rispettivamente (da Gravina (17%) a Sibilia (34%), passando per Tommasi (20%), pesano di più. In totale il 71% dei consensi. Nessuno dei tre raggiunge da solo il 50% più uno. Solo Sibilia (LND), sommando il 29% dei consensi rimasti fuori dalla competizione (AIAC+AIA+Lega A e B) ai suoi, potrebbe raggiungere questo risultato. Ma è chiaro che parliamo di una ipotesi di scuola. La realtà delle alleanze è ben altra. Come spesso avviene, però, la componente tecnica di Ulivieri (Assoallenatori) potrebbe decidersi di unirsi a Tommasi (AIC), anche se lo scorso 6 marzo, quando fu eletto Tavecchio per la seconda volta consecutiva, avvenne proprio uno “strappo” tra Tommasi (schierato con Andrea Abodi, candidato alla presidenza) e Ulivieri (schierato a sorpresa con il presidente federale Tavecchio). La partita per la presidenza federale è ancora molto aperta e proprio nelle ultime ore, pre elezioni, potrebbero esserci delle grandi novità. Nel frattempo il quotidiano “Il Mattino” di Napoli, conferma la ricandidatura di Cosimo Sibilia, senatore di Forza Italia (sempre in Campania e sempre per il partito di Berlusconi), per il ramo più “nobile” del Parlamento.

Se Tommasi è sicuramente un personaggio molto amato dal grande pubblico, per il suo stile in campo (ai tempi della AS Roma e della Nazionale), e fuori dal rettangolo di gioco (da sempre è impegnato in ambito sociale e si impegna in campagne no-profit), il personaggio che ha le maggiori capacità di “sintesi politica” (parliamo chiaramente di politica “sportiva”) è Gabriele Gravina.

Il n.1 della Lega Pro potrebbe riunire un mondo, quello del calcio, completamente spaccato e attivare, una volta per tutte, una stagione intensa di riforme. Auspicate da molti, ma ancora non attuate, spesso per ragioni di opportunità. Gravina deve avere il coraggio di operare delle azioni di “discontinuità” rispetto al passato. I tempi sono maturi per lavorare in tal senso. E’ una occasione unica ed irripetibile. Non sprechiamola!

FONTESporteconomy.it

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FIGC Gravina Tommasi, gioco al rialzo non fa bene al movimento del calcio

“I presidenti dell’Associazione italiana calciatori, Damiano Tommasi, e della Lega nazionale dilettanti, Cosimo Sibilia, entrambi candidati ala presidenza della Figc, si sono incontrati a Roma per discutere dei rispettivi programmi federali”.

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“Il confronto – fa sapere l’Aic – ha evidenziato “le numerose convergenze sulle progettualità future”. Lunedì prossimo è in programma il consiglio direttivo dell’Aic.”
Recita così il comunicato al termine del vertice tra il numero 1 dell’Assocalciatori e il pari grado della Lega Nazionale Dilettanti.

“Tutto molto interessante”, verrebbe da esclamare parafrasando Rovazzi, se non fosse per il fatto che, appena pochi giorni fa, un testo congiunto molto vicino a questo era stato dato alle agenzie, con Gabriele Gravina (n.1 della Lega Pro) al posto del nome del dirigente irpino. Ora delle due l’una: o abbiamo portato lo stile delle consultazioni del Quirinale all’interno del mondo della Federcalcio (ma crediamo sia un po’ esagerato), con annesse dichiarazioni di rito (uguali tra di loro), o Tommasi, a seconda dell’interlocutore che incontra, non si spreca più di tanto e racconta sempre le stesse cose. Insomma, non proprio un bel vedere, ad essere sinceri.

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Da Tommasi, persona che stimiamo a prescindere, ci aspetteremmo, per esempio, maggiore “coraggio” e soprattutto pro-attività. Qui non si tratta più di gestire un’elezione come fosse una partita a Risiko o una partita privata al circolo sotto casa. Le due forze più innovative e progettuali (Tommasi e Gravina) dovrebbero convergere naturalmente e fare “ticket”. Non serve uno stratega uscito da una scuola di guerra, né ci dovrebbero essere tutti questi tatticismi sul tavolo. E, invece, si sta assistendo ad un gioco al rialzo (o almeno così sembra – quindi è anche peggio per certi versi), che non fa bene ad un movimento del calcio, umiliato, di recente, a causa dell’eliminazione degli Azzurri dal Mondiale di Russia 2018.

Ma torniamo all’incontro di questo pomeriggio all’ombra del Cupolone. Andando nello specifico ad analizzare l’aspetto centrale dei contenuti, troviamo, per esempio, sul fronte di Sibilia, una serie di “promesse” non tutte realizzabili. Il presidente della LND infatti avrebbe garantito a Tommasi, il controllo del Club Italia, una riduzione (più di facciata che di sostanza) sul tema dell’età del vincolo dei calciatori (si scenderebbe a 22 anni), ma soprattutto la gestione del settore giovanile FIGC, con Vito Tisci (attuale coordinatore d’area in Federcalcio), che, questo week-end prenderà il Maalox per provare ad alleviare i bruciori di stomaco. Se Sibilia decidesse di realizzare in toto le “desiderata” di Damiano Tommasi scoppierebbe la “rivoluzione” in LND e già sarebbero partite telefonate infuocate tra diversi dirigenti, che promettono, in caso di conferma di questo Patto, di non votare il presidente irpino nel “silenzio” dell’urna.

FONTESporteconomy.it

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