Ecco la cronaca dettagliata. Martedì 19 maggio un gruppo di dieci persone forse fuoriuscite dai cortei contro il G8 degli atenei, hanno assaltato un furgone elettorale con l’immagine della candidata Claudia Porchietto. Il gruppo ha spintonato l’autista, sono volati insulti e minacce e poi ha strappato gli adesivi con la foto della candidata del centrodestra. Domenica 17 maggio, all’alba a Carmagnola, sono stati strappati gli adesivi della candidata Claudia Porchietto e sono state bucate le gomme di un furgone elettorale. Sabato 16 maggio al Lingotto, di fronte a Eataly, alcuni facinorosi, presumibilmente fuoriusciti dal corteo dei metalmeccanici Fiat partito da Mirafiori, hanno preso d’assalto e distrutto il gazebo della candidata Claudia Porchietto.
La mancata apertura del Termovalorizzatore del Gerbido
Claudia Porchietto, candidata alla Presidenza nelle elezioni provinciali di Torino, individua nel proliferare dei consorzi il problema legato alla mancata realizzazione del termovalorizzatore del Gerbido: sia nel numero che nella burocratizzazione bisogna riconsiderare la posizione dei consorzi che gestiscono la raccolta rifiuti sul territorio della provincia (sono infatti otto quelli che operano in provincia di Torino), un numero troppo elevato di strutture che nel tempo sono divenute anche serbatoio per i cosiddetti “posti di sottogoverno”. Il senatore Enzo Ghigo, che ha introdotto stamane il convegno “La Tav e le grandi opere per lo sviluppo di Torino e Provincia” al Jolly Hotel Ambasciatori di Torino con la presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Senatore Altero Matteoli, afferma che potrebbe esserci una vera e propria emergenza a breve a causa della mancata apertura del termovalorizzatore con gravi ripercussioni sulla cittadinanza. Conclude Claudia Porchietto, candidata alla elezioni della provincia di Torino: “La logica del rifiuto differenziato è che questo si debba trasformare in una risorsa, con un conseguente ritorno a chi la conferisce, cioè al cittadino stesso”.
Porchietto: Tutte le scuole a norma a costi bassissimi
In questi anni il patrimonio di edilizia scolastica della Provincia di Torino ha subito una
diminuzione degli investimenti da parte dell’ente del 50%. A fronte di altisonanti contributi
dichiarati per la manutenzione straordinaria, utilizzati a mero scopo promozionale, all’atto pratico i soldi investiti realmente sono stati molto pochi. Per avere un parametro, negli ultimi dieci anni, l’attuale Giunta dichiara di avere effettuato un investimento di 600 milioni di euro nella manutenzione straordinaria di tali edifici. La realtà è che, dopo avere ridestinato parte di tali fondi ad altre attività, come ad esempio la creazione dell’ennesima rotonda da inaugurare, i soldi effettivamente spesi in questo settore non hanno
superato i 230 milioni. Una cifra nella quale sono state fatte rientrare anche la spesa per la
costruzione del nuovo liceo di Oulx, 10 milioni, e quella per la ristrutturazione della scuola di applicazione di Osasco, interventi che hanno pesato per circa 30 milioni di euro.
In questa situazione, con un investito finale di circa 200 milioni di euro in dieci anni (20 milioni l’anno), a poco valgono le scuse approntate dalla Giunta uscente di non aver potuto sforare il patto di stabilità per attivare ulteriori interventi a favore dell’edilizia scolastica. E’ evidente infatti come vi sia stata una volontà di utilizzare i fondi per altri fini, forse ritenuti più utili, anziché per ciò che in realtà erano stati promessi.
La verità è che non esiste una mappatura completa delle effettive necessità dei circa 160 edifici scolastici dei quali la Provincia ha una diretta responsabilità. E con mappatura approfondita si vuole intendere, ad esempio, un’analisi ai “raggi x” di ciò che si trova all’interno della parte in muratura di tali strutture, per determinare eventuali pericoli o criticità.
La sensazione è che la disgrazia del liceo Darwin di Rivoli abbia insegnato poco o nulla alla giunta uscente. E che situazioni di criticità siano ancora ben presenti sul territorio, senza essere purtroppo tenute nella dovuta considerazione.
La proposta di Claudia Porchietto, candidata alle elezioni amministrative di Torino per PDL, Lega Nord, Lista Porchietto e le altre formazioni del centrodestra, è di intervenire con un programma che faccia leva sul coinvolgimento di aziende private con strumenti di project financing, ovviamente dopo una attenta mappatura delle necessità degli edifici scolastici. Il Project financing può permettere alla pubblica amministrazione un consistente risparmio a fronte di un servizio alla comunità indiscutibile. Tanto più che, come stabilito da una circolare del Dipartimento Economico di Palazzo Chigi, la spesa per realizzare opere pubbliche con il project financing definito “freddo” potrà essere contabilizzata fuori dal bilancio, ai fini del deficit pubblico statale, e anche esulare dal patto di stabilità. Per project financing “freddo” si intende quello in cui la pubblica amministrazione è l’acquirente principale dei servizi, sia quando la domanda è generata dalla stessa pubblica amministrazione sia quando la domanda arrivi da enti terzi, come può essere nel caso degli ospedali e del trasporto pubblico.
