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All’ECCC Creep Conference 2014 l’energia sostenibile del futuro

Roma – Si è conclusa l’International ECCC Creep & Fracture Conference 2014. Alla terza edizione, organizzata dal Centro Sviluppo Materiali Spa, centro di eccellenza nella ricerca e innovazione sui materiali, hanno partecipato 182 esperti mondiali ed esponenti dell’industria del settore energetico, provenienti da 21 paesi. Un confronto mondiale che si è svolto dal 5 al 7 maggio sulle più avanzate ricerche condotte sui materiali e i componenti in grado di operare ad elevate temperature e in ambienti aggressivi. Temi che rivestono un’enorme importanza per la produzione di energia sostenibile, l’ottimizzazione e la sicurezza degli impianti, il risparmio energetico e, non ultimo, per lo sviluppo economico di tutti i paesi, a prescindere dal livello di industrializzazione.

«Non possiamo ignorare i cambiamenti climatici», ha affermato Pertti Auerkari, presidente dell’ECCC Creep & Fracture Conference 2014 e ricercatore della finlandese VTT, «dobbiamo rivoluzionare il nostro modo di produrre e usare l’energia. L’uso dei combustibili fossili è ancora inevitabile, ma possiamo ridurne il consumo e l’impatto ambientale. L’orientamento dei governi per la produzione di energia sostenibile è determinante».

L’obiettivo dell’ECCC Creep & Fracture Conference 2014 è consolidare ed estendere il bagaglio di conoscenze dei partecipanti e identificare i traguardi da raggiungere in termini di ricerca, design e standardizzazione sui materiali impiegati nel settore della produzione di energia. «E’ un’ulteriore conferma, ha dichiarato Mauro Pontremoli, amministratore delegato del Centro Sviluppo Materiali, del nostro impegno nel fare proprie le esigenze dell’industria nel settore e nel tradurle in azioni di sviluppo e di concreta applicazione».

Nato nel 1991, l’ECCC (European Creep Collaborative Committee) è la massima espressione degli esperti europei sul tema del creep e della fatica ad alta temperatura di materiali quali acciai ferritici/martensitici, austenitici e superleghe a base Nichel e dei giunti saldati simili e dissimili. L’ECCC riassume le criticità e le prospettive dei produttori di acciaio e leghe speciali, dei progettisti e produttori di componentistica per le centrali termoelettriche e delle utilities.

Ai lavori dell’ECCC Creep & Fracture Conference 2014 hanno partecipato attivamente aziende, enti, istituti universitari e di ricerca di ogni parte del mondo. Fra questi, Siemens Energy, Chemnitz University of Technlology (Germania), TenarisDalmine, AnsaldoEnergia, RTM Breda, Centro Sviluppo Materiali (Italia), E.ON, Doosan Babcock, Alstom (UK), Tohoku University, Nippon Steel & Sumitomo Metal Corporation, Mitsubishi Hitachi Power Systems, IHI Corporation, National Institute of Material Science (NIMS), Japan Atomic Energy Agency (Giappone), Shanghai Power Equipment Research Institute, Shanghai Boiler Works (Cina), Mercedes Benz R & D India (India), Eskom (South Africa), EPRI- Electric Power Research Industry (USA), EDF Energy (UK/France), AREVA (Francia). E molti altri, dalla Russia alla Corea del Sud, dalla Svezia alla Repubblica Ceca, dalla Finlandia alla Slovenia, dalla Danimarca alla Spagna, dal Belgio all’Olanda.

«L’ECCC è un esempio significativo di come la componente tecnico-scientifica dei paesi della Comunità Europea sia in grado di fare sinergia, integrando i database delle singole nazioni per definire i valori di riferimento per la normativa europea del settore» ha dichiarato Augusto Di Gianfrancesco del Centro Sviluppo Materiali, Vice Chairman della conferenza e co-fondatore dell’ECCC. «Le procedure e guideline sviluppate dall’ECCC hanno suscitato l’interesse della comunità internazionale, allargando oltre i confini europei la discussione sugli standard. Le presenze a questo convegno ne sono una conferma» ha concluso.

