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Contabilizzatori di calore Milano scegliere il meglio per stare bene

Il termine di scadenza ormai è alle porte. La regione Lombardia infatti ha dato come termine il 1 agosto 2014 per l’installazione obbligatoria delle valvole termostatiche e dei contabilizzatori di calore Milano, in tutti gli edifici dotati di impianti termici centralizzati. Se non siete ancora convinti, vediamo ora perché conviene installarle in modo da non farsi trovare impreparati.
I contabilizzatori di calore Milano sono degli apparecchi che hanno il fine di calcolare i costi di riscaldamento, misurando il consumo energetico. Il contabilizzatore è un apparecchio ausiliare perché funziona in stretta collaborazione con la valvola termostatica. Infatti non misura valori fisici ma funge da calcolatore che computa degli algoritmi matematici, rappresentanti il valore della proporzione del consumo totale dell’edificio rispetto al consumo del singolo utente. Viene misurato il calore fornito da ogni termosifone riuscendo così a ripartire i costi del combustibile in modo proporzionale all’effettivo consumo di calore di ciascun appartamento. La caldaia rimane quella che si è già installata e non viene apportata alcuna modifica. Viene cambiata la pompa di circolazione , si installa infatti una pompa a giri variabili al posto di una pompa a giri fissi, questo perché la portata dell’acqua non è più costante ma cambia in base alle esigenze immediate dell’impianto rispetto alla richiesta del singolo inquilino.
Dal punto di vista fisico i contabilizzatori di calore Milano hanno bisogno di recettori per misurare il dispendio energetico di ogni radiatore, infatti sul retro dell’apparecchio è situata una piastra di materiale conduttore che trasmette al contabilizzatore di calore i segnali relativi al dispendio energetico del singolo termosifone. Esistono essenzialmente due tipologie differenti di piastre di misurazione; a uno o a due sensori. La differenza sostanziale tra le due tipologie è che il primo misura solamente la temperatura del radiatore e fa una stima del consumo basata sul dispendio degli altri radiatori. Il secondo invece misura sia il calore del radiatore sia quello ambientale permettendo di avere una misurazione più precisa che porterà a un consumo minore e quindi a un costo minore della bolletta. La programmazione dei dispositivi è effettuata individualmente per ogni radiatore.
Gli apparecchi radio registrano e trasmettono tutti i dati di consumo. Un’interfaccia wireless provvede poi a trasmettere i dati specifici. La lettura potrà avvenire a distanza grazie all’utilizzo della tecnologia a onde radio , che opera su frequenze certificate e sicure. I dati rimangono memorizzati nell’apparecchio fino all’anno successivo. Vengono garantite delle letture rapide e precise grazie a un sistema di lettura a onde radio senza arrecare disturbo agli utenti. Questo è possibile grazie ai contabilizzatori di calore Milano elettronici che permettono di misurare solo ciò che è realmente utilizzato da ogni singolo appartamento e da la possibilità di ripartire le spese di riscaldamento tra i condomini in base al consumo effettivo. Grazie a questa tecnologia si ottiene una soluzione evoluta che garantisce allo stesso tempo l’indipendenza totale e la sicurezza assoluta a tutti gli utenti che possiedono impianti di riscaldamento centralizzati. Un corretto utilizzo dell’impianto di riscaldamento può generare un risparmio del 30% circa sulle spese annuali.

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Gli obblighi dell’amministratore di condominio con la legge in vigore dal 18 giugno

La riforma del condominio finalmente è in vigore. Dal 18 giugno tutti gli amministratori di condominio dovranno adeguarsi agli obblighi imposti dalla legge. La legge guarda con particolare attenzione alla professionalità dell’amministratore di condominio, ai nuovi amministratori, al principio di trasparenza, all’innovazione, guarda ai reali bisogni dei condòmini.