Mentre il presidente uscente passeggia in via Garibaldi Revigliasco è isolata per il crollo sulla provinciale
Torino, 13 maggio 2009 – Mentre la città di Revigliasco è praticamente isolata, il presidente candidato Saitta passeggia tranquillamente per distribuire volantini in via Garibaldi a Torino, insieme al suo primo sponsor: il Sindaco Chiamparino.
“Forse il presidente uscente è troppo impegnato nella campagna elettorale per occuparsi dei reali problemi della gente – attacca Claudia Porchietto, candidata del centrodestra alla presidenza della Provincia di Torino -. Così nello sforzo di trovare una sponda a Roma per disobbedire al patto di stabilità, e nella foga di distribuire volantini in via Garibaldi spalleggiato dal Sindaco di Torino, si è dimenticato del tutto di un’intera città in gravissima difficoltà perché isolata da una strada provinciale interrotta da un crollo. E per di più, come lamentano i cittadini, il blocco è anche mal segnalato. Ricordiamo tutti cosa è accaduto questo inverno sulla direttissima della Mandria, che per più di quattro mesi è rimasta in condizioni disastrose, senza neanche il manto stradale, e con il presidio stabile delle forze dell’ordine per evitare incidenti. Tutto a causa della scarsissima capacità della Provincia di intervenire nella manutenzione della viabilità.
Ora, con la strada tra Revigliasco e il Colle della Maddalena, si sta ripetendo lo stesso scenario. Forse investendo meno fondi pubblici nella presenza onnivora della Provincia a qualsivoglia manifestazione, ma badando di più alle vere competenze dell’ente come la manutenzione delle strade, certe situazioni sarebbero state risolte prima. Mi auguro, per i cittadini di Revigliasco, che la provinciale 145 venga riaperta quanto prima. E per il futuro assicuro che tra le priorità del mio impegno ci sarà un intervento con tempi certi di realizzazione a favore della viabilità provinciale. Strade percorribili e in condizioni decenti significano anche maggiore sicurezza per chi viaggia”.
Va ricordato che la Provincia di Torino ha competenza diretta su 3095 km di strada.
Torino sta rialzando la testa; “le istituzioni hanno un ruolo fondamentale” sostiene Claudia Porchietto, candidata alle elezioni provinciali torinesi
Torino sta vivendo una fase estremamente positiva per il forte sviluppo di alcune realtà sul territorio; sta diventando una metropoli leader dal punto di vista industriale, creditizio e d’immagine grazie alla sua capacità di fare sistema.
Fiat ha firmato l’accordo preliminare con Chrysler per l’acquisto del 35% della casa automobilistica americana, oltre ad avere fatto un’offerta per acquisire integralmente Opel. Torino ha la maggioranza delle quote – quasi il 10% – di Intesa San Paolo, banca leader in ambito creditizio ed azionista chiave del gruppo Unicredit (uno dei più grandi in Europa). Il film ‘Gran Torino’ di Clint Eastwood ha trasformato in auto mitica il modello Fiat Torino Cobra classico del 1972.
Claudia Porchietto, candidata di Pdl, Lega Nord e delle altre formazioni di centrodestra alla Presidenza della provincia di Torino, è convinta che anche l’ente Provincia possa essere d’aiuto in questa ascesa: “La Provincia di Torino fino ad oggi ha vissuto in una realtà parallela, dove le sue reali funzioni sono state a volte trascurate… Riportando le sue funzioni agli ambiti in cui può essere realmente operativa, si potrà avere un ente che sia il fulcro di un rilancio del territorio che avrà positive ricadute in ogni ambito e lo strumento di un territorio d’eccellenza a livello internazionale, capace di attirare investimenti e risorse. Credo che mettere in piedi una buona amministrazione che guidi il torinese al di fuori della crisi e tracci un percorso di rilancio a lunga scadenza sia un progetto complesso ma realizzabile, soprattutto se si scommetterà sul grande patrimonio aziendale e manifatturiero locale, sulla competenza tecnologica unita alle strategie di sistema, sulla creazione di filiere di eccellenza in terreni come l’aerospazio, le energie ecocompatibili, le nuove tecnologie, l’ambiente e i trasporti”.
