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“I nostri soldi”: una guida semplice e chiara per imparare a gestire i propri risparmi ed investimenti

È da qualche giorno disponibile in libreria “I nostri soldi – Buoni e cattivi consiglieri del risparmio”, scritto da Sandro Vita con la prefazione di Ennio Doris e la postfazione di Giuseppe Mascitelli.Il volume, edito da Sperling & Kupfer, insegna “come gestire con buonsenso i soldi e fare i migliori investimenti”. Il linguaggio utilizzato è alla portata di tutti, estremamente semplice, lontano dal lessico complicato della finanza e diventa uno strumento ricco di preziosi consigli e suggerimenti per gestire i soldi in modo corretto e consapevole. In un momento di grave crisi delle borse e dell’economia mondiale, in cui ogni scelta diviene fonte di angoscia, è indispensabile saper investire con buonsenso. Questo libro illustra con chiarezza come fare, rappresenta infatti la guida ideale rivolta ad ogni buon investitore perché spiega come evitare scelte dettate dal panico e quali strumenti si hanno a disposizione per gestire il denaro in modo attento ed oculato. L’autore sostiene che proprio in periodi come quello che stiamo attraversando sia necessario “riconoscere i cattivi consiglieri, i fattori negativi che influenzano i nostri comportamenti per contrastare il panico che spesso porta a scelte affrettate e pericolose per i nostri risparmi”, ma soprattutto che “è proprio nelle difficoltà che si presentano le maggiori opportunità”. “I nostri soldi” insegna perciò a mettere in atto strategie positive e a mantenere nel tempo scelte coerenti con gli obiettivi, facendo conoscere al lettore i vantaggi fiscali di cui si può godere e sottolineando l’importanza della pianificazione della previdenza con attenzione e equilibrio. Coerenza e autonomia sono, secondo Vita, i due attributi fondamentali di ogni buon investitore; tutti dovrebbero imparare ad “essere liberi e a fidarsi del proprio buonsenso senza continui condizionamenti esterni” e “I nostri soldi” insegna proprio come poterlo fare. Sandro Vita è attualmente il responsabile della Comunicazione Interna di Mediolanum Comunicazione Spa. Nel 2008 si è occupato della serie televisiva di successo “Angeli e demoni della finanza” in onda su Mediolanum Channel, canale 803 di Sky. I nostri soldi. Buoni e cattivi consiglieri del risparmio di Sandro Vita, 2009, Ed. Sperling & Kupfer, pagg. 241, prezzo 18 euro.

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SiciliaDomExpò 2009: la Fiera Campionaria Internazionale per le Aziende Siciliane

Dal 28 al 30 aprile, a Samara, in Russia, si svolgerà la Fiera Campionaria Internazionale SiciliaDomExpò 2009, il cui scopo è offrire alle aziende siciliane la possibilità di far conoscere le proprie peculiarità attraverso l’esposizione e la promozione dei prodotti e delle organizzazioni e filosofie aziendali.La manifestazione, organizzata dai consorzi Omnia Eventi e Med Euro Export, è il primo momento di una strategia globale, volta al consolidamento dei rapporti economici tra l’Italia e la Federazione Russa, culminato con il gemellaggio siglato nell’ottobre dello scorso anno tra Palermo e Samara.

Da un lato, infatti, le imprese siciliane aprono le porte ad un mercato sensibile al recepimento dei prodotti di qualità quanto attento agli investimenti stranieri; dall’altro le attività dell’isola trovano un’opportunità di accesso agli ingenti capitali russi quale strumento finanziario per potenziare e sviluppare la propria attività.

La fiera avrà luogo presso il “Centro Espositivo Museo di P. Alabina” con il patrocinio del Consolato della Federazione Russa a Palermo, del Consolato della Repubblica Italiana a Samara, della Rappresentanza Commerciale della Federazione Russa in Italia e di varie altre importanti amministrazioni pubbliche siciliane.