L’ECCC è fortemente impegnato nel coordinamento europeo dello sviluppo dati sul creep e nelle attività di valutazione e confronto degli stessi. L’obiettivo è raccogliere le risorse disponibili in ogni paese per costruire una base ottimale di valutazione sui valori di creep e configurare elevati standard di produzione e design. Dal 2011 si è dato una forma organizzativa più articolata, affidando al Centro Sviluppo Materiali la responsabilità della segreteria tecnica.

«La riconferma alla segreteria tecnica dell’ECCC nel prossimo triennio fino al 2017, è importante per il Centro Sviluppo Materiali e per il suo ruolo di leader nella ricerca per il settore dell’energia», ha affermato Pontremoli. «E rappresenta un punto privilegiato di osservazione e riflessione sulle linee di tendenza della ricerca nel campo dei materiali per impieghi ad alta temperatura. E’ anche un efficace strumento di monitoraggio tecnologico e di orientamento in un settore in cui il Centro Sviluppo Materiali mantiene la sua leadership da decenni».

Il panorama e le prospettive del settore energetico mondiale sono state delineate nel Rapporto “World Energy Scenarios to 2050” del WEC (World Energy Council). Partendo dai risultati di questo rapporto, l’International ECCC Creep & Fracture Conference 2014 intende fornire ai decision maker strumenti utili a valutare l’impatto potenziale delle loro scelte sul futuro partendo proprio dai risultati di questo rapporto. «Abbiamo individuato due scenari», ha spiegato Gilberto Callera, presidente del WEC Italia, «che prevedono un coordinamento mondiale delle politiche energetiche nazionali per combattere i cambiamenti climatici. Coordinamento che influirebbe positivamente, nei singoli stati, sulle scelte delle tecnologie per la produzione e l’utilizzo dell’energia».

Il Centro Sviluppo Materiali Spa, con sei sedi in Italia e oltre 300 fra dipendenti e collaboratori, è un centro di ricerca applicata che elabora soluzioni tecnologiche all’avanguardia nel campo dei materiali, in particolare acciaio e leghe speciali.

Recentemente entrato a far parte del RINA, azienda internazionale di certificazione e servizi, il Centro Sviluppo Materiali copre l’intero arco del processo di innovazione, dalla metallurgia alla chimica fisica di processo, fino all’applicazione nelle filiere produttive. Tra quelle di maggior rilievo, la Siderurgia, l’Aerospazio, l’Energia e l’Ambiente, con particolare riferimento alla valorizzazione dei rifiuti industriali pericolosi per la produzione di energia elettrica e termica (Waste-to-Energy).

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Il RINA acquisisce il controllo del Centro Sviluppo Materiali

Roma – Il RINA, azienda di certificazione e servizi che opera a livello internazionale in numerosi settori industriali – navale, ambientale, energia, infrastrutture e trasporti – ha acquisito la maggioranza assoluta del Centro Sviluppo Materiali, centro di eccellenza della ricerca sui materiali e sulle tecnologie applicative. L’operazione, illustrata nel corso della prima riunione del nuovo Consiglio di Amministrazione, prevede un’iniezione di capitali di 4 milioni di euro a fronte di una quota azionaria del 50,5%. Il RINA, assistito nell’operazione dallo studio Gattai ed associati diventa, quindi, l’azionista di controllo del Centro Sviluppo Materiali e lo consolida nel proprio Gruppo, proiettando il fatturato atteso a oltre 330 milioni di euro.

L’aumento di capitale si inquadra in un’operazione di partnership fra le due aziende, supportata dagli azionisti del Centro Sviluppo Materiali (Tenaris Dalmine, Acciai Speciali Terni, Finmeccanica, Fincantieri, Tenova, Vesuvius, Arvedi, SAIPEM, Polo Tecnologico Industriale Romano, ACEA ed AMA). Infatti, l’obiettivo del CSM è potenziare ed espandere la propria attività di ricerca applicata mantenendo inalterati la missione aziendale, l’enorme bagaglio tecnico-scientifico (oltre 800 brevetti nel corso della sua storia) ed il patrimonio culturale dei propri ricercatori. Tutti i precedenti azionisti del CSM manterranno la partecipazione nel nuovo assetto azionario.