I nuovi obblighi imposti per tutti gli amministratori che già operano nel settore, ma soprattutto per tutti quelli che hanno intenzione di intraprendere questa professione sono diversi, tutti improntati a sottolineare l’importanza della trasparenza legata ad ogni azione compiuta dall’amministratore:

  • Diventa obbligatorio avere un amministratore di condominio professionista solo per i condomini che hanno oltre 8 proprietari all’interno;
  • L’amministratore potrà restare in carica due anni. Il mandato dell’amministratore verrà rinnovato alla scadenza dell’annualità per altri 12 mesi, la revoca può essere richiesta in qualsiasi momento dall’assemblea nel caso in cui ci siano gravi inadempienze;
  • Per tutti i nuovi amministratori, il titolo di studio richiesto è il diploma di scuola media superiore, inoltre dovranno frequentare un corso di formazione specifico per amministratori di condominio che li qualifichi ulteriormente;
  • I condòmini potranno richiedere che l’amministratore stipuli un’assicurazione di responsabilità civile professionale per la gestione del loro condominio;
  • L’amministratore non potrà avere deleghe dei condòmini per le votazioni durante le assemblee;
  • Dovrà aprire un  conto corrente condominiale per ogni condominio da lui gestito, in caso contrario pena sarà la revoca immediata dall’incarico;
  • L’amministratore in caso di condòmini morosi per oltre sei mesi dalla chiusura del bilancio dovrà richiedere decreto ingiuntivo;
  • Dovrà tenere aggiornati e sempre disponibili il registro contabile, il registro dell’anagrafe condominiale, il registro di nomina e di revoca dell’amministratore, infine il registro delle assemblee;
  • In caso di delibera da parte dell’assemblea condominiale, del raggiungimento della maggioranza del 50% + 1 dei condòmini e dei millesimi, l’amministratore dovrà aprire il sito internet condominiale in cui verrà pubblicata tutta la documentazione del condominio, la rendicontazione mensile, il bilancio consuntivo e preventivo.

Diventa necessario per tutti i professionisti del settore adeguarsi alla normativa, organizzarsi, creare una struttura solida, un team di collaboratori in grado di aiutarlo nella gestione dei condomini, garantendo qualità e trasparenza, principi fondamentali per la normativa in vigore.

“L’amministratore oggi, ora non potrà più improvvisarsi” dice Luca Bensaia, Direttore generale di Manager Immobiliari, “siamo gli unici sul mercato ad offrire tutto il necessario per adeguarsi alla legge, offriamo tutto il pacchetto completo: il nostro Manager Immobiliare, presenza costante nel condominio, gestione contabile, legale e assicurativa, sito internet condominiale e un centro servizi dedicato che risponde 24 ore su 24 a tutte le richieste dei condòmini”.

Manager Immobiliari, società operante tra Milano e Bologna, è pronta a questa evoluzione. Ha il know-how, lo sviluppo tecnologico, risponde a tutte le esigenze emerse dalla gestione condominiale esposte dalla riforma. Il Manager Immobiliare è la vera risposta alla legge.

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Il condòmino diventa cliente: la qualità del servizio dell’amministratore di condominio

Il condòmino come l’amministratore di condominio è in evoluzione, cambiano le sue esigenze, i suoi bisogni, cambia il suo ruolo all’interno della vita condominiale.

Il condòmino è più attento agli aspetti che ruotano attorno al servizio erogato dall’amministratore nella sua totalità. Non subisce ciò che accade, le decisioni prese in assemblea, ma attivamente partecipa e interagisce, si informa, propone, pretende trasparenza. Siamo di fronte a una vera e propria trasformazione.

Il condòmino diventa cliente per l’amministratore, che dovrà guardare con attenzione a tutte le esigenze manifestate, adeguando la propria offerta alla attuale domanda. Cresce la necessità da parte dell’amministratore di porre al primo posto del suo operato la percezione della soddisfazione del suo cliente, il condòmino. Sotto la lente di ingrandimento è il suo modus operandi e come si relazione con i propri clienti.