Si tratta di un’occasione imperdibile per le aziende siciliane che guardano con interesse al mercato russo e dell’est europeo in genere e quelle che prenderanno parte a SiciliaDomExpò avranno la possibilità di scegliere fra tre diverse tipologie di partecipazione: sponsor, partecipazione diretta e rappresentanza, ognuna delle quali con la relativa quota d’iscrizione

Per saperne di più, è possibile contattare i Consorzi Omnia Eventi e Med Europe Export, che si stanno occupando dell’organizzazione di SiciliaDomExpò 2009 alla seguente e-mail: [email protected]; Sul web, infine, è online un sito esclusivamente dedicato alla manifestazione: www.siciliadomexpo.it

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‘I nostri soldi’: finalmente una guida chiara per capire la finanza

Comprendere l’economia e la finanza per riconoscere i cattivi consiglieri.  Citazioni, esempi semplici e concreti, preziosi consigli e suggerimenti per gestire i soldi in modo corretto e consapevole: ecco in breve cos’è il manuale di Sandro Vita ‘I nostri soldi. Buoni e cattivi consiglieri del risparmio’. Partendo dall’assunto che se ci fosse più comprensione aumenterebbe la correttezza degli investimenti e, di conseguenza, le soddisfazioni derivanti dal proprio denaro, il linguaggio utilizzato si vuole allontanare dal lessico complicato della finanza, per essere alla portata di tutti. Proprio in periodi di crisi è necessario “riconoscere i cattivi consiglieri, i fattori negativi che influenzano i nostri comportamenti per contrastare il panico che spesso porta a scelte affrettate e pericolose per i nostri risparmi” e ancora È solo quando l’effetto della paura si è allontanato che iniziamo a vedere opportunità dove prima vedevamo solo rischi.”Inoltre, secondo il quotidiano ‘Milano Finanza’: ‘Una delle lezioni più importanti per sopravvivere nel mondo moderno è che bisogna avere soldi. Ma per sopravvivere felicemente bisogna avere: amore, salute, libertà, stimoli intellettuali e soldi’, tema già trattato da ‘Il Sole 24 ore’ nell’articolo ‘Saper dare ai soldi il giusto peso’.Secondo l’autore, se è vero che i soldi non sono tutto, è però vero che sono di più che ciò che serve per sopravvivere, perché il raggiungimento di molti degli obiettivi che ci rendono felici passano attraverso il corretto investimento del proprio risparmio.“Per investire bene è molto più importante essere esperti di se stessi piuttosto che essere esperti di mercati”. Il volume ha una prefazione di Ennio Doris e una postfazione di Giuseppe Mascitelli.Sandro Vita, 2009, I nostri soldi. Buoni e cattivi consiglieri del risparmio, Edizione Sperling & Kupfer, pagine 242.

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Gli effetti economici degli organismi geneticamente modificati: vantaggi tutt’altro che evidenti!

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  • 10 Gennaio 2009

L’introduzione degli organismi geneticamente modificati (OGM) nel sistema agro-alimentare italiano è sicuramente uno degli argomenti più dibattuti. Tra favorevoli e contrari la disputa è molto accesa: e allora ci possiamo chiedere se può un economista dare delle risposte e delle soluzioni nell’ambito di problemi così tecnici riguardanti l’agricoltura. Anzitutto un economista potrebbe dire che in materia vi è un alto grado di incertezza. Scegliere la tecnologia ogm per un’impresa ha carattere dell’irreversibilità: una volta coltivati questi organismi, non si potrà più tornare indietro. Dunque, dal punto di vista economico, per un’impresa investire nella tecnologia ogm significa perdere un’opzione reale, che viene trattata dalla teoria economica alla stregua di una opzione finanziaria.