Ai vertici del Centro Sviluppo Materiali sono stati riconfermati Roberto Zocchi e Mauro Pontremoli, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato. Alla Vice Presidenza arriva Cesare Murgia già General Manager Europa Centrale e Orientale del RINA.

Energia e offshore, nuove sinergie per il RINA

«Le preziose attività che ricercatori e ingegneri del CSM svolgeranno in sinergia con il RINA», ha dichiarato Ugo Salerno, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo, a margine della riunione del CDA, «ci consentiranno di ampliare i nostri servizi e di crescere più velocemente nei Paesi in rapido sviluppo, in particolare nei settori energia e offshore, contesti che presentano ottime opportunità».

Nuovi mercati per il CSM

«Il nostro inserimento nel RINA», ha dichiarato a sua volta Mauro Pontremoli, Amministratore Delegato del Centro Sviluppo Materiali, «ci fornisce risorse finanziarie e capacità di penetrazione nei mercati internazionali, che sono indispensabili per promuovere la nostra attività a livello globale. I ricavi del CSM già provengono per il 45% dall’estero e per oltre il 20% da Paesi extra europei».

«Nei mercati in rapida crescita», ha spiegato, «vi è un’enorme domanda di tecnologie avanzate sui materiali. In particolare, in Turchia, Cina e India dove la domanda riguarda principalmente i settori della produzione e impiego dell’acciaio e delle leghe metalliche».

Il RINA

Il RINA è un gruppo multinazionale che fornisce servizi di verifica, certificazione, valutazione di conformità, classificazione navale, valorizzazione ambientale, test di prodotto, supervisione e qualifica dei fornitori, formazione e consulenza ingegneristica attraverso una vasta gamma di industrie e servizi. Il RINA opera attraverso una rete di società dedicate ai diversi settori: Shipping, Energia, Infrastrutture e Costruzioni, Logistica e Trasporti, Ambiente e Qualità, Agroalimentare e Sanità, Finanza e Pubbliche Istituzioni, Business Governance. Con circa 280 milioni di euro di attività nel 2012, oltre 2.200 risorse, 150 uffici in 53 Paesi nel mondo, il Gruppo è oggi in grado di rispondere alle esigenze dei propri clienti ed è allo stesso tempo riconosciuto quale interlocutore autorevole presso le principali Organizzazioni internazionali, contribuendo da sempre allo sviluppo di nuovi standard normativi.

Il Centro Sviluppo Materiali, cinquant’anni di eccellenza

Il CSM, che ha da poco festeggiato i 50 anni di attività, impiega circa 300 ricercatori e tecnici di cui il 68% sono laureati, per un fatturato di 31 milioni di euro. Fondato nel 1963 come Centro Sperimentale Metallurgico dalle principali imprese siderurgiche dell’epoca, nel 1987 cambia denominazione in Centro Sviluppo Materiali. Gli interventi e le competenze, tipiche di un centro corporate della grande industria pubblica, vengono sviluppati e dilatati verso nuovi campi di materiali, prodotti e tecnologie. Privatizzato dal 1996, il CSM espande la propria attività dal tradizionale settore metallurgico e dell’acciaio ai settori oil & gas, aerospazio, meccanica e trasporti, energia e ambiente e diviene un interlocutore a livello internazionale.

Attualmente il CSM è un centro di ricerca applicata che elabora soluzioni tecnologiche all’avanguardia nel campo dei materiali, in particolare acciaio e leghe speciali. L’approccio multidisciplinare gli consente di coprire l’intero arco del processo di innovazione, dalla metallurgia alla chimica fisica di processo, fino all’applicazione nella filiera produttiva.

Il Centro Sviluppo Materiali ha sede a Castel Romano (Roma) con unità di ricerca diffuse sul territorio nazionale (Pula, Terni, Dalmine, Napoli e Lamezia Terme). E’ inserito nei principali distretti e consorzi di ricerca nazionali e gestisce programmi di ricerca ed innovazione della Comunità Europea, con un ruolo importante anche nel futuro programma europeo Horizon 2020.

