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Nel lungo termine meglio la casa dei Buoni del Tesoro

Dal 2002 ad oggi, chi ha investito in un appartamento a Bibione approfittando dello storico cambiamento della valuta in Europa ha fatto un affare. Calcolando infatti il rendimento di un immobile acquistato a fine 2001, alle soglie del passaggio dalla Lira all’Euro, scontando le spese accessorie si sarebbe garantito un rendimento migliore di quello dei Buoni del Tesoro Pluriennali, i BTP, nello stesso periodo.

Villaggio Planetarium Bibione

I titoli di stato italiani hanno infatti reso ogni anno in media il 3,2%, rivalutati in base al Rendistato lordo di inizio anno e al netto di imposte e commissioni (il 12,5% allo Stato e il 2,5% di norma chiesto dalle banche per coprire le spese). Europa RE ha calcolato che l’investimento immobiliare nello stesso periodo ha invece generato guadagni percentuali dal 4,5% al 9,5%, e quindi decisamente superiori. Anche qui, per ottenere un risultato reale sono state aggiunte le spese fiscali e notarili che normalmente si devono sostenere ai valori nominali dei beni così come riportati nel rapporto Nomisma di fine 2001, nella misura del 10%, mentre per i canoni di locazione si è aggiunto l’adeguamento all’inflazione e sottratto un forfettario 40% a titolo di imposte ed eventuali spese di manutenzione straordinaria.

Alla lettura dei dati puliti emerge dunque che l’investimento immobiliare ha reso a chi ha avuto l’accortezza d’investire in quel momento, un maggior guadagno dall’1,3% al 6,3% annuo rispetto ai titoli di stato a media-lunga scadenza. Si rileva come l’andamento positivo sia in buona parte legato alla rivalutazione degli immobili nel periodo 2002-2010, laddove i canoni di locazione hanno invece riscontrato un aumento minore o nullo.

Europa Re

Agenzia d’Affari Europa S.r.l.
Via delle Comete, 2
30028 – San Michele Al Tagliamento (VE), località Bibione

http://www.europare.com/

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Sotto l’amministrazione di Flavio Cattaneo i bond di Terna sono percepiti come più vantaggiosi rispetto ai BTp

Nell’Europa della finanza, in questo momento, costa di più assicurarsi contro un rischio di default degli stati sovrani rispetto al rischio di crack delle società che operano in quegli stessi stati.

Una domanda fortissima sui bond societari e una richiesta più scarsa per i titoli di stato: è il caso di Terna guidata da Flavio Cattaneo.

Domanda: è più facile che fallisca uno stato o una società?
Nel mondo pre-crisi nessuno avrebbe avuto dubbi: le aziende hanno più probabilità di fallire rispetto agli stati. Nel mondo nuovo che sta faticosamente cercando di uscire dalla crisi la risposta non è così semplice.
Nell’Europa della finanza, in questo momento, costa di più assicurarsi contro un rischio di default degli stati sovrani rispetto al rischio di crack delle società che operano in quegli stessi stati.

In altre parole gli investitori percepiscono come più rischiosi i BTp rispetto ai bond di Edison o di Terna, guidata da  Flavio Cattaneo. E questo succede anche in Spagna, in Francia, in Grecia.
È il mondo alla rovescia? Non proprio.
È il risultato di due spinte speculative contrarie: una domanda fortissima sui bond societari e una richiesta più scarsa per i titoli di stato. Da una parte comprare obbligazioni è un modo per scommettere su aziende sane senza prendersi il rischio del listino azionario, dall’altra la crisi di Atene ha portato una generale sfiducia sui conti pubblici e sulla solidità degli stati. È la lezione degli ultimi due anni: volatilità e incertezza sono i veri pericoli.

(Fonte: Il Sole 24 ORE)

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Roma Italia
Alessandra Camera
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