Archives

Comunicati

“Il bel tacer non fu mai detto !”

Durante le vacanze ho personalmente assistito ad accese discussioni “da spiaggia” relativamente a:lifting, dermoabrasione ed al peeling.
Il “da spiaggia” non si riferisce ovviamente al luogo ma alla ignoranza dell’argomento che gli oratori, i miei vicini d’ombrellone, avevano dell’argomento e di cui discutevano animatamente come fossero tutti chirurghi estetici.
Così mi sono fatto un nodo al fazzoletto per mettermi immediatamente al PC e scrivere di tali argomenti in modo semplice ed esauriente al mio rientro.
Partiamo col peeling: il termine è di derivazione anglosassone e significa: “sbucciare, spellare”.
In Estetica tale termine fa riferimento all’esfoliazione degli strati superficiali dell’epidermide tramite agenti chimici, ossia acidi: piruvico, glicolico…
La Dermoabrasione è un termine composto da:
dal greco: Dèr-ma  der-os = pelle staccata dal corpo
ed abrasione dal latino: “staccare da”
ed è quindi un processo di “levigazione” della pelle, infatti come per il peeling si usano gli acidi qui si usano dei macchinari: frese, che come le frese per settori industriali “grattano via” la parte di pelle che “sporge” levigandola e rendendola liscia. E’ quello che la carta vetrata produce su un legno tramite sfregamento.
Il lifting è anch’esso un termine anglosassone il cui principale significato è: “sollevare”.
In questo frangente si possono distinguere due tipologie: lifting chimico (attraverso l’uso di Botox, principalmente ma non esclusivamente) o del bisturi del chirurgo plastico/estetico e relativa anestesia.
Nel primo caso si combatte l’abbassamento dei tessuti ridando loro tono con l’iniezione di botox, tale procedimento ha una “scadenza” di circa 10/12 settimane e quindi va ripetuto.
Il secondo è ovviamente definitivo, ha una settimana di degenza post-operatoria e può richiedere un secondo intervento di microchirurgia per rimuovere le piccolissime cicatrici rimaste dal primo intervento.
Tale intervento “stacca” i tessuti, li riposiziona e anche li “stira” in modo da cancellare le rughe (d’espressione e/o vecchiaia) e ridare alle aree d’intervento la tonicità dei venti / trent’anni.

Gabriele Goldoni
Resp. Comunicazione
RigenBodyFace
Mail: [email protected]

No Comments
Comunicati

Il più bravo chirurgo estetico non è laureato in chirurgia !

Ultimamente, causa più probabile queste ondate di calore, sempre più signore ci vengono a far visita affascinate dai contenuti delle nostre brochure e dalle foto dei “Prima e Dopo” che vengono pubblicate sul sito, con l’intenzione di farsi un “ritocchino”.
Apro una parentesi, per motivi tecnici si è abbreviata quella fase di preambolo ed introduttiva, consistente in una marea di giri di parole per mascherare l’imbarazzo e trovare il coraggio di ammettere: il bisogno di un ritocchino.
Tale fase è normalità, quello che ultimamente non è invece nella normalità è la fase successiva, quando dall’elenco di “cose da farsi” si arriva al quanto occorra per farlo ! E non si fa riferimento allo scorrere del tempo…
Così tra uno sbuffo ed una battuta alquanto tagliente, le donne sono più “affilate” in materia, ci si aggiorna a settembre dopo le ferie, un classico.
Ovviamente non chiamandomi Giobbe, terminata ben presto la pazienza ed esaurita l’umana capacità a sopportare le solite scene senza arrivare a qualcosa di concreto, durante un ritorno a casa stavo pensando a come trovare la quadratura del cerchio: “Rendere più belle e più giovani le signore facendo loro spendere poco, anzi meno !”
Confesso che in poco meno di una settimana non ci sono riuscito, finchè un compagno delle superiori mi ha salvato !
Tralascio la fase dei salamelecchi e di tutti gli aggiornamenti dall’ultima volta che ci si era visti, per arrivare al suo invito a casa, o meglio nella sua “tana” a risolvermi il problema.
Confesso che non capivo come un fotografo ed abile grafico potesse aiutarmi in chirurgia estetica, ma da lì a pochi minuti tutto mi fu chiaro.
Arrivati nella sua “tana” ossia una stanza piena degli attrezzi del mestiere (nessun bisturi né lettini operatori) ma un paio di macchine fotografiche digitali e relativi obiettivi, il romantico angolo di sviluppo delle pellicole, ormai destinato a museo, pc e stampanti varie, ed ecco che mi “carica” dall’hard disk una foto di una signora sulla sessantina (e mal portati…) ed incomincia ad “operare”.
A farla breve, dopo una quarantina di minuti la signora di cui sopra era una quarantenne che ispirava anche qualche cattivo pensiero…
Stampatemi le due foto in formato A4 su carta da fotografia, il mio amico tagliente come un laser con un sorriso beffardo mi dice:” Ecco qua, 10 anni di medicina e specializzazione della tua vita buttati via, bastava un corso di fotoritocco per Pho…(niente pubblicità ma sono sicuro che si capisca), et voilà, con pochi euro le tue pazienti più belle e giovani che mai !”
Già! Peccato davvero per i dieci anni di medicina e chirurgia, perché chissà quante altre belle signore potevo fare più felici…allora poi nel fior fiore dei vent’anni !

Gabriele Goldoni
Resp. Comunicazione
RigenBodyFace
Tel.059-461988
Mail: [email protected]

No Comments