Come può l’amministratore ottenere credibilità, affidabilità? Come può accrescere la propria professionalità agli occhi dei suoi clienti e dei potenziali clienti?

L’amministratore deve offrire un servizio di qualità. Grazie anche all’entrata in vigore della legge 220/2012, il 18 giugno prossimo, che punta proprio a migliorare il livello qualitativo del servizio offerto, la sua formazione e la crescita professionale, diventano obiettivi prioritari:

  • soddisfare il cliente
  • rispettare le aspettative
  • valorizzare il rapporto diretto con il condomino
  • adeguarsi a tutte le modifiche imposte dalla legge.

L’amministratore deve acquisire conoscenze e tecnologie, strumenti e metodologie, e sviluppare processi in grado di proiettarlo in un’ottica più manageriale, che gli consentano di osservare tutti i requisiti richiesti dalla norma UNI 10801:1998.

Nasce Manager Immobiliari, una società organizzata e ben strutturata in grado di gestire il condominio a tutto tondo, qualificata in tutti i settori, amministrativo, assicurativo, legale: una struttura in grado di corrispondere a tutti i requisiti imposti dalle normative in materia condominiale.

La società, operante a Milano e Bologna, ha sviluppato una piattaforma web, motore di tutto il modello gestionale, creata ad hoc per l’amministrazione del condominio. Ogni condòmino può accedere alla piattaforma con i propri dati e visionare tutta la documentazione (certificazioni, rendiconti, registri dell’anagrafe, registro contabile) prodotta dal Manager Immobiliare e dallo staff di esperti che con lui collaborano in sinergia costante. La piattaforma è sempre aggiornata e disponibile 24 ore su 24.

“L’entrata in vigore della legge è ormai imminente, ma noi siamo pronti”afferma Luca Bensaia, Direttore generale di Manager Immobiliari, “abbiamo tutti gli strumenti, il know-how e l’esperienza. Siamo noi la reale alternativa all’amministratore di condominio.”

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L’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO CAMBIA VESTITO E DIVENTA MANAGER

Con l’entrata in vigore, il 18 giugno prossimo, della legge 220/2012 di Riforma del Condominio nasce l’urgenza,  per tutti gli amministratori professionisti, di attrezzarsi per riorganizzare il proprio lavoro, garantendo i livelli qualitativi richiesti dal provvedimento stesso.

 

La Riforma guarda con particolare attenzione ai bisogni percepiti dalla società attuale, dai condòmini, sotto tutti i punti di vista. Facendosi garante di tutte le esigenze manifestate, la legge abbraccia il tema della formazione professionale, della trasparenza e dell’accessibilità alla documentazione, grazie anche alla creazione di siti condominiali, del registro contabile e del conto corrente unico condominiale.

La riforma non solo guarda a tutti quelli che proprio ora vogliono intraprendere questa professione, ma anche a tutti i professionisti che già operano nel settore da tempo.

 

Dovendosi adeguare alle innumerevoli modifiche come può un’unica persona, un professionista, seppur affiancato da validi collaboratori, gestire tutto questo?

 

Questo è il vero problema, oggi come ieri, dover seguire il condominio con una visione a 360 gradi, scegliere i fornitori competentiper tutte le manutenzioni ordinarie e straordinarie tra la miriade di proposte sul mercato, tenere le assemblee, preparare l’intera documentazione contabile, gestire le chiamate. Ancor di più oggi che la legge richiede maggiore attenzione e tutela per gli utenti, che assicura accessibilità e trasparenza ad ogni azione e decisione presa.

 

Manager Immobiliari ha pensato a tutto.” ci dice Luca Bensaia, Direttore generale di Manager Immobiliari. “Il nostro Manager Immobiliare ha, grazie all’accentramento delle attività di ufficio nel Centro Servizi dell’azienda,  il tempo per dedicarsi unicamente ad avere un rapporto diretto con i condòmini, vivendo a stretto contatto con l’edificio e con la realtà che ruota attorno a tutto il mondo condominiale” continua Bensaia.

