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Nient’altro che noi, il bullismo dal cinema al teatro

Il problema del bullismo nelle scuole è una tematica molto attuale che richiede attenzione e riflessione ad ogni livello sociale e scolastico. In Italia, senza distinzione tra nord e sud, gli episodi di violenza verbale e fisica nell’ambito della scuola, sono una realtà molto diffusa: il 33% dei ragazzi , come emerge da una recente indagine, è vittima ricorrente di episodi di violenza sia psicologica, con minacce, offese, “prese in giro”, che fisica L’aumento costante di episodi legati soprattutto al mondo della scuola induce genitori, professori alunni ed istituzioni ad un serio ed approfondito dibattito per poter contrastare e prevenire il bullismo in ogni sua forma diretta ed indiretta. La commedia è tratta dall’omonimo film : Il film“Nient’altro che noi” , scritto e diretto dal regista Angelo Antonucci ( www.angeloantonucci.com, autore tra gli altri di “Dio ci ha creato gratis” per Canale 5 “ con Nino Manfredi e Leo Gullotta e di“Amore e libertà-Masaniello” con Franco Nero, Anna Galiena e Sergio Assisi, presentato con successo e ricevendo premi in numerosi festival in Italia ed all’estero) affronta in maniera delicata ed allo stesso tempo approfondita la tematica del bullismo. La storia mette in risalto il rapporto tra genitori e figli, il disagio dei giovani, il rapporto alunni ed insegnanti e si presta ottimamente ad un dibattito sull’argomento del fenomeno del bullismo. Il film è stato presentato nella sezione Teaser preview del GIFFONI FILM FESTIVAL 2008 ed ha il sostegno divulgativo di AGIS SCUOLA , e il patrocino dell’ ‘ANPE ( Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani) inserita nell’ Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza-Ministero della solidarietà sociale, selezionato al DAVID DI DONATELLO., segnalato dal portale “Smonta il bullo” ed aderente all’iniziativa internazionale contro il cyber bullismo. A fine esibizione la compagnia ed il regista sono disponibili ad un dibattito sulla tematica del bullismo con alunni e professori. I componenti della compagnia oltre al regista Angelo Antonucci sono giovani e validi attori selezionati in vari casting a cui hanno partecipato numerosi candidati da tutta Italia: Laura Paj (Elisa) , Edoardo Busterna( MIki, il bullo), Luca Mordenti (Marco, vittima del bullo), Alessio Pecorari (Federico) , Nicole Petrelli (Sara) . La DAC ha anche in produzione “London Shared room” . In questa commedia, un gruppo di ragazzi ( 2 ragazzi e 2 ragazze) si trovano a dover condividere una stanza a Londra dove sono arrivati per vari motivi di studio o lavoro. La commedia è un’occasione per poter apprendere o ripassare la lingua Inglese per gli studenti delle scuole di I e II grado. Per informazioni: [email protected] – tel. 349.8403679

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Bullismo nelle scuole: come sensibilizzare i nostri ragazzi.

Quante volte abbiamo sentito alla TV o appreso dai quotidiani di notizie di ragazzi bulli che agivano nei confronti dei propri coetanei con atti di violenza fisica e o morale? Ormai non le contiamo più e anzi spesso queste notizie passano inosservate, insomma lasciano un po’ il tempo che trovano. Proprio così, al giorno d’oggi sono così tanti i casi di bullismo nelle scuole o in luoghi pubblici frequentati da ragazzi che ormai non si da più peso a questi eventi lasciando credere a chi li compie che in queste azioni non ci sia nulla di sbagliato. È proprio questo che bisognerebbe evitare, far credere a chi compie questi atti che si trova nel giusto! Bisognerebbe pertanto agire, fare qualcosa affinché questi eventi diventino sempre meno e perché no sperare che vengano eliminati definitivamente. A tal proposito, nelle scuole ma anche a casa, si dovrebbe cercare di sensibilizzare i ragazzi su questo argomento, magari spingendoli a discutere tra di loro su quale potrebbe essere la soluzione migliore per cercare di risolvere questo problema che da tempo, troppo tempo, è motivo di degenerazione per la nostra società e soprattutto per i nostri ragazzi. Sono moltissime le storie di ragazzi che sono o sono stati vittime di bullismo, ma a quanto pare non sono abbastanza per porre fine a questa situazione. Il più delle volte sono gli individui stessi che compiono questi atti a necessitare aiuto, proprio così, spesso il loro comportamento è dettato da situazioni familiari particolari, pertanto questi si sentono come chiusi in una gabbia e l’unico modo per uscirne è prevalendo sul più debole. Questo di sicuro non è un motivo per giustificare questi individui e le loro azioni, ma se li si aiutasse a capire che le loro azioni hanno dei riscontri più che negativi sulle loro vittime, probabilmente oggi questo problema sarebbe solo un vecchio ricordo.

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