Claudia Porchietto ha lanciato un’inchiesta sull’ “Incapacità di Torino nello ‘stabilizzare’ la propria creatività ed implementarla sul territorio: come è già accaduto, troppo spesso viene sviluppata altrove”: http://cambiareinsieme.ning.com/profiles/blogs/lincapacita-di-torino-e.
www.claudiaporchietto.it
http://cambiareinsieme.ning.com
Infrangere il patto di stabilità? Solo uno spot elettorale
Torino, 11 maggio 2009 – “La necessità di pagare le aziende che hanno fornito la propria opera all’ente pubblico è sacrosanta – attacca Claudia Porchietto, candidata del centrodestra alla presidenza della Provincia di Torino -, e sono stata tra le prime a denunciare l’impellenza che tale debito venga estinto. Bisogna però sapere quali sono state le scelte che hanno portato la Provincia a trovarsi bloccata dal patto di stabilità. Ricordiamo che i limiti imposti da tale patto, che valgono per tutti gli enti italiani, non vanno considerati come un ridimensionamento della possibilità di spesa, ma sono un’indicazione necessaria ad applicare il massimo rigore nella destinazione delle risorse, che devono essere indirizzate alle reali competenze dell’ente a cui fanno riferimento”.
“Suona davvero strano che proprio ora, solo in questi giorni, il presidente uscente si ricordi delle aziende cui l’ente deve 25 milioni di euro. Perché proprio ora? Solo perché siamo in campagna elettorale? – domanda Claudia Porchietto –. La verità è un’altra. Non è stato il patto di stabilità a imporre alla giunta uscente di diminuire gli investimenti sull’edilizia scolastica di più del 50% dal 2004 a oggi, per impegnare, ad esempio, quasi 7 milioni di euro in quella vera e propria scatola vuota che è stata l’acquisizione dei terreni Fiat in Tne, o per ripianare i debiti delle società partecipare, o per la realizzazione della nuova sede della Provincia da più di 60 milioni di euro. Non è stato il patto a indicare al presidente uscente di impegnare ingenti risorse, superiori al milione e mezzo di euro come rilevato dai consiglieri del centrodestra in Provincia alle cui richieste di spiegazione non è mai stato dato risposta, nella comunicazione istituzionale con volantini e cartine usciti un mese prima della campagna elettorale.
Con una gestione più oculata degli investimenti, e non con un bilancio che destina le proprie risorse per l’84% alla spesa corrente, in cui si pensi alla soluzione dei problemi, si sarebbe portato l’ente a non dover invocare, con un triste spot elettorale che ho i miei dubbi verrà mantenuto, la volontà di sfondare il patto di stabilità per pagare i propri debiti con i fornitori privati”.
“Nelle crisi servono ingegno e creatività”. Claudia Porchietto lancia un’inchiesta
In occasione dell’anniversario di nascita dell’Unione Europea e dell’Anno Europeo 2009 dell’Innovazione e della Creatività, la candidata del centrodestra alla Presidenza della Provincia di Torino Claudia Porchietto ha sottolineato l’importanza di puntare sulla creatività per uscire dalla crisi, trasformandola in un’opportunità: ”Siamo sempre stati visti come una città e una provincia fortemente creativa, limitata però dall’incapacità di implementare e trattenere sul proprio territorio questa grande carica innovativa”.
“L’accordo FIAT-Chrysler” ha dichiarato la Porchietto “ha dimostrato il contrario, esaltando, attraverso un’operazione che sembrava impossibile fino all’anno scorso, la capacità realizzativa su larga scala dell’ingegno imprenditoriale e dando un segnale positivo a tutto il nostro Paese. Anche in un momento di crisi le opportunità non mancano: il primo passo è quello di crederci. Quest’esempio deve spronarci: le aziende medio piccole sono quelle maggiormente facilitate a riconquistare il mercato se puntano sulla flessibilità, l’ingegno e la creatività”.
Per questo Claudia Porchietto, in corsa per le elezioni amministrative torinesi, ha lanciato un’inchiesta sull’ “Incapacità di Torino nello ‘stabilizzare sul territorio’ la propria capacità creativa, a cui si può partecipare intervenendo sulla piattaforma di condivisione “Cambiare insieme”
Per la Festa della Mamma doniamo alle madri dei Paesi in Via di Sviluppo la gioia di vedere i propri figli
Torino, 7 maggio 2009 – Esistono madri, nei Paesi in Via di Sviluppo, che non possono vedere il proprio figlio perché affette da cataratta, malattia degli occhi risolvibile con un’operazione di soli 15 minuti e dal costo di soli 30 euro. Soldi che però sono troppi per chi non ha davvero nulla.
Esiste un’associazione senza fini di lucro, CBM Italia Onlus, che ha lanciato una campagna per donare a queste mamme il più grande dei regali: poter rivedere il proprio figlio. Tramite una donazione di 30 euro si potrà infatti provvedere all’operazione di una mamma affetta da cataratta.