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Centro Sviluppo Materiali, incontro sull’innovazione industriale

Ricerca e innovazione dei materiali come via d’uscita per la ripresa industriale. Questo il tema dell’incontro-dibattito organizzato nei giorni scorsi nella sede del Centro Sviluppo Materiali. Un principio ampiamente dibattuto e ribadito durante l’incontro da Pier Paolo Baretta, sottosegretario al Ministero Economia e Finanza: «La crescita del nostro paese è legata al rilancio del manifatturiero che deve aggiornarsi con innovazioni di processo e di prodotto».

 

Roma – «Ripresa industriale attraverso ricerca e innovazione dei materiali». Questo è l’ordine del giorno della riunione che si è tenuta nei giorni scorsi nella sede del Centro Sviluppo Materiali. Ne hanno parlato alti rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, dell’industria e della ricerca nel corso del Celebration Event organizzato dal CSM per festeggiare i 50 anni di attività nella ricerca applicata e nell’innovazione sui materiali.

 

Numerosi i partecipanti che hanno affollato le sale convegni del Centro Sviluppo Materiali. Fra questi, oltre a Baretta, Herbert von Bose per la Commissione Europea, Vincenzo Zezza per il Ministero Sviluppo Economico, Marco Vittori Antisari per l’Enea, Nicoletta Amodio, dirigente Area Ricerca, Innovazione, Education di Confindustria, Giuseppe Pagnano, responsabile del progetto europeo Clean Sky, Loredana Ghinea, direttore del partenariato europeo pubblico-privato Spire, e l’On. Fausto Bertinotti.

 

Al centro del dibattito, ospitato da Roberto Zocchi e Mauro Pontremoli, rispettivamente presidente e amministratore delegato del Centro Sviluppo Materiali Spa, l’importanza della ricerca e le strade che istituzioni e industria devono percorrere in questa direzione per riconquistare posizioni di mercato.

Da una parte, il governo Letta intende creare un “Sistema Nazionale della Ricerca” sostenuto da incentivi fiscali. Dall’altra, la Commissione Europea intende favorire l’eccellenza scientifica e la ricerca con il programma-quadro Horizon 2020.

 

La sede dell’incontro non è casuale: il Centro Sviluppo Materiali Spa, un centro di ricerca applicata e innovazione sui materiali, conosciuto a livello mondiale, ha voluto festeggiare il 50° anniversario della fondazione con un contributo costruttivo in un momento difficile dell’economia, in particolare per il settore industriale.

 

 

Le linee guida di Baretta, per il Governo

 

«Per questo Governo è prioritario definire uno strumento strutturale di agevolazioni fiscali per sostenere le attività di ricerca e sviluppo, che dovrà essere aggiuntivo rispetto al credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente specializzato in questo comparto». Queste le parole del sottosegretario, che ha aggiunto: «La creazione di un “Sistema Nazionale della Ricerca” è un’esigenza strategica per lo sviluppo e la competitività del paese e il sostegno alla Ricerca è uno degli obiettivi principali di questo Governo».

 

Anche per l’onorevole Fausto Bertinotti è necessario che l’Italia si allinei agli altri paesi Europei, «con un maggiore impegno finanziario in R&I a favore del sistema produttivo, che deve trovare riscontro nel mondo imprenditoriale».

 

La situazione italiana

 

I dati illustrati da Baretta non sono lusinghieri. Nel 2011 l’Italia ha destinato a Ricerca e Sviluppo l’1,25% del PIL, contro il 3% dei partner europei. Il numero degli addetti in Italia è di circa 350.000 persone di cui 150.000 ricercatori, il 30% donne. In linea con la media europea, ma sottodimensionato rispetto ai Paesi più grandi. Su 54.414 brevetti depositati in Europa nel 2010, solo 4.423 erano italiani a fronte di 8.700 francesi e ben 21.700 tedeschi.

 

La ricetta europea

 

Anche per Herbert von Bose, Direttore nella Direzione Generale Ricerca e Innovazione della Commissione Europea «la situazione di crisi dell’economia mondiale è connessa con una sostanziale perdita di robustezza del sistema produttivo industriale che si è basato troppo su finanza e servizi».

Secondo von Bose, «L’industria deve essere posta al centro della questione europea per conservare una posizione leader a livello globale e far ripartire l’economia in Europa».