L’applicazione del criterio del valore attuale netto
Il criterio del valore attuale netto è sicuramente un modo efficace per comprendere la situazione. Il valore attuale netto (VAN) è la differenza tra guadagni previsti in futuro e costo dell’investimento iniziale: i guadagni futuri devono essere riportati al tempo attuale mediante un coefficiente di attualizzazione che tiene conto dei mancati interessi sul capitale investito. Il ricavo netto futuro sarà quindi dato dalla formula: 1/(1 tasso di interesse premio di rischio). La presenza del tasso di interesse nella formula si giustifica col fatto che, investendo in quel progetto, si rinuncia alla remunerazione che la stessa somma avrebbe in un’attività senza rischio. La teoria economica suggerisce che, nel contesto di incertezza riguardo all’impatto degli ogm e l’irreversibilità della loro scelta, i vantaggi di una loro introduzione dovrebbero essere molto rilevanti per poter essere a favore della loro introduzione. Questo schema, bisogna precisarlo, si applica a tutte le innovazioni, anche agli acquisti dei beni durevoli (computer, auto…). Da un punto di vista squisitamente economico, i favorevoli all’introduzione degli ogm ritengono che il loro utilizzo consenta anche una riduzione degli input intermedi e quindi un risparmio di costi per l’azienda agricola, con un beneficio ulteriore per l’ambiente. Il mercato degli input si trasforma in tal modo, con l’introduzione degli ogm, da quasi concorrenziale a monopolistico, o quantomeno oligopolistico, e la domanda di input diventa più rigida dato che le imprese agricole dovranno far fronte a minori scelte alternative.

Rischio d’impresa
Un altro elemento importante da sottolineare e analizzare riguarda l’aumento del rischio d’impresa : come già detto in precedenza, infatti, l’introduzione degli ogm comporta un alto grado di incertezza e, conseguentemente, degli effetti anche a livello d’impresa. Ad esempio, i possibili effetti nocivi che potrebbero essere evidenziati da future ricerche, avrebbero un impatto notevolmente negativo sul prezzo del prodotto e maggiori costi per un’eventuale rotazione colturale. A questi devono aggiungersi i costi per i danni da contaminazione genetica a terzi produttori di prodotti non ogm: essi possono anche assumere la forma di premi assicurativi per possibili danni.

Come devono comportasi i consumatori?
Le preferenze dei consumatori vengono considerate dagli economisti come un dato. Molto spesso i consumatori ritengono che l’impiego di ogm implica la messa in commercio di prodotti pericolosi per la salute: anche se si tratta di una tesi tutta da dimostrare, l’analisi economica ne deve tenere conto, anche perché produrre un bene senza mercato significa, per le aziende, produrre senza futuro. Le preferenze dei consumatori implicano dunque un rapporto di scambio tra beni ogm e tradizionali a favore di questi ultimi. Se i prodotti ogm e non ogm fossero distinguibili con certezza, esisterebbero due mercati distinti con prezzi diversi, minori per i prodotti ogm: in questo caso si creerebbe un equilibrio non efficiente, un mercato caratterizzato da asimmetria informativa. Se sono un compratore razionale andrò a scontare il rischio di comprare un “bidone” offrendo un prezzo più basso di quello che avrei offerto in caso di un prodotto di alta qualità certa: ma sarà proprio questo basso prezzo a far sì che siano i venditori di “bidoni” a vendere di più e si attiverà un processo che tende a eliminare i prodotti di alta qualità. Questo meccanismo, che nell’ambito della politica economica è conosciuto come “Modello di Akerlof“, si può applicare perfettamente anche al caso degli ogm. La soluzione più probabile in questo caso sarà un netto spiazzamento dei prodotti cosiddetti tradizionali e si verificherà a causa dell’incertezza sulle caratteristiche sul prodotto, in assenza di interventi come, ad esempio, l’etichettatura. L’introduzione degli ogm, anche se etichettati, aumenta sicuramente il rischio anche per le imprese agricole più tradizionali: infatti i produttori convenzionali tendono a osservare un premio sul prezzo del loro prodotto convenzionale, ma questo premio, in caso di apertura agli ogm, non è più certo. L’incertezza, in questo caso, è generata da alcune possibili contaminazioni genetiche e da comportamenti opportunistici da parte dei produttori (si pensi, ad esempio, alla contraffazione dell’olio d’oliva e al vino al metanolo…). La situazione è ancor più realistica in Italia nel caso si provvedesse a una liberalizzazione totale: il contesto agricolo italiano è infatti caratterizzato da una frammentazione della superficie aziendale. Se i consumatori ritenessero, in tale contesto, l’etichettatura non credibile si avrebbe allora lo “spiazzamento” dei prodotti tradizionali in ogni caso.