In occasione della festa della mamma Claudia Porchietto, candidata del centrodestra alla presidenza della Provincia di Torino, invita tutte le mamme, le famiglie, i cittadini sensibili a questo problema, a donare a una mamma di un Paese in Via di Sviluppo il “miracolo” di rivedere il proprio figlio.
“Immagino come potrei sentirmi io se non potessi vedere i miei due figli – sottolinea Claudia Porchietto -. La gioia immensa di averli accanto sarebbe forse incrinata per il fatto di non poterli osservare nella loro crescita. Sono stata molto colpita dal problema di queste mamme che soffrono di cataratta, un problema che può essere risolto. Ritengo altamente meritorio l’obiettivo che si è posta CBM Italia, di fare in modo che questa malattia venga curata per il maggior numero di mamme dei paesi in via di sviluppo possibile. Tutti noi dovremmo contribuire. Esorto dunque tutti i torinesi a fare una donazione per far operare una mamma, un gesto che avrebbe un significato ancora maggiore in occasione della Festa della Mamma di domenica prossima e in considerazione del fatto che maggio è il mese dedicato a tutte le madri”.
Sul sito www.claudiaporchietto.it sarà attivo un link al sito www.cbmitalia.org dove si potranno trovare tutte le indicazioni per l’iniziativa di donazione.
Per donare si possono utilizzare i seguenti riferimenti:
conto corrente postale:
135 422 61
intestato a
CBM Italia Onlus
Piazza Santa Maria Beltrade, 2
20123 Milano
Conto bancario sempre intestato a CBM Italia Onlus
presso Credito Artigiano agenzia Milano IBAN IT22I 03512 01601 0000 0000 2926
Volendo, anche il 5×1000 potrà essere destinato alle attività di CBM Italia
Basta inserire nella dichiarazione il numero di
codice fiscale di CBM Italia Onlus: 972 995 20 151
Sulla paventata chiusura di Mirafiori interviene Claudia Porchietto
Torino, 7 maggio 2009 – Le indiscrezioni sulla chiusura dello stabilimento Fiat di Mirafiori, nell’operazione di acquisizione di Opel da parte del gruppo del Lingotto, creano grandi preoccupazioni.
La candidata del centrodestra alla guida della Provincia di Torino, Claudia Porchietto, sottolinea la necessità di un intervento rapido a tutela dell’attività produttiva e del lavoro sul territorio torinese.
“Se le indiscrezioni dovessero essere confermate, l’impatto che la chiusura di Mirafiori avrebbe sull’economia del nostro territorio sarebbe molto preoccupante – spiega Claudia Porchietto -. Sia per i lavoratori di Mirafiori, sia per le aziende della componentistica che gravitano su diversi livelli attorno a Fiat. Per avere un’idea, le aziende che oggi sono legate a Mirafiori sul territorio torinese sono circa un migliaio. La chiusura dello stabilimento di Torino genererebbe in media una perdita del 30% del fatturato di queste imprese. Per moltissime di loro però vorrebbe dire la chiusura totale. A queste aziende poi vanno aggiunte altre fabbriche più piccole, a loro volta legate con rapporti di fornitura, che sono sovente a struttura quasi familiare, le quali verrebbero travolte. Rilevanti ripercussioni sulle aziende del torinese si avrebbero comunque anche se Mirafiori non chiudesse, ma venissero fermati gli altri stabilimenti Fiat di Termini Imerese e Pomigliano. Si tratta di un patrimonio umano, fatto di lavoratori e di grandi competenze, difficilissimo da quantificare ma di grandi dimensioni, che potrebbe andare del tutto perduto. Sono pronta a incontrare subito il presidente Fiat, Montezemolo, per difendere le ragioni di queste realtà produttive che rischiano l’azzeramento. Alcune di queste, tra l’altro, stanno già vivendo una grave crisi come è dimostrato dai più di mille addetti alla progettazione che da gennaio sono del tutto fermi. E come sappiamo, se non c’è progettazione non ci possono neanche essere nuove produzioni”.
“E’ fondamentale proteggere il lavoro delle aziende del nostro territorio – conclude Claudia Porchietto -. La Provincia deve avere un ruolo in questa partita, deve far sentire la sua voce a tutela dei lavoratori e di quelle realtà che sono la vera risorsa cui fare affidamento per uscire dalla crisi. Da un lato il Governo è da tempo impegnato nella salvaguardia del settore auto, come dimostrano i due miliardi di euro destinati al bonus rottamazione, dall’altra però non ci si può dimenticare di tutto ciò che gravita attorno a Fiat. Io ho fatto presente questa necessità allo stesso Ministro Scajola la scorsa settimana e in questo senso si è evidenziata una certa sensibilità, come dimostra il tempestivo intervento dello stesso Ministro che ha scritto a Marchionne”.