 

Von Bose è responsabile di Horizon 2020, programma europeo in cui il Centro Sviluppo Materiali partecipa attivamente con il coordinamento del Progetto MatVal per le attività di ricerca e innovazione sui materiali.

Gli obiettivi che l’Europa si è posta con Horizon 2020 non potranno essere raggiunti, ha spiegato, senza la ricerca creativa e l’impegno nell’innovazione. Dall’energia, ai trasporti, alla salute, all’ambiente, ecc. «la grande sfida è trasformare questi risultati in utile. Un obiettivo a cui il Centro Sviluppo Materiali può dare un contributo importante».

 

Le politiche per la ricerca industriale, secondo l’ENEA

 

Marco Vittorio Antisari, direttore “Unità Tecnica” Tecnologie dei Materiali dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), ha sottolineato che «occorrono opportune sinergie e un buon coordinamento fra la politica energetica e il supporto alla ricerca industriale». E’ una premessa indispensabile, ha spiegato, perché i finanziamenti si traducano in reali benefici tecnologici, con ricadute economiche misurabili. Antisari ha ricordato l’esempio negativo del fotovoltaico: «la mancanza di coordinamento nel sistema pubblico non ha portato ricchezza nonostante i rilevanti investimenti».

 

Il Centro Sviluppo Materiali, cinquant’anni di eccellenza

 

«Questo anniversario», ha dichiarato nel suo intervento introduttivo Mauro Pontremoli, «è un passaggio importante per rilanciare con forza il ruolo del Centro Sviluppo Materiali come preziosa risorsa nazionale. Le innovazioni strategiche nel campo dei materiali – ha spiegato – sono in grado di migliorare la competitività delle industrie manifatturiere che operano in importanti settori del comparto».

 

Il Centro Sviluppo Materiali Spa, con sei sedi in Italia e oltre 300 fra dipendenti e collaboratori, è un centro di ricerca applicata che elabora soluzioni tecnologiche all’avanguardia nel campo dei materiali, in particolare acciaio e leghe speciali. L’approccio multidisciplinare le consente di coprire l’intero arco del processo di innovazione, dalla metallurgia alla chimica fisica di processo, fino all’applicazione nella filiera produttiva.

 

In cinquant’anni di attività, il Centro Sviluppo Materiali è divenuto un nodo importante del network di ricerca europeo, con un forte coinvolgimento nella ricerca comunitaria e con la presenza istituzionale in organismi che svolgono un ruolo decisivo anche nel futuro programma europeo Horizon 2020.

 

Tra le filiere di ricerca ed innovazione di maggior rilievo nella prospettiva europea in cui interviene il Centro Sviluppo Materiali, la Siderurgia, l’Aerospazio, l’Energia e l’Ambiente, con particolare riferimento alla valorizzazione dei rifiuti industriali pericolosi per la produzione di energia elettrica e termica (Waste-to-Energy).

 

 

 

 

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Il Centro Sviluppo Materiali organizza Steelmaster 2013

Il Centro Sviluppo Materiali, eccellenza italiana nell’innovazione tecnologica, organizza il corso di formazione Steelmaster 2013 e festeggia il cinquantenario.

Roma. La diciassettesima edizione di Steelmaster, il noto master professionale dedicato ai quadri intermedi della siderurgia italiana, sarà organizzata dal Centro Sviluppo Materiali. Da quest’anno, infatti, il CSM ne ha assunto la gestione, in accordo con Federacciai e ICSIM e in collaborazione con Tenaris e Fondazione Dalmine.
Il Centro Sviluppo Materiali, centro di eccellenza nella ricerca applicata e nell’innovazione tecnologica, festeggia il 50° anniversario della fondazione anche con questo nuovo impegno. L’obiettivo è rilanciare con forza il suo ruolo in settori importanti dell’industria manifatturiera italiana, una risorsa preziosa per rendere più competitive le aziende.
Riconosciuto a livello internazionale, il CSM elabora soluzioni tecnologiche all’avanguardia nel campo dei materiali, in particolare nell’acciaio e leghe speciali. Soluzioni che rivestono l’intero arco del processo di innovazione, dalla metallurgia alla chimica fisica di processo fino all’applicazione nella filiera produttiva.