 

Manager Immobiliari è l’unica società, ad oggi, in grado di gestire direttamente, senza appoggiarsi a professionisti esterni, contabilità, amministrazione, fiscalità, pratiche assicurative consulenza legale e gestione fornitori. Il tutto gestito attraverso un servizio clienti attivo 24 ore su 24 e una piattaforma informatica proprietaria, capace di archiviare tutta la documentazione condominiale, di gestire la postalizzazione automatica  e di offrire ai clienti il predetto sito internet condominiale che garantisce trasparenza totale nella gestione dei soldi dei condomini.

Tutti questi servizi in un’unica grande azienda, che grazie ad anni di esperienza sul campo, studio e sviluppo tecnologico, ha acquisito il proprio know how, presentandosi al mercato come vero e proprio precursore.

 

Il nuovo Manager Immobiliare può dedicarsi alle reali problematiche di vita quotidiana dei diversi condomini, partecipando attivamente alle differenti dinamiche all’interno degli edifici amministrati; tutto questo supportato da un team di esperti e tecnici di settore, che con lui collaborano costantemente, in sinergia, migliorando esponenzialmente non solo la qualità del servizio che sta erogando, ma anche garantendogli l’osservanza della totalità dei requisiti richiesti dalla nuova legge.

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Con la Conciliazione Obbligatoria Cescond rilancia l’Arbitrato per le liti di Condominio.

Il 20 marzo 2012 anche per le Liti di Condominio entrerà in vigore la mediazione. Chi vorrà iniziare una controversia condominiale o di locazione dovrà quindi tentare una mediazione presso Professionisti abilitati. In assenza di accordo tra le parti il verbale che attesti il tentativo di conciliazione sarà infatti condizione imprescindibile per ricorrere in Tribunale.
Il Centro Studi Cescond da sempre favorevole agli Strumenti Stragiudiziali rilancia il servizio di Arbitrato istituito presso l’Associazione ormai da qualche tempo. Cescond infatti è anche una Camera Arbitrale Privata che tenta da sempre di diffondere il concetto di Arbitrato, purtroppo non conosciuto da molti, occupandosi solo della materia condominiale ed Immobiliare.
Ne parliamo con il Dr Guerriero Rocco, Presidente Nazionale Cescond ed Esperto di Diritto Condominiale.
Cos’è Cescond e di cosa si occupa?
Cescond è il 1° ed Unico Centro Studi Nazionale di Diritto Condominiale ed Immobiliare. L’Associazione è presente sull’intero territorio con 180 Sedi e migliaia di Associati per lo più Amministratori di Condominio, Agenzie Immobiliari, Inquilini e Proprietari. I servizi offerti dall’Associazione sono diversi, da corsi di Alta Formazione per Amministratori di Condominio alla Consulenza gratuita per Inquilini e Proprietari. Per tale ultima categoria vengono inoltre organizzati eventi periodici gratuiti finalizzati ad insegnare le basi della legislazione condominiale ed evitare che si inizino inutili e talvolta dispendiose controversie civili. In ultimo Cescond si pone lo scopo di diffondere la cultura arbitrale quale metodo alternativo per la risoluzione rapida e bonaria delle liti.
Cos’è l’Arbitrato e quali vantaggi presenta?
I motivi per cui si litiga sono diversi ma la casistica maggiore è rappresentata proprio da liti condominiali o di affitto. Purtroppo molti credono che l’unica strada per ottenere giustizia sia quella di ricorrere in Tribunale, trascurando metodi alternativi, più rapidi e meno dispendiosi. Tra questi l’Arbitrato che è un procedimento disciplinato dal Codice di Procedura Civile, alternativo alla Giustizia Ordinaria, ed al termine del quale un soggetto non togato incaricato dai litiganti decide la controversia con l’emanazione di un Lodo equiparato ad una Sentenza. Questo motivo dovrebbe indurre le parti a valutare questa opportunità ma non nascondo che ancora oggi parlando di Arbitrato molti sono restii. A quel punto faccio notare come da anni vada in onda un noto programma televisivo (Forum) che diffonde la cultura arbitrale e li iniziano ad ascoltarti. Allora inizio ad evidenziare altri vantaggi della procedura:
• RAPIDITA’: a fronte delle attese bibliche dei Tribunali l’Arbitrato si conclude da un minimo di 60 ad un massimo di 240 giorni;
• COSTI: ricorrendo in Tribunale i costi sono indeterminabili a priori. Al contrario l’Arbitrato presuppone che le parti conoscano prima d’iniziare la controversia le spese di procedimento e gli onorari degli Arbitri;
• SPECIALIZZAZIONE DEGLI ARBITRI: Gli Arbitri non sono Giudici Generici ma vengono scelti dalle parti e/o dal consiglio arbitrale tra esperti del settore in cui cade la materia del contendere, con la certezza di essere giudicati da profondi conoscitori delle singole situazioni;
• RISERVATEZZA: I soggetti coinvolti nel procedimento sono tenuti ad osservare la riservatezza del procedimento stesso e del lodo.
• LODO=SENTENZA: Il lodo arbitrale ha la stessa efficacia della sentenza. Il Tribunale, a semplice richiesta di parte, lo rende infatti esecutivo.