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Il segreto del guadagno? La guida del risparmiatore!

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  • 13 Dicembre 2008

Non è certo agevole il compito del risparmiatore di fronte alla notevole complessità dei mercati finanziari: è da questa insicurezza che nasce la necessità di rivolgersi a professionisti della finanza, persone in grado di massimizzare i risparmi, ovvero il loro rendimento.

Banche e risparmio gestito. La banca è senza dubbio l’attrice fondamentale nell’allocazione dei risparmi delle famiglie. Nonostante un malessere abbastanza diffuso tra gli italiani nei confronti degli istituti creditizi in generale (lamentele riguardanti in particolare i costi dei servizi e delle commissioni), il rapporto tra risparmiatore e istituto si configura come una struttura portante delle strategie di risparmio. In particolare, il risparmiatore può assumere tre diversi atteggiamenti nell’approccio con la banca: 1) di rifiuto, ovvero si agisce in totale autonomia e viene rifiutata ogni proposta da parte dell’intermediario; 2) di delega parziale, si sceglie direttamente la composizione del portafoglio, ma viene delegata all’intermediario la gestione; 3) di delega totale, ci si affida totalmente all’intermediario per la composizione del portafoglio e per la scelta dei titoli.

Il risparmiatore fai-da-te. Per chi vuole operare autonomamente e individualmente, il modo più immediato per investire in borsa è quello del trading online, che permette, da casa o dall’ufficio, con costi contenuti, di collegarsi tramite un computer al sito della banca di cui si è scelto il servizio. Per chi però non vuole arrendersi alla tecnologia, ma al contempo vuole fare di testa propria, bisogna accettare l’intermediazione del proprio istituto di credito.

Acquistare azioni in banca. La compravendita di titoli in banca è un’operazione molto semplice: basta infatti recarsi a uno sportello e rivolgersi al funzionario incaricato. Si compila un modulo e l’ordine può essere eseguito dalla banca stessa, oppure viene inviato a una Sim, che di solito è un’emanazione della banca; l’ordine viene quindi immesso nel sistema secondo le modalità impartite dal cliente e, a questo punto, la banca invia al cliente il fissato bollato che comprova l’attestazione dell’ordine.

Acquistare azioni estere. Stesso discorso vale per l’acquisto di azioni estere: l’unica differenza risiede nel fatto che le commissioni sono generalmente più elevate. Se infatti, per fare un esempio, si acquistano azioni alla Borsa di Parigi, la banca deve appoggiarsi a un intermediario francese, con la conseguenza che la commissione raddoppia. Con l’introduzione del trading online, comunque, questi costi sono stati notevolmente abbassati dalle banche, anche se sono variabili da istituto a istituto.

Acquistare obbligazioni estere. Le banche solitamente acquistano bond esteri al momento dell’emissione nel paese d’origine per metterli poi a disposizione della clientela. Quindi, recandosi allo sportello bancario e volendo acquistare determinate obbligazioni, l’operatore andrà a verificare cosa è rimasto nel portafoglio della banca.

Le gestioni patrimoniali. Per chi decide di delegare a dei professionisti la gestione totale dei propri risparmi, lo strumento più adatto è sicuramente la gestione patrimoniale. Esistono due categorie di gestioni patrimoniali:

1. GPM. Sono le Gestioni Patrimoniali Mobiliari, in cui si può investire prevalentemente in valori mobiliari: è uno strumento molto adatto a chi dispone di capitali molto consistenti, anche perché maggiore sarà la somma in denaro data in gestione più alta sarà la prospettiva di guadagno

2. GPF. Le Gestioni Patrimoniali in Fondi permettono di investire solo in fondi comuni e si adattano a coloro che dispongono di capitali più modesti. Esse sono nate da un’esigenza ben precisa: tra i numerosissimi fondi proposti, è facile che il risparmiatore possa entrare in confusione. Le GPF rappresentano lo strumento più adatto per districarsi in questa “giungla”, in quanto permettono la possibilità di affidare incombenze come la scelta del fondo o il ribilanciamento del portafoglio fondi a un money manager, un professionista della finanza.