Il grande successo registrato dall’Open Day CSM appena concluso, è una conferma dello spirito di coesione che si respira in azienda. Oltre seicento i partecipanti alla giornata di festa dedicata a dipendenti, ex-dipendenti, collaboratori e familiari. L’evento, insieme al nuovo impegno nella formazione con Steelmaster, rientra nel piano di festeggiamenti del cinquantenario del Centro Sviluppo Materiali.

Steelmaster 2013, storia e obiettivi:
Steelmaster, fondato nel 1996, è un corso di alto livello per il “middle management” della siderurgia italiana e delle aziende ad essa collegate. Quest’anno, sotto la gestione diretta del Cento Sviluppo Materiali, si svolgerà in due edizioni al fine di agevolare la partecipazione: nel Nord Italia a Dalmine e nel Centro Italia a San Gemini.
Il progetto formativo Steelmaster nasce dalla collaborazione tra il Centro Sviluppo Materiali, uno dei principali Centri di ricerca europei nel settore dei processi e dei materiali, e ICSIM, Istituto per la Cultura e la Storia d’Impresa “Franco Momigliano”, un centro di eccellenza dell’alta formazione in Umbria e in Italia.
L’obiettivo principale di Steelmaster 2013 è di fornire una vasta gamma di competenze che consentano ai partecipanti di definire un quadro completo della realtà della siderurgia a livello nazionale, europeo ed internazionale e gli strumenti per poter meglio operare nelle loro aziende.
Questi i principali argomenti che verranno approfonditi nel corso Steelmaster 2013: storia della siderurgia, cicli e tecnologie di produzione, struttura dell’industria siderurgica a livello nazionale, europeo ed internazionale, mercato dell’acciaio, ricerca e innovazione, applicazione dei prodotti. E inoltre: sicurezza sul lavoro, aspetti ambientali, analisi di bilancio, logistica, aspetti organizzativi, garanzia di qualità e bilancio sociale, aspetti della gestione reclutamento e valutazione delle risorse umane.
Alle precedenti 16 edizioni di Steelmaster hanno partecipato oltre trecento allievi provenienti dalle più importanti aziende siderurgiche italiane ed europee e da altre realtà imprenditoriali che operano a diverso titolo in questo comparto. Tutti, attualmente, rivestono posizioni di assoluta responsabilità nelle loro aziende.
L’insieme delle tesi realizzate dai partecipanti di Steelmaster a fine corso, e in parte pubblicate, costituisce un importante patrimonio di conoscenze ed un riferimento per studiosi ed esperti del settore.
Modalità di svolgimento e programma di Steelmaster 2013:
Le lezioni saranno tenute da docenti provenienti da aziende e centri di ricerca del settore, da Federacciai ed Eurofer (associazioni dei produttori siderurgici), dall’università, da organismi e istituzioni nazionali ed europei.
Il corso Steelmaster 2013 è strutturato in moduli, distribuiti in due settimane di frequenza non consecutive, con sette ore d’aula al giorno. Sono previste, inoltre, visite aziendali e incontri con manager e consulenti di imprese siderurgiche.
Durante il corso ogni partecipante concorderà con i docenti un argomento sul quale verrà elaborata una tesi di ricerca (25-30 cartelle). La discussione della tesi è vincolante per l’ottenimento del Diploma rilasciato da Steelmaster.
Le lezioni del corso di formazione Steelmaster 2013 si svolgeranno nel’arco di due settimane, dal 30 settembre al 4 ottobre 2013 a Dalmine (Bergamo) e dal 4 all’8 novembre 2013, a San Gemini (Terni). Il corso ha carattere residenziale.
Il corso Steelmaster 2013 ha un costo di 3.000,00 euro (Iva esclusa) e comprende spese di soggiorno, materiale didattico, trasferimenti per visite aziendali e assicurazione. La quota dovrà essere corrisposta entro il 31 agosto 2013.
Steelmaster 2013 è organizzato dal Centro Sviluppo Materiali spa, Federacciai e ICSIM, in collaborazione con Tenaris, Fondazione Dalmine e con il contributo di IGQ (Istituto Italiano di Garanzia della Qualità). L’iniziativa è sostenuta da ESTEP (European Steel Technology Platform).
Tenaris è leader mondiale nella produzione di tubi di acciaio senza saldatura per l’industria energetica, automobilistica e meccanica. La Fondazione Dalmine, costituita nel 1999 per iniziativa di TenarisDalmine, promuove attività di studio, ricerca, formazione e divulgazione nelle aree tematiche della business history e cultura d’impresa, della storia della tecnologia e dell’organizzazione, della storia sociale, dell’archeologia industriale.
Info e programma Steelmaster: www.c-s-m.it
Direttore del corso: Enrico Gibellieri
Segreteria organizzativa: [email protected] (tel. +39 065055205)