Personalmente mi dispiace che questa procedura sia da sempre utilizzata ogni volta ci sono grandi interessi economici in palio (grandi aziende oppure di recente il mondo del calcio) ma non dalla società civile che spesso deve attendere anni e spendere tanti soldi per ottenere giustizia.
Con il nostro Arbitrato vi è inoltre il vantaggio che ci occupiamo solo di questa materia e che i nostri Arbitri sono tra i massimi esperti di diritto condominiale ed immobiliare.
Che differenza c’è tra Arbitrato e Conciliazione?
L’ arbitrato è un procedimento che consente di risolvere in sede stragiudiziale per una controversia insorta tra le parti. Nella conciliazione, invece, le parti, tentano di raggiungere un accordo ma in assenza dovranno comunque ricorrere al Giudice Ordinario.
Come ricorrere all’Arbitrato Cescond
Per ricorrere all’Arbitrato è necessario che le parti si accordino in tal senso.
Ciò potrà avvenire in due momenti diversi:
• Prima che sorga la lite si può inserire una “clausola compromissoria” nel contratto di compravendita, di affitto o nel regolamento di condominio, dove si stabilisce che eventuali controversie saranno risolte dalla Camera Arbitrale Cescond;
• Dopo l’insorgenza di una lite le parti in causa potranno stipulare un “compromesso” nel quale entrambe opteranno per il ricorso all’Arbitrato Cescond anziché ad un Procedimento Ordinario.
Tanto in presenza di una clausola compromissoria quanto di un compromesso le parti potranno contattare la nostra Segreteria per avere tutti i dettagli e i documenti necessari ad utilizzare questo rimedio anche per una lite eventuale.
Ci auguriamo che non vi sia mai una lite (per questo organizziamo seminari gratuiti) ma è giusto che le parti tengano presente questa opportunità inserendo un’apposita clausola in ogni contratto.
www.cescond.org
[email protected]
Tel.098438014
Fax.09841712002

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I software di amministrazione dei condomini facili da utilizzare

I software di amministrazione dei condomini, servono ad ottimizzare i tempi e a conservare tutti i moduli e i contratti di ogni singolo condominio.

La comodità di utilizzare il software consiste nell’avere a disposizione diverse piattaforme per poter schedare ad aggiornare ogni singolo condominio che si ha in gestione, senza correre il rischio di confondere i  documenti, i pagamenti da effettuare e i problemi interni da dover gestire.