I costi. Le spese sono variabili: solitamente sono richieste delle spese periodiche di gestione. I costi in media oscillano tra lo 0,5% e il 2% del capitale investito e tendono ad accrescersi quanto maggiore sarà la componente azionaria della gestione. I risparmiatori sono disposti a sostenere costi aggiuntivi in cambio della garanzia della gestione professionale del loro portafoglio: garanzia che comunque non è sempre scontata. Il consiglio è quello di provare a trattare una riduzione della commissione o di rivolgersi ai gestori che offrono GPF “multimarca”, ovvero che investono in fondi di più emittenti, garantendo una diversificazione di prodotti e portafoglio.

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I brand con maggiore valore economico

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  • 10 Dicembre 2008

La classifica stilata la settimana scorsa da Interbrand, la società inglese attiva dal 1974 su scala internazionale per quanto riguarda la gestione e la consulenza sui principali brand mondiali, illustra quali sono le principali aziende che hanno raggiunto il maggior valore economico: i dati che ne risultano sono molto interessanti, sia per quanto riguarda le comparazioni che si possono effettuare sulle società che sono maggiormente cresciute rispetto al 2007, sia perché offrono uno spaccato fondamentale su come si sta evolvendo la società attuale, in base, ovviamente, ai consumi internazionali. Uno degli aspetti che è necessario sottolineare è la forte presenza nella classifica di società che operano nel settore tecnologico: sono ormai diversi anni che la tecnologia ha invaso la nostra vita quotidiana e questo fatto viene fortemente ribadito dalle venti e più realtà hi-tech che fanno parte del novero delle società dal marchio maggiormente valorizzato. Apple, che ha scalato ben nove posizioni rispetto a un anno fa (dal 33° al 24° posto, ovvero una crescita del 24%), si è distinta tra le altre, soprattutto grazie al lancio e alla commercializzazione su scala mondiale dell’iPhone, prodotto che ha riscosso immediatamente un forte successo; è cresciuta in misura notevole anche la Samsung, il cui marchio vale più di quello della Sony e di Yahoo.

Non deve perciò stupire la presenza dei marchi di società come Ibm, Microsoft, Nokia e Intel nella Top 10 della classifica (rispettivamente al 2°, 3°, 5° e 7° posto): notevole è stata anche l’ascesa di Google, passata dalla ventesima alla decima posizione. Il primo posto in assoluto appartiene però al marchio della Coca Cola, che conferma tale supremazia per l’ottavo anno consecutivo: tra l’altro la parola “coke” è la seconda più utilizzata al mondo dopo “ok“. Un altro dato che sicuramente non stupisce è il forte calo, in termini di posizioni, subito dai colossi del mondo finanziario, come, ad esempio, Morgan Stanley, Citi e Merril Lynch: la perdita è dovuta in maniera abbastanza evidente dalla grave crisi del credito che si è scatenata negli Stati Uniti, la quale ha esposto più intensamente le compagnie al rischio di erosione del marchio. Nella Top 10 figurano inoltre marchi di società automobilistiche come General Motors e Toyota, oltre a McDonald’s e Disney. La crescita più consistente è risultata quella di Google che, oltre al portentoso guadagno di posizioni, è cresciuta del 43%.