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Steelmaster 2013: il Centro Sviluppo Materiali protagonista della formazione

Roma. La diciassettesima edizione di Steelmaster, il noto master professionale dedicato ai quadri intermedi della siderurgia italiana, sarà organizzata dal Centro Sviluppo Materiali. Da quest’anno, infatti, il CSM ne ha assunto la gestione, in accordo con Federacciai e ICSIM e in collaborazione con Tenaris e Fondazione Dalmine.
Il Centro Sviluppo Materiali, centro di eccellenza nella ricerca applicata e nell’innovazione tecnologica, festeggia il 50° anniversario della fondazione anche con questo nuovo impegno. L’obiettivo è rilanciare con forza il suo ruolo in settori importanti dell’industria manifatturiera italiana, una risorsa preziosa per rendere più competitive le aziende.
Riconosciuto a livello internazionale, il CSM elabora soluzioni tecnologiche all’avanguardia nel campo dei materiali, in particolare nell’acciaio e leghe speciali. Soluzioni che rivestono l’intero arco del processo di innovazione, dalla metallurgia alla chimica fisica di processo fino all’applicazione nella filiera produttiva.

Steelmaster, fondato nel 1996, è un corso di alto livello per il “middle management” della siderurgia italiana e delle aziende ad essa collegate. Quest’anno, sotto la gestione diretta del Cento Sviluppo Materiali, si svolgerà in due edizioni al fine di agevolare la partecipazione: nel Nord Italia a Dalmine e nel Centro Italia a San Gemini.
L’obiettivo principale di Steelmaster 2013 è di fornire una vasta gamma di competenze che consentano ai partecipanti di definire un quadro completo della realtà della siderurgia a livello nazionale, europeo ed internazionale e gli strumenti per poter meglio operare nelle loro aziende.
Le lezioni di Steelmaster 2013 saranno tenute da docenti provenienti da aziende e centri di ricerca del settore, da Federacciai ed Eurofer (associazioni dei produttori siderurgici), dall’università, da organismi e istituzioni nazionali ed europei. Il corso di formazione si svolgerà nel’arco di due settimane, dal 30 settembre al 4 ottobre 2013 a Dalmine (Bergamo) e dal 4 all’8 novembre 2013, a San Gemini (Terni).
Alle precedenti 16 edizioni di Steelmaster hanno partecipato oltre trecento allievi provenienti dalle più importanti aziende siderurgiche italiane ed europee e da altre realtà imprenditoriali che operano a diverso titolo in questo comparto. Tutti, attualmente, rivestono posizioni di assoluta responsabilità nelle loro aziende.
Steelmaster 2013 è organizzato dal Centro Sviluppo Materiali spa, Federacciai e ICSIM, in collaborazione con Tenaris, Fondazione Dalmine e con il contributo di IGQ (Istituto Italiano di Garanzia della Qualità). L’iniziativa è sostenuta da ESTEP (European Steel Technology Platform).
Tenaris è leader mondiale nella produzione di tubi di acciaio senza saldatura per l’industria energetica, automobilistica e meccanica. La Fondazione Dalmine, costituita nel 1999 per iniziativa di TenarisDalmine, promuove attività di studio, ricerca, formazione e divulgazione nelle aree tematiche della business history e cultura d’impresa, della storia della tecnologia e dell’organizzazione, della storia sociale, dell’archeologia industriale.
Info e programma Steelmaster: www.c-s-m.it
Direttore del corso: Enrico Gibillieri
Segreteria organizzativa: [email protected] (tel. +39 065055205)

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