In ogni piattaforma è possibile pianificare i prossimi lavori condominiali da dover affrontare e avere traccia delle ditte contattate in passato per svolgere tali lavori, per valutare se è il caso di affidarli nuovi incarichi oppure di trovare nuove ditte a cui affidare il lavoro.

Il software di amministrazione dei condomini è strutturato in maniera tale da poter svolgere diverse funzioni contemporaneamente. È possibile per uno stesso condominio avere attive diverse piattaforme per la  gestione della contabilità, che riguardano la divisione delle spese in : ordinarie (acqua, luce, pulizie), spese di riscaldamento (suddivise per i mesi di accensione previsti dalle norme comunali in cui è sito il condominio), straordinarie (manutenzione dello stabile, riparazione ascensore, etc.).

Ognuna delle precedenti  tipologie di gestione può essere suddivisa in altri 99 sottolivelli, a seconda della voce di riferimento e del periodo.

Con l’utilizzo del software si possono gestire in maniera più semplice ed ordinata tutti i dati che riguardano l’archivio anagrafico comunale di tutti i condomini da dover gestire, avendo così la possibilità di poter controllare ed aggiornare tutti i dati in pochissimo tempo.

Per chi si trova nella posizione di dover gestire molti stabili, il software di amministrazione dei condomini diviene uno strumento indispensabile per svolgere il proprio lavoro in maniera professionale e precisa.

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Da oggi con MrHelp risolvi in 2 ore ogni emergenza!

MrHelp è il primo network italiano nei servizi di Manutenzione e Riparazione per il mercato consumer e business .
Fondato nel 2008 coordina la più importante rete nazionale di idraulici, falegnami, fabbri, elettricisti, imbianchini e artigiani professionisti .

Il suo modello di sviluppo si fonda su elementi di trasparenza, competenza e professionalità proponendosi al mercato in modo innovativo per essere il punto di riferimento della nuova richiesta dei bisogni del mercato della manutenzione.

MrHelp rappresenta una formula moderna di servizi di manutenzione orientati al Cliente finale dove la figura dell’artigiano professionista viene coadiuvata attarverso MrHelp da una serie di organi di staff che ne curano costantemente l’aggiornamento, la formazione e la capacità di risoluzione dei problemi con una organizzazione del lavoro più razionale .

Il mercato della manutenzione è un’occasione di sviluppo economico e di sostegno all’occupazione MrHelp difatti , attraverso una serie di servizi organizzati, convenzioni , Numero Verde , percorsi formativi, fornisce all’artigiano una opportunità unica per trasformare la propria attività e al cliente la possibilità di risolvere in breve tempo qualunque tipo di necessità.

Decisive per l’affermazione del gruppo il sistema di convenzioni stipulate con noti istituti di credito per agevolare l’esecuzione di particolari categorie di lavori e la struttura di Call Center Nazionale in grado di intervenire tempestivamente in ogni situazione.

Particolare attenzione per le convenzioni stipulate con i grandi complessi immobiliari , le industrie, le scuole, i negozi e gli uffici, dove MrHelp è in grado di fornire una risposta ad ogni esigenza.

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Rumori in condominio: prevenire le incomprensioni