Per quanto riguarda l’Italia e limitandosi ai primi cento marchi presenti nella Best Global Brands, quattro sono le aziende del nostro paese: Gucci (al 45° posto), Prada (91°), Ferrari (93°) e Armani (94°). In particolare è il marchio Ferrari quello ad aver guadagnato maggior valore economico. La primazia di Google e Apple in termini di crescita testimonia la capacità delle due società di prevedere e riuscire ad anticipare i bisogni e i gusti degli utenti. La Best Global Brands 2008 risente senza dubbio dell’andamento attuale dell’economia globale: fattori fondamentali come la crisi finanziaria e creditizia che ha sconvolto gli Stati Uniti e la parallela crescita dei mercati emergenti (in particolare quelli dell’America Latina), oltre alla maggiore attenzione nei confronti della sostenibilità, si riflettono in maniera evidente nella crescita o perdita dei diversi marchi. Nonostante ciò, vi sono anche le immancabile eccezioni che confermano la regola: brand finanziari come HSBC (Hong Kong

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Nasce “FinanzaOk – la finanza per tutti”

Si comunica la nascita di un nuovo sito internet dedicato al mondo dell’economia e della finanza. In un momento in cui la finanza è al centro delle notizie, dove tutte le persone più o meno indirettamente sono coinvolte dall’evolversi della situazione dei mercati finanziari, nasce questo progetto per portare meggior informazione a tutti coloro che non vogliono più rimanere all’oscuro in questa realtà, che se conosciuta a dovere, può rivelarsi fantastica e ricca di opportunità.

Articoli aggiunti quotidianamente, o quasi, percorreranno l’intero mondo della finanza coprendo vari aspetti e tematiche di interesse degli investitori. Una panoramica generale verrà progressivamente approfondita per fornire anche a chi non fosse alle prime armi degli utili strumenti di riflessione e analisi.

In aggiunta a una parte probabilmente di stampo maggiormente teorico, sarà premura affiancare consigli di natura prevalentemente pratica per fornire metodiche applicabili nell’analisi degli strumenti finanziari.

Scopo dichiarato è quindi diventare risorsa di riferimento per il panorama finanziario, senza sordarsi però il pubblico a cui ci si rivolge, tenendo di conseguenza un profilo che consenta un facile accesso e una facile comprensione anche ai meno esperti.

FinanzaOk.it aspetta solo di essere visitato ed inserito tra i preferiti per rimanere continuamente aggiornati e per approfondire la tematica trattata.

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Finalmente anche in Italia l’e-Procurement per TUTTE le Aziende

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  • 13 Luglio 2008

Dopo poco più di 2 mesi dalla sua messa on-line www.eproc.it ha già più di 500 aziende iscritte.

www.eproc.it offre a tutte le aziende italiane la possibilità di risparmiare sia sugli acquisti attraverso il servizio di Aste al Ribasso, sia di proporre forniture a tutti gli iscritti attraverso il servizio di Proposte di Vendita. Il sistema è molto semplice ed intuitivo : registrandosi al sito si ha a disposizione un Pannello di Controllo dal quale si può accedere a qualsiasi informazione in riguardo ai due servizi sopracitati.

Le prime due aste, delle quali una richiesta ed una partecipazione sono gratuite per dare la possibilità a tutti di provare il servizio di Aste al Ribasso. Inoltre i costi per i successivi servizi richiesti sono davvero irrisori, solo € 3,00 IVA inclusa (costo fisso).

Spulciando il sito in tutto quello che è successo in questi 2 mersi di attività si denotano delle aste veramente incredibili richieste dalle aziende, che hanno avuto un risparmio pari o superiore al 20%.

L’e-Procurement è un sistema pratico ed efficace per aumentare i profitti aziendali tanto da essere studiato nelle migliori università del mondo e viene usato nelle più grandi nazioni industrializzate dalle migliori aziende. Anche in Italia c’è un sistema simile ad eProc usato dalla Confindustria solo per le aziende iscritte.

Uno dei primi Comuni ad utilizzare l’e-Procurement in Italia è stato il Comune di Livorno del quale si è occupato anche Giuliano Marrucci in un servizio (Basta un Click) trasmesso da “REPORT” su RAITRE mettendo in rilievo il risparmio anche in termini di tempo, oltre che di denaro.

La registrazione al sito www.eproc.it è veloce e gratuita, e permette di ricevere gratuitamente gli avvisi di tutte le Aste richieste e Proposte inserite, oppure solo delle Aste e Proposte inerenti le categorie di interesse che si possono settare nel Profilo Aziendale.

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