Quando si vive in condominio, fatto ormai all’ordine del giorno vista la densità di abitanti presenti nelle città una delle cose che più crea disguidi precludendo una pacifica convivenza sono i sicuramente i rumori.
I rumori possono essere di vario tipo dal pianto del bimbo, allo strascicare dei piedi fino ad arrivare allo struscio di sedie, musica o qualsiasi altro tipo di rumore che normalmente entra a far parte della vita domestica. E sono proprio i rumori la maggiore causa di litigi condominiali o tra vicini. Solitamente nel caso di condomini è sempre auspicabile trovare un accordo e armarsi di pazienza, la convivenza non sempre è facile e mettendosi nei panni dell’altro dobbiamo rispettare e ovviamente pretendere di essere rispettati. Molte volte però tra vicini, vuoi per cocciutaggine o per reale incomprensione, non si riesce ad arrivare ad un accordo e ci si trova costretti a far intervenire l’amministratore del condominio che, in base al regolamento condominiale e alle regole tacite che segnano la convivenza può intervenire in maniera più o meno drastica. Ci sono casi infatti in cui l’unico intervento che può svolgere l’amministratore è quello di consigliare l’installazione di pannelli acustici in quanto se il rumore è provocato da impianti come caldaia o ascensore egli non possiede poteri per agire in tal senso.
Certo è che per tutti gli altri tipi di rumore l’amministratore può intervenire direttamente e in alcuni casi delineare anche gli estremi per intervenire in maniera legale e sedare così la disputa tra condomini. Sovente all’interno dello stesso regolamento condominiale sono definiti anche gli orari in cui sono concessi rumori, le tipologie e le restrizioni. Solitamente gli orari in cui è possibile svolgere lavori, o creare rumori particolari sono dalle 8 alle 13 e dalle 16 alle 20, orari in cui la maggior parte delle persone sono al lavoro o comunque, a meno che non ci siano particolari esigenze, non stanno riposando.
E’ importante che comunque siano sempre tolleranza e buon senso a guidare la convivenza all’interno di qualsiasi tipologia di stabile ed è auspicabile una buona isolazione acustica di base anche se comunque numerose restrizioni, come già avuto modo di dire, sono definite e accettate al momento della firma del regolamento condominiale quindi all’ingresso nell’abitazione. Già da quegli statuti sempre più spesso sono infatti proibiti locali al piano terra che vengano utilizzati come bar o night club o particolari attività produttive come fabbri e meccanici, come viene limitata la possibilità di utilizzo degli appartamenti stessi che non possono divenire attività commerciali o servizi. In numerosi casi queste regole imposte dal’ordinamento condominiale sono molto più restrittive di quelle imposte dalla legge stessa.
In molti casi però le incomprensioni o le liti fra condomini sono frutto di una poco accurata scelta dell’abitazione e non valutazione delle proprie esigenze soprattutto quando si va ad acquistare una casa, che è molto diverso dall’affitto. Quando si procede all’investimento nell’abitazione è importante infatti valutare l’insonorizzazione pareti con l’attenzione con la quale si valutano altre componenti come l’isolamento termico o l’impianto idraulico e di riscaldamento.
A cura di Martina Celegato

Prima Posizione srl

Scrittura testi

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Acustica Abitativa: accesa polemica, a Padova, sulle nuove norme UNI.

A Padova, alla presenza di un folto pubblico di addetti ai lavori che riempiva la vasta sala Le Vele dello Sheraton Conference Center, si è tenuto il convegno dal titolo “Da oggi l’acustica abitativa è UNIforme”.
Brillantemente moderato dal caporedattore di Radio24, Sebastiano Barisoni e organizzato da AcusticaGroup2.0, il convegno ha visto relazioni e vivaci dibattiti sullo stato dell’arte dell’acustica applicata al benessere abitativo, in merito alla normativa vigente ed al futuro decreto che accoglierà le direttrici della nuova Norma UNI in materia.
L’incontro ha sottolineato quanto sia le norme attuali – DPCM 5/12/97 – che i presumibili nuovi as­setti legislativi siano sostanzialmente carenti rispetto alle aspettative dell’acquirente di immobili residenziali, poiché ciò che la norma ritiene come miglior risultato di abbattimento acustico è, nella realtà, a malapena sufficiente a definire una situazione accettabile. Si presume, inoltre, che l’auspicabile obbligo di dichiarare la classe di isolamento acustico raggiunto dalla costruzione, al rogito, rimarrà lettera morta togliendo alla nuova norma l’unica possibilità di incidere sulla valutazione commerciale degli immobili.
E’ stato rimarcato, comunque, che l’isolamento acustico non è un valore assoluto ma è relativo al contesto abitativo e urbanistico. E soprattutto che la cosiddetta “tenuta di facciata”, che è relativa ai rumori esterni, non protegge assolutamente da vicini chiassosi o dalle sonorità derivanti dalla fruizione quotidiana di un’abitazione: televisore, aspirapolvere, calpestio, sciacquone, ecc.
In edilizia, un’acustica corretta non è il risultato dell’uso di uno specifico materiale bensì il frutto di un sistema interdisciplinare che parte dalla progettazione architettonica, in una logica di razionalizzazione totale dell’opera. Il sistema di costruzione a secco – ovviamente adattato alle esigenze residenziali e perfezionato con tecniche altamente evolute come ben spiegato da Sergio Russo e Cristian Bortot durante il loro intervento – si è dimostrato il più idoneo a garantire, oltre a vantaggi termici e antisismici, il miglior grado di isolamento acustico perché consente di scollegare la “cellula abitativa” dalla struttura portante.
Hanno dibattuto: Tommaso Gabrieli tecnico Arpav, Paolo Giacomin vice presidente della commissione acustica UNI, l’imprenditore Sergio Russo, i tecnici acustici Cristian Bortot e Fabio Ceol, l’architetto Francesco Zacchia e l’avvocato Maurizio Guiducci.
Sotto accusa un po’ tutti, dal progettista che molto spesso si pone il problema acustico solo a cantiere finito e cerca di porvi rimedio con soluzioni legate all’inserimento forzoso di materiali fonoisolanti, alle istituzioni che latitano nell’applicazione delle poche ed insufficienti norme a disposizione, ai costruttori, troppo vincolati a presunte logiche di competitività fino alla stessa UNI che – come concludeva Barisoni – avrebbe potuto, nel definire le nuove norme, “osare di più”. Particolarmente duri gli interventi dal pubblico del tecnico veronese dell’Arpav Massimo Donzellini e del tecnico competente veneziano Stefano Barina.

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Acustica abitativa. Quando il mio vicino “abita in casa mia”

Convegno: “Da oggi l’Acustica Abitativa è UNIforme”
Padova. 21 Maggio 2010 Sheraton Conference Center ore 14,30

Con il titolo “ Da Oggi l’Acustica Abitativa è UNIforme” e con la moderazione di Sebastiano Barisoni, caporedattore di Radio24, si tiene a Padova il convegno, organizzato da AcusticaGroup2.0, sulle norme che UNI (Ente nazionale italiano di unificazione) è in procinto di emanare, su incarico della UE, sulle procedure per la classificazione acustica degli edifici. Norme che avranno un notevole impatto sul mercato dell’Edilizia in Italia.
Il convegno, analizzando la nuova normativa che sostituirà il poco applicato Decreto Legge del Dicembre ’97, affronterà la questione in modo interdisciplinare e vedrà come protagonisti – oltre al vicepresidente della commissione acustica dell’UNI – esperti che metteranno in luce gli aspetti tecnici, progettuali, amministrativi e legali.
I rumori molesti, nelle nostre case, sono veramente presenze estranee che si intromettono nel nostro habitat deteriorandone la qualità. Il bambino del vicino che piange o canta per una volta può fare tenerezza, ma tutti o giorni, o peggio tutte le notti, esaspera!.E quel lugubre fischio che le tubature sanno emettere, sempre e rigorosamente non appena ci siamo addormentati? E avanti così, dal surround alla litigata, un esercito di “fantasmi sonori” si impossessa di casa. Forse le nuove classificazioni metteranno fine a tutto questo.
Patrocinano il convegno: Assoacustici, Il Collegio Ingegneri di Padova e l’ANCE Veneto. Sponsor della giornata Fassa Spa.

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